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      <title>1Cit by christian di giuseppe</title>
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      <description>Realizzato con un pò di malizia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-06 07:53:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>christiandigiuseppe_cdg</author>
         <link>https://padlet.com/christiandigiuseppe_cdg/jitbu92yk5sg/wish/335589277</link>
         <description><![CDATA[<div>1939, era l’uno settembre, il primo giorno degli studenti di quinta superiore, la professoressa di italiano mandò John a prendere un libro dalla blibioteca della scuola per scegliere il prossimo romanzo da far leggere a tutta la classe, John uscì dalla classe e si recò in blibioteca, era indeciso su quale libro scegliere, trovò un libro intitolato guerra e pace, prese il libro e all’improvviso sentì un fortissimo sparo fuori dalla scuola. John prese il libro e scese le scale per tornare nella classe, si sentì un altro colpo provenire da fuori, entrò in classe e consegnò il libro alla prof. <br><br></div><div>Passarono 20 minuti dopo quegli spari, William fissava la finestra dall’inizio della lezione quando vide in lontananza delle persone lanciarsi con un paracadute dal cielo. Erano atterrati vicino al cortile, erano armati.<br><br></div><div>William avvisò la prof e disse che erano militari che si stavano esercitando. Uno di loro si nascose dietro un albero ed iniziò a prendere la mira. Sparò un colpo che ruppe la finestra, la prof ordinò a tutti di nascondersi sotto il banco mentre lei andò a suonare l’allarme della scuola. Le altre clessi si misero in fila per uscire dalla scuola ma la prof lo impedì perché fuori era pericoloso.<br><br></div><div> I militari iniziarono ad avvicinarsi sempre di più imbracciando i fucili e continuando a sparare. Tutti erano bloccati all’interno della scuola e non potevano uscire…..capirono che era iniziata una guerra. Tutti i militari si misero dietro l’ingresso principale e sfondarono il portone e spararono a vista. John e William entrarono in classe e si lanciarono dalla finestra. Cominciarono a correre il più veloce possibile quando un militare li vde e sparò un colpo che colpì William ad una gamba. John provò a prenderlo in braccio perché non voleva lasciarlo lì ma il soldato corse verso di loro puntandogli il fucile dicendo qualcosa in russo. John si inginocchiò con le mani dietro la schiena insieme a William in segna di resa. Il soldato li colpì alla nuca stordendoli. I militari dopo aver fatto una strage e catturando ostaggi, presero le jeep e tornarono alla loro base militare. <br><br></div><div>Passò più di un anno dal loro imprigionameno, la vita era difficilissima avevano solo un pasto al giorno ed erano costretti a fare i lavori più duri, jhon era molto forte e non sembrava voler cedere, william era molto stanco, un giorno durante il lavoro una guardia dimenticò le chiavi dell’uscita, mentre john tornava dal suo lavoro le vide e le prese, le guardie videro che mancavano delle chiavi e perquisirono ogni cella, john le aveva nascoste in una fessura del muro, una volta che le guardie erano andate john aprì, e liberò william, uscirono dalla stanza e corsero il più lontano possibile, girarano l’angolo e c’era un soldato, lo colpirono da dietro, ma il soldato si rialzò e sferrò un pugno a William, che cadde a terra, John trattenette il soldato il più possibille, ma si liberò, William si rialzò e colpì il soldato, iniziarono a picchiarlo in 2, il soldato dopo molti colpi cadde a terra. <br><br></div><div>I 2 iniziarono a correre anche se esausti, non sapevano dove stessero andando ma iniziarono ad andare verso nord senza mai fermarsi, quando incontrarano un poliziotto che li scortò fino a casa, adesso erano liberi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 19:16:32 UTC</pubDate>
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         <title>Vendetta canina</title>
         <author>christiandigiuseppe_cdg</author>
         <link>https://padlet.com/christiandigiuseppe_cdg/jitbu92yk5sg/wish/335787257</link>
         <description><![CDATA[<div>Ieri ha piovuto tutto il giorno. Antonio e Paolo due fratelli di 15 e 14 anni, sono rimasti in casa per l’intero pomeriggio. Finiti i compiti, i due ragazzi hanno cominciato a giocare a palla in salotto. Facevano un grande baccano, non senza disturbare il loro cane, Fidelio, che cercava di dormire sul tappeto davanti alla poltrona.<br><br></div><div>A un certo punto… <br><br></div><div>Mi alzai dal mio comodo tappetino e iniziai ad abbaiare il più forte possibile. Loro due continuavano a giocare ignorandomi completamente. Innervosito, andai dal mio padrone più piccolo, che mi sembrava molto debole, e lo morsicai ad una gamba. Paolo si mise a terra tutto rannicchiato e si mise a piangere. Antonio andò ad aiutarlo, io me ne tornai nella mia cuccetta calda e morbida, quando vidi Antonio venire verso di me per picchiarmi. A quel punto mi arrabbiai molto e me ne andai di casa. Era freddissimo, tutto bagnato per terra, c’era un forte vento freddo ma io non avevo intenzione di tornare a casa, vidi Antonio e Paolo uscire di casa per venirmi a prendere. Iniziai a correre e al primo angolo mi nascosi dietro un cassonetto dell’immondizia controllando se mi stessero ancora seguendo. Perfetto, ero finalmente libero e non mi stavano più seguendo. Avevo molto freddo: il vento si stava intensificando sempre di più, infatti in lontananza vidi una tromba d’aria, mi allontanai ed entrai in una pineta. Incontrai un gruppo di cani randagi: erano molto più grossi rispetto a me, erano tutti di diversa razza, tutte incroci e io ero molto piccolo ed esile. Cercai di evitarli quando ad un certo punto uno di loro, un bulldog, mi vide e avvisò i suoi compagni. Iniziarono a rincorrermi, ci risiamo pensai, iniziai nuovamente la fuga, questa volta però non da degli esseri umani ma dai miei simili. Iniziavo a pensare che la vita forse era meglio dentro casa, ma non era il momento di pensare, erano sempre più vicini a me. Attraversai tutta la pineta quando sbucai in una spiaggia, gli altri cani non mi avevano seguito fin qui, era bellissimo, un mare mosso di color blu brillante, non avevo mai visto il mare era uno spettacolo fantastico. Decisi di stare lì per quella notte. Trovai un grande pezzo di legno e lo misi come parete vicino alla buca che avevo scavato, faceva sempre più freddo ma ormai la mia casa era quella e non volevo più tornare indietro. Passò la notte e mi risvegliai coperto dalla sabbia, era molto fastidiosa, e iniziai a grattarmi ovunque. Avevo molta fame e sete: “il mare era pieno d’acqua!” pensai. Quando provai a berla, però, era salatissima quindi dovetti cercare da qualche altra parte. Ritornai in città, c’era un fruttivendolo con la sua bancarella: avevo troppa fame. Non avevo mai rubato, Paolo e Antonio mi avevano sempre detto che rubare era una cosa da “cani cattivi”. Io però avevo troppa fame e corsi velocemente a rubare un po’ di frutta, il fruttivendolo mi urlò molto ma tanto se gli spiegavo come erano andate le cose non mi avrebbe capito quindi me ne fregai. Per la prima volta ero libero di far quello che volevo ma iniziavano a mancarmi le coccole e i giochi dei miei padroni, smisi di pensarci. Trovai una pozzanghera e io che stavo per morire di sete, bevvi senza pensarci troppo, era schifosa e sporca, mi iniziava a far male il mio piccolo stomaco, non ne potevo più. Feci la strada della pineta sfuggendo sempre ai cani randagi. Tornai vicino a quel bidone della spazzatura da cui mi permise di fuggire, da qui vedevo la casa, ero molto indeciso.<br><br></div><div>Passarono molte ore ma alla fine avevo fatto una decisione, un chiwawa come me cosa poteva fare tutto da solo per questo tempo? Ero troppo debole per starmene da solo e feci la via per tornare a casa molto lentamente. Iniziai a sbattere le mie zampette sulla porta nella speranza che mi riaccettassero, aprirono proprio Paolo e Antonio, mi presero in braccio subito, non capivo, mi avevano perdonato così in fretta.<br><br></div><div>Forse dovevo imparare a perdonare e sopportare di più anche io, loro alla fine mi avevano sempre voluto bene e io mi son comportato come un randagio solo per la voglia della mia vendetta. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-27 08:46:03 UTC</pubDate>
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