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      <title>Pensieri e aforismi  by Gaia Venosi</title>
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      <description>3A scienze umane </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-29 22:49:00 UTC</pubDate>
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         <title>La crudeltà (aforisma)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442671149</link>
         <description><![CDATA[<div>L’essere umano è sempre stato in grado di manifestare crudeltà, soprattutto verso se stesso. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-02-09 11:06:04 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione filosofica sulla tristezza </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442671547</link>
         <description><![CDATA[<div>La tristezza è un emozione che si manifesta quando qualcosa va contro le nostre aspettative, ad esempio quando una persona ci delude, quando ci sono discussioni tra amici e familiari o quando nell’ambiente lavorativo o scolastico non si ottengono i risultati desiderati.<br>La tristezza è un sentimento che appartiene e che hanno provato tutti, dai ricchi ai poveri, dagli adulti ai bambini. <br>La tristezza in quanto emozione non è controllabile, per cui quando arriva, bisogna cercare dei metodi per combatterla ad esempio ci si può dedicare a qualcosa che ti fa piacere fare come leggere un libro, stare con gli amici , uscire e viaggiare. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-02-09 11:10:34 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442673292</link>
         <description><![CDATA[<div>Lascia che tutto il dolore passi, prima o poi arriverà il sole. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-02-09 11:26:30 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442673719</link>
         <description><![CDATA[<div>La tristezza è un emozione, sentimento forte, spiacevole che ci fa sentire deboli, vulnerabili.<br>Si può provare per qualsiasi cosa e spesso se si è troppo tesisti, ciò può provocare anche la depressione.<br>Quando ci si è tristi si incomincia a non vedere nulla di positivo e ci si inizia ad abbattere e a soffrire per qualcosa.<br>La tristezza spesso però può provocare anche piacere. </div>]]></description>
         <pubDate>2020-02-09 11:30:54 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442691393</link>
         <description><![CDATA[<div>La tristezza è un sentimento molto forte che ci travolge ogni qualvolta che ci succede qualcosa di brutto. <br>Purtroppo tutti proviamo questa emozione almeno una volta nella vita anche se sarebbe meglio che tutti fossi sempre felici, ma d’altronde superare momenti di tristezza ci rende più forti di prima e ci fa maturare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-09 14:26:45 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La perdita di una persona cara è come un buco nero che assorbe tutte le emozioni </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-09 14:27:45 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La tristezza a volte ci offusca gli occhi e il cuore, abbiamo paura degli altri e di tutto ciò che ci circonda, si ha voglia di piangere e di scappare ma invece rimaniamo immobile a pensare a ciò che abbiamo perso e a quello che avremmo potuto fare </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-09 15:38:56 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cascate sono come infinite lacrime causate dalla tristezza</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-09 15:40:00 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442918472</link>
         <description><![CDATA[<div>La felicità è come una montagna difficile da scalare ma quando si arriva in cima non si vuole più scendere </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-10 09:53:17 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442920269</link>
         <description><![CDATA[<div>La tristezza è un sentimento che causa all'interno della persona un senso di squilibrio. Spesso la tristezza è causata dalla malinconia e dal rimorso. Questo sentimento inoltre rende la persona molto pensierosa tanto da chiudersi in sé stessa. La persona prova questo sentimento quando si trova in una situazione poco agevole </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-10 09:59:17 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza </title>
         <author>venosigaia_3</author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442991827</link>
         <description><![CDATA[<div>Tristezza per me è quel momento in cui non si sa più chi tu sia, è un momento nel quale non ci si riconosce più e dove non si sa che fare per tornare indietro, per tornare ad essere felici, anche se forse non lo si è mai stati. È triste pensare a quanto possa far male non essere liberi di essere ciò che si è, non riuscire a sentirsi a proprio agio con gli altri e non riuscire a sentirsi diversi. È triste non accettarsi e non accettare ciò che gli altri pensano di te, perché quello che ti logora è sempre la tua opinione. È triste tornare a casa e non riuscire a dormire perché si pensa troppo, ecco è difficile e triste pensare. Il pensiero può essere una cosa positiva, in alcuni sensi, quanto può essere negativa: il pensiero fa tornare al passato, agli errori, alle perdite, ma fa ripercorrere il presente e ti fa anche struggere per il futuro.<br>È triste pensare a sé stessi, perché mette sempre più in risalto ciò che sono i propri difetti, ciò che non accettiamo.<br>È triste continuare ad aiutare perché i problemi degli altri diventano anche i tuoi se non li sai gestire.<br>È triste vedere che tutto ciò che fai è solamente un pretesto per criticarti ed è triste vedere come le persone si fermino alle apparenze per giudicare, senza neanche preoccuparsi che dall'altra parte non c'è un muro, ma una persona. È triste pensare che ormai basta vestirsi o pensare in modo diverso per diventare lo zimbello di tutti. È triste pensare che, secondo la società, ci sia il bisogno di essere uno stereotipo fisico e caratteriale, con più amici possibile per poter essere felici, perché non è così, non è un numero che tu rende ciò che sei, non è una voce che determina il tuo carattere e non è una persona a scegliere per te ciò che dovresti essere.<br>È striste pensare che ci sono persone là fuori che stanno cadendo, ma, siccome non sono "alla nostra altezza", vengono lasciate lì, come estranei, come animali, come fogli di carta che con un soffio volano via. È triste riconoscere la propria fragilità, perché, più sei a terra, più le persone ti calpestano.<br>È triste pensare quanto le persone siano false ed ipocrite, quanto a loro basti essere conosciuti e quanto gli basti sembrare di essere felici per diventare miliardari, nonostante non lo siano.<br>È triste pensare quanto, al giorno d' oggi, basti mettere in mostra un pezzo di pelle in più per sentirsi realizzati e belli, abbattendo ogni tipo di pudore e vendendo il proprio corpo come se fosse carne al macello.<br>È triste pensare che siamo soli, che per quanto si possano avere 30 amici e milioni di seguaci su Instagram, noi siano e saremo sempre soli, perché nessuno vive la nostra vita, fa le nostre scelte e piange per noi quando ce n'è il bisogno. Ma, se ci si pensa bene, è triste sapere che si hanno milioni di amici, ma sapere che nessuno di quelli sarà mai pronto ad ascoltarti.<br>È triste vivere per sembrare e apparire, perché più appari per ciò che non sei e più muori dentro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-10 13:30:45 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza </title>
         <author>venosigaia_3</author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/442992149</link>
         <description><![CDATA[<div>Al mondo davvero poche cose possono essere considerate oggettive, ad esempio 2+2 fa 4, 2-2 fa 0, tutti nasciamo e tutti moriamo, ma quando si parla di soggettività invece si apre un mondo, che comprende quasi tutto quello che conosciamo e quasi tutto quello con cui interagiamo, persino queste righe scritte su questo foglio sono soggette alla mia soggettività, è come un circolo, che potrebbe essere definito tanto virtuoso quanto vizioso. Tutta questa premessa per precisare che, in questo testo, quello che andrò a spiegare non è cosa sia la tristezza, ma cosa questa, qualsiasi cosa sia o non sia universalmente, comporta su di me. Riconosco, o meglio ho imparato a riconoscerlo, quando sono triste nel momento in cui sento di chiudermi ancora di più rispetto al normale, e la conseguenza è sentire venir meno la voglia di spiegarmi, cercare di farmi capire, condividere il mondo che ho dentro. Di cosa è formato questo mondo? è fatto a immagine e somiglianza di un buco nero e profondo, che inghiotte tutto con un comportamento estremamente egoistico, prende e tiene tutto gelosamente per se, privandomi di qualsiasi cosa, se non del vuoto, l’unica cosa che mi rimane. Ho imparato anche che, antecedente alla formazione di questo mostro nero, si crea un tornado in tempesta, quello che mi porta ad arrabbiarmi con il mondo, e prima di tutto con me stessa, e ciò che lasciano questi due mostri è un deserto desolato, dove non si vede né si sente nulla per chilometri. Questo perché, per me, sarebbe impossibile saper spiegare o provare tristezza senza prima provare rabbia: la tristezza non è altro che l’attimo in cui il tuo orgoglio ti abbandona e apri gli occhi, trovandoti di fronte alla realtà che prima ti era stata offuscata da quel velo nero che ti copriva gli occhi, acciecandoti totalmente, portandoti sulla dimensione delle urla e non quella del pianto, su quella del dibattito e non quella dell’ascolto; Allo stesso modo, ogni volta che questo accade, non riesco a non provare un senso di perdizione, di nulla, di quasi totale apatia che mi pervade successivamente, e non paragonerei questa sensazione alla quiete dopo la tempesta, perché l’aspetto che assume è molto diverso da quello che caratterizza la quiete, più che altro può essere considerato come un silenzio straziante dopo la medesima catastrofe naturale, quello durante il quale ci si mette di fronte al risultato di ciò che è accaduto e ci si rende conto che tale male ha lasciato troppo poco a cui aggrapparsi per stare bene e ricominciare, e troppo a cui aggrapparsi per sentirsi soffocare e non sapere come rialzarsi; Ecco perché, ogni volta che sono triste, ma triste per davvero, un po’ di me si perde e non torna più indietro, e bisogna impegnarsi per partire da zero sulla base di queste ceneri che sono state lasciate; Per questo motivo ogni volta che sento di essere stata colpita in pieno viso, e soprattutto in pieno cuore, non posso mai essere quella di prima, come non posso mai avere la certezza che quello che uscirà dalle ceneri durerà per sempre e non venga distrutto anch’esso. Quando succede tutto questo, mi sento come se non fossi protagonista di me stessa, o meglio come se “vedessi” da fuori me stessa essere trafitta, senza poterci fare nulla: la realtà è che la tristezza atrofizza ogni parte di me, ed è come se inevitabilmente dovessi stare ferma immobile aspettando di essere attraversata dalla rabbia, dal medesimo sentimento di fronte al quale mi sento così impotente e dal senso di vuoto che mi rimane prima che riesca, ogni volta, a riprendere il controllo di me, raccogliere tutti i pezzi e rimetterli assieme con il “nastro adesivo”. Per capirci meglio, pensa un attimo all’oggetto più prezioso, ma anche più fragile, che hai, fatto? ora pensa di alzarlo con una mano e scagliarlo a terra con violenza, e nell’esatto momento in cui stai per farlo sentire dentro di te che vorresti fermarti prima che vada in mille pezzi, appunto perché è tanto prezioso per te, no? ma non poter fare a meno di farlo succedere, così rimanere fermo dove sei mentre tocca terra e si frantuma; Dopo aver realizzato quello che è appena successo ti sblocchi e cosa fai? esatto, ti chini e cerchi di raccogliere quanti più pezzi riesci, poi ti armi di tanta pazienza e ti metti lì per cercare di sistemarlo meglio che riesci, per farlo tornare quanto più simile a com’era; Certo, magari tornerà anche simile, ma è impossibile torni esattamente perfetto e impeccabile; Ecco, adesso immagina di ripetere queste identiche azioni un’altra volta, poi un’altra volta ancora e poi ancora: è inevitabile che il pavimento dove ogni volta questo oggetto cade e si divide in pezzi si tenga per se alcuni di questi, non permettendoti di ripararlo come si deve, e facendo sì che in questo modo l’oggetto, più passa il tempo, più sarà lontano dalla forma iniziale, sarà sempre più crepato, assumerà una forma sempre più distorta, fino a quando si arriverà al momento in cui bisogna tentare di raccapezzare ciò che ne rimane e provare a farne uscire qualcosa di nuovo, perché rimane troppo poco perché si possa tentare, per l’ennesima volta, di rimetterlo a posto: in quel preciso momento si smette di ricomporre e si inizia a comporre. Qual è il passo successivo? amare quell’oggetto nonostante sia inevitabilmente diverso e lo sarà sempre. Io non identifico la felicità con la luce e la tristezza con il buio; Una notte dell’estate scorsa guardando fuori dalla finestra mi sono accorta del fatto che il cielo di fatto cambiava a seconda se lo si guardasse con la luce della camera accesa o spenta: nel primo caso appariva di un blu scuro, proprio come quando si dice “blu notte”, e questo perché era evidente il distacco tra la luce dentro e l’assenza di luce fuori, un po’ come quando si contrappone il bianco al nero; Se invece, al posto del bianco, si contrapponesse il grigio, ad esempio? ecco qui si parlerebbe del secondo caso, nel quale, lo stesso cielo che sembrava così tanto oscuro e impenetrabile, diventa quasi viola, quasi più chiaro del buio in cui ero immersa io, nella mia stanza, perché il distacco, il contrasto, era molto più tenue. Tutto questo per dire che, sempre avvalendomi della premessa sulla relatività delle cose, fatta all’inizio, la felicità sembra sempre meno bella e meno duratura rispetto alla tristezza, attuando così un circolo vizioso nel quale si cade, perché ci si ostina a identificarla con il bianco, se invece si imparasse a identificarla sempre di più con toni e sfumature del grigio, nel bianco, sarebbe tutto più semplice, e questo non vorrebbe dire non sentirsi “morire” ogni volta che si viene pervasi da questo sentimento, ma che, sentendo minor distacco, e quindi minor dolore, sarebbe più facile mettere un mattoncino sopra l’altro per ricostruire ciò che è stato spazzato via, anche se, alcune volte, è un po’ più difficile tenerlo a mente e credervi del tutto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-10 13:31:19 UTC</pubDate>
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         <title>Aforismi</title>
         <author>venosigaia_3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Amore: tanto un privilegio quanto una condanna.<br>Sii il tuo unico dio.<br>O affondi o affondi.<br>Come una nuvola di fumo, si disperde in una sera grigia d’inverno, lasciandoti solo un gusto amaro in bocca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-10 13:32:28 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La vita è una lunga via da percorrere </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-11 13:28:45 UTC</pubDate>
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         <title>Aforismi </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>•Il sogno é come una tela bianca, va dipinto anche se non lo si vede<br>•La veritá può far male, ma la menzogna uccide<br>•Il coraggio é un'arma per proteggersi dal male <br>•I sogni vanno rincorsi sempre, anche quando sembrano irraggiungibili <br>•Una persona é ignorante quando evita di affrontare la realtà <br>•La felicità va cercata sempre, anche nei momenti più bui </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-11 19:27:19 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tristezza </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/venosigaia_3/izjgirawfxth/wish/443947778</link>
         <description><![CDATA[<div>Tante possono essere le ragioni che generano in noi tale stato: sofferenze patite ingiustamente, esperienze negative, perdita di persone care, sensi di colpa, presa di scelte sbagliate, constatazione delle frustrazioni dei nostri desideri, sconfitte, ecc.. <br>Quando siamo tristi nella nostra testa, tutto diventa triste in noi: il nostro sguardo, il nostro modo di camminare e il timbro della nostra voce. Esistono molti generi di tristezze: ci può essere quella tristezza che é come una sorta di "cuccia" che difende dai rumori e dai dolori del mondo che ci circonda; esistono anche tristezze più opprimenti che ci soffocano. La tristezza alimenta in noi molti stati d'animo complessi come ad esempio sensazioni di incompletezza, di inadeguatezza e di solitudine. <br>La tristezza é un abbattimento dell'anima, é quell'ombra che ci prende, che ci paralizza e deprime, spegnendo, poco per volta, in noi, la voglia di vivere.<br>Per superare tali momenti non serve evitare di pensare agli errori commessi oppure ai momenti negativi che hanno fatto sorgere in noi tale emozione, é necessario solamente accogliere il nostro dolore, comprenderne tutti i suoi aspetti e così combatterlo per poi vincerlo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-11 19:35:19 UTC</pubDate>
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