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      <title>Le migrazioni by Letizia Randisi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-06 08:31:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.sutori.com/story/le-migrazioni-ead2">https://www.sutori.com/story/le-migrazioni-ead2</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 08:39:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Continuiamo da dove avevamo interrotto, concentrandoci sulla situazione italiana.<br>Nello specifico&nbsp; l’ emigrazione italiana può essere suddivisa in due grandi periodi:<br><br></div><ul><li>&nbsp;quello della <em>grande emigrazione</em> tra la fine del XIX secolo e gli anni trenta del XX secolo con destinazione l'America&nbsp;</li><li>&nbsp;quello dell’ <em>emigrazione europea</em>, che ha avuto inizio a partire dagli anni cinquanta del ‘ 900.</li><li><strong><em>La grande emigrazione</em></strong> ha avuto come <strong>causa </strong>la diffusa povertà di vaste zone dell’ Italia e la voglia di una condizione di vita migliore da intere fasce della popolazione. Essa ebbe come <strong>destinazioni</strong> soprattutto l’ America del sud (da parte di veneti, friulani ed emiliani) ed il Nord America (soprattutto dalle regioni del sud), paesi con grandi estensioni di terre non sfruttate e necessità di mano d’ opera. Ebbe modalità e forme diverse a seconda dei paesi di destinazione.<br>A partire dalla fine del<strong> XIX </strong>secolo vi fu anche una consistente emigrazione verso l’ Africa, che riguardò principalmente l’ Egitto, la Tunisia ed il Marocco, ma che nel secolo XX interessò anche l’Unione Sudafricana e le colonie italiane della Libia e dell’ Eritrea.</li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 08:47:45 UTC</pubDate>
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         <title>https://www.migrer.org/storie/la-tragedia-della-miniera-di-marcinelle-in-belgio/</title>
         <author>letiziarandis</author>
         <link>https://padlet.com/letiziarandis/3bmigrazioni/wish/213750233</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L’ emigrazione europea</strong> della seconda <strong>metà del XX secolo, </strong>quindi dopo la seconda guerra mondiale, invece, aveva come destinazione soprattutto stati europei in crescita come Francia (a partire dagli anni 1950), Svizzera, Belgio (a partire dagli anni 1940) e Germania ed era considerata da molti, al momento della partenza, come un’ emigrazione <em>temporanea</em> - spesso solo di alcuni mesi - nella quale lavorare e guadagnare per costruire, poi, un migliore futuro in Italia. Tuttavia questo fenomeno non si verificò e molti degli emigranti sono rimasti nei paesi di emigrazione.</div><div>Lo stato italiano firmò nel 1955 un patto di emigrazione con la Germania con il quale si garantiva il reciproco impegno in materia di migrazioni e che portò quasi tre milioni di italiani a varcare la frontiera in cerca di lavoro. Al giorno d’ oggi sono presenti in Germania circa 650.000 cittadini italiani fino alla quarta generazione, mentre sono più di 500.000 in Svizzera: prevalentemente di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese, ma anche veneta ed emiliana dei quali molti ormai con doppio passaporto e possibilità di voto in entrambe le nazioni.</div><div>In Belgio e Svizzera le comunità italiane restano le più numerose rappresentanze straniere, e nonostante molti facciano rientro in Italia dopo il pensionamento, spesso i figli e i nipoti restano nelle nazioni di nascita, dove hanno ormai messo radici.</div><div>Un importante fenomeno di aggregazione che si riscontra in Europa come anche negli altri paesi e continenti meta dei flussi migratori italiani è quello dell’ associazionismo di emigrazione.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 15:38:23 UTC</pubDate>
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         <title>La migrazione interna</title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Emigrazione interna</em></div><div>Le <em>migrazioni interne</em> diventarono importanti negli anni ‘ 50 e ‘ 60, esse furono essenzialmente di due tipi:</div><ul><li>Spostamento di giovani benestanti dalle campagne alle i città per motivi di studi.</li><li>&nbsp;Trasferimento nelle città industriali dell’ area Nord-ovest di giovani maschi, sposati o in procinto, con basso titolo di studio, prevalentemente dal Sud e dal Triveneto. Le donne, invece, emigrarono secondo il modello “catena di richiamo”, i maschi della famiglia partono e successivamente le mogli li raggiungono.</li></ul><div>A partire dal 1995 l’ istituto SVIMEZ (Istituto Sviluppo Mezzogiorno) inizia ad osservare una certa ripresa dell’ emigrazione interna. L’ origine dei flussi continua ad essere dalle regioni del Mezzogiorno ma la destinazione prevalente è diretta, adesso, verso il Nord-est e parte del Centro. </div><div>Tuttavia la figura dell’ emigrante contemporaneo è in generale molto diversa dal suo omologo della generazione precedente. Infatti solo alcuni emigrano insieme alla famiglia, la maggior parte lo fa individualmente, si sottopone a lunghi spostamenti pendolari e condivide con altri, nella stessa condizione, un alloggio, spesso sovraffollato. Sull’ asse dell’ emigrazione sud-nord, bisogna segnalare i laureati che non trovando lavoro nelle vicinanze di casa, si spostano nelle regioni del nord, dove la richiesta di "cervelli" (insegnanti, medici, avvocati, ecc.) è costante, con una domanda spesso superiore all’ offerta, in particolare per quel che concerne la scuola. Un altro filone è rappresentato da giovani arruolati nelle forze dell’ ordine (Guardia di finanza, Carabinieri, Polizia) che prestano servizio nelle caserme del nord.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 15:55:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>letiziarandis</author>
         <link>https://padlet.com/letiziarandis/3bmigrazioni/wish/213763150</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 16:01:13 UTC</pubDate>
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         <title>E adesso rispondi alle seguenti domande.</title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <description><![CDATA[<div>1- Quali movimenti migratori hanno interessato e interessano l'Italia?<br>2- In che anni si è concentrato il fenomeno dell'emigrazione degli italiani all'estero?<br>3-Come è cambiata l'emigrazione degli italiani all'estero dopo la seconda guerra mondiale?<br>4-Cosa ha spinto gli italiani ad andare all'estero?&nbsp;<br>5-Quando si sono verificate le migrazioni interne?<br>6- Quali sono state le principali correnti migratorie interne?</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-06 16:01:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>laragianassi</author>
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         <pubDate>2018-03-21 13:02:08 UTC</pubDate>
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         <title>Museo dell&#39;emigrazione</title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <pubDate>2021-10-30 08:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianza e attività</title>
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         <title>Memorie</title>
         <author>letiziarandis</author>
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         <pubDate>2021-10-30 08:45:10 UTC</pubDate>
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         <title>Sciascia</title>
         <author>letiziarandis</author>
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