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      <title>Escursione a Punta La Marmora (1.834 metri) by Giovanna Budroni</title>
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      <description>Sentieri, panorami, fonti, attività tradizionali e tanto altro...</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-13 16:41:08 UTC</pubDate>
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         <title>OROGENESI</title>
         <author>matheusroewer</author>
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         <description><![CDATA[<div>La zona del <strong>Gennargentu è</strong> prevalentemente composta da rocce di natura scistosa, risalenti al Paleozoico e derivanti dall’orogenesi ercinica (circa 250-300 milioni di anni fa).<strong> Qui si</strong> trovano le cime montuose più elevate dell'isola tra le quali Punta la Marmora, che arriva a 1834 metri sopra il livello del mare.</div><div><br></div><div>Comprende tutta la zona della Sardegna centro-orientale e si estende nel territorio della provincia di Nuoro. Il suo nome deriva da Genna ("porta" in sardo) e argentu ("argento" in sardo), quindi "porta d'argento", per la forte presenza della roccia di scisto dal tipico aspetto metallico e argenteo che caratterizza questi rilievi montuosi. Tra le sue montagne vi sono le cime più alte dell'isola:</div><ul><li> <strong>Punta La Marmora </strong>(1.834 metri);</li><li> Bruncu Spina (1.829 metri);</li><li>Su Sciusciu (1.823 metri);</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:00:51 UTC</pubDate>
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         <title>Riserve naturali e parchi a Punta la Marmora:Il parco del Gennargentu</title>
         <author>michelevalli</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Leonardo e Michele<br>Il parco nazionale del Gennargentu È stato istituito con un decreto del presidente nel marzo del 1998.Era situato in Sardegna, nei territori di Nuoro.Ha smesso di esistere nel aprile del 2008, Si estendeva su una superficie di 73.935 ettari compresa tra il golfo di Orosei e il massiccio centrale del Gennargentu.<br>I PUNTI DI INTERESSE.<br>Nel territorio del parco nazionale si trovano vari<br>monumenti naturali,tra cui:<br>-Monumento Naturale Punta Goloritze<br>-Monumento naturale Texile di Aritzo<br>-Monumento naturale sorgente di Su Gologone.<br>Nel parco sono anche presenti delle foreste tra cui : Montarbu e Alias, gestite dall’ente foreste della regione Sardegna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:05:13 UTC</pubDate>
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         <title>LE PRINCIPALI ATTRAZIONI A TONARA  Alessio Cherchi e Michele Pili</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Casa Museo Porru: È una costruzione vasta composta da due edifici disposti </div><div>lungo una via del rione di Toneri, in passato adibita parzialmente anche a </div><div>prigione. La sua costruzione è caratteristica del tonarese, è infatti costruita in </div><div>scisto e legno, con ballatoi-balconate lungo la via sottostante e un passaggio </div><div>tra essi che rende possibile un collegamento diretto fra i due edifici che </div><div>costeggiano la strada. Attualmente è aperta come casa museo.<br>Si possono trovare anche:</div><div>Antico Torronificio Pili.</div><div>Torronificio Marotto.</div><div>Chiesa Sant'Antonio.</div><div>Chiesa di San Gabriele.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:06:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Le leggende di Punta La Marmora </strong><br><em>Di Marianna e Piero<br> <br></em><strong>Leggenda del Gennargentu<br></strong>Nel sardo antico Genna 'e Argentu significa <em>Porta d' argento</em>, dal colore della pietra che compone il suo massiccio, lo <em>scisto grigio.<br></em>Gli impervi dirupi del Gennargentu sono da sempre il rifugio prediletto delle aquile, che per la morfologia del territorio tendono a costruirsi i propri nidi che presidiano con attenzione, pronte a difendere con la vita i loro piccoli.<br>Una celebre leggenda sarda si lega a questi luoghi e prende spunto dalla <em>Balentìa</em>, quel sentimento, particolarmente diffuso nell'entroterra sardo, che da secoli porta gli uomini di questa regione a dimostrare con orgoglio il proprio coraggio.<br>Un pastorello di Arzana, desideroso di esibire il proprio coraggio, decise di arrampicarsi fino alla cima di un monte situato al confine di Desulo, per catturare un aquilotto da portare in paese, a testimoniare della sua impresa. Un'aquila, però, presumibilmente madre del piccolo, scese in picchiata sul giovane, inchiodandogli al petto i possenti artigli e costringendolo a retrocedere, facendolo precipitare in un dirupo, senza possibilità di sopravvivenza.<br>Da qui nacque la leggenda del <strong><em>Treppiedi dell'inferno, </em></strong>cioè del precipizio in cui il pastorello perse la vita, che è temuto ancora oggi, poiché si dice che ai suoi piedi sfilino le Camentose anime dei dannati, fa cui, forse, anche quella del pastorello arzanese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:08:20 UTC</pubDate>
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         <title>Area archeologica Ruinas</title>
         <author>agnesescura</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Agnese Scura. <br>Dalla vetta più alta dell’Isola ad uno dei siti archeologici più alti, il percorso si snoda prima sulla panoramica cresta sommitale, poi lungo una vallata incassata, frequentatissima dalle aquile e dai mufloni. Un percorso nel cuore della montagna più elevata dell’Isola.<br>Il sito comprende un nuraghe trilobato, i resti di un pozzo sacro e i resti di circa 200 capanne sparse intorno. Il nuraghe <em>Ruinas </em>è posto sulle falde del <em>Gennargentu</em> a un'altitudine di 1205 metri. Recenti scavi l’hanno liberato dai massi del crollo delle porzioni superiori e hanno rivelato il buono stato di conservazione di quelle inferiori.</div><div>L'aspetto più interessante e curioso è dato dal vasto villaggio di capanne che circondano il nuraghe.A qualche centinaio di metri a nord dal nuraghe ci sono i resti di una tomba di giganti. Secondo la tradizione il complesso venne abbandonato verso il 1400 a causa di una tremenda pestilenza.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:10:11 UTC</pubDate>
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         <title>LE PRINCIPALI ATTRAZIONI AD ARITZO Alessio Cherchi e Michele Pili</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Ecomuseo della Montagna</strong>: Il Museo Etnografico, detto anche l'Ecomuseo della Montagna sarda, rappresenta una grande collezione di oggetti e documenti della vita montanara della zona. Si tratta di raccolte storiche, antropologiche, religiose e culturali, che offrono un percorso attivo attraverso la storia del paese. Tutti gli elementi sono ben organizzati in otto sale di esposizione secondo temi legati alla vita quotidiana e alla cultura del territorio e del patrimonio naturalistico come ad esempio il pastoralismo, la lavorazione della cera per la lavorazione delle candele e la cucina della dimora tradizionale.<br>Si possono trovare anche:<br>Fiume Flumendosa.<br>Chiesa di San Michele Arcangelo.<br>Chiesa di Santa Maria.<br>Miniera di Funtana Raminosa.<br>Casa Devilla.<br>Carcere spagnolo "Sa Bovida".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:11:42 UTC</pubDate>
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         <title>La flora</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Nicolas e Matilde <br>Punta La Marmora è la vetta più alta della Sardegna e si trova nel massiccio del Gennargentu. <br>Il clima tipico montano con frequenti nevicate invernali e primaverili, è caratterizzato anche da forti venti. Tutto questo crea delle condizioni poco favorevoli per la vegetazione. Le specie presenti sono erbacee(senza fusto legnoso) e arbustive(cespugli non elevati in altezza) e si trovano solo sui versanti, mentre la cima è spoglia. Tra le specie più comuni troviamo il <strong>Ginepro nano</strong>, un arbusto eliofilo (cioè resistente alla luce diretta e forte del sole), capace di resistere al vento e alle basse temperature.<br><strong>Timo erba-barona</strong>, una pianta molto aromatica dai piccoli fiori rosa chiaro, utilizzata soprattutto per la preparazione di piatti a base di selvaggina. Inoltre poiché  produce molto nettare  è particolarmente ricercata dalle api.<br>Tra le rocce vegetano specie come la Sassífraga sardo-corsa un'altra specie endemica(tipica ed esclusiva della Sardegna) che fiorisce tra giugno e luglio. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:11:49 UTC</pubDate>
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         <title>ATTREZZATURA</title>
         <author>giaimelampis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Hasib Ahmed<br>bussola<br>altimetro<br>carte della zona<br>zaino<br>scarponi<br>giacca a vento<br>felpa<br>cappellino<br>borraccia<br>merenda<br>macchina fotografica<br>cellulare</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:25:46 UTC</pubDate>
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         <title>Le rocce di Punta La Marmora</title>
         <author>riccardodore</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le rocce che costituiscono Punta La Marmora sono nate all'interno della crosta da una serie di trasformazioni mineralogiche e strutturali. Si tratta di rocce metamorfiche che derivano da rocce di vario tipo, in risposta a un ambiente fisico mutato rispetto a quello in cui le rocce si sono originate. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-08 08:26:14 UTC</pubDate>
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         <title>Sentiero S&#39;Arena-punta La Marmora.</title>
         <author>svevamontaldo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di Sveva e Mattia.<br>itinerario.<br>Dal rifugio si sale di quota su una strada sulla destra che, dopo un tornante ne incontra un'altra.<br>Si segue a sinistra, percorrendo il fianco settentrionale del Bruncu de Maide con bellissime fioriture. Si continua poi a sinistra verso il valico Arco Artilai. Finalmente si raggiunge la parte meridionale del Gennargentu e Punta la Marmora.<br>Si prende a destra in cui si tagliano i ghiacciai e i rivoli d'acqua di Bruncu Spina. In seguito si incontrano due sorgenti, tra cui una recintata all'ombra degli ontani che incrociano i corsi d'acqua.<br>Quando si sale si individua il rifugio La Marmora, aperto nel 1901 ma fallito subito.<br>Si raggiunge poi il valico di Arco Gennargentu, un punto molto importante di riferimento della montagna, poiché da lì un tempo partivano altri sentieri.<br>A destra in una strada un po' in salita si trova la sorgente di Erisi nella località di Genna Orisa.<br>Finalmente si riesce a vedere la croce che è posizionata sul punto più alto della Sardegna. Si prosegue su un sentiero con un panorama su tutta la Sardegna, Fino a raggiungere la vetta.<br>Per rientrare si prende la stessa strada.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-09 14:11:42 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ORIGINE DEL NOME PUNTA LA MARMORA </title>
         <author>federicomureddu</author>
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         <description><![CDATA[<div>by Federico Mureddu<br>Punta La Marmora con i suoi 1834 metri è la vetta più elevata della Sardegna.<br>Si trova nel massiccio del Gennargentu. La vetta porta il nome del generale e scienziato Alberto Ferrero Della Marmora, che descrisse la Sardegna in due opere scientifico - letterarie: "Voyage<br>an Sardaigne" del 1826 e "Itineraire de l'ile de Sardaigne" del 1860.<br>Alberto Ferrero della Marmora<br>(1789-1863) è stato un generale naturalista cartografo e politico italiano. Nel 1819 fece il suo primo viaggio in Sardegna giungendo a Cagliari. Voleva dedicarsi agli studi di ornitologia  e praticare la caccia. Questo primo viaggio gli fornì un ampio materiale  che utilizzerà nei suoi successivi scritti sulla Sardegna  per descrivere l'isola in tutte le sue parti. Nel 1845 realizza la grande carta marittima della Sardegna in scala 1:250.000 in versione da viaggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-09 15:59:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>jacopocasula</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-02-12 18:54:37 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;orogenesi di Punta La Marmora</title>
         <author>riccardodore</author>
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         <description><![CDATA[<div> Punta La Marmora è nata dallo scontro di due placche, quella Africana e quella Euroasiatica. Punta La Marmora è nata nell'orogenesi <mark>Ercinica</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-13 15:58:12 UTC</pubDate>
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         <title>La fauna di punta la Marmora </title>
         <author>alicebaldini</author>
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         <description><![CDATA[<div>           Di Alice e Giaime<br>Punta la Marmora si trova nella catena montuosa del Gennargentu e a livello faunistico è principalmente popolata dall’ aquila reale e dal muflone. <br>L’Aquila reale è un rapace della famiglia acitripidae che vola alla velocità di 320 km orari, ha un’apertura alare massima di 2,3 metri e può pesare dai 3 - 7 kg.<br>Il muflone è un mammifero artiodattilo che fa parte della famiglia dei bovidi, il maschio può pesare da 35 a 50 kg e la femmina può pesare da 25 a 50 kg e cambia il pelo 2 volte all’anno, quindi fa una muta primaverile e autunnale</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-15 08:36:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Le leggende di Punta la Marmora <br>Di Marianna e Piero <br>Sa forà è desceotto <br>I confini di Arzana e Desulo non sono stati sempre netti come lo sono oggi. Infatti in quel tempo la disputa sulla porzione di territorio che i paesi potevano occupare era molto accesa. Gli arzanesi e i desulesi un giorno stabilirono un accordo affinché i confini tra i due territori divenissero ben fissati. Il patto prevedeva  che al canto del gallo dovessero partire due gruppi di persone e persone provenienti da due centri quest'ultima doveva andare une  contro le altre. Il punto di incontro tra le due comitive sarebbe diventato il confine tra Arzana e Desulo chiaramente che avesse fatto più strada  avrebbe allargato e ingrandito la sua zona.<br>Gli arzanesi però trovarono un metodo per far cantare prima il gallo è di conseguenza partita non per primi riuscendo ad occupare una maggior porzione di territorio i desulesi A Cortesi dell'inganno ingaggiano una lotta nella quale persero morirono ben 17 di loro è un solo Arzanese. Così il luogo di scontro tra le due comitive si chiama, ancora oggi, Sa forà è desceotto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-16 16:43:53 UTC</pubDate>
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         <title>A proposito del Parco del Gennargentu</title>
         <author>budronigiovanna12</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Golfo_di_Orosei_e_del_Gennargentu">https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Golfo_di_Orosei_e_del_Gennargentu</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 09:03:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Museo di Aritzo<br>Di Federica Mulas<br>L'ecomuseo della montagna Sarda è un museo etnografico sui generis. Sono presenti i reperti relativi alla cultura materiale delle comunità del centro Sardegna, in particolare a Gennargentu. I contenuti ineriscono al settore ergologico con riferimento ai processi di acquisizione, trasformazione distribuzione e consumo nel tempo e nello spazio delle risorse alimentari. <br>Questo museo è importante da visitare perchè ricostruisce gli ambienti tipici della civiltà contadina e pastorale e le attività artigianali e commerciali legate alla cultura della Barbagia-Mandrolisai. <br>Le antiche cassepanche sono tra gli oggetti più rari della raccolta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-23 15:30:46 UTC</pubDate>
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