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      <title>Il mio padlet audace by FABIOLA PELLICCIA</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-29 08:16:17 UTC</pubDate>
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         <title>La crisi francese </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
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         <description><![CDATA[<p>La seconda grande rivoluzione settecentesca scoppiò in Francia nel luglio del 1789. Il più popoloso del continente con un economia florida, eppure il problema di fondo è che la monarchia non riuscì a relizzare le riforme di cui la Francia avrebbe avuto bisogno. A ciò si aggiunse anche il problema del crescente debito statale. Di fronte a questa necessità si manifestò: un potere politico assoluto tipico dell’antico regime ma anche questo si rivelò debole. Nel 1787, di fronte ad un bilancio dello stato sempre più disastroso e al rischio concreto della bancarotta, fu decisa l’introduzione di una imposta fondiaria unica, senza esecuzioni. Poiché il parlamento di Parigi si rifiutò di registrare l’editto, con un lit de justice, Luigi XVI ne impose la registrazione ed esiliò il parlamento. Il tutto si ampliò su una scala maggiore: il parlamento di Parigi si rifiutò di autorizzare un prestino allo Stato, sostenendo che solo gli Stati generali, avevano tale potere. In risposta Luigi XVI ordinò di scegliere tutti i parlamenti.&nbsp; In ogni parte del regno scoppiarono tumulti in difesa dei parlamenti. Gli storici parlano in proposito di Rivolta nobiliare. Il re ancora una volta dovette fare marcia in dietro: convocando gli Stati generali, composta da i rappresentanti dei tre ordini( nobiltà, clero e terzo stato).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 08:20:48 UTC</pubDate>
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         <title>L’assemblea nazionale</title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolapelliccia07/j25vvfqt1z1dyrlr/wish/3011474562</link>
         <description><![CDATA[<p>Gli Stati generali si riunirono nei pressi della reggia di Versailles. Venne messa il luce la questione procedurale: si sarebbe dovuto votare per ordine, secondo le antiche consuetudini o votare per testa ogni deputato un voto. Il terzo stato proponeva che i tre ordini si riunissero insieme e deliberassero il voto per testa, ma molti ebbero paura di questa scelta. Clero e nobiltà decisero di riunirsi separatamente. Si andò avanti a discutere per settimane ma ciò non fece che giovare nel confronto del terzo Stato che ormai avevano acquisito una certa fiducia da parte del popolo. Il 17 giugno il Terzo stato di si autoproclamò Assemblea nazionale. Con questo atto la rivoluzione dal punto di vista giuridico, era iniziato. Il sovrano reagì facendo chiudere il locale dove si riuniva l’assemblea: i deputati si trasferirono allora nella sala “della pallacorda”. Il 20 giugno giurarono, in quello che diventò poi noto come il giuramento della pallacorda&lt;&lt; di non separarsi più e di riunirsi ovunque lo richiedessero le circostanze finché la costituzione non fosse stata stabilita e posta su solde fondamenta&gt;&gt;. Quest’ultima il 9 giugno si autoproclamò Assemblea nazionale. L'insurrezione in città iniziò a Parigi nel luglio</p><p>1789. La popolazione parigina, scontenta per la crisi economica, l'aumento dei prezzi del pane, e la disuguaglianza sociale, iniziò a ribellarsi. Il 14 luglio 1789, la tensione culminò con la presa della Bastiglia. La Bastiglia era una prigione statale e un simbolo del potere arbitrario della monarchia. Anche se vi erano pochi prigionieri al suo interno, il popolo di Parigi attaccò la fortezza per appropriarsi delle armi e delle munizioni conservate lì. La presa della Bastiglia non solo segnò l'inizio della Rivoluzione francese ma divenne anche un simbolo potente della lotta contro l'oppressione. Questo evento portò a una serie di rivolte e insurrezioni in tutta la Francia, spingendo il re Luigi XVI a riconoscere l'Assemblea Nazionale e a ritirare le truppe dalle strade di Parigi.</p><p>La presa della Bastiglia è commemorata ogni anno il 14 luglio con la Festa Nazionale Francese, conosciuta come "Bastille Day," che celebra l'inizio della Rivoluzione francese e i valori di libertà, uguaglianza e fraternità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 08:45:18 UTC</pubDate>
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         <title>La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
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         <description><![CDATA[<p>La notte del 4 agosto 1789 è una data cruciale nella storia della Rivoluzione francese, nota per l'abolizione dei privilegi feudali e la fine dell'Ancien Régime. Durante quella notte, l'Assemblea Nazionale Costituente, sotto la pressione delle insurrezioni contadine e dei tumulti sociali, prese decisioni rivoluzionarie che cambiarono radicalmente la struttura sociale e politica della Francia.</p><p><br/></p><p> Eventi della notte del 4 agosto 1789:</p><p>1. <strong>Abolizione dei privilegi feudali</strong>: I deputati dell'Assemblea Nazionale, composti principalmente da rappresentanti del Terzo Stato, ma anche da membri della nobiltà e del clero, dichiararono la fine del sistema feudale. Questo significava l'abolizione dei diritti e dei privilegi esclusivi che i nobili e il clero avevano goduto per secoli, come il diritto di riscuotere tasse e corvées (lavori obbligatori) dai contadini.</p><p><br/></p><p>2. <strong>Fine delle decime ecclesiastiche</strong>: Le decime, che erano tasse obbligatorie pagate dai contadini alla Chiesa, furono abolite. Questo rappresentò un duro colpo per il potere economico della Chiesa cattolica in Francia.</p><p><br/></p><p>3. <strong>Abolizione dei monopoli e delle restrizioni corporative</strong>: Furono eliminate le restrizioni che limitavano le attività economiche e commerciali a determinate corporazioni e mestieri, aprendo la strada a una maggiore libertà economica e a un mercato più aperto.</p><p><br/></p><p>Questa notte segnò un punto di svolta fondamentale nella Rivoluzione francese, simboleggiando la volontà del popolo francese di creare una società più giusta ed equa, eliminando i privilegi di nascita e stabilendo l'uguaglianza di fronte alla legge.</p><p><br/></p><p>La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino è considerata un documento fondamentale nella storia dei diritti umani. Ha influenzato molte costituzioni e dichiarazioni successive, comprese la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite del 1948 e la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Il documento rappresenta l'impegno della Rivoluzione francese per l'uguaglianza, la libertà e la giustizia, principi che rimangono centrali nelle democrazie moderne. La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, adottata dall'Assemblea Nazionale Costituente il 26 agosto 1789, è uno dei documenti fondamentali della Rivoluzione francese e un pilastro dei diritti umani e delle libertà civili. La Dichiarazione enuncia una serie di diritti individuali e collettivi che sono alla base della società democratica moderna.</p><p>La Dichiarazione è stata scritta nel contesto della Rivoluzione francese, un periodo di grande trasformazione politica e sociale in Francia. Essa rifletteva le aspirazioni rivoluzionarie per l'uguaglianza, la libertà e la giustizia, opponendosi ai privilegi dell'Ancien Régime e ai poteri assoluti della monarchia.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 08:55:39 UTC</pubDate>
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         <title>La nuova Francia </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell’autunno&nbsp; del 1789 Luigi XVI, rifiutò di approvare il decreto di abolizione del feudalesimo e la Dichiarazione dei Diritti. Il suo atteggiamento provocó una folla di migliaia di persone che chiedevano il trasferimento del Re e dell’assemblea. Negli anni in cui l’Assemblea restó in carica operó sulla stesura e sull’approvazione della Costituzione. C’era chi esigeva una monarchia costituzionale bicamerale e chi invece monocamerale. Dopo due anni di discussione si arrivó all’approvazione della “Costituzione del 1791”. Il documento stabiliva la divisione dei poteri, mentre l’ordinamento istituzionale prevedeva un sistema monocamerale. Al suo interno l’assemblea nazionale non aveva dei veri e propri partiti, ma nelle discussioni si vennero identificando un’area di orientamento moderato, i cui deputati sedevano alla destra della presidenza, e un area più radicale, che sedeva alla sinistra.&nbsp; Per fronteggiare il debito pubblico, l’assemblea decide di nazionalizzare e mettere in vendita i beni del clero. Il provvedimento più importante di conseguenza fu la costituzione civile del clero. La nuova legge riduceva le diocesi a 83, come i dipartimenti, e stabiliva che i parroci e i vescovi fossero stipendiati dallo stato. Un successivo provvedimento impose agli ecclesiastici di giurare fedeltà alla costituzione.&nbsp; La situazione precipitò con la fallita fuga di varenness. Nella notte del 20 giugno 1791 Luigi XVI e la regina Maria Antonietta, ma vennero riconosciuti e fermati a Varenness, dove i sovrani contavano di mettersi sotto la protezione del fratello della regina. La famiglia reale fu ricondotta a Parigi.</p><p>Il 14 settembre 1791 Luigi XVI, giurò finalmente fedeltà a una costituzione che in cuor suo non condivideva. La Francia diventava a tutti gli effetti una monarchia costituzionale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 10:03:01 UTC</pubDate>
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         <title>Club e movimenti politici </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolapelliccia07/j25vvfqt1z1dyrlr/wish/3011596466</link>
         <description><![CDATA[<p>In tutta la Francia erano presenti luoghi di dibattito detti "club", che si formavano sulla base di orientamenti politici in comune. Essi si impegnavano a diffondere le proprie idee tramite volantini, opuscoli e giornali.</p><p>A Parigi iniziarono ad avere un controllo sempre più forte sull'Assemblea e un'influenza diretta sulla vita politica. Spiccavano tre club principali:</p><p><br></p><ul><li><p>il club dei giacobini che aveva assunto una posizione democratica e repubblicana. Esso sorge già nel maggio del 1789 a Versailles   Quando l'assemblea nazionale costituente     venne trasferita a Parigi come il re,        nell'ottobre 1789, il club si insidiò nel convento dei Giacobini (Domenicani) di rue Saint-Honoré.Composto in origine da 200 deputati. Esso raccoglie le posizioni della media e piccola  borghesia: è favorevole alla punizione del  Re, al centralismo amministrativo e all'intervento politico in economia. Nel luglio 1791, con la tentata fuga del Re, la  maggioranza moderata si stacca dal club  giacobino, perché contraria alla condanna del Re, per fondare il club dei foglianti. Questo club era guidato da</p></li></ul><p>      Maximilien Robespierre.</p><ul><li><p>﻿﻿il club dei cordiglieri composto da persone vicine agli ambienti popolari. Viene inaugurato nell'aprile del 1790, chiamato del<br>Cordiglieri per il nome del convento nel quale stabilisce la sua sede. Alle sedute del club assistono tra i 300 e i 400 membri.</p></li><li><p>Il club dei Sanculotti.Movimento popolare composto principalmente da artigiani, piccoli commercianti e lavoratori. Gli obbiettivi sono: Sostenere le misure radicali per l'uguaglianza economica e sociale, inclusa la regolazione dei prezzi e la redistribuzione della ricchezza. Ebbero un ruolo fondamentale nelle giornate insurrezionali e nelle manifestazioni che influenzarono le decisioni politiche della Comune di Parigi e della Convenzione Nazionale.</p></li></ul><p>Questi club e movimenti politici non solo rappresentarono le diverse fazioni e ideologie all'interno della Rivoluzione francese, ma furono anche cruciali per l'evoluzione e il risultato della stessa, influenzando profondamente la storia politica della Francia e dell'Europa.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 10:54:32 UTC</pubDate>
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         <title>La Francia in guerra e la fine della monarchia </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell’Aprile del 1792, i membri più radicali dell’Assemblea, i Giacobini e i Cordiglieri, costituirono l’Assemblea Legislativa e dichiararono guerra all’Austria e alla Prussia, per il sospetto di ospitare esuli francesi favorevoli alla controrivoluzione. L’esordio della guerra fu disastroso per la Francia e il Re, nell’agosto 1792, quando si conobbe un proclama del comandante delle truppe prussiane , che minacciava di sottoporre Parigi a una vendetta esemplare e ad un’esecuzione militare se il Re o la sua famiglia avesse subito un minimo oltraggio. Nell’agosto 1792 una mobilitazione popolare depose e imprigionó Luigi XVI, imponendo all’Assemblea Legislativa la convocazione di una nuova Assemblea, la Convenzione. Il 25 Settembre 1792 fu proclamata la Repubblica Francese e il successivo 21 Gennaio Re Luigi XVI venne condannato a morte per alto tradimento. All’interno della Convenzione nacque un aspro conflitto tra la destra dei girondini e la sinistra dei montagnardi, gruppo risultato dalla fusione dei giacobini con i cordiglieri. La situazione della Francia nel 1793 era gravissima, per la crisi economica, l’inflazione, l’esplodere di una rivolta in Vandea e in altre regioni dell’ovest e la rivolta federalista. La crisi fu fronteggiata dai giacobini, eliminando i girondini e creando un Comitato di salute pubblica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 11:05:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il terrore </title>
         <author>fabiolapelliccia07</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli anni successivi furono caratterizzati dalla figura di Maximilien Robespierre, il quale approva&nbsp; misure economiche in sostegno del popolo e procede all’esecuzione di vari oppositori. Nel frattempo continuava la campagna di scristianizzazione; le chiese furono chiuse e il calendario fu sostituito da un calendario rivoluzionario che eliminava tutti i riferimenti religiosi. Il culmine del Terrore è stato raggiunto nel 1793-1794, noto come il “Gran Terrore”, durante il quale il numero di esecuzioni è aumentato drasticamente. Tuttavia, il Terrore ha anche suscitato opposizione e critiche, sia all’interno che all’esterno della Francia. La sua brutalità e la mancanza di garanzie procedurali hanno portato a crescente instabilità e infine alla caduta di Robespierre e dei suoi alleati nel luglio 1794, noto come il Colpo di Stato del 9 termidoro. Con questo evento, il Terrore è giunto al termine, segnando una svolta nella Rivoluzione francese. Il Terrore fu una fase critica della Rivoluzione francese, caratterizzata da un'estrema violenza e repressione in nome della sicurezza dello Stato e della difesa della rivoluzione. La sua fine segnò un punto di svolta verso la moderazione e la stabilizzazione, preparando il terreno per il Direttorio e, infine, per l'ascesa di Napoleone Bonaparte. Il Terrore resta uno dei periodi più dibattuti e studiati della Rivoluzione francese, simbolo delle tensioni tra ideali rivoluzionari e pragmatismo politico.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-29 11:12:13 UTC</pubDate>
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