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      <title>La mia parete elegante by Nausica Stano</title>
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      <description>Realizzato senza qualunque rimpianto</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-07 13:45:43 UTC</pubDate>
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         <title>Critiche positive al Comportamentismo  e critiche negative allo Strutturalismo.</title>
         <author>arynausica</author>
         <link>https://padlet.com/arynausica/i9rpa66gs61p/wish/204332921</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Per Watson, che è&nbsp; l' esponente del Comportamentismo, la psicologia è una branca sperimentale oggettiva della scienza naturale, che ha come obiettivo la previsione e il controllo del comportamento. L'introspezione, usata dallo Strutturalismo, come metodo per eccellenza per studiare gli stati mentali,&nbsp; è criticata dai comportamentisti, perché non è un metodo della psicologia e il valore scientifico dei suoi dati non dipende dal fatto di poterli o no interpretare dal punto di vista scientifico. Watson critica i sostenitori della psicologia tradizionale, perché per loro il problema centrale della psicologia è, da un lato, la scomposizione analitica in singole componenti elementari dei processi mentali complessi e, dall'altro, la ricomposizione di stati complessi attraverso l'aggregazione delle componenti elementari preliminarmente accertate.&nbsp;<br>Watson è dispiaciuto che la psicologia, dopo cinquant'anni di esistenza come disciplina sperimentale, non sia riuscita ad affermarsi come scienza naturale indiscussa.In fisica o in chimica, quanto migliore è la tecnica impiegata tanto maggiore diventa il grado di riproducibilità dei risultati. Egli afferma quindi che la psicologia deve smettere di coltivare l'illusione di poter sottoporre a osservazione gli stati mentali e critica sia lo Strutturalismo che il Funzionalismo (anche se quest'ultimo tipo di psicologia critica la scomposizione della coscienza in elementi isolabili attraverso la tecnica introspettiva, propria dello Strutturalismo, perché vuole studiare la coscienza nella sua unitarietà), perché alcuni termini come sensazione, percezione, emozione sono usati sia dal funzionalista che dallo strutturalista, con la differenza che il primo aggiunge ad essi la parola "processo" (atto mentale globale). Secondo Watson si può formulare una psicologia in termini di stimolo-risposta ed essa deve fondarsi su due premesse: in primo luogo sul dato di&nbsp; fatto osservabile che gli organismi, sia degli uomini che degli animali, si adattano al proprio ambiente per mezzo di dispositivi ereditari e abitudinari, in secondo luogo essa dovrà tenere conto del fatto che certi stimoli inducono gli organismi a produrre determinate risposte, quindi data una certa risposta si deve poter risalire allo stimolo che l'ha prodotta.&nbsp; A Watson interessa adottare criteri uniformi nelle procedure sperimentali e nel metodo di definizione dei risultati ottenuti nelle ricerche di psicologia umana e animale e si sofferma sulle ricerche intorno alla capacità visiva degli animali, dicendo che se prendiamo un animale e lo poniamo in una condizione nella quale reagisce o impara a reagire a una sola di due luci monocromatiche e gli diamo il cibo quando reagisce positivamente mentre lo puniamo nel caso contrario, in breve tempo l'animale impara a dirigersi verso la luce che gli fa ottenere il cibo, perché ha fatto un'associazione. Lo psicologo comportamentista, per Watson, dovrebbe farsi questa domanda: l'animale risponde in base alla differenza di intensità fra i due stimoli oppure in base alla differenza della lunghezza d'onda?&nbsp; e quindi dovrebbe mirare a stabilire se la lunghezza d'onda costituisca un fattore che condiziona l'animale e se questo risulta provato, vorrà capire quali sono le lunghezze d'onda che determinano quel risultato e quali differenze di lunghezze d'onda bisogna introdurre per avere risposte diverse. Se, invece , la lunghezza d'onda non rappresenta un fattore di aggiustamento, il comportamentista cercherà di appurare quale differenza di intensità serve ad originare la risposta. Per il comportamentista lo studio dello spettro visivo del ratto non differisce da quello del pulcino o dell'uomo. Watson dice che dopo che l'associazione si è formata nell'animale si introducono degli esperimenti che ci permettono di rispondere alle domande che ci siamo posti e&nbsp; lo stesso vale per l'uomo.<br><br><br>Realizzato da : Stano Nausica, Dinoi Katiuscia, Spilitros Giulia, Coletto Delia, Musiello Noemi, Quaranta Maria Pia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 13:46:05 UTC</pubDate>
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