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      <title>MONET by Ilenia Labriola</title>
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      <description>VITA -OPERE- STILE ARTISTICO</description>
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      <pubDate>2022-05-26 08:38:36 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Claude Monet </strong>(Parigi, 1840 – Giverny, 1926) è stato uno dei maggiori esponenti del <strong>movimento impressionista</strong>, le cui ricerche vedono i loro prodromi risalire agli anni Sessanta dell’Ottocento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 09:13:45 UTC</pubDate>
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         <author>lbrlni78t60h224r</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 14 novembre del 1840 nasce a Parigi <strong>Claude Monet</strong>, Nel 1857 rimane orfano di madre, e l’anno successivo partecipa alla sua prima mostra, una collettiva a Le Havre. Nel 1859 parte alla volta di Parigi, dove stringe importanti amicizie con il pittore inglese <strong>Sisley</strong> e i francesi Renoir e <strong>Jean-Frédéric Bazille</strong>.Nel 1865 conosce, in occasione di una committenza importante, colei che diventerà la sua prima moglie, la modella <strong>Camille Doncieux</strong>, che nel 1867 gli dà il primo figlio, Jean. Risale al 1874 l’esordio di Monet alla mostra degli <a href="https://www.finestresullarte.info/arte-base/impressionisti-chi-erano-principali-artisti-impressionismo"><strong>impressionisti</strong></a>: è la prima di una serie di otto eventi espositivi. Nel 1878 nasce il figlio secondogenito Michel.<br>La morte prematura della moglie nel 1879 fa cadere l’artista in <strong>depressione. </strong> Monet si trasferisce   a Giverny, nel 1892, con la nuova moglie, Alice Hoschedé, anch’ella vedova, di un ricco mercante di tessuti che comprava spesso opere dell’artista.  Nel suo stagno pianta le famose ninfee, oggetto di studio a conclusione della sua parabola artistica. Nel 1911 muore la moglie Alice, mentre nel 1914 perde il figlio maggiore Jean, e nel 1918, negli ultimi anni della sua vita, i suoi problemi agli occhi si aggravano, tanto che nel 1923 deve farsi operare. Nel 1926 contrae un tumore ai polmoni che porta l’artista alla morte avvenuta il 5 dicembre del 1926.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 09:25:13 UTC</pubDate>
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         <author>lbrlni78t60h224r</author>
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         <description><![CDATA[<div>I soggetti principali sceltisono <strong>paesaggi</strong>, <strong>strutture architettoniche</strong>, da diversi punti di vista e quindi attraverso luci differenti, seguendo i cambiamenti della giornata. La folla, nell’opera <em>Boulevard des Capucines</em>, raffigura la vita affollata di una via parigina, senza degnare di importanza i volti dei passanti o le carrozze. L’intento è quello di cogliere l’insieme, velocemente, prima che l’immagine appena vista sparisca dalla mente dell’artista. La sua è una pennellata morbida, fluida. L’evoluzione delle sue opere è associata anche alle esposizioni con il movimento impressionista, esperienza conclusa nel 1886 con l’ultima esposizione collettiva. Alcune delle più importanti opere del periodo in questione, 1874-1886, sono la già citata <em>Impression: soleil levant</em>, il ritratto a Carolus-Duran del 1878 e <em>Il giardino e la casa di Monet a Vétheuil</em> (1880). Un’altra caratteristica della sua pittura è la scelta frequente di quadri di grande formato; non tutti lo sono, ovviamente, ma è interessante come l’artista superi, già dalla fine degli anni Sessanta, i due metri di dimensione in alcune tele.Dagli anni Ottanta, Monet inizia a realizzare <strong>opere dipinte in serie:</strong> l’artista è infatti interessato a rappresentare stesso soggetto in condizioni di luci diverse, quindi dipingendo di notte o di giorno, con la pioggia o con il sole, da un punto di vista o da un altro. Centrale in questo percorso è la serie dedicata alla Cattedrale di Rouen, del 1892: la sua volontà è quella di registrare tutti i cambiamenti di luce e di atmosfera, quasi come se l’artista volesse riprodurre lo scorrere del tempo. In realtà, l’artista intendeva semplicemente documentare, attraverso la sua tela, le <strong>differenze di luminosità e le variazioni dell’atmosfera</strong>, tenendo sempre lo stesso punto di vista o variandolo di poco. Monet accosta i colori puri, senza sfumarli tra loro.È importante per Monet il ruolo che riveste la <strong>percezione</strong>: come l’artista vede una cosa, per poi riprodurla sulla tela. Ogni quadro è quindi diverso da un altro, perché l’occhio recepisce in modi sempre differenti l’ambiente circostante, <strong>sensibile</strong> a sua volta alle mutevoli <strong>condizioni climatiche</strong>. È un concetto chiave, ripreso poi all’inizio del Novecento dagli astrattisti.Le opere di Monet del <strong>periodo di Giverny</strong> furono condizionate dalle malattie che colpirono l’artista. Le <em>Ninfee</em>, l’ultima famosa serie, per molto tempo sono state associate a un’eventuale follia del malato artista, prima di morire. In realtà le stesse ninfee, a lungo incomprese, sono tese verso un nuovo stile, moderno, come preannunciato prima, quasi astratto, innovazioni indispensabili per l’arte del Novecento. Le ninfee sono fiori d’acqua che <strong>riflettono</strong> la propria immagine in modi diversi, a seconda della luce; è questo che incuriosisce l’artista. La prospettiva è completamente annullata qui: le ninfee occupano lo spazio, senza distinzione tra primo o secondo piano. Le pennellate sembrano essere sempre più rapide, per poter cogliere l’istante. La serie delle <em>Ninfee</em>, cominciata nel 1897, poi interrotta e ripresa a partire dal 1914, è quella più sperimentale della fase avanzata della carriera di Monet, con alcuni elementi che quasi sembrano allinearsi al nascente astrattismo.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-26 09:31:50 UTC</pubDate>
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