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      <title>Orfeo e Euridice by Kallyzey</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-01-21 16:00:25 UTC</pubDate>
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         <title>Cesare Pavese</title>
         <author>kpadroncvaup</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>Orfeo, l’inconsolabile</em></strong></p><p>da Dialoghi con Leucò</p><p><br></p><p>Il dialogo esprime il dramma di Orfeo che ha ben compreso come la morte di Euridice rappresenti il definitivo concludersi di un’epoca. Riportarla in vita non ha alcun senso, perché quanto è perduto lo è per sempre. Per questo Orfeo scelse di voltarsi, quando già intravedeva il barlume del giorno.</p><p><br></p><p> Per l'Orfeo di Pavese, Euridice rappresentava un'estate, un momento felice in cui l'uomo non conosceva ancora il suo destino, una stagione della vita che si è spenta con la sua morte e tutto questo accade quando Orfeo, nella discesa agli inferi, si rende conto che non stava cercando Euridice, ma che stava cercando se stesso all'interno di una stagione della vita che lei rappresentava.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-21 23:05:54 UTC</pubDate>
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         <title>Italo Calvino</title>
         <author>kpadroncvaup</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>L’altra Euridice</em></strong></p><p><br></p><p>La rivisitazione del mito di Orfeo da parte di Calvino rivela una serie di capovolgimenti rispetto ai rapporti originali, tra i quali il più notevole deriva dal considerare il mondo all’interno della Terra, in cui abitano Plutone e la sua compagna Euridice, il vero mondo terrestre, ricco di fantastici paesaggi nati da fantasmagorici rapporti tra elementi. Esso è ben diverso dalla classica immagine degli Inferi e soprattutto ben più confortevole rispetto al mondo della superficie.</p><p><br></p><p>l racconto è narrato in prima persona da Plutone, il re degli Inferi della mitologia romana, il quale originariamente vive con Euridice, la sua compagna nel mondo incantato della Terra vista dall’interno. Plutone assume il ruolo di un Orfeo capovolto. Inoltre, nel racconto originario di Orfeo, è Orfeo che perde la sua amata, morsa da un serpe mentre sfugge il pastore Aristeo, tra i campi della Tracia, nel racconto di Calvino, al contrario, è Plutone che perde la donna, attratta verso la superficie della Terra da musiche menzognere, per tanto,  Euridice non precipita, ma sale in superficie. Anche nella versione di Calvino, Plutone sale in superficie per cercare Euridice, rappresentato come un'eruzione vulcanica.</p><p><br></p><p>Si potrebbe dire che per Calvino, Euridice rappresentava un oggetto immobile che non conosceva la vita fino a quando  sentiva per prima volta una melodia distraente.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-21 23:53:38 UTC</pubDate>
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