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      <title>Educazione Civica by ROBERTA ALFANO</title>
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      <description>Fatto con un desiderio da realizzare</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-12-03 11:14:29 UTC</pubDate>
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         <title>Suffragette</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Le terme <strong>suffragettes</strong> désigne, en son sens strict, les militantes de la <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Women%27s_Social_and_Political_Union"><em>Women's Social and Political Union</em></a>, une organisation créée en 1903 pour revendiquer le <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Droit_de_vote_des_femmes">droit de vote des femmes</a> au <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Royaume-Uni">Royaume-Uni</a>. Ses modes d’action, fondés sur la provocation, rompirent avec la bienséance qui dominait jusqu’alors le mouvement suffragiste britannique.<br>Par extension, le terme est parfois utilisé pour désigner l’ensemble des militantes pour le droit de vote des femmes dans le monde anglo-saxon.<br>En 1918, les femmes britanniques obtinrent le <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Droit_de_vote_des_femmes">droit de vote</a> à partir de 30 ans (les hommes pouvaient, eux, voter dès l'âge de 21 ans). L'égalité fut établie dix ans plus tard, lorsque les femmes furent autorisées à voter dès 21 ans en 1928.<br><br>Avant la <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Premi%C3%A8re_Guerre_mondiale">Première Guerre mondiale</a>, les femmes n'ont pas le droit de vote (des exceptions existent cependant : la Nouvelle-Zélande depuis 1893, l'Australie depuis 1901, la Finlande depuis 1906, la Norvège depuis 1913 et quelques États américains).<br>Au cours du xix<sup>e</sup> siècle, quelques lentes avancées concernant les droits de femmes avaient été gagnées le droit des femmes mariées de disposer de leurs biens propres, le droit de vote dans certaines élections mineures, le droit de faire partie du conseil d'administration d'une école.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-03 11:24:44 UTC</pubDate>
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         <title>Simone de Beauvoir</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1927168171</link>
         <description><![CDATA[<pre>Simone de Beauvoir est considérée comme la mère du mouvement féministe, né à l'occasion de la manifestation étudiante de mai 1968, qu'elle suivra avec participation et sympathie.
En 1971, il rédige le « Manifeste des 343 salopes » signé précisément par 343 parmi les intellectuels, les comédiennes et les femmes ordinaires qui se dénoncent pour avoir eu recours à l'avortement . ] [9] A l'époque, la loi de 1920 était en vigueur qui punissait toute personne ayant eu recours à l'avortement ou s'étant fait avorter de 3 mois à 6 ans.

Dans la dernière période de sa vie, Simone de Beauvoir s'attaque avec courage à un autre problème social, celui de la vieillesse, auquel il consacre un essai important, Le Troisième âge (1970).</pre><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-03 11:51:14 UTC</pubDate>
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         <title>Femminismo</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Possiamo considerare il femminismo come presa di coscienza da parte delle donne del loro essere protagoniste della storia.</div><div>La soggezione delle donne:</div><div>Tra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale assistiamo a una costante espansione dei movimenti per i diritti delle donne dall’Inghilterra verso l’intera Europa, sino a raggiungere il continente nordamericano. Se in Inghilterra tale diritto sarà riconosciuto alle donne nel 1918, in Italia bisognerà aspettare il secondo dopoguerra . A lungo persistono eterogeneità giuridiche in Europa, se si pensa che, mentre la capacità politica viene riconosciuta alle donne in Norvegia nel 1913, in Spagna essa lo sarà soltanto nel 1931, in Svizzera nel 1971 e in Portogallo, addirittura, nel 1976. La Grande Guerra, pur aprendo alle donne nuove occupazioni nel quadro del clima di mobilitazione generale, finisce comunque col rafforzare, in gran parte dei Paesi coinvolti, il dominio delle forze conservatrici. I sentimenti nazionalistici finiscono con l’avere la meglio sul pacifismo femminile il quale, pur organizzato come movimento internazionale a favore del diritto al voto per le donne e della pace, allo scoppio della guerra si sgretola nel nome della ragion di patria. L’americana Jane Adams, tanto per fare un esempio, leader del Woman’s Peace Party , non sarà in grado di mobilitare le donne contro la guerra. Se è vero che fascismo e nazionalsocialismo, attraverso l’instaurazione di una politica razzista demografica, hanno rallentato in Europa il processo di emancipazione femminile, non si può dire che il modello sovietico abbia rappresentato per le donne un’alternativa di liberazione.</div><div>Dal primo al secondo femminismo:</div><div>Esso prende ispirazione e forza trainante non più dal concetto di emancipazione , ma di liberazione, inteso sia come processo interiore teso a rendere la donna soggetto autonomo nel tentativo di riscoprirne una specifica identità attraverso il libero esercizio del proprio corpo , sia come mutamento degli assetti istituzionali e dei modelli culturali per l’identificazione di una società che riconosca le esigenze femminili. Il «femminismo della differenza», che si rifà al pensiero di Hélène Cixous e di Luce Irigaray, esplora l’alterità del femminile e la sua specificità contro l’assimilazione delle donne alle modalità esistenziali maschili codificate negli ordini sociali. La separazione tra la figura della madre biologica e quella della madre portatrice, se apre la strada a una pluralità di possibilità che interpellano la donna in una nuova dimensione di libertà e di responsabilità, è al tempo stesso fonte di conflitti di ordine etico, religioso e giuridico di difficile soluzione. È questione dibattuta se il modello anglosassone e nordico – che ha visto le donne precocemente inserite in ogni ambito della sfera civile – sia il frutto dall’influenza dell’etica protestante e se quello latino – dove l’idea di emancipazione si va affermando con maggiore difficoltà, preferendo per le donne i compiti della tutela e della cura della famiglia – abbia risentito e risenta ancora della forte presenza cattolica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-06 08:44:05 UTC</pubDate>
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         <title>Parità di genere. A che punto siamo?</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div>La parità di genere è il Goal 5 del programma Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.&nbsp;</div><div>La piena uguaglianza tra i generi oggi è ancora un obiettivo da raggiungere.</div><div>Anche nei Paesi dove per legge non dovrebbero esistere differenze tra i sessi, in realtà potere e responsabilità, nella vita economica, politica e sociale, sono nella gran parte dei casi attribuiti a rappresentanti del genere maschile.</div><div>Rispetto al passato, oggi il mondo è un posto migliore per le donne, alcuni indicatori dell’uguaglianza di genere mostrano progressi.&nbsp;</div><div>Altri segnali positivi sono la maggior presenza delle donne negli organismi di governo nazionali e internazionali e la formulazione di leggi che promuovono l’uguaglianza di genere.</div><div>Nonostante questo, oltre 200 milioni di donne subiscono mutilazioni sessuali, violenze domestiche.</div><div>Infine vanno rilevati il basso livello di partecipazione delle donne ai processi decisionali e il cosiddetto Gender Pay Gap, cioè la differenza di guadagno delle donne a parità di mansioni rispetto agli uomini.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-06 09:01:06 UTC</pubDate>
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         <title>E in Italia?</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;in Italia la situazione ha conosciuto dei sensibili miglioramenti negli ultimi anni. In particolare questa tendenza riguarda la partecipazione femminile agli organi decisionali (in particolare nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa), anche se persistono ancora ampi divari di genere nelle retribuzioni.</div><div>Sul fronte della violenza domestica e di genere<em>, </em>sono state introdotte misure per tutelare le vittime, ma il fenomeno conosce continui episodi di violenza contro le donne e femminicidio.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-06 09:01:35 UTC</pubDate>
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         <title>Che cosa possiamo fare?</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1930677490</link>
         <description><![CDATA[<ul><li><strong>Tenerci informati</strong>: seguire le notizie locali e quelle internazionali sui media a disposizione (tv, web, riviste e giornali).</li><li><strong>Essere consapevoli</strong> degli stereotipi di genere. Riconoscerli aiuta a evitarli e può servire agli altri per riflettere sulle disparità di genere.</li><li><strong>Reagire</strong> di fronte alle ingiustizie. Ogni volta che vediamo o ci accorgiamo di situazioni in cui è offesa la dignità delle donne (a scuola, per strada, in Rete…) esprimiamo chiaramente il nostro dissenso: il silenzio è un alleato delle discriminazioni.</li><li><strong>Ricercare</strong> modelli femminili di leadership in diversi ambiti: politico, culturale, artistico, economico… Il contributo delle donne alla civiltà è spesso sconosciuto o sottostimato.</li><li><strong>Condividere</strong> il carico delle responsabilità domestiche garantisce una suddivisione equa dei lavori di casa ed educa al valore della parità di genere.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-06 09:02:56 UTC</pubDate>
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         <title>Emmeline Pankhurst and the suffragette movement.</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1940248640</link>
         <description><![CDATA[<div>In the early 20th C the suffrage compagners ask that woman should be able to vote in parliamentary elections. The name of the union founded by Emmeline Pankhurst was the Woman's Social and Political Union.<br>Their motto was "Deeds, not words. In the 1908 Emmeline was arrested for protesting at parliament. The womans after being arrested decide to going on hunger strike because they wanted to be recognised as political prisoners instead of criminals. The police officers force feed the suffragettes. After 1911 their methods were: attacks at private property and protesting at parliament. The cat meant Emmelin was out of jail.<br>Emmelin during World War I focused her attention on the war effort and campaigned for women to do the war work. Women during the war were employed on farms,public transport and factories. They were exposed to the danger of explosions and TNT poisoning.<br>In 1918, the Representation of the People Act included Female suffrage for the fist time. Women over 30, and who met variaus other requirements, could now vote.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-10 12:49:04 UTC</pubDate>
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         <title>Goal n°5: I traguardi.</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1953538403</link>
         <description><![CDATA[<div>Per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo e razionalizzare gli interventi da attuare, l’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal nei seguenti <a href="https://asvis.it/goal5/i-target/">9 target</a>:</div><ul><li><em>&nbsp;Porre fine a ogni forma di discriminazione nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze in ogni parte del mondo</em></li><li><em>&nbsp;Eliminare ogni forma di violenza e sfruttamento contro tutte le donne, bambine e ragazze</em></li><li><em>&nbsp;Eliminare tutte le pratiche nocive (matrimonio delle bambine e mutilazioni dei genitali femminili)</em></li><li><em>Riconoscere e valorizzare il lavoro di assistenza e il lavoro domestico non retribuiti.</em></li><li><em>Garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale</em></li><li><em>&nbsp;Garantire l’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi</em></li><li><em>&nbsp;Avviare riforme per dare alle donne pari diritti di accesso alle risorse economiche</em></li><li><em>Migliorare l’uso della tecnologia per promuovere l’empowerment, ossia la forza, l’autostima, la consapevolezza delle donne</em></li><li><em>&nbsp;Adottare e rafforzare politiche concrete e leggi applicabili per l’eguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne, bambine e ragazze a tutti i livelli</em></li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-17 11:26:55 UTC</pubDate>
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         <title>Franca Viola</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1953541786</link>
         <description><![CDATA[<div>Erano i primi giorni del 1966 quando Franca Viola disse no. Non avrebbe cancellato la «vergogna» con un matrimonio riparatore. « Un sì e lei sarebbe tornata donna onorata e l’uomo che l’aveva rapita e costretta a fare sesso avrebbe estinto il reato. Non era mai successo che una donna «disonorata» rifiutasse di convolare a nozze con il suo violentatore.<br>Il 26 dicembre 1965 Franca Viola è rapita ad Alcamo, in provincia di Trapani, da Filippo Melodia con 12 complici. Franca ha 17 anni. A 15 anni, con il consenso dei genitori, si era fidanzata con Filippo, nipote di un mafioso locale e membro di una famiglia benestante. Filippo emigra in Germania.<br>E quando rientra ad Alcamo torna alla carica con i Viola, vuole Franca e attacca il padre. È così che il giorno di Santo Stefano Filippo Melodia, con una banda di amici, si ripresenta a casa dei Viola. Devasta l’abitazione, malmena la madre e si porta via Franca con il fratellino che le si è aggrappato alle gambe nel tentativo di proteggerla. Franca resta segregata per otto giorni.<br>Prima in un casolare in campagna e poi in casa della sorella di Filippo, sempre ad Alcamo. Il padre e la madre di Franca, d’accordo con la polizia, fingono di accettare. Il 2 gennaio 1966, però, i poliziotti fanno irruzione nell’abitazione, liberano Franca e arrestano i rapitori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-17 11:30:06 UTC</pubDate>
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         <title>Caso Mahjubin Hakimi.</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Uccisa dai Talebani perché di etnia hazara e per avere scelto di giocare a pallavolo a viso scoperto.</strong>&nbsp;I talebani hanno decapitato <strong>Mahjabin Hakimi</strong>, una giocatrice della nazionale junior di pallavolo femminile afghana. Le circostanze della morte della giovane, decapitata dai miliziani talebani, erano note solo ai familiari. &nbsp; Ma Mahjubin Hakimi non sarebbe l'unica vittima dell'arrivo dei talebani, secondo l'allenatrice ''soltanto dura ragazze della nazionale di pallavolo sono riuscite a fuggire all'estero. Le altre sono state costrette a nascondersi''.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-17 11:33:37 UTC</pubDate>
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         <title>Parità di genere. Che fare? &quot;Diritti delle donne e progresso&quot;.</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/1953548166</link>
         <description><![CDATA[<div>In ogni contesto di convivenza, la situazione delle donne è una formidabile cartina di tornasole del <strong>grado di civiltà</strong> raggiunto dalle politiche sociali ed economiche.<br>La sensibilità a livello internazionale riguardo a questi temi si è sviluppata tardi: solamente nel 2011 l’<strong>Onu</strong> ha istituito un suo <strong>Ente per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile</strong> che si occupa di creare un ambiente in cui ogni donna possa esercitare i propri diritti e sviluppare il proprio potenziale. <br>Un obiettivo che si può raggiungere promuovendo modelli che offrano a entrambi i generi <strong>le stesse opportunità</strong> di accesso a tutti i livelli decisionali, operando per superare stereotipi e discriminazioni, diffondendo una <strong>cultura di condivisione.<br>"</strong>Dall’infanzia all’età adulta":<br>La discriminazione inizia dall’infanzia: sono <strong>bimbe</strong> ed <strong>adolescenti</strong> ad essere più a rischio. Molte bambine, diventate adulte, non sono in grado di inserirsi a pieno titolo nella società: dalle <strong>bambine fantasma</strong> che non vengono registrate all’anagrafe risultando così prive di diritti , alle <strong>spose bambine</strong> costrette al matrimonio con uomini più anziani cui devono completa sottomissione, all’<strong>esclusione dall’istruzione</strong> per stereotipi sui ruoli di maschi e femmine per cui “le donne devono dedicarsi a casa e famiglia”.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-17 11:36:22 UTC</pubDate>
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         <title>Cittadinanza digitale</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2075611018</link>
         <description><![CDATA[<div>Per cittadinanza digitale si intende la capacità di un individuo di partecipare alla società online.<br>Oggi il tema della cittadinanza digitale diventa di primaria importanza perché il livello dei servizi pubblici - in termini di qualità, fruibilità, accessibilità e tempestività - dipende dalla condizione «tecnologica» di chi ne usufruisce: la disparità di trattamento dei cittadini è direttamente proporzionale alla loro capacità di accedere alla rete. Da qui deriva la stretta correlazione con le problematiche legate al divario digitale e alla necessità, per i cittadini, di acquisire le competenze digitali necessarie per esercitare i propri diritti.<br>Per cercare di risolvere le sopraccitate problematiche, il 7 agosto 2015 è stata pubblicata la carta della cittadinanza digitale : una legge delega nella quale si elencano alcuni principi fondamentali che aiuteranno il processo di ammodernamento della Pubblica Amministrazione e che garantiranno nuovi diritti ai cittadini .<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-03 11:30:51 UTC</pubDate>
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         <title>Safer Internet Day</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Safer Internet Day è una giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare internet istituita nel 2004 dall'Unione europea. A livello comunitario, l'iniziativa è coordinata dalla rete Insafe. Nei singoli Paesi membri dell'UE, le iniziative volte a promuovere un uso consapevole della rete fanno capo ai rispettivi Safer Internet Center nazionali. In Italia, tale funzione è svolta dal progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca che dal 2012 unisce in un Consorzio l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, l'agenzia stampa DIRE, la Cooperativa E. , il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, l'Università La Sapienza di Roma, l'Università degli Studi di Firenze, il Movimento Difesa del Cittadino.<br><br>Tra le iniziative del Safer Internet Day rientrano convegni, concorsi a premi e campagne di sensibilizzazione incentrati su temi legati al cyberbullismo, alla pedopornografia e pedofilia on-line, al sexting, alla perdita di privacy ma anche alla dipendenza da videogiochi e a uno stile di vita eccessivamente sedentario o al rischio di isolamenti, soprattutto tra gli utenti più giovani. In Europa, le iniziative sono state anche oggetto di un programma finanziato dall'UE, il Safer Internet , divenuto poi Safer Internet Plus , e ulteriormente prorogato fino al 2015 . Oltre a proporre la promozione dell'uso sicuro di Internet, l'obbiettivo generale era quello di "incoraggiare, a livello europeo, un ambiente favorevole allo sviluppo dell'industria legata a Internet" . Nelle iniziative sono state coinvolte le Reti Insafe e Inhope .</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-03 11:41:38 UTC</pubDate>
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         <title>I DIECI PRINICIPI DEL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2075628437</link>
         <description><![CDATA[<div>I DIECI PRINCIPI SONO:<br><br>1) Virtuale è reale<br><br>Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.<br><br>2) Si è ciò che si comunica<br><br>Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.<br><br>3) Le parole danno forma al pensiero<br><br>Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.<br><br>4) Prima di parlare bisogna ascoltare<br><br>Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.<br><br>5) Le parole sono un ponte<br><br>Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.<br><br>6) Le parole hanno conseguenze<br><br>So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.<br><br>7) Condividere è una responsabilità<br><br>Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.<br><br>8) Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare<br><br>Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.<br><br>9) Gli insulti non sono argomenti<br><br>Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.<br><br>10) Anche il silenzio comunica<br><br>Quando la scelta migliore è tacere, taccio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-03 11:44:48 UTC</pubDate>
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         <title>IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2075629713</link>
         <description><![CDATA[<div>E’ una carta che elenca dieci principi di stile utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in Rete.<br><br>Il manifesto della comunicazione non ostile è un impegno di responsabilità condivisa. Vuole favorire comportamenti<br>rispettosi e civili. Vuole che la rete sia un luogo accogliente e sicuro per tutti.<br><br>Il manifesto è nato a Trieste nel gennaio del 2017 ed è stato sottoscritto da Comuni, Scuole, Aziende, Enti, Istituzioni<br>e Università. E’ stato distribuito nelle scuole nel maggio del 2017.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-03 11:45:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2099864733</link>
         <description><![CDATA[<div>Vantaggi e rischi della Tecnologia Digitale</div><div><br></div><div>Come prima cosa, questo progresso tecnologico ha contribuito ad aumentare le differenze sociali e questo è un aspetto che si deve sottolineare quando si parla di In questo confronto tra vantaggi e svantaggi della tecnologia. Per concludere poi, la tecnologia cambia sempre più velocemente, rendendo molto difficile riuscire a stare al passo. Perché se è vero che in parte esistono degli aspetti negativi sul nostro modo di vivere, la tecnologia ci ha portato un progresso ed un benessere senza precedenti nella storia. Innanzitutto ci ha permesso di collegare l’intero pianeta, di connettere persone, imprese e tanto altro da una parte all’altra del globo in un attimo, e questo è sbalorditivo e bisogna analizzare questo aspetto nei i pro e i contro della tecnologia. I vantaggi e gli svantaggi della tecnologia sono diversi, ma possiamo comunque concludere dicendo che, per quanto non sia perfetto, questo sviluppo ha rivoluzionato la nostra vita e l’esistenza di tutto il genere umano, portandoci in un’era che forse ancora non comprendiamo del tutto, ma che comunque non smette mai di sorprendere ed affascinare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-17 11:34:46 UTC</pubDate>
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         <title>Economia Aziendale</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:22:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il Bilancio Socio-Ambientale</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208041394</link>
         <description><![CDATA[<div>In numerose circostanze le aspettative degli stakeholder spingono l’impresa a essere socialmente responsabile. Il concetto di responsabilità sociale coinvolge vari settori, quali la sicurezza dei luoghi di lavoro, la stabilità dell’occupazione e il rispetto dei diritti dei lavoratori, la prevenzione del degrado ambientale ecc.<br>Tale responsabilità sociale comprende tre distinti ambiti:<br>- l’ambito economico (lo sviluppo e il benessere di una comunità dipendono dal livello di occupazione)<br>- l’ambito sociale (sono importanti le modalità con le quali la ricchezza è ripartita tra la collettività)<br>- l’ambito ambientale (le produzioni non devono danneggiare le risorse naturali, ma devono essere orientate verso uno sviluppo economico sostenibile)<br><br></div><div><br>Il bilancio socio-ambientale è un rendiconto quantitativo e qualitativo dell’attività aziendale che dimostra il riparto tra gli stakeholder della ricchezza prodotta ed evidenzia il contributo dell’impresa a favore del settore sociale e dell’ambiente naturale.<br><br></div><div>Esso è:<br>- strumento di comunicazione (bilancio socio-ambientale e bilancio d’esercizio si integrano in un global report che consente all’impresa di rivolgersi a soggetti interni ed esterni)<br>- strumento di programmazione e controllo (guida le scelte aziendali nella prospettiva del miglioramento nell’utilizzo delle risorse)<br>In questo modo i consumatori saranno più propensi ad appoggiare l’impresa il cui comportamento viene giudicato eticamente corretto. Anche i finanziatori saranno più disposti ad offrire i propri capitali, così come le istituzioni locali saranno più propensi a offrire contributi.</div><div><br>Diversamente dai tradizionali strumenti contabili di programmazione e controllo, il bilancio socio-ambientale prende in considerazione i costi sociali e ambientali conseguenti all’utilizzo delle risorse umane e naturali.<br>Occorre seguire i principi di redazione nazionali e internazionali (GRI e GBS); responsabilità, identificazione, trasparenza, inclusione, coerenza, neutralità, competenza, prudenza, comparabilità, chiarezza, utilità, attendibilità.<br><br></div><div><strong><br>Modello di redazione del bilancio sociale<br></strong><br></div><div><br>- premessa e nota metodologica (vengono indicati i componenti del gruppo di lavoro che hanno partecipato alla redazione del documento, le modalità applicate per risolvere esigenze degli stakeholder)<br>- identità aziendale (descrizione dell’azienda e della sua <a href="https://www.skuola.net/storia/">storia</a>)<br>- relazione sociale (vengono esposti i risultati ottenuti ed è articolata in gruppi di stakeholder)<br>- produzione e <a href="https://www.skuola.net/economia-ragioneria/marketing-mix-distribuzione-beni.html">distribuzione</a> del valore aggiunto (si mostrano i risultati economici e finanziari ottenuti dall’impresa e soggetti beneficiari)<br><br></div><div><br><br>La sezione del valore aggiunto pone in rilievo le modalità di riparto e le somme erogate a favore dei soggetti che hanno contribuito alla creazione<br>- remunerazione del personale<br>- remunerazione alla Pubblica amministrazione (imposte e tasse)<br>- remunerazione ai finanziatori a titolo di capitale di debito (interessi passivi)<br>- remunerazione all’impresa (capitale proprio sotto forma di autofinanziamento proprio e improprio)<br>- remunerazione alla collettività (eventuali contributi erogati all’impresa per fini benefici)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:25:45 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Che cos&#39;è l&#39;economia circolare</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208042917</link>
         <description><![CDATA[<div>L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.</div><div>In questo modo <strong>si estende il ciclo di vita dei prodotti, </strong>contribuendo a<strong> ridurre i rifiuti </strong>al minimo<strong>. </strong>Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo <strong>generando ulteriore valore</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:28:03 UTC</pubDate>
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         <title>I benefici dell&#39;economia</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208044297</link>
         <description><![CDATA[<div>I vantaggi dell’economia circolare sono molti, soprattutto nel lungo periodo. La transizione ad un nuovo sistema economico non è mai una cosa semplice e, per godere di alcuni dei benefici, bisogna aspettare diversi anni.</div><div>Innanzitutto, bisogna partire dalla considerazione che l’economia circolare permette di ridurre al massimo la pressione sull’ambiente e lo fa in due modi:</div><div>- producendo meno rifiuti;</div><div>- volgendo verso una produzione più green, sostenibile e poco inquinante.</div><div>Un altro vantaggio dell’economia circolare è la maggiore sicurezza che si avrà rispetto alla disponibilità di materie prime. Non ci sarà più bisogno di temere la difficoltà di approvvigionamento, perché con l’economia circolare le materie prime vengono costantemente reimmesse nel sistema e riutilizzate, in un ciclo che potenzialmente potrebbe non finire mai. Con l’economia circolare, poi, ci sarebbe un aumento della competitività, l’impulso all’innovazione, alla ricerca e alla crescita economica, senza dimenticare i posti di lavoro: soprattutto in seguito all’emergenza Coronavirus, la crisi economica ha messo in ginocchio la produzione e l’economia mondiale e, purtroppo, milioni di persone sono attualmente disoccupate. Un altro dei vantaggi dell’economia circolare è proprio l’incremento dell’occupazione. Nell’Unione Europea, grazie a questo nuovo modello di sviluppo, si arriveranno a creare circa 600mila nuovi posti di lavoro. Si tratta di un barlume di speranza non solo per l’ecosistema, ma anche per la vita delle persone, che cambierà decisamente in meglio, sotto tutti i punti di vista.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:30:03 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>I 4 blocchi dell&#39;economia circolare</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208045025</link>
         <description><![CDATA[<div>La fondazione di Ellen ha identificato dei blocchi per aiutare le aziende ad iniziare il loro percorso di trasformazione verso l’economia circolare.</div><div>Ecco a seguire i 4 building block:<br><br></div><div>1.PROGETTAZIONE DEL PRODOTTO</div><div>Il primo blocco comporta miglioramenti nella scelta dei materiali e nella progettazione del prodotto. I possibili modi per realizzare tali cambiamenti includono la standardizzazione e la modularizzazione dei componenti, i flussi di materiale puro e la progettazione per lo smontaggio diretto. L’implementazione di questo blocco rende più efficiente il processo di produzione nelle aziende.</div><div>Le società dovranno porsi domande utili affinché il prodotto sia conforme al concetto di economia circolare: “Qual è il ciclo di vita del prodotto? Come può essere esteso?” o ancora “Come si può smontare facilmente il prodotto per riutilizzare diversi componenti o riciclare i mono-materiali?” e così via.<br><br></div><div>2.NUOVI MODELLI DI BUSINESS</div><div>Il passaggio da un sistema lineare ad uno circolare include un cambiamento drastico nel modello di business dell’azienda che lo mette in atto. Ad esempio, allungando il life cycle del prodotto, è obbligatorio l’adozione di un modello di business innovativo.</div><div>In tale senso, le società dovranno pensare a quale modello di business è adoperabile con i nuovi prodotti, come può essere riadattata la logistica, come si traducono i flussi di lavoro in questa nuova visione e tutta una serie di domande in ottica di economia circolare.<br><br></div><div>3. ADOZIONE DI CICLI INVERSI</div><div>In questo terzo blocco si concentra l’attenzione sul riciclo del prodotto, partendo dal reso da parte del consumatore sino al riutilizzo del prodotto in un ciclo nuovo di produzione.</div><div>Vengono presi in esame i nuovi processi, che necessitano di competenze e capacità di far si che tutti gli attori in gioco in questa fase, siano allineati.</div><div>Dalla logistica allo smaltimento rifiuti, dalla gestione dei rischi alla produzione di energia. Introducendo sistemi di raccolta e trattamento più convenienti e di migliore qualità e un’efficace segmentazione dei prodotti fuori uso. Così che vi sia una diminuzione di fuoriuscita di materiali dal processo (scarti), supportando l’economia della progettazione circolare.<br><br></div><div>4. CONDIZIONI ABILITANTI</div><div>“È possibile utilizzare la legislazione o le sovvenzioni per incoraggiare il riutilizzo di materiali esistenti?”</div><div>Questa domanda è una delle tante che fa parte di un blocco fondamentale per l’adozione di processi di progettazione circolare.</div><div>L’applicazione dei principi dell’economia circolare, richiede maggiore trasparenza nei flussi dei materiali, allineando gli incentivi e determinando gli standard industriali. Il finanziamento, la gestione dei rischi, la legislazione, le infrastrutture e l’istruzione devono facilitare la transizione.</div><div>Oltre ai cambiamenti meccanici, è necessario sviluppare una consapevolezza generale del consumatore per consentire una più facile implementazione della dei modelli di economia circolare.</div><div>Per ultimo, le aziende devono anche essere messe in contatto intersettoriale (eco clustering) e disposte a condividere informazioni di mercato generali e riservate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:31:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>I contro dell&#39;economia circolare</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208046256</link>
         <description><![CDATA[<div>L'economia circolare sembra avere solo pro, e i contro?</div><div>Sotto i riflettori ci sono i rifiuti e il capitale necessario alla costruzione degli impianti per il loro corretto smaltimento: sarebbero infatti necessari miliardi di euro per la creazione di un sistema che funzioni in maniera efficiente e che possa portare ad un riciclo e ad un riutilizzo delle risorse nel tempo.</div><div>C’è poi la politica del nostro Paese e la poca determinazione nell’andare incontro a questo nuovo modello in maniera chiara e condivisa, mentre fortunatamente quello dell’economia circolare è uno dei temi centrali dell’agenza dell’Unione Europea: risale al dicembre 2015 la pubblicazione del <a href="https://ec.europa.eu/commission/priorities/jobs-growth-and-investment/towards-circular-economy_it">piano d’azione UE</a>, che comprende 54 misure relative al ciclo di vita dei prodotti. Sempre in questo piano d’azione vengono inoltre individuati cinque settori prioritari che possono accelerare la transizione lungo la loro catena del valore: materie plastiche, rifiuti alimentari, materie prime essenziali, costruzione e demolizione, biomassa e materiali biologici. Infine, pur non trattandosi di un vero e proprio punto a sfavore per l’economia circolare, è importante sapere che bisogna tenere conto che questo nuovo modello economico rappresenta anche un modello sistemico, nel quale ogni agente deve essere considerato come interconnesso e, aspetto da non sottovalutare, gli stakeholder coinvolti sono molteplici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:33:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Grandi aziende che hanno adottato modelli di economia circolari</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208048243</link>
         <description><![CDATA[<div>IKEA</div><div>Già premiata lo scorso anno per il suo modello di economia circolare, nell’utilizzo consapevole del legno e la riduzione degli scarti, ma anche per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, il colosso svedese fa un passo oltre e rivoluziona il suo modello economico.</div><div>Basta fast design, i mobili devono durare.</div><div>Lancia così l’iniziativa “Dai una seconda vita ai tuoi mobili usati”, molto simile a quella di Patagonia: attraverso un settore specifico ubicato all’interno dei negozi <a href="https://www.ikea.com/it/it/">Ikea</a>, i clienti potranno portare i propri mobili Ikea usati e farseli valutare (e ricevere un buono). Non solo: chi vorrà potrà richiedere che il mobile venga aggiustato, rimodernato e dargli così una seconda vita.</div><div>Così i clienti potranno decidere se acquistare il nuovo oppure scegliere un mobile usato.</div><div>Non finisce qui: Ikea vuole sensibilizzare le persone ed avere un impatto positivo sui propri clienti e sulle loro vite. All’interno dei negozi Ikea ha adottato la campagna “Un mondo migliore inizia a casa” con l’intento di ricordare che i piccoli gesti quotidiani sono quelli che possono fare la differenza nell’ambiente.<br><br></div><div>&nbsp;ENI</div><div>Anche il colosso italiano del settore energy si mette in campo e attiva diversi progetti volti al miglioramento del proprio impatto sull’ambiente e alla sensibilizzazione verso l’argomento.</div><div>In primis Eni si impegna entro il 2025, a ridurre l’intensità emissiva delle proprie attività di circa il 45% e dell’80% le emissioni fuggitive di metano. Sempre con il fine di abbattere le emissioni di CO2, ha iniziato un progetto per la conservazione di foreste, che andranno a compensare le emissioni residue.</div><div>In ultimo, nei prossimi anni investirà oltre 950 milioni di euro per lo sviluppo di soluzioni industriali circolari, oltre a fondi importanti per la ricerca e lo sviluppo.<br><br></div><div>LAVAZZA</div><div><a href="https://www.lavazza.it/it.html">Lavazza</a>, in collaborazione con <a href="https://www.novamont.com/">Novamont</a> e Politecnico di Torino, non ha solamente creato una capsula di caffè biodegradabile, ma ha anche iniziato un progetto per coltivare funghi – commestibili – dai fondi di caffè.</div><div>Il progetto si chiama <em>The Flavours of Coffee Grounds</em> ed è in vita dal 2007. Non solo funghi, tuttavia: secondo la ricerca effettuata dal Politecnico, sovvenzionata ovviamente da Lavazza, dai fondi di caffè di estrae un olio dal quale si possono ricavare cosmetici, biocarburanti e persino farmaci.</div><div><br></div><div>BARILLA</div><div>Il progetto “<em>CartaCrusca</em>” di <a href="https://www.barillagroup.com/it">Barilla ha</a> come obiettivo quello di recuperare la crusca derivante dalla macinazione dei cereali che l’azienda usa nei propri processi produttivi. Verrà poi utilizzata insieme alla cellulosa, per renderla materia prima nella produzione di carta per il packaging.</div><div>Insieme al partner <a href="https://www.favini.com/">Favini</a>, quindi, è nato questo nuovo imballaggio realizzato al 17% con crusca non adatta per il consumo alimentare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:36:38 UTC</pubDate>
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         <title>Francese</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208050436</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:40:26 UTC</pubDate>
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         <title>Inglese</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208051628</link>
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         <pubDate>2022-06-01 21:42:27 UTC</pubDate>
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         <title>Italiano</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208052820</link>
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         <pubDate>2022-06-01 21:43:54 UTC</pubDate>
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         <title>Economia Politica</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <pubDate>2022-06-01 21:48:31 UTC</pubDate>
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         <title>Diritto</title>
         <author>srobertaalfano</author>
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         <pubDate>2022-06-01 21:52:11 UTC</pubDate>
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         <title>I reati informatici</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208058550</link>
         <description><![CDATA[<div>I reati informatici (cyber crimes) vengono commessi da “chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico, telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno” (articolo 640 ter c.p.). Vengono definiti reati informatici, tutti quelli commessi nell’utilizzo di tecnologie informatiche o telematiche, sono disciplinati dalla legge 547 del 1993 che ha integrato le norme del codice penale e del codice di procedura penale relative alla criminalità informatica. L’esigenza di punire questi reati è emersa alla fine degli anni Ottanta, quando è iniziata la migrazione sulle reti telematiche della maggior parte delle nostre attività lavorative e sociali, infatti, oggi in modalità telematica facciamo shopping, parliamo con gli amici, controlliamo i nostri conti, paghiamo le bollette, si seguono corsi di laurea e post-laurea, possiamo affermare che ci troviamo in un mondo digitale, dove tutto gira intorno a questo, di conseguenza, le nuove generazioni sono avvantaggiate mentre per le generazioni precedenti è stato più difficile stare al passo, ma anche loro si sono dovute adeguare al nuovo mondo digitale. Da ciò nasce l’esigenza di una tutela ad hoc, infatti, in Italia la prima vera normativa contro i cyber crime è stata la legge 547 del 1993 (“Modificazioni ed integrazioni alle norme del Codice Penale e del codice di procedura penale in tema di criminalità informatica”) che ha modificato e integrato le norme del codice penale e del codice di procedura penale relative alla criminalità informatica. I reati informatici, o “computer crimes”, possono essere definiti come il risvolto negativo dello sviluppo tecnologico dell’informatica e della telematica. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche ha permesso di disegnare dei nuovi scenari da qualche decennio a questa parte, infatti, la maggior parte delle attività umane svolte manualmente o attraverso apparecchiature meccaniche, hanno lasciato il passo a delle più efficienti realizzazioni digitali.&nbsp; Dal connubio informatica reti telematiche originano ampie possibilità per la crescita delle aziende e delle comunità in genere, difatti, da ciò si sviluppano delle attività, quali ad esempio l’e-commerce, l’e-government, l’home-banking, il trading online e tante altre che consentono di rendere più efficiente la società nel suo complesso, ma al contempo stesso la rendono estremamente net-centrica. Possiamo affermare con certezza che la maggior parte delle attività sociali, lavorative e di svago, oggi passano attraverso reti telematiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:53:36 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Tipologie di reati informatici nel codice penale</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208059391</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Tipologie di reati informatici nel codice penale<br></strong><br></div><div>I reati informatici nel Codice Penale sono incardinati nel Libro secondo – Dei delitti in particolare nel Titolo XII – Dei delitti contro la persona.&nbsp; Testo coordinato ed aggiornato del Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398. Essi sono successivamente elencati:</div><ul><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/612-ter-codice-penale/">Articolo 612 ter</a>: Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (revenge porn)</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-615-bis-codice-penale/">Articolo 615 bis</a>: Interferenze illecite nella vita privata</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-615-ter-codice-penale/">Articolo 615 ter</a>: Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-615-quater-codice-penale/">Articolo 615 quater</a>: Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-615-quinquies-codice-penale/">Articolo 615 quinquies</a>: Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-616-codice-penale/">Articolo 616</a>: Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-codice-penale/">Articolo 617</a>: Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-bis-codice-penale/">Articolo 617 bis</a>: Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-ter-codice-penale/">Articolo 617 ter</a>: Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-quater-codice-penale/">Articolo 617 quater</a>: Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-quinquies-codice-penale/">Articolo 617 quinquies</a>: Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-617-sexies-codice-penale/">Articolo 617 sexies</a>: Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-618-codice-penale/">Articolo 618</a>: Rivelazione del contenuto di corrispondenza</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-619-codice-penale/">Articolo 619</a>: Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-620-codice-penale/">Articolo 620</a>: Rivelazione del contenuto di corrispondenza, commessa da persona addetta al servizio delle poste, dei telegrafi o dei telefoni</li><li><a href="https://www.cyberlaws.it/2019/articolo-623-bis-codice-penale/">Articolo 623 bis</a>: Altre comunicazioni e conversazioni</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:55:12 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>La competenza giurisdizionale</title>
         <author>srobertaalfano</author>
         <link>https://padlet.com/srobertaalfano/j635liimgg3fbw4h/wish/2208060047</link>
         <description><![CDATA[<div>Il problema nasce dalla difficoltà di individuare il giudice competente alla stregua del criterio indicato dall’articolo 8 comma 1 c.p.p., il quale dispone come regola generale il luogo nel quale il reato si è consumato, ciò nasce in quanto vi sono dei reati, cosi come nel caso dei cyber crimes nel quale è impossibile risalire a quel luogo. Con riferimento al luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico di cui all’articolo 615 ter c.p,,&nbsp; le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza del 26 marzo 2015 n. 17325 ha risolto il contrasto disponendo che: “il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all’art. 615-ter c.p., è quello nel quale si trova il soggetto che effettua l’introduzione abusiva o vi si mantiene abusivamente”. La regola della competenza radicata nel luogo dove si trova il soggetto commissivo dell’introduzione abusiva ad un sistema informatico o telematico, non trova eccezioni per le forme aggravate del reato in esame. Ad un’analoga conclusione si&nbsp; perviene anche con riguardo alle condotte di mantenimento nel sistema informatico contro la volontà di chi ha diritto di escluderlo ex articolo 615 ter c.p., mentre nelle ipotesi meramente residuali in cui non risulta rintracciabile la piattaforma su cui ha operato si applicheranno i criteri tracciati dall’articolo&nbsp; 9 c.p.p.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 21:56:31 UTC</pubDate>
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