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      <title>La disputa sugli Universali by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-05-18 16:11:32 UTC</pubDate>
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         <title>Tesi di fondo</title>
         <author>marigeno94</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli universali esistono realmente, hanno una propria consistenza ontologica (cioè, esistono come "cose" o entità).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:13:34 UTC</pubDate>
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         <title>Correnti interne</title>
         <author>marigeno94</author>
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         <description><![CDATA[<p>Si distingue il <strong>Realismo radicale o platonico</strong> e il <strong>Realismo moderato o aristotelico</strong>.</p><p><br></p><ul><li><p><strong>Realismo radicale/Platonico (ante rem - "prima delle cose"):</strong> sostiene che gli universali esistono separatamente e indipendentemente dalle cose particolari, in un mondo a sé stante (il mondo delle Idee di Platone o la mente di Dio). Sono la vera realtà, e le cose sensibili ne sono solo copie imperfette. Ne fu un esponente <strong>Guglielmo di Champeaux</strong>, un realista estremo del XII secolo, maestro di Abelardo, che sosteneva che l'universale fosse presente interamente e identicamente in ogni individuo.</p></li><li><p><strong>Realismo moderato/Aristotelico (in re - "nelle cose")</strong>: Sostiene che gli universali esistono nella realtà, ma non separatamente dalle cose particolari. Sono le essenze o forme immanenti agli individui, ciò che li rende ciò che sono. L'intelletto umano, attraverso l'astrazione, le coglie dalle cose e forma i concetti (post rem - "dopo le cose"). Ne fu un esponente <strong>Tommaso d'Aquino</strong>, secondo cui gli universali esistono in un triplice modo: </p><ul><li><p><em>Ante rem</em>: nella mente di Dio, come idee archetipe prima della creazione.</p></li><li><p><em>In re</em>: come essenze o forme individualizzate nelle cose particolari create.</p></li><li><p><em>Post rem</em>: come concetti universali astratti dall'intelletto umano a partire dalle cose.</p></li></ul></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:17:27 UTC</pubDate>
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         <title>Tesi di fondo</title>
         <author>marigeno94</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli universali non hanno alcuna realtà oggettiva o esistenza propria. Sono solo nomi (nomina) o parole (flatus vocis - "emissione di voce"), mere convenzioni linguistiche che usiamo per raggruppare cose simili. Esistono solo gli individui particolari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:18:29 UTC</pubDate>
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         <title>Tesi di fondo</title>
         <author>marigeno94</author>
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         <description><![CDATA[<p>Questa posizione cerca di mediare tra realismo e nominalismo. Gli universali non sono mere parole arbitrarie, ma non esistono neanche come entità reali indipendenti dalle cose. Sono concetti o idee presenti solo nella mente umana, formate dall'intelletto attraverso l'astrazione a partire dall'esperienza delle cose individuali. Hanno, quindi, una realtà "mentale" o "logica", ma non "ontologica" esterna.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:24:23 UTC</pubDate>
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         <title>Filosofi di riferimento</title>
         <author>marigeno94</author>
         <link>https://padlet.com/marigeno94/jne8hbcjqebthmsf/wish/3455830827</link>
         <description><![CDATA[<ul><li><p><strong>Roscellino di Compiègne:</strong> Considerato il padre del nominalismo estremo. Sosteneva che gli universali fossero semplici emissioni di voce. Le sue posizioni estreme lo portarono a problematiche teologiche, ad esempio sulla Trinità (se ci sono solo individui, allora Padre, Figlio e Spirito Santo sarebbero tre divinità separate, una forma di triteismo).</p></li><li><p><strong>Guglielmo di Ockham:</strong> Massimo esponente del nominalismo nel XIV secolo. Per Ockham, solo gli individui sono reali. I concetti universali sono "segni naturali" o "termini" che la mente forma per riferirsi a una pluralità di individui simili. Il famoso "Rasoio di Ockham" ("Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem" - "Gli enti non devono essere moltiplicati oltre il necessario") è strettamente legato a questa visione: se non è necessario postulare l'esistenza di universali nella realtà, non dobbiamo farlo. Ciò apre la strada a una maggiore attenzione all'esperienza empirica e all'individuo.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:27:09 UTC</pubDate>
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         <title>Filosofi di riferimento</title>
         <author>marigeno94</author>
         <link>https://padlet.com/marigeno94/jne8hbcjqebthmsf/wish/3455831569</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Pietro Abelardo:</strong> È il principale esponente del concettualismo. Criticava sia il realismo estremo di Guglielmo di Champeaux (suo maestro) sia il nominalismo estremo di Roscellino. Per Abelardo, gli universali non sono <em>flatus vocis</em> (semplici suoni), ma <em>sermones</em> (discorsi sensati, significati). La mente umana, osservando le somiglianze tra gli individui, forma un concetto universale che non ha esistenza esterna, ma ha una sua validità logica e conoscitiva.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-18 16:27:58 UTC</pubDate>
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