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      <title>Inquinamento marino da plastica by Isabella Leonardi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-03 07:11:18 UTC</pubDate>
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         <title>Inquinamento marino</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’<strong>inquinamento marino da plastica</strong> è uno dei grandi temi del nostro periodo. La quantità di plastica che finisce in mare e la plastica negli oceani ha raggiunto infatti proporzioni allarmanti. L’inquinamento marino non conosce confini e frontiere e interessa tutte le superfici marine del globo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 07:53:44 UTC</pubDate>
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         <title>Che cos’è la plastica?</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>La plastica è un prodotto sintetico a lunga conservazione formato da polimeri. Tra i prodotti dell’attività umana è uno di quelli che si degrada meno velocemente. Per essere completamente degradato sono necessari infatti centinaia di anni.</div><div>La plastica infatti fa parte della nostra vita quotidiana ed è contenuta in moltissimi dei prodotti e degli imballaggi che usiamo quotidianamente. Si calcola che negli ultimi 65 anni ne sono state prodotte 8300 milioni di tonnellate.</div><div>Se non correttamente riciclata o incenerita la plastica si accumula come scarto a terra e in acqua e finisce in seguito in mare.&nbsp;<br>I rifiuti nel mare provocano l’inquinamento marittimo, detto anche inquinamento delle acque marine.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 07:56:25 UTC</pubDate>
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         <title>Isole di plastica</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si tratta di estese discariche di <strong>rifiuti galleggianti</strong> che si sono accumulati nel tempo nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Rifiuti di vario genere, ma specialmente frammenti microscopici di plastica che si trovano sia sulla superficie che nel <strong>fondo del mare</strong>. Sono le <strong>microplastiche</strong> che vanno a mescolarsi con il plancton, le particelle alla base di tutta la <strong>catena alimentare</strong>. Vengono, quindi, ingerite dai pesci, crostacei e altri animali risalendo la catena alimentare fino all’uomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 08:12:08 UTC</pubDate>
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         <title>Quali sono le isole di plastica più note?</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>La più tristemente famosa è la Great Pacific Garbage Patch, nota anche come il <strong>Pacific Trash Vortex</strong>, la grande chiazza di immondizia del Pacifico, situata tra il Giappone e le Hawaii e si sposta seguendo la corrente oceanica del vortice subtropicale del Nord Pacifico. Non si conosce esattamente la sua estensione, ma secondo le stime va dai 700 mila km² fino a più di 10 milioni di km², per un totale di <strong>3 milioni di tonnellate circa di rifiuti accumulati</strong>. Sono numeri impressionanti, si tratta, infatti, di uno dei più grandi simboli della crisi ambientale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 08:15:49 UTC</pubDate>
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         <title>Balene ritrovate in spiaggia</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 2018 l'associazione protezionista <em>Whale and Dolphin Conservation</em> ha allertato che si è osservato il 56% di tutte le specie di balene e delfini ha ingerito plastica dispersa in mare scambiandola per cibo. Un sacchetto di plastica trasparente o colorato fluttuante nell'acqua è facilmente confuso con una preda, l'ingestione è rapida e il predatore non ha tempo di correggere l'errore. Tra i casi più eclatanti c'è quello di un giovane <a href="https://www.gqitalia.it/news/2018/04/13/il-capodoglio-ucciso-dalla-plastica">capodoglio</a> di dieci metri ritrovato morto in <strong>Spagna</strong> sulla spiaggia di <strong>Cabo de Palos</strong>, Murcia, dopo per aver ingerito quasi trenta chili di detriti tra sacchi, pezzi di reti da pesca e persino un bidone. In <strong>Thailandia</strong>, dopo per aver ingerito otto chilogrammi di spazzatura tra i quali 80 sacchetti di plastica. In <strong>Indonesia</strong>, dopo aver mangiato 6 chili di spazzatura, in <strong>Norvegia </strong>con nello stomaco 30 sacchi di plastica, uno dei quali lungo 2 metri, che gli impedivano di assumere nutrienti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 08:21:52 UTC</pubDate>
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         <title>Perché l’oceano crea ossigeno?</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>I microrganismi marini, che costituiscono meno dell’1% della biomassa globale, svolgono il ruolo più importante nella produzione dell’ossigeno. Basti pensare che metà di quello che inaliamo con ogni respiro è prodotto dal fitoplancton marino.&nbsp;</div><div>Questi microscopici organismi fotosintetici vivono nella colonna d’acqua e utilizzano la luce del sole, l’anidride carbonica e le sostanze nutritive sciolte nel mare per crescere e per produrre ossigeno.&nbsp;</div><div>Essi costituiscono anche la base della catena alimentare marina e sono l’organismo più abbondante nell’oceano, spesso dell’ordine di milioni di organismi per litro di acqua.<br><br><br>Come mai le balene sono fondamentali?</div><div><strong><br>Il segreto sta nei loro escrementi</strong>. Esse, infatti, si nutrono in profondità ma defecano in superficie. <strong>Le loro feci vanno a rilasciare azoto e ferro, i quali creano fitoplancton (plancton vegetale)</strong>. Quest’ultimo, poi, va ad assorbire l’anidride carbonica, prima di sprofondare negli abissi marini, portando con sé il carbonio. Negli ultimi secoli il fitoplancton è diminuito drasticamente a causa della caccia alle balene e dell’aumento delle temperature del pianeta. Dunque,<strong> è fondamentale salvare questi esseri viventi che sequestrano ogni anno milioni di tonnellate di CO2</strong>.&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-03 10:29:23 UTC</pubDate>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <pubDate>2022-02-07 09:34:16 UTC</pubDate>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <pubDate>2022-02-07 09:35:23 UTC</pubDate>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <pubDate>2022-02-07 09:37:33 UTC</pubDate>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <pubDate>2022-02-07 09:46:56 UTC</pubDate>
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         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <pubDate>2022-02-07 09:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>Quale è il tipo di plastica più dannoso?</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>il tipo di plastica più dannoso per gli animali e per l’ambiente marino, sono le reti da pesca, l’ultima cosa che una persona andrebbe a pensare.<br>Le reti da pesca commerciali sono talmente grandi che potrebbero contenere un grattacielo o dieci aerei e queste, attaccandosi al fondale marino, radano al suolo tutto l’ambiente, trasformando il suolo in una terra piatta senza forme marine.<br>Ma oltre a questo, le reti da pesca non prendono solo l’ambiente, ma anche animali che non dovrebbero essere pescati, come le tartarughe.<br>Molte di queste rimangono incastrate e muoiono tra esse, ma anche semplicemente dalle reti da pesca non più in uso e gettate in mare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-07 10:00:10 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa fare per aiutare?</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Riciclare correttamente le bottiglie di plastica, scegliere la propria dieta in maniera più consapevole,&nbsp;limitare l'uso di tazze, posate e cannucce di plastica, ridurre le emissioni di Co2,&nbsp;diventare consumatori informati, organizzare pulizie delle spiagge, evitare di acquistare prodotti in contenitori di plastica, essere un proprietario di animali responsabile, supportare un'organizzazione per la difesa del mare.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-07 10:10:16 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione personale</title>
         <author>5qsht5bh2f</author>
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         <description><![CDATA[<div>secondo me, per migliorare la situazione si devono svolgere tutte le attività elencate prima e donare soldi per aiutare, alle persone giuste, e contribuire andando a pulire le spiagge e l’oceano, e aiutare gli animali in difficoltà. &nbsp;<br>ma secondo me si dovrebbe anche smettere di mangiare pesce da una parte, per ridurre la pesca illegale (che uccide e rovina l’ambiente ingiustamente) e non, producendo già meno contenitori di plastica per il pesce, meno reti da pesca e meno problemi sull’alimentazione non sicura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-07 10:27:32 UTC</pubDate>
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