<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Padlet - Siamo tutti emigranti by ALESSIA SUSAT</title>
      <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-02-23 14:09:02 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-25 12:29:45 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Gli zii d&#39;America</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492681665</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Fermi, l'inventore dell'atomica</em></strong><br>Nato a Roma nel 1901, laureato alla Normale di Pisa, docente a 25 anni di fisica teorica alla Sapienza, premio Nobel a 37 per gli studi sulla produzione di radioattività artificiale col bombardamento di neutroni, espatriato subito dopo in America per sfuggire alle leggi razziali, divenne professore alla Columbia University.<br>Padre della prima reazione a catena di fissione nucleare controllata nel dicembre del 1942 presso l'università di Chicago, lavorò a Los Alamos (nel New Mexico) alla progettazione della bomba atomica. Oppositore per motivi etici della bomba all'idrogeno, morì a Chicago nel 1954.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/3740ae5fb9b5ff427ce903d640f8c80d/padlet_1.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 14:56:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492681665</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I Mestieri </title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492699037</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Veri o falsi, preti birbanti</em></strong><strong><br></strong>A migliaia erano i birbanti, truffatori che partivano dall'Appennino ligure-emiliano sbaragliando tutta Europa travestiti spesso da preti come un certo Bartolomeno Rolandelli che in una lettera del parroco di Maissana del 1736 descriveva così: "Vive malamente, va per il mondo tutto l'anno, veste da sacerdote, si finge parroco, benedice case, armenti, campi e poi cerca un compenso tale che in due mesi si porterà a casa più di £ 200". La strada migliore per diventare "batti birba", però, spiega Marco Porcella nel libro "Con arte e con inganno", era di farsi direttamente chierici o preti, come Luigi Brizzola "che da chierico batteva la birba con due suoi fratelli".</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/d39b9c664fef61d696b7b803565f039c/padlet_2.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:08:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492699037</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I Bambini</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492701347</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Spazzacamini, l'inferno nei comignoli</em></strong><em><br></em>Un gruppo di spazzacamini a Torino nel 1910 tratta dal libro "Fam, fum, frecc" di Benito Mazzi. Il quale tra le testimonianze riporta quella di un sopravvissuto: &lt;Per palesare che ero spazzacamino mi era stato proibito di lavarmi. Dopo qualche tempo acquistai una certa abilità nello scalare canne fumarie ma le ginocchia e i gomiti sanguinavano senza che qualcuno provvedesse al minimo medicamento. I vestiti sporchi di fuliggine si appiccicavano alla pelle ed ogni movimento mi provocava forti dolori fino a farmi zoppicare.&gt;"</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/a6e0fb589bcc432759492e1123b0de22/padlet_3.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:10:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492701347</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Viaggio</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492704449</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Salvi per grazia ricevuta</em></strong><br>Nella foto tratta da "Storia dell'emigrazione italiana" curata da Emilio Franzina, l'"ex voto" di Carlo Antonino di Magnano, un emigrante miracolosamente scampato a un naufragio il 4 luglio 1898.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/683c71ae5f9246b72a64f685f2f6d0aa/padlet_4.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:12:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492704449</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Gli Alloggi </title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492710942</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Nelle baracche tra i grattacieli</strong><br>"Come vivono gli italiani nei peggiori bassifondi", foto scattata nel 1897. Scrive Adolfo Rossi, autore nel 1894 di Un italiano in America: "A New York c'è quasi da vergognarsi di essere italiani. La grande maggioranza dei nostri compatrioti, abita nel quartiere meno pulito della città, chiamato i Cinque Punti (Five Points). È una massa di casacce nere e ributtanti, dove la gente vive accatastata peggio delle bestie. In una sola stanza abitano famiglie numerose: uomini, donne, cani, gatti e scimmie mangiano e dormono insieme nello stesso bugigattolo senz'aria e senza luce."</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/7c098dc00f3799763dab319f66befedb/padlet_5.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:16:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492710942</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I Clandestini</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492715519</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Gli "orfani" della frontiera</em></strong><br>Nella foto di "Tempo illustrato" del 1971, alcuni figli di emigranti all'orfanotrofio di "casa del fanciullo". Su 120 ospiti una novantina erano "orfani di frontiera" i cui genitori lavoravano in Svizzera, ma avevano per legge avevano il divieto di portare con loro la famiglia.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/776bc0d4c33d0eb59c36d7969ee8c14c/padlet_6.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:19:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492715519</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Xenofobia</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492734795</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Arandora Star: la strage ignorata</em></strong><br>Nella foto, l'Arandora Star, un transatlantico da crociera sequestrato dalle autorità inglesi all'inizio del secondo conflitto mondiale.<br>Dopo la dichiarazione di guerra da parte di Benito Mussolini, vennero caricati, con l'accusa di essere spie, oltre 700 immigrati italiani in Inghilterra. Una retata vergognosa: moltissimi erano indifferenti alla politica, molti vivevano in Inghilterra da quarant'anni e avevano figli nell'esercito britannico, altri ancora erano addirittura antifascisti da anni in esilio o ebrei fuggiti dall'Italia dopo le leggi razziali del 1938.<br>La nave, sulla quale erano stati concentrati anche prigionieri tedeschi, fu colpita e affondata da un sottomarino tedesco il 2 luglio 1940. Gli italiani rimasti vittime di questa tragedia furono 446. Ma sui giornali dell'epoca non uscì una riga.<br>Il primo libro italiano sul tema è uscito 62 anni dopo la tragedia.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/87ac9a095698cff7fd8e1a268a7fa581/padlet_7.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:28:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492734795</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Vignette</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492739297</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>I morti? Nella spazzatura</em></strong><br>Una vignetta anti-italiana pubblicata su un giornale australiano, usata polemicamente come copertina dell'"Italian Joke Book" di Tommy Boccafucci. Lo scambio di battute è: &lt;Come mai ai funerali italiani portano la salma soltanto in due?&gt;. &lt;Perché i bidoni dell'immondizia hanno solo due maniglie&gt;.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1972746647/4d78e4433e36fbb2d3f4dc7591eddb6f/padlet_8.jpg" />
         <pubDate>2023-02-23 15:31:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492739297</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I Nomignoli</title>
         <author>t1198</author>
         <link>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492750300</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>ITHAKER:</strong> giramondi senza patria, vagabondi come Ulisse (gioco di parole tra Italia e Itaca, Germania);<br><br><strong>CARCAMANO:</strong> furbone, quello che calca la mano sul peso della bilancia (diffusissimo in Brasile);</div><div><br><strong>DAGO:</strong> forse il più diffuso e insultante dei nomignoli, vale per tutti i latini ma soprattutto gli italiani e l’etimologia è varia. C’è chi dice venga da <em>they go</em>, finalmente se ne vanno. Chi da until the <em>day goes</em> (fin che il giorno se ne va), nel senso di «lavoratore a giornata». Chi da «diego», uno dei nomi più comuni tra spagnoli e messicani. Ma i più pensano che venga da <em>dagger</em>: coltello, accoltellatore, in linea con uno degli stereotipi più diffusi sull’italiano «popolo dello stiletto».</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-02-23 15:39:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/t1198/ityabcucbhjlwn1i/wish/2492750300</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
