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      <title>25 NOVEMBRE 2016 GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE by Scienze Cardito</title>
      <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie</link>
      <description>Anche la Storia dell’Arte ci insegna che, contro la violenza sulle donne, denunciare non basta…
classe IVC Prof.ssa Rajola
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-12-01 20:29:40 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-01-20 15:54:21 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593  – Napoli, 14 giugno 1653)</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141256287</link>
         <description><![CDATA[<div>Vissuta durante la prima metà del XVII secolo, riprese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Negli anni settanta del novecento, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono all'affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplici difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata.<br><br> <strong>Artemisia Gentileschi</strong>, daughter of well-known Roman artist, Orazio Gentileschi, was one of the first women artists to achieve recognition in the male-dominated world of post-Renaissance art. In an era when <em>female artists were limited to portrait painting and imitative poses, she was the first woman to paint major historical and</em> religious scenarios.</div><div><br>       Born in Rome in 1593, she received her early training from her father, but after art academies rejected her, she continued study under a friend of her father, AgostinoTassi. In 1612, her father brought suit against Tassi for raping Artemisia. There followed a highly publicized seven-month trial. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 20:31:46 UTC</pubDate>
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         <title>La violenza </title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141257778</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Al tempo dello stupro, Agostino Tassi, era impegnato, assieme a Orazio Gentileschi, nella decorazione a fresco del Palazzo Pallavicini Rospigliosi a Roma. Per questo era frequente che Agostino si trattenesse nella dimora dei Gentileschi dopo il lavoro. Fu lo stesso Orazio a introdurlo ad Artemisia, chiedendo ad Agostino di iniziarla allo studio della prospettiva Il padre denunciò il Tassi che dopo la violenza, non aveva potuto "rimediare" con un matrimonio riparatore. Il problema è che il pittore era già sposato.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 20:38:03 UTC</pubDate>
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         <title>Il Processo</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141258872</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Del processo che ne seguì è rimasta esauriente testimonianza  documentale, che colpisce per la crudezza del resoconto di Artemisia e per i metodi inquisitori del tribunale. Gli atti del processo (conclusosi con una lieve condanna del Tassi) hanno avuto grande influenza sulla lettura in chiave femminista, data nella seconda metà del XX secolo, alla figura di Artemisia Gentileschi. È da sottolineare il fatto che Artemisia accettò di deporre le accuse sotto tortura, consistite queste nello schiacciamento dei pollici, che per una pittrice era un danno ancora peggiore, con uno strumento usato ampiamente all'epoca.<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=yy1cT2MzAIs">https://www.youtube.com/watch?v=yy1cT2MzAIs</a><br>Una lettura del processo basata sul concetto di <em>stuprum</em> inteso come nella normativa del Seicento si intendeva, e dunque come deflorazione di donna vergine o come rapporto sessuale dietro promessa di matrimonio non mantenuta, è il risultato degli studi più recenti. Questa la testimonianza di Artemisia al processo, secondo le cronache dell'epoca:</div><div><br>     «<em>Serrò la camera a chiave e dopo serrata mi buttò su la sponda del letto dandomi con una mano sul petto, mi mise un ginocchio fra le cosce ch'io non potessi serrarle et alzatomi li panni, che ci fece grandissima fatiga per alzarmeli, mi mise una mano con un fazzoletto alla gola et alla bocca acciò non gridassi e le mani quali prima mi teneva con l'altra mano mi le lasciò, havendo esso prima messo tutti doi li ginocchi tra le mie gambe…».</em>�C</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 20:42:38 UTC</pubDate>
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         <title>Le opere</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141259594</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei suoi lavori Artemisia sembra trasferire la sua esperienza direttamente sulla tela. I suoi dipinti rappresentano donne forti e sofferenti della mitologia e della Bibbia – sono vittime, suicide e guerriere. Sembra che Artemisia sia stata molto colpita dalla storia di Giuditta e, nel rappresentarla, riesce a descrivere&nbsp; l’episodio con maggiore realismo di quanto non avesse fatto lo stesso Caravaggio.<br><br>The trauma of the rape and trial impacted on Artemisia's painting. Her graphic depictions were cathartic and symbolic attempts to deal with the physical and psychic pain. The heroines of her art, especially Judith, are powerful women exacting revenge on such male evildoers as the Assyrian general Holofernes. Her style was heavily influenced by dramatic realism and marked chiaroscuro (contrasting light and dark) of Michelangelo Merisida Caravaggio.</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div><div>&nbsp;In “<em>Giuditta che decapita Oloferne</em>” (esposta nella&nbsp; Galleria degli Uffizi), l’eroina della Bibbia Giuditta, esempio di virtù e castità, viene rappresentata nell’atto di tagliare la testa del nemico Oloferne, condottiero assiro da lei ingannato con la seduzione pur mantenendo salva la propria purezza.<br><br>*In the painting, Judith comes in with her maid - surprisingly and menacingly - from the right, against the direction of reading the picture. The general is lying naked on a white sheet. Paradoxically, his bed is distinguished by a magnificent red curtain, whose colour crowns the act of murder as well as the heroine's triumph.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 20:45:50 UTC</pubDate>
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         <title>Il &quot;tormento delle Sibille&quot;</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141260155</link>
         <description><![CDATA[<div>All’epoca, per avere giustizia la vittima doveva dimostrare di essere sempre stata una donna onesta, pura. Artemisia, quindi, cita due testimoni, a favore della sua buona fama. Questa fase è seguita da un esame ginecologico fatto da due levatrici, che dovevano verificare che avesse effettivamente perso la verginità. Segue l’audizione di altri testimoni e dell’accusato stesso. La parte avversa ritrae Artemisia come una ragazza facile, che usava affacciarsi alla finestra per adescare i giovani. Per stabilirne l’effettiva buona reputazione avviene un confronto fra lei e l’accusato. Ognuno ribadisce la propria posizione, quindi ad Artemisia viene chiesto se sia disponibile a confermare la propria versione anche sotto tortura. Si tratta del tormento “delle Sibille” doppiamente pericoloso per una pittrice: legati i polsi per evitare che la donna si divincolasse, venivano poste delle cordicelle tra le dita delle mani congiunte e successivamente si azionava un randello che, girando, stringeva fino a stritolare le falangi. Ad ogni nuovo giro di vite, le dita si gonfiavano e il sangue non circolava più; ciò poteva causare anche delle invalidità permanenti. Tale supplizio, in realtà, era finalizzato soprattutto a purificare tramite il dolore quanto subìto. Negli atti del processo viene proprio indicata come “tortura disposta per emendare la colpa”.<br><br>The trial makes up the central theme of a controversial French film, Artemisia (1998), directed by Agnes Merlet.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 20:48:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Susanna e i vecchioni</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141266003</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il soggetto di <em>Susanna e i vecchioni</em> è, tra gli episodi dell'Antico Testamento, uno dei più frequentemente rappresentati. L'episodio al quale si riferisce l'opera è narrato nel Libro di Daniele: la casta Susanna, sorpresa al bagno da due anziani signori che frequentavano la casa del marito, è sottoposta a ricatto sessuale: o acconsentirà di sottostare ai loro appetiti o i due diranno al marito di averla sorpresa con un giovane amante. Susanna accetta l'umiliazione di una ingiusta accusa; sarà Daniele a smascherare la menzogna dei due laidi anziani.&nbsp;<br><br></div><div>Il quadro - firmato "ARTIMITIA/ GENTILESCHI" è datato 1610, quando la pittrice aveva appena 17 anni.</div><div>Il quadro precede lo stupro subito da Artemisia, ed è stata avanzata l'ipotesi che l'uomo con i capelli scuri (troppo giovane per essere chiamato "vecchione") si possa identificare con Agostino Tassi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 21:20:08 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;evoluzione in Italia del reato di stupro</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141267950</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Ancora nell’<strong>800</strong> i fascicoli dei procedimenti per tale reato recavano la dicitura “processo per violenza carnale commessa con la signorina…”, come se si implicasse una correità della vittima. Fino al <strong>1981</strong>, poi, il reato di violenza carnale veniva considerato estinto, se seguito dal matrimonio con lo stupratore.<br><br>Il coraggio della diciassettenne Franca Viola nel 1966, esattamente 50 anni fa, che disse no al matrimonio con il suo stupratore, per la prima volta e pubblicamente, facendo condannare l’uomo a a 11 anni di carcere.<br>Ma da lì la strada è stata ancora lunga, ne vennero le lotte in Parlamento, a Roma, per l’abrogazione della norme del codice penale vigente che portarono alla legge 442, promulgata solo nell’agosto del 1981.<br><br>“Io non sono proprietà di nessuno, l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”.&nbsp;<br>Furono queste le parole di Franca Viola durante il processo a carico del suo rapitore e stupratore.&nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>La donna, per anni lontana dai riflettori, è stata insignita al Quirinale dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel 2014 “per il coraggioso gesto di rifiuto del matrimonio riparatore che ha segnato una tappa fondamentale nella storia dell’emancipazione delle donne nel nostro Paese”.&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp;Così l’Italia si sbarazzò in un sol colpo di ‘nozze riparatrici’ e di ‘delitto d’onore’, previsti dal codice Rocco, eredità del Ventennio, risvegliandosi, finalmente, un paese più moderno, grazie alla nuova legge del 5 agosto del 1981.<br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Un passo che arrivava dopo il referendum sul divorzio (1974), dopo la riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975), e dopo il referendum sull’aborto, quando il Paese stava profondamente cambiando, sull’onda del rinnovamento politico e sociale che caratterizzerà gli anni ’60 e ’70.</div><div><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;La vicenda della ragazza siciliana fu raccontata dal regista Damiano Damiani, che nel 1970 realizzò il film ‘La moglie più bella’, dove Franca Viola venne interpretata da una giovanissima Ornella Muti.&nbsp;<br><br>    Tante altre pellicole, poi, raccontarono l’Italia dei delitti d’onore e dei matrimoni riparatori: da “Divorzio all’italiana”, di Pietro Germi, con Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli, a “Sedotta e abbandonata” pure di Germi, del 1964, sempre con la Sandrelli, a “La ragazza con la pistola, di Mario Monicelli, con Monica Vitti, per finire con “Pasqualino Settebellezze”, di Lina Wertmuller (1976) con Giancarlo Giannini.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 21:31:15 UTC</pubDate>
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         <title>Finalmente... reato contro la persona</title>
         <author>scienze_cardito</author>
         <link>https://padlet.com/scienze_cardito/iji8ydcuaeie/wish/141268286</link>
         <description><![CDATA[<div> Inoltre, risale soltanto al <strong>1996</strong> la legge che colloca il reato di violenza sessuale tra i delitti contro la persona, invece che contro la morale. Una gestazione di venti lunghi anni per una legge che pure affermava cose ovvie.</div><div>     Per combattere contro la violenza sulle donne bisogna sconfiggere i pregiudizi e modificare la mentalità di coloro i quali non riescono a vedere nella donna null’altro che una proprietà di cui disporre. <br> <br><em>*Nomatter the situation, neverletyouremotionoverpoweryour intelligence.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-01 21:33:20 UTC</pubDate>
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