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      <title>Libri by Vivere l&#39;italiano</title>
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      <description>Come uno scrittore</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-03-20 21:41:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>viverelitaliano</author>
         <link>https://padlet.com/viverelitaliano/iiusupuvllgun7qm/wish/3375585355</link>
         <description><![CDATA[<p>L’autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La</p><p>piazza era silenziosa nel grigio dell’alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice:</p><p>solo il rombo dell’autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle,</p><p>implorante ed ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l’autobus si mosse in un rumore</p><p>di sfasciume. L’ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza colse l’uomo vestito di</p><p>scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all’autista - un momento – ed aprì lo</p><p>sportello mentre l’autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati, e quello</p><p>che si vide – dal venditore di panelle e il tizio che stava correndo, correndo con sempre</p><p>più furia – furono due fori rossi fuoco nel panello laterale dell’autobus. Forse ci sarebbe</p><p>stata una terza pallottola. Forse sarebbe stata più precisa. Chissà!</p><p>L’uomo si avventò verso lo sportello aperto e salì sull’autobus, con il fiato corto ed</p><p>affannoso, e gridò all’austista ‘Vai! Vai! Vai! Vai!’. L’autista affondò il piede</p><p>sull’acceleratore, facendo fare più rumore al motore di prima. L’uomo procedette</p><p>barcollando verso il sedile posteriore, passando tra i passeggeri che si abbassavano, e</p><p>una volta arrivato lì indietro, accanto ad una vecchia che non si era abbassata ma invece</p><p>mostrava un viso di sfida, cominciò a guardare assorto dal finestrino posteriore rotto.</p><p>Poi, dopo un minuto di silenzio con solo i pianti di un bambino ad interrompere il torpore</p><p>di paura, gridò: ‘Ci seguono! Amuni! Lestu! Vai! Vai! Vai!’</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:41:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>viverelitaliano</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Stop! Fermate le cineprese!", gridò Leonardo Sciascia saltando giù dalla sedia del regista. "Dovremo girare di nuovo quell'ultima scena. Il nostro eroe si vedeva distintamente inciampare mentre saltava sull'autobus in movimento. Si tratta qui di un giallo, non di una farsa". &nbsp;“È stato saggio”, pensò Sciascia tra sé, “da parte mia accettare di dirigere un film d’un libro che ho scritto tanti anni fa?”. &nbsp;Il 1968 gli sembrava ormai una vita lontana e forse era diventando troppo vecchio per queste nuove avventure.</p><p>Tuttavia, ricordando quale opportunità ciò rappresentasse per portare il suo lavoro all'attenzione di un pubblico più vasto, il famoso autore si riprese e si concentrò di nuovo sul lavoro da svolgere. La ripresa successiva si rivelò perfetta.</p><p>E fu una fortuna che Sciascia continuasse a girare. Perché più tardi quell'anno, il 20 novembre 1989, a all'età di soli 68 anni, morì, nella sua amatissima Palermo, a poche strade di distanza dalla piazza dove girò questa scena ormai celebre del suo capolavoro, <em>Il Giorno della Civetta</em>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:41:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>viverelitaliano</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tutti rimasero sbalorditi. L’autobus ch’era pieno di passeggeri, si fermò.</p><p>“Aiutatemi, aiutatemi”, la donna urlò “mio figlio!” L’autista si girò ed il bigliettaio era per</p><p>terra, senza vita. L’uomo vestito di scuro che aveva appena quindici anni fuggì</p><p>abbandonando l’arma per terra. La mamma del bigliettaio svenne, e gli altri passeggeri</p><p>rimasero impalati dove erano. L’autista si alzò e con le mani in aria gridò, “Dio mio, hanno</p><p>ammazzato me frati”.</p><p>Il figlio minorenne del capo Don Carluccio fu arrestato insieme a Don Carluccio. Questo</p><p>attentato fu un caso d’identità sbagliata - quel maledetto giorno era l’allenamento, finito</p><p>male, del ragazzino assassino. Mesi dopo il processo, il giudice, ch’ era il cognato del</p><p>padre dell’assassino, dichiarò che l’assassino non era colpevole e non fu mai</p><p>condannato.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:41:29 UTC</pubDate>
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         <author>viverelitaliano</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell’alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell’autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante ed ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l’autobus si mosse in un rumore di sfasciume. L’ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza colse l’uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all’autista un momento ed aprì lo sportello mentre l’autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati . . . </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 21:41:29 UTC</pubDate>
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