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      <title>La peste by Giulia Mazziotti</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-19 09:01:46 UTC</pubDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>giuliaweeb</author>
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         <description><![CDATA[<p>La peste, terrificante fenomeno umano, è un topos costante nella letteratura mondiale. Fin dall’antichità, i messaggi letterari hanno oscillato tra la forma metaforica e la forma realistica della sua descrizione a causa del carattere e dalla natura misteriosa del fenomeno della peste, che ha sempre attirato l’attenzione degli artisti, risvegliando la loro immaginazione. I poeti antichi la interpretavano come una punizione inviata dagli dèi per i fallimenti umani, che infrangevano gli ordini e le norme di dèi.</p><p>Questo modo di considerarla era l’espressione della realizzazione da parte dei poeti della missione paideutica della letteratura, che doveva non solo portare la gioia di comunicare, ma svolgere anche una funzione educativa,</p><p>inclusa nella formula docere et ludere.</p><p>Abbiamo della peste un’immagine poetica, grazie alla letteratura antica – con Omero e Sofocle – ma, grazie all’opera di Tucidide, conserviamo anche una testimonianza storica, che ci ha lasciato una descrizione sconvolgente dell’epidemia e della sua diffusione, con sintomi dettagliati.</p><p>Le due diverse visioni – poetica e storica – inducono a riflettere sulla formulazione delle immagini della peste, che nascono da testi vari dal punto di vista del genere, appartenenti tutti alla letteratura greca. Evocare tali testimonianze permette non solo di mostrare i cambiamenti registrabili nel modo di descrivere il fenomeno dell’epidemia da parte dei singoli autori, ma anche di comprendere le cause della diffusione di due modelli di descrizione della peste nella letteratura europea.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 09:10:21 UTC</pubDate>
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         <title>Edipo e la peste</title>
         <author>giuliaweeb</author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Struttura_della_tragedia_greca">Nel prologo della tragedia “Edipo re” di Sofocle,</a>Edipo è impegnato a debellare una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste">pestilenza</a> che tormenta Tebe, la sua città, mentre una folla supplicante si pone attorno a lui per chiedergli di salvarli dalla fame e dal contagio; Edipo, sovrano illuminato e sollecito verso il proprio popolo, afferma di aver già mandato Creonte, fratello della regina, ad interrogare l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oracolo_di_Delfi">oracolo di Delfi</a> sulle cause dell'epidemia. Al suo ritorno Creonte rivela che la città è contaminata dall'uccisione di Laio, il precedente re di Tebe, che è rimasta impunita: il suo assassino vive ancora in città e finché questi non sarà identificato e esiliato o ucciso, la pace e la prosperità non potranno tornare.<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Struttura_della_tragedia_greca">Prologo</a> (vv. 1-150): Edipo è impegnato a debellare una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste">pestilenza</a> che tormenta Tebe, la sua città, mentre una folla supplicante si pone attorno a lui per chiedergli di salvarli dalla fame e dal contagio; Edipo, sovrano illuminato e sollecito verso il proprio popolo, afferma di aver già mandato Creonte, fratello della regina, ad interrogare l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oracolo_di_Delfi">oracolo di Delfi</a> sulle cause dell'epidemia. Al suo ritorno Creonte rivela che la città è contaminata dall'uccisione di Laio, il precedente re di Tebe, che è rimasta impunita: il suo assassino vive ancora in città e finché questi non sarà identificato e esiliato o ucciso, la pace e la prosperità non potranno tornare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 16:05:18 UTC</pubDate>
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         <title>La peste in Grecia: tra storia e letteratura </title>
         <author>giuliaweeb</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel messaggio poetico di Omero, la peste diventa un exemplum negativo del comportamento umano, con conseguenze tragiche: è il segno visibile dell'ira di Apollo(il dio è arrabbiato per l’offesa che Agamennone ha arrecato alla figlia del sacerdote Crise).</p><p><em>Loimòs</em> (λοιμός) è la parola che i Greci utilizzavano per indicare i concetti di ‘peste’, ‘pestilenza’, ‘epidemia’. È un termine arcaico della lingua greca, attestato già in Omero. <em>Loimòs</em> è il termine con cui gli storici, in primis Tucidide, designano l’epidemia che nel 430 a.C. sconvolse Atene mietendo migliaia di vittime tra le quali anche Pericle.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 16:06:12 UTC</pubDate>
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         <title>La peste e Daniel Defoe</title>
         <author>giuliaweeb</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ai primi di settembre del 1664 cominciò a correre voce a Londra e anch’io ne intesi parlare nel mio quartiere, che in Olanda c’era di nuovo la peste…”</p><p>image.pngCosì inizia il ”Journal of the Plague Year”, il Diario dell’Anno della Peste, scritto nel 1722 da Daniel Defoe, giornalista e scrittore inglese, autore di “Robinson Crusoe” e “Moll Flanders”.</p><p>Quando scoppiò quella terribile epidemia che cambiò il volto di Londra e passò alla storia come “la grande peste”, Defoe aveva solo 5 anni e quindi è ipotizzabile che ne conservasse solo un vago ricordo. Ma accadde qualcosa, nel 1721, che forse ne riportò alla luce qualche frammento, se non altro quello di ciò che avrà sentito in seguito raccontare in famiglia.</p><p>Nel 1720, infatti, in Francia scoppiò un’altra epidemia, che fortunatamente però fu contenuta sia come diffusione che come numero di morti. Tuttavia inizialmente questo fatto suscitò una grande impressione ed apprensione negli Inglesi, per il timore che il nuovo contagio potesse dilagare e raggiungere il loro paese.</p><p>Sull’onda emotiva di questa paura collettiva, ma anche, e forse soprattutto, per la necessità sempre presente di guadagnare per sanare la sua precaria situazione economica, Defoe scrisse il Diario della peste di Londra del 1665. Prima di analizzare l’opera è necessario illustrarne il quadro storico e i terribili avvenimenti che sono l’oggetto della narrazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 16:22:48 UTC</pubDate>
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         <title>“Le Georgiche” di Virgilio</title>
         <author>giuliaweeb</author>
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         <description><![CDATA[<p>La digressione sulla peste che colpì la regione alpina del Nòrico conclude, con la forza di un esempio storico, la sezione sulle malattie del bestiame, al termine del III libro. La «peste d’Atene», il finale grandioso e terribile impresso da Lucrezio al suo poema, presente come in filigrana nel testo virgiliano, dà spessore alla reciprocità tra il destino degli animali e quello dell’uomo. Così, anche se l’uomo non è affetto dal contagio prima dell’ultima, orrida scena, il suo coinvolgimento nella devastazione causata dalla peste percorre tutto il brano. La peste sovverte l’ordine naturale, impedisce il culto religioso, segna un regresso all’età che precedette l’invenzione dell’aratura.</p><p>Nel gioco dei contrasti interni alle Georgiche, il finale del III libro rappresenta una delle tonalità più cupe e solleva un dubbio pesante sulla possibilità di realizzare l’ideale di felicità rappresentato nel makarismòs della vita agricola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 20:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>Covid-19 e la peste</title>
         <author>giuliaweeb</author>
         <link>https://padlet.com/giuliaweeb/j3ycenk9lgugipjr/wish/2925670060</link>
         <description><![CDATA[<p>Se qualcuno ci dicesse che il 2020 e il 1630 verranno ricordati come due momenti storici molto simili tra loro, ci si crederebbe a stento. Eppure, poco meno di 400 anni di storia non possono certo fare da spartiacque, non quando si parla dello stesso popolo almeno. Che l’emergenza COVID-19 non sia paragonabile in fatto di gravità alla famosa epidemia di peste nera del 1630, è chiaro a tutti. Mai il Coronavirus ha gettato l’Italia in una situazione che, anche seppur in maniera meno romanzata, ricorda quella della famosa peste manzoniana che colpì la penisola, oltre che tutta l’Europa e gran parte dell’Asia, nel triennio che andò dal 1630 al 1633.</p><p>Anche la “peste nera” pare provenisse dalla Cina, diffusasi in seguito alle guerre tra il popolo cinese e il popolo mongolo e arrivata in Italia coi ratti e le loro pulci grazie al fiorente scambio commerciale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 20:05:13 UTC</pubDate>
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