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      <title>Ninfa, Sermoneta e l&#39;abbazia di Valvisciolo  by Diana Zannoni</title>
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      <description>Realizzato da Diana Zannoni </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-13 09:14:37 UTC</pubDate>
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         <title>Ninfa </title>
         <author>abecollinn</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il giardino di Ninfa è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_naturale">monumento naturale</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Repubblica Italiana</a> situato nel territorio del comune di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cisterna_di_Latina">Cisterna di Latina</a>, al confine con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Norma_(Italia)">Norma</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sermoneta">Sermoneta</a>. Si tratta di un tipico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_all%27inglese">giardino all'inglese</a>, iniziato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelasio_Caetani">Gelasio Caetani</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1921">1921</a>, nell'area della scomparsa cittadina <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">medioevale</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ninfa_(citt%C3%A0)">Ninfa</a>, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino.<br><br></div><div><br>Il paese di Ninfa, il cui nome sembra derivare da un tempio di età classica dedicato alle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ninfa_(mitologia)">Ninfe</a>, doveva esistere già durante l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_romana">epoca romana</a>, ma si trattava di un piccolo centro agricolo. Durante la metà dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/VIII_secolo">VIII secolo</a> il  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Zaccaria">papa </a> ebbe in dono da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_V">Costantino V Copronimo</a>, in segno di riconoscenza per aver contrastato l'avanzata dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Longobardi">Longobardi</a> intercedendo presso il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liutprando">re Liutprando</a>, vaste zone agricole nei pressi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Norma_(Italia)">Norma</a>, dove era presente una tenuta di campagna. In questo periodo la via Appia e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Via_Severiana">via Severiana</a> divennero impraticabili per via dell'avanzamento della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palude">palude</a> e ciò comportò lo spostamento dei traffici commerciali sulla via pedemontana che transitava nei pressi di Ninfa: l'imposizione di un pedaggio a chiunque volesse utilizzare la strada si rivelò essere una fonte di ricchezza e ben presto Ninfa divenne un piccolo centro urbano, con numerose case e chiese.<br><br></div><div><br>Tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/X_secolo">X</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XI_secolo">XI secolo</a> nonostante i territori appartenessero allo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stato_Pontificio">Stato Pontificio</a>, i veri dominatori della zona furono i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Conti_di_Tuscolo">conti di Tuscolo</a>; all'inizio del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pasquale_II">papa Pasquale II</a> ottenne nuovamente il controllo di Ninfa: nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1116">1116</a> attraverso intercessione del papa il borgo fu affidato agli stessi abitanti, in cambio di fedeltà alla chiesa, alcuni obblighi economici e l'ordine di abbattere le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mura_(architettura)">mura difensive</a>. In seguito Ninfa fu ceduta alla famiglia dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frangipane_(famiglia)">Frangipane</a>: nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1159">1159</a>, alla morte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Adriano_IV">Adriano IV</a>, vennero eletti due papi, Rolando Bandinelli, col nome di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Alessandro_III">Alessandro III</a>, sostenuto dai Frangipane, e Ottavio de Monticelli, col nome di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antipapa_Vittore_IV">Vittore IV</a>, sostenuto da Federico Barbarossa. Alessandro III fu immediatamente fatto prigioniero dal rivale e liberato da Oddone Frangipane che gli offrì rifugio a Ninfa, dove nella chiesa principale, quella di Santa Maria Maggiore, il 20 settembre, fu eletto papa: nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1171">1171</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Barbarossa">Federico Barbarossa</a> si vendicava prima saccheggiando e poi incendiando la città. Il tramonto dell'epoca dei Frangipane fu alla fine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a>, quando sommersi dai debiti vendettero la maggior parte delle loro proprietà: unico lato positivo del loro governo fu la costruzione della prima parte del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello">castello</a> e delle mura difensive. Durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a> Ninfa venne amministrata da Giacomo Conti, così come dimostrato in un giuramento di fedeltà risalente al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1215">1215</a>, e dai suoi discendenti; tuttavia alla fine del secolo la cittadina visse una fase convulsa che portò probabilmente al potere prima gli Annibaldi e poi i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colonna_(famiglia)">Colonna</a>, che presero possesso della città il 30 aprile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1293">1293</a>.<br><br></div><div><br>Con la salita al soglio pontificio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Bonifacio_VIII">Bonifacio VIII</a> la famiglia dei Colonna fu scomunicata e tutti i beni confiscati: nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1297">1297</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Caetani">Pietro Caetani</a> acquistò Ninfa. Fu questo per Ninfa un periodo di grande prosperità: le mura vennero rinforzate, il castello fu ampliato e fu costruita una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torre">torre</a>, fu eretto un muro di contenimento per la acque della vicina sorgente in modo tale da ampliare il piccolo lago già esistente, fu ampliato il palazzo comunale e costruiti nuovi mulini e due ospedali; erano inoltre presenti un gran numero di chiese sia dentro che fuori le mura e tantissime botteghe sia artigiane che commerciali. Fu in questo periodo che si ebbero alcuni interventi per il risanamento della palude circostante. Alla morte di Bonifacio VIII le famiglie nemiche dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caetani">Caetani</a> rivendicarono i territori precedentemente usurpati: gli Annibali saccheggiarono Ninfa e per mantenerla in loro possesso chiesero l'aiuto dell'esercito da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> anche se cambiamenti della situazione politica, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1314">1314</a>, permisero ai Caetani di riappropriarsi del borgo. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1317">1317</a> il territorio fu assegnato a Benedetto III, conte palatino, e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1355">1355</a> a suo nipote Giovanni: la famiglia tuttavia per problemi economici, che si estinguerà nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a>, dovette vendere i suoi territori.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1369">1369</a> Ninfa venne acquistata dai Caetani di Fondi, capeggiati da Onorato I, che saldò i debiti accumulati dai suoi predecessori e restaurò la cinta muraria. Il papa avignonese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Clemente_VII">Clemente VII</a>, alleato di Onorato, gli confermò la carica di rettore della zona, dichiarando i Palatini estromessi da tutti i diritti: questo fece scattare da parte del papa di Roma <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Urbano_VI">Urbano VI</a> la scomunica a Onorato, privandolo di tutti i diritti provocando una violenta lotta che sfocia nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1380">1380</a> con un assedio a Ninfa, la quale venne saccheggiata e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1381">1381</a> completamente distrutta dalle città vicine a colpi di piccone. Dopo questo episodio Ninfa non venne più ricostruita: resistettero poche capanne di contadini che lavorano le campagne circostanti anche se con l'avanzamento della palude e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malaria">malaria</a> costrinsero i pochi residenti a lasciare la zona<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_di_Ninfa#cite_note-Storia_Ninfa-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a> il cardinale Nicolò III Caetani diede ordine all'architetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Capriani">Francesco Capriani</a> di costruire un giardino nell'area di Ninfa, costituito semplicemente da due viali ad angolo retto e da due nicchie dalle quali fuoriusciva acqua che poi si riversava nel fiume per l'allevamento di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salmo_trutta">trote</a>: questo giardino cadde in rovina poco dopo la morte del cardinale nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1585">1585</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII secolo</a> di Ninfa non rimaneva più alcuna traccia dopo che anche l'ultimo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mulino">mulino</a> e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gualchiera">gualchiera</a> chiusero. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1765">1765</a> il municipio venne trasformato in granaio dal duca Francesco V e nello stesso periodo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pio_VI">papa Pio VI</a> avviò una bonifica delle paludi ma il tutto si concluse in un nulla di fatto<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_di_Ninfa#cite_note-Storia_Ninfa-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Fu solamente nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1921">1921</a> che Gelasio Caetani iniziò la bonifica della zona ed il restauro di alcuni ruderi di Ninfa, in particolar modo della torre e del municipio, per farne una residenza estiva; contemporaneamente, iniziò a piantare diverse specie botaniche che portava dai suoi viaggi all'estero e che ben si sviluppavano a Ninfa per via del clima favorevole, molto umido, regalato dal fiume Ninfa e dalla rupe di Norma che bloccava il passaggio delle nubi più basse provocando frequenti piogge. I lavori per l'allestimento del giardino furono proseguiti poi da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roffredo_Caetani">Roffredo Caetani</a>, dalla moglie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Caetani">Marguerite Chapin</a> e dalla figlia Lelia Caetani: furono proprio le due donne e soprattutto Lelia, durante gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1930">anni trenta</a>, a dare al giardino una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_all%27inglese">struttura all'inglese</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_di_Ninfa#cite_note-Storia_N.26G-1"><sup>[1]</sup></a>. Leila Caetani, senza eredi, fu l'ultima rappresentante della famiglia Caetani, che dopo oltre settecento anni estingueva il suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dinastia">casato</a>: la donna però, prima della sua morte, avvenuta nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1977">1977</a>, diede vita ad una fondazione, chiamata Roffredo Caetani di Sermoneta, al quale intestò oltre al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani">castello di Sermoneta</a> anche il giardino ed è ancora tale fondazione che oggi si occupa del parco<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_di_Ninfa#cite_note-Oasi-3"><sup>[3]</sup></a>. Intorno al giardino a partire dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1976">1976</a> è stata istituita un'oasi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/WWF">WWF</a> a sostegno della flora e della fauna del luogo, che la bonifica della palude aveva portato alla scomparsa.<br><br></div><div><br>Il giardino, della grandezza di otto ettari, è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_all%27inglese">giardino all'inglese</a> che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ruscello">ruscelli</a> d'irrigazioni oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall'omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agro_pontino">agro pontino</a> nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terracina">Terracina</a> ed il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Circeo">Circeo</a>. <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-13 09:18:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>abecollinn</author>
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         <pubDate>2017-05-13 09:26:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>abecollinn</author>
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         <pubDate>2017-05-13 09:28:02 UTC</pubDate>
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         <title>Il castello di Sermoneta </title>
         <author>abecollinn</author>
         <link>https://padlet.com/abecollinn/iel612etjpik/wish/171604936</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il castello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caetani">Caetani</a> è un castello del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII secolo</a>, fornito di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maschio_(architettura)">maschio</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Baluardi">baluardi</a>, situato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sermoneta">Sermoneta</a>. La struttura, appartenente alla Fondazione dal Re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roffredo_Caetani">Roffredo Caetani</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Onlus">onlus</a>), è aperta al pubblico.<br><br></div><div><br>Il castello venne costruito per volere della famiglia degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Annibaldi">Annibaldi</a>, agli inizi del Duecento<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a>, il maniero nacque più come fortezza militare, in un punto strategico del territorio tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, che come residenza nobiliare: le pareti esterne sono spesse oltre tre metri e tutta la struttura è protetta da una cinta muraria che poggia sulla roccia viva. Di questa prima costruzione restano solo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maschio_(architettura)">maschio</a> e una controtorre della "maschietto"<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani#cite_note-TCI-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>La famiglia Annibaldi cedette nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1297">1297</a> i territori di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sermoneta">Sermoneta</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bassiano">Bassiano</a> e San Donato al nipote di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Bonifacio_VIII">papa Bonifacio VIII</a>, Pietro Caetani, per la somma di 140 mila fiorini d'oro<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a>. I Caetani non risparmiarono nulla per rendere la Rocca degli Annibaldi una vera e propria fortezza militare, con nuovi edifici e ben cinque cerchie di mura, che, grazie a un sistema di ponti levatoi, garantivano la possibilità di isolare la torre in caso di attacco. Sotto <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Onorato_III_Caetani&amp;action=edit&amp;redlink=1">Onorato III Caetani</a>, alla metà del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">XVI secolo</a>, Sermoneta conobbe il momento di maggior splendore: Onorato era un uomo attivo, energico, un vero e proprio comandante nato, come dimostrò partecipando alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Lepanto">battaglia di Lepanto</a>.<br><br></div><div><br>Segnale importante del pericolo per la famiglia Caetani fu l'agguato di cui si ritrovò vittima lo stesso Onorato, ordito forse dai temibili <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borgia">Borgia</a>. Non appena <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Alessandro_VI">papa Alessandro VI</a> (Borgia) fu eletto papa (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1499">1499</a>), scomunicò immediatamente i Caetani e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1500">1500</a> confiscò tutti i loro feudi, affidandoli ai figli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Borgia">Cesare</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_Borgia">Lucrezia Borgia</a>. Alessandro VI completò il maniero con altre opere di fortificazione, ad opera di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_da_Sangallo">Antonio da Sangallo</a>, che comprendevano anche la realizzazione della Cittadella e la cosiddetta "Casa del Cardinale"<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani#cite_note-TCI-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Il castello, che ospitò fra gli altri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_II_di_Svevia">Federico II</a> e nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1536">1536</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_V_d%27Asburgo">Carlo V</a>, ospitò a lungo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucrezia_Borgia">Lucrezia Borgia</a> che dimorò a Sermoneta per alcuni periodi sotto il pontificato di papa Alessandro VI Borgia. Altri ospiti dimorarono nel castello Caetani, come i papi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gregorio_XIII">Gregorio XIII</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1576">1576</a>) e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sisto_V">Sisto V</a>, e di altre illustri personalità: di loro ci sono tracce in una stanza del complesso che ospitava le iscrizioni (ancora oggi conservate su un muro) di tutti i visitatori di un certo livello.<br><br></div><div><br>La fortezza venne attaccata molte volte nel corso dei secoli. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1798">1798</a> il castello fu saccheggiato dai soldati di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone">Napoleone</a> che lo trasformarono in carcere e ne asportarono 36 cannoni<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Caetani#cite_note-TCI-2"><sup>[2]</sup></a>. Il castello tornò di nuovo ai Caetani verso la fine del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">XIX secolo</a>, con Gelasio Caetani, a cui sono dovuti gli imponenti lavori di restauro dell'antica dimora di famiglia. Nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">seconda guerra mondiale</a>, durante lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sbarco_di_Anzio">sbarco di Anzio</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1944">1944</a>, il castello è stato abitato ancora dai Caetani (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roffredo_Caetani">Roffredo</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marguerite_Caetani">Marguerite Caetani</a>) e dai loro coloni fuggiti dalla pianura pontina. Dal 1977 il castello appartiene alla Fondazione Roffredo Caetani, creata dall'ultima discendente dei Caetani di Sermoneta Lelia Caetani, scomparsa l'11 gennaio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1977">1977</a>.<br><br></div><div><br>Il nucleo principale del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello">castello</a> è composto dal maschio (o mastio) che ospitava le stanze da letto del signore e che fungeva da ultimo rifugio di sicurezza in caso d'invasione nemica. La struttura del maschio era completamente indipendente dal resto del castello ed era collegata alle strutture adiacenti solo da due ponti levatoi in legno che potevano essere sollevati all'occorrenza. Il personale e la servitù si sarebbero rifugiati al suo interno qualora tutto il complesso fosse caduto in mani nemiche.<br><br></div><div><br>Nei pressi del maschio sorge la seconda torre, molto più piccola, detta maschietto. All'esterno delle due torri c'è la grande piazza d'armi. Alcuni edifici del castello vennero in parte demoliti dai Caetani, che realizzarono la sala dei Baroni (modificata dai Borgia nel XV secolo) e le sale dette Camere pinte (ristrutturate alla fine degli anni novanta). Quest'ultimo complesso è composto da tre stanze per gli ospiti, di cui due sono affrescate da un autore sconosciuto che viene fatto risalire alla scuola del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinturicchio">Pinturicchio</a> con immagini che rappresentano figure mitologiche e le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virt%C3%B9">virtù</a> teologali. Nel 1400 venne realizzata la Casa del Cardinale Valentino Borgia: questo edificio ospita la Madonna con il Bambino e i santi Pietro, Stefano e Giovannino dipinto nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1541">1541</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo_Siciolante">Girolamo Siciolante</a> e che originariamente si trovava esposto nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Valvisciolo">abbazia di Valvisciolo</a>.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-13 09:29:42 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;abbazia di Valvisciolo </title>
         <author>abecollinn</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>L'abbazia di Valvisciolo è un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia">abbazia</a> situata in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Latina">provincia di Latina</a>, fra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sermoneta">Sermoneta</a>, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_di_Ninfa">oasi di Ninfa</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Latina">Latina</a> Scalo.<br><br></div><div><br>Edificata in rigoroso stile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_romanica">romanico</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_cistercense">cistercense</a> è uno dei massimi capolavori del genere della provincia dopo l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbazia_di_Fossanova">abbazia di Fossanova</a>. La tradizione vuole che questa abbazia sia stata fondata nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a> da monaci greci e sia stata occupata e restaurata dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Templari">Templari</a> nel XIII sec. Quando nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a> questo ordine venne disciolto subentrarono i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cistercensi">Cistercensi</a>.<br><br></div><div><br>A questa abbazia è legata una leggenda medioevale, dove si narra che nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1314">1314</a>, quando venne posto al rogo l'ultimo Gran Maestro Templare, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_de_Molay">Jacques de Molay</a> gli architravi delle chiese si spezzarono. Ancora oggi, osservando attentamente l'architrave del portale principale dell'abbazia, si riesce a intravedere una crepa. Gli indizi della presenza Templare sono costituiti da alcune caratteristiche croci: nel primo gradone del pavimento della chiesa, nel soffitto del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiostro">chiostro</a> e quella più famosa di tutte scolpita nella parte sinistra dell'occhio centrale del rosone, venuta alla luce nei restauri di inizio secolo. In tempi recenti, sul lato occidentale del chiostro, abbattendo un muro posticcio, sono venute alla luce, graffite sull'intonaco originale, le cinque famose parole del magico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palindromo">palindromo</a>: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quadrato_del_Sator">SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS</a>, con la variante, sinora un unicum, che le venticinque lettere sono disposte in cinque anelli circolari concentrici, ognuno dei quali diviso in cinque settori, in modo da formare una figura simile ad un bersaglio.<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1411">1411</a> l'abbazia fu ceduta in commenda a <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Paolo_Caetani&amp;action=edit&amp;redlink=1">Paolo Caetani</a>. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1523">1523</a> fu declassata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_VII">Clemente VII</a> a priorato semplice. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1529">1529</a> fu ridotta a priorato secolare. Tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1600">1600</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1605">1605</a> fu abitata dai cistercensi della congregazione dei Foglianti fino al 1619. Tra il 1619 e il 1635 l'abbazia fu abitata dai Minimi di san Francesco di Paola. Tornarono nuovamente i Foglianti che l'abitarono fino alla Soppressione degli Ordini religiosi voluta da Napoleone Buonaparte. Pio IX fece due importanti visite all'abbazia nel 1863 e nel 1865. Fu per volere di Pio IX che l'abbazia divenne priorato conventuale dipendente dalla congregazione di Casamari. Il 5 luglio 1888 il Priore D. Bartolomeo M. Daini riscattò il complesso monastico messo all'asta dal Comune di Sermoneta con la somma di 10.150 £. Ora l'abbazia continua ad essere abitata dai monaci cistercensi della congregazione di Casamari. Nel marzo 2014 è festeggiato a Sermoneta e a Valvisciolo il 150º anniversario del ritorno dei monaci voluto dal citato papa Pio IX.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-13 09:33:16 UTC</pubDate>
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         <title>Gli interni del castello</title>
         <author>abecollinn</author>
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         <title>La torre maschietto di Sermoneta</title>
         <author>abecollinn</author>
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         <pubDate>2017-05-13 09:37:08 UTC</pubDate>
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         <title>Le scuderie del castello</title>
         <author>abecollinn</author>
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         <title>Il rosone dell&#39;abbazia </title>
         <author>abecollinn</author>
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         <pubDate>2017-05-13 09:40:43 UTC</pubDate>
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         <title>Una camera da letto originale</title>
         <author>abecollinn</author>
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         <title>Gli interni dell&#39;abbazia </title>
         <author>abecollinn</author>
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         <title>Considerazioni personali sulla gita a Ninfa, Sermoneta e sulla visita alll&#39;abbazia di Valvisciolo </title>
         <author>abecollinn</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questa gita mi è piaciuta moltissimo, per me è stata divertente e costruttiva perché ho imparato molte cose che prima non sapevo. Ho potuto ammirare alcune stanze originali nel castello di Sermoneta, tra cui la splendida camera da letto o la sala dei banchetti e quella dei ricevimenti, ma anche l'abbazia di Valvisciolo con il suo stile sia romanico che gotico... Ma per me la cosa più bella è stata la visita al giardino di Ninfa, perché sono stata a contatto con la natura, ho potuto osservare tantissime piante molto belle provenienti anche dall'Himalaya o dai tropici che riescono a vivere anche nel giardino. forse, l'unica cosa che ha ostacolato me e la mia classe è stato il brutto tempo, ma in confronto alla meraviglia che abbiamo visto ne è valsa la pena!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-13 09:44:05 UTC</pubDate>
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