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      <title>Iniziamo dalla Favola by Renato Avallone</title>
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      <description>Fatto con gioia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-10-22 13:29:52 UTC</pubDate>
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         <title>La Lepre e la tartaruga</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e sintetizza in 20 parole<br>Una tartaruga accettò di sfidere una lepre in una gara di velocità. La lepre sicura di vincere abbandonò la gara per riposarsi e così fu superata e vinta dalla tartaruga.<br><br><br>La lepre si vantava con tutti gli animali: “Nessuno può battermi in una gara di velocità; sfido chiunque a correre con me e a superarmi!”<br>La tartaruga accettò la sfida, con tanta calma e il sorriso sulla bocca.<br>“Questa poi!” rise la lepre “Una tartaruga che vorrebbe battermi nella corsa”.<br>Ma la tartaruga sembrava seria: “Non vantarti prima della vittoria; vuoi fare questa gara o no?”<br>La lepre accettò, così fu stabilito il percorso e dato il via. Naturalmente, la lepre partì come un fulmine e superò la tartaruga; a poca strada dal traguardo, poiché non vedeva più il suo avversario, decise di fare un sonnellino, per mostrare alla tartaruga quanto le fosse superiore.<br>Tuttavia, la tartaruga, avanzava passo dopo passo e non impiegò molto a raggiungere la sua avversaria; poi, visto che quella ancora dormiva, andò avanti e tagliò il traguardo. Quando la lepre si svegliò, ormai era troppo tardi e la tartaruga aveva vinto la gara; così, disse alla lepre:”Non basta correre, bisogna partire in tempo”.<br><br>I propri avversari, per quanto deboli, non devono mai essere sottovalutati</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:32:23 UTC</pubDate>
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         <title>Casaza</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci una sintesi in 20 parole<br><br>Due rane vicine di casa, abitavano una in un acquitrino e l’altra in una piccola pozzanghera.<br>La prima diceva alla seconda di trasferirsi da lei, ma questa rifiutava e un giorno venne schiacciata da un carro.<br><br></div><div><br>Due rane<br><br>C’erano una volta due rane, che abitavano l’una di fronte all’altra. La prima aveva la sua casa in un acquitrino, la seconda, invece, in una piccola pozzanghera formatasi al centro della strada che costeggiava l’acquitrino. La prima rana, cercava di convincere l’altra ad abbandonare la sua pozzanghera e a trasferirsi nell’acquitrino: “Qui c’è spazio per tutte e due; l’acqua è profonda e le canne ci nasconderanno dagli uccelli e dai serpenti. Perché non vieni ad abitare insieme a me?”<br>Ma l’altra rana non ne voleva sapere: la sua pozzanghera era così comoda, e poi, ci era nata e cresciuta; perché mai avrebbe dovuto abbandonare la sua casa per seguire la vicina? Non c’era proprio alcuna buona ragione. Così, ogni giorno rifiutava la proposta dell’altra rana e continuava la sua vita nella pozzanghera. Un brutto giorno, però, da quella strada passò un carro. La rana che abitava nella pozzanghera non fece in tempo a spostarsi e le ruote del carro la uccisero.</div><div><em>Anche tra gli uomini, ce ne sono molti che, piuttosto di cambiare le loro abitudini, sono disposti a subire qualsiasi cosa. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:39:25 UTC</pubDate>
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         <title>Ciriaci</title>
         <author>renatoavallone75</author>
         <link>https://padlet.com/renatoavallone75/jh74g4xye0g2cyy3/wish/852408260</link>
         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci una sintesi in 20 parole<br> Un pescatore andò a pesca,quando abboccò un pesce.<br>Questo pesciolino piccolo e magro chiese di lasciarlo andare e quando sarà cresciuto e diventato grande tornerà a farsi ripescare.Al pescatore non gli interesso nulla e disse meglio un piccolo pesciolino oggi che sperare in un pesce più grosso domani.<br><br><br><br><br>il pesciolino e il pescatore<br>C’era una volta un pescatore seduto sopra uno scoglio, ad aspettare che qualche pesce abboccasse all’amo. All’esca abboccò un piccolo pesciolino, tutto spine. <br>Quando il pescatore lo tirò su, il pesciolino si mise ad implorarlo: “Lasciami andare, ti prego; sono così piccolo e magro che non te ne faresti nulla di un pesce come me. Ma se mi rimetti in acqua, ti prometto che una volta che sarò cresciuto e sarò diventato un bel pesciolone tornerò a farmi ripescare: allora sì che avrai da mangiare!”</div><div>Ma il pescatore, gli rispose: “Pesciolino, non mi inganni con le tue belle parole; pensi davvero che io creda che, una volta diventato grande, tornerai ad abboccare al mio amo? Meglio un piccolo pesciolino oggi che sperare in un pesce più grosso domani”.<br>Così il pescatore gettò il pesciolino nel suo cesto e tornò a pescare, fino all’ora di cena.</div><div><em>Meglio poco ma oggi che tanto domani. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:41:10 UTC</pubDate>
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         <title>D&#39;Errigo</title>
         <author>renatoavallone75</author>
         <link>https://padlet.com/renatoavallone75/jh74g4xye0g2cyy3/wish/852412943</link>
         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci una sintesi in 20 parole<br><br>La cicala ha cantato tutta l'estate e non ha potuto procurarsi provviste per l'inverno e inoltre ha dato fastidio alla formica laboriosa che ha lavorato sodo per procurarsi le provviste e non né volle spere di darne una parte alla cicala che non aveva fatto niente durante l'estate.<br><br>Cicala e Formica<br>Durante l’estate, una cicala cantava posata su un filo d’erba mentre sotto di lei, una formica faticava per trasportare al sicuro nel suo formicaio i chicchi di grano.<br>Ogni tanto, la cicala, chiedeva alle formiche: “Perché mai lavorate tutto il giorno? Venite qui con me, all’ombra dell’erba: starete al fresco e potremo cantare insieme”.<br>Ma la formica, continuavano a lavorare: “Devo preparare le provviste per l’inverno; quando la neve avrà ricoperto la terra, non resterà più nulla da mangiare.”<br>La cicala non riusciva proprio a capire la formica. Del resto, l’estate era ancora lunga e di tempo per mettere da parte le provviste ce ne sarebbe stato fin troppo. Così continuò a cantare e l’estate finì.<br>Venne l’autunno: non c’erano più frutti in giro e la cicala vagava di qua e di là, sgranocchiando gli steli ingialliti dell’erba e qualche foglia ormai essiccata. Ma anche l’autunno finì: arrivò l’inverno e la neve coprì la terra. Non era rimasto più nulla da mettere sotto i denti.<br>La cicala batteva i denti dal freddo e aveva una gran fame. Un giorno, sotto la neve, raggiunse una casetta piccina; guardò dentro, passando accanto alla finestra e vide la formica che stava al calduccio riparata dalla neve, sgranocchiando i chicchi di grano che aveva messo da parte.<br>Infreddolita, la cicala bussò alla porta.<br>“Chi bussa?”<br>“Sono la cicala; sto morendo di freddo e non ho più niente da mangiare”.<br>“Mi ricordo di te: quest’estate, mentre io lavoravo duramente per prepararmi all’inverno, tu cosa facevi?”<br>“Ho cantato!”<br>“Hai cantato?” rispose la formica “E allora adesso balla!”<br>Poi, chiuse la porta e lasciò al freddo la cicala.</div><div><em>Chi nulla fa, nulla ottiene.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:42:09 UTC</pubDate>
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         <title>Germani</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci una sintesi in 20 parole<br><br><br><br>Un contadino comprò una gallina che faceva ogni giorno un uovo d’oro. Dopo le prime uova, l’uomo pensò che l’animale avesse la pancia piena d’oro e si disse “Perché aspettare? Ammazzerò questa gallina, le aprirò la pancia e in un sol colpo diventerò ricchissimo”.<br><br>E così fece. Purtroppo, però, il contadino scoprì che la pancia di quella gallina era tale quale a quella delle altre, e dell’oro non v’era traccia; così, insieme alla gallina, perse anche le uova d’oro che faceva ogni giorno e diventò povero.</div><div><em>Bisogna accontentarsi di ciò che si ha: l’avidità gioca brutti scherzi. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:43:29 UTC</pubDate>
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         <title>Iannarelli</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lupo e topo<br><br>Un leone catturò un topolino tra le sue zampe, con l’intenzione di mangiarlo. Il topolino, però, implorò il grosso animale di risparmiargli la vita.<br>“In cambio, avrai la mia amicizia e un giorno ti restituirò il favore” gli disse il roditore. Il leone fu convinto da queste parole, e liberò il topolino, che andò per la sua strada.<br>Qualche tempo dopo, il topolino stava attraversando la savana quando vide sul limitare della boscaglia due cacciatori, che avevano preso il leone con una trappola. I due legarono stretto il leone ad un albero, poi accesero un fuoco per la notte. Col buio, il topolino si avvicinò all’albero e rosicchiò tutte le corde che tenevano legato il leone. Così facendo, liberò il felino che riuscì a scappare.<br><br></div><div><em><br>Anche un piccolo amico può dimostrare una grande amicizia; gli amici, per quanto piccoli e apparentemente insignificanti, sono sempre preziosi.<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:44:27 UTC</pubDate>
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         <title>D&#39;Andrea Sintesi in 20 parole</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'abete si vantava con il rovo:<br>&lt;&lt; Io sono alto, bello, slanciato,<br>     io sono forte e servo per costruire<br>     le travi dei tetti e le navi.<br>     Come osi misurarti con me ? &gt;&gt;<br>Ma il rovo replicò:<br>&lt;&lt; Se ti ricordassi della scure e della sega<br>     chi ti fanno a pezzi,<br>     forse preferiresti essere un rovo. &gt;&gt;<br><br><br><em>Non è saggio esaltarsi per la propria gloria in questa vita,<br>perché l'esistenza degli umili è meno esposta ai pericoli.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 13:52:10 UTC</pubDate>
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         <title>Di Cecca </title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>C’erano una volta una volpe e una cicogna, che si consideravano buone amiche. Un giorno la volpe invitò a pranzo la cicogna; per farle uno scherzo, preparò della minestra e la servì in due piatti quasi piatti: la volpe riusciva a leccare con facilità la minestra nel suo piatto; la cicogna, invece, riusciva a malapena a bagnare la punta del becco nella minestra.<br>“Non ti piace la minestra?” chiese la volpe alla cicogna.<br>“È buonissima, non preoccuparti; anzi, è così buona che son già sazia”.<br>Qualche giorno dopo, la cicogna ricambiò l’invito: voleva restituire lo scherzo alla volpe. Arrivato il giorno del pranzo, mise tutti i cibi in vasi dal collo lungo, come quelli che si usano per i fiori. La cicogna infilava il suo lungo becco nei vasi, gustandosi i manicaretti prelibati che aveva preparato. La volpe, invece, per quanto provasse ad infilare il muso e ad allungare la lingua, rimase a bocca asciutta.<br>“Non ti piace il pranzo che ti ho preparato?” chiese la cicogna.<br>Così, la cicogna si vendicò della volpe burlona.<br><br></div><div><em><br>Chi la fa, l’aspett<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 14:02:23 UTC</pubDate>
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         <title>Borrello Davide</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci la sintesi in 20 parole<br>Un asino che portava il sale lo fece cadere in acqua e si alleggerì. Tempo dopo portò delle spugne e facendo la stessa cosa finì per annegare<br><br>L'Asino che portava il sale<br>Un asino che portava un carico di sale si trovò a dover attraversare un fiume; tuttavia, l’asino scivolò e cadde in acqua: così, tutto il sale che portava nei cesti sulla schiena si sciolse e l’animale si rialzò con un carico molto più leggero. L’asino fu ben contento della cosa! Qualche tempo dopo, lo stesso asino stava portando un carico di spugne sulla riva di un fiume; ricordandosi di quello che era successo con il sale, pensò che se si fosse lasciato cadere in acqua, anche questa volta il carico sarebbe diventato più leggero. Questa volta, le spugne imbevute d’acqua si gonfiarono, così tanto che l’asino, a causa del loro peso, non riuscì più ad uscire dall’acqua e fu trascinato via dalla corrente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 14:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>De Vellis</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci una sintesi in 20 parole<br><br>Corvo e volpe<br><br>Un corvo aveva rubato un pezzo di formaggio e si era posato sul ramo di un albero per mangiarlo in tranquillità. Una volpe, che passava sotto quell’albero, lo vide e volle prendergli il formaggio.<br>Così, gli disse che lui, il corvo, era il migliore tra gli uccelli e presto sarebbe diventato il loro Re: aveva delle piume meravigliose, un becco possente e delle belle zampette slanciate.  “Peccato solo che tu sia muto!” aggiunse la volpe.<br>Il corvo, pieno d’orgoglio per tutti i complimenti ricevuti, volle dimostrare alla volpe che anche lui aveva una bella voce: spalancò il becco e cominciò a cantare. La volpe, non appena il formaggio gli cadde dal becco, fece un gran balzo e lo afferrò con i suoi artigli.<br>“Caro corvo, potresti senza dubbio essere il Re degli uccelli, se solo tu avessi un po’ di cervello”.<br><br></div><div><em>Spesso, la verità ci acceca e ci porta a commettere delle sciocchezze.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 14:09:08 UTC</pubDate>
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         <title>Landolfi</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci la sintesi in 20 parole<br><br>Il cervo e il leone<br><br>Un cervo, assetato, andò ad una fonte per bere; lì, rimase ad osservare la sua immagine riflessa nell’acqua. Era fiero delle sue grandi corna, dai disegni intricati, mentre le sue gambe, proprio non gli piacevano: erano così fragili.<br>Stava ancora riflettendo sul suo riflesso quando un leone si mise ad inseguirlo. Il cervo si diede alla fuga e, per un bel pezzo, riuscì a distanziarlo: infatti, le sue gambe correvano più veloci di quelle del leone sulla pianura.</div><div>Ad un certo punto, però, il cervo si ritrovò in una fitta boscaglia, piena di rovi e cespugli. Aveva fatto poca strada che le corna gli si impigliarono tra i rami: tra gli alberi bassi, il cervo non riusciva a muoversi e il leone lo raggiunse in un attimo.<br>In punto di morte, il cervo si disse tra sé: “Me infelice! Solo adesso capisco che quelle gambe che disprezzavo tanto potevano salvarmi, e queste corna di cui andavo tanto fiero sono state la mia rovina”.</div><div><em>Spesso, ciò che riteniamo inutile si rivela più utile di ciò che ammiriamo ed apprezziamo. <br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:17:18 UTC</pubDate>
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         <title>Capuano</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci la sintesi in 20 parole<br>Un giorno un pastore decise di fare uno scherzo ai cittadini del villaggio; si mise a gridare “al lupo, al lupo”, poi disse che era uno scherzo; il giorno dopo lo rifece. Un giorno arrivò veramente un lupo, il pastore si mise a gridare ma nessuno gli credette. <br><br>Al Lupo al Lupo<br>In un villaggio viveva un pastorello che, ogni giorno, portava le pecore a pascolare. Poiché si annoiava molto, decise di fare uno scherzo agli abitanti del villaggio.<br>“Al lupo! Al lupo!” cominciò a gridare. I contadini del villaggio accorsero con forconi e randelli, ma una volta nel prato non videro nessuno.<br>Il pastorello, rideva a crepapelle: “Era uno scherzo, e ci siete cascati tutti!”.<br>Il giorno dopo ripeté lo scherzo: i contadini arrivarono di corsa al prato ma si accorsero che si trattava di un altro scherzo del pastorello, che si era preso gioco di loro per la seconda volta.<br>Un giorno, all’improvviso, arrivò un intero branco di lupi. Il pastorello cominciò a gridare disperato: “Al lupo! Al lupo!”. I contadini, però, pensarono che si trattasse di uno scherzo e rimasero al loro posto. Così, i lupi fecero strage di pecore e agnelli senza che nessuno li disturbasse.<br>C<em>hi mente o dà falsi allarmi, non è più creduto quando dice la verità.</em></div>]]></description>
         <pubDate>2020-10-22 16:19:43 UTC</pubDate>
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         <title>Pocci </title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>SINTESI <br>Un giorno un'aquila e una volpe, decisero di abitare vicine ;l'aquila sulla cima di un albero e la volpe alle radici. Quando la volpe uscì a cercare cibo l'aquila si divoro i suoi cuccioli, la volpe per dispetto fece la stessa cosa con gli aquilotti.<br><br>Aquila e volpe<br><br>Un’aquila e una volpe, dopo aver fatto amicizia, decisero di abitare l’una vicina all’altra. L’aquila fece il nido sulla cima di un albero altissimo e la volpe scavò la sua tana sotto un cespuglio che cresceva ai piedi dell’albero.<br>Un giorno, però, mentre la volpe era uscita a cercare qualcosa da mangiare per i suoi piccoli, l’aquila, che era a corto di cibo, piombò sulla tana della volpe e afferrò i suoi cuccioli, facendone poi una scorpacciata.<br>Quando la volpe tornò alla tana e si accorse di quello che era successo, il suo dolore fu immenso, così come il suo rancore verso l’aquila. Eppure, non poteva in alcun modo vendicarsi di lei.</div><div>Un giorno, però, l’aquila volò sulla campagna, dove i contadini stavano offrendo una capra in sacrificio agli dei. L’aquila non seppe resistere alla vista di quel banchetto prelibato: piombò sulla capra che stava prendendo fuoco e portò via uno dei visceri, da portare al suo nido. La carne, però era ancora ustionante, al punto che, non appena l’aquila la depose sulla paglia secca del nido, questa prese fuoco e i suoi piccoli precipitarono a terra.<br>La volpe, che si aggirava intorno all’albero lanciando maledizioni, non si fece sfuggire quell’occasione e divorò gli aquilotti, uno dopo l’altro, sotto gli occhi della madre.</div><div><em>Chi tradisce un amico, non può sfuggire alla vendetta: anche se la sua vittima è inferiore o impotente, il destino e gli dei faranno in modo che giustizia sia fatta. <br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:22:13 UTC</pubDate>
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         <title>Giammateo</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e inserisci sintesi in 20 parole<br><br>Topo di città e topo di campagna<br>Una volta, un topo di città e un topo di campagna si incontrarono. Cominciarono a parlare e a raccontarsi l’uno con l’altro quello che facevano; il topo di campagna disse al suo amico di città: “Beato te, che hai tanto da mangiare! Qui in campagna c’è sempre così poco da mettere sotto i denti”.<br>E l’altro: “Ma io mangio sempre di corsa, scappando dai cani e dai gatti che mi inseguono nelle case! Beato te, che qui in campagna puoi mangiare con calma”.<br>I due topi ebbero un’idea: si sarebbero scambiati tra loro; il topo di campagna sarebbe andato in città e avrebbe preso il posto dell’amico mentre il topo di città si sarebbe trasferito in campagna. I primi tempi le cose andarono alla grande: il topo di campagna si abbuffava di formaggio e quello di città mangiava le sue briciole con una calma tale che si metteva a tavola a mezzogiorno e finiva al tramonto.<br>Presto, però, cominciarono a rimpiangere la vita che facevano prima: il topo di campagna tornò a desiderare la sua tranquillità e quello di città l’abbondanza di cibo. E così, quando si incontrarono la volta successiva, decisero di tornare alle proprie vecchie case e alle vecchie vite.</div><div><em>Nella vita ci vuole un pizzico di umiltà nell’accettare le proprie condizioni: infatti, quelle degli altri spesso non sono tanto migliori, come si potrebbe pensare a prima vista.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:24:11 UTC</pubDate>
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         <title>Freddi</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Leggi e inserisci sintesi in 20 parole<br><br>Astronomo<br>Un astronomo usciva ogni sera a studiare le stelle. Una notte, mentre si aggirava tra i campi guardando il cielo cascò in un pozzo. Mentre chiedeva aiuto e si lamentava della sua sfortuna, si avvicinò un contadino e gli chiese cosa fosse successo. Saputo cosa era capitato, disse all’astronomo: “Caro mio, tu vuoi sapere quello che c’è nel cielo e intanto non vedi quello che c’è sulla terra”.<br><em>Ci sono uomini che pensano di fare cose straordinarie, mentre in realtà non sanno nemmeno fare ciò che fanno tutti gli altri uomini. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:25:53 UTC</pubDate>
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         <title>Penna</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inserisci la sintesi<br><br><br>Pipistrello e donnole<br>Un pipistrello cadde a terra e fu azzannato da una donnola; il pipistrello la supplicò di risparmiarle la vita. La donnola gli rispose che odiava tutti gli uccelli, e che quindi l’avrebbe ucciso. Il pipistrello, però, le spiegò che non era un uccello, ma un topo: così ebbe salva la vita!</div><div>Dopo qualche tempo, quel pipistrello cadde di nuovo a terra, non lontano. Questa volta fu azzannato da un’altra donnola; anche questa volta la supplicò di lasciarlo vivere, ma la donnola gli disse che odiava tutti i topi, e che quindi lo avrebbe ucciso. Il pipistrello le spiegò che non era un topo, ma un uccello: e così, ebbe salva la vita anche questa volta.<br><em>Non bisogna ricorrere sempre agli stessi espedienti: bisogna imparare ad adattarsi alle circostanze.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:28:01 UTC</pubDate>
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         <title>Tessitore</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sintesi in 20 parole<br><strong>Un uomo veniva infastidito da una pulce, che si difende, ma l'uomo la uccide comunque. Il male va eliminato subito.</strong><br><br>Un giorno, un uomo prese una pulce che lo infastidiva da tempo con i suoi morsi.<br>“Sei tu” le disse “che mi punzecchi tutto il giorno, correndo su e giù per il mio corpo!”<br>“Ma che male ti faccio? E poi, questa è la mia natura: io vivo mordendo e punzecchiando; dai, lasciami andare” lo supplicò la pulce.<br>Ma l’uomo non si fece convincere: il male, grande o piccolo, va sempre tolto di mezzo; e così, la pulce fu schiacciata,<br><em>Di fronte ad un malvagio o al male, non importa che sia grande o piccolo: non bisogna averne pietà!</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:30:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[Un leone e un asino si misero in società e decisero di andare a caccia insieme. Un giorno trovarono un gruppo di capre, nascoste in una grotta; il leone aspettò fuori, mentre l’asino entrò. Una volta nella grotta, terrorizzò le capre con il suo raglio. Le capre corsero fuori dalla grotta, dove trovarono il leone e furono divorate. Finito il banchetto, l’asino chiese al leone se aveva combattuto con valore. Il compagno, gli disse: “Avrei avuto paura di te anche io sentendoti ragliare, se solo non sapessi che sei un asino”.]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:32:49 UTC</pubDate>
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         <title>Milita</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sintesi in 20 parole<br>Un asino, socio di un leone ,entrò in una grotta, ragliò forte e spaventò delle capre. Il leone fuori le divorò. Anche il leone avrebbe avuto paura del raglio dell'asino se non avesse saputo che fosse un asino.<br><br>Un leone e un asino si misero in società e decisero di andare a caccia insieme. Un giorno trovarono un gruppo di capre, nascoste in una grotta; il leone aspettò fuori, mentre l’asino entrò. Una volta nella grotta, terrorizzò le capre con il suo raglio. Le capre corsero fuori dalla grotta, dove trovarono il leone e furono divorate. Finito il banchetto, l’asino chiese al leone se aveva combattuto con valore. Il compagno, gli disse: “Avrei avuto paura di te anche io sentendoti ragliare, se solo non sapessi che sei un asino”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:32:54 UTC</pubDate>
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         <title>Chiofalo</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inserisci la sintesi<br>Un vecchio leone era troppo debole per andare a caccia, così escogitò un tranello .<br>Andò a vivere in una grotta, ogni volta che qualcuno lo andava a trovare il leone se lo mangiava .<br>Continuo questa finzione per molto tempo , ma un giorno passò per la grotta una volpe, l’animale si accorse di tante impronte che portavano alla grotta ma nessuno usciva più da li.<br>La volpe disse al leone che non sarebbe mai entrata nella grotta .<br>Andò a dirlo a tutti gli altri animali e così in quella grotta non ci andò più nessuno e il leone morì di fame<br><br><br>Il leone malato<br>C’era un vecchio leone, troppo debole per andare a caccia; così, decise di escogitare un tranello: andò a vivere in una grotta, fingendo di essere molto malato. Ogni volta che un animale andava a trovarlo per sapere come stava, il leone se lo mangiava all’istante.<br><br>Per molto tempo, nessuno seppe del trucco e molti animali finirono divorati in questo modo. Un giorno, però, passò davanti alla grotta una volpe; l’animale vide che tante impronte portavano alla grotta, ma nessuna usciva di lì.<br><br></div><div><br>Così disse al leone: “Verrei a trovarti anche io, se non mi fossi accorta che le orme degli animali che entrano nella grotta non ne escono più!”<br>Poi, la volpe riferì a tutti gli altri animali il trucco del leone. Da quel giorno, nessuno entrò più nella grotta e il leone morì di fame.<br>La prudenza non è mai troppa</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:34:37 UTC</pubDate>
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         <title>Beltrami</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>sintesi in 20 parole<br>Il lupo è stato molto egoista e non ha apprezzato l'aiuto della cicogna che invece ha aiutato il lupo chiedendo solo qualcosa in cambio,il lupo è stato molto cattivo con la cicogna che gli ha salvato la vita.<br><br>IL lupo e la cicogna<br><br>Un lupo, durante un banchetto, mangiò così tanto e così voracemente che un ossicino gli si conficcò nella gola; il lupo sarebbe sicuramente morto soffocato se non fosse passata da quelle parti una cicogna. Il lupo, disperato, le chiese aiuto.  La cicogna si mise all’opera; infilo la testa nella bocca del lupo e rimosse l’osso con il suo becco. Dopo aver terminato il suo lavoro, chiese al lupo come avrebbe ricambiato il favore.<br>“Vorresti qualcosa in cambio?” esclamò il lupo; “non scherziamo: è già tanto che tu  abbia infilato la tua testa tra le mie fauci e che io non te l’abbia staccata. Sei proprio un’ingrata”.</div><div><em>I malvagi (animali o persone che siano) non sono capaci di essere grati verso chi li aiuta.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:37:30 UTC</pubDate>
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         <title>Pagano</title>
         <author>renatoavallone75</author>
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         <description><![CDATA[<div>Leggi e sintetizza in 20 parole<br><br><br><br>C’era una volta una rana che si vantava di essere la più grande e la più bella dello stagno. Un giorno, si recò a quello stagno un bue, per bere. Rane e ranocchi cominciarono a intessere le lodi di quell’animale: era così grande, sicuramente più della rana vanitosa. La rana, che non poteva sopportare di esser messa in disparte, cominciò a gonfiarsi aspirando aria dalla bocca.<br>“Vi farò vedere che posso diventare grande come quel bue, e anche di più!” disse agli altri. Ad ogni respiro, la rana domandava agli altri ranocchi nello stagno: “Sono grossa come il bue?”<br>“No, ancora no” rispondevano quelli in coro. E la rana continuava a gonfiarsi e gonfiarsi ancora. Si gonfiò così tanto, che alla fine esplose, con un botto.<br><br></div><div><em><br>Chi finge di essere ciò che non è, finisce sempre per pagarne le conseguenze.<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:39:45 UTC</pubDate>
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         <title>Carabella</title>
         <author>renatoavallone75</author>
         <link>https://padlet.com/renatoavallone75/jh74g4xye0g2cyy3/wish/853271207</link>
         <description><![CDATA[<div><br>C’era una volta una rana che si vantava di essere la più grande e la più bella dello stagno. Un giorno, si recò a quello stagno un bue, per bere. Rane e ranocchi cominciarono a intessere le lodi di quell’animale: era così grande, sicuramente più della rana vanitosa. La rana, che non poteva sopportare di esser messa in disparte, cominciò a gonfiarsi aspirando aria dalla bocca.<br>“Vi farò vedere che posso diventare grande come quel bue, e anche di più!” disse agli altri. Ad ogni respiro, la rana domandava agli altri ranocchi nello stagno: “Sono grossa come il bue?”<br>“No, ancora no” rispondevano quelli in coro. E la rana continuava a gonfiarsi e gonfiarsi ancora. Si gonfiò così tanto, che alla fine esplose, con un botto.<br><br>Chi finge di essere ciò che non è, finisce sempre per pagarne le conseguenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-22 16:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>Belli </title>
         <author>renatoavallone75</author>
         <link>https://padlet.com/renatoavallone75/jh74g4xye0g2cyy3/wish/866516819</link>
         <description><![CDATA[<div>Leggi e sintetizza in 20 parole<br><br>Meglio tenere ciò che sia ha, che lasciarlo per una cosa non sicura <br><br>Usignolo e sparviero<br>Posato su un'alta quercia, un usignolo, come al solito, cantava.<br>Lo vide uno sparviero affamato,<br>che gli piombò addosso e se lo portò via.<br>Mentre stava per ucciderlo,<br>l'usignolo lo pregava di lasciarlo andare,<br>dicendo che esso non bastava a riempire lo stomaco di uno sparviero:<br>doveva rivolgersi a qualche uccello più grosso,<br>se aveva bisogno di mangiare.<br>Ma l'altro lo interruppe dicendo:<br>&lt;&lt; Sciocco sarei, se lasciassi andare il pasto che ho qui pronto,<br>     per correre dietro a quello che non si vede ancora ! &gt;&gt;<br><br><br>Così, anche tra gli uomini, stolti sono coloro che,<br>nella speranza di beni maggiori,<br>si lasciano sfuggire quello che hanno in mano</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-10-27 16:35:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Giammatteo Sintesi<br>Due topi, abitando in posti differenti, si incontrarono e si scambiarono le proprie vite. Poiché non riuscivano a vivere, ritornarono come prima. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-10-29 15:48:00 UTC</pubDate>
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         <title>knih 8u889</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-10-29 18:06:44 UTC</pubDate>
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