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      <title>Il Settecento by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Rosa ARTE | Giallo LETTERATURA | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde SCIENZA E TECNICA | Viola STORIA DEL PENSIERO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-06-20 09:57:58 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra di successione spagnola</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Morto senza eredi diretti <strong>Carlo II</strong>, l’ultimo Asburgo di Spagna, la questione della sua successione assunse un’importanza sovranazionale, poiché coinvolgeva gli equilibri politici dell’intera Europa. Carlo II aveva indicato <strong>Filippo d’Angiò</strong>, nipote di Luigi XIV, come suo erede, a condizione che questi rinunciasse all’eredità del trono di Francia. Luigi XIV non accettò però la clausola dell’incompatibilità delle <strong>due corone di Francia e Spagna</strong> e fece di quest’ultima un suo protettorato, ottenendo numerosi privilegi commerciali. La creazione di un blocco franco-spagnolo era motivo di preoccupazione per tutti gli stati europei e nel 1701 l’Impero, le Province Unite, l’Inghilterra e numerosi principi tedeschi <strong>si coalizzarono contro la Francia</strong>, dando inizio alla guerra di successione spagnola, che durò fino al <strong>1714</strong>. Dopo una lunga serie di campagne militari, svoltesi con alterne vicende, si giunse alla firma dei<strong> trattati di Utrecht (1713) e Rastadt (1714)</strong>.<br><br>Nell'immagine: Filippo d'Angiò</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:02:25 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra di successione polacca</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La morte del re di Polonia <strong>Federico Augusto II</strong>, nel 1733, scatenò un conflitto internazionale per la successione al trono. I candidati erano <strong>Federico Augusto III</strong>, figlio del sovrano deceduto, sostenuto dalla Russia e dall’Austria, e <strong>Stanislao Leszczynski</strong>, appoggiato da Francia, Spagna e ducato di Savoia. La guerra fu combattuta in prevalenza lungo il Reno e in Italia e si concluse nel <strong>1738</strong> con la <strong>pace di Vienna</strong> che confermò sul trono di Polonia Federico Augusto III. L’Austria, sconfitta militarmente, conservava il milanese e otteneva Parma e Piacenza, ma dovette cedere il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia a Carlo di Borbone, figlio del re di Spagna. Stanislao Leczynski ricevette il Ducato di Lorena, che alla sua morte sarebbe stato annesso alla Francia.<br><br>Nell'immagine: Federico Augusto III</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:05:30 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra di successioine austriaca</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1740 morì l’imperatore <strong>Carlo VI</strong>, che, non avendo figli maschi, lasciò come erede designata la figlia primogenita<strong> Maria Teresa</strong>. Nonostante Carlo VI avesse emanato un editto con cui attribuiva il diritto di successione anche agli eredi di sesso femminile, il diritto di successione di Maria Teresa venne <strong>impugnato</strong> dai re di Polonia e di Baviera che trovarono l’appoggio della Prussia oltre che del Regno di Napoli, della Spagna e della Francia. Maria Teresa ottenne l’appoggio dell’Inghilterra e dell'Olanda. Otto anni di guerra e alterne vicende militari portarono nel <strong>1748</strong> alla <strong>pace di Aquisgrana</strong> con cui il marito di Maria Teresa venne riconosciuto imperatore con il nome di <strong>Francesco I</strong>; la Prussia vide confermata l’importante acquisizione della Slesia; i Borbone di Spagna ricevettero il Ducato di Parma e Piacenza.<br><br>Nell'immagine: Martin van Meytens, <em>La famiglia imperiale di Maria Teresa e Francesco I</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:08:49 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra dei Sette anni</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni Cinquanta del Settecento il lavoro delle diplomazie portò a <strong>inedite alleanze</strong>. L’Austria si accostò alla Russia nel tentativo di rientrare in possesso della Slesia, perduta nel 1740; la Prussia allora cercò la protezione di Londra e ciò provocò l’avvicinamento dei due nemici di sempre, l<strong>a Francia e l’Austria</strong>. Nel 1756 scoppiò la guerra dei Sette anni <strong>(1756-1763)</strong> combattuta nell’Europa centrale e nelle colonie. Sul <strong>fronte europeo</strong>, la Prussia corse il rischio di essere annientata, ma la strenua resistenza del suo esercito le evitò il tracollo e vide definitivamente riconosciuta la sovranità sulla ricca Slesia. Tra francesi e inglesi la guerra si svolse invece in <strong>India</strong> e in <strong>America</strong>, dove gli inglesi ottennero importanti successi strappando ai francesi il Canada e altre colonie nordamericane e la fortezza di Pondicherry in India.<br><br>Nell'immagine: la battaglia di Plassey, in India</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:12:40 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina II imperatrice di Russia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La zarina Caterina II, moglie di Pietro III, assunse il potere con un colpo di Stato, <strong>detronizzando il marito</strong>. La sua debolezza politica la costrinse a cercare l’<strong>appoggio della nobiltà</strong>, che vide aumentare il proprio controllo sui contadini. L’attività di riforma della zarina ottenne risultati significativi nella <strong>riorganizzazione</strong> dell’immenso territorio russo, suddiviso in cinquanta province, a loro volta divise in distretti, e anche nella forte <strong>riduzione dell’influenza della Chiesa ortodossa</strong>, cui vennero sottratte tutte le proprietà, mentre sul piano della riforma legislativa non riuscì ad ottenere risultati significativi. Caterina riuscì quindi a modernizzare l’apparato statale, ma non a sollevare la società russa dalla sua arretratezza. Nel suo riformismo, Caterina II fu attenta anche alla<strong> politica culturale</strong> e al <strong>progresso scientifico</strong>: patrocinò arti come il teatro, l’opera, la letteratura, l’architettura e la pittura.<br><br>Nell'immagine: Caterina II con le insegne imperiali di Russia</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:15:02 UTC</pubDate>
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         <title>Papa Clemente XIX scioglie la Compagnia di Gesù</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>I gesuiti, che detenevano quasi il monopolio dell’<strong>insegnamento superiore delle classi dirigenti</strong>, si erano installati al centro dei meccanismi di potere ed esercitavano la loro <strong>influenza</strong> in una direzione che in passato aveva favorito le monarchie assolute, ma ora, spesso, le ostacolava. Nella seconda metà del Settecento, tutti i sovrani cattolici d’Europa cercarono di stabilire una maggiore indipendenza dei loro governi rispetto all’autorità del papa. I gesuiti furono quindi espulsi da vari regni, finché, in seguito alle forti pressioni esercitate dai sovrani europei, nel 1773 papa Clemente XIV decise la <strong>soppressione dell’ordine</strong>: il 21 luglio di quell’anno egli promulgò il breve <em>Dominus ac Redemptor </em>con cui veniva decretato lo scioglimento definitivo della Compagnia di Gesù (che venne poi  rifondata nel <strong>1814</strong>).<br><br>Nell'immagine: prima pagina della bolla <em>Dominus ac Redemptor</em> con testo in francese e in latino</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:18:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dichiarazione d&#39;Indipendenza degli Stati Uniti</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’<strong>inasprimento fiscale</strong> deciso dal governo inglese fece esplodere le proteste nelle colonie del Nord America che portano ai primi scontri e alla distruzione nel <strong>1773</strong> di un carico di tè nel porto di Boston: episodio noto come <strong><em>Boston Tea Party </em></strong>e considerato l’inizio della <strong>guerra contro l’Inghilterra</strong>. <br>Nel maggio del 1775 il secondo Congresso continentale, formato dai rappresentanti delle tredici colonie, affidò la guida dell’esercito coloniale a <strong>George Washington</strong>. <br>Il <strong>4 luglio 1776</strong> il terzo Congresso continentale approvò la <em>Dichiarazione d’indipendenza</em>, redatta da <strong>Thomas Jefferson</strong>: è l’atto di costituzione degli Stati Uniti d’America. Si trattava di un compendio del pensiero dei <strong>Lumi</strong> con cui i coloni americani proclamarono l’<strong>uguaglianza</strong> di tutti gli uomini, il diritto alla <strong>libertà</strong> e al <strong>benessere</strong> individuale e la <strong>legittimità di mutare un governo</strong>, qualora quest’ultimo impedisse ai cittadini l’esercizio dei loro diritti.<br><br>Nell'immagine. la firma della dichiarazione in un dipinto di John Trumbull</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:20:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il Granducato di Toscana abolisce la tortura e la pena di morte</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Pietro Leopoldo</strong> (appartenete alla casata degli Asburgo-Lorena) salì sul trono del Granducato di Toscana nel 1765. Egli intraprese una politica di <strong>riforme</strong> economiche e amministrative: introdusse l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alle imposte, abbandonò la tradizione politica mercantilistica e protezionistica a favorire il <strong>libero scambio</strong> delle merci, abolì le corporazioni di arti e mestieri, soppresse l’Inquisizione ed espulse i gesuiti, promosse la <strong>cultura</strong>, riformando le università di Pisa e di Siena, fondando scuole, accademie e musei. Sul fronte giudiziario, nel 1786 venne promulgato un codice penale decisamente progredito, grazie al quale la Toscana fu <strong>il primo Stato al mondo </strong>ad abolire la pena di morte, oltre al delitto di lesa maestà, alla tortura e alla confisca dei beni del condannato.<br><br>Nell'immagine: Anton Raphael Mengs, ritratto di Pietro Leopoldo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:27:30 UTC</pubDate>
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         <title>George Washington è il primo presidente degli Stati Uniti</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1787</strong> si aprì a Philadelphia la <strong>Convenzione costituzionale </strong>che adottò una Costituzione federale e istituì <strong>un governo federale </strong>superiore ai singoli Stati, i quali mantenevano comunque ampie autonomie in molti campi. Le prime elezioni del <strong>febbraio</strong> del <strong>1789</strong> assegnarono la presidenza degli Stati Uniti a <strong>George Washington</strong>, che dimostrò subito la volontà di <strong>rafforzare il potere federale</strong>. Jeferson e Madison, contrari all’eccessiva ingerenza del potere federale nella gestione dei singoli Stati, nel <strong>1792</strong> fondarono il <strong>Partito repubblicano</strong>. Washington fu rieletto per un secondo mandato e, in seguito, i federalisti conservarono il potere con l’elezione di Adams nel 1796, ma a agli inizi del nuovo secolo i repubblicani conquistarono saldamente il potere con l’elezione a presidente nel <strong>1801</strong> del repubblicano <strong>Thomas Jefferson</strong>.<br><br>Nell'immagine: Robert Edge Pine, <em>Ritratto di George Washington </em>(1785)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:33:27 UTC</pubDate>
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         <title>Inizio della Rivoluzione francese</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel tentativo di risanare il crescente <strong>deficit statale</strong>, nel 1789 <strong>Luigi XVI</strong> decise di convocare gli <strong>Stati generali </strong>(formati dai rappresentanti di nobiltà, clero e Terzo Stato). Di fronte al rifiuto della nobiltà ad avviare qualsiasi riforma, i deputati del <strong>Terzo Stato</strong> si proclamarono Assemblea nazionale e, il 20 giugno 1789, col <strong>“giuramento della pallacorda”</strong> si impegnarono a dare alla Francia una Costituzione. In pochi giorni il basso clero e i nobili liberali si associarono al Terzo stato e i deputati riuniti nella sala della pallacorda si trasformarono in <strong>Assemblea nazionale costituente</strong> e iniziarono a redigere la Costituzione. Il <strong>14 luglio 1789</strong> il <strong>popolo</strong> assalì la Bastiglia, la prigione-fortezza in cui erano rinchiusi gli oppositori politici, l’edificio simbolo dell’assolutismo regio. La presa della Bastiglia segnò l’inizio della Rivoluzione. In breve tempo la Costituente cominciò a <strong>colpire i privilegi </strong>dell’aristocrazia e il 4 agosto 1789 fu approvata l’abolizione del sistema feudale. <br><br>Nell'immagine: Jean-Baptiste Lallemand, <em>La presa della Bastiglia ili 14 luglio 1789</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:37:17 UTC</pubDate>
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         <title>Dichiarazione dei diritti dell&#39;uomo e del cittadino</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>26 agosto 1789</strong> il Terzo stato compie il suo primo atto costituente, approvando la <em>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino</em>, che rappresenta il fondamento teorico della nuova Costituzione della <strong>Francia rivoluzionaria</strong>, che sarà approvata il 3 settembre <strong>1791</strong>. La <em>Dichiarazione</em>, ispirata alla cultura illuministica e alla <em>Dichiarazione d’indipendenza americana</em>, è un documento centrale per comprendere le idee e il progetto politico dei rivoluzionari. Nell'articolo primo, dei diciassette che la compongono, si afferma il principio dell'<strong>uguaglianza naturale</strong> degli uomini di fronte alla legge. Il documento prosegue poi con l'enunciazione dei diritti inalienabili dell’uomo: la <strong>libertà della persona</strong>, la tutela della sua <strong>sicurezza</strong> e la salvaguardia della <strong>proprietà privata</strong>. Vengono inoltre fissati i limiti della libertà di ciascuno e definiti i rapporti fra cittadino e Stato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:42:15 UTC</pubDate>
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         <title>In Francia viene proclamata la Repubblica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 20 aprile 1792 la Francia dichiarò <strong>guerra all’Austria</strong>, che ricevette immediatamente il sostegno militare della <strong>Prussia</strong>. La guerra prese subito un andamento negativo per la Francia. Quando i sospetti che il re fosse d’accordo col nemico vennero confermati, la posizione del sovrano si aggravò e la situazione precipitò. Il popolo, schieratosi con <strong>Robespierre</strong>, assaltò il palazzo reale delle Tuileries e<strong> arrestò il re</strong>, che fu sospeso da ogni incarico. L’Assemblea legislativa fu dichiarata decaduta e si stabilì l’elezione di una nuova Assemblea (detta <strong>Convenzione</strong>) che sarebbe stata eletta a suffragio universale. Il <strong>22 settembre 1792</strong> la Convenzione proclamò la fine della monarchia e la nascita della Repubblica.<strong> Luigi XVI </strong>fu processato e l’Assemblea votò la sua <strong>condanna a morte</strong>, che fu eseguita il 21 gennaio <strong>1793</strong>.<br><br>Nell'immagine: Jean Duplessis-Bertaux, <em>Presa del Palazzo delle Tuileries il 10 agosto 1792</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:45:18 UTC</pubDate>
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         <title>Colpo di stato di Termidoro</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la morte di Luigi XVI  i contrasti tra <strong>giacobini</strong> e <strong>girondini</strong> divennero sempre più accesi e il confitto internazionale si inasprì portando alla nascita di una <strong>coalizione antifrancese</strong> composta praticamente da tutti gli Stati europei. Inoltre, in Vandea (Francia occidentale) si scatenò un vero e proprio <strong>moto popolare controrivoluzionario</strong>. Nel giugno del 1793, di fronte all’emergenza i giacobini, guidata da <strong>Robespierre</strong>, assunsero il controllo della Convenzione e istituirono un Tribunale rivoluzionario, incaricato di processare i nemici della Rivoluzione, e il Comitato di Salute pubblica, a cui venne affidato l'esercizio del potere esecutivo. Iniziò così una <strong>dittatura</strong>, che per la diffusione di processi sommari ed esecuzioni venne chiamata <strong>"il Terrore"</strong>. La Francia, però, stanca della violenza e dalla guerra, desiderava tornare alla normalità; così il 27 luglio (nel nuovo calendario repubblicano: il 9 Termidoro) 1794 <strong>Robespierre viene arrestato e decapitato</strong>. Nell’agosto 1795 una nuova Costituzione affiderà il potere esecutivo a un <strong>Direttorio</strong> di 5 membri.<br><br>Nell'immagine: un dipinto di Jean Joseph François Tassaert che raffigura l'arresto di Robespierre nella notte tra il 9 e il 10 Termidoro </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:47:57 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la Campagna d&#39;Italia di Napoleone</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Francia, con il colpo di Stato di Termidoro, il governo fu affidato a un <strong>Direttorio</strong> (espressione della borghesia moderata) che si trovò a fare i conti con le pressioni dei monarchici e quelle dei giacobini. Per rafforzare il proprio prestigio, il governo decise di <strong>riprendere la guerra contro l’Austria</strong>. L’attacco al nemico venne portato lungo due fronti: il principale sul fiume Reno, il secondario in Italia. E, proprio nella Campagna d’Italia, si distinse  Napoleone Bonaparte (1769-1821) che sconfisse militarmente l'Austria e ridisegnò l’assetto politico dell’Italia centro settentrionale, costituendo le cosiddette <strong>Repubbliche giacobine</strong>. La monarchia asburgica perse quindi il controllo dell’Italia costruito nel corso del Settecento, ma con il <strong>trattato di Campoformio </strong>del <strong>1797</strong> ottenne da Napoleone il controllo di <strong>Venezia</strong>. Forte fu la delusione dei patrioti italiani che avevano accolto Napoleone come un liberatore.<br><br>Nell'immagine: Antoine-Jean Gros,<em> Bonaparte al ponte di Arcole</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:53:20 UTC</pubDate>
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         <title>Campagna napoleonica in Egitto</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per<strong> bloccare i traffici inglesi</strong> verso le Indie, il Direttorio francese decise di <strong>attaccare l’Egitto</strong> (soggetto all’Impero turco), affidando la guida della spedizione a Napoleone con il segreto intento di a<strong>llontanarlo dalla Francia</strong> perché il suo immenso prestigio appariva pericoloso per gli equilibri interni. Napoleone salpò da Tolone nella primavera del 1798 con 38.000 uomini e una fotta di 300 navi. Insieme ai soldati si mosse inoltre una commissione di <strong>archeologi</strong>, <strong>cartografi</strong>, <strong>linguisti</strong>, ed <strong>esperti d’arte</strong>. Sbarcate in Egitto, le truppe francesi, nel luglio del 1798, trionfarono nella battaglia delle Piramidi e occuparono velocemente l’Egitto. Tuttavia, la flotta francese fu sconfitta da quella britannica, guidata dall’ammiraglio <strong>Horatio Nelson</strong>, nell'agosto del 1798 presso  Abukir. <br><br>Nell'immagine: Jean-Léon Gerôme, <em>Napoleone in Egitto</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:56:08 UTC</pubDate>
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         <title>Colpo di stato del 18 Brumaio</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1799, approfittando della lontananza di Napoleone, le nazioni nemiche della Francia diedero vita a una <strong>seconda coalizione antifrancese</strong> e ripresero la guerra sconfiggendo ripetutamente le truppe del Direttorio in Germania e in Svizzera. La guerra riprese anche in Italia, dove gli austro-russi occuparono la Lombardia. Le <strong>sconfitte militari</strong> accelerarono la crisi politica del Direttorio, sempre più stretto tra l’opposizione monarchica e i giacobini. Il 9 ottobre 1799<strong> Napoleone rientrò in Francia </strong>e un mese più tardi, il <strong>18 Brumaio (9 novembre) </strong>1799, l’esercito assunse il controllo della capitale, utilizzando come pretesto il rischio di presunti moti insurrezionali. Napoleone, forte dei suoi successi militari, assunse i pieni poteri. Il colpo di Stato del 18 Brumaio <strong>pose fine alla Rivoluzione</strong>. Il Direttorio venne sostituito da un Consolato di tre membri con a capo Napoleone. <br><br>Nell'immagine: François Bouchot, <em>Il generale Bonaparte durante il colpo di stato del 18 Brumaio</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 10:59:48 UTC</pubDate>
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         <title>Trattato sulla natura umana di Hume</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il filosofo scozzese David Hume (1711-1776) nel 1734 compose la sua prima e fondamentale opera, il <em>Trattato sulla natura umana</em>,  pubblicato poi tra il 1739 e il 1740.<br>L'opera si caratterizza come un’indagine sull’uomo e, più in particolare, sulla <strong>vita morale </strong>dell’uomo indagata nel suo rapporto con le passioni. L'originalità della ricerca filosofica di Hume sta nel tentativo di applicare il <strong>metodo sperimentale </strong>allo studio della natura umana.<br><br></div><div>Nell'immagine: Allan Ramsay, <em>Ritratto di David Hume</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 11:03:33 UTC</pubDate>
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         <title>Lo spirito delle leggi di Montesquieu</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Charles-Luis de</strong> <strong>Secondat</strong>, barone di Le Brède e di Montesquieu (1689-1755), è considerato uno dei massimi esponenti dell’<strong>Illuminismo</strong> francese e del <strong>liberalismo politico</strong> moderno. La sua opera di maggior impegno è <em>Lo spirito delle leggi</em>, pubblicata anonima a Ginevra nel 1748. Qui Montesquieu tenta di formulare una nuova teoria dello Stato, d’ispirazione liberal-aristocratica, e propone un metodo di interpretazione delle leggi che non ritiene possibile valutare in relazione a uno schema di principi dotati di validità assoluta: trattandosi di norme che regolano le relazioni umane, si modellano sulla base dei bisogni concreti dei singoli e delle diverse comunità. Quest'opera, messa all’Indice nel 1751, occupa ancora oggi una posizione di straordinario rilievo nella storia del liberalismo perché il suo autore vi teorizza per la prima volta <strong>la separazione</strong>, ancora oggi in vigore negli Stati democratici, <strong>fra potere legislativo, esecutivo e giudiziario</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:02:13 UTC</pubDate>
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         <title>Dei delitti e delle pene di Beccaria</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ambito giuridico-istituzionale è forse il campo in cui il <strong>pensiero illuministico italiano</strong> raggiunse i suoi risultati più alti. Su tale tema l'opera più nota è <em>Dei delitti e delle pene </em>di Cesare Beccaria, un trattato che si concentra sul <strong>rapporto tra colpa e punizione</strong>. Beccaria denuncia qui per la prima volta gli orrori dei supplizi durante gli interrogatori, la confisca dei beni (che colpiva ingiustamente l’intera famiglia del condannato), le pene infamanti; soprattutto dimostra <strong>l’insensatezza della tortura e della pena di morte</strong>. L'opera, sebbene inserita dalla Chiesa all’Indice dei libri proibiti nel 1766, ebbe un <strong>enorme</strong> <strong>successo</strong>. In Italia fu ristampata in breve tempo decine di volte e si impose a livello internazionale guadagnando l'ammirazione di intellettuali francesi del calibro di Voltaire, che commentò l'opera in prima persona.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:06:30 UTC</pubDate>
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         <title>Storia dell&#39;arte nell&#39;antichità di Winickelmann</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo storico dell'arte e archeologo <strong>tedesco</strong> Johann Joachim Winckelmann (1717-1768) fu uno dei più importanti teorici dei principi ideali dell’<strong>arte neoclassica</strong>. Lo studio delle opere antiche fu alla base della <em>Storia dell'arte nell'antichità</em>, testo fondamentale in cui appare per la prima volta un disegno della storia dell'arte in senso moderno, come sviluppo ed evoluzione dello stile, interpretato secondo un <strong>approccio scientifico </strong>e particolari <strong>categorie estetiche</strong>. Winckelmann pose in primo piano <strong>l'arte greca</strong> in cui vedeva realizzato l'ideale della bellezza caratterizzata da una fusione armonica di umano e divino e da un nobile controllo delle passioni: nelle parole dello studioso, "nobile semplicità e quieta grandezza". Le grandi immagini ideali dell'arte classica descritte da Winckelmann (prima fra tutte quella del gruppo scultoreo del Laocoonte) ispirarono l'immaginazione collettiva europea tra fine Settecento e primo Ottocento.<br><br>Nell'immagine: Anton Raphael Mengs, <em>Johann Joachim Winckelmann</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:08:07 UTC</pubDate>
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         <title>La ricchezza delle nazioni di Adam Smith</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1776 il filosofo ed economista scozzese Adam Smith (1723-1790) pubblica <em>La ricchezza delle nazioni. </em>Testimone delle trasformazioni che investono la vita economica dell'<strong>Inghilterra </strong>dell'epoca, Smith elabora un’analisi approfondita dei meccanismi economici della società. Sconfessando il pensiero economico del mercantilismo,  Smith, che è considerato il padre della moderna scienza economica, sostiene invece il <strong>liberismo</strong>: la divisione del lavoro è la causa del "massimo miglioramento delle capacità produttive del lavoro" ed è fondamentale lo <strong>sviluppo del commercio</strong> (e quindi del libero mercato) che nasce dalla necessità egoistica di soddisfare i bisogni del singolo ma diventa causa indiretta del benessere di tutti gli altri individui.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:11:33 UTC</pubDate>
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         <title>Confessioni di Rousseau</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Jean-Jacques Rousseau nacque a <strong>Ginevra</strong> nel 1712. Nel 1742 si stabilì a <strong>Parigi</strong> dove entrò in contatto con i più importanti intellettuali dell'illuminismo da cui si differenzierà per le sue teorie. Rousseau, infatti, sostituì al primato della ragione quello della <strong>natura</strong>, intesa come spontaneità e istinto, sviluppando poi gran parte della sua opera intorno al contrasto tra uomo naturale e uomo artificiale. L’apertura alla considerazione degli aspetti sentimentali e non solo razionali dell’uomo emerge anche nelle <em>Confessioni</em>, opera autobiografica, pubblicata postuma in due parti. Il titolo rimanda all’omonima opera composta da <strong>Agostino</strong> tra il 397 e il 401, a cui Rousseau si ispira introducendo una profonda <strong>introspezione psicologica</strong>. Tale modello di elaborazione biografica si diffonderà nei secoli successivi in tutta Europa, contribuendo a fondare la <strong>moderna autobiografia</strong>.<br><br>Nell'immagine: Maurice Quentin de La Tour,<em> Ritratto di Jean-Jacques Rousseau</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Critica della Ragion Pura di Kant</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i9kq1g4e12mn/wish/368480719</link>
         <description><![CDATA[<div>La<em> Critica della ragion pura </em>è l'opera fondamentale del filosofo prussiano Immanuel Kant, riconosciuta come una della più grandi opere del pensiero. Pubblicata nel 1781 dopo un lungo lavoro di studi, qui Kant mette in discussione le acquisizioni dei filosofi empiristi e affronta la questione del sapere umano affermando il <strong>ruolo centrale dell'intelletto umano</strong> e della ragione.</div><div>Con l'intento di fondare in maniera più oggettiva i principi della <strong>conoscenza</strong> <strong>umana</strong>, pone le basi per definire le possibilità d'impiego e <strong>i limiti della ragione</strong>. L’esame dei giudizi umani (analitici e sintetici, a priori e a posteriori) conduce Kant a definire le tre facoltà della conoscenza umana (la <strong>sensibilità</strong>, <strong>l’intelletto</strong>, la <strong>ragione</strong>), secondo un'impostazione “trascendentale”, che riflette quindi sul modo in cui noi conosciamo la realtà che ci circonda.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:40:48 UTC</pubDate>
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         <title>Systema naturae di Linneo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i9kq1g4e12mn/wish/368480998</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1735 il naturalista svedese <strong>Carl von Linné </strong>(1707-1778) pubblicò la prima edizione del <em>Systema naturae </em>in cui espose per la prima volta il criterio di <strong>classificazione tassonomica</strong> dei regni <strong>animale</strong>, <strong>vegetale</strong> e <strong>minerale</strong>. La flora e la fauna provenienti dai continenti appena scoperti resero necessari nuovi criteri di classificazione e il sistema elaborato da  Linneo, basato sullo studio gli organi riproduttivi contenuti nei fiori, condusse all'introduzione della <strong>nomenclatura binomia </strong>che superava la precedente, spesso arbitraria: il primo nome si riferisce al <strong>genere</strong> dell’organismo mentre il secondo nome rappresenta la <strong>specie</strong>. Molti nomi di piante e animali esistenti sono stati proposti dallo stesso Linneo, come testimonia la lettera <em>L</em>. che spesso segue il nome scientifico di un organismo. <br><br>Nell'immagine: Alexander Roslin, <em>Ritratto di Linneo</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:42:34 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la pubblicazione dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La testimonianza più significativa dell’<strong>Illuminismo</strong> è senza dubbio l’E<em>ncyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers </em>(“Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri”) edita fra il <strong>1751</strong> e il <strong>1772</strong>, a cui collaborarono gli studiosi francesi più importanti del secolo, coordinati da Denis Diderot e da Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert. L'<em>Encyclopédie </em>può essere considerata il primo strumento di <strong>divulgazione del sapere </strong>per utilità pubblica, in una visione del mondo <strong>laica</strong> e <strong>moderna</strong> e in nome della lotta all’irrazionalità e ai&nbsp; pregiudizi esistenti. L'opera fornisce un quadro amplissimo di conoscenze e una grande quantità di informazioni soprattutto su tecniche industriali e artigianali. Oggetto di numerose persecuzioni e <strong>censure</strong> per la sua aderenza allo spirito illuministico, l'<em>Encyclopédie</em> fu portata a termine nel 1772 da Diderot (dopo l’abbandono nel 1758 di d’Alembert) fino al completamento dei <strong>28 volumi</strong>.<br><br>Nell'immagine: Frontespizio dell'<em>Encyclopédie</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:45:36 UTC</pubDate>
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         <title>James Hargreaves brevetta il filatoio meccanico</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al centro di una prodigiosa trasformazione legata alla <strong>rivoluzione</strong> <strong>industriale</strong>, il settore che si sviluppò per primo in Inghilterra fu quello <strong>tessile</strong>. Nella metà del XVIII secolo, infatti, si avviò la <strong>meccanizzazione della filatura</strong>. Nel <strong>1733</strong> John Kay inventò la <strong>“navetta volante”</strong>, azionata a pedale, che rendeva l’operazione della filatura più semplice e veloce. Nel <strong>1764</strong> James Hargreaves inventò il primo <strong>filatoio meccanico a lavoro intermittente </strong>(<em>Spinning Jenny</em> o <em>Giannetta</em>) in grado di far agire contemporaneamente molti fusi, che brevetterà nel 1770. Nel <strong>1769</strong> è la volta di Richard Arkwright che lo azionerà con una <strong>ruota idraulica</strong>. Nel <strong>1787</strong> vi verrà applicato un <strong>motore a vapore</strong>. Le nuove macchine deputate alla filatura e alla tessitura riducono notevolmente i tempi di lavoro portando ad un a<strong>umento della produzione </strong>che consentirà all'Inghilterra un grande sviluppo industriale e commerciale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:49:33 UTC</pubDate>
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         <title>James Watt brevetta la macchina a vapore</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'invenzione che rivoluzionò la produzione manifatturiera fu la  macchina a vapore brevettata da James Watt nel 1781. <strong>Thomas Newcomen</strong> fu il primo, nel <strong>1712</strong>, a realizzare una macchina che utilizzava il vapore, ottenuto riscaldando acqua, per muovere un pistone e azionare una pompa con la quale si aspirava l’acqua dal sottosuolo in modo da tenere asciutte le gallerie delle miniere. L’invenzione di <strong>Watt</strong> modificò enormemente quella di Newcomen, trasformando il moto verticale in <strong>moto rotatorio</strong> e riuscendo così a trasmettere il movimento ad altre macchine. Dopo vari perfezionamenti, nel 1781 Watt costruì il suo ultimo modello di macchina rotativa e lo applicò a un filatoio imprimendo una svolta decisiva alla rivoluzione industriale. Le macchine a vapore poterono così  essere <strong>collocata ovunque </strong>svincolando filatoi e telai dalla   vicinanza a corsi d’acqua e consentendo la nascita delle fabbriche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:51:57 UTC</pubDate>
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         <title>Primo volo in pallone dei fratelli Montgolfier</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nome del <strong>pallone aerostatico</strong> che funziona con aria calda, la mongolfiera, deve il nome ai suoi inventori, i fratelli Joseph Michel Montgolfier e Jacques Étienne Montgolfier, a cui si deve i<strong>l primo volo di un essere umano</strong>. Dopo i primi sperimenti, il 5 giugno del 1783 decisero di svolgere una dimostrazione pubblica  ad Annonay. Il volo durò<strong> 10 minuti</strong>, coprì circa <strong>2 km</strong>, e raggiunse un'altitudine di circa <strong>1.600-2.000 metri</strong>. La notizia del successo raggiunse Parigi, ma  Luigi XVI proibì qualsiasi volo da parte di persone finché gli effetti non fossero stati valutati prima sugli animali. Così il 19 settembre del 1783, davanti ad  un'immensa folla raccolta nel palazzo reale di Versailles e alla presenza di Luigi XVI e  Maria Antonietta, venne eseguita una dimostrazione con  un equipaggio formato da <strong>una pecora, un'oca ed un gallo </strong>che non riportarono alcuna conseguenza. Dopo il successo di Versailles, i fratelli Montgolfier iniziarono la costruzione di un aerostato che potesse consentire il volo con un <strong>equipaggio</strong> e il 21 novembre del 1783, Pilâtre de Rozier e il marchese d'Arlandes furono protagonisti del primo volo libero umano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:53:57 UTC</pubDate>
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         <title>La locandiera di Carlo Goldoni</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella <strong>Venezia</strong> del Settecento, il teatro costituiva un perno fondamentale della vita comunitaria. La riforma di <strong>Carlo Goldoni</strong> (1707-1793) si fonda, per esplicita affermazione dell’autore, su due pilastri: il mondo e il teatro. L'originalità delle trasformazioni effettuate da Goldoni dipende in gran parte dalla sua capacità di mescolare insieme la <strong>letteratura</strong> (il testo scritto) e la vivacità della <strong>commedia "all’improvviso"</strong> (che rispecchia la varietà e l’imprevedibilità del mondo). Soggetti e trame di quasi tutte  le commedie derivano dall’osservazione della <strong>società veneziana </strong>del tempo. All’interno della sua vasta produzione è possibile distinguere diverse strutture: le "commedie di carattere", le "commedie d’intreccio" e le “commedie di ambiente”. Alle  prime, in cui <strong>un'individualità domina sovrana </strong>e l’autore si impegna a fondo nel descriverla, appartiene <em>La locandiera:</em> la protagonista <strong>Mirandolina</strong> è la prima figura femminile di grande rilievo nella letteratura italiana moderna.<br><br>Nell'immagine: Alessandro Longhi, <em>Ritratto di Carlo Goldoni</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 12:57:15 UTC</pubDate>
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         <title>Parini inizia a scrivere Il Giorno</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Parini (1729–1799) nacque da una modesta famiglia di filatori e commercianti di seta. Visse sempre a <strong>Milano</strong>, a stretto contatto con il più fervido <strong>centro illuministico</strong> del tempo. Scritto fra il <strong>1757</strong> e il <strong>1765</strong>, <em>Il Giorno</em> è considerato il suo capolavoro. L’opera originariamente doveva essere divisa in tre parti, ma Parini riusì a pubblicare in vita solo le prime due (<em>Il Mattino</em> e<em> Il Mezzogiorno</em>, rispettivamente nel 1763 e nel 1765). Si tratta di un <strong>poemetto didascalico</strong> in endecasillabi sciolti che descrive l’intera giornata di un "giovin signore", tipico rappresentante della nobiltà dell’epoca. Con tono satirico, l'autore mostra tutta la frivolezza e <strong>l'assurdità della vita nobiliare</strong>. La lingua e lo stile adottati da Parini sono quelli della tradizione poetica italiana classica, usata però  in modo da rovesciarne ironicamente il senso e giungendo talvolta a un <strong>realismo</strong> <strong>descrittivo</strong> raro per la poesia dell’epoca.<br><br>Nell'immagine: <strong>Giuseppe Pietro </strong>Mazzola, <em>Ritratto di Giuseppe Parini</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:01:09 UTC</pubDate>
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         <title>Candido di Voltaire</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>François-Marie Arouet</strong> (1694-1778), più noto con lo pseudonimo di Voltaire, scrisse il <strong>romanzo filosofico</strong> <em>Candido o l’ottimism</em>o tra il 1757 e il 1758, pubblicato poi anonimo nel 1759. Voltaire vi narra l’educazione di Candido, un giovane buono e ingenuo, da parte del filosofo Pangloss, incarnazione ironica di una visione ottimistica e provvidenziale dell’esistenza. Cresciuto nella convinzione che tutte le cose del mondo reale vanno <strong>“nel migliore dei modi nel migliore dei mondi possibili”</strong>, Candido, al contrario, diventa esempio di ogni sorta di orrori ed errori in cui l’essere umano può incorrere. Con un <strong>tono ironico e leggero</strong> e secondo i principi della ragione illuministica, Voltaire ribalta la visione ottimistica e provvidenziale, all’epoca largamente diffusa, di cui si era fatto portavoce il filosofo tedesco Leibniz e al cui pensiero Voltaire si oppone.<br><br>Nell'immagine: Nicolas de Largillière, <em>Ritratto di Voltaire</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:06:36 UTC</pubDate>
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         <title>I dolori del giovane Werther di Goethe</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) pubblicò <em>I dolori del giovane Werther</em>nel 1774, a soli ventiquattro anni. Si tratta di un <strong>romanzo epistolare</strong> che ricostruisce la storia dei tormenti amorosi di Werther per la bella Charlotte, già promessa sposa ad un altro uomo. Le vicende sono narrate in una serie di lettere che Werther invia all'amico Guglielmo e che, nella finzione letteraria, un editore raccoglie in un libro dopo la sua morte. Infatti Werther, insofferente verso le <strong>convenzioni sociali piccolo-borghesi</strong> della sua vita e incapace di sopportare l'infelicità di un amore che non può avere un futuro, si suicida. Il romanzo ebbe fin da subito <strong>un enorme successo</strong> in tutta Europa. Considerato da molti l’opera simbolo del movimento dello <em>Sturm und Drang</em>, anticipa molti dei temi che saranno propri del <strong>romanticismo</strong> <strong>tedesco</strong> come  l’individualismo dell’eroe che combatte contro le convenzioni della società.<br><br>Nell'immagine: Joseph Karl Stieler, <em>Ritratto di Goethe</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:16:11 UTC</pubDate>
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         <title>Pubblicazione del dramma Sturm und Drang di Klinger</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella seconda metà del Settecento nasce in <strong>Germania</strong> lo <em>Sturm und Drang </em>("tempesta e impeto"), un movimento culturale e letterario che si presenta come reazione al razionalismo illuministico a cui sostituisce una <strong>rivalutazione dell’irrazionale</strong> nella vita e nell’arte. È possibile tuttavia vedere nello <em>Sturm und Drang </em>anche uno sviluppo di alcuni temi propri dell'Illuminismo, primi fra tutti i temi della <strong>liberazione dalle convenzioni </strong>e la lotta contro la tirannide. Il movimento prende il nome dal titolo di un dramma dello scrittore e drammaturgo tedesco <strong>Friedrich Maximilian Klinger</strong> pubblicato nel 1776 e in cui l'autore, che si ispira alla Rivoluzione americana, mette in risalto l'esaltazione delle passioni e la singolarità degli individui. I fermenti dello <em>Sturm und Drang</em> diedero frutti una generazione più tardi contribuendo alla nascita del <strong>Romanticismo</strong> <strong>tedesco</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:39:34 UTC</pubDate>
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         <title>Saul di Vittorio Alfieri</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vittorio Alfieri (1749-1803) nacque da una famiglia <strong>nobiliare</strong> da cui tentò di sradicarsi con un frenetico susseguirsi di viaggi. Passionale e violento, il suo temperamento giocò un ruolo fondamentale nella sua produzione letteraria. Le <strong>tragedie</strong> rappresentano il culmine dell’attività letteraria alfieriana, di cui esprimono i nuclei principali di pensiero. I temi sono tratti dalla <strong>storia romana e biblica</strong> o dal <strong>mito</strong> e sono per lo più incentrati intorno alla figura di <strong>un eroe protagonista</strong> che lotta contro fattori avversi, che possono essere di natura differente (passioni, ambizioni, il potere). <em>Saul </em>è, insieme all’<em>Abele</em>, l’unica tragedia di <strong>soggetto biblico</strong> e mette in scena la lotta di un individuo contro una forza superiore che, in ultima analisi, si rivela essere una parte della sua stessa interiorità.<br><br>Nell'immagine: François-Xavier Fabre, <em>Ritratto di Alfieri</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:41:40 UTC</pubDate>
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         <title>Iniziano gli scavi archeologici di Pompei</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1748, durante il regno di<strong> Carlo III di Borbone</strong>, iniziarono gli scavi della collinetta di Civita, che nel 1763 si scoprì essere Pompei. Il Settecento fu segnato da numerose scoperte archeologiche: cominciarono ad essere portate alla luce <strong>Ercolano</strong>, <strong>Pompei</strong>, <strong>Villa Adriana</strong> a Tivoli e i templi greci di <strong>Paestum</strong>. Queste scoperte contribuirono in modo sostanziale a quel rinato<strong> interesse per il mondo classico</strong> che caratterizzò il neoclassicismo. Inizialmente gli scavi di Pompei furono irregolari con l'obiettivo principale della ricerca di oggetti preziosi; fu solo sotto la dominazione napoleonica che ebbero un grande impulso. Con la nomina di Giuseppe Fiorelli alla direzione degli scavi (1861) si ebbe una svolta nel metodo di lavoro: a lui si deve il collegamento dei nuclei già messi in luce e l'idea di applicare la tecnica dei <strong>calchi di gesso</strong>. Dal 1997 l'area archeologica di Pompei è entrata a far parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:46:33 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la rivoluzione industriale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Grazie al suo sistema politico ed economico e allo sviluppo di nuove macchine in grado di velocizzare la produzione industriale, l’<strong>Inghilterra </strong>è il primo Paese ad attraversare la grande trasformazione produttiva e socioculturale che prende il nome di prima rivoluzione industriale.<strong> Tra il 1760 e il 1830 </strong>avviene il passaggio da un sistema agricolo, artigianale e commerciale al <strong>sistema di fabbrica</strong>, che innesca un profondo mutamento nella società. Lo sviluppo dell'industria infatti porta alla nascita del <strong>proletariato</strong> e della <strong>borghesia imprenditoriale</strong> e cambia aspetto al paesaggio urbano: le città diventano luoghi di produzione e ospitano le fabbriche attorno a cui nascono i primi quartieri operai. Inoltre lo spostamento di un’ingente massa di forza lavoro<strong> dalle campagne verso la città</strong> genera un'abbondante offerta di manodopera che produce un <strong>abbassamento dei salar</strong>i e un peggioramento delle condizioni dei lavoratori e favorisce l’utilizzo del lavoro minorile e femminile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:47:45 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la pubblicazione della rivista Il Caffè</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La rivista <em>Il Caffè </em>nacque a <strong>Milano</strong> nel 1764 per iniziativa dei fratelli <strong>Pietro</strong> e <strong>Alessandro Verri </strong>e del gruppo dell'Accademia dei Pugni. A loro si deve la fondazione del primo giornale di dibattito economico, politico, culturale e letterario in senso moderno che sia apparso nel nostro paese, un fondamentale contributo alla diffusione del <strong>pensiero</strong> <strong>illuminista</strong>. Il <em>Caffè</em> prende questo titolo perché si finge di trascrivere le conversazioni, le discussioni e i racconti che si svolgono in una bottega da caffè, di proprietà di una certo Demetrio, un greco saggio e intelligente che si è trasferito a Milano. La <strong>caffetteria</strong> è, infatti, il luogo (reale ed ideale) di incontro e di discussione su temi politici e sociali. La rivista uscì con cadenza di dieci giorni fino al maggio <strong>1766</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:50:47 UTC</pubDate>
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         <title>Ritrovamento della Stele di Rosetta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al seguito della spedizione militare francese in <strong>Egitto</strong> guidata da <strong>Napoleone</strong> viaggiava anche una squadra di studiosi con il compito di approfondire le quasi sconosciute antichità egizie. La loro scoperta più importante fu senza dubbio la <em>Stele di Rosetta,</em> così chiamata perché ritrovata presso la città di Rosetta, sul Nilo. Si tratta di un blocco di granito risalente al <strong>periodo tolemaico </strong>su cui è incisa una dedica al faraone Tolomeo V Epifane in 3 differenti caratteri: geroglifica (la prima lingua dell’Antico Egitto), demotica (lingua popolare) e in lingua greca (parlata nel tardo Egitto dalla dinastia regnante). La trascrizione in più lingue permette al linguista francese <strong>Jean-Francois Champollion</strong>, nel 1822, di capire che la scrittura egizia è una combinazione tra fonetica e ideogrammi e di decifrare i geroglifici. La <em>Stele di Rosetta</em>  è oggi esposta al British Museum di Londra.<br><br>Nell'immagine: la Stele di Rosetta</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:53:02 UTC</pubDate>
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         <title>Il giuramento degli Orazi di Jacques-Louis David</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Jacques-Louis David fu uno dei massimi esponenti della <strong>pittura</strong> <strong>neoclassica</strong>. Il suo fu un  neoclassicismo di contenuti etici con una predilezione per le <strong>rappresentazioni storiche</strong> che riproponevano <strong>episodi</strong> <strong>classici</strong> da presentare ai contemporanei come esempio da seguire. La sua capacità di rendere eroici avvenimenti e personaggi contemporanei, usando uno stile classico, lo rese un artista molto apprezzato nella sua epoca tanto che a lui si affidò <strong>Napoleone</strong> per rappresentare l'immagine del suo potere imperiale.<br>Durante il suo secondo soggiorno romano dipinse <em>Il giuramento degli Orazi,</em> dopo aver studiato con attenzione i modelli della scultura antica arrivando a delineare un'immagine dal perfetto equilibrio, con <strong>linee nette</strong> e <strong>colori freddi</strong> in cui il soggetto storico è utilizzato come esaltazione dell'<strong>eroismo</strong>.<br><br><br><br></div><div>Nell'immagine: Jacques-Louis David, <em>Il giuramento degli Orazi</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:54:52 UTC</pubDate>
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         <title>Amore e Psiche di Canova</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Antonio Canova (1757-1822) fu il maggior artista italiano <strong>neoclassico</strong>. A <strong>Roma</strong> (che divenne nella seconda metà del Settecento la capitale incontrastata del neoclassicismo) svolse la maggior parte della sua attività, raggiungendo una grandissima fama. In linea con i principi del neoclassicismo, ricondusse la scultura alle <strong>forme classiche</strong> arginando gli eccessi dello stile barocco. I soggetti delle sue sculture si dividono in due tipologie principali: le <strong>allegorie mitologiche</strong> e i <strong>monumenti funebri</strong>. Alle prime appartiene l'opera <em>Amore e Psiche </em>realizzata con il <strong>bianco marmo di Carrara</strong> tra il 1788 e il 1793 ed oggi esposta al Musée du Louvre a Parigi. La composizione, che rappresenta Amore e Psiche nell’atto di baciarsi, ha una straordinaria articolazione e rappresenta un esempio di grazia composta ed armoniosa. Il marmo levigato e tornito, inoltre, riesce a rendere la morbidezza e il calore della carne.<br><br>Nell'immagine: la scultura</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-20 13:57:42 UTC</pubDate>
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