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      <title>Sulle vie della parità by Mario Grande</title>
      <link>https://padlet.com/marioemanuelegrande/ibzj3uajxajjdf53</link>
      <description>Donne che si sono distinte nel campo dell&#39;ingegneria edile e dell&#39;architettura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-02-11 14:58:31 UTC</pubDate>
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         <title>SP35, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>albertocataldi</author>
         <link>https://padlet.com/marioemanuelegrande/ibzj3uajxajjdf53/wish/1192721400</link>
         <description><![CDATA[<div>VIA EMILY WARREN</div><div>Statunitense, è stata una dei primi ingegneri donna della storia. In seguito alla paralisi di suo marito, Washington Roebling, capo ingegnere nella realizzazione del Ponte di Brooklyn, ed alla conseguente impossibilità di questi di svolgere le proprie funzioni, Emily dapprima lo affiancò e poi lo sostituì, diventando, a poco a poco, responsabile della supervisione quotidiana dei lavori sino a contribuire alla realizzazione del Ponte.<br>La storia del Brooklyn Bridge, una delle opere più maestose e riconoscibili degli Stati Uniti d’America, che attraversa l’East River da Manhattan a Brooklyn, è legata alla famiglia Roebling.<br>Il padre di Washington, John Augustus, era un ingegnere prussiano che progettò il ponte sospeso, lasciando la realizzazione del progetto nelle mani del figlio. John Augustus, infatti, morì prematuramente per via di un’infezione da tetano, causata da un incidente.<br>Anche il figlio Washington non godette a lungo di buona salute. A causa dei postumi di un’embolia gassosa, fu costretto a fare vita ritirata proprio nella fase finale del progetto (tant’è che non presenziò neppure all’inaugurazione del ponte, nel 1883). Fu sua moglie, Emily, a portare a termine i lavori.<br>Ancora oggi, su uno dei pilastri del Ponte di Brooklyn, è ben visibile una targa in onore dell’ingegnere donna e di suo marito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-11 15:17:43 UTC</pubDate>
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         <title>Via Salvatore La Rosa, 72, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>albertocataldi</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>VIA LINA BO BARDI<br><strong>Lina Bo Bardi </strong>(1914-1992) fu la moglie di <strong>Pietro Maria Bardi</strong>, critico d’arte “scomodo”, e collaborò con Giò Pont<strong>i</strong>, il padre indiscusso del design italiano. La storiografia della architettura brasiliana moderna, inoltre, la considera solitamente come la controparte femminile di <strong>Oscar Niemeyer</strong>, archistar ante-litteram giustamente decantata dalla critica.<br>A prescindere dagli uomini potentissimi tra i quali s’inquadrarono la sua vita personale, la sua carriera e la sua fama presso i posteri, Lina Bo Bardi fu <strong>la più originale e autorevole architetta del XX secolo</strong>. È tra le pochissime donne ad essersi ritagliata un meritato posto al sole nelle storie dell’architettura moderna, scritte quasi del tutto al maschile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-11 15:35:10 UTC</pubDate>
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         <title>SS115, 27-45, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>albertocataldi</author>
         <link>https://padlet.com/marioemanuelegrande/ibzj3uajxajjdf53/wish/1192852997</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;VIA ZAHA HADID<strong> &nbsp;</strong></div><pre><strong>(irachena naturalizzata britannica, 1950-2016)</strong></pre><div>Dopo la laurea in architettura a Londra, città nella quale si trasferì da Beirut, è diventata una delle prime donne che si si sono affermate maggiormente nel campo dell'architettura. Durante la sua carriera&nbsp; ha ideato molte opere tra cui il Maxxi e il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, uno dei più importanti musei di arte contemporanea al mondo. Ha ricevuto il premio Pritzker nel 2004 (prima donna ad ottenerlo) e il premio Stirling nel 2010 e nel 2011. Infine nel 2013 il suo studio è finito al 45 posto nell'elenco degli studi di architettura più importanti del mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-11 15:39:53 UTC</pubDate>
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         <title>Via Tommaso Fazello, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>via Gae Aulenti (1927-2012)<br>Gae Aulenti rappresenta una delle figure centrali della ricerca architettonica della nostra storia contemporanea. Famosa per i suoi interventi prettamente urbanistici e architettonici, Gae Aulenti, si è distinta nel campo dell’allestimento e del restauro architettonico, nell’architettura d’interni, specializzandosi in design industriale, e in campo urbanistico. Allieva di Ernesto Nathan Rogers, aveva ereditato pienamente il suo insegnamento, al punto da considerare arredamento e urbanistica come gli estremi dell’attività di un architetto moderno. Non a caso l’attività della ‘Signora dell’Architettura italiana’ ha ruotato attorno a queste due polarità, ottenendo riconoscimenti in entrambi i campi, dall’architettura, al design e alla progettazione degli spazi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-11 17:10:03 UTC</pubDate>
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         <title>SS115, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>andreafortuna1</author>
         <link>https://padlet.com/marioemanuelegrande/ibzj3uajxajjdf53/wish/1194485360</link>
         <description><![CDATA[<div>Via Lillien Gilbreth (1878-1972)<br>Lillian Moller Gilbreth, statunitense, è stata un’ingegnere donna e una dirigente d’azienda, pioniera dell’ingegneria gestionale assieme al marito Frank Gilbreth.</div><div>Probabilmente il suo interesse verso la razionalizzazione del tempo derivò dall’essere madre di 12 figli. Fu il primo membro femminile dell’American Society of Mechanical Engineers e la prima professoressa donna al Dipartimento di Ingegneria della Purdue University.</div><div>Il suo contributo più grande all’ingegneria industriale è legato ai fattori umani. La Gilbreth, infatti, attraverso i princìpi della psicologia, cercava la soluzione ai problemi che si presentavano nelle industrie dove lavorava come consulente.</div><div>Hollywood ha dedicato alla storia della famiglia di Lillian Gilbreth, una delle <strong>donne</strong> (più) <strong>famose laureate in ingegneria</strong>, il film del 1950 “Dodici lo chiamano papà” di Walter Lang con Clifton Webb e Myrna Loy.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-11 20:28:11 UTC</pubDate>
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         <title>Via Dogali e Saati, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>marioemanuelegrande</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Eileen Gray (1878-1976)</strong><br>Designer di mobili e architetto irlandese,&nbsp; è considerata tra le figure principali del design del XX° secolo, per la sua influenza nel movimento modernista.</div><div>Di famiglia agiata, in gioventù visita diversi paesi, tra cui l’Italia, la Svizzera e soprattutto la Francia, in particolare Parigi durante l’Esposizione Universale del 1900: si trasferisce quindi a Londra, dove è tra le prime allieve ammesse alla Slade School of Fine Arts (1901) e continua gli studi a Parigi (1902-1905).</div><div>Tornata a Londra, lavora presso un laboratorio di mobili a Soho: insoddisfatta dei suoi disegni, si dedica alla laccatura dei mobili, disciplina che perfezionerà a Parigi per quattro anni con l’esperto maestro giapponese Sugawara. Si stabilisce a Parigi (1907) ed inizia ad applicare le sue tecniche pittoriche alle superfici piane: non ottiene un pieno successo in questa sua prima fase di lavori, anche se alcune sue lacche vengono acquistate ed esposte (dal sarto Jacques Doucet ad esempio) e l’edizione inglese di Vogue le dedica un articolo (agosto 1917).</div><div>Il primo incarico di rilievo è del 1919, con l’arredamento in rue de Lota per madame Mathieu-Levy, in cui “progetta ogni elemento dell’arredo, compresi i rivestimenti alle pareti, le lampade, i mobili e i tappeti, scegliendo forme particolarmente rigorose e scultoree” (McHardy). Nella furniture, spicca la celebre poltrona Bibendum e lo spettacolare sofà Pirogue.</div><div>Incoraggiata da questi notevoli risultati, apre nel 1922 la galleria “Jean Désert”: grazie ai facoltosi clienti, il suo lavoro viene apprezzato ed esposto (Salons d’automne 1922-’23; XVI Salon des Artistes decorateurs). L’incontro con l’architetto romeno Jean Badovici convince la Gray ad interessarsi di architettura.</div><div>Nascono così la celebre E.1027, abitazione a Roquebrune, Cap Martin (1929) e l’appartamento in rue Chateabriand (1931) e la sua casa, Tempe à Pailla, a Castellar (1934), progetti che testimoniano la “straordinaria sensibilità architettonica di Gray, il suo gusto per il dettaglio e, soprattutto, il suo grande senso pratico”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-19 15:30:50 UTC</pubDate>
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         <title>SS115, 27, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>marioemanuelegrande</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Maria Cristina Mariani Dameno</strong>, coniugata <strong>Boeri </strong>(Milano, 19 giugno 1924 – Milano, 9 Settembre 2020), è stata una designer italiana nota con il nome di <strong>Cini Boeri</strong>. Allieva e collaboratrice di Gio Ponti, e professionista in proprio dal 1963, è stata un'architetta la cui cifra creativa ha sempre teso a privilegiare la funzionalità del progetto rispetto alla sua estetica, nonché l'autonomia dell'occupante delle abitazioni da lei disegnate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-19 15:34:52 UTC</pubDate>
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         <title>SP35, 1982, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>marioemanuelegrande</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Emma Strada</strong> (1884-1970): è stata la prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria, al Politecnico di Torino. Si laureò con il massimo dei voti e si dice che la commissione si prese un’ora per decidere se dichiararla “ingegnere” o “ingegneressa”. Per far avvicinare le donne alla scienza e alla tecnologia, fondò (insieme ad altre donne) la AIDIA, Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-19 15:38:12 UTC</pubDate>
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         <title>Via Amerigo Vespucci, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>marioemanuelegrande</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Edith Clarke</strong> (1883-1959) pare sia stata proprio la prima donna a diventare ingegnere. Uno dei suoi più grandi lavori riguarda la calcolatrice Clarke, che è in grado di eseguire alcuni tipi di calcoli 10 volte più velocemente rispetto agli altri strumenti dell’epoca.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-19 15:40:00 UTC</pubDate>
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         <title>Via Ruggero Settimo, 96017 Noto SR, Italia</title>
         <author>marioemanuelegrande</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Hedy Lamarr (1914-2000) </strong>è stata un'attrice e inventrice austriaca naturalizzata statunitense. <br>Dopo l'esordio nel cinema austriaco, e preceduta dallo scandalo del film cecoslovacco E<em>stasi</em>, in cui, prima attrice protagonista nella storia del cinema, recitò completamente nuda una scena a 18 anni andò a Hollywood per allontanarsi dal nazismo. Divenuta una delle dive del cinema americano, fu in genere relegata a ruoli di poca sostanza, trasformandosi in un'icona di bellezza esotica e straniera, europea e anche orientale. Girò circa venticinque film in altrettanti anni con i maggiori registi e a fianco dei più celebrati attori dell'epoca, fra cui SpencerTracy, Judy Garyland, Clark Gable e James<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/James_Stewart"> </a>Stewart.</div><div>Solo agli inizi del ventunesimo secolo si è conosciuto il ruolo di Hedy Lamarr, ex studentessa di ingegneria a Vienna, come inventrice; desiderosa di contribuire alla lotta contro il nazismo non solo partecipando alla vendita di obbligazioni del governo federale americano come fecero altre <em>star</em> di Hollywood, sviluppò col compositore George Antheil un sistema di guida a distanza per siluri, un sistema di modulazione per la codifica di informazioni su frequenze radio verso un apparato che li riceveva nello stesso ordine con il quale erano state trasmesse. Praticamente ignorato durante la seconda guerra mondiale dalla Marina statunitense, fu alla base della tecnologia di trasmissione segnale a s<em>pettro espanso</em>, usata nella telefonia e nelle reti w<em>ireless</em>. Nel 2014 fu inserita nel <em>National Inventors Hall of Fame</em> statunitense per il suo brevetto (US Patent No. 2,292,387).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-19 15:42:22 UTC</pubDate>
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