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      <title>Il secondo dopoguerra by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Rosa ARTE | Giallo LETTERATURA | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde SCIENZA E TECNICA | Viola STORIA DEL PENSIERO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-06-27 10:39:17 UTC</pubDate>
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         <title>Conferenza di Jalta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>febbraio 1945</strong>, quando ormai la Germania era in ginocchio e i destini della guerra erano segnati,  i "tre grandi" (<strong>Churchill</strong>, <strong>Roosevelt</strong> e <strong>Stalin</strong>) si incontrarono a Jalta, in Crimea, dove vennero presi gli ultimi accordi in vista della vittoria finale. Si decise la <strong>spartizione della Germania e di Berlino in quattro zone d’occupazione </strong>(sovietica, americana, inglese e francese). Ci si accordò inoltre sull’intervento sovietico contro il Giappone allo scopo di permettere all’Urss di recuperare i territori persi nella guerra russo giapponese del 1904-1905. Non si trovò invece un accordo sulla Polonia. A Jalta le potenze vincitrici affermarono il <strong>principio di non ingerenza</strong> nelle rispettive aree di competenza: la spartizione dell’Europa e del mondo in <strong>zone d’influenza</strong> rifletteva la dura realtà dei rapporti di forza tra le potenze vincitrici.<br><br>Nell'immagine: Churchill, Roosevelt e Stalin a Jalta</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 10:48:21 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita dell&#39;Onu</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite</strong> (Onu) nacque il <strong>24 ottobre del 1945</strong>, con lo scopo di mantenere la <strong>pace</strong> e la sicurezza internazionali e di promuovere la <strong>cooperazione</strong> tra i popoli. Nel gennaio 1946 si riunì a Londra la prima Assemblea generale, con i rappresentanti dei 51 Paesi. Si stabilì che la nuova istituzione avrebbe avuto sede negli Usa e che l'<strong>Assemblea generale</strong>, composta da tutti i paesi membri, ciascuno con diritto di voto,  si sarebbe riunita una volta all’anno. Fu previsto un <strong>Consiglio di sicurezza</strong> originariamente composto da 11 membri, poi portati a 10 (oggi sono 15), di cui 5 permanenti, con potere di veto (Usa, Urss, Gran Bretagna, Francia e Cina) e gli altri nominati per due anni a rotazione. Un<strong> Segretario generale</strong> rappresentava l’organismo. Sotto l’egida del Consiglio economico e sociale, vennero predisposte<strong> varie agenzie</strong> dedicate a finalità particolari, in generale connesse con la promozione dello sviluppo economico e sociale del mondo, oltre che la <strong>Corte internazionale di giustizia</strong> con sede all’Aja, tribunale incaricato di tutelare i diritti umani.<br><br>Nell'immagine: la scultura che simboleggia la non violenza davanti il Palazzo di Vetro, l'Ufficio delle Nazioni Unite a New York</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 10:50:48 UTC</pubDate>
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         <title>Si apre il processo di Norimberga</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369416049</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il <strong>20 novembre 1945</strong> e il 1° ottobre 1946 si tennero a Norimberga i processi <strong>contro i gerarchi nazisti</strong>. La città venne scelta per il suo valore simbolico, essendo stata la sede privilegiata  delle celebrazioni di massa del Partito nazista e il luogo in cui vennero decretate le<strong> leggi razziali</strong>. Un’apposita corte internazionale di giustizia, allestita dalle <strong>potenze vincitrici</strong>, si riunì per giudicare gli atti inumani commessi contro i civili, ma anche le persecuzioni religiose, razziali o politiche. La validità del processo e della corte venne messa in dubbio da più parti, soprattutto perché si occupava di crimini non espressamente previsti dai codici o dal diritto internazionale. Tuttavia, l’enormità dei delitti compiuti contro i diritti dei popoli non fermò l'iter. I crimini compiuti dai gerarchi nazisti vennero raggruppati in tre capi di accusa: <strong>crimini contro la pace</strong>, <strong>crimini di guerra</strong>, <strong>crimini contro l’umanità</strong>. Durante le udienze del processo furono portate in aula le testimonianze sull’orrore dei <em>Lager</em>, che ebbero per la prima volta vasta risonanza internazionale.<br><br>Nell'immagine: il gerarca nazista Adolf Eichmann sul banco degli imputati</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 10:56:11 UTC</pubDate>
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         <title>Elezioni per l’Assemblea costituente e referendum istituzionale in Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369416521</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>2 giugno 1946</strong> si tennero le prime consultazioni politiche libere dopo 25 anni. Gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere il nuovo assetto istituzionale del paese (monarchia o repubblica) e per eleggere i membri dell’Assemblea costituente, organo incaricato di scrivere la nuova Costituzione italiana. Si trattò delle prime elezioni a <strong>suffragio</strong> <strong>universale</strong>: per la prima volta nella storia italiana anche le <strong>donne</strong> furono chiamate a votare.<br>Si espressero a favore della <strong>repubblica</strong> 12,7 milioni di cittadini, mentre i sostenitori della monarchia furono 10,7 milioni. Nell’<strong>Assemblea costituente</strong> si affermarono i partiti di massa: la <strong>Democrazia cristiana</strong>, il <strong>Partito socialista</strong> e quello <strong>comunista</strong>.<br>La nuova <strong>Costituzione</strong> italiana entrò in vigore il <strong>1° gennaio 1948</strong> e in essa confluirono principi liberali, socialisti e cattolici. Il liberale <strong>Enrico De Nicola</strong> fu il primo presidente della Repubblica italiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:00:49 UTC</pubDate>
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         <title>Indipendenza di India e Pakistan</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369416757</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine della Seconda guerra mondiale gli inglesi si erano persuasi dell’ineluttabilità dell’indipendenza indiana e il <strong>15 agosto 1947 </strong>concessero l’indipendenza ai territori dell’area indo-pakistana favorendo però la nascita di due stati: l’<strong>Unione Indiana</strong> (in prevalenza <strong>indù</strong>) e il <strong>Pakistan</strong> (in prevalenza <strong>musulmano</strong>) che comprendeva due aree non confinanti e distanti quasi 2000 km l’una dall’altra. Questa sistemazione non allentò però le <strong>tensioni</strong> nella regione, anzi nei mesi successivi all’indipendenza, a causa delle discriminazioni religiose, gli spostamenti di migliaia di famiglie da uno Stato all’altro avvennero in un clima di conflittualità e violenza e portarono in seguito a una <strong>guerra </strong>tra i due paesi per il <strong>controllo del Kashmir</strong>. Nel <strong>1971</strong> il Pakistan orientale divenne uno Stato autonomo, il <strong>Bangladesh</strong>, uno dei Paesi più poveri del mondo. Il nuovo Stato indipendente dell’Unione Indiana si diede una Costituzione che ne fece una repubblica democratica e federale.<br><br>Nell'immagine: la suddivisione territoriale attuale, con il territorio del Bangladesh in evidenza</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:03:30 UTC</pubDate>
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         <title>Proclamazione dello Stato di Israele e prima guerra arabo-israeliana</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369417256</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante e dopo la Seconda guerra mondiale molti ebrei europei fuggirono in <strong>Palestina</strong> (formalmente un protettorato inglese) dove si acuirono le tensioni fra <strong>immigrati ebrei </strong>e <strong>comunità arabe</strong> soprattutto quando tra il 1946 e il 1947 le pressioni per la creazione di uno Stato ebraico divennero molto forti. Per pacificare le tensioni, il 29 novembre 1947,<strong> l’Onu</strong> approvò la risoluzione n.181 che prevedeva la creazione di <strong>due diversi Stati</strong> in Palestina, uno ebraico e l’altro arabo. <strong>I paesi arabi rifiutarono questa risoluzione</strong> che restò inattuata. Incapaci di controllare i disordini, <strong>gli inglesi abbandonarono</strong> l'area e il giorno stesso, il 14 maggio 1948, il leader sionista <strong>David Ben Gurion</strong> proclamò la nascita dello <strong>Stato d’Israele</strong> provocando immediatamente la prima guerra arabo-israeliana. La <strong>Lega araba attaccò il nuovo Stato</strong>, ma <strong>l’esercito israeliano</strong> risultò vittorioso e  riuscì a <strong>espandere</strong> il proprio territorio al di là dei confini entro i quali si era inizialmente collocato.<br><br>Nell'immagine: la bandiera israeliana, con la stella di David al centro</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:09:45 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita della Repubblica popolare cinese</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369417508</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine della Seconda guerra mondiale la Cina era divisa tra due governi in lotta fra di loro: i <strong>comunisti di Mao Tse-tung</strong> e i <strong>nazionalisti di Chiang Kai-shek</strong>, sostenuti dagli aiuti americani. <br>I comunisti avevano l’appoggio delle masse contadine anche perché unirono alle prospettive della rivoluzione sociale la difesa dei valori nazionali dalle ingerenze esterne. Il <strong>1° ottobre 1949</strong>, dalla Piazza Tienanmen a Pechino, <strong>Mao</strong> proclamò la nascita della Repubblica popolare cinese.<strong> I nazionalisti di Chiang Kai-shek non riconobbero il nuovo Stato</strong> e si rifugiarono sull’isola di Taiwan. Mao varò una riforma finalizzata alla <strong>collettivizzazione della terra</strong> con la creazione di cooperative di Stato e avviò <strong>piani quinquennali per l’industrializzazione</strong>. Determinante fu il sostegno economico e tecnologico dell’<strong>Urss </strong>con cui la Cina si alleò. Nel 1956, allo scadere del primo piano quinquennale, però, l’80% della popolazione era ancora occupata nel settore agricolo e il Paese non era ancora autosufficiente dal punto di vista alimentare.<br><br>Nell'immagine: Mao Tse-tung</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:12:28 UTC</pubDate>
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         <title>Negli Usa comincia il periodo del &quot;maccartismo&quot;</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369417679</link>
         <description><![CDATA[<div>All’espansione comunista gli Usa reagirono con una<strong> chiusura ideologica</strong> che negli anni Cinquanta minacciò di trasformarsi in una persecuzione generalizzata di chiunque fosse anche solo vagamente sospettabile di simpatie comuniste. Uno dei leader della campagna anticomunista negli Stati Uniti fu il <strong>senatore repubblicano Joseph McCarthy</strong> – da cui l’espressione «maccartismo» –, il quale a partire dal 1950 si fece promotore dei <strong>"Comitati per le attività antiamericane"</strong>, incaricati di raccogliere prove, da sottoporre alla magistratura, su cittadini statunitensi di <strong>presunte idee comuniste</strong>. Numerosi militanti di sinistra, intellettuali, uomini di spettacolo furono inquisiti, anche in base a testimonianze anonime e in seguito ad accuse non dimostrate. Diverse voci si levarono contro gli <strong>eccessi</strong> della campagna maccartista e a metà degli anni Cinquanta il senatore fu costretto ad abbandonare la scena politica.<br><br>Nell'immagine: Joseph McCarthy </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:14:18 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra di Corea</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369417841</link>
         <description><![CDATA[<div>Al momento della sconfitta giapponese la Corea era stata <strong>liberata da Nord dall’Armata rossa</strong> e <strong>da Sud dagli americani</strong>. Il Paese si trovò dunque spaccato in due da una linea che tagliava la penisola lungo il <strong>38° parallelo</strong>. A Nord si cominciò a costruire un regime <strong>comunista</strong>, a Sud un regime <strong>capitalista</strong>, entrambi sotto la protezione delle rispettive occupazioni militari. Il clima di guerra fredda rese impossibile la riunificazione del Paese e a metà del 1950 <strong>le truppe del Nord attaccarono la Corea del Sud</strong>. L’Onu affidò agli Stati Uniti l’incarico di difendere il Paese aggredito. Per la prima volta gli Usa intervenivano in prima persona per difendere un "paese amico" dalla minaccia comunista. I sovietici non intervennero, ma lasciarono che fossero i cinesi a contrastare gli americani in Corea. Si scatenò un confitto estremamente sanguinoso, che causò circa un milione di morti e che si concluse nel <strong>luglio 1953 </strong>con un nulla di fatto. La Corea rimase divisa in due dal 38° parallelo e lo è ancora oggi.<br><br>Nell'immagine: una ragazza coreana porta un bambino vicino a un carro armato</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:16:12 UTC</pubDate>
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         <title>I francesi si ritirano dall&#39;Indocina</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369418071</link>
         <description><![CDATA[<div>In Vietnam, il paese più importante dell’Indocina francese, la <strong>resistenza nazionalista e comunista contro i giapponesi</strong> era stata molto forte.  Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, mentre i <strong>comunisti</strong> guidati dal primo ministro e poi presidente <strong>Ho Chi Minh </strong>creavano a <strong>Nord </strong>la <strong>Repubblica democratica del Vietnam</strong>, al <strong>Sud</strong> tornarono i <strong>francesi</strong>, i quali, come funzionari del regime fascista di Vichy, erano stati alleati dei giapponesi e ora si ripresentavano come alleati democratici degli <strong>americani</strong>. I nazionalisti (appoggiati dai francesi e dagli americani) e i comunisti (spalleggiati dai cinesi) non poterono convivere e nel 1954 l’esercito comunista inflisse ai <strong>francesi</strong> una <strong>sanguinosa sconfitta </strong>a <strong>Dien Bien Phu</strong>. I francesi si ritirarono dall’Indocina e il Vietnam fu <strong>diviso in due</strong>: a Sud del 17° parallelo i nazionalisti, protetti dagli <strong>americani</strong>, a Nord i <strong>comunisti</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:18:56 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita del Patto di Varsavia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369418489</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’aprile del <strong>1949</strong> venne stipulato il <strong>Patto Atlantico</strong>. Si trattava un’alleanza difensiva fra alcuni Paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda, Italia e Portogallo), Stati Uniti e Canada. Il patto si dotò di un braccio militare, la <strong>Nato</strong> (<em>North Atlantic Treaty Organization</em>), al quale nel 1952 aderirono anche Grecia e Turchia. Come risposta alla Nato, <strong>anche i Paesi comunisti</strong> si diedero, nel <strong>1955</strong>, una struttura militare, il <strong>Patto di Varsavia</strong>, per coordinare l’impiego delle truppe, gli armamenti e le decisione dei comandi. Con il Patto i sovietici formalizzarono il controllo, che in sostanza già esercitavano, sulle forze militari dei "paesi satellite". Si instaurò così quella che il giornalista americano Walter Lippmann chiamò nel 1947 la <strong>«guerra fredda»</strong>: una guerra non guerreggiata, ma che costringeva i due blocchi contrapposti a stare sempre all’erta e che, a fasi alterne, continuò fino agli anni Ottanta.<br><br>Nell'immagine: emblema del Patto di Varsavia</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:22:02 UTC</pubDate>
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         <title>Rivolta in Ungheria</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369418655</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Urss instaurò <strong>governi autocratici, mascherati da "democrazie popolari"</strong>, in tutti i paesi dell’Europa dell’Est, che vennero in realtà ridotti a propri <strong>satelliti</strong>. Così accadde anche in <strong>Ungheria</strong> che avviò un processo di distacco dall’Unione Sovietica. Morto Stalin (1953), il regime vide un alleggerimento con il governo di <strong>Imre Nagy</strong>, che non ottenne però buoni risultati economici e la protesta sociale mostrò di diventare pericolosa per la stabilità politica. Nel 1955 gli stalinisti estromisero Nagy dal governo e dal Partito, ma le agitazioni non si placarono. Nell’ottobre del 1956 in pochi giorni la <strong>rivolta armata </strong>divampò in tutto il Paese. Nagy, richiamato al governo, tentò la mediazione, ma quando, il 1° novembre, annunciò l’uscita dell’Ungheria dal Patto di Varsavia, i <strong>sovietici intervennero </strong>in forze, stroncando la prima rivoluzione democratica dell’Europa comunista. Nagy fu arrestato, processato a porte chiuse e impiccato nel 1958. Duecentomila ungheresi si rifugiarono in Occidente.<br><br>Nell'immagine: la statua di Stalin, eretta nei pressi del Teatro Nazionale di Budapest, abbattuta durante la rivolta del 1956</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:24:03 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce la Comunità Economica Europea</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369419034</link>
         <description><![CDATA[<div>Il primo passo in direzione dell’integrazione europea fu la costituzione nel <strong>1951</strong> della <strong>Comunità europea del carbone e dell’acciaio</strong> (Ceca). La <strong>Germania</strong> e la <strong>Francia</strong> decisero di «porre tutta la produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un’alta autorità comune, aperta alla partecipazione di altri Paesi europei». Altri quattro partner - <strong>Italia</strong>, <strong>Belgio</strong>, <strong>Olanda</strong> e <strong>Lussemburgo</strong> - furono associati a questo accordo. Il secondo passo fu molto più ambizioso: la <strong>Comunità europea di difesa </strong>(Ced) avrebbe dovuto portare l’"Europa dei sei" a disporre di una forza armata comune. Tuttavia questo progetto <strong>fallì</strong> per l'ostilità francese. Il terzo passo si rivelò decisivo. L’Europa dei sei decise di intensificare la collaborazione economica: nel <strong>1957</strong> fu firmato il <strong>Trattato di Roma</strong>, con il quale nascevano prima il <strong>Mercato comune europeo</strong> (Mec) e poi la <strong>Comunità economica europea </strong>(Cee), con lo scopo di abolire gradualmente al suo interno le tariffe doganali e di facilitare la circolazione di merci, capitali, uomini. <br><br>Nell'immagine: firma ufficiale dei Trattati di Roma all'interno del Palazzo dei Conservatori sul Campidoglio di Roma</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:28:09 UTC</pubDate>
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         <title>Elezione di Kennedy</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1960 è eletto alla presidenza degli <strong>Usa</strong> il <strong>democratico</strong> <strong>John Fitzgerald Kennedy </strong>(1917-1963), che vara una legislazione a tutela dei <strong>diritti civili </strong>e che equipara sul piano giuridico i neri e i bianchi, dando inoltre vita a quella che chiamò la<strong> "nuova frontiera"</strong>: un insieme di <strong>provvedimenti sociali </strong>finalizzati allo sviluppo e ad alleviare le situazioni di peggiore sofferenza, in particolare in tema di assistenza sanitaria. Le intenzioni riformatrici kennediane vennero affiancate da una <strong>politica estera aggressiva</strong>. Fu infatti Kennedy ad autorizzare lo sbarco a Cuba, poi a gestire la difficile "crisi dei missili" con l’Urss e a disporre l’impiego diretto di forze armate americane in Vietnam. Il 22 novembre <strong>1963</strong> il presidente venne <strong>ucciso</strong> in un attentato, mentre era in visita a Dallas, nel Texas.<br><br>Nell'immagine: John Fitzgerald Kennedy</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:32:17 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la guerra del Vietnam</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo il ritiro dei francesi (1954) , il Vietnam fu diviso in due: il Nord era governato dal regime comunista di Ho Chi Minh, il Sud era retto da un regime militare filostatunitense. Nel <strong>1960</strong> si costituì un <strong>Fronte di liberazione nazionale del Vietnam del Sud </strong>formato da guerriglieri, detti <em>vietcong</em>, con lo scopo di unificare il Paese. L’esercito sudvietnamita si trovò in difficoltà e dovette farsi appoggiare da un numero crescente di "consiglieri militari" americani. Nel febbraio del <strong>1965</strong> <strong>gli Usa intervennero direttamente</strong> nel conflitto. A metà degli anni Sessanta gli americani avevano ormai in Vietnam un corpo che contava più di mezzo milione di uomini e un enorme dispiegamento di mezzi. Ciononostante, di fronte alla resistenza dei guerriglieri <em>vietcong </em>appoggiati dalla popolazione, non riuscivano a prevalere. Nel contempo, si diffusero in Usa e in Europa le testimonianze di una guerra sempre più percepita dall’opinione pubblica come <strong>ingiusta</strong>. Il nuovo presidente Richard Nixon avviò contatti diplomatici per arrivare alla conclusione del conflitto. Nel <strong>1973</strong> gli USA si ritireranno, ma il conflitto continuerà ancora per due anni e si concluderà con l’occupazione del Sud da parte delle truppe nordvietnamite. Il Paese venne così <strong>unificato </strong>sotto la guida di <strong>Ho Chi Minh</strong>.<br><br>Nell'immagine: bambini vietnamiti fuggono da un bombardamento al napalm (una sostanza chimica ustionante) lanciato dall'aviazione americana, fotografia di Nick Ut</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:33:58 UTC</pubDate>
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         <title>Costruzione del Muro di Berlino</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369420073</link>
         <description><![CDATA[<div>In politica estera <strong>Kennedy</strong> e <strong>Krusciov</strong> cercarono il <strong>dialogo</strong>, ostacolato però da forti momenti di <strong>tensione</strong> in occasione della costruzione del muro di Berlino, dell’installazione dei missili sovietici a Cuba e dell’intensificarsi della partecipazione degli Usa alla guerra in Vietnam. Nel 1963, mentre era in visita a Berlino ovest, Kennedy pronunciò la celebre frase <em>Ich bin ein Berliner</em> ("io sono un berlinese"), con cui volle comunicare ai tedeschi dell’Ovest la vicinanza e l’amicizia del suo Paese dopo il sostegno dell’Urss alla DDR (Germania Est) in occasione della costruzione del muro. Nella notte<strong> fra il 12 e il 13 agosto 1961</strong>, infatti, il governo della <strong>DDR</strong> costruì <strong>un muro intorno ai tre settori occidentali della città</strong> per impedire le frequenti fughe dei tedeschi orientali in Occidente. Il muro, che diventerà il simbolo della guerra fredda, verrà abbattuto nel novembre <strong>1989</strong> e la sua caduta segnerà il momento di riunificazione della Germania.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:39:43 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Crisi dei missili&quot; fra Usa e Urss</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369420330</link>
         <description><![CDATA[<div>A Cuba, in seguito alla rivoluzione del <strong>1959</strong>, <strong>Fidel Castro</strong> instaurò un <strong>regime</strong> <strong>socialista</strong>, alleato dell’Urss e fortemente avversato dagli Usa. Nel 1962 le fotografe aeree scattate dai ricognitori americani rivelarono che<strong> i sovietici </strong>avevano installato <strong>a Cuba</strong> batterie di <strong>missili in grado di colpire le città statunitensi</strong>. Kennedy fece circondare Cuba dalla marina e ne impose il <strong>blocco</strong> <strong>totale</strong>. Il leader sovietico Kruscev preferì evitare lo scontro e<strong> ritirare i missili</strong>, in cambio dell’impegno americano a rinunciare all’invasione dell’isola. Fra Cuba e gli Usa avvenne una rottura completa. Gli Usa decretarono il boicottaggio economico totale (<strong>embargo</strong>), nel tentativo di determinare il tracollo dell’economia cubana. Se ciò non avvenne fu solo grazie ai <strong>massicci aiuti alimentari e finanziari sovietici</strong>, che si protrassero fino al crollo del muro di Berlino. Per parte sua, il regime castrista venne indotto dallo stato d’assedio a chiudersi sempre più in una realtà antidemocratica, alle prese con problemi gravi di approvvigionamento.<br><br>Nell'immagine: Fidel Castro</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 11:42:32 UTC</pubDate>
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         <title>Indipendenza dell&#39;Algeria</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369424486</link>
         <description><![CDATA[<div>La lotta contro il <strong>dominio francese</strong> in Algeria, dove vivevano migliaia di contadini provenienti dalla madrepatria (i <em>pieds noirs</em>, che godevano di uno status privilegiato) fu particolarmente sanguinosa. Nel <strong>1954</strong> scoppiò un'insurrezione guidata dal <strong>Fronte di liberazione nazionale algerino</strong> (Fln), che  presto si trasformò in una vera e propria guerra di liberazione che per<strong> otto anni</strong> insanguinò l’Algeria. L’opinione pubblica francese si divise e proprio per cercare una via d’uscita nel <strong>1958</strong> fu chiamato al governo della Francia il generale<strong> De Gaulle</strong> che prospettò una soluzione intermedia fra l’indipendenza e l’integrazione e puntava alla creazione di un’Algeria federale. Un gruppo di ufficiali dell’esercito francese si oppose però a tale soluzione e proseguì la guerra con una <strong>struttura terroristica clandestina</strong>. Furono anni orribili, durante i quali il <strong>Fln</strong> riuscì a sopravvivere e alla fine a <strong>vincere</strong>, appoggiato da tutto il nazionalismo progressista, dai paesi socialisti e dagli intellettuali di mezzo mondo. Nel <strong>1962</strong> si arrivò alla <strong>pace</strong> tra la Francia e il governo rivoluzionario provvisorio dell’ormai ex colonia.<br><br>Nell'immagine: un fotogramma del film <em>La battaglia di Algeri</em>, girato dal regista italiano Gillo Pontecorvo nel 1966</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:27:31 UTC</pubDate>
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         <title>Protesta studentesca in Europa</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369425363</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla fine degli anni Sessanta la contestazione studentesca cominciò a investire l’Europa a partire dalla <strong>Germania</strong>, dove trovò un importante sostegno teorico nel gruppo di ricerche sociali noto come <strong>"scuola di Francoforte"</strong>. Gli episodi più intensi di rivolta giovanile si verificarono in <strong>Francia </strong>nel <strong>maggio 1968</strong>, dove per la prima volta la contestazione studentesca si saldò con la <strong>protesta operaia</strong>, come avvenne parzialmente l’anno seguente anche in <strong>Italia</strong>, durante il cosiddetto <strong>"autunno caldo"</strong>. Le proteste giovanili, che misero in discussione lo stesso modello su cui si basava la società occidentale, si unirono ai movimenti di <strong>riscatto del Terzo Mondo</strong> e a quelli contrari all’imperialismo americano. Nell’Occidente capitalista il Sessantotto portò una ventata di <strong>rinnovamento culturale</strong> tanto da essere considerato uno spartiacque fra la società uscita dalla guerra e quella più aperta degli anni Sessanta e Settanta, in cui temi nuovi e di interesse generale (<strong>femminismo</strong>, <strong>pacifismo</strong>, <strong>ecologia</strong>) si imposero nel panorama culturale e politico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:35:31 UTC</pubDate>
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         <title>Primavera di Praga</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369425696</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’<strong>Europa orientale</strong>, sottoposta al rigido controllo dell’Unione Sovietica, iniziarono a sorgere incrinature e proteste. Nel 1967 gli <strong>intellettuali</strong> <strong>praghesi</strong> denunciarono il regime per gli abusi commessi e chiesero maggiori libertà. La protesta trovò uno spazio in precedenza inimmaginabile, proprio a seguito del dibattito ormai maturato in quegli anni nel movimento comunista che mostrò la possibilità di una "via nazionale" al socialismo internazionale. Il nuovo leader <strong>Alexander Dubcek </strong>preparò un programma di riforme che si riassumeva nello slogan <strong>"un socialismo dal volto umano"</strong>. La "primavera di Praga", come fu chiamato questo tentativo di rinnovamento della società cecoslovacca, fu ben presto <strong>ritenuta inaccettabile dai sovietic</strong>i e nell’agosto del 1968 le forze del Patto di Varsavia <strong>invasero la Cecoslovacchia</strong>. La popolazione sfidò i carri armati a mani nude, ma la <strong>resistenza dei praghesi</strong> fu sopraffatta con le armi in pochi giorni. Lo shock fu immenso e la repressione aprì una grave crisi all’interno del comunismo internazionale.<br><br>Nell'immagine: carri armati del Patto di Varsavia entrano in Cecoslovacchia nell'agosto del 1968</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:37:41 UTC</pubDate>
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         <title>La luna e i falò di Pavese</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369426676</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La luna e i falò</em> è l'ultimo romanzo di <strong>Cesare Pavese</strong> (1908-1950) e la sua opera più nota e apprezzata. In esso si ritrovano i temi, i motivi, le atmosfere che contraddistinguono tutta l'opera di Pavese, tanto da poterlo considerare come la sintesi del suo mondo. I personaggi pavesiani tentano spesso un <strong>viaggio</strong> <strong>a ritroso</strong>, alla ricerca delle proprie radici, che si rivela però <strong>infruttuoso</strong>. Intorno a questo tema ruota <em>La luna e i falò</em>, il cui protagonista tenta di recuperare la propria giovinezza tornando nel paese natale, ma si scontra con i cambiamenti imposti dalla <strong>storia</strong> che ha cancellato le tracce del <strong>mito</strong> (i ricordi dell’infanzia). In questo romanzo, dove personaggi ed eventi sono trasformati in <strong>simboli</strong> e mito (la <em>luna</em> e i <em>falò </em>del titolo rimandano alle costanti arcane delle stagioni), Pavese esprime simbolicamente la desolata convinzione dell'inutilità di ogni sforzo contro il destino.<br><br>Nell'immagine: Cesare Pavese</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:44:17 UTC</pubDate>
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         <title>Negli Stati Uniti nasce il movimento della Beat Generation</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369427091</link>
         <description><![CDATA[<div>La <em>Beat Generation</em> fu un movimento letterario, musicale e artistico sviluppatosi attorno agli <strong>anni Cinquanta e Sessanta</strong> negli Stati Uniti, che gravitava attorno a figure come Jack<strong> Kerouac</strong>,<strong> </strong>Allen<strong> Ginsberg</strong>, William <strong>Borroughs</strong>, Gregory <strong>Corso</strong>, Lawrence <strong>Ferlinghetti</strong>. Questi ragazzi si fecero portatori di una nuova visione del mondo che rifiutava le strutture e le norme tradizionali. Il loro <strong>distacco dalla realtà</strong> si espresse anche attraverso l'uso di alcol e droghe. Il <strong>viaggio</strong>, il <strong>nomadismo</strong>, lo zaino in spalla e un  <strong>taccuino</strong> su cui scrivere, erano i simboli degli autori <em>beat</em> che, riprendendo i temi della della <strong>contestazione</strong> <strong>giovanile</strong> della loro epoca (guerra del Vietnam, segregazione razziale dei neri, condizione subordinata della donna ecc...), fecero della <strong>ricerca di sé</strong> la loro cifra stilistica. Il termine <em>Beat</em> ("battuto" ma anche "ribelle") venne coniato da Jack Kerouac nel 1947, ma l'atto di nascita ufficiale fu il 1952, anno in cui fu pubblicato sul  New York Times l'articolo di Holmes <em>This is the Beat Generation</em>, che segnò l'avvio dell'esistenza pubblica del <em>Beat</em>.<br><br>Nell'immagine: Jack Kerouac</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:47:06 UTC</pubDate>
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         <title>Le ceneri di Gramsci di Pasolini</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369427631</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Le ceneri di Gramsci</em> è una raccolta di  <strong>undici</strong> <strong>poemetti</strong> (di cui il settimo è quello che dà il titolo all’intera raccolta) scritti da <strong>Pier Paolo Pasolini </strong>(1922-1975) fra il 1951 e il 1956 e pubblicati insieme nel 1957. Quest'opera rappresenta il punto più alto della poesia pasoliniana e la <em>summa</em> della sua visione del mondo. In questi testi, distanti sia dalla poesia ermetica sia da quella neorealista, Pasolini, alternando <strong>registri</strong> <strong>lirici</strong> a momenti di bassa <strong>discorsività</strong>, affronta t<strong>ematiche politiche e civili</strong> connesse all’<strong>impegno intellettuale</strong>.<br><br>Nell'immagine: Pier Paolo Pasolini</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:51:24 UTC</pubDate>
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         <title>I nostri antenati di Calvino</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369427845</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo il periodo più strettamente <strong>neorealista</strong>, Italo Calvino attraversa una fase che può essere definita <strong>allegorico-fantastica</strong>, di cui fanno parte i tre romanzi - <strong><em>Il visconte dimezzato</em></strong> (1952), <strong><em>Il barone rampante</em></strong><em> </em>(1957) e <strong><em>Il cavaliere inesistente</em></strong> (1959) - che compongono la <strong>trilogia</strong> <em>I nostri antenati</em>, pubblicata nel 1960. Tutte e tre le opere sono incentrate su una figura di protagonista forte, che si presenta come <strong>trasgressore</strong> delle regole condivise. Al centro delle tre storie sta una metafora carica di significato: il dualismo tra <strong>male e bene</strong> (<em>Il visconte</em>), la scelta di <strong>vivere</strong> <strong>distaccati</strong> dalla terra (<em>Il barone</em>), l’inconsistenza dell’io e il <strong>problema dell’identità</strong> (<em>Il cavaliere</em>). Per Calvino il fantastico e la metafora sono espedienti narrativi utili per evidenziare aspetti della realtà.<br><br>Nell'immagine: Italo Calvino</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:53:02 UTC</pubDate>
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         <title>Lessico famigliare di Natalia Ginzburg</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369428189</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Lessico famigliare</em> è l'opera più nota di <strong>Natalia Ginzburg </strong>(1916-1991), che dedica la propria scrittura al tema degli affetti famigliari e della memoria, all’interno del sistema di <strong>valori borghesi </strong>che l'autrice interpreta positivamente sotto l’insegna del buon senso e della <strong>moderazione</strong>. In <em>Lessico famigliare </em>attraverso un'analisi della lingua parlata in casa la Ginzburg ricostruisce la <strong>storia</strong> <strong>familiare</strong> e arriva ad offrire uno spaccato dell'<strong>ambiente sociale</strong> della buona <strong>intellettualità piemontese</strong> fra le due guerre.<br><br>Nell'immagine: Natalia Ginburg</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:55:24 UTC</pubDate>
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         <title>Il russo Jurij Gagarin è il primo uomo nello spazio</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369428372</link>
         <description><![CDATA[<div>La corsa alla conquista dello spazio, iniziata negli anni Cinquanta, fu uno degli aspetti della <strong>competizione fra Usa e Urss</strong> con cui le due superpotenze volevano dimostrare la propria superiorità tecnologica, favorire la ricerca in settori chiave per la sicurezza interna, come le telecomunicazioni e le osservazioni meteorologiche, e sviluppare la progettazione di missili a lunga gittata. I primi clamorosi successi vennero colti dai sovietici, quando nel <strong>1957</strong> riuscirono a lanciare nell’orbita terrestre lo <strong>Sputnik</strong>, il primo satellite artificiale (gli Usa fecero lo stesso l’anno successivo), e nel <strong>1961</strong> quando Jurij Gagarin fu il primo astronauta a navigare<strong> in orbita intorno alla Terra</strong>. Gli <strong>americani</strong> seppero però colmare il ritardo quando nel <strong>1969</strong> stupirono il mondo atterrando sulla <strong>Luna</strong>.<br><br>Nell'immagine: Jurij Gagarin</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:57:09 UTC</pubDate>
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         <title>Sbarco americano sulla Luna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/i0s2hoa4claq/wish/369428656</link>
         <description><![CDATA[<div>La “gara spaziale” tra Urss e Usa maturata nel clima della guerra fredda fu vinta dagli Usa il <strong>20 luglio 1969</strong>, quando gli astronauti <strong>Neil Armstrong</strong> e <strong>Buzz Aldrin</strong>, a bordo della navicella spaziale <strong>Apollo</strong> <strong>11</strong>, raggiunsero la Luna e vi posero piede per la prima volta, sotto gli occhi del mondo intero collegato in diretta televisiva. L'equipaggio (formato anche da <strong>Michael Collins</strong>) lasciò sul satellite una targa di acciaio inossidabile con la scritta: <em>Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanità</em>. La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra, ed è firmata dai tre astronauti e dall'allora Presidente degli Usa Richard <strong>Nixon</strong>. I tre astronauti ritornarono sulla Terra il 24 luglio, accolti come eroi.<br><br>Nell'immagine: Aldrin issa la bandiera degli Stati uniti sul suolo lunare</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 12:59:22 UTC</pubDate>
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         <title>Esce Roma città aperta, manifesto del neorealismo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Roma è stata liberata da poco quando il regista <strong>Roberto</strong> <strong>Rossellini</strong> (1906-1977), che ha già girato quattro film nel corso della guerra, si trova fra le mani la vicenda di un <strong>prete ucciso dai nazisti</strong> durante l'occupazione della capitale. Decide così di fare un film che diventerà <strong>un affresco dell’Italia della Resistenza</strong>: è <em>Roma, città aperta</em>, che esce nelle sale nel 1945. Nell’Italia del dopoguerra la scarsità di mezzi e l’indisponibilità dei teatri di posa di Cinecittà obbliga i registi a girare le riprese nelle strade e ad ambientare i lungometraggi <strong>nei luoghi autentici</strong>: proprio questo limite contribuisce, però, a creare la cifra stilistica del neorealismo che si caratterizza per la rappresentazione della vita quotidiana con un piglio quasi documentario. L’anno dopo con <strong><em>Sciuscià</em></strong> Vittorio <strong>De Sica </strong>indagherà i disastri provocati dall'esperienza bellica nell'animo dei ragazzini del proletariato mentre ancora <strong>Rossellini</strong> darà vita con <strong><em>Paisà</em></strong> a un nuovo affresco dell’Italia sconvolta dalle recenti vicende.<br> <br>Nell'immagine: la locandina del film</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 13:04:38 UTC</pubDate>
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         <title>La dolce vita di Fellini</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1960 esce nelle sale <em>La dolce vita</em>, uno dei film capolavoro del regista e sceneggiatore riminese <strong>Federico</strong> <strong>Fellini</strong> ( 1920-1993), che vincerà la Palma d'oro al 13º Festival di Cannes. Si tratta di uno dei film più famosi della storia del cinema, che viene solitamente indicato come il punto di passaggio dai primi film felliniani <strong>neorealisti</strong> (<em>La strada </em>e <em>Le notti di Cabiria</em>, vincitori di 2 Oscar) ai successivi <strong>film d'arte</strong>. Il film sviluppa, di episodio in episodio, la<strong> lunga peregrinazione per Roma</strong>, compiuta da Marcello Rubini (interpretato da un giovane Marcello Mastroianni), un giornalista-scrittore in crisi morale e spirituale, seguito da un fedele fotografo, Paparazzo. Dietro alla vita fantasmagorica e spettacolare dei protagonisti si celano, però, le aspirazioni, i dubbi, le paure e le speranze di <strong>una nuova generazione</strong>. Fellini mostra dunque la propria crisi (che è la crisi di un'epoca) dando voce al suo alter ego Mastroianni sullo sfondo di una città dipinta con<strong> lirico sconforto</strong>. <br><br>Nell'immagine: la locandina del film</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 13:07:24 UTC</pubDate>
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         <title>Alla Biennale di Venezia arriva la Pop Art</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Biennale delle Arti Visive di Venezia del 1964 segnò l'avvento della <strong><em>Pop Art </em></strong><strong>americana</strong> <strong>in Europa</strong>. Il premio come miglior artista straniero fu assegnato al pittore statunitense Robert Rauschenberg suscitando clamore e <strong>polemiche</strong> che si tramutarono rapidamente in notorietà. Quella del 1964 si trasformò, così, nella Biennale della <em>Pop Art</em>, che mise in ombra le altre mostre allestite quell’anno e determinò il futuro dell’arte contemporanea, consacrando l’egemonia dell’arte americana e spostando l'attenzione di critica e mercato. La rivoluzione della <em>Pop Ar</em>t e il processo di sconfinamento dell'arte <strong>dal quadro all’ambiente</strong>, fino ad arrivare alla <em>performance</em> e all'<em>happening, </em>influenzarono significativamente la ricerca artistica per tutti gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.<br><br>Nell'immagine: Roy Lichtenstein, <em>M-Maybe </em>(1965)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 13:09:27 UTC</pubDate>
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         <title>Levi rientra a Torino dopo la prigionia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Primo Levi </strong>nacque a <strong>Torino</strong> nel 1919. <strong>Chimico</strong> di professione, nel 1944 fu deportato nel campo di sterminio di <strong>Auschwitz</strong> dove rimase fino al gennaio del 1945, quando fu <strong>liberato dall'arrivo delle truppe sovietiche</strong>. Dopo avere soggiornato in un campo di transito sovietico, rientrò a Torino alla fine del 1945. Dall'urgenza di testimoniare la sua esperienza di prigioniero e dalla volontà di capire una realtà che appare al di là di ogni razionalità nacque il suo libro d'esordio <em>S</em><strong><em>e questo è un uomo</em></strong>, scritto tra il dicembre 1945 e il gennaio <strong>1947</strong>, anno della sua pubblicazione. In quest'opera, che ha il suo fulcro in una tenace fede nella dignità dell'uomo, l'importanza documentaria si sposa con l'altissimo valore letterario.<br><br>Nell'immagine: Primo Levi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 13:41:20 UTC</pubDate>
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         <title>Gli scienziati Watson e Crick scoprono la struttura del Dna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche se il <strong>DNA</strong> fu scoperto nel <strong>1869</strong>, il suo ruolo cruciale nel determinare il patrimonio genetico fu dimostrato nel 1953 quando gli scienziati <strong>James D. Watson</strong> e <strong>Frances H.C. Crick</strong> annunciarono di aver individuato la <strong>struttura</strong> del DNA (composto di due catene di nucleotidi disposte a formare una <strong>doppia elica</strong>) e il suo meccanismo di replicazione. Watson e Crick compresero, inoltre, che l'informazione genetica dipendeva <strong>dall'ordine</strong> nella disposizione sequenziale dei nucleotidi. Nel <strong>1962</strong>  Watson e Crick (assieme a Maurice Wilkins che lavorava allo studio ai raggi X del DNA) ricevettero il <strong>Premio Nobel</strong> per la medicina.<br><br>Nell'immagine: James Watson e Frances Crick</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 13:42:44 UTC</pubDate>
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         <title>Premio Nobel a Natta che ha scoperto il moplen</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1954 <strong>Giulio Natta</strong>, <strong>ingegnere chimico</strong> dell'importante azienda italiana Montecatini, mette a punto il polipropilene isotattico, una <strong>materia</strong> <strong>plastica</strong> dura, resistente e leggera, dal larghissimo impiego, che frutterà all'inventore il premio Nobel per la chimica e alla sua società una pioggia di denaro. Il rivoluzionario materiale, commercializzato con il nome di <em>moplen</em>, viene utilizzato per costruire svariati oggetti (dalle stoviglie ai giocattoli) e viene ampiamente pubblicizzato durante <strong>Carosello</strong> dal comico milanese Gino Bramieri con il tormentone <em>E mò e mò e mò... Moplen!</em><strong>  La plastica diventa la sintesi della modernità</strong> contro gli antiquati utensili usati delle massaie e realizzati in leghe metalliche e legno che vengono sbalzati fuori mercato. Le fibre plastiche rivoluzionano infatti i cicli produttivi perché<strong> in un unico passaggio</strong> si ottiene dallo stampo i<strong>l prodotto finito</strong>, anche con forme (rotonde ed ellittiche) che esulano dal consueto. <br><br>Nell'immagine: Giulio Natta</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-27 14:13:12 UTC</pubDate>
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