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      <title>La shoah, giornata della memoria 27 gennaio by OREFICE MARIAGIOVANNA</title>
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      <description>Realizza un padlet sulla shoah</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-26 19:48:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>nel 1942 la <br>Germania nazista adoperò spazi, uomini e risorse per mettere in pratica ciò che i <br>gerarchi nazisti avevano definito “la soluzione finale”: lo sterminio di tutti gli ebrei. <br>Proprio in questi anni, in cui gli ultimi superstiti della Shoah hanno più di 80 anni, e <br>strampalate teorie cospirazioniste negano l’esistenza stessa della Shoah, è<br>importante ricordare lo sterminio di milioni di ebrei ad opera dei nazisti, un <br>fenomeno reale e documentato, che avvenne nel cuore d’Europa in tempi neanche <br>tanto lontani. Alcuni storici ed alcuni sopravvissuti hanno chiamato e chiamano <br>tuttora questo fenomeno Olocausto, una parola greca, che fa riferimento a sacrifici <br>praticati nell’epoca antica (in particolare da greci ed ebrei) in cui le vittime - agnelli, tori e capre - venivano bruciate per intero, esattamente come migliaia di ebrei, dopo <br>essere stati giustiziati vennero bruciati dai nazisti nei forni crematori. <br>I sacrifici venivano tuttavia praticati per motivi religiosi, per ingraziarsi una<br>divinità o per espiare dei peccati, e nella Shoah non c’era nulla di religioso, né <br>tantomeno nulla da espiare. Per questo motivo si preferisce oggi il termine Shoah, <br>una parola biblica che significa ‘catastrofe</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:02:11 UTC</pubDate>
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         <title>Entrata campi di concentramento </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:08:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariagiovannaorefice2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’antisemitismo, ovvero l’odio e la discriminazione nei confronti delle persone di fede e di famiglia ebraica, esisteva in Germania ed in Europa da molto prima dell’avvento del nazismo. Si trattava di un fenomeno antico, risalente al medioevo, ma che nel corso del XIX secolo si era andato acuendo, in particolare in Russia ed in <br>Germania. Negli anni ‘20 del ‘900 tuttavia, con la Repubblica di Weimar, gli ebrei <br>tedeschi avevano raggiunto ormai una libertà ed un’eguaglianza sociale totali, ed erano perfettamente integrati nel mondo lavorativo tedesco.        <br>Si trattava di una minoranza, corrispondente a circa l’1% della popolazione. Alcuni ebrei erano persone facoltose, inserite nell’alta borghesia, nel mondo degli affari, ma anche in politica e nelle arti. Gli ebrei tedeschi avevano combattuto nell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, alcuni di loro avevano sposato tedeschi di origine non ebrea, alcuni avevano abbandonato la propria religione.   <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:15:24 UTC</pubDate>
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         <title>Deportazione di ebrei nei campi di concentramento </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:18:34 UTC</pubDate>
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         <title>Entrata campi di concentramento </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:20:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.studenti.it/hitler-e-la-scalata-al-potere.html"><strong>Adolf Hitler</strong></a><strong> era riuscito a conquistarsi il favore dei tedeschi grazie alla propaganda</strong>, ed una delle armi della propaganda è quella di semplificare le cose, offrendo alle persone delle certezze facili. In questo caso, Hitler aveva convinto i tedeschi del fatto che la <a href="https://www.studenti.it/topic/prima-guerra-mondiale.html">prima guerra mondiale</a> era stata persa non per un complesso concorso di cause che tuttora, un secolo dopo, ancora studiamo. La realtà proposta dal <a href="https://www.studenti.it/topic/nazismo.html"><strong>nazismo</strong></a><strong> </strong>era molto più facile: era colpa del tradimento e dell’intrigo dei politici, dei <a href="https://www.studenti.it/topic/comunismo.html">comunisti,</a> e soprattutto degli ebrei. <strong>L’unico modo per tornare ad avere una Germania forte, ricca e rispettata internazionalmente, era la liquidazione di nemici interni</strong>: politici, comunisti, disfattisti, ed in particolare ebrei. Gli ebrei sarebbero stati colpevoli di aver inquinato la razza tedesca, che secondo le teorie del <a href="https://www-studenti-it.cdn.ampproject.org/v/s/www.studenti.it/shoah-olocausto-ebrei.html?amp_js_v=a6&amp;amp_gsa=1&amp;google-amp=1&amp;usqp=mq331AQHKAFQArABIA==#89573_nota_1"><strong>razzismo scientifico</strong></a><strong> </strong>dell’epoca sarebbe stata destinata invece ad assumere un ruolo di comando nel mondo intero.   <br><br>Perché Hitler odiava gli ebrei? </div><div>•        Adolf Hitler odiava gli ebrei perchè li considerava una razza inferiore rispetto alla razza ariana a cui appartenevano i tedeschi </div><div>•        Erano considerati portatori di malattie e morte </div><div>•        Per Hitler ed i suoi seguaci, gli ebrei incarnavano il male sotto ogni punto di vista </div><div>•        Erano coloro che avevano crocefisso Gesù.<br><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:27:35 UTC</pubDate>
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         <title>Manifesto della propaganda nazista</title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:31:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
         <link>https://padlet.com/mariagiovannaorefice2004/id8ky2ieuflbofpb/wish/1129139650</link>
         <description><![CDATA[<div>Le persecuzioni contro gli ebrei nella Germania nazista iniziano non appena<br>Hitler ottiene il potere. <br>Nel 1933 iniziano le prime violenze contro gli ebrei in Germania, spesso perpetuate <br>ed organizzate dalle SA di Hitler.<br>Nel 1935 viene approvata una legge per la cittadinanza (leggi di Norimberga, a <br>settembre), secondo la quale gli ebrei non sono più considerati cittadini tedeschi. Da <br>questo momento non possono più votare e non possono più sposarsi con cittadini <br>tedeschi. Nei negozi tedeschi spuntano i primi cartelli con scritto “gli ebrei non <br>possono entrare”. Varie leggi discriminano gli ebrei in vario modo, impedendo loro, <br>tra le altre cose, di uscire la sera, o di possedere una bicicletta.Nel 1936 (marzo) viene proibito ai medici ebrei di praticare la propria professione <br>negli ospedali pubblici tedeschi. Stesso discorso per gli avvocati e gli insegnanti. <br>Naturalmente, il provvedimento riguarda anche i professionisti del futuro: <br>gli ebrei non possono più ottenere l’abilitazione per questi titoli.<br>Nel luglio del 1937 Monaco ospita una mostra di ‘arte degenerata’: un vero e proprio <br>attacco rivolto dai nazisti all’arte moderna, ideato da Goebbels. Più che una mostra <br>era una gogna, che metteva in ridicolo gli artisti contemporanei non conformi ai <br>rigidi canoni nazisti, giudicando le loro opere il frutto di menti folli e malate. <br>Naturalmente la colpa della ‘degenerazione’ veniva fatta ricadere sull’influsso ebraico. Una svolta decisiva si avrà il 9 novembre del 1938 con la Notte dei cristalli, un<br>gigantesco pogrom pilotato dalle SS, durante il quale vengono devastati negozi<br>gestiti da ebrei, sinagoghe e case per tutta la Germania, oltre che nei territori <br>recentemente annessi (Austria e Cecoslovacchia). Da questo momento la pesante <br>discriminazione civile si trasforma in persecuzione di massa, volta a rendere la vita <br>degli ebrei impossibile, spingendo molti di loro ad emigrare. Secondo Hitler, e <br>secondo la penetrante propaganda nazista, gli ebrei stavano spingendo i paesi <br>stranieri a muovere guerra alla Germania. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:37:07 UTC</pubDate>
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         <title>Stella di david simbolo della civiltà ebraica </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:41:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
         <link>https://padlet.com/mariagiovannaorefice2004/id8ky2ieuflbofpb/wish/1129172750</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>Gli ebrei in Italia </blockquote><div>Nell’estate del 1943, dopo la caduta del regime fascista in Italia, Mussolini viene<br>liberato dai nazisti e posto al comando di un nuovo regime fascista, la Repubblica di<br>Salò, che sostanzialmente eseguiva direttive dei nazisti. Se l’Italia fascista era stata <br>responsabile di persecuzioni e discriminazioni nei confronti degli ebrei, la Repubblica di <br>Salò si ritrova a collaborare strettamente con i nazisti in vista della ‘soluzione finale’. A <br>settembre iniziano gli arresti e le deportazioni sistematiche che avrebbero portato, <br>secondo le stime degli storici, poco meno di 10.000 ebrei italiani ad essere deportati <br>nei campi di concentramento e di sterminio nell’Europa centrale e orientale, ed in <br>particolare ad Auschwitz, tra il settembre del ‘43 ed il febbraio del ‘45. Gli altri erano <br>costretti a nascondersi per mesi. Tra le tante testimonianze di ebrei italiani sopravvissuti ad Auschwitz (tra cui <br>bisogna ricordare Primo Levi) abbiamo quella di Piero Terracina, uno degli ultimi<br>sopravvissuti tuttora in vita (all’inizio del 2016), che nel 1944, quindicenne, viene<br>arrestato e deportato insieme a tutta la sua famiglia. Sarà l’unico a sopravvivere. <br>Terracina era stato cacciato dalla propria scuola nel 1938 in seguito alle leggi razziali, <br>per poi iscriversi ad una scuola ebraica appositamente istituita, dove insegavano <br>numerosi professori a cui il fascismo non consentiva più di lavorare. Con <br>l’occupazione tedesca, iniziata nel ‘43, la famiglia Terracina era stata costretta a <br>nascondersi e a fuggire, senza ovviamente poter lavorare. Nel 1944, denunciati da un <br>delatore, i Terracina vengono arrestati dalle SS. L’intera famiglia viene schedata, e <br>dopo qualche giorno nel carcere di Regina Coeli viene deportata ad Auschwitz, prima <br>in camion e poi in treno. Piero Terracina racconta di come, arrivati ad Auschwitz, suo <br>padre, suo nonno e sua madre siano stati separati dai membri più giovani della <br>famiglia, e mandati direttamente a morire nelle camere a gas, perché inadatti al <br>lavoro. A questo punto, i prigionieri rimasti venivano denudati, rasati a zero e <br>disinfettati, e gli veniva tatuata una matricola sul braccio sinistro, che da allora li <br>avrebbe identificati, sostituendo i loro nomi e la loro vecchia identità. Piero Terracina <br>era stato assegnato ad una squadra di scavatori che lavoravano senza sosta e senza <br>acqua sotto al sole per 8-10 ore al giorno. Verrà liberato soltanto il 27 gennaio del <br>1945: pesava ormai 38 chili, e tutti i suoi familiari erano morti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:48:54 UTC</pubDate>
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         <title>conseguenze </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
         <link>https://padlet.com/mariagiovannaorefice2004/id8ky2ieuflbofpb/wish/1129180824</link>
         <description><![CDATA[<div>Il termine ebraico<strong> Shoah, che si trova anche nella bibbia, significa una catastrofe, una tempesta devastante</strong>, e probabilmente non ci sono parole migliori per descrivere quella </div><div>che fu una catastrofe non soltanto per gli ebrei, ma per tutta l’Europa e per tutto il mondo. Gli ufficiali nazisti non ci hanno lasciato documenti precisi con un conteggio delle vittime, e per questo motivo calcolare quante persone siano state uccise dai nazisti non è un compito facile per gli storici. Ci sono alcune buone ragioni per cui i documenti relativi alle vittime dell’<strong>olocausto</strong> sono scarsi: a partire dal 1943, quando si inizia a temere che i paesi dell’Asse avrebbero perso la guerra, buona parte della <br>documentazione raccolta riguardo alle vittime inizia ad essere distrutta dai nazisti, che immaginavano che al termine della guerra ci sarebbero stati dei processi. Soltanto con la fine della <a href="https://www.studenti.it/topic/seconda-guerra-mondiale.html"><strong>seconda guerramondiale</strong></a><strong> </strong>i paesi vincitori iniziano ad impiegare personale incaricato di contare le vittime del nazismo.       </div><div>Per arrivare alle stime attuali, sono state utilizzate fonti di vario tipo, comprendenti non <br>soltanto archivi nazisti e censimenti, ma anche indagini compiute alla fine della guerra, <br>ed in particolare studi demografici. I dati riguardano esclusivamente vittime civili e disarmate. Secondo queste stime, <strong>gli ebrei sterminati sistematicamente dai tedeschi <br>per motivi razziali ammontano a circa 6 milioni di persone</strong>. Bisogna aggiungere a questa cifra circa 200.000 zingari, e circa 250.000 disabili. I civili sovietici che possiamo considerare <strong>vittime del nazismo</strong> ammonterebbero a circa 7 milioni, ai quali andrebbero </div><div>aggiunti 3 milioni di prigionieri di guerra. I polacchi sono circa 1,8 milioni, i cittadini <br>serbi 312.000. I criminali comuni uccisi dal <strong>nazismo</strong>, che includono anche i cosiddetti <br>‘asociali’ (tra cui anche migliaia di omosessuali) sono circa 70.000.    <br><br></div><div><br> </div><div><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:52:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariagiovannaorefice2004</author>
         <link>https://padlet.com/mariagiovannaorefice2004/id8ky2ieuflbofpb/wish/1129182357</link>
         <description><![CDATA[<div>L’inizio della seconda guerra mondiale, con l’invasione della Polonia, segna un deciso <br>cambiamento di rotta nelle politiche dei nazisti a danno degli ebrei.       <br>Già dalla fine del 1939, dopo che hanno conquistato in modo fulmineo la Polonia, paese dove abitavano circa 3 milioni di ebrei, i nazisti iniziano a confinarli in ghetti. Si trattava di piccole aree completamente isolate dal mondo circostante, spesso recintate, dove gli ebrei venivano deportati ed obbligati a vivere in condizioni misere, senza la possibilità di lavorare. In polonia ed in Unione Sovietica i tedeschi avrebbero istituito più di 1000 ghetti. Si trattava di una misura provvisoria, in attesa di una strategia efficace per l’eliminazione totale. Un ghetto che è rimasto particolarmente famoso è ad esempio quello di Varsavia, che in meno di due chilometri quadrati ospitava 400.000 ebrei, che nella primavera del 1943 avrebbero organizzato un’insurrezione armata, soffocata sanguinosamente dai nazisti. Nei ghetti, gli ebrei erano costretti ad indossare segni di identificazione, come bracciali o targhette. Se da una parte l’ordine era fatto rispettare da una polizia interna, dall’altra i ghetti vedono numerose forme di resistenza, come l’introduzione di cibo, informazioni armi e medicine. <br>Nell’autunno del 1941 gli ebrei, che dal settembre del ‘41 sono obbligati ad indossare <br>una stella di David gialla cucita sugli abiti sin dall’età di 6 anni, non possono più <br>emigrare dal Reich: tutti quelli che non erano riusciti ad andarsene prima si trovavano <br>dunque in trappola, perché il 20 gennaio del 1942 ha luogo la Conferenza di <br>Wannsee, presso una villa nell’omonimo quartiere di Berlino. A Wannsee si incontrano <br>15 importanti gerarchi delle SS, dello stato nazista e del partito nazista, per discutere del <br>modo in cui sarebbe stata applicata la soluzione finale, nome in codice per <br>l’eliminazione fisica sistematica degli ebrei d’Europa. Non viene auspicata un’unica <br>soluzione, ma in generale da questo momento le politiche naziste sono apertamente <br>indirizzate ad uno sterminio di massa degli ebrei. Vengono studiate strutture dedicate <br>allo sterminio, approntate in luoghi come Auschwitz, dove gli ebrei saranno eliminati in <br>massa attraverso metodi come le camere a gas. Altri prigionieri ebrei, organizzati in <br>squadre speciali (Sonderkommando), avevano il compito di eseguire, tra le altre cose, la <br>cremazione dei numerosi cadaveri in forni crematori industriali. Moltissimi altri <br>prigionieri invece continueranno a perdere la vita nei campi di lavoro, obbligati a <br>compiere sforzi disumani per sostenere l’economia bellica della Germania.      <br>Più tardi, nell’inverno tra il 1944 ed il 1945, mentre i Russi avanzeranno verso la Germania, le SS deporteranno gli ebrei russi verso i campi di concentramento ad ovest, all’interno dei confini della Germania. Molti di loro moriranno o saranno uccisi durante le devastanti marce che ricordiamo come marce della morte, e per molti di quelli che riusciranno a raggiungere i campi (come Bergen-Belsen, nella Germania occidentale), il destino non sarà migliore.     <br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:52:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:56:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
         <link>https://padlet.com/mariagiovannaorefice2004/id8ky2ieuflbofpb/wish/1129193760</link>
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         <pubDate>2021-01-26 21:57:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:57:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariagiovannaorefice2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il termine ‘genocidio’ viene utilizzato ufficialmente per la prima volta nel 1946, <br>mentre i dirigenti della Germania nazista venivano processati a Norimberga per crimini <br>contro l’umanità. Lo sterminio di circa due terzi degli ebrei che abitavano l’Europa è <br>considerato appunto un genocidio, ovvero l’uccisione deliberata di un intero popolo, <br>senza distinzioni di età, sesso, opinioni o religione. Non si tratta <br>dell’unico genocidio della storia: soltanto nel ‘900 c’è stato quello degli armeni in <br>Turchia durante la Prima Guerra Mondiale. Per molti storici anche la deportazione di <br>milioni di contadini (e spesso di intere popolazioni) compiuta da Stalin tra gli anni ‘30 e<br>gli anni ‘40, comportando veri e propri stermini, è un genocidio. Uno degli ultimi grandi genocidi del ‘900 è poi quello compiuto dalla dittatura comunista in Cambogia tra 1975 e <br>1976. Ma i casi non mancano neanche andando indietro nella storia: basti pensare allo <br>sterminio degli Incas e degli Aztechi nelle americhe, o a episodi come la crociata contro <br>gli Albigesi nella Francia del Medioevo. Cos’è dunque a rendere unica la shoah?         Stabilire una classifica di quale sia stato il peggiore sterminio di massa di popolazioni inermi (inclusi i bambini) nella storia è assolutamente inutile. Forse è importante però ricordare come ciò che rende unica la ‘soluzione finale’ teorizzata dai nazisti è il suo carattere sistematico e pianificato. Nel cuore della civilissima Europa, nel periodo in cui gli europei si consideravano i popoli più ‘avanzati’, sia tecnologicamente che culturalmente, di tutto il mondo, Hitler ed il nazismo pianificavano la cancellazione totale di tutti gli ebrei dalla faccia della terra.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 21:57:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 21:57:58 UTC</pubDate>
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         <title>Mussolini e hitler</title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 22:08:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>L’antisemitismo era un fenomeno antico, ma era incrementato in modo particolare nell’Europa dell’800. <br>Negli anni ‘20 del ‘900, gli ebrei tedeschi si erano emancipati, riuscendo a prosperare e ad inserirsi in pieno <br>nella Germania della Repubblica di Weimar <br>Facendo proprie una serie di teorie provenienti dal razzismo scientifico in voga tra 800 e 900, Adolf <br>Hitler individua negli ebrei il principale nemico della nazione e della razza germanica. <br>La persecuzione degli ebrei in Germania<br>Con l’invasione della Polonia (settembre del ‘39), il nazismo inizia a rinchiudere in ghetti gli ebrei dei <br>territori conquistati, obbligandoli ad indossare segni di riconoscimento, impedendo loro di lavorare. <br>Nel ‘41 gli ebrei non possono più emigrare dalla Germania <br>Il 20 gennaio del ‘42 viene discusso il modo in cui applicare la soluzione finale<br>• Nel corso dell’anno vengono approntate le prime strutture per lo sterminio <br>• Nell’inverno tra 1944 e 1945, con l’avanzata russa, gli ebrei vengono deportati nei campi in Germania <br>tramite le marce della morte<br>• Persecuzione degli ebrei in Italia<br>• La Repubblica di Salò instaurata nel settembre del ‘45, collabora strettamente con gli occupanti tedeschi <br>nell’arresto e nella deportazione sistematica di ebrei italiani <br>• 10.000 di loro saranno deportati nei lager, in particolare ad Auschwitz, tra il settembre del ‘43 ed il <br>febbraio del ‘45 <br>• Le vittime del nazismo<br>• Al termine della guerra, i nazisti hanno distrutto moltissimo materiale relativo alla “soluzione finale”, ed <br>in generale agli stermini compiuti nei lager. Per calcolare i danni bisogna affidarsi a stime e calcoli <br>demografici <br>• Le stime più affidabili indicano circa 6 milioni di ebrei uccisi. Altre vittime del nazismo sono 200.000 <br>zingari, 250.000 disabili, decine di migliaia di detenuti ‘politici’ e di ‘asociali’. <br>• I principali leader del nazismo saranno processati per questi crimini di guerra a Norimberga tra il 1945 ed <br>il 1946, sulla base di prove ottenute da carte d’archivio. <br>• Diverse interpretazioni della Shoah <br>• Il genocidio degli ebrei è stato un fenomeno pianificato dall’alto e portato avanti in modo sistematico, <br>esclusivamente su base razziale <br>• Hitler aveva già teorizzato lo sterminio degli ebrei da prima di andare al potere, ma allo stesso tempo gli <br>eventi della guerra hanno influenzato le decisioni del regime <br>• La ricerca degli studiosi e la testimonianza dei sopravvissuti alla Shoah ci permettono di non dimenticare <br>questi episodi drammatici della nostra storia.<br>assiste al discorso sulla dichiarazione di guerra dell'Italia a Francia e Gran Bretagna<br>Il 28 maggio il Duce comunicò a Pietro Badoglio la decisione di intervenire contro la Francia e, la mattina <br>successiva, si riunirono a Palazzo Venezia i quattro vertici delle Forze <br>assiste al discorso sulla dichiarazione di guerra dell'Italia a Francia e Gran Bretagna<br>Il 28 maggio il Duce comunicò a Pietro Badoglio la decisione di intervenire contro la Francia e, la mattina <br>successiva, si riunirono a Palazzo Venezia i quattro vertici delle Forze Armate, Badoglio e i tre capi di Stato <br>Maggiore (Rodolfo Graziani, Domenico Cavagnari e Francesco Pricolo): in mezz'ora tutto fu definitivo. <br>Mussolini comunicò ad Alfieri la sua decisione e il 30 maggio annunciò ufficialmente a Hitler che l'Italia <br>sarebbe entrata in guerra mercoledì 5 giugno</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:08:11 UTC</pubDate>
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         <title>Liliana Segre</title>
         <author>mariagiovannaorefice2004</author>
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         <description><![CDATA[<div> <br> Liliana Segre Nata nel 1930, nell’inverno del 1944 Liliana Segre fu costretta a salire su un camion che <br>attraversava Milano per raggiungere i sotterranei della stazione Centrale e il binario 21, da dove partivano i treni per Auschwitz-Birkenau. Suo padre era con lei, ma non lo vedrà più. "Imparai in fretta - racconta la donna - che lager significava morte, fame, freddo, umiliazioni, torture, esperimenti". Nel campo la superstite lavorava in una fabbrica di munizioni. Una volta una compagna, una ragazza francese di nome Janine, si era ferita gravemente a una mano. Mentre, durante la selezione, ne veniva decretata la condanna a morte immediata, Liliana Segre confessa di non essersi voltata: "Avrei voluto farlo, solidarizzare con Janine. Non lo feci. È un pensiero che mi tormenta sempre". La sopravvissuta ha anche descritto più volte la cosiddetta "marcia della morte", durante la quale i prigionieri furono costretti a seguire i nazisti in fuga. Fino a quando questi ultimi si tolsero la divisa per nascondersi tra la popolazione civile. Una SS gettò a terra la sua pistola. La donna pensò: "Prendo l'arma e la uccido". Poi si bloccò. "No, non la prendo". E in quel momento, dice la Segre, "ha vinto la vita" <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:20:02 UTC</pubDate>
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         <title>La bandiera di guerra tedesca e quella italiana </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:20:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Heinz Salvator Kounio<br>Le deportazioni da Salonicco, in Grecia, cominciarono a metà marzo del 1943. Una sola <br>famiglia, per quanto si conosca, è arrivata ad Auschwitz-Birkenau ed è tornata a casa senza <br>perdere alcuno dei suoi membri. È quella di Heinz Salvator Kounio, che quando fu preso dai <br>nazisti aveva 15 anni. La popolazione ebraica, all'inizio delle deportazioni, era quasi la metà di <br>quella dell'intera città di Salonicco. Dei 58.500 ebrei deportati, ne tornarono meno di 2.000. <br>Tra questi, appunto, Heinz Kounio. La madre era un'askenazita cecoslovacca, il padre un <br>fotografo, appartenente alla medio-alta borghesia sefardita di Salonicco. Kounio e i suoi <br>familiari, tra i primi deportati, si salvarono perché conoscevano il tedesco, e quindi erano in grado di essere utili ai nazisti. Kounio ha scritto un resoconto della prigionia: "A Liter of Soup and Sixty Grams of Bread" (un litro di zuppa e 60 grammi di pane), asciutta cronaca <br>autobiografica sulla Shoah.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:24:12 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Frank </title>
         <author>mariagiovannaorefice2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anna Frank, che scrisse il suo diario mentre viveva nascosta con la sua famiglia e alcuni conoscenti in una soffitta di Amsterdam, è sicuramente l'autrice più famosa di un diario giovanile dell’epoca dell’Olocausto. <br>Annelise Frank era nata a Francoforte sul Meno, in Germania, il 12 giugno del 1929, seconda figlia di Otto Frank, che era un uomo di affari, e di sua moglie Edith. Quando, nel gennaio del 1933, i nazisti presero il potere, la famiglia Frank si rifugiò ad Amsterdam per sfuggire alle misure contro gli ebrei varate dal nuovo regime. Per il suo dodicesimo compleanno Anna ricevette un libro per autografi e iniziò a usarlo come diario, tenendo un resoconto dettagliato degli avvenimenti che si svolgevano nell’“appartamento segreto”. In seguito a una denuncia anonima, il 4 agosto del 1944, la polizia segreta tedesca scoprì il nascondiglio della famiglia Frank e deportò gli occupanti dell’appartamento ad Auschwitz, dopo aver fatto tappa a Westerbork. <br>A fine ottobre, o ai primi di novembre del 1944, Anna e sua sorella Margot furono trasferite da Auschwitz a BergenBelsen, dove entrambe morirono di tifo a fine febbraio o ai primi di marzo del 1945. Dopo la guerra, nell’estate del 1945, il padre di Anna, Otto Frank, l’unico ad essere sopravvissuto, ritornò ad Amsterdam dove la sua ex impiegata Miep Gies gli diede i diari di Anna e altri documenti che aveva trovato nel nascondiglio, dopo il loro arresto. Il diario fu pubblicato per la prima volta in Olanda nel 1947. Pubblicato in inglese nel 1952, con il titolo Il diario di una ragazza, il diario di guerra di Anna Frank è diventato uno dei libri più letti al mondo, trasformando la sua autrice in un simbolo delle centinaia di migliaia di bambini e adolescenti ebrei uccisi durante l’Olocausto. <br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:26:09 UTC</pubDate>
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         <title>Liliana </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 22:30:07 UTC</pubDate>
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         <title>Salva</title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 22:30:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariadeluca2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL DIARIO DI MIRIAM WATTERNBERG<br>Il diario di Miriam Wattenberg (“Mary Berg”) fu uno dei primi diari scritti da <br>adolescenti a rivelare gli orrori dell’Olocausto al grande pubblico.Miriam nacque a Lodz il 10 ottobre del 1924. Cominciò il suo diario sulla guerra <br>nell’ottobre del 1939, appena dopo la resa della Polonia all’esercito tedesco. I <br>Wattenberg fuggirono a Varsavia dove, nel novembre del 1940, Miriam, assieme <br>ai suoi genitori e alla sorellina minore, furono costretti a trasferirsi nel ghetto. I <br>Wattenberg godevano di una condizione privilegiata in quella comunità <br>segregata, in quanto la madre di Miriam era cittadina americana.<br>Nell’estate del 1942, poco prima dell’inizio della deportazione in massa degli <br>ebrei da Varsavia a Treblinka, gli ufficiali tedeschi rinchiusero Miriam, la sua <br>famiglia e altri ebrei con passaporti stranieri nella tristemente famosa prigione di <br>Pawiak. Alla fine le autorità tedesche avrebbero poi trasferito la famiglia nel <br>campo di internamento di Vittel, in Francia, concedendole di espatriare <br>negli Stati Uniti nel 1944. Pubblicato nel febbraio del 1945 con lo pseudonimo di <br>“Mary Berg”, il diario di Miriam Wattenberg fu una delle poche testimonianze <br>dirette del ghetto di Varsavia a essere disponibile ai lettori di lingua inglese già <br>prima della fine della Seconda Guerra mondiale</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 22:30:52 UTC</pubDate>
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         <title>Diari dell&#39;olocausto </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 22:37:19 UTC</pubDate>
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         <title>Anna frank </title>
         <author>mariaespositosenna2004</author>
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         <pubDate>2021-01-26 22:37:40 UTC</pubDate>
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