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      <title>kkookkkkk by </title>
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      <description>ooo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-02-20 11:05:36 UTC</pubDate>
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         <title>arte</title>
         <author>rosa_quaranta</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine del XVI secolo Roma divenne il centro di sviluppo dell'architettura ed esercitò la sua influenza in tutto il mondo cattolico. Le premesse all'affermazione dello stile barocco si riscontrano già nelle opere di Giacomo Della Porta, il quale innalzò la facciata della chiesa del Gesù. <br><br>Palazzo Pamphilj e chiesa di Sant'Agnese in Agone<br><br>Numerose facciate furono innalzate con il medesimo stile. Maderno fu incaricato di prolungare un braccio della Basilica di San Pietro, al fine rendere la chiesa idonea ad accogliere un maggior numero di fedeli; anche in questo caso, la facciata, una delle opere più controverse della storia dell'architettura, mostra una maggiore intensità plastica verso il centro.<br>Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona, più che degli elementi architettonici, si occuparono delle forme. Ad esempio, nel Baldacchino di San Pietro, Bernini inserì delle colonne tortili che fungevano da struttura portante dell'intera costruzione. <br><br>Torino Piazza San Carlo, a Torino<br><br>Ascanio Vitozzi fu incaricato di riprogettare Piazza Castello, intorno alla quale si svilupparono i nuovi quartieri della città; i lavori furono portati avanti da Carlo di Castellamonte, che dal 1621 continuò lo sviluppo verso sud dell'abitato secondo. Il progetto di ampliamento di Torino fu continuato da Amedeo di Castellamonte, che portò avanti lo sviluppo della città verso est. Lo stesso Amedeo di Castellamonte lavorò a diverse residenze sabaude; prestò la sua opera nel Palazzo Reale e intorno agli anni sessanta del Seicento fu incaricato da Carlo Emanuele II di Savoia di progettare la Reggia ed il borgo di Venaria Reale, nei dintorni di Torino.<br>Nei medesimi anni, Guarino Guarini portò a terminare la Cappella della Sacra Sindone, iniziata proprio dal Castellamonte sul retro della cattedrale torinese. La cappella doveva avere tre entrate e questo condizionò la planimetria dell'edificio. L'invaso, a pianta circolare, è diviso in nove parti ed in corrispondenza degli ingressi si aprono tre arcate, al di sopra delle quali è impostato il tamburo della cupola, un imponente gioco di costoloni, enfatizzato dalla luce diffusa per mezzo di numerose finestre che emergono curiosamente all'esterno della struttura. <br><br>Milano<br><br>Chiesa di San Giuseppe Francesco Maria Richini fu il più importante architetto del barocco milanese. Tra il 1607 ed il 1630 costruì la chiesa di San Giuseppe, la quale determinò il superamento del Manierismo, fino ad allora in vigore. Richini introdusse una pianta combinata, composta da due spazi centralizzati derivati dalla chiesa di Sant'Alessandro.<br><br><br>Venezia<br><br>Il Barocco veneziano si conformò agli usi locali e fu sviluppato maggiormente dall'architetto Baldassarre Longhena. Egli, dopo la pestilenza del 1630, cominciò la costruzione della chiesa di Santa Maria della Salute, ricorrendo ad una pianta centrale. Al corpo ottagonale della basilica, Longhena aggiunse un santuario delimitato ai lati da due abisdi; questa soluzione, simile a quella adottata da Andrea Palladio nella chiesa del Redentore, rafforzò l'asse longitudinale del tempio e di fatto trasformò l'organismo centrale in una navata vera e propria. <br><br>Italia meridionale<br><br>L'architettura barocca nell'Italia meridionale produsse i suoi risultati più significativi solo nel XVIII secolo. Ciononostante, dal 1610 e nei decenni successivi a Napoli vennero costruite numerose chiese barocche, spesso ornate con ricche decorazioni a stucco. Le premesse vanno ricercate nell'attività di architetti quali Francesco Grimaldi, architetto di alcuni importanti edifici sacri nei quali la decorazione barocca fu applicata su impianti ancora classicheggianti. La figura di maggior rilievo nella città partenopea fu Cosimo Fanzago, che progettò la Certosa di San Martino, la chiesa di Santa Maria Egiziaca, il Palazzo Donn'Anna e la Guglia di San Gennaro.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-26 08:19:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il regime politico accentrato e autoritario imposto da Federico II, suscitò aspre resistenze soprattutto da parte dei grandi signori feudali, obbligati dall’Imperatore all’obbedienza nei confronti della monarchia; scoppiarono sommosse in tutto il regno, domate con durezza da Federico II. Ma le sconfitte sul campo e le conseguenti pene capitali, non riuscirono a domare la nobiltà meridionale, che per tutta la durata del suo regno, cospirò contro di lui, fornendo il proprio appoggio a tutti i nemici esterni dell’Imperatore. Anche le città non ebbero un migliore trattamento: venne loro negata ogni tipo di autonomia e furono sottoposte all’amministrazione di funzionari di nomina regia. Catania , Messina e Siracusa, che si erano ribellate, vennero riconquistate e duramente punite. I Saraceni ancora presenti in Sicilia, che avevano rifiutato di sottostare alla sua autorità, vennero sconfitti e, per dare l’esempio, due dei loro sceicchi vennero impiccati. La rimanente popolazione di origine araba venne deportata in massa sul continente presso Lucera in Puglia e a Nocera in Campania. Le cose cambiarono quando nel 1227, salì al soglio pontificio Gregorio IX che con la sua fierezza rese inevitabile lo scontro. Federico II venne costretto ad adempiere alla sua promessa di partire per la crociata: pochi giorni dopo la sua partenza, a causa di una pestilenza scoppiata a bordo delle navi della flotta, fu costretto a rientrare, incorrendo così nella scomunica del papa. Partito per una seconda volta, Federico II raggiunse la Terra Santa, dove trovò scarsa collaborazione da parte dell’arcivescovo di Gerusalemme e dei Cavalieri Templari, restii a fornire il proprio appoggio ad un imperatore scomunicato. Per questo motivo, egli, anzichè intrapprendere una guerra logorante contro i Musulmani, preferì scegliere la diplomazia, ottenendo un pieno successo. Federico II riuscì infatti ad ottenere il possesso di Gerusalemme e di Betlemme, con una striscia di terra che consentiva il collegamento al mare. Completò il proprio successo autonominadosi re di Gerusalemme. Questo suo aumento di potere, convinse Gregorio IX a far invadere il regno del Sud da milizie mercenarie, sovvenzionate dai ricchi Comuni del Nord Italia. Fra queste ultime particolare importanza rivestivano le forze messe in campo dalla città di Pisa e dalla signoria creata in Veneto da Ezzelino da Romano, che comprendeva le città di Treviso, Vicenza, Verona e Padova. nel 1237, nella battaglia di Cortenova, gli imperiali sconfissero l’esercito della Lega Lombarda, ma questa vittoria non servì a porre fine alla guerra. Nel frattempo, Gregorio IX riuscì a coinvolgere nel conflitto le due potentissime repubbliche marinare di Genova e Venezia e scomunicò nuovamente Federico II indicendo un grande concilio a Roma, per confermare la nuova condanna inflitta al re. Nel 1241, le navi genovesi incaricate di portare a Roma un gran numero di prelati diretti al concilio, vennero attaccate e annientate dalla flotta imperiale nelle acque antistanti l’isola del Giglio, causando l’annullamento del concilio stesso. Gregorio IX , ormai centenario, morì poco dopo. Suo successore per un breve periodo, fu Celestino IV, al quale succedette Innocenzo IV, papa discendente dalla potente famiglia guelfa genovese dei Fieschi, che riprese immediatamente la lotta contro Federico II: egli convocò un concilio a Lione, che proclamò l’imperatore eretico e quindi decaduto dal regno. Federico II marciò allora alla volta di Lione, che all’epoca era un possedimento imperiale, con la volontà di sorprendervi il papa, ma venne trattenuto in Italia da nuove ostilità scatenate dai Comuni settentrionali. </title>
         <author>rosa_quaranta</author>
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         <pubDate>2019-02-26 08:26:13 UTC</pubDate>
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