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      <title>Montaperti by Matteo Milocco</title>
      <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01</link>
      <description>Piccini Silvia, Movio Alessandro, Zoratti Riccardo, Milocco Matteo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-12 10:29:56 UTC</pubDate>
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         <title>Montaperti</title>
         <author>riccardozoratti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Località nel comune di Castelnuovo Berardenga (Siena), dove il 4 settembre 1260 ebbe luogo una battaglia fra guelfi fiorentini e ghibellini senesi; questi ultimi affiancati da cavalieri mandati da Manfredi e dagli esuli ghibellini di Firenze, capeggiati da Farinata degli Uberti.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 10:55:05 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia</title>
         <author>riccardozoratti</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La battaglia</strong></div><div>Il colle di Montaperti, pochi chilometri a sud est di Siena, rimane tuttora famoso per la cruenta battaglia che si svolse nella piana antistante fra Guelfi fiorentini e Ghibellini senesi il 4 settembre 1260.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:10:22 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;esercito di Siena</title>
         <author>riccardozoratti</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’esercito di Siena, al comando di Provenzano Salvani, composto da 20.000 uomini, fra cui 800 cavalieri inviati dall’imperatore Manfredi e i fuoriusciti ghibellini scacciati da Firenze come Farinata degli Uberti, si accampò di rimpetto al nemico sulle colline di Ropole e di Mociano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:12:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;esercito fiorentino</title>
         <author>riccardozoratti</author>
         <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01/wish/459041666</link>
         <description><![CDATA[<div> Le truppe fiorentine giunte da nord attraverso le Colline del Chianti il 2 settembre si accamparono sulle alture cretacee di Monselvoli e del Paradiso, nei dintorni di Pievasciana. La marcia del loro esercito, composto da circa 35.000 uomini e dalle necessarie salmerie, aveva seguito il corso del torrente Arbia la cui valle garantiva un passaggio facilitato data il territorio pianeggiante e assicurava un facile approvvigionamento idrico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:15:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il tradimento e l&#39;attacco senese</title>
         <author>riccardozoratti</author>
         <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01/wish/459044157</link>
         <description><![CDATA[<div>All’alba del 4 settembre i due eserciti si scontrarono; la battaglia procedette a fasi alterne fino al pomeriggio, in ci fu una dirotta, causata dal tradimento di Bocca degli Abati, uno dei capi fiorentini, che avvicinatosi a Jacopo de’ Pazzi, portastendardo fiorentino,</div><div>gli tagliò di netto la mano con un colpo di spada facendo precipitare a terra l’insegna e causando scompiglio nell’esercito, insieme alla contemporanea carica della cavalleria imperiale contro il fianco dello schieramento guelfo. Da questo momento iniziò il massacro che fece colorare l’Arbia di rosso, i senesi si scagliarono sui fiorentini in fuga con l’intenzione di non fare prigionieri. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:19:16 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda dell&#39;esercito di Siena</title>
         <author>riccardozoratti</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’epico scontro dette origine a varie leggende. In una si esaltava l’astuzia dei senesi che, essendo le truppe ghibelline numericamente assai inferiori a quelle guelfe, escogitarono un trucco per abbattere il morale dei nemici: giunti in prossimità del luogo dove erano accampati i fiorentini fecero sfilare il proprio esercito per tre volte davanti all’esercito guelfo, cambiando ogni volta i vestiti con i colori dei terzi di Siena cercando di far credere agli avversari che le proprie forze fossero tre volte più numerose di quello che erano in realtà.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:20:41 UTC</pubDate>
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         <title>La leggenda di Usilla</title>
         <author>riccardozoratti</author>
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         <description><![CDATA[<div> In un’altra veniva esaltata la pietà di Usilla, una vivandiera senese, che mossa a compassione salvò 36 fiorentini facendoli scampare da morte sicura. La storia è legata all’esistenza di un tunnel sotterraneo sulla sommità della collina sotto il cippo piramidale eretto alla fine dell’Ottocento in ricordo della battaglia: alla base di quest’ultimo si apre un tunnel che anticamente pare sbucasse oltre i torrenti Malena e Biena. La donna avrebbe condotto i 36 soldati ghibellini attraverso il tunnel senza farli passare dal campo di battaglia e poi si fosse diretta verso Siena fingendo che fossero servi al suo servizio, per poi liberarli prima dell’ingresso in città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:21:28 UTC</pubDate>
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         <title>La strage</title>
         <author>riccardozoratti</author>
         <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01/wish/459047166</link>
         <description><![CDATA[<div>La strage continuò fino al calar del sole, quando gli ultimi superstiti rifugiatisi sul colle di Montaperti furono fatti prigionieri e successivamente incarcerati a Siena e liberati molti mesi dopo, dietro pagamento di pesanti riscatti. Il campo guelfo fu messo al sacco: furono catturati 9000 cavalli e 9000 tra buoi ed animali da soma; furono prese bandiere e stendardi, tra le quali il gonfalone di Firenze che fu attaccato alla coda di un asino e trascinato nella polvere. Le perdite dei guelfi furono di circa 10.000 morti e circa 15.000 i prigionieri di cui rispettivamente 2.500 e 1.500 fiorentini. I ghibellini persero 600 uomini con i quali 400 feriti. In città ci furono festeggiamenti per giorni e durante questo periodo furono fatti sfilare tutti i prigionieri catturati nel corso della battaglia.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:23:51 UTC</pubDate>
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         <title>Conseguenze della battaglia</title>
         <author>riccardozoratti</author>
         <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01/wish/459049457</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1260 i guelfi fiorentini abbandonarono la loro città e si rifugiarono a Bologna e a Lucca, considerando di non potersi più trattenere a Firenze per paura delle rappresaglie dei ghibellini. A Lucca si rifugiarono anche i guelfi delle altre città partecipanti alla lega sconfitta.</div><div>I senesi avanzarono in territorio fiorentino, conquistandone alcuni castelli.</div><div>I ghibellini fiorentini fuoriusciti rientrarono nella città dell'Arno il 27 settembre 1260 e si insediarono al governo della città. A tutti i cittadini fu fatta giurare fedeltà al re Manfredi. Le torri e le abitazioni dei fiorentini di parte guelfa furono rase al suolo, così come era stato fatto contro i ghibellini nel 1258.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:28:19 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Montaperti nella Divina Commedia</title>
         <author>riccardozoratti</author>
         <link>https://padlet.com/Matteo_Milocco/j2922eynbs01/wish/459052135</link>
         <description><![CDATA[<div>La battaglia di Montaperti, una delle più sanguinose battaglie del medioevo, trova vari riscontri nella Divina Commedia.Nel X canto dell’Inferno, fra le anime degli epicurei, di coloro che l’anima col corpo morta fanno, Dante incontra Farinata degli Uberti, un fiorentino, uno dei capi della fazione ghibellina e per questo estromesso dalla città, che partecipò alla battaglia fra le file dei senesi. Alla sua domanda sul perché il popolo fiorentino è sì empio incontr’ a’ miei in ciascuna sua legge il poeta risponde con i versi sopracitati.Ma in uno dei luoghi più oscuri dell’Inferno, nell’Antenora fra i traditori della patria immersi nel Cocito, un grande lago ghiacciato formato dai fiumi infernali, dalla cui superficie emergono le teste dei peccatori, Dante incontra Bocca degli Abati, il comandante fiorentino che, secondo la tradizione, tradì i suoi tagliando con un colpo di spada la mano di Jacopo de’ Pazzi il porta insegne dei guelfi  facendo cadere in tal modo lo stendardo; ciò provocò la dispersione dei guelfi e ne determinò la sconfitta. Volontariamente o no Dante inciampa sulla testa del traditore provocandone la reazione:</div><div>«Perché mi peste?</div><div>se tu non vieni a crescer la vendetta</div><div>di Montaperti, perché mi moleste?» </div><div> Inf. XXXII, 79-85</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-12 11:32:38 UTC</pubDate>
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