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      <title>Storia moderna by Federico Lattanzi</title>
      <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna</link>
      <description>Il riassunto più dettagliato per il periodo storico più accentuato.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-23 19:25:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il Rinascimento</title>
         <author>Federico_2AC</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Rinascimento fu un movimento caratterizzato da un profondo rinnovamento (da qui, "rinascita" -&gt; "Rinascimento") culturale e artistico, che segnò il passaggio dal Medioevo all’Età moderna.<br><br>Durante questo periodo, la letteratura, le arti, la scienza, la politica e i costumi dell'epoca subirono un profondo cambiamento: si concretizzarono i principi umanistici, secondo i quali l'uomo era il centro dell'universo (infatti, rispetto al Medioevo, durante l'epoca rinascimentale egli era proprio l'artefice della Storia e della politica, come testimonia il <em>Principe</em> di Machiavelli) e la vera bellezza era quella... della classicità greca e latina!<br><br>Nel corso dell'intero XVI secolo, soprattutto in Italia, le corti signorili più illustri ospitavano i maggiori artisti dell'epoca (in cambio di una ricca "pubblicità"!): questo fenomeno è noto con il termine di "mecenatismo".<br><br>Di questo secolo, si ricordano principalmente le scoperte scientifiche, tra cui quelle astronomiche (è celebre la teoria eliocentrica formulata da Copernico), e geografiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-25 18:42:48 UTC</pubDate>
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         <title>Le principali scoperte geografiche</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651035821</link>
         <description><![CDATA[<div>Del Cinquecento, oltre al Rinascimento, sono celebri le scoperte geografiche, di cui la più nota è, senza dubbio, quella di Cristoforo Colombo: infatti, sbarcò nel continente americano (anche se a sua insaputa, in quanto egli pensava di essere arrivato nelle <em>Indie Occidentali</em>: fu Amerigo Vespucci a comprendere di aver scoperto un <em>Nuovo Mondo</em> e, proprio per questo motivo, quest'ultimo è stato rinominato <em>America</em>)!<br>Si ricordano, però, anche: il raggiungimento del <em>Capo di Buona Speranza</em>; le circumnavigazioni dell'Africa e... dell'intero globo terrestre!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-25 18:51:18 UTC</pubDate>
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         <title>La colonizzazione: la nascita degli imperi coloniali</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651040826</link>
         <description><![CDATA[<div>Successivamente alla scoperta del continente americano, gli Stati europei incominciarono la sua parziale conquista: Spagna e Portogallo si "aggiudicarono" il centro e il sud, mentre la Francia e l'Inghilterra, il nord.<br>In questi territori, i Paesi formarono dei veri e propri "imperi coloniali", espandendo il proprio prestigio e investendo le nuove ricchezze per finanziare le guerre in territorio europeo: addirittura, Spagna e Portogallo, dopo un periodo di grande competizione, strinsero un accordo, il <em>Trattato de Tordesillas</em>, per regolare la loro espansione coloniale.<br><br>L'impero coloniale spagnolo si estese, grazie anche ai <em>conquistadores</em>, in Messico e in Perù; il Portogallo, invece, si concentrò sul Brasile e sul continente africano.<br>L'Olanda formò il suo impero nel sud-est asiatico, mentre l'Inghilterra e la Francia colonizzarono l'America settentrionale.<br><br>Nei territori soggetti alla colonizzazione spagnola, le popolazioni amerindie erano sottomesse e sterminate: ciò provocò un vero e proprio "genocidio". Fortunatamente, i sovrani emanarono delle leggi (<em>Leggi di Burgos </em>e <em>Nuove leggi sulle Indie</em>) per regolare l'organizzazione del lavoro e assicurare condizioni di vita dignitose: di conseguenza, nelle colonie si ricorse sempre più spesso all'importazione di schiavi dall'Africa (ciò alimentò anche il cosiddetto "commercio triangolare").</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-25 19:04:29 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Europa nella prima metà del Cinquecento</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651433925</link>
         <description><![CDATA[<div>Contemporaneamente alla colonizzazione del continente americano, in territorio europeo, Spagna e Francia si scontrarono per estendere i propri possedimenti, principalmente sul suolo italiano, che, a partire dalla <em>Pace di Lodi</em> fino alla morte di Lorenzo il Magnifico, aveva mantenuto un certo equilibrio.<br>Proprio dopo la morte di Lorenzo de' Medici, la penisola italiana fu assediata e conquistata da diverse potenze europee: infatti, gli Aragonesi tentarono di espandere i loro territori, ma furono contrastati dalla potenza francese, guidata dal re Carlo VIII, chiamata in aiuto da Ludovico Sforza.<br>In seguito al <em>Trattato di Noyon</em>, il Ducato di Milano fu assegnato alla Francia, mentre l'Italia meridionale (Regno di Napoli, di Sicilia e di Sardegna) spettò alla Spagna.<br>Intanto, nell'Italia centrale, fu instaurata, a Firenze, una Repubblica, inizialmente retta da Girolamo Savonarola; una volta tornati al potere, i Medici donarono alla città un periodo di rinnovato splendore.<br><br>L'Italia, nel frattempo, divenne il campo di battaglia privilegiato delle guerre per il predominio sull'Europa, principalmente, ad opera di Carlo V d'Asburgo, che intendeva unire sotto il suo controllo l'Europa e fondare un unico impero universale cristiano. Il sovrano fu, però, contrastato dal re francese Francesco I: in un periodo durato circa 40 anni, i due monarchi si scontrarono sanguinosamente. Il papa, il cui appoggio era desiderato da Carlo V, decise di sostenere la Francia; cambiò, però, idea, in seguito al Sacco di Roma, non voluto, ma non fermato, da Carlo V: il papa incoronò, quindi, quest'ultimo, in una solenne cerimonia svoltasi a Bologna.<br>Tuttavia, il monarca francese, pur di riuscire a sconfiggere Carlo V, strinse un'alleanza con l'Impero ottomano, che avanzò in Europa fino ad arrivare alle mura della città di Vienna.<br>Il progetto di Carlo V, dopo tutte quelle guerre, si rivelò... fallimentare: infatti, egli era riuscito ad affermare il proprio potere solo nella penisola italiana; in più, in seguito alla spaccatura religiosa dovuta alla Riforma protestante, veniva a mancare l'elemento su cui si sarebbe dovuto basare l'intero impero: la fede cristiana. Così, l'ormai deluso sovrano decise di abdicare in favore di suo fratello Ferdinando e suo figlio Filippo.<br>Ciononostante, le guerre tra Francia e Spagna continuarono fino alla firma della<em> Pace di Cateau-Cambrésis</em>, che sancì il predominio spagnolo in Italia.<br><br>Nel corso del XVI secolo, si sviluppò il cosiddetto "commercio triangolare", diviso in tre fasi: prima, gli Europei scambiavano le proprie merci con l'Africa; in seguito, venivano prelevati gli schiavi; infine, questi ultimi venivano venduti in America, in cambio di prodotti tropicali.<br>Le compagnie commerciali, associazioni di armatori e mercanti, si arricchirono anche grazie al monopolio degli scambi garantito dagli Stati. La disponibilità di molti prodotti favorì un rapido sviluppo demografico che, a sua volta,&nbsp;</div><div>generò un'ingente richiesta di beni, stimolando le&nbsp;</div><div>attività commerciali. Nonostante un generale miglioramento nelle condizioni di vita, a causa di un forte aumento dei prezzi, si diffuse la povertà, soprattutto nei ceti più poveri. L’aumento delle tasse per sostenere le spese militari aggravò l'intera situazione.</div><div>Oltre ai nobili, solo i grandi mercanti e le banche furono favoriti (in questo caso, dall’espansione economica).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:04:17 UTC</pubDate>
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         <title>La Riforma protestante: l&#39;Europa divisa</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651442527</link>
         <description><![CDATA[<div>All’inizio dell’Età moderna, la Chiesa attraversò una fase di decadenza causata da una globale corruzione interna; tuttavia, promosse anche molte attività per rimediare alle pessime condizioni di vita della popolazione: si sviluppò, così, un movimento di rinnovamento definito "Umanesimo cristiano", che mirava a ritrovare le radici della Chiesa nelle Sacre Scritture.<br>In questo periodo, si ricorreva alla pratica della "vendita delle indulgenze", introdotta da papa Leone X per finanziare la costruzione della Basilica di San Pietro.<br><br>Il monaco agostiniano Martin Lutero predicava un ritorno alla purezza e agli ideali del Vangelo: così, affisse, alla porta del castello di Wittenberg, 95 tesi contro Roma e il mercato delle indulgenze. Quest'azione, ovviamente, portò a delle gravi conseguenze: Lutero fu scomunicato e bandito dall'Impero. Fortunatamente, trovò rifugio presso il principe Federico il Saggio, ad Eisenach, dove si dedicò alla traduzione della Bibbia in lingua tedesca e all'elaborazione di una nuova dottrina basata su cinque principi (<em>Sola gratia</em>, S<em>ola fides</em>, <em>Sola scriptura</em>, S<em>oli Deo Gloria</em>, <em>Solus Christus</em>).<br>La riforma luterana fu appoggiata, principalmente per motivi politici ed economici, dai principi tedeschi; tra i ceti più poveri, invece, alimentò la speranza di una maggiore giustizia sociale.<br>I principi tedeschi, sostenendo Lutero, entrarono in conflitto con l'imperatore: per circa 25 anni, si combatterono sanguinose guerre. Questa tensione terminò con la <em>Pace di Augusta</em>, che riconobbe la libertà di religione per i principi e sancì la divisione della Germania in Stati protestanti e Stati cattolici.<br>La Riforma protestante si diffuse velocemente in tutta Europa, dove alcune persone svilupparono addirittura altre dottrine: ne è un esempio Calvino, che affermò la "dottrina della predestinazione"; invece, in Inghilterra, per motivi prettamente personali, nacque la Chiesa anglicana.<br><br>La Chiesa di Roma, nel frattempo, cercò di rinnovarsi attraverso il Concilio di Trento, che riaffermò i principi fondamentali della dottrina cattolica e stabilì nuove norme disciplinari e pastorali.<br>Per difendersi dal Protestantesimo, la Chiesa cattolica utilizzò anche mezzi violenti: fu, infatti, fondata la <em>Congregazione del Sant'Uffizio, </em>che pubblicò l'<em>Indice dei libri proibiti</em>, e fu riorganizzata l'<em>Inquisizione</em> per processare i protestanti, definiti eretici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:27:43 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Europa tra Cinquecento e Seicento</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651447986</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel periodo a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, in Europa si alimentò un clima di intolleranza religiosa nei confronti di altri culti religiosi.<br><br>Contemporaneamente, si sviluppò un nuovo modo di esercitare il potere da parte di alcuni sovrani: l'assolutismo monarchico, secondo il quale il re non doveva rispettare alcuna legge, ma doveva solo essere fedele a Dio.<br><br>Nel frattempo, la Spagna vide, a partire dallo splendore, cominciare il proprio declino: perse il dominio sui Paesi Bassi e fu sconfitta dalla potenza inglese.<br>In Inghilterra, si affermava il regno di Elisabetta I, durante il quale il Paese divenne una grande potenza coloniale e militare, ma vide anche una grande fioritura culturale, il cui maggior rappresentante fu William Shakespeare.<br>In Francia, vi furono, sempre nello stesso arco di tempo, sanguinosi conflitti tra cattolici e calvinisti: questa lotta si trasformò in una tragedia nella cosiddetta <em>notte di San Bartolomeo</em>, quando alcuni potenti cattolici cercarono di eliminare i capi ugonotti (calvinisti), provocando una strage. Per riportare la pace nel Paese, Enrico di Borbone, principe ugonotto di Navarra divenuto erede al trono, scelse di convertirsi al Cattolicesimo e, con l’<em>Editto di Nantes</em>, riconobbe la libertà di culto a tutti i suoi sudditi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:44:59 UTC</pubDate>
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         <title>Arte, scienza ed economia nel Seicento</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449139</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel corso del XVII secolo, denominato anche <em>Secolo d'oro</em>, si affermò un nuovo movimento culturale, il Barocco, caratterizzato da monumentalità, ricchezza e raffinatezza. L'arte barocca, famosa specialmente grazie alle opere di Gian Lorenzo Bernini, è ulteriormente nota in quanto fu utilizzata: dalla Chiesa cattolica per imporre, all'attenzione dei fedeli, i contenuti della Riforma cattolica; dalle famiglie nobili e dei sovrani europei, per suscitare ammirazione nei propri confronti (ne è un esempio la Reggia di Versailles).<br><br>Il Seicento, oltre che in ambito artistico, segnò una vera e propria "rivoluzione" in campo scientifico: vennero formulati il metodo sperimentale, introdotto da Galileo Galilei, e la teoria del moto dei pianeti intorno al Sole; fu scoperta la legge della gravitazione universale da parte di Newton...<br><br>In questo periodo, molte città furono riprogettate secondo gli ideali del Barocco e, nelle corti, si affermò uno stile di vita fastoso ed elegante; invece, la maggior parte della popolazione viveva nella miseria e in pessime condizioni sanitarie: proprio per questo, vi fu un forte calo demografico, causato anche da due grandi epidemie di peste. Inoltre, le guerre, che per tutto il secolo devastarono l’Europa portando distruzioni diffuse, rovina dei raccolti e saccheggi, aggravarono la situazione. Fortunatamente, altri Stati, principalmente, Inghilterra ed Olanda, a differenza di Italia e Spagna, si imposero come nuove potenze economiche, dominando le rotte mercantili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:04 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Europa dei re</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449203</link>
         <description><![CDATA[<div>La prima metà del XVII secolo fu caratterizzata da guerre di religione, che opponevano cattolici e protestanti: questi conflitti condussero alla <em>Guerra dei Trent'anni</em>, che interessò la maggior parte degli Stati europei, devastando Germania e Italia. Gli scontri si conclusero con la <em>Pace di Vestfalia</em>, che: riconobbe l’esistenza di Cattolicesimo, Luteranesimo e Calvinismo; stabilì un nuovo ordine europeo.<br><br>Anche in campo politico, l’inizio del Seicento, specialmente, in Francia, fu caratterizzato da disordini: Luigi XIII e Richelieu si dedicarono al rafforzamento della monarchia, garantirono la libertà di culto, esclusero i nobili dalla vita politica e affidarono l’amministrazione dello Stato a funzionari borghesi; Luigi XIV, chiamato "il Re Sole", e Mazzarino accentrarono tutti gli affari dello Stato, sostennero lo sviluppo economico e attuarono una politica di espansione territoriale. Successivamente, fu anche revocata la libertà di culto.<br>In Inghilterra, invece, il tentativo di Carlo I di imporre l’assolutismo e favorire la Chiesa anglicana si scontrò con il Parlamento: dopo anni di guerra civile, il sovrano fu giustiziato; Oliver Cromwell diede vita a un governo repubblicano che riprese il controllo sul territorio e rilanciò l’economia. In seguito, fu restaurata la monarchia: Giacomo II tentò di imporre il potere assoluto e la fede cattolica. Contro di lui intervenne Guglielmo d’Orange, che con la "gloriosa rivoluzione" divenne sovrano con il nome di Guglielmo III. Il suo potere fu, però, vincolato al rispetto della <em>Dichiarazione dei Diritti</em>: nasceva, così, la prima monarchia parlamentare (e costituzionale!).<br>In Germania si formò il Regno di Prussia che, grazie a Federico Guglielmo I, visse una fioritura economica.<br>Il Regno di Polonia visse un iniziale momento di crescita economica e di unità grazie alla religione cattolica, per poi sprofondare in un lento declino.<br>L'Europa settentrionale si trovava sotto l’influenza della Svezia, una monarchia assoluta ben organizzata e con una fiorente economia basata sul commercio; meno incisiva fu la Danimarca.<br>La Russia si affermò con l’ascesa dei Romanov: Ivan III prima e Pietro il Grande poi, avviarono una politica assolutistica, impegnata, inoltre, in azioni di ammodernamento e occidentalizzazione.<br>Arrivando in Italia, che fu colpita, specialmente nelle regioni meridionali, da una crisi in campo agricolo e manifatturiero, invece: lo Stato della Chiesa aveva assunto un ruolo "marginale"; il Ducato di Savoia visse un processo di riorganizzazione politica, modernizzazione economica e crescita culturale; Venezia, nonostante il declino in ambito politico, riuscì a mantenere una certa ricchezza, anche grazie alla crescita della produzione agricola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:15 UTC</pubDate>
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         <title>L’Illuminismo: la rivoluzione delle idee</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449275</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Illuminismo è un movimento culturale sviluppatosi in Francia ed Inghilterra nel corso del XVIII secolo. Si tratta di una corrente di studiosi ed intellettuali che intendevano rendere "felici" (sotto tutti i punti di vista) le persone, "illuminando", attraverso la ragione, il "buio" dell’ignoranza, dei pregiudizi e delle ingiustizie diffuso tra la popolazione. Per adempiere a questo compito, gli illuministi inserirono questo pensiero in tutti gli ambiti: politico, religioso, sociale…</div><div>I principi fondamentali illuministi erano: la libertà, infatti la ritenevano una condizione naturale propria di ogni essere umano; l’uguaglianza di tutti gli uomini, infatti favorirono l’istruzione delle masse popolari; la tolleranza; il cosmopolitismo.<br>L’Illuminismo si sviluppò, come detto precedentemente, dapprima in Francia ed Inghilterra e, successivamente, in tutta Europa.</div><div>Gli illuministi si riunivano nei salotti delle case private, nelle sale di lettura, nei caffè e nelle biblioteche.</div><div>Riassumendo, con l’aiuto della ragione, i partecipanti a questo movimento si proposero di:</div><ul><li>Esaminare ogni aspetto della realtà;</li><li>Lottare contro ignoranza, pregiudizi e superstizioni;</li><li>Migliorare la condizione dell’uomo.</li></ul><div><br>L’Illuminismo entrò nelle vite di molti studiosi, ma i 5 principali furono:</div><ul><li>Denis Diderot</li><li>Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert</li><li>Charles de Montesquieu</li><li>Jean-Jacques Rousseau</li><li>François-Marie Arouet (Voltaire)</li></ul><div><br>Denis Diderot e Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert furono 2 grandi illuministi che collaborarono, insieme ad altre 140 persone, alla stesura della monumentale <em>Enciclopedia</em>, una sorta di "dizionario" enorme, il cui fine era quello di raccogliere tutta la conoscenza di cui l’umanità disponeva.<br>Charles de Montesquieu fu uno degli illuministi maggiormente noti. Secondo lui, come attestò nel libro <em>Lo spirito delle leggi</em>, la forma di governo migliore era la monarchia costituzionale. Egli si basava, in particolar modo, sul rispetto delle leggi e la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario), ognuno indipendente. Il suo obiettivo era quello di governare uno Stato in modo giusto ed equo.<br>Jean-Jacques Rousseau fu un altro degli illuministi maggiormente conosciuti. Secondo lui, come attestò nell’opera <em>Contratto sociale</em>, la forma di governo migliore era la repubblica. Egli si basava particolarmente sulla sovranità popolare e sulla democrazia diretta (e non rappresentativa). Il suo obiettivo era quello di garantire la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.<br>François-Marie Arouet, detto Voltaire, fu l’esponente più rappresentativo dell’Illuminismo francese. Secondo lui, la forma di governo migliore era la monarchia assoluta «illuminata». Egli si basava particolarmente sulla saggezza del sovrano e sulla guida di persone "illuminate". Il suo obiettivo era quello di procurare il bene e la felicità dei sudditi.</div><div><br>Durante il corso del Settecento, si affiancò, all’Illuminismo, l’assolutismo monarchico "illuminato" (dispotismo): si trattava di una forma di governo nella quale il sovrano conservava il suo potere assoluto, ma attuava riforme ispirate agli ideali illuministi e che miglioravano le condizioni della popolazione. In realtà, il principale obiettivo dei sovrani illuminati era di rafforzare lo Stato.<br><br>In Prussia, il più grande sovrano illuminato fu Federico II di Prussia, detto «il Grande». Amico di Voltaire, venne definito «re filosofo» in quanto amava circondarsi di intellettuali con cui discutere. Introdusse numerose riforme nel suo Stato, tra cui quelle di carattere amministrativo, culturale, religioso, sociale, economico e militare.<br>In Austria, i più grandi sovrani illuminati furono Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II. Ingranditosi dopo la Pace di Aquisgrana (iniziando a comprendere anche l’Ungheria, la Boemia, la Serbia, il Tirolo e il Ducato di Milano), l’Impero austriaco necessitava di numerosi cambiamenti: infatti, i re sopra elencati introdussero numerose riforme nel loro Stato, come quelle amministrative, quelle religiose, quelle culturali e quelle sociali.<br>In Russia, l’imperatrice più importante durante l’Illuminismo fu Caterina II, detta "la Grande". Legata a Voltaire, cercò di introdurre numerose riforme nel suo Stato, come quelle amministrative. Purtroppo, questi rinnovamenti non furono mai attuati a causa dell’opposizione della nobiltà e della mancanza di risorse economiche necessarie.<br>La Toscana era governata, in quel periodo, da Pietro Leopoldo di Lorena. Questo sovrano introdusse numerose riforme nei suoi territori, specialmente in ambito sociale ed economico.<br>Nel Regno di Napoli, il sovrano illuminato Carlo di Borbone cercò di introdurre numerose riforme nel suo Stato, di cui alcune in campo economico e politico. Purtroppo, questi cambiamenti non furono mai attuati a causa dell’opposizione del potente ceto nobiliare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:28 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione industriale</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449349</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel corso del Settecento, si manifestò un miglioramento delle condizioni di vita, che provocò un aumento della popolazione e della conseguente richiesta di beni.<br><br>Nella seconda metà del Settecento, in Inghilterra, un potentissimo Stato consolidatosi in seguito alla <em>Guerra dei Sette anni</em>, venne favorito lo sviluppo della produzione attraverso l'ausilio di speciali macchinari, anche grazie a diverse condizioni politiche, economiche, sociali, tecniche e culturali: prese così avvio la prima Rivoluzione industriale, che si affermò dapprima in campo tessile e, in seguito, nel settore siderurgico.<br>Le prime industrie sorsero vicino alle fonti di materie prime, in quanto i trasporti, di quei tempi, possedevano un costo assai elevato.<br><br>In realtà, quella industriale non fu l'unica "rivoluzione" di questo periodo: infatti, la pratica delle <em>enclosures</em> e lo sviluppo di nuove tecniche determinarono una riforma agricola. Inoltre, si sviluppò il "commercio mondiale" e gli investimenti delle banche crearono le condizioni per lo sviluppo industriale in quasi tutto il panorama europeo. La cultura illuminista, infine, "sollecitò" la diffusione del <em>liberismo economico</em>, teoria che sosteneva la libertà dell’individuo nel ricercare il profitto (ovviamente, in maniera legale!).<br><br>In campo sociale, si "crearono" due nuove e principali classi sociali: la prima era quella dei capitalisti, che investiva il denaro per finanziare le attività industriali; la seconda era quella del proletariato, così chiamata perché viveva della "prole", ossia dei figli.<br>I piccoli proprietari terrieri entrarono in crisi, non riuscendo a reggere la concorrenza dei latifondisti; molti contadini si riversarono nelle città in cerca di lavoro nelle fabbriche.<br><br>Le città vennero riadattate in seguito alla costruzione delle industrie: infatti, v'erano molte più persone in cerca di un'abitazione vicina al luogo di lavoro. Si crearono, in tal modo, i "quartieri operai", dove spiccavano pessime condizioni igieniche.<br>Il territorio fu profondamente modificato: con la presenza di fabbriche, ciminiere e capannoni, il paesaggio urbano di una volta fu... "spazzato via"!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione americana</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449376</link>
         <description><![CDATA[<div>La Rivoluzione americana fu il processo di conquista dell'indipendenza da parte delle 13 colonie inglesi d'America (Nord: Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island; Centro: New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware; Sud: Maryland, Virginia, Carolina del Nord e del Sud, Georgia), fondate da compagnie commerciali e gruppi religiosi.<br><br></div><div>"Decisero" di voler essere indipendenti a causa delle ingenti tasse imposte dalla Corona inglese. Il pretesto per la guerra d'indipendenza era che solo chi aveva rappresentanti nel Parlamento, doveva pagare le tasse ("No taxation without representation"). Vi furono anche altri motivi scatenanti, tra cui la promulgazione di documenti limitanti, quali lo <em>Stamp Act</em> e il <em>Tea Act</em>: questi eventi portarono all'episodio-chiave dell'intera Rivoluzione americana, il <em>Boston Tea Party</em>.<br><br></div><div>Vi furono due Congressi Continentali: nel primo, le colonie si dichiararono “indipendenti” sotto il punto di vista commerciale; nel secondo, le colonie affermarono il termine delle condizioni di sottomissione da parte della potenza inglese (anche se diventarono indipendenti, di fatto, solo dopo il trattato di Pace di Versailles, che sanciva anche il termine dei conflitti armati iniziati nel 1775).<br>Una volta “svincolate”, le ex-colonie inglesi formarono una Repubblica federale, dove ogni Stato aveva ancora delle mansioni, tra cui la pubblicazione di leggi particolari, ma la Repubblica vera e propria decideva per la politica, i commerci esteri...<br><br></div><div>Nella Repubblica federale d'America (Stati Uniti d'America - U.S.A.), il potere era diviso tra 3 membri, secondo le idee di Montesquieu: il potere legislativo spettava al Congresso (Camera dei Rappresentanti, Senato); il potere esecutivo spettava al Presidente (eletto ogni 4 anni); il potere giudiziario spettava a dei rappresentanti di ogni Stato e alla Corte Suprema Federale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:43 UTC</pubDate>
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         <title>La Rivoluzione francese</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449425</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella seconda metà del Settecento, in Francia vigeva l’<em>Ancien Régime</em>, caratterizzato dall’assolutismo monarchico e dalla suddivisione della società in tre ordini: nobiltà, clero e Terzo stato. Inoltre, v'era una forte arretratezza economica. Infine, lo stile di vita sfarzoso di nobiltà e corte e le ingenti spese militari sostenute avevano svuotato le casse dello Stato: i privilegi del clero e della nobiltà li esentavano dalle imposte, che venivano pagate solo dal Terzo stato. Essendoci stata un'ulteriore crisi economica diffusasi tra la popolazione, il ministro Necker propose di estendere il pagamento delle tasse anche a nobiltà e clero: Luigi XVI sottopose la questione agli Stati generali, ma i primi due ordini e il sovrano stesso si opposero.<br><br>Così, i rappresentanti del Terzo stato, "stufi" anche del sistema di voto molto sfavorevole nei loro confronti, formarono l'<em>Assemblea Nazionale</em>, che poi divenne l'<em>Assemblea Nazionale Costituente</em>, avendo assunto il compito di elaborare una vera e propria Costituzione.<br>Di fronte al tentativo del re di bloccare le iniziative dell’<em>Assemblea Costituente</em>, il popolo insorse e attaccò la fortezza della Bastiglia.<br>L’<em>Assemblea Costituente</em> decretò l’abolizione dei diritti feudali e di ogni privilegio: i principi rivoluzionari di libertà e uguaglianza furono affermati nella <em>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino</em>; inoltre, l’<em>Assemblea Costituente </em>stabilì la confisca dei beni della Chiesa e promulgò la <em>Costituzione civile del clero</em>.<br>Successivamente, Luigi XVI fu costretto a giurare fedeltà alla Costituzione: il governo francese diventò, così, una monarchia costituzionale, basata sul principio della divisione dei poteri.<br>La Rivoluzione suscitò l’ostilità delle monarchie europee e la Francia entrò in guerra contro Austria e Prussia, subendo sconfitte... ma guadagnando anche vittorie!<br>In seguito, a Parigi scoppiò la rivolta dei sanculotti, che instaurarono un governo rivoluzionario (Comune di Parigi).</div><div>Successivamente, fu dichiarata la Repubblica, dopo aver ottenuto una vittoria contro la Prussia.</div><div>Infine... Luigi XVI venne giustiziato; la medesima sorte toccò a Maria Antonietta. Ovviamente, la reazione delle potenze europee non tardò: fu formata una coalizione contro la Francia, impegnata anche sul fronte interno per lo scoppio di moti controrivoluzionari. Il governo fu assunto dal <em>Comitato di Salute Pubblica </em>e la <em>Convenzione </em>approvò una Costituzione democratica.<br>Si formò una dittatura rivoluzionaria, guidata da Robespierre, che instaurò un sistema di violenze (<em>Terrore</em>).</div><div>Approvata successivamente la <em>Terza Costituzione</em>, di natura liberale moderata, il governo fu assunto da un <em>Direttorio </em>di cinque membri.<br>Per affrontare i movimenti monarchici e controrivoluzionari, fu affidato a Napoleone Bonaparte il comando dell’esercito.<br><br>Insomma... la Rivoluzione portò la Francia a provare "l'ebbrezza" di diverse tipologie di governo in neanche... 10 anni!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:48:53 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Napoleone e l’Impero francese</title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2651449707</link>
         <description><![CDATA[<div>Conclusasi l’esperienza rivoluzionaria, la Francia continuava ad essere l'obiettivo dell’Austria, decisa a restaurarvi l’<em>antico regime</em>. Venne, così, elaborato un piano di attacco francese contro la potenza austriaca, che prevedeva anche l’invasione dell’Italia: il comando fu affidato a Napoleone Bonaparte, che, dopo numerose battaglie, costrinse l’Austria alla <em>Pace di Campoformio</em>; la Francia acquisì, in questo modo, nuovi territori, come la Lombardia, e quelli di Nizza e della Savoia.<br>I territori conquistati in Italia furono organizzati secondo il modello repubblicano, formando le “Repubbliche sorelle”.<br>Il governo francese progettò, poi, di colpire la Gran Bretagna attraverso una spedizione in Egitto, importante base commerciale inglese, anche se l'esito fu parzialmente fallimentare.<br><br>Poiché in Francia si era andata a creare una situazione critica, Napoleone fu costretto a rientrare a Parigi, dove attuò un colpo di Stato. Promulgata una nuova <em>Costituzione</em>, egli fu nominato primo console, guadagnando pieni poteri legislativi ed esecutivi e consentendogli la nomina dei giudici.<br>Napoleone avviò un processo di riforma della pubblica amministrazione e riorganizzò il sistema delle leggi francesi con la pubblicazione del <em>Codice civile</em>, del <em>Codice penale</em> e di quello <em>del commercio</em>. Inoltre, emanò provvedimenti per il rilancio dell’economia, attuò una riforma dell’istruzione pubblica e concluse il <em>Concordato </em>con la Santa Sede.<br><br>Dopo aver ottenuto il titolo di console a vita, Napoleone si proclamò imperatore e restaurò la monarchia ereditaria e i titoli nobiliari.<br>Condusse, inoltre, una lunga serie di battaglie vittoriose contro gli Stati europei, che gli permisero di estendere i confini della Francia: sostituì i vecchi sovrani con i membri della famiglia Bonaparte.&nbsp;<br>Non riuscendo a sconfiggere la Gran Bretagna, Napoleone decretò il blocco continentale per danneggiarne gli interessi economici.&nbsp;<br>Anche la Russia risultava ostile nei confronti della Francia: Napoleone, nel 1812, la invase e giunse fino a Mosca, ma fu costretto a ritirarsi a causa di diversi motivi, perdendo molti uomini.<br>Una coalizione antifrancese sconfisse duramente Napoleone a Lipsia: costretto ad abdicare, venne relegato sull’isola d’Elba, anche se tentò un’ultima disperata reazione: riappropriatosi del potere, affrontò le potenze coalizzate nella battaglia di Waterloo ma, sconfitto nuovamente, si consegnò agli Inglesi, che lo esiliarono a Sant’Elena, dove morì.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-07-26 09:49:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Federico_2AC</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2657354612</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-08-07 15:52:49 UTC</pubDate>
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         <title>Il 1700: il secolo &quot;delle rivoluzioni&quot; o &quot;dei lumi&quot;?</title>
         <author>Federico3D</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2688929913</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Settecento è stato un secolo ricco di cambiamenti, rinnovamenti e rivoluzioni, come la nascita dell’industria e le rivoluzioni politiche americana e francese. Vi fu anche una rivoluzione di tipo culturale: l’Illuminismo.<br>Inoltre, in questo periodo, in seguito alla Pace di Aquisgrana (che poneva fine alle precedenti lotte di successione), l’Italia venne divisa tra più Stati per garantire un equilibrio politico:</div><ul><li>Il Ducato di Milano venne assegnato all’Austria;</li><li>I Regni di Napoli e di Sicilia passarono sotto il dominio dei Borbone;</li><li>Il Regno di Sardegna fu unito al Ducato di Savoia (trasformatosi, di conseguenza, in Regno di Sardegna).</li></ul><div><br>Visti i numerosi eventi, il Settecento si è aggiudicato 2 appellativi: <em>Secolo delle rivoluzioni</em> e <em>Secolo dei lumi</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-07 14:11:30 UTC</pubDate>
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         <title>La Restaurazione e i nuovi moti rivoluzionari</title>
         <author>Federico3D</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2710862424</link>
         <description><![CDATA[<div>Successivamente alla definitiva sconfitta di Napoleone, le più grandi potenze europee, tra cui, Austria, Prussia, Russia e Gran Bretagna, si riunirono nuovamente in un congresso, a Vienna, per terminare le discussioni interrotte dopo la fuga di Bonaparte dall'isola d'Elba.<br>Nonostante i passati avvenimenti, fu ammessa al Congresso anche la Francia, che riuscì a conquistare di nuovo la fiducia degli altri Paesi europei.<br>L'obiettivo principale degli incontri era quello di restaurare (da qui, <em>Restaurazione</em>) l'ordine esistente, in Europa, prima della Rivoluzione francese e delle guerre napoleoniche: tuttavia, quest'impresa risultava assai ardua, in quanto si erano, ormai, diffusi e radicati, nella civiltà europea, gli ideali di libertà, uguaglianza e sovranità popolare.<br><br>Fra i partecipanti al Congresso di Vienna, fu l'Austria a proporre la riorganizzazione politica dell'Europa in base a due principi:</div><ul><li>Quello di legittimità, secondo il quale avrebbero dovuto tornare a regnare tutti i sovrani deposti prima dello scoppio della Rivoluzione;</li><li>Quello dell'equilibrio, che prevedeva l'impedimento di un'eventuale prevalenza tra le potenze europee.</li></ul><div>Fu, invece, ignorato un altro principio, quello di nazionalità, che esigeva il rispetto delle identità nazionali presenti nei diversi Stati.<br><br>Fino al 1700, con la parola "nazione" si intendeva "una piccola comunità regionale - o, addirittura - cittadina, accomunata dall'uso di una stessa lingua"; tuttavia, contemporaneamente alle enormi trasformazioni politiche e sociali, in molti Paesi, si cominciò a diffondere una nuova idea di "nazione", intesa come "comunità naturale di un popolo, che condivide non solo una lingua, ma anche una cultura, una storia, una propria tradizione".<br>Si iniziò, quindi, ad affermare un sentimento nazionale, che portò molti Stati, quali Italia, Belgio, Grecia e Germania, a ribellarsi, per far valere le proprie idee.<br>Inoltre, un nuovo movimento culturale condivideva la nuova idea di nazione: il Romanticismo, che esaltava le differenze culturali, linguistiche e religiose, all'origine di tante diverse nazionalità, e sosteneva il fatto che ogni popolo avrebbe dovuto avere la possibilità di organizzarsi in un Paese indipendente.<br><br>Nel frattempo, nella Penisola italiana, la Restaurazione aveva riportato al potere i vecchi monarchi, ma anche introdotto alcune novità, specialmente nei territori settentrionali:</div><ul><li>L'Impero austriaco ottenne nuovamente i territori lombardi, formando, così, il Regno Lombardo-Veneto, parte integrante dell'impero;</li><li>Il Regno di Sardegna, governato dai Savoia, riacquisì i territori sottratti, precedentemente, da Napoleone, e iniziò a comprendere anche gli attuali Piemonte e Liguria;</li></ul><div>Invece, il resto dei terreni italiani era sotto l'influenza degli austriaci:</div><ul><li>Gli antichi ducati di Modena, Parma e Lucca vennero affidati ai principi della dinastia Asburgo;</li><li>Il Granducato di Toscana iniziò a essere governato con sistemi meno repressivi rispetto all'intera Penisola;</li><li>Nello Stato pontificio, papa Pio VII impose una dura repressione e accettò la presenza di truppe austriache al fine di garantire l'ordine interno;</li><li>Il Regno di Napoli fu trasformato nel Regno delle Due Sicilie, dove tornarono a governare i Borbone, grandi sostenitori della politica reazionaria e repressiva dell'Austria.</li></ul><div><br>I sovrani europei, partecipanti al Congresso, si accorsero fin da subito che mantenere quest'equilibrio sarebbe stato a dir poco semplice: proprio per questo, i tre Stati che trassero maggior vantaggio dalla Restaurazione, ovvero, Austria, Russia e Prussia, stipularono tra loro la "Santa (in quanto si ritennero investiti in una missione divina: mantenere sul trono i legittimi sovrani e difendere la fede cristiana) Alleanza".&nbsp;<br>L'obiettivo dell'accordo era quello di evitare ulteriori Rivoluzioni negli Stati: per questo, venne sancito il principio di intervento, secondo il quale i partecipanti all'Alleanza dovevano non solo aiutarsi reciprocamente, ma anche, in caso di insurrezione, entrare in azione per difendere qualsiasi Paese europeo.<br>Alla Santa Alleanza aderirono, in seguito, anche altri Stati, come la Francia, ma non la Gran Bretagna, in quanto, essendo una monarchia costituzionale, non poteva schierarsi con coloro che intendevano ripristinare dappertutto l'assolutismo monarchico!</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-19 13:40:33 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;epoca dei moti rivoluzionari</title>
         <author>Federico3D</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2716418059</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo periodo, iniziò a diffondersi una nuova dottrina politica, il "liberalismo", che enfatizzava la libertà di ogni singolo individuo, affermando, inoltre, che bisognava porre dei limiti al potere assoluto dei sovrani; alcuni sostenevano addirittura che, per evitare abusi, sarebbe stato meglio dar vita ad un sistema repubblicano, mentre altri ancora ritenevano che la monarchia non sarebbe più dovuta essere assoluta, ma basata su una costituzione. In sintesi, il liberalismo sosteneva la partecipazione del popolo alla vita politica attraverso l'elezione di propri rappresentanti.<br>I principali sostenitori del liberalismo erano soprattutto gli esponenti del ceto borghese imprenditoriale, interessati anche al liberismo: quindi, intendevano ottenere la più ampia libertà possibile per poter sviluppare le proprie attività.<br>Ovviamente, i monarchi europei cercarono in ogni modo di contenere la diffusione delle idee liberali, usando - se necessario - strumenti repressivi, quali la censura e la polizia segreta: proprio per questo, sono state fondate numerose società segrete, di cui si ricordano i Calderari e i Carbonari in Italia.<br><br>Visti i movimenti repressivi e il dilagare sempre maggiore delle idee liberali, negli anni '20 dell'Ottocento scoppiarono alcuni moti rivoluzionari nella maggior parte dei Paesi europei. Ne sono un esempio:</div><ul><li>La Spagna</li><li>Il Portogallo</li><li>L'Italia</li><li>La Grecia</li><li>La Russia</li></ul><div>In Italia, la Restaurazione portò alla nascita di un vasto movimento patriottico, che si espresse attraverso circoli intellettuali, giornali e riviste, come <em>Il Conciliatore </em>e <em>L'Antologia</em>.<br>Le prime insurrezioni si verificarono a Napoli, dove la popolazione si ribellò contro Ferdinando I, costretto a concedere una Costituzione. Subito dopo, a Palermo, in seguito ad una rivolta popolare, fu proclamata l'indipendenza della Sicilia. Il nuovo governo di Napoli, tuttavia, non accettò questo fatto, per cui, intervennero le truppe all'interno dell'isola, riuscendo a ripristinare l'autorità del sovrano. Nel frattempo, la Santa Alleanza si stava mobilitando in aiuto di Ferdinando I: gli Austriaci riuscirono a revocare la Costituzione e a far ritornare l'assolutismo.<br>Invece, nel Regno di Sardegna ardiva il desiderio di unire tutta l'Italia centro-settentrionale nel "Regno dell'Alta Italia", che sarebbe stato guidato dai Savoia. Il primo obiettivo era quello di ottenere una Costituzione, che, però, re Vittorio Emanuele I non era disposto a concedere; era più favorevole, invece, il principe Carlo Alberto. Il sovrano, incapace di reagire alle insurrezioni, abdicò in favore del fratello Carlo Felice, che, però, trovandosi a Modena, affidò la reggenza a Carlo Alberto: egli concesse la Costituzione, ma a condizione che venisse approvata dal re; sfortunatamente, Carlo Felice non solo rifiutò, ma chiese aiuto all'Austria per ristabilire l'ordine.<br>Andando nel Lombardo-Veneto, il governo austriaco era diventato più oppressivo in seguito alla Restaurazione. A Milano, era presente un vivace gruppo di patrioti appartenenti alla borghesia e all'aristocrazia illuminata, che rivendicavano l'indipendenza da Vienna. Ovviamente, anche qui vi fu una rivolta, che fu, purtroppo, prima scoperta e poi bloccata dagli stessi Austriaci: essi agirono incarcerando e giustiziando alcuni dei "protagonisti" del movimento patriottico lombardo, tra cui si ricordano Pietro Maroncelli, Silvio Pellico e Federico Confalonieri.<br>In Grecia, vi furono delle ribellioni popolari a causa della dominazione dell'Impero ottomano: richiedevano, quindi, l'indipendenza da esso; straordinariamente, riuscirono nell'impresa, formando una monarchia costituzionale, la cui reggenza fu affidata ad un principe tedesco, Ottone di Baviera.<br><br>Circa un decennio dopo, scoppiarono altri moti rivoluzionari in Francia, Belgio, Polonia e Italia.<br>Nella Penisola italiana, particolarmente nelle città di Modena, Parma e Bologna, sedi di alcuni gruppi di patrioti affiliati alla Carboneria, la popolazione insorse, nel tentativo di creare uno Stato indipendente, comprendendo anche i territori dello Stato della Chiesa. A Modena, i patrioti contavano sull'aiuto di Francesco IV d'Asburgo-Este, il cui appoggio era stato accordato con Ciro Menotti, il capo dei Carbonari: tuttavia, il duca tradì tutti e fece arrestare proprio Menotti, che fu successivamente condannato a morte. Nonostante gli avvenimenti, fu proclamata la nascita dello "Stato delle Province Unite Italiane": questo grande progetto fu, però, subito soppresso dalla potenza austriaca.<br><br>Arrivando agli anni '50 del medesimo secolo, l'Europa stava assistendo ad una forte crisi economica, al termine della quale scoppiò un'ondata di rivolte violente:</div><ul><li>In Francia, nacque la "Seconda repubblica", anche se Luigi Napoleone Bonaparte, eletto a presidente della Repubblica, accentrò su di sé i poteri e diventò imperatore sotto il nome di Napoleone III;</li><li>In Prussia, il re Federico Guglielmo IV fu costretto a concedere una Costituzione. La protesta, partita da Berlino, si allargò ad altre città tedesche, con l'obiettivo di dar vita ad uno stato unitario: ovviamente, il sovrano non volle accettare tutto ciò;</li><li>In Austria, Metternich fu costretto, in seguito ad una rivolta, a dimettersi dall'imperatore Ferdinando I, che, a sua volta, dovette permettere la formazione di una <em>Assemblea Costituente</em>. Quest'insurrezione si dilagò nei territori sottomessi all'Austria, come Boemia, Ungheria e Italia, ma il nuovo giovane imperatore Francesco Giuseppe evitò enormi "catastrofi".</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-22 14:06:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il Risorgimento</title>
         <author>Federico3D</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2723178644</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Risorgimento è il processo storico che ha portato l'Italia ad ottenere l'indipendenza e l'unità nazionale.<br>Questo periodo della storia italiana è stato preceduto dalla diffusione di un grande movimento patriottico, avvenuta tra il 1820 e il 1850. Non tutta la popolazione, però, riuscì ad essere coinvolta: anche se fosse successo, non sarebbe bastata la comune ispirazione ai principi liberali, in quanto erano necessari anche la fiducia di un altro Stato (non facente parte della Santa Alleanza) e un progetto politico con cui agire su tutto il territorio.<br><br>Giuseppe Mazzini, uno dei maggiori protagonisti del Risorgimento italiano, sostenne che, per far sì che fossero promossi gli interessi di tutte le classi sociali, sarebbe stata necessaria una Repubblica democratica. Per diffondere le sue idee, fondò la società <em>Giovine Italia</em> e l'organizzazione <em>Giovine Europa</em>: entrambe, però, ebbero un esito fallimentare.<br>In seguito agli insuccessi dei "moti mazziniani", si affermarono diversi progetti politici per l'Italia:</div><ul><li>Federazione di repubbliche democratiche (Carlo Cattaneo);</li><li>Confederazione di Stati presieduta dal papa (Vincenzo Gioberti);</li><li>Monarchia costituzionale governata dai Savoia (Cavour, D'Azeglio, Balbo).</li></ul><div>Il nuovo papa Pio IX, Leopoldo II di Lorena e Carlo Alberto introdussero, nei rispettivi Stati di appartenenza, delle riforme che attenuassero la censura.<br>Viste le sue azioni, il papa fu considerato un punto d'appoggio per tutti i "federalisti cattolici": rimasero, però, delusi dal pontefice, che si rese indisponibile in quanto non intendeva sostenere chi volesse combattere contro uno Stato cattolico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-09-27 14:06:02 UTC</pubDate>
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         <title>Le guerre d&#39;Indipendenza dell&#39;Italia</title>
         <author>Federico3D</author>
         <link>https://padlet.com/scuolando/scuolando_storiamoderna/wish/2738357080</link>
         <description><![CDATA[<div>A Palermo, poco prima che scoppiassero le rivolte del 1848, ve ne fu una che, estesasi rapidamente a tutta l'isola, richiedeva una Costituzione e l'indipendenza della Sicilia. Ferdinando II, dopo numerose sommosse antiborboniche, concesse una carta costituzionale, ma non l'indipendenza.<br>Per evitare ribellioni, anche in Toscana e nello Stato della Chiesa vennero promulgate delle costituzioni, mentre, nel Regno di Sardegna, Carlo Alberto sottoscrisse lo <em>Statuto albertino</em>.<br>Nel Lombardo-Veneto, scoppiarono delle rivolte: addirittura, a Venezia, le truppe austriache furono costrette alla ritirata a causa di una delle insurrezioni guidata da Daniele Manin, che, pochi giorni dopo, dichiarò la nascita della "Repubblica veneta".<br>Anche a Milano vi furono delle sommosse, guidate da Carlo Cattaneo: i Milanesi combatterono contro le truppe d'Austria comandate da Josef Radetzky, costringendoli a ritirarsi nel cosiddetto "quadrilatero", costituito dalle città di Verona, Mantova, Legnago e Peschiera.<br><br>La Prima Guerra d'Indipendenza ebbe inizio grazie a Carlo Alberto, incoraggiato dagli esiti positivi delle rivolte a Venezia e a Milano. In aiuto dell'esercito del Regno di Sardegna, arrivarono numerosi volontari dalla Toscana, dal Regno delle Due Sicilie, dal Granducato di Toscana, dallo Stato pontificio e dalle città di Roma e Napoli. Il primo risultato di questa guerra d'indipendenza fu spettacolare: infatti, Milano, Venezia, Parma e Modena proclamarono l'annessione al Regno di Sardegna.<br>Proprio quest'ultimo fatto, però, creò dubbi e preoccupò i sovrani che avevano aiutato Carlo Alberto: per questo motivo, si ritirarono dal conflitto, lasciando solo l'esercito piemontese contro l'Austria. Sconfitto a Custoza, il re dovette concludere un armistizio con la potenza austriaca: il Lombardo-Veneto tornò sotto l'influenza asburgica, mentre a Modena e a Parma tornarono i precedenti monarchi. Nel frattempo, anche Ferdinando II era riuscito a recuperare il proprio potere.<br>In realtà, questo "trattato" con l'Austria non servì ad arrestare le iniziative dei patrioti italiani: infatti, in Toscana venne fondata una Repubblica, mentre a Roma fu instaurata la "Repubblica romana", sostenuta da Mazzini, Garibaldi e Mameli. Il papa e Leopoldo II di Lorena furono costretti, quindi, a fuggire. In realtà, queste repubbliche ebbero una breve vita: Leopoldo II tornò a governare e il papa riuscì a tornare sul trono grazie all'aiuto di Luigi Napoleone Bonaparte, che sperava di ottenere il favore dei cattolici. L'esercito francese occupò Roma e, da quel momento, il pontefice attuò una politica reazionaria.<br>Nonostante tutti gli imprevisti e le sconfitte, Carlo Alberto decise di riprendere la guerra antiaustriaca: sfortunatamente, l'esercito sabaudo fu sconfitto a Novara dopo pochi giorni dall'inizio del conflitto. Proprio la sera del giorno della sconfitta, Carlo Alberto abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele II, che trattò, con Radetzky, i termini del nuovo armistizio: il nuovo monarca dovette impegnarsi a non rivendicare i territori del Lombardo-Veneto.<br><br>La figura del sovrano, che mantenne in vigore lo Statuto albertino e tutte le riforme introdotte per favorire la libertà dei sudditi, venne, per nove anni, accompagnata da Camillo Benso, conte di Cavour, che rimase a capo del governo del Regno di Sardegna.<br>Cavour era un liberale moderato che favorì lo sviluppo economico, industriale e commerciale della monarchia sabauda; inoltre, fu un gran sostenitore degli Stati laici: il suo pensiero fu riassunto nella frase "libera Chiesa in libero Stato".<br>Benso attribuì nuovamente il titolo di "Stato-guida" nel processo di unificazione della Penisola italiana al Regno di Sardegna; per ottenere, da parte di altre potenze europee, appoggio in caso di attacchi contro l'Austria, si alleò con Francia e Gran Bretagna nella Guerra di Crimea contro l'Impero russo e, al Congresso di Parigi, portò dubbi e preoccupazione in merito alla "questione italiana", affermando la presenza di movimenti rivoluzionari nell'Italia centro-meridionale.<br>L'azione diplomatica di Cavour suscitò l'interesse di Napoleone III, che intendeva posizionare la Francia su "un piano superiore" rispetto agli altri Paesi europei, e lo portò a firmare un alleanza difensiva a Plombèries: se gli Austriaci avessero mai aggredito la dinastia sabauda, lo Stato francese era tenuto ad aiutarla, ottenendo, in caso di vittoria, il controllo dell'Italia Centrale e Meridionale.<br>Per cercare di carpire l'attenzione degli Austriaci, Cavour inviò il suo esercito ai confini del Lombardo-Veneto e accettò amichevolmente i <em>Cacciatori delle Alpi</em>, un gruppo di volontari comandati da Giuseppe Garibaldi, che ottenne numerosi successi, liberando Como, Bergamo, Brescia e Varese. L'Impero austriaco, inviato un <em>ultimatum</em> che venne appositamente ignorato da Benso, dichiarò guerra ai Savoia, ma, essendo che intervennero anche i soldati francesi, fu costretto a ritirarsi numerose volte, finché, presso il Lago di Garda, fu "piegata" definitivamente la resistenza delle sue truppe.<br>Come successe nella Prima Guerra d'Indipendenza, anche stavolta vi fu qualche potenza che si "spaventò": fu il caso della Francia, che, non tenendo affatto conto dell'alleanza con Cavour, firmò un armistizio a Villafranca con gli Austriaci. Colto di sorpresa, anche Vittorio Emanuele II fu costretto a firmare la <em>Pace di Zurigo</em>, che stabiliva la cessione della Lombardia al regno sabaudo e del Veneto all'Austria, ma anche l'impegno nel rifiutare le annessioni e permettere il ritorno dei legittimi sovrani.<br>Nonostante tutto ciò, la Toscana, l'Emilia, la Romagna, Parma e Modena decisero di unirsi al Regno di Sardegna: quest'annessione fu riconosciuta, tramite un plebiscito, anche da Napoleone III che, in cambio, ottenne i territori di Nizza e della Savoia.<br>Nel frattempo, nel sud dell'Italia, Garibaldi sbarcò con circa mille volontari (che diedero il nome all'intera campagna: <em>Spedizione dei Mille</em>) e iniziò dapprima a rendere indipendente la Sicilia, successivamente, tutta la Calabria e, per finire, Napoli: sconfisse, quindi, i Borbone.<br>L'avanzata garibaldina verso il Nord Italia preoccupava particolarmente Cavour, che temeva la reazione di Napoleone III, impegnatosi a "proteggere" lo Stato pontificio; inoltre, essendo Garibaldi un sostenitore delle idee mazziniane, v'era il rischio che, nel Meridione, venisse istituita una Repubblica, che avrebbe impedito l'annessione dell'Italia meridionale al "Regno d'Italia". Per questi motivi, Vittorio Emanuele II occupò, in seguito al permesso della Francia, le Marche e l'Umbria. Garibaldi e il sovrano sabaudo si incontrarono a Teano, dove, essendovi stato un plebiscito che, come esito, confermava l'annessione dell'Italia del Sud ai territori del Regno di Sardegna, a quest'ultimo, venne consegnato il "Mezzogiorno". Successivamente, anche le Marche e l'Umbria, con un plebiscito, iniziarono a far parte della monarchia sabauda.<br>Solo dopo tutti questi avvenimenti, vi furono delle elezioni estese a tutta la Penisola italiana per la formazione di un nuovo Parlamento: in seguito alle votazioni, fu ufficialmente proclamata la nascita del Regno d'Italia.<br><br>La Terza Guerra d'Indipendenza ebbe inizio all'interno di un altro grande conflitto, la guerra austro-prussiana, in cui il Regno di Sardegna "partecipò" come diversivo in favore della Prussia, da cui ottenne, in seguito ad aver vinto contro la potenza austriaca, i territori veneti.<br>In seguito, Napoleone III dichiarò guerra alla Prussia e lasciò senza protezioni i possedimenti dello Stato pontificio: fu, quindi, l'occasione adatta ad un'invasione da parte dell'esercito italiano, che riuscì, successivamente ad un plebiscito, ad ottenere l'annessione del Lazio al Regno d'Italia. Tuttavia, il papa non era molto contento: oppositore delle idee liberali, respinse la <em>Legge delle Guarentigie</em>, che garantiva al pontefice i palazzi vaticani, il Laterano e la residenza di Castelgandolfo; addirittura, promulgò il <em>Non expedit</em>, che vietava ai cattolici di partecipare alla vita politica dello Stato italiano.<br>Nel frattempo, a tutta la Penisola vennero estesi lo Statuto albertino, la valuta e le unità di misura: sembrava che l'appena formatosi Regno d'Italia fosse un "continuo" di quello di Sardegna (basti pensare al fatto che il re avrebbe dovuto chiamarsi "Vittorio Emanuele I", ma decise comunque di conservare il vecchio "Vittorio Emanuele II"!).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-09 15:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italia dall&#39;unificazione alla fine dell&#39;Ottocento</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>In seguito alla proclamazione dell'Unità d'Italia, vi furono le elezioni del nuovo Parlamento: il potere fu preso dai membri della Destra storica (così chiamata perché i suoi esponenti si trovavano a destra rispetto al Presidente dell'assemblea), in "conflitto" con la Sinistra (così soprannominata per il fatto che i suoi rappresentanti si trovassero alla sinistra del Presidente dell'assemblea) storica. La Destra, detta "conservatrice", raggruppava i liberali moderati; nella Sinistra, nominata "progressista", v'erano i rappresentanti dei movimenti democratici e repubblicani.<br>Per i primi 15 anni della sua esistenza, il Regno d'Italia fu oggetto di numerose riforme: fu esteso lo Statuto albertino a tutta la penisola; vi fu un processo di centralizzazione dello Stato; furono suddivisi i territori in Comuni e Province, che dovevano sempre far riferimento al governo centrale ed erano "sorvegliati" dai prefetti; fu applicato, a tutto il regno, il servizio di leva obbligatorio; furono introdotte nuove tasse per risanare il debito pubblico; furono "modernizzati" diversi campi, tra cui quello dell'istruzione e dei trasporti, rispettivamente, rendendo obbligatoria la scuola per i primi due dei quattro anni e creando una vasta rete di ferrovie. Nella popolazione, però, soprattutto nel Centro e nel Sud dell'Italia, crebbe talmente tanto il malcontento che vi furono delle "rivolte", note con il nome di "fenomeno del brigantaggio": questo "schieramento", represso con la violenza, fu accolto dal popolo con gran "clamore" in quanto pensava che i briganti fossero i "vendicatori dei torti che lo Stato infliggeva".<br><br>Ai governi della Destra storica, seguirono quelli della Sinistra, che, avendo ottenuto la maggioranza in Parlamento, si vide costretta ad attuare numerose riforme, prima tramite il personaggio di Agostino Depretis, poi, di Francesco Crispi e, infine, di Antonio di Rudinì: il periodo obbligatorio di istruzione elementare fu esteso a 4 anni; vi fu una riforma elettorale, che, attenuando i requisiti imposti per votare, portò molte persone ad esercitare il diritto di voto; fu stipulata la&nbsp;<em>Triplice Alleanza</em>, un "accordo militare" firmato tra Italia, Germania e Austria e che favorì, grazie, soprattutto, agli investimenti tedeschi, la nascita di nuove industrie; fu intrapresa un'iniziativa coloniale per conquistare i territori del Corno d'Africa, ma si rivelò un fallimento nel caso dell'Etiopia e di una "vittoria" (seppur, solo militare) in Somalia ed Eritrea; fu promulgato un nuovo Codice civile, con cui furono anche stabiliti il diritto allo sciopero e l'abolizione della pena di morte; fu adottata una politica incentrata sul protezionismo, ovvero, orientata a proteggere i prodotti italiani da quelli stranieri; furono introdotti dazi doganali per evitare l'acquisto di beni da altri Stati.<br>Il risultato fu un insieme di rivolte, soprattutto, nella danneggiata Italia meridionale, provocate da un forte malcontento e respinte con la violenza: a causa della mobilitazione dell'esercito, le piccole ribellioni si trasformarono in vere e proprie sommosse popolari.<br>Antonio di Rudinì, volendo reprimere le rivolte, fece prendere a "cannonate" la popolazione insorta a Milano e, per evitare simili episodi, fu imposto lo "stato d'assedio".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-12 15:12:20 UTC</pubDate>
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         <title>La diffusione dell&#39;industria nell&#39;Ottocento</title>
         <author>Federico_2AC</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel corso dell'Ottocento, iniziarono a diffondersi i nuovi sistemi produttivi affermatisi già in Gran Bretagna nel secolo precedente.<br>Si designava, così, la seconda rivoluzione industriale, che vide sorgere la cosiddetta "civiltà industriale", che portò alla creazione di due nuove classi sociali - la borghesia imprenditoriale e il proletariato - e al cambiamento radicale del rapporto tra uomo, lavoro e ambiente.<br>I sistemi industriali trovarono "terreno fertile" dapprima in Belgio, Paesi Bassi e Prussia, mentre solo in seguito anche in Russia, Spagna, Austria e Italia, a causa di problemi di natura economica, comunicativa, tecnologica e materiale.<br>Questo fu il periodo anche delle grandi innovazioni dell'800, tra cui nuovi mezzi di trasporto, come le automobili, gli aeroplani, le gallerie e i ponti, costruiti per permettere ai treni di circolare rapidamente, ma anche il telegrafo, la radio, il telefono, per non parlare della scoperta della pastorizzazione, della creazione dei vaccini e dell'invenzione dei fertilizzanti chimici, fino ad arrivare all'ideazione del cinema.<br><br>Contemporaneamente alla propagazione della meccanizzazione, la classe sociale del proletariato - così nominata in quanto le persone che vi appartengono dispongono, come unica ricchezza, dei loro figli - iniziò a ribellarsi, viste le loro condizioni di sfruttamento (che, nel regno inglese, erano state limitate dal Parlamento): si organizzarono in "associazioni operaie", richiedendo anche la giustizia sociale, dove si affermò il socialismo, un movimento di pensiero basato sui principi di solidarietà ed uguaglianza, che si divise in quello utopistico e in quello scientifico, sostenuto da Marx ed Engels e che diventerà il noto comunismo. Nel frattempo, viene fondata la Prima Internazionale, un'organizzazione avente il compito di coordinamento il movimento operaio mondiale: nacquero, così, delle organizzazioni sindacali a favore del proletariato e seguite da veri e propri partiti politici di stampo socialista.<br>Fortunatamente e straordinariamente, anche la Chiesa cattolica si preoccupò della situazione dei lavoratori: vennero, quindi, formate delle "associazioni cattoliche", che promuovevano i diritti degli operai, richiedendo delle opere di giustizia strettamente legate all'insegnamento del Vangelo e contrarie, di conseguenza, all'orientamento del socialismo, apertamente laico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-19 15:29:27 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Europa e il mondo alla fine dell&#39;Ottocento</title>
         <author>Federico3D</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine dell'Ottocento, sia in Europa che nel resto del mondo - come, per esempio, nel continente americano - iniziano a crearsi dei nuovi equilibri politici ed economici:</div><ul><li>La Prussia unificò gli Stati tedeschi sotto il nuovo Impero tedesco<em> </em>(<em>Secondo Reich</em>) in seguito al combattimento di diverse guerre, tra cui quelle contro l'Austria e la Francia;</li><li>L'Austria riconobbe l'indipendenza dell'Ungheria, sulla quale, comunque, continuava a regnare il sovrano austriaco;</li><li>In Russia, furono attuati dei processi di modernizzazione, concretizzatisi - ad esempio - nell'abolizione della servitù della gleba: in realtà, questa decisione fu respinta dalla maggior parte delle persone che abitava in quei territori e, per questo, vi furono delle rivolte, che portarono addirittura all'esecuzione dell'attentato - risultato mortale - allo zar, Alessandro II, cui succedette Alessandro III, che riuscì, seppur agendo secondo i suoi principi reazionari, a riportare l'ordine interno.</li></ul><div>Inoltre, sempre in questo periodo: fu spartito il continente africano tra le varie potenze europee nella Conferenza di Berlino; la Cina e il Giappone furono costretti all'apertura dei loro traffici commerciali all'occidente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-23 13:39:09 UTC</pubDate>
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