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      <title>L&#39;Eneide- Chiara Delpogetto e Sofia Ferrari by chiara delpogetto</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-08 15:23:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il tema encomiastico</title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229756610</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema encomiastico, ovvero l’esaltazione di qualcuno o qualcosa, si riferisce nell’Eneide ad Augusto e le sue opere. Nonostante sia presente in tutto il poema, è rintracciabile principalmente in due passi: ne “il Proemio e l’ira di Giunone”, dove il popolo romano viene definito largamente sovrano e superbo in guerra; ne “I campi Elisi”, nel quale vengono spiegate le opere che svolgerà Augusto. Inoltre, è messa in risalto la potenza dei Romani, che hanno creato delle leggi, sono stati clementi ma anche spietati nei confronti dei nemici, facendo un paragone con i Greci, abili nella scultura, nell’eloquenza e nella scienza. <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 18:50:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il dolore </title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229759097</link>
         <description><![CDATA[<div>Il dolore è uno dei temi più importanti e ricorrenti presenti nell’Eneide. Virgilio sviluppa questo tema in modo totalmente diverso rispetto ad Omero, poiché egli lo fa emergere solo dopo la morte di un eroe, sottolineando esclusivamente gli aspetti del personaggio in quanto guerriero e non come persona. Nell’Eneide, il dolore non è solo la conseguenza della morte di uno dei personaggi, ma, per vari motivi, caratterizza la vita di ognuno di essi, portandoli a una condizione di solitudine continua ed estenuante. In alcuni casi, questo dolore porta al suicidio, come Didone e Amata, disperate per amore. La sofferenza di queste ultime, però, non è paragonabile a quella inflitta a Giuturnia che, essendo immortale, è costretta a conviverci per il resto della sua esistenza. Virgilio racconta il poema da un punto di vista soggettivo, provando le emozioni insieme ai personaggi. Per esempio, nei primi versi, esprime la sua compassione per Enea, descrivendolo un eroe travagliato e insigne per pietà e che ha affrontato tante sventure. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 18:54:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il poema</title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229762049</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Eneide racconta le vicende di Enea, al quale viene affidata una missione: costruire una nuova città dei troiani nel Lazio. Durante questo viaggio però, sarà costretto ad affrontare diversi ostacoli, primo di tutti l’abbandono della moglie Creusa, che sarà anche la prima vittima del fato. L’ eroe subirà anche un cambiamento, all’inizio del poema si presenta come ‘pio’, mentre alla fine dell’ Eneide viene descritto ‘furioso e terribile nell’ ira’</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 18:58:41 UTC</pubDate>
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         <title>Enea</title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229801536</link>
         <description><![CDATA[<div> Enea prende coscienza della sua missione solo nel libro VI dove incontra l’anima di suo padre Anchise nell’ade. Anche per questo è definito un eroe in formazione, poiché all’inizio del poema viene presentato come pius e nell’ultimo passo è descritto crudele e furioso nei confronti di Turno, uccidendolo.  Enea, inoltre, è un eroe a doppio statuto letterario, perché in lui convivono due caratteristiche in contrasto: l’obbedienza al fato e i suoi sentimenti. Questo determina in lui una grande sofferenza, evidente in molti passi. Tra questi, l’allontanamento dalla moglie Creusa, vittima del fato, nel quale si possono individuare frasi significative come: “<em>Ignoro qual nume nemico mi confuse la mente e me la tolse nello sgomento</em>”. Un altro fattore che contraddistingue Enea è la pietas, ovvero la sua devozione agli Dei, il rispetto delle norme, dei parenti e del senso del dovere.  Per questo, nonostante i grandi ostacoli che è costretto ad affrontare, Enea sceglie sempre di obbedire al volere degli Dei. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 20:06:53 UTC</pubDate>
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         <title>Didone</title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229822217</link>
         <description><![CDATA[<div>Didone, regina di Cartagine, appare per la prima volta nel poema nel libro I quando offre ospitalità presso la sua reggia a Enea e i suoi, giunti nella città per errore, a causa della tempesta scatenata da Giunone. Durante un lungo banchetto l’eroe viene esortato dalla regina a raccontare le vicende dei Troiani, costretto ad abbandonare la loro città dopo che era stata distrutta dai Greci. Didone rimane colpita dal fascino di Enea, per questo si crea dentro di lei un grande contrasto: restare fedele al marito morto Sicheo, o lasciarsi completamente sopraffare dai sentimenti che prova nei confronti dell’eroe. Per questo, consulta Anna, sua sorella, la quale è un personaggio completamente opposto al suo. Lei sostiene che dovrebbe affidarsi ai suoi sentimenti pe Enea per quattro motivi: non unendosi a lui, non potrà avere figli; non procurerà nessun dispiacere a Sicheo in quanto morto; sarebbe inutile rifiutare anche l’ennesimo corteggiatore del quale ricambia i sentimenti; sarebbe vantaggioso per i Cartaginesi in ambito militare. Secondo Didone era già avvenuto il connubio, però Enea decide di partire a sua insaputa spinto dalla ragion di stato, generando un contrasto insanabile tra di loro. La rabbia le fa cambiare la considerazione che ha dell’eroe: in un primo momento, lo definisce suo sposo, mentre poi lo chiama ospite, perfido e spietato. Didone, spinta dalla follia e dal delirio, lancia una maledizione a Enea e ai Troiani. Con l’aiuto di sua sorella, inconsapevole di cosa sta per accadere, prepara un rogo, nel quale si toglie poi la vita. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 20:54:56 UTC</pubDate>
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         <title>Amata</title>
         <author>chiara_delpo</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Quando Enea arriva nel Lazio con i suoi, Giunone scatena la guerra tra Latini e Troiani. Latino, marito di Amata decide di stringere un’alleanza con i Troiani, per concedere la figlia Lavinia in sposa ad Enea. Questo causa l’indignazione di Amata, che rinfaccia allo sposo la mancata promessa di matrimonio della figlia con Turno. Giunone, in seguito, genera la furia Aletto, ovvero la personificazione della guerra, la quale si insinua nell’animo della regina, prima scatenando in lei un odio del quale sembra padrona, poi facendola impazzire. Amata, pensando che Turno fosse morto in battaglia e attribuendosene la colpa, si toglie la vita, provocando la disperazione di Lavinia. In questo punto, però, Virgilio usa la tecnica narrativa dell’ellissi, omettendo i particolari del tragico epilogo.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 20:55:34 UTC</pubDate>
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         <title>I topoi</title>
         <author>chiara_delpo</author>
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         <description><![CDATA[<div>-INVOCAZIONE ALLA MUSA  <br> •Proemio (Libro 1, v. 8)<br> •Negli Inferi (Libro 6, vv. 264-267) <br>-ABBRACCIO MANCATO <br> •Creusa (Libro 2, vv. 792-794)<br> • I Campi Elisi (Libro 6, vv. 700-702)<br>-LOCUS AMENUS<br> •I Campi Elisi (Libro 6, vv. 679/685)<br>-DUELLO<br> •Morte di Turno (Libro 12, vv. 930-951)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 21:04:32 UTC</pubDate>
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         <title>Vittime del fato</title>
         <author>chiara_delpo</author>
         <link>https://padlet.com/chiara_delpo/jp5zf6hejgk1/wish/229830504</link>
         <description><![CDATA[<div>- LAOCOONTE<br>  La prima vittima del fato è il sacerdote Laocoonte. Egli     paga con la sua stessa vita l’aver provato ad andare contro al fato, poiché aveva avvertito i troiani dell’ inganno del cavallo. Viene ucciso da due serpenti enormi e sibilanti.<br>Libro 2, vv 199-249<br> -CREUSA <br> Altra vittima del fato è Creusa, moglie di Enea, che viene sacrificata per far sì che il suo sposo potesse dar vita ad una nuova stirpe troiana con una nuova moglie, Lavinia. Creusa appare per l’ultima volta ad Enea sotto forma di ombra e gli fa una profezia grazie alla quale egli capisce di dover arrivare al Tevere.<br>Libro 2, vv 705-804</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-08 21:17:36 UTC</pubDate>
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