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      <title>La riforma agraria nel fascismo! by Roberta Caponnetto</title>
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      <pubDate>2022-04-29 19:27:41 UTC</pubDate>
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         <title>Politiche prefasciste 1895-1920</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Durante l'età giolittiana gli agricoltori erano riuniti in due associazioni:</div><ul><li>La SAI (Società degli Agricoltori Italiani), fondata a Roma nel 1895 ed impegnata in attività di lobby e come gruppo di pressione degli agricoltori;</li><li>la CNA (Confederazione Nazionale Agraria), fondata nel 1910 a Bologna, che si occupava del sindacalismo nel settore agricolo.</li></ul><div>Nel primo dopoguerra avvennero nelle campagne numerosi sommovimenti, causati dal ritorno dei reduci dalla Grande guerra che videro deluse le promesse loro fatte sulla requisizione e la distribuzione di terre incolte. L'agricoltura italiana era infatti notevolmente arretrata e caratterizzata da un cospicuo impoverimento, insito nella struttura latifondista e nell'incolto.<br>In questo periodo vennero create le leghe sindacali bianche e rosse, protagoniste degli scontri del biennio rosso, insieme ai grandi proprietari terrieri. In ogni caso i contadini ottennero in questo periodo miglioramenti salariali e l'approvazione del decreto Viscocchi (2 settembre 1919), che prevedeva l'assegnazione di terre ai contadini reduci della Grande guerra. Questa però si risolse in un insuccesso, in quanto le assegnazioni vere e proprie furono di poco conto.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica_agraria_del_fascismo_italiano#cite_note-autogenerato2-2"><sup><br></sup></a>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1920">1920</a> a Roma le due associazioni si riunirono in Confagricoltura, che riuniva quindi sia le finalità economiche, di sviluppo e sindacali.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politica_agraria_del_fascismo_italiano#cite_note-autogenerato3-1"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 19:50:24 UTC</pubDate>
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         <title>Riforma agraria 1923</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Con la conquista del potere da parte del fascismo vennero annullati i precedenti provvedimenti (11 gennaio 1923) e venne intrapresa una nuova politica agricola, basata sui concetti di indipendenza e sovranità nazionale (come del resto la politica fascista perseguiva in ogni settore) nei confronti dei mercati stranieri, dai quali venivano importati al tempo ingenti quantità di cereali, pari ad un terzo dell'intero fabbisogno nazionale. Nel 1925 venivano importati in Italia 25 milioni di tonnellate di cereali a fronte di 75 milioni di tonnellate di fabbisogno annuo. Anche all'interno della politica agricola fascista venne ricercata l'autarchia nazionale, che coinvolse tutte le attività produttive nazionali.<br>Le principali metodologie e campagne d'intervento furono:</div><ul><li>La sbracciantizzazione;</li><li>la bonifica integrale;</li><li>l'espropriazione dei grandi latifondi;</li><li>l'autosufficienza cerealicola, attraverso la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_del_grano">Battaglia del grano.</a></li></ul><div><br>Anche le aree montane furono oggetto di provvedimenti e trasformazioni che segnarono profondamente il territorio italiano. Con il Regio Decreto Legge n. 3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) il governo fascista decise di incentivare il rimboschimento delle zone montane, praticamente a spese dello Stato. Questa normativa prevedeva sanzioni molto severe per i proprietari dei fondi "vincolati" che non si fossero adeguati alle nuove disposizioni: l'occupazione temporanea dei loro terreni e addirittura l'espropriazione (art. 76).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 19:53:41 UTC</pubDate>
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         <title>Legge Serpieri 1923-1926</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Furono fondati i consorzi di bonifica gestiti e finanziati dallo Stato, attivi sia nella bonifica di aree paludose e malariche che per la gestione del patrimonio silvo-pastorale.<br>Nel 1924 cominciarono i primi lavori di bonifica nell'Agro Pontino, con l'istituzione del <em>Consorzio di Bonifica di Piscinara</em> che avviò la canalizzazione delle acque del bacino del fiume Astura. Nel 1926 fu varato un regio decreto che istituì due consorzi: il preesistente <em>Consorzio di Piscinara</em>, che venne esteso su tutti i terreni a destra della linea Ninfa-Sisto, su un'area di 48.762 ettari e a sinistra della linea; ed il <em>Consorzio di Bonificazione dell'Agro Pontino</em> (26.567 ettari), un'area relativamente inferiore, ma costituita dai territori siti sotto il livello del mare e quindi dove la bonifica fu maggiormente complessa. Ma in questo periodo la forza del fascismo è ancora relativa: Mussolini non poteva inimicarsi il ceto proprietario, né ha le risorse per agire da solo, si appoggia quindi ad esso per portare avanti i primi lavori di bonifica erogando sovvenzioni dello Stato. Negli stessi anni vengono creati consorzi di bonifica e dato il via ai lavori anche in Emilia, Romagna, Veneto e Friuli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:29:29 UTC</pubDate>
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         <title>Legge Mussolini (L. sulla bonifica integrale) 1928-1933 L. n. 215 Serpieri</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
         <link>https://padlet.com/caponnettoroberta/jhgwbcyebkmh4jhj/wish/2164863626</link>
         <description><![CDATA[<div>È alla fine degli anni venti che la situazione cambia: il controllo dei Consorzi da parte dei latifondisti venne superato grazie alla legge Mussolini del 1928 (n. 3134 <em>legge sulla bonifica integrale</em>) con la quale tutti i terreni improduttivi o abbandonati furono espropriati di circa due terzi, permettendo il passaggio di gran parte delle aree bonificate sotto il controllo diretto dello Stato, che lo delegò all'Opera Nazionale Combattenti (ONC) insieme alla gestione di tutti i progetti e lavori di bonifica. Lo Stato, per il progetto mussoliniano di ruralizzazione del Paese, prendeva l'impegno di finanziare massicciamente non solo gli interventi idraulici ma anche opere di trasformazione agraria. A causa della crisi del 1929, a partire dal 1932 i finanziamenti però diminuirono".<br><br></div><div>Viene nominato responsabile unico dell'ONC il conte Valentino Orsolini Cencelli, a cui viene data carta libera e pieni poteri d'intervento con l'obbiettivo di espropriare i terreni improduttivi e consegnarli, in lotti, a piccoli proprietari. Egli si trova quindi a dover combattere i grandi possidenti, con buoni agganci al Ministero dell'agricoltura e delle foreste, trovando un pesante clima di scontro. In quel periodo nasce la legge n. 215 del 1933 ancora ad opera di Serpieri insieme al ministro Giacomo Acerbo che definì ogni tipo di intervento statale nella bonifica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:35:30 UTC</pubDate>
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         <title>La 2°fase della bonifica integrale</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra il 1938 ed il 1942 ha luogo la seconda fase della bonifica integrale: luoghi interessati in questo periodo furono la Sicilia, la Puglia e la Campania, regioni nelle quali le opere di bonifica andranno avanti anche durante l'arco della guerra.</div><div>Nel complesso le opere di bonifica integrale realizzate dal fascismo riguarderanno in totale circa sei milioni di ettari di terreno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:36:57 UTC</pubDate>
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         <title>politica di sostegno alle mezzadria L. 1940</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
         <link>https://padlet.com/caponnettoroberta/jhgwbcyebkmh4jhj/wish/2164867069</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Intorno al 1939 la politica di sostegno alla mezzadria e di attenzione alla questione rurale ed al riassetto complessivo dell'agricoltura siciliana ebbe un'accelerazione che la propaganda di regime denominò "assalto al latifondo" e che portò alla legge 2 gennaio 1940 che rafforzava precedenti disposizioni di riforma agraria, alla nascita dell'<em>Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano</em>, al fine di realizzare nella campagna siciliana "una serie di opere infrastrutturali di bonifica, ma soprattutto tendente a coinvolgere la vecchia rendita in un processo di trasformazione della struttura dell'agricoltura siciliana in senso imprenditoriale e produttivistico, a frantumare la realtà economica e sociale del latifondo, con l'appoderamento dello stesso".<br><br></div><div>I borghi rurali della colonizzazione che nacquero in quel periodo, non solo in Sicilia, non ospitavano contadini ma quanto era indispensabile e funzionale per loro: dagli artigiani, ai negozi di derrate, al medico, alla chiesa, alla stazione dei carabinieri, agli uffici dell'ente colonico. Carlo Emilio Gadda ne <em>La Nuova Antologia</em> lo descrive efficacemente: "piccola capitale funzionalistica senza stento e senza gravezza di plebe".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:40:08 UTC</pubDate>
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         <title>Consorzi agrari 1926</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Dal 1926 i vari Consorzi agrari e la Federconsorzi divennero un importante strumento del fascismo per abbattere l'usura bancaria e la speculazione realizzata dai grandi distributori privati: a differenza di questi ultimi, i Consorzi agrari offrivano infatti un credito agrario senza interessi per gli acquisti di sementi, concimi, macchine agricole, antiparassitari, bestiame e tutto ciò che era necessario all'attività produttiva agricola.<br><br></div><div>I Consorzi agrari organizzarono anche la gestione ammassi. Si trattava in questo caso di raccogliere tutti i prodotti primari per l'alimentazione nelle strutture d'immagazzinamento dei Consorzi agrari per favorire una maggiore razionalizzazione ed efficienza nel settore e mantenere la nazione pronta in caso di necessità, trasformando più facilmente l'economia civile in economia di guerra. Inoltre, in quanto strumento di concentrazione delle produzioni, i Consorzi agrari garantivano agli agricoltori, in specie ai piccoli proprietari, una maggiore forza contrattuale nei rapporti con i trasformatori e i distributori: la struttura dei Consorzi, rappresentante infatti allo stesso tempo lo Stato, la comunità degli agricoltori nel suo complesso e l'intera riserva di prodotti primari, garantiva una posizione di preminenza dei soggetti produttivi (gli agricoltori) svolgendo un ruolo di deterrente nei confronti di intermediari e speculatori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:44:34 UTC</pubDate>
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         <title>1935-1938</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1935 si verificò il primo ammasso volontario del grano: in questa occasione i Consorzi agrari raccolsero 12 milioni di quintali di grano, mentre nel 1938 ne vennero ammassati 40 milioni di quintali per le esigenze autarchiche</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 20:46:05 UTC</pubDate>
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         <title>gli orti di guerra!!!</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-04-29 21:00:23 UTC</pubDate>
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         <title>La propaganda fascista rennde magici gli orti di guerra..</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <description><![CDATA[<div>La fame dei cittadini e il disagio sono manipolati dalla propaganda fascista che propone la prospettiva "delle grande abilità degli italiani" atta a valorizzare il senso patriottico e nazionalista e giustificare la politica autarchica ed espansionistica del regime totalitario.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-30 10:25:28 UTC</pubDate>
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         <title>Riepiloghiamo il fascismo..</title>
         <author>caponnettoroberta</author>
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         <pubDate>2022-05-01 18:19:21 UTC</pubDate>
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