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      <title>My shiny shelf by </title>
      <link>https://padlet.com/vittoria_angeli/jkyc8nd0ef4x</link>
      <description>Made with a curious mind</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-10 09:02:42 UTC</pubDate>
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         <title>L’Isola di Arturo: messaggio.L’isola… narra l’affascinante avventura affettiva e spirituale di un adolescente che lascia il mondo dell’infanzia per giungere, attraverso prove ed esperienze anche dolorose, a una difficile maturità. Arturo, spezzato l’incanto che lo circondava, apre finalmente gli occhi sulla realtà e decide di partire dall’isola. Si accorge, infatti, di “aver dormito per 16 anni” come le principesse delle favole, poiché la Storia, con i suoi problemi politici e sociali, le sue leggi inflessibili, non era giunta nella sua isola fatata. L’isola non è nel romanzo solo un luogo geograficamente definito, ma il simbolo stesso dell’infanzia, di un’età magica e precaria che deve essere abbandonata per entrare nel mondo adulto.La parabola di Arturo si chiude con la scia del piroscafo che si allontana; percorse tutte le tappe, egli esce dal regno del mito per accedere a quello della realtà.Scritto in uno stile limpido e musicale, il libro rispecchia il gusto della Morante per una visione fantastica e incantata del mondo, quel suo narrare favole che sembrano vere e fatti che diventano favola.</title>
         <author>vittoria_angeli</author>
         <link>https://padlet.com/vittoria_angeli/jkyc8nd0ef4x/wish/186132514</link>
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         <pubDate>2017-09-10 09:07:22 UTC</pubDate>
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         <author>vittoria_angeli</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.iodonna.it/personaggi/foto/2012/donne-novecento/elsamorante__329x439.jpg"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-10 09:10:47 UTC</pubDate>
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         <author>vittoria_angeli</author>
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         <pubDate>2017-09-10 09:20:52 UTC</pubDate>
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         <author>vittoria_angeli</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’Isola di Arturo:: messaggio.<br>L’isola… narra l’affascinante avventura affettiva e spirituale di un adolescente che lascia il mondo dell’infanzia per giungere, attraverso prove ed esperienze anche dolorose, a una difficile maturità.&nbsp;<br>Arturo, spezzato l’incanto che lo circondava, apre finalmente gli occhi sulla realtà e decide di partire dall’isola. Si accorge, infatti, di “aver dormito per 16 anni” come le principesse delle favole, poiché la Storia, con i suoi problemi politici e sociali, le sue leggi inflessibili, non era giunta nella sua isola fatata. L’isola non è nel romanzo solo un luogo geograficamente definito, ma il simbolo stesso dell’infanzia, di un’età magica e precaria che deve essere abbandonata per entrare nel mondo adulto.<br>La parabola di Arturo si chiude con la scia del piroscafo che si allontana; percorse tutte le tappe, egli esce dal regno del mito per accedere a quello della realtà.<br>Scritto in uno stile limpido e musicale, il libro rispecchia il gusto della Morante per una visione fantastica e incantata del mondo, quel suo narrare favole che sembrano vere e fatti che diventano favola.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-10 09:37:24 UTC</pubDate>
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         <author>vittoria_angeli</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:340,&quot;url&quot;:&quot;http://wuz.it//mm/8660/00539211_b.png&quot;,&quot;width&quot;:620}" data-trix-content-type="image"><img src="http://wuz.it//mm/8660/00539211_b.png" width="620" height="340"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-10 09:40:15 UTC</pubDate>
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         <title>Isola di Procida, anno 1938. Arturo Gerace, orfano di madre, morta nel darlo alla luce, cresce quasi in solitudine nelle spiagge della sua isola natale, portandosi appresso il peso di un nome luminoso come quello di una stella. Il padre, Wilhelm Gerace, mezzo tedesco e mezzo napoletano, è una figura vana e assente nella vita del figlio: per lavoro è costretto a lasciare spesso l’isola, così Arturo passa l’infanzia a idolatrarlo inventando storie fantasiose sui suoi viaggi, tanto da vivere le sue sporadiche visite come dei doni del cielo. Arturo-bambino è un guerriero: beve latte di capra, non ha quasi vestiti né cibo, ma è libero di correre in ogni angolo di quel paradiso terrestre, tra spiagge e scogliere, affamato di letture cavalleresche e di sogni a occhi aperti. Ha solo due amici: il cane, Immacolatella, e un bambino, Silvestro. Per il resto vive nel palazzo diroccato di famiglia, altra fonte inesauribile di fiabesche vicissitudini e di sterminata solitudine. Nella vita di Arturo non compare nessuna figura femminile, se non la foto sbiadita della madre, anch’essa divinizzata come una regina. Un giorno il padre porta a casa la sua giovane sposa, coetanea di Arturo, una bambina-madre che segna, in modo involontario, una linea di confine tra l’infanzia del piccolo Gerace e il primo passo verso l’età adulta. Per la prima volta Arturo scopre il mondo femminile, i sentimenti amorosi e l’attrazione carnale. Nunziata crea in lui una gamma di sentimenti contrastanti, repulsione e gelosia nei confronti del fratellino appena nato, Carmine Arturo (a causa del quale tenta anche il suicidio con una dose di sonniferi). Il ragazzo scopre infine di essere profondamente attratto da Nunziata che però lo respinge; deluso e insoddisfatto Arturo sfoga il suo amore non corrisposto con una giovane vedova lasciva, Assunta, che lo inizia al sesso.Con la crescita Arturo sta scoprendo la dura realtà della disillusione, soprattutto nei confronti del padre che non riesce più a venerare come un tempo. Si scopre, inoltre, che Wilhelm è un omosessuale che vive nell’opprimente ricordo di una madre dispotica, il quale consente a sposare una donna solo per mascherare a sé stesso la sua vera natura.Si svela la realtà: l’Eden di Procida è diventato troppo stretto per il giovane sedicenne, è giunto il momento di oltrepassare i confini per dare inizio alle avventure, quelle della vita vera e non sognata. Arturo abbandona così la sua infanzia, il suo paradiso, la sua isola, per partire arruolato verso la terraferma: e improvviso: quando se ne rende conto ha solo il tempo di voltare la testa per salutare un’ultima volta la sua isola.</title>
         <author>vittoria_angeli</author>
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         <pubDate>2017-09-10 09:43:19 UTC</pubDate>
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         <title>Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato da un re dell’antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.(Incipit) </title>
         <author>vittoria_angeli</author>
         <link>https://padlet.com/vittoria_angeli/jkyc8nd0ef4x/wish/186135423</link>
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         <pubDate>2017-09-10 09:57:39 UTC</pubDate>
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