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      <title>GLI ANNI DI PIOMBO by quinta acca</title>
      <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo</link>
      <description>Tredici anni di sangue, terrore ed estremismo politico.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2014-06-04 13:39:43 UTC</pubDate>
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         <title>Ted Bundy - Fuoco e Fiamme (2007)</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 13:40:03 UTC</pubDate>
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         <title>Articolo tratto dal settimanale &quot;EPOCA&quot;</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29282997</link>
         <description><![CDATA[<p>Al momento del suicidio, secondo gli inquirenti, l'alibi di Giuseppe Pinelli era crollato. 
Di diverso avviso sono però gli amici e i conoscenti del caffè 'Fabiani' frequentato dall'anarchico e situato nei pressi della sua abitazione di via Preneste, nella zona di San Siro. Tra questi, in particolare, c'è Mario Magni detto 'Marietto', un pensionato di 54 anni, il quale, chiamato in causa dallo stesso Pinelli, conferma di aver giocato a carte con il ferroviere dalle 15 alle 17:30 di venerdì 12 dicembre, cioè mentre veniva compiuto l'eccidio di Piazza Fontana. 'Sono sicuro di quello che dico', dichiara magni ai cronisti, 'perché da quando sono in pensione mi segno tutto e la mia giornata è calibrata come un orologio. Sulla mia agenda è scritto che quel pomeriggio ho giocato a carte col ferroviere e gli ho vinto anche dei soldi'. Questa testimonianza è avallata da altri cinque clienti del bar, tra i quali due agenti di Pubblica Sicurezza. 
Ma è soprattutto la figura di Giuseppe Pinelli che induce tutti quelli che lo conoscevano a respingere l'idea che il ferroviere possa avere avuto una parte nel feroce attentato. sebbene fosse un seguace convinto della ideologia anarchica, si dice che il suo comportamento non ha mai suggerito l'immagine tradizionale del terrorista. Sposatosi in chiesa, si dimostrava un padre affettuoso. Nei suoi rapporti con i compagni anarchici del circolo di Piazzale Lugano avrebbe sempre predicato la 'non violenza'. Conosceva Valpreda, ma pare che, almeno negli ultimi tempi, i loro rapporti si fossero alquanto raffreddati. Per Pinelli, il Valpreda era una 'testa troppo calda'.
Tuttavia l'inchiesta ha potuto appurare che Pinelli aveva avuto anche recentemente contatti con i gruppi anarchici romani cui faceva capo il Valpreda. In casa del ferroviere è stato trovato, fra l'altro, un libretto di viaggi che dImostra come egli si fosse recato l'otto di agosto nella capitale. Nella sua casa di via Preneste 2, Pinelli era solito dare ospitalità a tutti i compagni di passaggio per la metropoli lombarda. Non per nulla era l'animatore della 'Croce Nera', quella sorta di ente assistenziale che si occupa degli anarchici in difficoltà, sia economiche sia giudiziarie. Per contribuire al difficile bilancio della famiglia che spesso doveva sfamare ospiti imprevisti, la moglie di Giuseppe Pinelli passava la giornata a ribattere a macchina tesi di laurea e documenti. L'anarchico è stato sepolto sabato 20: ai suoi funerali, molti compagni di fede con bandiere nere, nessun incidente. 
La versione ufficiale della caduta venne fortemente criticata dagli ambienti anarchici e da parte della stampa, per via di alcune incongruenze nella descrizione dei fatti e perché gli stessi agenti presenti diedero via via versioni contrastanti dell'accaduto.
Il provvedimento di archiviazione dell'inchiesta sulla morte di Giuseppe Pinelli fu depositato il 25 ottobre 1975. Il PM Gerardo D'Ambrosio scrisse: "L'istruttoria lascia tranquillamente ritenere che il commissario Calabresi non era nel suo ufficio al momento della morte di Pinelli".
<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 13:58:12 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;omicidio Calabresi</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29283356</link>
         <description><![CDATA[<p>A seguito della tragica morte di Pinelli, il commissario Luigi Calabresi, incaricato delle indagini, sebbene secondo l'inchiesta non fosse presente nella stanza dove era interrogato Pinelli al momento della sua caduta dalla finestra, in circostanze non ancora chiarite, sarà oggetto di una dura campagna di stampa, petizioni e minacce da parte di gruppi di estrema sinistra e di fiancheggiatori, che ebbero il risultato di isolarlo e renderlo vulnerabile.
Oltre settecento tra intellettuali, scrittori, uomini di cinema e artisti (alcuni dissociatisi negli anni seguenti) firmarono una celebre petizione pubblicata dall'Espresso il 27 giugno 1971, che iniziava così: "Il processo che doveva far luce sulla morte di Giuseppe Pinelli si è arrestato davanti alla bara del ferroviere ucciso senza colpa. Chi porta la responsabilità della sua fine, Luigi Calabresi, ha trovato nella legge la possibilità di ricusare il suo giudice."
La petizione contribuì ad isolare e colpevolizzare il commissario, già bersagliato da una campagna di stampa, con minacce esplicite di morte, da parte del giornale "Lotta Continua".
Eppure il commissario Calabresi riteneva che la strage fosse frutto di "menti di destra, manovali di sinistra" con il coinvolgimento dunque in sede di ideazione della strage di movimenti ed apparati di destra.
Il 17 maggio 1972, alle ore 9:15, Luigi Calabresi fu assassinato davanti alla sua abitazione in Largo Cherubini, a Milano, da un commando di due uomini, che gli spararono alle spalle un colpo alla schiena e uno alla testa, mentre stava raggiungendo la sua auto, una Fiat 500 blu.
Secondo alcune testimonianze il killer era un uomo giovane e alto a volto scoperto, che dopo aver sparato riattraversò la strada e salì su una Fiat 125 blu che si dileguò nel traffico, e di cui uno dei testimoni prese la targa.
Nel periodo che seguì l'omicidio Calabresi avvennero molti attentati contro altri dipendenti dello stato impegnati contro il terrorismo.
Tali attentati ebbero uno scopo punitivo e ammonitivo al contempo, e le indagini nei confronti degli autori degli attentati risultarono particolarmente difficili.
Alcune ricostruzioni legano l'omicidio Calabresi alla massoneria, nella fattispecie dell'organizzazione denominata Gladio. Calabresi fu ucciso mentre conduceva un'indagine sul traffico di armi tra la Svizzera ed il Veneto. Non a caso uno dei primi sospettati del suo omicidio fu Gianni Nardi, estremista di destra, più volte arrestato per traffico d'armi e accertato massone appartenente a Gladio, il quale morì in un sospetto incidente d'auto prima che si chiarisse la sua posizione. Inoltre i rapporti di Calabresi su quell'indagine non sono mai stati trovati.
</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:01:43 UTC</pubDate>
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         <title>LE INDAGINI</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:02:53 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro Valpreda e la testimonianza del tassista</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29283590</link>
         <description><![CDATA[<p>Il 16 dicembre viene arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda, indicato dal tassista Cornelio Rolandi come l'uomo che nel pomeriggio del 12 dicembre era sceso dal suo taxi in piazza Fontana, recando con sé una grossa valigia. Rolandi ottenne anche la taglia di cinquanta milioni di lire disposta per chi avesse fornito informazioni utili. Valpreda fu interrogato dal sostituto procuratore Vittorio Occorsio che gli contestò l'omicidio di quattordici persone e il ferimento di altre ottanta.
Il giorno dopo il Corriere della sera titolò che il "mostro" era stato catturato, e il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat indirizzò un assai discusso messaggio di congratulazioni al questore di Milano Marcello Guida avvalorando implicitamente la pista da lui seguita.
Le dichiarazioni del tassista determinano, però, uno scenario della vicenda assai poco plausibile. Il tassista dichiara che Valpreda avrebbe preso il taxi in piazza Cesare Beccaria, la quale dista 130 metri a piedi da piazza Fontana. Viene addotta per questa ragione la motivazione che Valpreda fosse claudicante. Il taxi, però non si fermerà a piazza Fontana, ma proseguirà sino alla fine di via Santa Tecla. In questo modo Valpreda dovrà percorrere 110 metri a piedi, al posto dei 130 metri originari. Il taxi gli avrà fatto risparmiare 20 metri, ponendolo però di fronte al rischio di farsi riconoscere. Inoltre Valpreda avrebbe chiesto al tassista di attenderlo e in questo modo, avrebbe dovuto ripercorrere all'inverso i 110 metri (anche se questa volta non avrebbe portato più con sé la pesante valigia).
Indagini successive vedranno prendere corpo l'ipotesi di un sosia, che prenderà il taxi al posto di Valpreda. Viene quindi avanzata dalla pubblicistica un'ipotesi, secondo la quale il sosia sarebbe stato tale Antonino Sottosanti, un ex legionario siciliano, infiltrato nel circolo anarchico di Pinelli nel quale era conosciuto - per via dei suoi trascorsi - come "Nino il fascista", ipotesi mai riscontrata.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:04:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 14:08:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:11:04 UTC</pubDate>
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         <title>1969: Milano, strage di piazza Fontana</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29284202</link>
         <description><![CDATA[<p>L'esplosione avvenne il 12 dicembre 1969 alle ore 16:37: una bomba scoppiò nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo diciassette persone (quattordici sul colpo) e ferendone altre ottantotto.
Una seconda bomba viene rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Vengono eseguiti i rilievi previsti e successivamente viene fatta brillare distruggendo in tal modo (come dichiarato dal giudice Gerardo d'Ambrosio e confermato dalla Cassazione) elementi probatori di possibile importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi abbia preparato gli ordigni. Una terza bomba esplode a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collega l'entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio, ferendo tredici persone. Altre due bombe esplodono a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del Museo centrale del Risorgimento, in Piazza Venezia, ferendo quattro persone.
Si contano dunque, in quel tragico 12 dicembre, cinque attentati terroristici, concentrati in un lasso di tempo di appena 53 minuti, che colpiscono contemporaneamente le due maggiori città d'Italia: Roma e Milano.
</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:12:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:41:17 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;omicidio di Fausto e Iaio 03/1978</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29286733</link>
         <description><![CDATA[<p>L'omicidio di Fausto e Iaio fu commesso a Milano il 18 marzo 1978. Le vittime furono Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci, all'epoca diciottenni, frequentanti il Centro Sociale Leoncavallo, uccisi da 8 colpi di pistola a opera di estremisti di destra. Il 18 marzo 2012 i giardini di piazza Durante a Milano sono stati dedicati e intitolati a Fausto e Iaio dalla giunta del Comune di Milano.Dopo un pomeriggio con gli amici, Fausto al Parco Lambro, Iaio al parco prima e poi in centro con la sua ragazza, verso le 19.30 i due ragazzi si incontrano alla Crota Piemunteisa di via Leoncavallo, uno dei luoghi di ritrovo abituale dei giovani del centro sociale. Nella sala biliardo, lo diranno poi vari testimoni, ci sono quella sera tre giovani che nessuno aveva mai visto prima. Fausto e Iaio si avviano per andare a cenare a casa Tinelli, come ogni sabato sera. Sarebbero ritornati al centro alle 21 per assistere al concerto di blues. Fra le 19.30 e le 19.45 si incamminano e all'altezza di via Mancinelli, alle 19.55 circa, di fronte al cancello di ferro della Sir James Henderson School, sono ferme alcune persone. I due ragazzi raggiungono il gruppo in attesa nella penombra di via Mancinelli 8 . C'è uno scambio di battute tra Fausto, Iaio e gli altri in attesa, poi i tre aprono il fuoco: 8 colpi calibro 32 e scappano, due di essi hanno in mano dei sacchetti, probabilmente di plastica, e indossano impermeabili chiari. Il terzo porta un giubbotto marroncino. Tutti e tre si allontanano lungo via Mancinelli. Iaio è già morto. Fausto agonizzerà fino all'arrivo dell'auto ambulanza e morirà durante il trasporto all'ospedale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 14:44:05 UTC</pubDate>
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         <title>La rivendicazione</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29288295</link>
         <description><![CDATA[<p>Il 23 marzo, il giorno dopo i funerali di Fausto e Iaio, giunge a Roma una nuova rivendicazione del duplice omicidio. In quei giorni ce ne sono state altre (una persino a Palermo) tutte con sigle fasciste. La rivendicazione, considerata più credibile dagli inquirenti, appartiene ai terroristi neri dei NAR - brigata combattente Franco Anselmi. Anselmi era un neofascista romano, morto dodici giorni prima dell'omicidio di Fausto e Iaio, mentre tentava di rapinare un'armeria della capitale.
<b>Cosa sono i Nar?
</b>« Lei mi chiede che cosa sono i Nar, se esiste una organizzazione dietro questa sigla. Rispondo: Nar è una sigla dietro la quale non esiste un’organizzazione unica, con organi dirigenti, con dei capi, con delle riunioni periodiche, con dei programmi. Non esiste un’organizzazione Nar simile alle Brigate Rosse o a Prima Linea. Non esiste neppure un livello minimo di organizzazione. Ogni gruppo fascista armato che si formi anche occasionalmente per una sola azione può usare la sigla Nar. D’altra parte non esisterebbe modo per impedirlo »
(Interrogatorio di Valerio Fioravanti del 19 febbraio 1981)
</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:02:42 UTC</pubDate>
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         <title>Archiviazione</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29288594</link>
         <description><![CDATA[<p> L'inchiesta della magistratura non è arrivata ad accertare i responsabili dell'agguato contro due ragazzi diciottenni che frequentavano il centro sociale Leoncavallo. Il giudice Clementina Forleo, il 6 dicembre 2000, archiviò l'indagine con questa motivazione: «Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva e in particolare degli attuali indagati (Massimo Carminati, Claudio Bracci, Mario Corsi), appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni».</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:06:06 UTC</pubDate>
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         <title>Danila Tinelli: un omicidio dei servizi segreti</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29288713</link>
         <description><![CDATA[<p>DURANTE IL RAPIMENTO MORO - «Dopo l'omicidio di mio figlio», racconta ora la madre di Tinelli, «ognuno offriva la sua versione. Chi parlò di regolamento di conti tra spacciatori di droga, oppure una faida tra gruppi della sinistra extraparlamentare. Negli anni ho riannodato i fili della memoria, i pezzi di un piccolo mosaico che mi ha permesso di raggiungere la vera verità che io conosco. Mio figlio è stato vittima di un commando di killer giunti da Roma a Milano, nel pieno del rapimento di Aldo Moro, in una città blindata da forze dell'ordine. Un omicidio su commissione di uomini dei servizi segreti. Gli apparati dello Stato avevano affittato un appartamento al terzo piano del mio palazzo, in via Monte Nevoso 9, esattamente davanti all'appartamento in cui risiedevano appartenenti alle Brigate Rosse, responsabili del rapimento Moro, dove vennero rinvenuti i memoriali del presidente della Democrazia cristiana».
RACCONTO - Danila Tinelli entra quindi nei particolari della sua testimonianza. «Prima del rapimento Moro e dell'omicidio di mio figlio, tra la fine del '77 e l'inizio del '78, la famiglia che occupava l'appartamento al terzo piano del mio palazzo venne mandata via d'urgenza con uno sfratto esecutivo. La casa era rimasta vuota per qualche settimana. A un certo punto la portinaia dello stabile, mentre puliva al terzo piano, vide alcune persone entrare nell'appartamento, si agitò e me ne parlò. E da allora ho cominciato a sentire rumori sulle scale specie di notte, fino a vedere attraverso lo spioncino persone che andavano al terzo piano con strani congegni, apparecchi fotografici. Nessuno, oltre a me, si è domandato cosa stessero facendo quelle persone. Ho messo in relazione la presenza di quelle persone con alcuni fatti strani avvenuti prima dell'omicidio. Una ragazza venne a cercare mio figlio a casa mia. Quando la descrissi, mio figlio non la riconobbe come un'amica. Eravamo spiati, controllati, almeno due mesi prima».
MAI INTERROGATA - Perché in tutti questi anni gli investigatori non hanno interrogato la signora Danila Tinelli? «Nessuno mi ha mai interrogata. Fausto e Iaio sono come un segreto di Stato... un depistaggio. Hanno scelto mio figlio perché abitava in via Monte Nevoso dove era in corso un'operazione coperta dei servizi, qualcosa che non doveva emergere». (fonte: Agi)
</p>]]></description>
         <enclosure url="http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_22/fausto-iaio-servizi_b4dddf68-3ec3-11e0-a025-f4888ad76c86.shtml" />
         <pubDate>2014-06-04 15:07:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:13:42 UTC</pubDate>
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         <title>IL CASO MORO</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29290137</link>
         <description><![CDATA[<p>Aldo Romeo Luigi Moro è stato un politico e giurista italiano, cinque volte presidente del Consiglio dei ministri e segretario politico e presidente della DC.       </p><p>La mattina del 16 marzo 1978, giorno in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento per ottenere la fiducia, alle 8.45 l'auto che trasportava Aldo Moro dalla sua abitazione alla Camera dei Deputati fu intercettata e bloccata in via Mario Fani a Roma da un nucleo armato delle BR.<br></p><p class="MsoNormal">In pochi secondi, sparando con armi automatiche, i brigatisti rossi uccisero i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Oreste Leonardi e Domenico Ricci), i tre poliziotti che viaggiavano sull'auto di scorta (Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della DC.</p><p class="MsoNormal">Alle ore 10.10 una telefonata all'agenzia ANSA da parte di Valerio Morucci rivendica la paternità brigatista dell'accaduto.</p><p class="MsoNormal"> </p><br>

<!--EndFragment-->]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:26:08 UTC</pubDate>
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         <title>OBBIETTIVO</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29290874</link>
         <description><![CDATA[<p>Dopo due giorni dal sequestro uscirà il primo dei nove comunicati delle BR:</p><p class="MsoNormal">« Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare
De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il
"teorico" e lo "stratega" indiscusso di questo regime
democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano [...] la
controrivoluzione imperialista [...] ha avuto in Aldo Moro il padrino politico
e l'esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste. <span class="Apple-style-span" style="font-family: Cambria; font-size: 16px; ">»</span></p><p class="MsoNormal">(Brigate Rosse, Primo Comunicato)<o:p></o:p></p><p class="MsoNormal"><br></p><p class="MsoNormal">Si è detto che il Moro fu rapito perchè con lui le brigate rosse volevano colpire l'artefice della solidarietà nazionale ovvero dell'avvicinamento istituzionale tra DC e PCI --&gt; Governo Andreotti IV.</p><p class="MsoNormal">Lo scopo delle brigate rosse era in realtà più generale e rientrava nella loro analisi storica del periodo: la DC era il regime democristiano cardine dello stato imperialista e delle multinazionali mentre il PCI era un rivale da battere per fermare la "lunga marcia comunista verso le istituzioni" garantendo così alle rivoluzionarie e sovversive brigate rosse il controllo della sinistra italiana nella lotta contro il capitalismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:36:02 UTC</pubDate>
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         <title>PRIGIONIA ED EPILOGO</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29291378</link>
         <description><![CDATA[<p>Nei 55 giorni di prigionia che seguirono Aldo Moro fu detenuto nella "prigione del popolo" (Via Camillo Montalcini 8 a Roma) dove fu sottoposto dai brigatisti  Anna Laura Braghetti, Germano Maccari, Prospero Gallinari, Valerio Morucci e Mauro Moretti al "Tribunale del popolo".</p><p>Durante il periodo di detenzione Moro scrisse 86 lettere indirizzate a familiari, membri della DC e Papa Paolo VI in cui cerca di aprire una trattativa. Tali lettere furono considerate non moralmente autentiche in quanto dettate quantomeno sotto il controllo dei sequestratori. Questa interpretazione fu avvalorata da un "Comitato degli esperti" istituito dall'allora ministro degli interni Cossiga in cui figurava il criminologo Ferracuti (molti membri di questo comitato furono scoperti essere affiliati a P2 o servizi segreti).</p><p>Le BR proposero lo scambio di Moro con alcuni detenuti appartenenti al movimento.</p><p>La politica si divise allora in due fazioni:</p><p>- Fronte della fermezza: Andreotti, Cossiga e quasi tutti i partiti del Parlamento</p><p>- Fronte possibilista: Craxi, Fanfani, Saragat e Pannella</p><p>Prima che i governanti trovassero una decisione definitiva, Aldo Moro fu ucciso il 9 maggio e fatto ritrovare nel cofano di una Renault 4 posta a metà strada tra la sede del PCI e quella della DC.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:43:22 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;omicidio di Walter Tobagi 05/1980</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29292007</link>
         <description><![CDATA[<p>Tobagi venne ucciso alle 11 di mattina con cinque colpi di pistola da un "commando" di terroristi (Marco Barbone, Paolo Morandini, Mario Marano, Francesco Giordano, Daniele Laus e Manfredi De Stefano), buona parte dei quali figli di famiglie della borghesia milanese. Due membri del commando in particolare appartengono all'ambiente giornalistico: sono Marco Barbone, figlio di Donato Barbone, dirigente editoriale della casa editrice Sansoni (di proprietà del gruppo RCS), e Paolo Morandini, figlio del critico cinematografico del quotidiano Il Giorno Morando Morandini.A sparare furono Mario Marano e Marco Barbone. È quest'ultimo a dargli quello che nelle sue intenzioni sarebbe dovuto essere il colpo di grazia: quando Tobagi era ormai accasciato a terra, il terrorista gli si avvicinò e gli esplose un colpo dietro l'orecchio sinistro. In realtà, da come risulta dall'autopsia, il colpo mortale fu il secondo esploso dai due assassini, che colpendo il cuore causò la morte del giornalista.
<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:52:42 UTC</pubDate>
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         <title>Il movente</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29292118</link>
         <description><![CDATA[<p>Leo Valiani:"Perché hanno ucciso proprio lui? Se lo chiese, e chiese a tutti, Filippo Turati, all'indomani dell'assassinio di Giacomo Matteotti. Perché lui, ancora giovane e non qualcuno di noi, già vecchio?La domanda che Turati poneva, conteneva la risposta. Gli squadristi del fascismo soppressero Matteotti, proprio perché era nel fiore dell'età ed avrebbe potuto combattere per molti anni ancora per la riconquista delle libertà democratiche, e per un avvenire consono agli ideali del movimento operaio socialista, della cui corrente riformista, rappresentata anzitutto dal vecchio Turati, egli (Matteotti) era il segretario energico, straordinariamente energico ed intransigente.E evidente che non soltanto io non ho nessun titolo per mettermi, neppure lontanamente, sul medesimo piano di Turati, ma il nostro carissimo Walter Tobagi non avrebbe mai accettato di essere paragonato a Giacomo Matteotti. Rimane che Tobagi venne assassinato per lo stesso motivo per cui Matteotti era stato assassinato. Si voleva colpire in lui un difensore, coraggioso, tenace, nobile, della democrazia, un militante del movimento socialista, democratico dei lavoratori italiani, un militante che, per di più, si occupava seriamente, da studioso, dei problemi in questione, senza illudersi di poterli sublimare con la retorica." 
Giorgio Galli:" [Walter Tobagi] era il giornalista che meglio aveva capito il partito armato,... socialista,attivo nell'organizzazione professionale,anche in polemica con quella che rieneva l'egemonia comuinista nel più importante quotidiano italiano,per altro influenzato dalla loggia p2 di Licio Gelli"
Giorgio Bocca:" un giornalista medio, un brav'uomo che si dà da fare ne sindacalismo professionale, perchè ormai la politica e i partiti sono entrati nei giornali,...trasformato nel nemico numero uno,nel cervello della manipolazione informativa"
Indro Montanelli:" era di idee (forse anche di tessera,non so) socialiste,ma moderate, in tono con il suo carattere fermo ma mite, con la sua solida cultura, con la sua etica di galantuomo.Si era occupato, come tutti, di terrorismo, ma facendolo da cronista coscienzioso e misurato qual era,di stile efficacissimo per le sue fresche coloriture, ma sobrio, asciutto, allergico a ogni sensazionalismo. L'unico motivo che può aver richiamato su di lui le pistole dei killers è la carica che ricopriva, di presidente dei giornalisti lombardi."</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 15:53:52 UTC</pubDate>
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         <title>Rivendicazione</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29292599</link>
         <description><![CDATA[<p>"OGGI 28 MAGGIO UN NUCLEO DELLA BRIGATA XXVIII MARZO HA ELIMINATO IL TERRORISTA DI STATO WALTER TOBAGI, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE LOMBARDA DEI GIORNALISTI. ONORE AI COMPAGNI CADUTI PER IL COMUNISMO. INDIVIDUARE E COLPIRE I TECNICI DELLA CONTROGUERRIGLIA PSICOLOGICA NIENTE RESTERA' IMPUNITO. UNIFICARE IL MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO COSTRUENDO IL PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE."</p><blockquote style="margin: 0 0 0 40px; border: none; padding: 0px;"><p><b>PER IL COMUNISMO</b></p><p><b>BRIGATA XXVIII MARZO</b></p><p><b><br></b></p><p><b><br></b></p></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 16:00:41 UTC</pubDate>
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         <title>IPOTESI E INDAGINI</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29292687</link>
         <description><![CDATA[<p><p class="MsoNormal">Rapimento e omicidio di Aldo Moro costituiscono una delle pagine più misteriose della storia italiana.</p><p class="MsoNormal">Perchè Moro è stato rapito? Perchè lo Stato non ha trattato quanto avrebbe potuto? Perchè le indagini sul rapimento sono state sviate proprio quando si stava per liberarlo? Perchè le BR lo hanno ucciso proprio mentre si cominciava a trattare? Dove sono finiti i documenti relativi alla sua prigionia?</p><p class="MsoNormal">In questi anni nasce in Italia la teoria di un grande burattinaio che si celava dietro i grandi misteri del tempo, una sorta di eminenza grigia chiamata "Grande Vecchio"</p><p class="MsoNormal">La teoria del grande vecchio acquisterà peso dopo la scoperta nel 1981 del misterioso ramo supersegreto della Massoneria P2 guidato dal gran maestro Licio Gelli.</p>
<!--EndFragment-->



</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 16:02:09 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;origine della brigata XXVIII marzo</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29293011</link>
         <description><![CDATA[<p>Il nome fu scelto per ricordare uno sanguinoso scontro armato del 28 marzo di quell'anno: i carabinieri del nucleo operativo di Genova fecero irruzione in un covo delle Brigate Rosse e, dopo un conflitto a fuoco, uccisero i quattro brigatisti che occupavano l'appartamento. L'avvenimento destò grande sensazione nella sinistra extra-parlamentare ed infatti la Brigata XXVIII marzo si proponeva di entrare in contatto, tramite la lotta armata, proprio con le BR.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 16:07:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 16:09:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:10:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:10:08 UTC</pubDate>
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         <title>STRAGE DI BOLOGNA</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29293282</link>
         <description><![CDATA[<p>Il 2 agosto 1980 alle 10. 25 alla stazione ferroviaria di Bologna esplode nella sala d'aspetto di seconda classe una valigetta contente 23kg di esplosivo causando 85 morti e oltre 200 feriti.</p><p>Come esecutori materiali furono identificati i militanti della destra estema appartenenti ai NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. I mandanti restano tuttavia ancora sconosciuti.</p><p>Svariati furono i tentativi di depistaggio sulle indagini della strage tra cui quelli di Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte (entrambi affiliati alla loggia P2 di Licio Gelli) che fecero porre su un altro treno una valigia carica dello stesso esplosivo e oggetti personali di due eversivi di destra stranieri legati al neofascista Stefano Delle Chiaie promotori dello spontaneismo armato. Musumeci produsse, inoltre, un dossier fasullo contente il piano chiamato "Terrore sui treni".</p><p>Perchè?</p><p>- Proteggere la Libia di Gheddafi appena divenuta partner commerciale di FIAT ed ENI dalle possibili accuse;</p><p>- NAR effettivamente colpevoli ma i mandanti --&gt; settori eversivi di Gladio o del SISMI</p><p>- Diversivo della P2 per coprire  --&gt; crack finanziario banco Ambrosiano (Roberto Calvi P2) e crack finanziario Michele Sindona P2 (denuncia irregolarità banco Ambrosiano per non aver ricevuto da esso finanziamenti per coprire i propri buchi) --&gt; lotta P2 vs P2</p><p>- Diversivo P2 per coprire attacchi Cosa Nostra e indagini che portarono al ritrovamento degli elenchi piduisti</p><p>Dal 1982 le stragi e i misteri continuano ma d'ora in avanti verranno attribuiti alla mafia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 16:12:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:13:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:15:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:33:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:39:35 UTC</pubDate>
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         <title>I CENTOPASSI - SCENA FINALE (200</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <pubDate>2014-06-04 16:45:35 UTC</pubDate>
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         <title>Il ruolo degli &quot;outsiders&quot;</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
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         <description><![CDATA[<p>Inquadrati nel contesto della Guerra Fredda, i cosiddetti "anni di piombo" sono stati descritti come  un'epoca di scontro politico combattuto tra fazioni estremiste ed anarchiche di destra (i "neri") e di sinistra (i "rossi"), che hanno combattuto con il terrorismo, senza risparmiarsi ricatti e rappresaglie. Ma via via che si studia questo periodo, si infittisce il mistero che riguarda il ruolo dei cosiddetti "outsiders", ovvero compagini "super partes" che hanno giocato il loro ruolo in modi non ancora chiariti: lo Stato, la Mafia, la massoneria, la loggia P2, i servizi segreti. Restano molte le domande irrisolte:</p><ul><li><i>Chi forniva le armi ai terroristi? Chi li addestrava?</i></li><li><i>Perché le indagini subivano spesso battute d'arresto quando  sembravano giunte a un punto di svolta?</i></li><li><i>Lo Stato italiano fece veramente tutto quanto in suo potere per combattere il terrorismo? Se sì, perché si rivelò tanto impotente?</i></li><li><i>Perché gli assassini di Fausto e Iaio, morti a Milano nel 1978, non furono mai presi, mentre quelli di Walter Tobagi, morto sempre a Milano solo due anni dopo furono presi in poco tempo?</i></li><li><i>Più in generale, come mai le vicende legate all'estrema destra sono sempre state irrisolte o controverse mentre spesso i colpevoli appartenenti alle Brigate Rosse furono quasi sempre arrestati, o quantomeno individuati?</i></li><li><i>Qual è il ruolo dei servizi segreti? In quale misura essi furono "deviati" da infiltrati?</i></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 19:41:44 UTC</pubDate>
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         <title>1969-1982</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29307746</link>
         <description><![CDATA[<p>Per anni di piombo, in Italia, si intende un periodo storico generalmente concidente con gli anni settanta e gli inizi degli anni ottanta del XX secolo, in cui si verificò un'estremizzazione della dialettica politica che si tradusse in violenze di piazza, nell'attuazione della lotta armata e di atti di terrorismo. L'espressione deriva da un film dal titolo omonimo anni di piombo di Margarethe von Trotta uscito nel 1981 che trattava l'esperienza storica analoga e contemporanea vissuta dalla Germania Ovest.</p><p>L'inizio viene convenzionalmente fatto coincidere col termine dell'anno 1969, tra l' "Autunno Caldo" che portò un'ondata di protesta operaia al termine del decennio del "Miracolo Italiano" degli anni '60 e la strage di Piazza Fontana a Milano del 12 dicembre; qualcuno vede già nelle agitazioni popolari del 1968 (il cosiddetto "Sessantotto") l'inizio delle tensioni. Dopo la "Legge Cossiga" contro il terrorismo e la strage di Bologna (1980), il clima di tensione si andò affievolendo. Dal 1982 si tende a non individuare più reati di matrice politica ma di stampo mafioso.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 20:21:29 UTC</pubDate>
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         <title>BIBLIOGRAFIA</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29308300</link>
         <description><![CDATA[<p>Tutti i link esterni sono specificati con il loro URL o con un collegamento ipertestuale alla pagina posto nel riquadro a cui si riferiscono. Le immagini e i video hanno un collegamento diretto alla loro fonte.</p><p>Dove non specificato, la fonte è it.wikipedia.org</p><p>Il comunicato della Brigata XXVIII marzo, le citazioni di Indro Montanelli, Giorgio Bocca e Giorgio Galli riguardo a Walter Tobagi sono tratte dal libro <i>"Guarda come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre"</i> di <b>Benedetta Tobagi</b> (Einaudi 2009).</p><p>Dove citato, si è attinto dal libro <i>"Piazza Fontana: nessuno è Stato"</i> di <b>Fortunato Zinni</b> (Maingraf 2007)</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 20:37:41 UTC</pubDate>
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         <title>...e non è tutto!</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29308710</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli anni di piombo rappresentano una delle pagine più buie della nostra storia post-unitaria. Informarsi è un dovere civico e un passo verso la prevenzione di errori futuri. Qui sono raccolti alcuni avvenimenti significativi di quel periodo. Per chi si volesse documentare, ecco i delitti più importanti tra quelli che non sono qui raccolti:</p><ul><li>22 luglio 1970: Strage di Gioia Tauro</li><li>28 maggio 1974: Strage di Piazza della Loggia, Brescia</li><li>4 agosto 1974: Strage dell'Italicus (Strage sull'espresso Roma-Brennero)</li><li>2 novembre 1975: Omicidio di Pier Paolo Pasolini</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 20:51:17 UTC</pubDate>
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         <title>Fortunato Zinni: nessuno è Stato</title>
         <author>quintaacca_zarr</author>
         <link>https://padlet.com/quintaacca_zarr/anni_di_piombo/wish/29309606</link>
         <description><![CDATA[<p>Fortunato Zinni, impiegato della BNA ventenne all'epoca dell'attentato, è uno dei pochi testimoni sopravvissuti alla strage. Nel suo libro <i>"Piazza Fontana: nessuno è Stato"</i>, denuncia, già col titolo provocatorio, lo Stato italiano, tacciandolo di connivenza con i colpevoli del fatto. Zinni contesta il "processo-farsa" tenutosi a Catanzaro contro Valpreda e dei presunti anarchici, accusando lo stato di aver insabbiato le inchieste per coprire dei moventi legati alla loggia P2 e al crack di Banco Ambrosiano.</p><p>Fortunato Zinni denuncia inoltre la mancata giustizia nei confronti delle vittime: infatti, viene riconosciuto dal tribunale come colpevole la fazione eversiva di stampo anarchico-fascista <i>Ordine Nuovo. </i>In particolare, tre suoi membri, Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni verranno condannati all'ergastolo in primo grado ( 29 giugno 2001) e successivamente assolti dalla Corte d'Appello il 12 marzo del 2004 per "non aver commesso il fatto". La sentenza di assoluzione verrà confermata in via definitiva il 3 maggio 2005 dalla Corte di Cassazione. Dalla lettura della motivazione dell'assoluzione in Cassazione emergono elementi probatori che porterebbero alla condanna di altri due ordinovisti, Franco Freda e Giovanni Ventura, già assolti nel 1987. E' proprio in merito a questa precedente assoluzione che non verranno successivamente indagati.</p><p>Il tragico epilogo arriva dopo la sentenza della Cassazione: tutte le spese processuali sono addebitate ai familiari delle vittime. </p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-04 21:22:06 UTC</pubDate>
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