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      <title>Galileo Galilei by Chiara Parlato</title>
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      <description>Chiara Parlato, Benedetta Lanza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-13 16:38:50 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 da Vincenzo Galilei (1520-1591), noto per i suoi studi di musica, e da Giulia Ammannati (1538-1620). Studiò a Pisa, dove occupò la cattedra di matematica dal 1589 al 1592. Passò poi alla cattedra di matematica dello Studio di Padova, dove rimase fino al 1610. Negli anni padovani compì studi ed esperimenti di meccanica, costruì il <strong>termoscopio</strong>, ideò e costruì il <strong>compasso </strong>geometrico e militare. Nel 1594 ottenne il brevetto per una macchina da alzare acqua. Nel 1609 mise a punto il <strong>cannocchiale </strong>col quale compì le osservazioni che lo portarono alla scoperta dei satelliti di Giove. Nel 1612 iniziarono le opposizioni alle teorie copernicane sostenute da Galileo. Nel 1614, il Padre Tommaso Caccini (1574-1648) denunciò, dal pulpito di Santa Maria Novella, le opinioni di Galileo sul moto della Terra giudicandole pericolose e in odore di eresia. Galileo si recò quindi a Roma per difendersi dalle accuse mosse, ma nel 1616 ricevette un'ammonizione dalle mani del Cardinale Bellarmino (1542-1621) che lo diffidò dal tenere e insegnare l'astronomia copernicana perché contraria alle affermazioni delle Sacre Scritture. Nel 1622 scrisse il <strong><em>Saggiatore</em></strong>, che fu approvato e pubblicato a Roma nel 1623. Nel 1624 mise a punto il primo esemplare conosciuto di<strong> microscopio</strong>. Nel 1630 si recò ancora a Roma per sollecitare la licenza di stampa del <strong><em>Dialogo dei Massimi sistemi</em></strong>, stampato a Firenze nel 1632. Nell'ottobre del 1632 fu intimato a Galileo di presentarsi al Sant'Uffizio a Roma. Il tribunale emise una sentenza di condanna e costrinse Galileo all'abiura. Fu relegato in isolamento a Siena e finalmente, nel dicembre del 1633, gli fu concesso di ritirarsi nella sua villa di Arcetri. Dal 1634 restò privo del sostegno dell'amata figlia, Suor Maria Celeste (1600-1634), scomparsa prematuramente. Nel 1638, quando era ormai completamente cieco, uscirono a Leida i <em>Discorsi e dimostrazioni intorno a due nuove scienze</em>. Morì ad Arcetri l'8 gennaio del 1642.</div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 16:39:00 UTC</pubDate>
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         <title>Storia approfondita di Galileo Galilei</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 16:50:57 UTC</pubDate>
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         <title>Museo virtuale Galileo Galilei</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 19:01:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 19:09:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 19:17:57 UTC</pubDate>
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         <title>Piano inclinato</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo piano inclinato, munito di cinque campanelle e di un pendolo, è stato concepito per confermare sperimentalmente la legge galileiana di caduta dei corpi. L'esperimento consiste nel far discendere una pallina dal vertice del piano nel momento stesso nel quale si pone il pendolo in oscillazione. Ad ogni successiva oscillazione completa del pendolo, la pallina colpisce una delle campanelle disposte lungo il piano inclinato a distanze via via crescenti, secondo la serie dei numeri dispari. L'esperimento consente non solo di misurare la crescita degli spazi percorsi nella caduta naturale in tempi uguali successivi dalla quiete, ma anche di percepire acusticamente (col suono delle campanelle) l'accelerazione costante durante la discesa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 19:25:28 UTC</pubDate>
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         <title>Bilancia idrostatica</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Realizzata in vetro soffiato, questa bilancetta idrostatica è costituita da un braccio sospeso ad un fulcro in posizione centrale. Ad una estremità del braccio è appesa una sferetta di vetro sigillata, all'altra un cestello contenente frammenti di cristallo. La bilancia consente di misurare la densità dei fluidi. Questo risultato si ottiene immergendo la sferetta di vetro in un fluido. Per controbilanciare la spinta di tale fluido e mantenere la bilancia in equilibrio, è necessario porre nel cestello un determinato peso. Più denso è il fluido, più alto risulterà il numero dei frammenti di cristallo necessari per bilanciare la spinta. La bilancetta abbina il principio della spinta di Archimede a quello della bilancetta galileiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 19:38:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 19:41:27 UTC</pubDate>
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         <title>Termoscopio</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termoscopio è costituito da una caraffa di vetro della grandezza di un uovo con un lungo collo. Questa caraffa viene riscaldata con le mani e immersa parzialmente, in posizione rovesciata, in un recipiente pieno d'acqua. Quando veniva sottratto alla caraffa il calore delle mani, si osservava che l'acqua saliva nel collo. L'esperienza evidenziava le variazioni della densità dell'aria prodotte dalle variazioni di temperatura. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:11:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>Compasso proporzionale</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei numerosi compassi costruiti da Galileo a partire dal 1597. Potrebbe trattarsi dell'esemplare donato da Galileo a Cosimo II assieme alla stampa de Le operazioni<em> del compasso geometrico et militare</em>, pubblicate a Padova nel 1606. Il compasso galileiano, che non va confuso con il compasso da disegno, è un sofisticato e versatile strumento di calcolo atto ad eseguire numerose operazioni geometriche e aritmetiche sfruttando la proporzionalità tra i lati omologhi di due triangoli simili. Esso è composto di tre parti:</div><div>i due bracci, imperniati in un disco rotondo, detto <em>nocella</em>, sulle cui facce recta e versa sono incise numerose scale;</div><div>il quadrante, graduato con diverse scale, che viene fissato, tramite viti dette galletti, ai fori praticati nei bracci del compasso;</div><div>la zanca, un cursore che viene infilato in uno dei bracci del compasso e che permette sia di tenere lo strumento verticale, sia di allungare il braccio nel quale è infilato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:13:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:14:40 UTC</pubDate>
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         <title>Celatone</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
         <link>https://padlet.com/chiaraparlato16/galileo_galilei/wish/206472469</link>
         <description><![CDATA[<div>Esso consisteva di un elmetto metallico al quale, per mezzo di un'apposita visiera, era fissato un piccolo cannocchiale. La visiera, incernierata ai lati dell'elmetto, poteva essere regolata in modo da allineare l'asse del cannocchiale con l'occhio dell'osservatore. In questo modo, essendo la testa in grado di adeguare continuamente la mira ai repentini movimenti della nave, il pianeta sarebbe stato costantemente inquadrato nel campo del cannocchiale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:15:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:17:47 UTC</pubDate>
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         <title>Giovilabio</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il Giovilabio è certamente da collegare agli studi compiuti da Galileo per determinare i periodi dei satelliti di Giove, la cui scoperta era stata annunciata nel 1610 nel Sidereus Nuncius, e per stabilire i tempi delle loro eclissi. Galileo capì subito che le eclissi di Giove potevano consentire un metodo preciso per determinare la longitudine. Sullo strumento sono segnate le tavole per i moti medi di ognuno dei quattro satelliti. I due dischi girevoli di diverso diametro, che ruotano, collegati tra loro, grazie a un'asta mobile, permettono di ricondurre al Sole le apparenze dei satelliti osservate dalla Terra</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:21:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:21:49 UTC</pubDate>
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         <title>Micrometro</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per misurare con precisione la distanza di ciascun satellite dal pianeta Galileo concepì un dispositivo, detto "micrometro".</div><div>Secondo la descrizione di Giovanni Alfonso Borelli, il micrometro constava di un regolo con 20 divisioni uguali. Il dispositivo s'innestava sul cannocchiale e poteva scorrere lungo il suo tubo.</div><div>Galileo osservava con un occhio il sistema di Giove al cannocchiale, mentre con l'altro occhio guardava il micrometro illuminato da una lanterna. Regolava poi la distanza del micrometro in modo da far coincidere l'intervallo fra due divisioni della scala graduata col diametro apparente del pianeta.</div><div>In questo modo, Galileo sovrapponeva il campo di vista del cannocchiale al micrometro. Egli poteva così misurare la distanza di ciascun satellite dal pianeta in raggi di Giove.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:25:05 UTC</pubDate>
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         <title>Elioscopio</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Galileo oscura la stanza e punta il cannocchiale verso il Sole, collocando, a circa 1 metro dall'oculare, un foglio di carta bianca. In tal modo il disco solare viene proiettato sul foglio. Per osservare le macchie solari con maggiore contrasto, Galileo dispone uno schermo oscurante intorno al foglio. A questo punto traccia col compasso un cerchio sopra il foglio e accostando o allontanando il foglio, trova la posizione nella quale l'immagine del Sole corrisponde perfettamente al cerchio. Registra quindi sul foglio le macchie. Siccome il Sole si muove, occorre muovere costantemente l'apparato per mantenere l'immagine dell'astro nel cerchio.</div><div>Le macchie proiettate sul foglio dal cannocchiale risultano invertite e rovesciate rispetto alla visione diretta. Per ottenere l'immagine reale è pertanto necessario girare e ribaltare il foglio</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-13 20:29:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:31:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:35:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:38:12 UTC</pubDate>
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         <title>15 curiosità su Galileo Galilei </title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <title>Metodo scientifico</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-13 20:47:28 UTC</pubDate>
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         <title>Frasi celebri di Galileo Galilei</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <title>&#39;&#39;E pur si muove!&#39;&#39; Lo disse veramente Galileo Galilei?</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <author>chiaraparlato16</author>
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         <author>chiaraparlato16</author>
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         <author>chiaraparlato16</author>
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         <author>chiaraparlato16</author>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <pubDate>2017-11-14 07:51:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <title>Isocronismo del pendolo</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
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         <description><![CDATA[<div>Principio intuito per primo da Galileo (1564-1642) negli ultimi anni del Cinquecento. Esso stabilisce che il tempo di oscillazione di pendoli di eguale lunghezza è costante (cioè le oscillazioni sono isocrone o tautocrone), qualunque sia l'ampiezza dell'oscillazione. In realtà, come dimostrò più tardi Christiaan Huygens (1629-1695), nel 1659, l'isocronismo caratterizza soltanto i pendoli che compiono oscillazioni cicloidali. Nel secondo decennio del Seicento, quando propose il proprio metodo per determinare la longitudine sia in mare sia in terra, Galileo pensò di utilizzare l'isocronismo del pendolo per compiere le esatte misurazioni del tempo richieste da tale metodo. Nel 1637, Galileo concepì il progetto di utilizzare questa proprietà del pendolo per regolare il moto dell'orologio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-14 07:58:45 UTC</pubDate>
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         <title>Principio di inerzia</title>
         <author>chiaraparlato16</author>
         <link>https://padlet.com/chiaraparlato16/galileo_galilei/wish/206598622</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Quando la forza netta agente su un corpo è nulla, la velocità del corpo non può cambiare, ossia il corpo non può accelerare.<br>In sostanza afferma che un corpo permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che non intervenga una forza esterna a modificare tale stato. Permane nel suo stato anche se è sottoposto a due o più forze la cui somma è però uguale a 0.<br><br>Si parla di principio e non di legge perché si tratta di un assioma, ricavato per induzione da moltissime esperienze e osservazioni ma non dimostrabile praticamente (almeno fino ad oggi).<br><br>Galilei scoprì questo principio attraverso vari esperimenti sui piani inclinati e orizzontali e lo espose sia nel <em>Dialogo</em>(1632) sia nei <em>Discorsi</em> (1638, da cui è tratto il nostro brano). La sua tesi era in aperto contrasto con quella che la fisica aristotelica aveva sempre dato del moto per circa 20 secoli.<br>Aristotele sosteneva che qualsiasi moto è dovuto a una forza o energia che accompagna l'oggetto nel suo movimento e senza la quale esso cesserebbe di muoversi.<br>Questa teoria seppure apparentemente convincente, era errata perché aveva completamente ignorato le contrastanti forze di attrito (superficie terrestre e atmosfera) che rallentano il movimento dei corpi fino a fermarli. In sostanza Aristotele vedeva il cessare di un moto non come il risultato del progressivo rallentamento dovuto all'attrito, ma come l'improvviso cessare dell'azione di una forza. All'obiezione di chi gli poneva di fronte l'esempio di una freccia, la quale una volta allontanatasi dalla corda che le ha impresso il moto continua a volare, lui rispose con la teoria dei vortici: la freccia lascia dietro di sé dei vuoti d'aria nei quali si originano dei vortici che la sospingono avanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-14 08:02:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiaraparlato16</author>
         <link>https://padlet.com/chiaraparlato16/galileo_galilei/wish/208023571</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-17 09:30:14 UTC</pubDate>
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