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      <title>PADLET SULLA MEMORIA 3 C by save water</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-01 11:20:22 UTC</pubDate>
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         <title>PERCORSO DELLA MEMORIA</title>
         <author>mary_valvano</author>
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         <description><![CDATA[<p>ATTIVITA' 5 </p><p>LE PIETRE D’INCIAMPO. Ragioniamo sull’attualità Che cosa sono le pietre di inciampo? Divisi in gruppi da tre, svolgete la seguente attività. 1. Ogni gruppo deve documentarsi sul progetto pietre d’inciampo. Si possono consultare i seguenti siti: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.pietredinciampo.eu/progetto/">http://www.pietredinciampo.eu/progetto/</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://lab24.ilsole24ore.com/pietre-inciampo/">https://lab24.ilsole24ore.com/pietre-inciampo/</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.scuolaememoria.it/site/it/2021/10/01/le-pietre-dinciampo/">https://www.scuolaememoria.it/site/it/2021/10/01/le-pietre-dinciampo/</a> .</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://padlet.com/redirect?url=https%3A%2F%2Flab24.ilsole24ore.com%2Fpietre-inciampo%2F">Giorno della memoria 2023 - Pietre di inciampo, la mappa italiana città per città | Il Sole 24 ORE</a></p><p>2. Ogni gruppo realizzerà quindi un testo espositivo, delle dimensioni di un paragrafo del manuale di storia, in cui spiegherà che cosa sono le pietre d’inciampo, con quale intento sono state create e da chi, quando è nato questo progetto e dove si trovano le principali testimonianze. Dove si trovano alcune pietre di inciampo a Grosseto?</p><p>Il testo deve essere arricchito da fotografie delle pietre d’inciampo che si trovano al centro di Grosseto.</p><p>ATTIVITA' 6-</p><p>a)Ogni alunno adotterà una vittima della memoria, ne fa una ricerca che riporterà su un documento google (classroom)creando un' etichetta(che plastificheremo) con il nome e la breve storia del personaggio. L'etichetta sarà attaccata allo zaino o alle borse con un nastro.</p><p>b)Con l'insegnante di arte realizza alcune pietre di inciampo, con il nome e cognome del suo personaggio, iscrivendo una frase che ricordi cosa significa fare Memoria oggi! I due più significativi della 3 E verranno inseriti nel Giardino della memoria da realizzare a scuola.<strong>Potrebbero essere creati degli adesivi con le stesse frasi da porre nei corridoi della scuola</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-01 11:23:26 UTC</pubDate>
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         <title>LE PIETRE D&#39;INCIAMPO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2869761931</link>
         <description><![CDATA[<p>Le pietre di inciampo sono un progetto monumentale europeo per tenere viva la memoria e commemorare tutti i deportati che hanno perso la vita nei campi di concentramento e di sterminio. L'iniziativa è stata presa dall'artista Gunter Demnig come reazione a ogni forma di oblio, al fine di ricordare tutte le vittime del</p><p> Nazional-Socialismo, che per qualsiasi motivo siano state perseguitate vivendo con la paura e morendo ingiustamente la prima pietra d'inciampo fu installata a Colonia, nel 1955. In Italia le prime pietre di inciampo furono create nel 2010, anche nella nostra città, a Grosseto ci sono tre pietre d'inciampo situate davanti al municipio, nella piazza principale. Nelle pietre d'inciampo c'è scritto dove abitava la vittima, il nome, il luogo di deportazione e le date di nascita e di morte. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-01 11:46:02 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La memoria consiste in una piccola targa d&#39;ottone della dimensione di un sampietrino (10 × 10 cm), posta davanti alla porta della casa in cui abitò la vittima del nazismo o nel luogo in cui fu fatta prigioniera</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2869768467</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-01 11:52:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-01 11:53:01 UTC</pubDate>
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         <title>LE PIETRE D’INCIAMPO </title>
         <author>adeleghini</author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2870252753</link>
         <description><![CDATA[<div>Le pietre d’inciampo sono dei piccoli quadrati di ottone che vengono e vennero, dopo la fine della seconda guerra mondiale, davanti alle porte delle case dei deportati ebrei.<br>Sopra a questi quadrotti ci sono incise:&nbsp;<br>- il nome&nbsp;<br>- la data di nascita<br>- il giorno della deportazione<br>- la data e il luogo di morte&nbsp;<br>Vengono ancora oggi costruiti per far sì che la memoria, soprattutto dei più giovani, possa essere sempre più viva e far in modo che tutto ciò non ti succeda e rendersi conto dell’orrore che l’uomo è riuscito a fare all’uomo stesso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-01 17:49:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pietre d&#39;Inciampo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871130362</link>
         <description><![CDATA[<p>Le pietre d'Inciampo sono blocchi di pietra, ricoperti di ottone lucente, state create nel 1995 e poste davanti alla porta delle case nelle quali ebbe ultima residenza un ebreo deportato nei campi di sterminio nazisti: dove si ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno, il luogo di deportazione e data di morte<strong>.</strong><br>Iniziativa creata dall’artista Gunter Demnig, al fine di ricordare<strong>.</strong><br><br>In Italia, le prime Pietre d’Inciampo furono posate a Roma nel 2010 e attualmente si trovano a Bolzano, Genova, L’Aquila, Livorno, Milano, Reggio Emilia, Siena, Torino, Venezia oltre ad altri numerosi centri minori<strong>,</strong>inoltre sono state posizionate circa 70.000 in tutta europa.<br>L'obiettivo della Pietra d’Inciampo, è mantenere viva la memoria delle vittime e dell’ideologia nazi-fascista,per non dimenticare<strong>.</strong></p><p>Anche Grosseto non dimentica.Infatti il 17 Gennaio 2017 è stato proprio Gunter Deming a posare tre pietre d'inciampo in piazza dante di fronte al municipio.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:19:35 UTC</pubDate>
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         <title>IL SIGNIFICATO DELLE PIETRE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871133709</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>L'obiettivo della “Pietra d’Inciampo”, un inciampo emotivo e mentale, non fisico, è mantenere viva la memoria delle vittime dell’ideologia nazi-fascista</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:23:31 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871138119</link>
         <description><![CDATA[<p>Le pietre d'inciampo sono dei piccoli blocchi quadrati di pietra ricoperti di ottone. Queste vengono poste da Gunter davanti alla porta delle case nelle quali vivevano le persone poi deportate nei <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.scuolaememoria.it/site/it/wiki-tag-ricerca/campi%20di%20sterminio/"><strong>campi di sterminio</strong></a>. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.scuolaememoria.it/site/it/wiki-tag-ricerca/Ebrei/">Ebrei</a>, omosessuali, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.scuolaememoria.it/site/it/wiki-tag-ricerca/rom/">rom</a>,oppositori politici, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.scuolaememoria.it/site/it/wiki-tag-ricerca/Testimoni/">Testimoni</a> di Geova, disabili: tutte le vittime dello sterminio nazista sono ricordate con nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e quella della morte.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:27:48 UTC</pubDate>
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         <title>Pietre d&#39;Inciampo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Le pietre d’inciampo, piccoli blocchi di pietra ricoperti di ottone, furono un’iniziativa nata dall’artista Gunter Demnig, nato a Berlino nel 1947.</p><p>Gunter Demnig ha spesso citato una frase del Talmud, ovvero un testo di fondamentale importanza nella religione ebraica:“Una persona viene dimenticata solo quando se ne dimentica il nome”</p><p>Sono state create per ricordare, tramite il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte, e la loro posizione davanti all’ultima residenza, un deportato nei campi di concentramento.</p><p>La prima delle oltre 70’000 è stata installata a Colonia, in Germania nel 1992, le altre sono state installate in tutta europa di cui circa mille in Italia.&nbsp;</p><p>A Grosseto, sono state installate, in occasione della giornata della memoria del 2017, 3 pietre d’inciampo, situate davanti al municipio, sono dedicate a 3 deportati politici grossetani uccisi nei campi di sterminio tedeschi: Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani, Italo Ragni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:28:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LE PIETRE D&#39;INCIAMPO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871139722</link>
         <description><![CDATA[<p><em>Le pietre d’inciampo</em></p><p>Bianca Addonisio, Alessandro Pegoraro e Viola Mascagni</p><p><br></p><p>Le pietre di inciampo sono una commemorazione in ricordo degli eventi tragici legati all'Olocausto, con l'installazione di quelle che vengono definite pietre d'inciampo di fronte alle abitazioni dei cittadini europei deportati nei lager nazisti.&nbsp;</p><p>I blocchetti sono collocati all'interno del selciato stradale e riportano il nome della persona, l'anno di nascita, la data, l'eventuale luogo di deportazione e la data di morte, quando è conosciuta.</p><p><br></p><p>Le pietre d'inciampo sono nate da un'idea dell'artista tedesco Gunter Demnig, e sono collocate in tutti i paesi europei che hanno aderito all'iniziativa. Allo stato attuale, infatti, solo Estonia, Bielorussia e alcuni paesi balcanici non hanno aderito.</p><p>Al primo posto per numero di pietre d'inciampo troviamo la Germania (8 176 pietre sono state collocate nella sola Berlino). Al secondo si trovano i Paesi Bassi, successivamente Austria, Repubblica Ceca e Italia. Nel nostro paese le prime pietre hanno iniziato ad essere collocate nel 2010 a Roma, dove tuttora si trovano.</p><p><br></p><p><br></p><p>Questa è una mappa con tutte le pietre d’inciampo in italia, due sono nella nostra città: Grosseto.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:29:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA MEMORIA A GROSSETO</title>
         <author>leonardoconti9</author>
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         <description><![CDATA[<p>Anche la nostra città commemora la memoria delle vittime dell'olocausto, Grosseto ospita ufficialmente 3 pietre d'inciampo, la prima essendo stata collocata il 13 gennaio 2017.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:30:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871142271</link>
         <description><![CDATA[<p>Le pietre d'inciampo, nella nostra città</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:32:24 UTC</pubDate>
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         <title>LE PIETRE D&#39;INCIAMPO</title>
         <author>federicobaccetti</author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871143213</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Le pietre d’inciampo sono un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per depositare una memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. L’iniziativa consiste nel incorporare, nelle strade delle città, davanti alle abitazioni delle vittime di deportazioni, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla faccia superiore. La targa d’ottone riporta il nome della persona, l’anno di nascita, la data, l’eventuale luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino e si imbatte, anche casualmente, nell'opera.</strong></p><p><strong>L’iniziativa è stata attuata in diversi paesi Europei, tra cui Germania, Austria, Paesi Bassi, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Belgio, Ucraina, Italia, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Francia, Croazia, Lussemburgo, Russia, Svizzera, Romania, Grecia, Spagna, Lituania, Lettonia, Finlandia e Danimarca. In Italia, le pietre d’inciampo sono state posate in oltre 2000 città .</strong></p><p><strong>Le pietre d’inciampo si trovano anche a Grosseto e sono situate in Piazza Duomo, proprio di fronte all’ingresso del municipio. Queste pietre sono state installate dallo stesso creatore, Gunter Demnig per ricordare tre deportati politici grossetani: Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani e Italo Ragni.</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:33:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871144238</link>
         <description><![CDATA[<p> Le pietre d'inciampo sono dei piccoli blocchi quadrati di pietra ricoperti di ottone.Sono stati progettati da Gunter Demnig nel 1992. Queste vengono poste da Gunter davanti alla porta delle case nelle quali vivevano le persone poi deportate nei campi di sterminio: tutte le vittime dello sterminio nazista sono ricordate nelle stolpersteine con nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e quella della morte. Possono sembrare quasi delle carte d'identità, ma sono dei piccoli monumenti che vogliono restituire dignità di essere umano a chi fu ucciso, possiamo trovarle in piazza dante. <strong>Principalmente possiamo trovarle a roma ma ci sono anche a Bolzano, Genova, Livorno, Milano, Reggio Emilia, Siena, Torino, Venezia oltre ad altri numerosi centri minori. Si possono trovare anche a Grosseto nel  </strong>Palazzo Comunale in Piazza Dante</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:34:43 UTC</pubDate>
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         <title>spunti per lo slogan</title>
         <author>valvanomaria1</author>
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         <pubDate>2024-02-02 11:35:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-02 11:36:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valvanomaria1</author>
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         <pubDate>2024-02-02 11:39:06 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-02 11:39:27 UTC</pubDate>
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         <title>PIETRE A INCIAMPO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono dei san pietrini quadrati ricoperti d'ottone. Vengono piazzati davanti all'ultima dimora di un deportato, ne ricordano il nome, l'anno di nascita, il giorno e il luogo della deportazione, la data della morte.</p><p>Create da Gunter Demnig, lui pensava che una persona viene dimenticata solo quando si scorda il suo nome(ciò che veniva tolto ai deportati).</p><p><br></p><p><strong>LA PRIMA</strong></p><p>La prima pietra di 70.000 fu installata a Colonia nel 1995.</p><p>La prima in Italia fu piazzata a Roma.</p><p><br></p><p><strong>NON SOLO EBREI</strong></p><p>Nelle pietre non ci sono solo ebrei, ma anche tutte le minoranze perseguitate dai nazisti</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:41:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-02 11:42:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>federicobaccetti</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Albo Bellucci, Italo Ragni e Giuseppe Scopetani furono tre partigiani Italiani che combatterono contro il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Albo Bellucci fu arrestato a Paganico insieme a Ultimino Magini e fu trasferito nei carceri di Siena e poi in quelli di Parma. Italo Ragni nacque a Campagnatico nel 1900 e fu descritto come 1.58, capelli e occhi castani, corporatura regolare, colorito roseo. Partecipò allo sciopero del 4 dicembre 1919 e all’occupazione della stazione di Grosseto ed è denunciato. Nel frattempo, il 24 ottobre 1927, Ragni è espulso dalla Francia e accompagnato alla frontiera belga; sembra risiedere a Liegi fino al gennaio 1929 quando si trasferisce a Seraing insieme a Umberto Malfatti. Giuseppe Scopetani fu un altro partigiano italiano che combatté contro il fascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. </strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:47:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871160151</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Le pietre d'inciampo sono dei piccoli blocchi quadrati di pietra ricoperti di ottone.</strong></p><p><strong>Queste pietre servono a commemorare gli eventi traumatici dell'olocausto e ricordare le persone deportate nei campi di concentramento che non sono più tornate.</strong></p><p><strong>Vengono poste di fronte alle abitazioni delle persone poi trasferite nei campi di sterminio.</strong></p><p><strong>Sono stati progettati da Gunter Demnig nel 1992,su esse c'è scritto il nome,l'anno di nascita e anno di morte della vittima.</strong></p><p><strong>In Italia le prime pietre d'inciampo furono create a Roma nel 2010 per poi diffondersi in tutto il mondo,perfino a Grosseto si trovano tre pietre d'inciampo posizionate davanti il municipio,si trovano all'incirca 70.000  pietre d'inciampo in tutta Europa</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 11:54:15 UTC</pubDate>
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         <title>CHI, COME, QUANDO, PERCHÉ </title>
         <author>adeleghini</author>
         <link>https://padlet.com/valvanomaria1/ig9tzcfgbzobj5vx/wish/2871505739</link>
         <description><![CDATA[<div>L’idea di costruire delle pietre in onore dei deputati ebrei, e non solo, venne ad un artista tedesco nato in Germania nel 1947 chiamato Gunter Demnig.<br>Vennero costruite per eliminare ogni minima idea di poter dimenticare ciò che successe.<br>La prima pietra d’inciampo fu costruita nel 1992 in Germania, più precisamente a Colonia.<br>I deportati non erano solo ebrei, infatti la prima pietra fu fatta per ricordare la deportazione dei Rom e dei Sinti (che sono un’etnia simile a quella Rom).<br>Le principali testimonianze di queste pietre si trovano in Germania, principalmente a Berlino che per anni si è trovato al primo posto con più di 8.000 pietre posizionate in giro per la città.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 17:02:57 UTC</pubDate>
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         <title>TESTIMONIANZE IN ITALIA E A GROSSETO </title>
         <author>adeleghini</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia, rispetto ai 75 mila posizionate in tutto il mondo, ce ne sono solamente un migliaio, circa, la maggior parte si trovano nel ghetto ebraico di Roma.<br>Nella nostra provincia, fortunatamente, ne troviamo alcune come: Albo Bellucci (1907-1945) in cttà, o in provincia, a Magliano, Tullio Mazzoncini (1906-liberato)</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-02 17:33:04 UTC</pubDate>
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         <title>Michele SLOGAN</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-03 10:20:54 UTC</pubDate>
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         <title>LE PIETRE D&#39;INCIAMPO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>……………………………………………………..</strong></p><p>Le pietre d’inciampo sono dei blocchi realizzati in ottone posti davanti alla porta delle case delle vittime di nazifascismo.Queste pietre di dimensione 10x10cm,riportano il nome,cognome,anno di nascita,luogo ed anno di deportazione e la data della morte&nbsp; delle persone deportate nei campi di concentramento.L’Obiettivo della “Pietra d'Inciampo”, un inciampo emotivo e mentale, non fisico, è mantenere viva la memoria delle vittime dell'ideologia nazi-fascista nel luogo simbolo della vita quotidiana – la loro casa – invitando allo stesso tempo chi passa a riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data, per non dimenticare</p><p>Queste pietre seguono inoltre&nbsp; un criterio preciso che prevede la coerenza tra tutti i blocchie la commemorazione in modo specifico delle vittime della Shoah.Le pietre di inciampo sono state ideate da Gunter Demnig,artista tedesco,nel 1995 a Colonia.Da allora in Europa ne sono state installate piu’ di 70.000 .Di queste circa 2.148 si trovano in Italia,e 3 sono situate&nbsp; nella nostra citta’ poste nel cuore del centro storico a ricordare <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.cantieridellamemoria.it/it/71/albo-bellucci">Albo Bellucci</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.cantieridellamemoria.it/it/75/italo-ragni">Italo Ragni</a>,<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.cantieridellamemoria.it/it/73/giuseppe-scopetani">Giuseppe Scopetani</a>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 10:25:54 UTC</pubDate>
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         <title>Kristina Scorsini-SLOGAN</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-03 10:26:05 UTC</pubDate>
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         <title>Volantino Per La Shoa</title>
         <author></author>
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         <title>VOLANTINO BIANCA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il Volantino di Bianca Addonisio</p>]]></description>
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         <title>CRISTIAN SANI</title>
         <author></author>
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         <title>ETTORE VIERO</title>
         <author></author>
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         <title>Volantino Alessandro</title>
         <author></author>
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         <title>SLOGAN (Laura)</title>
         <author></author>
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         <title>volantino di Adele Verni</title>
         <author></author>
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         <title>VOLANTINO GABRIELE</title>
         <author></author>
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         <title>RICERCA SU SETTIMA SPIZZICHINO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Settimia Spizzichino</p><p>Bianca Addonisio</p><p><br></p><p>Unica donna sopravvissuta ai campi fra coloro che vennero rastrellati a Roma il 16 ottobre 1943.</p><p>Con lei vennero arrestate nel cuore del ghetto, la madre Grazia Di Segni, le sorelle Giuditta e Ada Spizzichino e la nipotina Rosanna Calò.</p><p>Di Settimia ricordiamo la sincera vitalità sebbene subì i peggiori abusi nel block 10 dove Josef Mengele la usò come cavia per le pseudo-sperimentazioni sul tifo e la scabbia. Disperata, quando raccontava la disperazione perché non si riconosceva più allo specchio.</p><p>È stata fra i più instancabili testimoni, destinando fino all’ultimo le sue forze alla trasmissione della memoria fra gli studenti di centinaia di scuole. </p><p>Come tanti altri prigionieri fu costretta alla “marcia della morte”, scalza, sotto la neve per centinaia di chilometri fino al campo di Bergen-Belsen, nel quale gli internati erano lasciati in uno stato di totale abbandono.</p><p> Un giorno, ha testimoniato, il soldato di guardia cominciò a sparare a raffica sui prigionieri, ma Settimia riuscì a sopravvivere, fino alla liberazione del campo il 15 aprile 1945, un altro anniversario che celebriamo oggi.</p><p>Settimia Spizzichino è scomparsa il 3 luglio del 2000, a lei è stato dedicato l’omonimo ponte che sovrappassa la linea ferroviaria Roma-Lido e il percorso della linea B della metropolitana.</p><p>In occasione del centenario della sua nascita, il Ministero dello sviluppo economico emette un francobollo dedicato alla sua figura. Fa da sfondo un filo spinato e l’ingresso del Museo Nazionale di Auschwitz – Birkenau, da cui emerge il suo ritratto e la frase: “Sono tornata per raccontare”.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 10:56:09 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca su Piero Terracina</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>CHI?  Piero Terracina è stato un dirigente d'azienda ebreo che è stato deportato ad Auschwitz.</p><p>DOVE E QUANDO? E' nato a Roma nel 1928, è stato deportato ad Auschwitz nel 1944 ed è morto a Roma nel 2019.</p><p>COSA? Piero vive a Roma con la sua famiglia. Nel 1938 viene espulso dalla sua scuola a causa delle nuove leggi razziali. Riesce a sfuggire al rastrellamento del ghetto di Roma nel 1943 ma nel 1944 viene arrestato con tutta la famiglia: il padre, la madre, i 2 fratelli, la sorella, lo zio e il nonno ma ad uscire vivo da Auschwitz sarà solo Piero. Piero racconta che dopo la liberazione pesava 38 chili, che molti non si reggevano in piedi e che i russi lo portarono in ospedale perché cadde a terra. Racconta anche che senza i suoi amici non sarebbe "risorto" e che non raccontava quasi mai quello che gli era successo nei lager perché gli dava molto fastidio.</p><p>PERCHE'? Piero è stato deportato perché accusato di essere ebreo. E' riuscito a sopravvivere nei campi di concentramento ed ha partecipato ad attività sulla Shoah per non dimenticare e per raccontare quello che è successo a lui ed a altri milioni di persone per far si che cose del genere non succedano più.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 10:57:54 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi                                               (Cristian sani)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>1.chi? </strong></p><p><strong><em>è</em> stato uno scrittore, chimico <em>e</em> partigiano italiano,</strong></p><p><br/></p><p><strong>2.dove?</strong></p><p><strong>è nato a Torino ed è stato deportato nel campo di concentramento di Auschwitz</strong></p><p><br/></p><p><strong>3.quando?</strong></p><p><strong>Primo Levi è nato il 31 luglio 1919 e nel 1944 fu l'anno in cui lo deportarono e venne liberato nel 27 gennaio 1945 dagli alleati</strong></p><p><br/></p><p><strong>4.perche?</strong></p><p><strong>Avendo difficoltà a reperire il personale per la grande industria IG Farben che andavano costruendo nei pressi di Auschwitz, i tedeschi cercarono tra i detenuti del campo coloro che avessero competenze in campo chimico, il che permise a Levi di passare al caldo e al coperto il terribile inverno 1944-1945.</strong></p><p><br/></p><p><strong>5.come?</strong></p><p><strong>Nel 1944, venne arrestato dai fascisti come partigiano; ma avendo dichiarato di essere ebreo, fu dapprima condotto nel campo di Fossoli e poi deportato nel campo di Auschwitz .</strong></p><p><br></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 10:58:32 UTC</pubDate>
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         <title>ALBERTO FANO           ETTORE VIERO                                                           </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Chi? Un componente di un orchestra ebraica,sopravvissuto all'olocausto.                                Dove? Nasce a Padova e muore a Tauriano                                                              Quando? Nasce il 18 maggio 1875 e muore nel 14 agosto 1961                             Cosa? E' stato in precedenza espulso dalla sua orchestra a causa delle leggi razziali nel 1938.      Nel 43' è costretto a nascondersi in un paesino di pochi abitanti vicino ad Assisi vivendo con il terrore e la paura. A fine guerra riprende con le sue lezioni di musica e nel 1947 viene collocato a riposo.     </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 10:59:15 UTC</pubDate>
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         <title>Volantino Viola</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-03 10:59:15 UTC</pubDate>
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         <title>VOLANTINO ADELE GHINI</title>
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         <pubDate>2024-02-03 13:20:27 UTC</pubDate>
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         <title>VOLANTINO FEDERICO</title>
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         <pubDate>2024-02-03 13:42:15 UTC</pubDate>
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         <title>RICERCA ITALO RAGNI FEDERICO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong> Italo Ragni nacque a Campagnatico nel 1900 e fu descritto come 1.58, capelli e occhi castani, corporatura regolare, colorito roseo. Partecipò allo sciopero del 4 dicembre 1919 e all’occupazione della stazione di Grosseto. Nel frattempo, il 24 ottobre 1927, Ragni è espulso dalla Francia e accompagnato alla frontiera belga; sembra risiedere a Liegi fino al gennaio 1929 quando si trasferisce a Seraing insieme a Umberto Malfatti.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-03 14:09:28 UTC</pubDate>
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         <title>Anne Frank</title>
         <author>adeleghini</author>
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         <description><![CDATA[<p>Anne Frank era una ragazza Germano-Olandese che nacque a Francoforte nel 1929 da una famiglia ebrea.</p><p>Solamente quattro anni dopo Hitler salì al potere ed iniziò a mettere in atto atteggiamenti ostili nei confronti degli ebrei, convincendo tutti i cittadini che gli ebrei e tutti coloro che avessero un minimo di problemi fossero di una classe minore e che potessero essere addirittura pericolosi.</p><p>Per questi motivi Otto ed Edith, i genitori di Anne, decisero di trasferirsi in Olanda, più precisamente ad Amsterdam; dove i nazisti non erano ancora arrivati.</p><p>Nel 1940, però, Hitler ed il suo esercito arrivarono anche nei Paesi Bassi, per cui due anni dopo, quando le leggi razziali erano diventate esasperanti e si rischiava la vita, la famiglia Frank insieme ad un’altra famiglia ebrea della città iniziarono a vivere clandestinamente.</p><p>La notte erano liberi di vagare per l’edificio mentre di giorno dovevano stare in silenzio e camminare scalzi per non farsi sentire nascondendosi in una casa nascosta dietro ad una libreria della loro vecchia casa.</p><p>Al suo tredicesimo compleanno ad Anne venne regalato un diario: lei raccontava giornalmente nel suo diario cosa le succedeva.</p><p>Anne le dette anche un nome, Kitty, immaginandosi che fosse una sua amica con cui sfogarsi.</p><p>Nel 1944 lei sua sorella è tutta la sua famiglia vennero scoperti dalla Gestapo e poi mandati nei campi di concentramento.</p><p>Il 3 settembre 1944 fu l’ultima volta che Otto Frank vide la sua famiglia per l’ultima volta perché lui fu trasferito ad Auschwitz.</p><p>Anne, Margot (la sorella) ed Edith (la madre) furono trasferite in</p><p>un campo di concentramento in Germania dove loro morirono per colpa di una brutta malattia che stava girando.</p><p>Otto una volta liberato e tornato a casa, trovando il diario di Anne in camera sua, decise di pubblicarlo per trasmettere ad altri la loro esperienza.</p><p>Ad oggi Anne è ricordata in tutto il mondo per ciò che a scritto e vissuto.</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.ilpost.it/2014/08/01/diario-anna-frank/">https://www.ilpost.it/2014/08/01/diario-anna-frank/</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 08:31:35 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi</title>
         <author>giuliofoglia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Primo Levi (nato il 31 luglio 1919 a Torino, Italia, e deceduto il 11 aprile 1987) è stato uno scrittore, chimico, partigiano e sopravvissuto all’Olocausto. La sua vita e le sue opere sono una potente testimonianza della lotta contro l’ingiustizia.</p><p>Ecco alcuni aspetti della sua biografia:</p><ol><li><p><strong>Origini e formazione</strong>: Primo Levi proveniva da una famiglia di origini ebraiche. Suo padre, Cesare Levi, era un ingegnere elettrotecnico, mentre sua madre, Ester Luzzati, apparteneva a una famiglia di mercanti di stoffe.</p></li><li><p><strong>La Resistenza e Auschwitz</strong>: Nel dicembre 1943, Levi fu arrestato dai fascisti in Val d’Aosta a causa del suo coinvolgimento nella Resistenza. Fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz nel febbraio 1944 a causa delle leggi razziali fasciste. La sua esperienza nel campo di sterminio è stata documentata nel suo celebre libro “Se questo è un uomo”</p></li><li><p><strong>Il ritorno e la carriera da scrittore</strong>: Dopo essere sopravvissuto ad Auschwitz, Levi tornò in Italia. Si dedicò con impegno a raccontare la sua esperienza e a testimoniare contro l’orrore dell’Olocausto.</p><p><br/></p></li></ol><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 08:47:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 10:22:47 UTC</pubDate>
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         <title>ALDO CARPI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Aldo Carpi nasce a Milano il 6 ottobre 1886, quinto di sette figli, da Amilcare Carpi, un medico condotto, e da Giuseppina de' Resmini. Suo nonno paterno era ebreo, e si era convertito al cristianesimo, Aldo vive una vita dedicandosi all’arte negli studi e facendolo diventare un lavoro. Nel gennaio 1944, un collega delatore rivela ai fascisti le origini ebraiche del pittore. Essi informano dunque le SS e Carpi viene arrestato e deportato a Mauthausen e poi a Gusen (campi di concentramento lavoro e sterminio)&nbsp; riesce a documentare la vita e la morte nel campo di concentramento con numerosi schizzi e con un personale diario.</p><p>Dove venne liberato dalle forze alleate. Rientrato in Italia nel 1945 viene acclamato direttore dell'Accademia di Brera.</p><p>Nel 1973 il 27 marzo Aldo muore all'età di 86 anni nella sua abitazione.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 11:17:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 11:18:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Primo Levi.                                                           </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Primo Levi,nato a Torino il 31 Luglio 1919 e morto a Torino l'11 Aprile 1987 è stato uno scrittore,chimico,e partigiano italiano,superstite dell'olocausto e autore di romanzi,memorie e poesie.</p><p>Partigiano antifascista,il 13 dicembre 1943 fu arrestato in Valle d'Aosta e inviato in un campo di raccolta a Fossoli e,nel febbraio 1944,fu deportato nel campo di sterminio:Auschiwitz in quanto ebreo. Scampato al <em>lager</em> per aver lavorato come chimico nei laboratori del campo,tornò in Italia, dove si dedicò con impegno al compito di raccontare le atrocità viste e subite.</p><p>La sua opera più famosa,è:<em>Se questo è un uomo</em>,in cui racconta le sue esperienze nel campo di sterminio nazista; il libro è considerato un classico della letteratura mondiale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 11:19:29 UTC</pubDate>
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         <title>Agata Polidori</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-04 15:40:21 UTC</pubDate>
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         <title>Slogan (Eva)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>https://www.canva.com/design/DAF71_0Gfo0/Yn1RKjJ1JybFLbC_js8PXg/edit?utm_content=DAF71_0Gfo0&amp;utm_campaign=designshare&amp;utm_medium=link2&amp;utm_source=sharebutton</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 15:46:52 UTC</pubDate>
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         <title>Dina Smeralda (Laura)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Dina Smeralda nacque il 22/07/1855 ad Acqui Terme, un comune italiano in provincia di Alessandria in Piemonte. Figlia di una famiglia ebrea, con genitori Salomone Dina e Eleonora De Benedetti, non ebbe una vita semplice. Smeralda dopo aver dovuto affrontare la morte di suo marito, Fausto Gallico, vive la guerra in persona. All'età di 89 anni viene arrestata nel suo luogo di nascita per essere detenuta nel GENOVA carcere. 13 giorni dopo, Smeralda parte con destinazione Auschwitz, per poi essere deportata nel campo di sterminio, dove viene uccisa subito al suo arrivo il 06/02/1944. Era troppo anziana per andare a lavorare nel campo di lavoro. Smeralda venne riconosciuta per quelle poche ore come n. 06. Oggi è presente una sua Pietra d'Inciampo proprio nella residenza in cui abitava sin da piccola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 16:18:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 16:31:20 UTC</pubDate>
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         <title>LILIANA SEGRE (ricerca di Adele Verni)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nata a Milano, il 10 settembre 1930, da genitori con discendenza ebraica ma laici, viveva in casa con i nonni ed il padre, la madre era morta quando lei era ancora bambina ed il rapporto con il papà era sempre stato molto stretto, al tempo dell'emanazione delle leggi razziali, nel 1938 lei nemmeno era a conoscenza del fatto che fosse ebrea e quindi di essere sottoposta al rischio della deportazione nei campi di concentramento. In seguito alla promulgazione delle leggi la sua vita divenne un inferno: venne espulsa da scuola e , come raconta lei stessa, per essere espulsi si deve aver fatto qualcosa di molto grave ma lei, come unica colpa, aveva quella di essere discendente di una famiglia ebraica. Dopo l'intensificazione di queste leggi, Liliana fu costretta a nascondersi a casa di alcuni amici di suo padre utilizzando dei documenti falsi ma , dopo alcuni controlli fatti ai documenti da parte delle guardie, il padre di Liliana capì che sua figlia non era più al sicuro e che dovevano cercare di fuggire dall'Italia così, il 7 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità poiché accusati di essere dei bugiardi dato che nessuno credeva che gli Ebrei fossero veramente perseguitati in Italia. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata, dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 vene poi deportata dal binario 21 ad Auschwitz assieme al padre che morì solo pochi mesi dopo. Anche i suoi nonni vennero poi deportati e uccisi nelle camere a gaslla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio sinistro. Fu messa per circa un anno ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union, durante la sua prigionia subì altre tre selezioni, in una delle quali perse un'amica che aveva incontrato nel campo. Questo inferno durò fino a metà gennaio del 1945 quando, con l’avanzare dei russi, i nazisti decisero di evacuare il campo. Lei, insieme agli altri prigionieri, iniziò una marcia di settimane fino al campo di Malchow, in Germania, dove restò fino all’aprile del 1945.</p><p>La liberazione avvenne  il 1° maggio: Liliana non poteva crederci, era esausta ma felice di essere ancora viva, era finalmente libera. Liliana poté tornare a casa, in Italia solo quattro mesi dopo, non subito raccontò l'orrore che aveva subito ma, con il passare del tempo decise di testimoniare e far sapere al mondo che la vita non è una favola, specialmente se sei stato tra i milioni di deportati in quei campi infernali. Dal 15 aprile 2021 è presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza. Continua a mantenere viva la memoria di vittime innocenti testimoniando tramite le sue esperienze terribili </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 16:32:31 UTC</pubDate>
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         <title>Volantino Giordano Polidori</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-02-04 16:35:51 UTC</pubDate>
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         <title>Italo Ragni</title>
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         <description><![CDATA[<p>Italo Ragni nasce il 4 Giugno 1900 a Campagnatico ma a Grosseto vive con la zia Rosa per via della morte dei genitori. Si distingue fin da giovane per la sua partecipazione almovimento anarchico.</p><p>Diventando maggiorenne partecipa a numerosi scioperi e nel 1923 il commissario di Grosseto lo segnala come anarchico pericoloso.</p><p>Nel 1924 si trasferisce in Francia per lavoro e, anche qui, sembra coinvolgersi in azioni anarchiche quindi viene espulso dalla Francia e si trasferisce in Belgio ma subisce un'altra espulsione nel 1929 per propaganda sovversiva.</p><p>Negli anni seguenti continua a spostarsi tra Germania, Belgio e Francia e nel 1931 viene accusato star progettando un piano dinamitardo contro Mussolini.</p><p>Nonostante arresti, espulsioni e misure restrittive, Italo continua nel suo impegno anarchico. </p><p>Questa sua lotta lo porta nel campo di Gurs, ma viene deportato dai nazisti a Mathausen dove perisce il 6 maggio 1941.</p><p>La sua pietra d'inciampo oggi è situata davanti al municipio di Grosseto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 17:30:41 UTC</pubDate>
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         <title>Sami Modiano</title>
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         <description><![CDATA[<p>Sami Modiano è nato nel 1930 nell'isola di Rodi.L'8 settembre del 1943 i tedeschi invasero Rodi e prelevarono tutti gli Ebrei presenti. Sami Modiano venne mandato al campo di Birkenau<strong>.</strong> In quel campo perse la sua famiglia<strong>, </strong>prima la sorella e poi il padre, che decise volontariamente di consegnarsi dopo aver saputo della perdita della figlia<strong> </strong>invece<strong> </strong>Sami tenne duro. Nel 1945  i tedeschi li fecero camminare fino ad Auschwitz<strong>.</strong> Sami Modiano cadde ma venne risollevato da dei compagni sconosciuti che lo mimetizzarono tra i cadaveri<strong>.</strong> Quando si risvegliò vide una casa in lontananza, la raggiunse e il giorno dopo venne salvato dalle truppe sovietiche<strong>.</strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 17:43:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2024-02-04 17:47:57 UTC</pubDate>
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         <title>ANNE FRANK (ricerca di Giordano Polidori)</title>
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         <description><![CDATA[<p>Anne Frank era una giovane ebrea tedesca nota per il suo diario scritto mentre lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti nella città di Amsterdam.&nbsp;Anne Frank è diventata un simbolo della Shoah a causa del suo diario e della sua tragica morte in uno dei tanti campi di concentramento tedeschi.</p><p>Nata il 12 giugno 1929 a Francoforte sul Meno, in Germania, Anne era una bambina vivace e curiosa che sognava di diventare una scrittrice.&nbsp;</p><p><br/></p><p>Tuttavia i suoi sogni furono brutalmente infranti quando l'idealismo e le leggi raziali naziste si abbatterono sulla loro città.&nbsp;Essendo ebrea, Anne e la sua famiglia furono costretti a nascondersi in un appartamento segreto di Amsterdam aiutati da una famiglia tedesca.</p><p><br/></p><p>durante i mesi di clandestinità, Anne scrisse un diario in cui esprimeva tutto il suo desiderio di vivere e raccontare il mondo circostante.&nbsp;Questo diario è giunto fino a noi ed è ora un simbolo immortale della catastrofe conosciuta con il nome di Olocausto.Purtroppo, alla fine, Anne fu raggiunta dalla malvagità nazista e morì in uno dei terribili campi di concentramento con cui Hitler voleva eliminare i popoli che considerava inferiori.&nbsp;La sua storia, tuttavia, non morì con lei.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 17:56:27 UTC</pubDate>
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         <title>Slogan (Sofia)</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 18:16:56 UTC</pubDate>
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         <title>Virginia Montalcino (Diletta)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Virginia Montalcini è nata a Torinol il 12 ottobre del 1920 in una famiglia della borghesia ebraica. </p><p>Le sue tracce si perdono dopo l'8 settembre 1943.</p><p>Nel Libro Della Memoria si ricorda che fu arrestata a Sondrio il 23 gennaio 1944, si pensa per causa di in un tentativo di oltrepassare il confine svizzero, come avevano fatto altri parenti, e fu rinchiusa nel carcere di Milano.</p><p>Il 30 gennaio fu caricata sul treno, che giunse ad Auschwitz sette giorni dopo, partendo dalla Stazione di Milano, dal binario 21 sul cui muro memoriale è ricordato il suo nome<sup>.</sup></p><p> Arrivò ad Auschwitz il 6 febbraio 1944, ma non fu immatricolata poiché fu inviata direttamente alle camere a gas a causa delle sue condizioni di salute.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 19:23:18 UTC</pubDate>
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         <title>SAMI MODIANO-VIOLA MASCAGNI</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>Sami Modiano è un superstite dell'Olocausto italiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e attivo testimone della Shoah. Egli è nato a Rodi nel 1930, aveva solo 14 anni quando fu deportato al campo di concentramento di Birkenau nel 1944. Il viaggio durò un mese, il 3 agosto 1944, ammassati nel buio soffocante dei vagoni di un treno, partirono diretti verso il campo di sterminio nazista di Birkenau.</em></strong></p><p><strong><em>Nel campo Modiano strinse amicizia con un altro giovane deportato italiano, Piero Terracina, di soli due anni più grande di lui, proveniente da Roma: «Fu un'amicizia vera, profonda, fraterna. Avevamo tutti e due bisogno di un punto di riferimento.» furono le parole di Sami. Modiano ebbe molte occasioni in cui rischiò di perdere la vita nei campi, una tra queste fu infatti nel 1945, quando i sovietici erano a poche decine di chilometri dal campo, i tedeschi presero i superstiti e da Birkenau camminarono verso Auschwitz. Durante la marcia Modiano si accasciò a terra senza forze, abbandonando le speranze, ma fu sollevato da due sconosciuti compagni di sventura che lo portarono a destinazione lasciandolo su un cumulo di cadaveri per mimetizzarlo. Al suo risveglio, ormai salvo, vide una casa in lontananza e ci si trascinò. Lì trovò altri superstiti del campo, fra i quali Primo Levi e l'amico Piero Terracina. Il giorno dopo arrivarono i sovietici. Era il 27 gennaio 1945.</em></strong></p><p><strong><em>Infine tornò in italia. Nel 2005 proprio il vecchio amico Piero Terracina lo convince ad accettare l'invito dell'allora sindaco di Roma Walter Veltroni a prendere parte ad un viaggio ad Auschwitz organizzato per gli studenti dei licei romani. Da allora, in inverno in Italia, Modiano si dedica a far conoscere la sua esperienza ai ragazzi nelle scuole medie e superiori.</em></strong></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 19:28:34 UTC</pubDate>
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         <title>Slogan (Emma)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 20:52:29 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Dalla Volta (Caterina)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Alberto Dalla Volta nasce il 21 dicembre 1922 a Mantova da una famiglia ricca di origini ebraiche.</p><p>I genitori si erano sposati con rito civile e non praticavano la religione ebraica. La ricchezza della famiglia derivava dal commercio dei tessuti. Nel 1936 la famiglia Dalla Volta si trasferì a Brescia, dove Guido aprì un negozio di forniture mediche.</p><p>Il 30 novembre 1943 fu emanata l'ordinanza della polizia n. 5 firmata da Guido Buffarini Guidi, ministro dell'Interno della Repubblica Sociale Italiana, la quale disponeva che tutti gli ebrei residenti in territorio nazionale dovessero essere inviati in appositi campi di concentramento e tutti i loro beni mobili e immobili dovessero essere sequestrati.</p><p>Già a partire dal giorno seguente la data di pubblicazione dell'ordinanza, a Brescia iniziò la caccia all'ebreo.</p><p>Alberto fu messo nella cella insieme a Primo Levi che lo definiva come un migliore amico.</p><p>L'amicizia con Levi iniziò in una sorta di patto di alleanza per garantirsi reciprocamente la sopravvivenza nel campo di concentramento di Auschwitz.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 20:59:01 UTC</pubDate>
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         <title>RICERCA SU ANNA FRANK-Agata Polidori</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Anne Frank era una ragazza ebrea nata nel 1929 a </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://Francoforte.La"><strong>Francoforte.La</strong></a><strong> sua famiglia era composta da sua sorella maggiore Margot,suo padre Otto e sua madre Edith.Quando nel 1933 il partito nazista andò al potere,Anne e la sua famglia scapparono ad Amsterdam, fino a quando nel 1940 l’esercito tedesco occupò i Paesi Bassi&nbsp; ed imposte varie regole naziste riportate nel diario di </strong><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://Anne.La"><strong>Anne.La</strong></a><strong> situazione peggiorò quando nel 1942 Margot venne convocata in un campo di concentramento,e la famiglia di Anne seguita dalla famiglia Van Pels e Fritz Pfeffer dietro all’edificio dove lavorava Otto, aiutati da dei suoi fidati amici.Durante il periodo passato nel nascondiglio, scrisse e annotò le sue giornate ed i suoi pensieri nel diario,che trasformò in un libro,ma non poté finire,perché si interruppe il 4 Agosto del 1944,quando tutte le persone che vivevano nascoste con lei vennero scoperte e deportate ad Auscwitz. Quando Anne venne deportata, due persone che aiutavano lei e la sua famiglia trovarono e conservarono il suo diario, così da restituirglielo nel caso tornasse, ma così non fu.Anne e sua sorella morirono nel febbraio del 1945 di Tifo nel campo Bergen-Belsen. Otto Frank fu l’unico che sopravvisse all’Olocausto della sua Famiglia,e dopo aver letto il suo diario decise di realizzare il sogno di Anne,pubblicando il suo diario in un libro,letto in tutto il mondo da migliaia di persone,oltre ai milioni di quelle che ogni anno visitano il loro nascondiglio.Anne durante i suoi momenti più difficili ha trovato la forza scrivendo,e come si legge in una sua frase del 1944 :Chi non scrive non sa quanto sia bello.E se non avrò ingegno abbastanza per diventare una giornalista o una scrittrice,ebbene potrò sempre scrivere per me stessa.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 21:06:59 UTC</pubDate>
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         <title>Primo Levi  (Emma)</title>
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         <description><![CDATA[<p>Primo Levi era un chimico scrittore nato a Torino nel 1919, purtroppo per lui all'età di 24 anni venne imprigionato e successivamente (nel 1944) deportato ad Aushwitz. </p><p>Primo ha scampato la morte grazie alla chimica, anche se obbligato a fare esperimenti su altri uomini proprio come lui. La sola cosa che poteva fare per "distrarsi" era scrivere, probabilmente per distrarsi e credere che tutto quell'orrore potesse essere trasferito in un piccolo pezzo di carta, così inconsapevolmente ci ha lasciato una raccolta preziosissima di testimonianze di guerra nel suo libro "se questo è un uomo". Purtroppo tutto ha una fine infatti primo pur essendo sopravvissuto a questa disgrazia nel 1987 è deceduto per un suicidio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 21:16:21 UTC</pubDate>
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         <title>Charlotte Salomon (Sofia)</title>
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         <description><![CDATA[<p>Charlotte Salomon è stata una pittrice tedesca di origini ebraiche,vittima dell'Olocausto,nata a Berlino il 16 Aprile 1917 e morta ad Auschwitz il 10 Ottobre 1943.</p><p>Viene ricordata principalmente per la sua serie di dipinti autobiografici composta da 769 opere dipinte tra il 1941 e il 1943 nel sud della Francia,mentre si nascondeva dai nazisti.</p><p>Nata in una famiglia benestante visse la sua infanzia felicemente fino all'età di 9 anni  quando sua madre si tolse la vita,non ne venne a conoscenza per molti anni fino a quando suo nonno gli svelò tutto.</p><p>Quando nel 1936 il padre venne deportato nei campi di concentramento lei si trasferì dai suoi nonni dove sua nonna si suicidò.</p><p>Nell'Ottobre 1943 incinta fu catturata e deportata ad Auschwitz dove venne uccisa in una camera a gas subito dopo il suo arrivo alla giovane età di 26</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-04 21:22:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 08:22:04 UTC</pubDate>
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         <title>  durante la seconda guerra mondiale Simon è stato in molti campi di concentramento, dopo la sua liberazione si è trasferito a Linz in Austria e ha aperto un ufficio per la ricerca dei criminali nazisti in fuga nel 1977. Simon è stato un cacciatore di nazisti e un attivista per i diritti, che ancora ora dopo la sua morte fa da simbolo per la lotta per i diritti. Nato a Galizia in Ucraina nel 1908 e morto nel 2005, aveva poi origini ebraiche. </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-12 19:01:59 UTC</pubDate>
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         <title>PRIMO LEVI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Primo Levi nasce a Torino nel 1919 in una famiglia di ebrei. Diventa chimico.</p><p>Quando venne nel 1944 deportato nel campo di concentramento di Auschwitz non venne ucciso perché era chimico</p><p>Lavorò per i tedeschi facendo esperimenti e questo lo salvò. Viene liberato e torna in Italia dove inizia a fare lo scrittore.</p><p>Scrive poesie e libri come se questo è un uomo che lasciano la testimonianza di quello che hanno fatto i tedeschi agli Ebrei nei campi di concentramento</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-13 07:02:08 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2024-02-13 07:10:11 UTC</pubDate>
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         <title>Slogan alessandro</title>
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