<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>IL PENSIERO COMPUTAZIONALE by rosamaria</title>
      <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-06-30 20:20:04 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-11-18 11:05:57 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.s3.amazonaws.com/icons/Hotsun.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>1 . Coding e pensiero computazionale&amp;nbsp;</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115770924</link>
         <description><![CDATA[<div>Il concetto di “pensiero computazionale” è stato introdotto per la prima volta da Seymour Papert nel 1996 parlando di LOGO, il linguaggio di programmazione da lui sviluppato al MIT per insegnare la programmazione ai bambini. Il “pensiero computazionale” è tornato di recente agli onori della cronaca anche grazie a illustri Testimonial che ne hanno evidenziato l’importanza, non ultimo il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama che durante l’edizione 2013 della Computer Science Education Week si è rivolto ai giovani dicendo “Non limitatevi a giocare con i vostri smartphone, programmateli!”. Nell’edizione 2014 del medesimo evento Barack Obama si è spinto addirittura oltre dando lui stesso il buon esempio e scrivendo le sue prime righe di codice. </div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/aws/119464886/e06f7a73c67af333b4162cbc5397aa4e9c1834c7/3a153258c9a3a871fc31f4d2e4513074.jpg" />
         <pubDate>2016-06-30 20:31:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115770924</guid>
      </item>
      <item>
         <title>2 . Che cos’è il pensiero computazionale?</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771068</link>
         <description><![CDATA[<div>La definizione formulata dalla dottoressa Jeannette Wing, dice che è “è il <strong>processo mentale </strong>che sta alla base della formulazione dei problemi e delle loro soluzioni così che le soluzioni siano rappresentate in una forma che può essere implementata in maniera efficace da un elaboratore di informazioni sia esso umano o artificiale”. Ovvero è lo sforzo che un individuo deve mettere in atto per fornire a un altro individuo o macchina tutte e sole le “istruzioni” necessarie affinché questi eseguendole sia in grado di portare a termine il compito dato. )</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-06-30 20:35:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771068</guid>
      </item>
      <item>
         <title>3 . Perché è importante il pensiero computazionale?</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771161</link>
         <description><![CDATA[<div>Pensiero computazionale: si tratta di una <strong>skill fondamentale che tutti dovrebbero possedere</strong>, in particolare quei giovani che desiderano non farsi sfuggire le opportunità che il futuro porrà loro dinanzi nei prossimi anni. È ormai universalmente riconosciuto che per riuscire bene nel proprio futuro professionale i giovani dovranno “imparare a imparare” e non limitarsi a fornire risposte preconfezionate: in questa direzione si muovono le raccomandazioni dell’Unione Europea in materia di istruzione che sono state recepite dal MIUR anche con l’introduzione della programmazione nelle scuole a partire dalla primaria. Perché così come leggere, scrivere</div><div>e contare sono abilità che è importante imparare fin da bambini anche <strong>il pensiero computazionale deve essere appreso ed esercitato fin dai primi anni di scuola</strong>.</div><div>E’&nbsp; davvero difficile pensare che gli studenti di oggi, che domani troveranno un lavoro, saranno in grado di mantenerlo fino alla fine della propria carriera lavorativa, come accadeva in passato ai loro padri o nonni: è molto più probabile che i giovani saranno chiamati a cambiare lavoro piuttosto frequentemente, imparando a&nbsp; destreggiarsi anche nell’ambito di differenti discipline. La vera sfida per i nostri giovani sarà di porsi in un atteggiamento di lifelong learning e acquisire quelle abilità che consentiranno loro di sviluppare un’attitudine mentale utile ad affrontare problemi di ogni ordine e grado.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-06-30 20:37:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771161</guid>
      </item>
      <item>
         <title>4 . Qual è il legame tra computer, informatica e pensiero computazionale?</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771256</link>
         <description><![CDATA[<div>La programmazione e i computer facilitano l’acquisizione e la diffusione del pensiero computazionale. Il pensiero computazionale è il modo in cui gli esseri umani insegnano ai computer a risolvere i problemi e non viceversa. <strong>I computer sono stupidi e noiosi </strong>e solo grazie agli esseri umani possono diventare strumenti utili e interessanti: l’unico limite a quello che i computer sono in grado di fare è costituito dalla nostra <strong>creatività e immaginazione</strong>. Il pensiero computazionale è quello che adotta un informatico quando affronta un problema. Esercitare il pensiero&nbsp; computazionale significa quindi molto di più che saper scrivere righe di codice.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-06-30 20:39:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771256</guid>
      </item>
      <item>
         <title>5 . La programmazione come strumento per sviluppare ilpensiero computazionale</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771421</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono in molti oggi a credere che il pensiero computazionale costituisca la <strong>quarta abilità di base </strong>oltre a saper leggere, scrivere e fare di calcolo. Quali sono oggi gli strumenti per insegnare il pensiero computazionale in maniera strutturata? Fino a che non emergerà un metodo riconosciuto (corredato di strumenti per l’insegnamento e metriche per la valutazione dell’apprendimento), la pratica della programmazione resta il veicolo più efficace. Papert, colui che per primo coniò il termine “computational thinking” è il padre di una teoria dell’apprendimento nota come <strong>costruzionismo </strong>che sostiene che <strong>la mente umana per poter imparare bene ha bisogno di creare artefatti</strong>, ovvero rappresentazioni reali del mondo con cui interagisce. E il computer, secondo Papert, è un ottimo strumento didattico poiché, grazie alla programmazione, può creare questi artefatti. Il testimone di Papert è stato raccolto da Mitchel Resnick responsabile del Lifelong Kindergarten del MIT MediaLab che con i suoi collaboratori ha realizzato un framework per l’insegnamento del pensiero computazionale e la valutazione dell’apprendimento che si fonda sulla convinzione che <strong>i bambini possano acquisire il pensiero computazionale programmando storie interattive e videogiochi</strong> (gli artefatti di cui parlava Papert).Il lavoro di questi anni di Resnick e dei suoi collaboratori ha portato alla nascita di <strong>Scratch</strong>, un ambiente di programmazione visuale che consente ai ragazzi di creare in maniera semplice e intuitiva le proprie storie animate, giochi e simulazioni: oggi Scratch conta una community di giovani sviluppatori estesa in tutto il mondo ed è di fatto lo strumento di riferimento per insegnare ai bambini il pensiero computazionale attraverso la programmazione. </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/aws/119464886/323974388d829306f01436e2fe58a7c928172b32/f5a1fd7306891eef6d3e4745942117f3.jpg" />
         <pubDate>2016-06-30 20:45:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115771421</guid>
      </item>
      <item>
         <title>6 . Coding e pensiero computazionale nella scuola
primaria: ora c’è da divertirsi                    Cosa significa in pratica tutto quello che abbiamo
fin qui scritto? come fanno gli studenti ad apprendere e a divertirsi? Bambini
e ragazzi si trovano davanti a quello che più li diverte: un tablet, il monitor
di un pc, un robot. Sta a loro animare, far prendere vita, imparare a fare
muovere i loro personaggi in un certo modo, siano essi virtuali o meno
(come nel caso della robotica
educativa) . In sintesi imparano
a raggiungere un obiettivo. </title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115827077</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2016-07-01 20:33:15 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115827077</guid>
      </item>
      <item>
         <title>7 . Coding e pensiero
computazionale nella scuola primaria e dell’infanzia: gli strumenti.            

 

Come si fa il coding a scuola, quali sono gli strumenti a
disposizione? Sono strumenti divertenti, come per esempio Scratch o Scratch Jr. per i più piccoli. O come lo sono ancora
gli esercizi del sito code.org.
Più che esercizi sembrano giochi. E in effetti sotto un certo punto di vista lo
sono. I bambini giocano e vincere ogni sfida significa risolvere problemi.
Piccoli problemi come evitare un ostacolo o di farsi catturare da uno dei
personaggi cattivi della storia, giusto per fare un paio di esempi. Per
risolvere il problema devono impegnarsi per capire quale possa essere la
possibile soluzione, e se raggiungono l’obiettivo hanno imparato come fare.
Intanto inconsapevolmente hanno scritto righe di codice informatico, anche se
materialmente non ne hanno scritto nemmeno una e hanno spostato solo dei
blocchetti rettangolari a ciascuno dei quali corrisponde una funzione e un
codice.</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115827113</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/aws/119464886/e6754d83f3eb5c67fac8c4001e7a2843c45e7729/53ae80b763569eacc999a94a3a45cb4f.png" />
         <pubDate>2016-07-01 20:35:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115827113</guid>
      </item>
      <item>
         <title>8. Come realizzare una semplice animazione usando Scratch</title>
         <author>rosamariarubino</author>
         <link>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115846782</link>
         <description><![CDATA[<div>Video tutorial da youtube di <a href="https://www.youtube.com/channel/UCj4zXlKbrFCf7s3vGvJJRNA">fabioalbanesetv</a><br>Come realizzare una semplice animazione usando Scratch<br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/BGF31z2L94Y" />
         <pubDate>2016-07-02 22:26:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/rosamariarubino/iw0dddwnzeho/wish/115846782</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
