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      <title>Confronto fra opere  by stefano.baioni</title>
      <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks</link>
      <description>Dall&#39; &quot;Allegoria del buon governo&quot; al &quot;Principe&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-08 14:46:58 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-03-09 22:52:30 UTC</lastBuildDate>
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         <title>L&#39;Allegoria del Buon Governo.  </title>
         <author>stefanobaioni79</author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/192891337</link>
         <description><![CDATA[<div>Ambrogio Lorenzetti.<br><br>Tra il 1338 e 1339 Ambrogio realizza quello che ancora oggi è considerato il suo capolavoro più grande: le Allegorie del Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti in Città e in Campagna, nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena.  <br><br>Queste opere rappresentano una testimonianza importante dal punto di vista storico e di rappresentazione del pensiero politico, di urbanistica e del costume dell'epoca, quasi fosse un messaggio di propaganda politica.<br><br>Il terzo momento del ciclo è quello dell’Allegoria del Buon Governo: qui campeggia la figura di un vecchio e saggio monarca che siede sul trono, circondato dalle figure allegoriche della Giustizia, della Temperanza, della Magnanimità, della Prudenza, della Fortezza e della Pace. Sul suo capo vi sono inoltre le personificazioni delle virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-02 08:41:05 UTC</pubDate>
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         <title>Confrontando il  &quot;Principe&quot; con &quot;L&#39; Allegoria del buon governo&quot;, quali differenze significative si riscontrano nei loro contenuti? </title>
         <author>stefanobaioni79</author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/192892747</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-10-02 08:45:47 UTC</pubDate>
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         <title>GIULIA MASCIOLI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/197014573</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Ambrogio Brunelleschi un buon governo doveva avere a capo un uomo vecchio e saggio, un monarca, circondato da elementi temporali come la giustizia, la temperanza, la magnanimità, la prudenza, la fortezza e la pace, e da elementi spirituali come la fede, la speranza e la carità. Secondo Machiavelli invece un buon governo comprende anche l'uso dell'astuzia e della violenza se necessario.<br> Il principe deve agire da “ volpe e leone”, cioè deve essere astuto e deciso, ingannatore e violento.  Forza e consenso permettono di dare efficacia all’ azione, e gli atti politici sono buoni solo se efficaci, se riescono cioè a orientare i processi della realtà nella direzione voluta. <br> Macchiavelli sostiene che per salvare lo Stato il principe deve essere disposto anche a “operare contro la fede, la carità, l’umanità e la religione”, poiché se riuscirà, con tali mezzi, a conseguire quell’obiettivo, allora tutti lo loderanno e lo considereranno “virtuoso”. Ma si potrà parlare di “virtù” solo se la crudeltà del Principe risulti “mirata”, cioè rigorosamente finalizzata alla costruzione di uno Stato nuovo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-14 10:20:36 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/197015338</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Principe di Machiavelli viene "utilizzato" per affermare la figura del sovrano ideale; quest'opera viene chiamata anche opera fraintesa perchè indica una lettura superficiale del suo pensiero. Con questa opera afferma anche che la forma monarchica è migliore per creare uno Stato nuovo.<br>Dall'Allegoria del Buon Governo invece, Ambrogio Lorenzetti tende a sottolineare ed a mettere in evidenza la figura di un vecchio e saggio monarca con scettro, scudo e corona. Vestito di un mantello bianco e nero, egli è circondato dalle figure alate di Fede, Speranza e Carità. Alla sua destra siedono la Prudenza, la Fortezza e la Pace, mentre alla sua sinistra vi sono la Magnanimità, la Temperanza e la Giustizia.&nbsp;<br>Secondo Machiavelli, lo stato deve lottare contro la fede, la carità e la religione per essere considerato virtuoso.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-14 10:31:42 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Menichelli Aringoli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/197565265</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’Allegoria del Buon Governo é essenziale il ruolo della Giustizia, rappresentata&nbsp; due volte. La prima è collegata con la Sapienza, che le vola sopra il capo, e con la Concordia, seduta ai suoi piedi. La seconda affianca il Bene comune – rappresentato dal vecchio e saggio monarca che siede sul trono – insieme alle altre virtù cardinali (Prudenza, Fortezza e Temperanza) e alla Pace e alla Magnanimità. Le virtù teologali (Fede, Speranza, Carità), invece, sono dipinte in alto.Alla base della rappresentazione del Buon governo c’è la nozione aristotelica e tomistica del primato del bene comune su quello individuale, cioè l’idea della neccessità di subordinare l’interesse privato ai bisogni della comunità. La comunità esige la pace e la sicuezza dei suoi membri, a cui tende mediante la forza e la concordia. La forza è rappresentata da Lorenzetti con la raffigurazione di un corteo di prigionieri e soldati, simbolo del potere coercitivo dello Stato. La concordia è rappresentata da una corda (che la Concordia riceve dalla Giustizia) che unisce tra loro i ventiquattro consiglieri della repubblica ritratti in corteo.&nbsp;</div><div>Invece per Machiavelli, la politica è intesa come un’arte autonoma, svincolata da ogni provvidenzialismo e finalismo.&nbsp;</div><div>In campo etico ciò è molto significante: l’autore mette al primo posto il realismo, non dà spazio alla trascendenza, e determina che il Principe non deve attenersi alle apparenze, ma creare un proprio pensiero, una propria opinione, a seconda dell’esperienza, data dal vivere il susseguirsi degli eventi umani.&nbsp;</div><div>Dal punto di vista etico, l’uomo non è più vincolato dal peccato: Machiavelli afferma che l’uomo non può vivere senza la sua parte animalesca, chiamata bestia; l’inscindibilità tra l’uomo e la bestia viene simboleggiata dal Centauro.<br>Legando la politica a quanto detto prima, possiamo prendere come riferimento “la golpe e il lione”, per Machiavelli essenziali in un Principe, poiché per essere il governatore ideale, egli deve essere furbo come una volpe e forte, coraggioso come un leone, in quanto alcuni uomini sono “non buoni”. Tutto ciò è ritenuto necessario ad un Principe per non cadere in “ruina”, e quindi per non perdere il regno. Per Machiavelli sono vizi soltanto quelli che portano il Saggio alla ruina. Le virtù sono quelle che riescono a mantenerlo su, in forze; tutto il resto li chiama valori, non sono necessari, ma indifferenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-16 20:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Pallotta</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanobaioni79/Bookmarks/wish/199242243</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Allegoria del Buono e del Cattivo Governo è considerata la prima opera pittorica di carattere laico e civile della storia dell’arte italiana, perché è stata commissionata non dalla Chiesa, come per lo più accadeva in quel tempo, ma dal Governo dei Nove, un regime guelfo e non aristocratico in carica dal 1287 al 1355.</div><div>Gli affreschi furono voluti in un periodo di carestie, di sommosse e di generale instabilità per rassicurare i senesi della bontà e della giustizia del governo e al tempo stesso dissuadere chi provasse a manifestare il proprio dissenso.<br><em>Il Principe</em> è l’opera principale di Machiavelli. In essa l’autore vuole delineare le caratteristiche fondamentali che dovrebbe avere un sovrano ideale. Il trattato consta di 26 capitoli e il suo titolo originario è <em>De principatibus</em> (in latino). Venne scritto tra il luglio e il dicembre del 1513, quando l’autore si ritirò a vita privata nel suo podere dell’Albergaccio. L’opera però apparve soltanto postuma nel 1532 con il titolo: Il principe. Originariamente doveva essere dedicato a Giuliano de Medici, figlio di Lorenzo detto il magnifico, che però morì nel 1516. Allora l’autore decise di dedicarlo a Lorenzo, figlio di Piero e nipote del Magnifico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-21 06:21:41 UTC</pubDate>
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         <title>Adagio Leonardo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'<strong><em>Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo</em></strong> è un ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti , conservato nel Palazzo Pubblico di Siena e databile al 1338-1339. Gli affreschi, che dovevano ispirare l'operato dei governatori cittadini che si riunivano in queste sale, sono composti da quattro scene disposte lungo tutto il registro superiore di tre pareti di una stanza rettangolare, detta Sala del Consiglio dei Nove, o della Pace.(INVECE)</div><div><strong><em>Il Principe</em></strong> (titolo assegnato nell'edizione originale postuma di Antonio Blado e poi unanimemente adottato, ma il titolo originario era in lingua latina: <strong><em>De Principatibus</em></strong>, "Sui Principati") è un trattato di dottrina politica scritto da Nicolo Machiavelli  nel 1513, nel quale espone le caratteristiche dei Principati e dei metodi per mantenerli e conquistarli. Si tratta senza dubbio della sua opera più nota e celebrata, quella dalle cui massime (spesso superficialmente interpretate) sono nati il sostantivo "machiavellismo" e l'aggettivo "machiavellico".</div><div>L'opera non è ascrivibile ad alcun genere letterario; se ne è ipotizzata la natura di libriccino a carattere divulgativo.</div><div><em>Il Principe</em> si compone di una dedica e ventisei capitoli di varia lunghezza; l'ultimo capitolo consiste nell'appello ai de' Medici ad accettare le tesi espresse nel testo.&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-21 06:28:02 UTC</pubDate>
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         <title>Murat Vezi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il Buon Governo è rappresentato da un vecchio saggio con scettro, scudo e corona. Vestito di un mantello bianco e nero, egli è assiso in trono sotto le figure alate di Fede, Speranza e Carità. Alla sua destra siedono la Prudenza, la Fortezza e la Pace, mentre alla sua sinistra vi sono la Magnanimità, la Temperanza e la Giustizia.&nbsp;<br>Quest'ultima riappare incoronata in trono, all'estrema sinistra del dipinto e quasi con il medesimo rilievo del gran saggio. Essa è raffigurata in atto di reggere in perfetto equilibrio la bilancia, in ciò ispirata dall'alto dalla Sapienza.&nbsp;<br>Osserviamo innanzitutto che dall'impostazione e dagli stilemi della storiografia umanistica Machiavelli si discosta sensibilmente, pur conservandone sempre il tipico pregiudizio  umanistico della superiorità deglio antichi sui moderni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-21 06:28:24 UTC</pubDate>
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