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      <title>Il petrolio 3C by Gruppo 2</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-05-21 07:18:29 UTC</pubDate>
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         <title>INTRODUZIONE:</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Oggi al mondo si consumano ogni secondo 1.000 barili di petrolio, ovvero 159.000 litri. Ai nostri giorni il petrolio è la fonte energetica più importante e per alcune applicazioni è insostituibili.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-21 07:33:09 UTC</pubDate>
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         <title>Che cos&#39;è ?</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-05-21 07:39:14 UTC</pubDate>
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         <title>Disastro in california by fatto quotidiano</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quasi <strong>80mila litri di petrolio</strong> fuoriusciti da un oleodotto sono finiti nell’<strong>Oceano Pacifico</strong>, nei pressi di <strong>Santa Barbara</strong> in <strong>California</strong>. Questo disastro ambientale potrebbe aggravarsi La società che gestisce l’oleodotto ha infatti messo in guardia sul rischio di uno scenario ancora peggiore, spiegando che nell’Oceano Pacifico potrebbero essersi riversati in realtà fino quasi 400mila litri di petrol</div><div>Per <strong>Santa Barbara</strong> è un vera calamità, anche perché si tratta della seconda ‘marea nera’ dopo il <strong>disastro ambientale</strong> del 1969, quando 80-100mila <strong>galloni di petrolio</strong> si riversarono in mare. L’incidente delle ultime ore ha creato una macchia oleosa lunga 6,4 chilometri, che minaccia la <strong>Gaviota Coast</strong>, e nonostante sia scattata immediatamente la corsa per cercare di contenere la <strong>perdita</strong>, si teme per l’equilibrio dell’<strong>ecosistema.</strong>La perdita si è verificata in un condotto che trasportava greggio da un grande impianto di perforazione in mare aperto verso le <strong>raffinerie.</strong><br><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it">www.ilfattoquotidiano.it</a></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2015/05/20/usa-migliaia-litri-di-petrolio-in-mare_3019da2e-32aa-4d20-845c-2ee8c2aa34a5.html" />
         <pubDate>2016-05-27 10:24:01 UTC</pubDate>
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         <title>Origine del petrolio by eni</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Gli ambienti più favorevoli alla formazione di idrocarburi sono le aree con scarsa circolazione sui fondali e continui apporti di detriti da parte dei fiumi , bacini sedimentari dove la crosta terrestre si abbassa in modo graduale o accelerato in seguito a processi geologici naturali.Qui vivono numerosi organismi, che dopo la morte si depositano sul fondo e vengono continuamente ricoperti da detriti (terrosi e minerali). Gli strati di fango ricchi di sostanza organica (roccia madre) sprofondano lentamente sotto il peso di nuovi sedimenti. A determinate profondità e temperature la materia organica "matura", trasformandosi prima in kerogene) e poi in idrocarburi veri e propri. La durata del processo varia da 10 a 100 milioni di anni a seconda che le temperature siano più o meno alte.<br><a href="http://www.eniscuola.net">www.eniscuola.net</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-27 10:31:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-05-27 10:49:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-05-27 10:55:54 UTC</pubDate>
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         <title>l&#39;inquinamento del petrolio</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div>È una contaminazione dell'ambiente causata da ogni genere di idrocarburi liquidi, ovvero dal petrolio greggio o dai suoi derivati.</div><div>L'inquinamento da idrocarburi può essere sistematico o accidentale. Quello accidentale è prodotto, nella maggior parte dei casi, dal riversamento in mare di ingenti quantità di petrolio da petroliere coinvolte in incidenti di navigazione ed è causa di considerevoli danni agli ecosistemi marini e litorali.&nbsp;</div><div>La fonte principale dell'inquinamento marino da idrocarburi rimane, tuttavia, lo scarico in mare di acque contaminate nel corso di operazioni di lavaggio delle cisterne.&nbsp; &nbsp;</div><ul><li><a href="http://www.SKUOLA.net">www.skuola.net</a></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 07:12:56 UTC</pubDate>
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         <title>IL PETROLIO IN ITALIA:</title>
         <author>cc221</author>
         <link>https://padlet.com/cc221/cesareclasse2/wish/112909663</link>
         <description><![CDATA[<div>I pozzi di petrolio e di gas in Italia sono modesti, molto frammentati e spesso situati a grandi profondità oppure offshore, e questo ha reso difficile sia la loro localizzazione che il loro sfruttamento. L'Italia è il 49° produttore di petrolio nel mondo.<br>I giacimenti di petrolio più importanti in Italia si trovano in Sicilia e nel suo immediato offshore, in particolare il giacimento di Ragusa&nbsp; o quello di Gela&nbsp; e quello di Gagliano Castelferrato Oltre a questi vi sono anche altri giacimenti nella parte orientale dell'isola come in quella occidentale. Vi sono poi, tra i più importanti, quelli dalla Val d'Agri, in Basilicata, e quello di Porto Orsini nell'Adriatico ravennate.<br><strong>La ricerca petrolifera prosegue ancora oggi, con una produzione petrolifera attorno ai 80.000 barili al giorno</strong>, mentre quella gassifera è di circa 15 miliardi di metri cubi.&nbsp;<strong>Il picco di produzione petrolifera in Italia è stato raggiunto nel 1997, e la velocità di esaurimento corrente è del 3,1%.&nbsp;</strong><a href="http://www.educambiente.tv"><strong>www.educambiente.tv</strong></a><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 07:26:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 07:44:53 UTC</pubDate>
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         <title>la raffineria del petrolio</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div>La raffineria di petrolio<br><br></div><div>Una raffineria di petrolio è uno stabilimento dove si trasforma il petrolio greggio, che è una miscela di idrocarburi, soprattutto idrocarburi paraffinici a diverso peso molecolare, nei suoi componenti, e dove questi ultimi vengono trattati per ottenerne altri, che vanno da composti organici leggeri, quali il metano, GPL (miscela di butano, propano e pentano) a composti pesanti quali asfalti e simili.<br><a href="http://www.SacerPetroli.it">www.SacerPetroli.it</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 07:50:44 UTC</pubDate>
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         <title>il trasporto</title>
         <author>cc221</author>
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         <description><![CDATA[<div>Spesso l’estrazione del greggio da un giacimento è valutata in migliaia di&nbsp;<em>barili</em>&nbsp;al giorno. Il barile (<em>barrel</em>&nbsp;in inglese) è un’unità commerciale di misura dei liquidi, che risale ai tempi della navigazione a vela, quando le navi inglesi dominavano i mari. Nel caso del petrolio il barile vale 35 galloni imperiali, ossia circa 159 litri, mentre un barile di alcool ne contiene 189 litri. È a questa bizzarra unità di misura che è tuttora riferito il prezzo del petrolio, ma è evidente che le enormi quantità di greggio che giungono nei paesi industrializzati non sono trasportate in barili, ma trasferite dai paesi più remoti in ben altri modi: con navi appositamente attrezzate, chiamate&nbsp;<em>petroliere</em>, e con oleodotti (<a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/gasdotti-e-oleodotti_%28Enciclopedia_dei_ragazzi%29/">gasdotti e oleodotti</a>).&nbsp; &nbsp;<a href="http://www.treccani.it">www.treccani.it</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 07:54:17 UTC</pubDate>
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