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      <title>&quot;Dea dagli occhi di acciaio nell’era dell’automobile&quot; by letiss</title>
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      <description>Tamara De Lempicka, la &quot;donna d&#39;oro&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-29 13:34:22 UTC</pubDate>
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         <title>Tamara De Lempicka</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una donna affascinante quanto misteriosa, simbolo dell’emancipazione femminile e di un secolo rivoluzionario come il Novecento.<br>Per capire Tamara dobbiamo sapere che è<strong> la diva</strong>, <strong>l’eleganza, la trasgressione, l’indipendenza e la modernità</strong>. La <em>donna d’oro</em> come la definì d’Annunzio durante il suo insistente corteggiamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 13:55:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 13:57:07 UTC</pubDate>
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         <title>Una vita tra arte e tormento</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tamara de Lempicka costruì un alone di mistero sulla sua personalità, a partire dalla nascita: non il 16 maggio del <strong>1902</strong> come dichiarava, ma del <strong>1898</strong>, e a Varsavia non a Mosca, come le sembrava più conveniente. Questo per poter nascondere le origini paterne ebree, ma anche perché la nazionalità russa, a detta popolare, la faceva apparire <em>nobile</em>. Velleità queste di una donna che volle da subito costruirsi un personaggio e una vita memorabile.<br>Dopo la morte del padre, Tamara trascorre qualche anno con la nonna Clementine e insieme a lei compie il primo importantissimo viaggio in <strong>Italia</strong>, nel 1907, per poi trasferirsi a <strong>San Pietroburgo</strong>.<br>Nella città russa conosce e sposa un giovane avvocato, <strong>Tadeusz Lempicki</strong>, dal quale deriva il suo nome d’arte e con il quale si traferisce a <strong>Parigi</strong> nel 1918. Nella Ville Lumière Tamara frequenta <em>l’Académie de la Grande Chaumière</em> e nel 1922 espone per la prima volta al <em>Salon d’Automne</em>.<br>Nel 1925 ottiene i primi riconoscimenti a Parigi diventando una delle icone più importanti della vita mondana e artistica della capitale francese. Travolta dalla frenesia della popolarità e dei nuovi svaghi degli anni ’20, l’artista si costruisce un personaggio a tavolino e inizia a fare scandalo. Ben presto rivela la sua <strong>bisessualità</strong>, sfoggiando le sue travolgenti passioni per ritagliarsi un posto nello scenario glamour di quegli anni. La serie di pitture dedicata a <strong>“La belle Rafaëla</strong>” è il risultato dell’amore ossessivo dell’artista per una donna.<br>Dopo il divorzio con Tadeusz e il successivo matrimonio con il<strong> barone Kuffner</strong>, nel 1933, Tamara de Lempicka ottiene la fama e la ricchezza a lungo bramata. Nel 1939 si trasferisce negli <strong>Stati Uniti</strong>, Houston in Texas, dove continua a dipingere rifiutandosi tuttavia di esporre a causa della critica negativa con cui furono accolte le sue ultime opere. Muore a Cuernavaca in <strong>Messico</strong>, il 18 marzo 1980.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 13:58:35 UTC</pubDate>
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         <title>Poetica</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tamara con il pennello racconta delle donne più belle del ‘900 e racconta un po’ di tutte noi. I suoi ritratti da molti critici sono considerati “freddi”, ma guardandoli da un’altra prospettiva, essi appaiono come una visione interiore che l’artista ci ha offerto, a cui ci lascia partecipare. In ogni donna che ritrae si rivede la pittrice stessa perché, per una donnna così misteriosa, comunicare è possibile solo attraverso messaggi celati e a “piccole dosi”.<br>Il suo stile pittorico prende spunto dalle rotondità e le tonalità tipiche di <strong>Ingres</strong> e dal <strong>post-cubismo costruttivista e sitentico</strong> del suo maestro <strong>Andrè Lhote</strong>. La pittrice modella la plasticità dei corpi attraverso una luce artificiale dalle ombre decise di influenza cubista e un gusto <strong><em>Art Déco</em></strong> riletto in chiave personale. Tamara dipinge con pennellate piatte e compatte, utilizzando colori accesi graduati per creare linee pure e definite.<br>L’atmosfera che si respira nelle sue opere è densa di erotismo e provocazione. Le donne di Tamara sono nuove <strong>veneri moderne, borghesi  e altezzose</strong>, hanno la pelle avorio e sono adagiate i pose sensuali, riflettendo il clima culturale e la moda contemporanea.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:12:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il maestro Andrè Lhote</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:14:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:20:36 UTC</pubDate>
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         <title>Le due amiche (Perspective)</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per il Salon francese del 1922 dipinge<em> Le due amiche (Perspective)</em>, un olio su tela con richiami cubisti e dalle linee talmente dure da far sembrare le due protagoniste come due manichini inanimati e inespressivi. Lo sguardo freddo e distaccato delle donne dipinte non genera grandi entusiasmi nel pubblico, anche a causa del tema provocatorio del soggetto, che ritrae un modaiolo amore saffico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:21:14 UTC</pubDate>
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         <title>Kizette al balcone</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Kizette al balcone</em> (1927) raffigura una bambina al balcone seduta su uno sgabello, in una posa che richiama il <em>ritratto di Bia de‘ Medici</em> di Agnolo Bronzino, artista spesso citato da Tamara de Lempicka a partire dal suo viaggio in Italia. Alle spalle della protagonista, si staglia un paesaggio urbano decostruito e appiattito dalle tonalità cromatiche tenui  (gialli, grigi e bianchi) che richiamano il candore virginale della bambina dai morbidi contorni infantili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:27:11 UTC</pubDate>
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         <title>Autoritratto</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il celebre<em> Autoritratto</em> del 1929 viene utilizzato come copertina di luglio della celebre rivista tedesca <em>“Die Dame”</em>. Il dipinto ottiene popolarità e diventa il manifesto di un’intera epoca. Per quest’opera, la pittrice si raffigura a bordo di una Bugatti, sinonimo di velocità e di lusso, rendendo così l’idea della donna emancipata e indipendente, esattamente come richiama lo sguardo fiero con cui si rivolge verso lo spettatore. Le linee morbide del viso entrano in conflitto con la spigolosità del foulard che porta intorno al collo, dai richiami metallici e geometrici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:28:04 UTC</pubDate>
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         <title>La Dormiente</title>
         <author>letizia_mula</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella <em>Dormiente (Sleeping lady/ La Dormeuse)</em> ci troviamo di fronte ad una donna bellissima, gli occhi grandi ed allungati, capelli d’oro che scendono ed incorniciano delicatamente il viso, che entrano in contrasto con le labbra carnose e morbide, rosse in modo da catalizzare l’attenzione e risaltare sul gioco dei netti chiaroscuri.<br>Un’atmosfera soave, ma anche di forte femminilità e sensualità. Il modo in cui le braccia e le spalle nude sono poste, i lineamenti spigolosi e per niente esili, ma oserei dire “carnali”, che comunicano presenza, fisicità… una donna seducente ma irraggiungibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-29 14:58:50 UTC</pubDate>
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