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      <title>Giacomo Leopardi by Catalina</title>
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      <description>Realizzato con un rapido sorriso</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-06 07:57:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>catalinatoader776</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-06 08:00:06 UTC</pubDate>
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         <title>La vita</title>
         <author>catalinatoader776</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati, nelle Marche da una famiglia Nobile. All'età di 11 anni si dedica allo studio della letteratura italiana, delle lingue e letterature classiche, dell’ebraico, della storia e dell’astronomi. Le incomprensioni famigliari e una malattia agli occhi hanno messo accento sul suo senso di solitudine, allora tenta la fuga dalla casa paterna. Nel 1822 si reca a Roma, ma più tardi ritorna a Recanati. Annota su un diario, lo Zibaldone, le proprie riflessioni letterarie ed esistenziali e compone le Operette morali (1824), prose e dialoghi di carattere filosofico nei quali rivela la propria concezione pessimistica della vita. Leopardi scrive i cosiddetti “grandi idilli”, canzoni e poesie che pubblicherà, unitamente ai precedenti idilli, in un unico volume, i Canti (1831). Nel 1830 si trasferisce a Firenze dove incontra Antonio Ranieri. Insieme a lui si trasferisce a Napoli nel  1833 dove resta fino alla sua morte nel giugno del 1837.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-06 08:00:39 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;infinito (parafarsi)</title>
         <author>catalinatoader776</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi fu sempre caro quest'o solitario  colle<br>E questa siepe, che mi impedisce di vedere gran parte dell'orizzonte <br>Ma stando qui seduto fisso con lo sguardo al di là delle siepe e mi immagino silenzi maestosi e una profondissima quiete:  in quegli spazi e silenzi il cuore quasi si smarrisce. E non appena sento il rumore del vento degli alberi, confronto quel silenzio infinito a questo suono. E mi viene in mente l'eternità e il rumore delle stagioni presente  della mia vita. Cosi tra questa immensità si annega il mio pensiero. e mi piaceva naufragare in questo dolce mare.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-06 08:36:07 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è un Idillio </title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/203776782</link>
         <description><![CDATA[<div>Il termine idillio, di origine greca, definisce tradizionalmente brevi componimenti inversi dal tema agreste e pastorale, molto in voga tra il IV E III secolo a.C. ; questo genere viene rivalutato nel XVIII quando vengono pubblicate molte poesie centrate sulla rappresentazione di momenti della vita quotidiana di personaggi umili, inseriti in una ambientazione naturale. <br>Nelle liriche leopardiane pubblicate nel 1825 con il titolo di "idilli" appare chiara la sostanziale trasformazione che il poeta ha apportato a questo genere letterario: i paesaggi e la rappresentazione della natura assumono una funzione<strong> soggettiva </strong>che descrittiva e diventano per il poeta solo un pretesto per indagare<strong> </strong>sulla propria vita interiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-06 08:58:58 UTC</pubDate>
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         <title>Poeta e Filosofo </title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/203779117</link>
         <description><![CDATA[<div>Leopardi va sviluppando la sua riflessione poetica e filosofica sull’esistenza umana, allargando la visuale da un piano personale a un piano universale, che coinvolge l’intera umanità....</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-06 09:07:51 UTC</pubDate>
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         <title>La canzone Leopardiana</title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/205642194</link>
         <description><![CDATA[<div>Negli idilli trasforma la canzone classica (o petrarchesca) e introduce la canzone libera.  La canzone classica era caratterizzata dall'alternanza regolare di endecasillabi e settenari e dalla disposizione fissa delle rime. Con Leopardi incontriamo una struttura nuova in qui la lunghezza delle strofe e l'alternanza dei versi non sono rigidamente fissati ma seguono lo sviluppo degli argomenti. La canzone Leopardiana è costituita da sei stanze/strofe di misura varia in cui sono presenti rime in schema libero. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-10 11:17:52 UTC</pubDate>
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         <title>Apostrofe</title>
         <author>catalinatoader776</author>
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         <description><![CDATA[<div>Figura retorica che consiste nel interrompere la normale disposizione del discorso per rivolgersi in modo enfatico a una persona o a un'entità personificata .</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-10 11:28:22 UTC</pubDate>
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         <title>A Silvia (parafrasi)</title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/206595469</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Silvia, ti ricordi ancora quei tempi in cui eri ancora viva, quando la bellezza splendeva nei tuoi occhi pieni di gioa ma anche schivi, e tu lieta e pensosa eri sul punto di varcare la soglia della giovinezza?<br><br>Risuonavano le quiete stanze, e le vie dintorno al tuo perpetuo canto, quando sedevi occupata nei lavori femminili assai contenta di quel incerto futuro che avevi in mente. Era il mese di maggio pieni di profumi primaverili e tu eri la solita a trascorrere le tue giornate.<br><br>Interrompendo talvolta gli studi, motivo di soddisfazione ma che richiedevano anche impegno e fatica su quali consumavo la prima e miglior parte della mia giovinezza, dai balconi della casa paterna porgevo  l'udito al suono della tua voce, e a quello della mano che scorreva veloce sulla tela. Perdevo lo sguardo nel ciel sereno, per le strade invase dal sole e per gli orti e di qui il mar appare all'orizzonte, e quindi gli Appennini. Il linguaggio umano non può esprimere quel che allora io sentivo nel mio cuore.<br><br>Che dolci pensieri, che speranze, che sentimenti, o mia Silvia!<br>Come ci appariva allora la vita umana e il destino!<br>Quando mi ricordo di quanto erano grandi le nostre speranze mi sento opprimere da un senso di angoscia crudele e inconsolabile e ricomincio a sentire tutto il dolore per la mia vita sventurata.<br><strong>O natura, o natura </strong>perché non mantieni le promesse che fai in gioventù? Perché così totalmente inganni i tuoi figli?<br><br><strong>Tu</strong> prima che l’inverno facesse seccare l’erba, sei morta dopo essere stata combattuta e vinta da un male invisibile, o povera creatura fragile. E non vedevi la giovinezza; non ti lusingava il cuore ascoltare le dolci lodi rivolte ora alla bellezza dei tuoi neri capelli, ora ai tuoi occhi innamorati e sfuggenti; né prenderai parte alle confidenze sentimentali delle coetanee.<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-14 07:49:39 UTC</pubDate>
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         <title>Commento di &quot; A Silvia</title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/208604004</link>
         <description><![CDATA[<div>Il canto si compone di <strong>due parti</strong> nettamente distinte: nella prima il poeta rievoca il <strong>passato</strong>, l'ambiente famigliare di Reccanati, i suoi studi, mentre nella seconda hanno risalto la consapevolezza del presente, il disinganno, la delusione e l'incombere della morte.<br><strong>Prima strofa</strong>: il poeta si rivolge a Silvia come se fosse ancora viva e potesse ascoltare le sue parole (con l'aggettivo "pensosa" anticipa il destino che attende la ragazza). <br><strong>La seconda e terza strofa</strong> sviluppano il tema della speranza.<br>Delle breve notazioni descrittive ricordano aspetti della giovinezza di Silvia ("la giovane tesseva e cantava felice") e di Leopardi ("che lasciava le studi leggiarde e le sudate carte per ascoltare il canto della ragazza") entrambi attendono un futuro che immaginano pieno di felicità.<br><strong>La quarta e quinta strofa</strong> segnano il passaggio alla parte meditativa o riflessiva della lirica. Una serie di interrogativi privi di risposta rende ancora più amaro il contrasto tra il mondo sognato e la realtà; la natura non ha mantenuto le promesse di felicità e Silvia e il poeta rappresentano due possibili sorte nell'uomo: la morte immatura (Silvia) o una sopravvivenza non più allietata dalla speranza (Leopardi).<br>"Al maggio odoroso" della seconda strofa subentra (il verno) della quinta strofa. Il fascino della vita che non è stata vissuta è tutto espresso nelle cose che Silvia non ha potuto provare: la giovinezza,&nbsp; la lode dei neri capelli, gli occhi degli innamorati che osservano timidamente, i discorsi d'amore con le compagne.<br><strong>Nella sesta strofa</strong> il poeta sottolinea che, come è morta Silvia, cosi svaniscono i suoi sogni e le sue speranze. è una visione amara della vita che vede l'uomo costretto a vivere secondo la ceca legge della natura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-20 07:51:43 UTC</pubDate>
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         <title>Campo semantico </title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/208609196</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutto il canto è giocato su due aspetti opposti: l'attesa fiduciosa della speranze ( immagini luminose e liete) e la caduta delle speranze (un lessico che denuncia delusione e dolore).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-20 08:14:01 UTC</pubDate>
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         <title>La quiete dopo la tempesta  (parafrasi)</title>
         <author>catalinatoader776</author>
         <link>https://padlet.com/catalinatoader776/ikxpthxhyhir/wish/209896743</link>
         <description><![CDATA[<div>La tempesta è passata, sento gli uccelli far festa, e la gallina, tornata sulla strada che ripete il suo verso. Ecco che il sereno rompe le nuvole là da occidente, verso la montagna; la campagna si libera dalle nubi e lungo la valle appare chiaro e ben distinto il fiume. Ogni animo si rallegra, da ogni parte riprendono i soliti rumori e riprende il consueto lavoro. L’artigiano, con il lavoro in mano, si avvicina cantando verso l’uscio a guardare il cielo umido; esce fuori la giovane ragazza (la popolana) per vedere se sia possibile raccogliere l’acqua della pioggia da poco caduta; e l’ortolano ripete di sentiero in sentiero il consueto richiamo giornaliero. Ecco che ritorna nel cielo il sole, eccolo che sorride per i poggi e per i casolari. La servitù apre le finestre, apre le porte dei terrazzi e delle logge: e dalla strada principale si sente un tintinnio di sonagli; il carro del viandante che riprende il suo viaggio stride.<br>Ogni animo si rallegra. Quando la vita è così dolce e così gradita come ora? Quando l’uomo si dedica con così tanto amore alle proprie occupazioni come in questo momento? O torna al lavoro? O intraprende una nuova attività? Quando si ricorda un po’ di meno dei suoi mali? Il piacere è figlio del dolore, è solo una gioia vana (un illusione), frutto del timore ormai passato, è frutto di quella paura che scosse chi odiava la vita ed ebbe terrore della morte; a causa della quale le persone fredde, silenziose, pallide sudarono ed ebbero il batticuore nel vedere fulmini, nuvole e vento diretti a colpirci.<br><br></div><div>O natura benevola, sono questi i tuoi doni, sono questi i piaceri che tu porgi ai mortali. Fra noi il piacere è uscire dalla paura, cessare di soffrire. Tu spargi in abbondanza dolore; il dolore nasce spontaneamente: e quel nostro piacere che ogni tanto per prodigio e per miracolo nasce dal dolore, è un gran guadagno. O genere umano caro agli dei! ti puoi ritenere molto felice se ti è concesso di tirare il respiro da qualche dolore: ti puoi ritenere beato se la morte ti guarisce da ogni dolore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 11:34:10 UTC</pubDate>
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