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      <title>Tra botteghe e allievi del Perugino by Istituto Italiano Edizioni Atlas divisione di Zanichelli editore S.p.A.</title>
      <link>https://padlet.com/edizioniatlas/iqbqvmf9k1hptxrb</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-06-10 11:55:13 UTC</pubDate>
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         <title>Perugia: un ritorno alle origini</title>
         <author>edizioniatlas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Città nella quale Perugino stesso fu apprendista di bottega, a <strong>Perugia </strong>il "divin pittore" aprì la sua <strong>seconda bottega</strong>. Dal laboratorio umbro uscirono diversi capolavori, tra cui la <strong><em>Pala dei Decemviri </em></strong>(1495-1496), realizzata su commissione dai Decemviri di Perugia e destinata alla cappella nel <em>Palazzo dei Priori</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 11:56:32 UTC</pubDate>
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         <title>Firenze: nella città del Magnifico</title>
         <author>edizioniatlas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dalla metà del Quattrocento <strong>Firenze </strong>attraversò una fase di<br>stabilità politica e culturale e si attestò come centro di un eclettico mecenatismo promosso da <strong>Lorenzo il Magnifico</strong>.<br>Nella seconda metà del XV secolo nella città erano infatti attive <strong>quaranta botteghe di pittori</strong>, tra cui quelle di <strong>Antonio del Pollaiolo</strong> e di <strong>Andrea del Verrocchio</strong>. Fu proprio in questo fertile centro artistico-culturale che <strong>Perugino </strong>decise di aprire la sua <strong>prima bottega</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 12:04:53 UTC</pubDate>
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         <title>I primi passi di Raffaello</title>
         <author>edizioniatlas</author>
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         <description><![CDATA[<div>A <strong>Città di Castello</strong> si può ammirare ancora oggi uno dei primissimi lavori del più noto allievo del Perugino: lo <strong><em>Stendardo della Santissima Trinità</em></strong> (1499 ca.) di <strong>Raffaello</strong>. Qui, infatti, l’artista operò tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, dopo essersi congedato dalla bottega del Vannucci con il titolo di “magister”. Della produzione artistica di Raffaello in questo periodo, lo <em>Stendardo </em>è l'unico dipinto rimasto a Città di Castello; nel corso del tempo, infatti, le altre opere sono approdate in vari musei italiani e stranieri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 12:18:59 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;influenza di Perugino su Pinturicchio</title>
         <author>edizioniatlas</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche Bernardino di Betto, più comunemente noto come <strong>Pinturicchio</strong>, viene menzionato da Vasari come alunno di Perugino, anche se, data la poca differenza d'età, fu più probabilmente suo socio di bottega.<br>Tra i suoi principali lavori in Umbria ricordiamo il ciclo di affreschi nella <strong><em>Cappella Baglioni</em></strong> a Spello, tra i quali spicca la <strong><em>Disputa coi dottori </em></strong>(1501 ca.), dove Pinturicchio riusò il tema dello spazio urbano dominato da un maestoso edificio a pianta centrale, ispirato alla <em>Consegna delle chiavi a San Pietro</em> del Perugino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 12:25:05 UTC</pubDate>
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         <title>Lo Spagna</title>
         <author>edizioniatlas</author>
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         <description><![CDATA[<div>A <strong>Trevi</strong> troviamo testimonianza di un altro allievo del "divin pittore", anch'egli protagonista della pittura umbra tra XV e XVI secolo: Giovanni di Pietro detto <strong>Lo Spagna</strong> (così chiamato per l’origine spagnola della sua famiglia). <br>Tra le sue opere principali spiccano gli splendidi affreschi nella <em>Chiesa della Madonna delle Lacrime</em>, raffiguranti il <strong><em>Trasporto di Cristo e Santi</em></strong>. Nella chiesa è conservata anche una tarda <em>Adorazione dei Magi</em> del Perugino. &nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-10 12:40:23 UTC</pubDate>
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