<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Cosmonauti - Giornale Scolastico - Aprile 2021 by Cosmonauti - Laboratorio di giornalismo scolastico del Liceo Classico G. Garibaldi di Palermo</title>
      <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r</link>
      <description>In questo numero: #ilpianetasisalvadAprile con #Greenpeace, a cura di Asaria Pisano - &quot;Benessere e Salute. Focus su Educazione stradale,&quot; a cura di Emanuele Gallo e Vittorio Rizzo  - &quot;Legalità ed essere uomini&quot;, a cura della prof.ssa Lucia Carollo - DENTRO LA NOTIZIA &quot;Rosario Livatino: un viaggio dall&#39;inferno al paradiso&quot;, a cura di Diletta Conciauro - &quot;Giornata Internazionale della Libertà di Stampa. Ricordando Ilaria Alpi&quot;, a cura di Federico Scarlata -  Cronache dal mondo: &quot;Il possesso delle armi, una grossa falla del II emendamento&quot;, a cura di Ferdinando Mazzarella  - “Classici in strada” anche con noi, studenti del Garibaldi!&quot;, a cura di Vittoria Pecorella e Marco Battaglia -  - &quot;La parola agli ex allievi - Quel che di noi resta. La buona notizia da giovane a giovane. Il ricordo del nostro Antonio Ennio Minuto da parte dei compagni&quot; (video intervista da &quot;Impronta Magazine&quot;) - &quot;Spazio creatività&quot;: &quot;Le Marche&quot;, a cura di Mattia Ferrara - &quot;9 maggio 2021&quot;, prof.ssa Nunzia La Rosa - &quot;Il mio nome è Nessuno&quot;, a cura di Lucrezia Albanese, Federico Bonanno, Salvatore Castronovo, Emilia Chibbaro, Sofia Costa, Noemi D&#39;Angelo, Sara Di Salvo, Sofia Federico, Pietro Gervasi, Ludovica Liotta - &quot;Spazio aperto. A un anno di pandemia. Voci e testimonianze&quot; (con illustrazioni di Ludovica Fesi) - &quot;Riflessione sul nostro tempo&quot;, a cura dei ragazzi della 1 H - &quot;No al cyberbullismo. L&#39;ultima parola sarà mia&quot;, a cura di Giulia Benigno, Laura Miceli, Giulia Paderni Migliore e Giulia Sapienza - Testimonianza su cyberbullismo, a cura di Antonio Cricchio, Francesco Falcone, Federico Gisolo, Ginevra Giugno, Michele Matranga, Martina Settineri - Focus Letterario: &quot;I 100 anni dalla pubblicazione della prima edizione del &quot;Canzoniere&quot; di Umberto Saba. Le &quot;nostre parole&quot;, a cura di Ludovica Fesi, Flavio Scorsone, Asaria Pisano, Roberta Romeo, Diletta Conciauro,  Marta Montante,  Eugenia Di Salvo, Matteo Lupo, Giulia Vancheri, Emma Giubilo, Manfredi Busetta, Gabriella Filippone, Federico Scarlata, Sveva Butera,  Andrea Campobasso, Chiara  Tomasino, Marta Amore,  Greta Calafiura, Ferdinando Mazzarella - &quot;Città vecchia&quot;, elaborazione grafica a cura di Ludovica Fiore - NOMEN OMEN, rubrica di onomastica a cura di Beatrice Nogara, Lorenzo Baldo, Noemi Paglino e degli studenti della I E - Report &quot;Educazione digitale e diritti umani&quot;. di Ramona Gottuso -  Hanno collaborato: prof.ssa Francesca Faraci - prof.ssa Carla Bono - prof.ssa Nunzia La Rosa - prof.ssa Serafina D&#39;Accorso - prof.ssa Mari Carmen Tranchina -  prof.ssa Carmen Bonanno - prof.ssa Lucia Carollo - prof.ssa Marina Di Giorgi.
  Docenti responsabili del blog interattivo: prof.ssa Marina Di Giorgi prof. ssa Lucia Palumbo prof. Cosimo Cannata</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-07-25 21:17:12 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-10-08 11:05:55 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Testimonianza sul Cyberbullismo</title>
         <author>federicogisolo</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1400142625</link>
         <description><![CDATA[<div>A cura di Antonio Cricchio, Francesco Falcone, Federico Gisolo, Ginevra Giugno, Michele Matranga, Martina Settineri (Classe IV I)</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/819840266/fc60b7d1130c8ba1093e1c3dca43df31/68d244fc_7013_402c_b469_e746672fd837.MP4" />
         <pubDate>2021-04-09 14:36:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1400142625</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Giornata Internazionale della Libertà di Stampa. Ricordando Ilaria Alpi</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1401553314</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 3 maggio si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Libertà di Stampa, per riflettere sull'importanza dei principi in difesa della libertà di parola e di informazione, del pluralismo e dell'indipendenza dei media. Il modo migliore di onorare un giornalismo vero è quello di parlare di chi ha svolto questo lavoro con impegno e integrità come Ilaria Alpi. Era una giornalista e reporter della Rai. Venne uccisa nel 1994 in Somalia, a Mogadiscio insieme al cameramen Miran Hrovatin, aveva solo 32 anni. Da due anni la giornalista del Tg3 seguiva la missione di pace Restore Hope, coordinata dall’Onu, per porre fine alla guerra civile scoppiata nel 1991 dopo la caduta del dittatore il generale Siad Barre. &nbsp; Durante la sua permanenza in Somalia Ilaria Alpi si occupa, per conto proprio, anche di un’inchiesta sul traffico internazionale di veleni, rifiuti tossici e radioattivi prodotti nei Paesi industrializzati e stivati nei Paesi poveri dell’Africa, in cambio di tangenti e armi scambiate coi gruppi politici locali. A questa indagine si ritiene oggi sia legato il movente del suo assassinio.<br>Penso che negli anni il ruolo del giornalista, in alcuni casi, si sia ridotto alla ricerca di notizie e di scoop dell’ultima ora, occupandosi delle novità che attirano di più il pubblico: spesso quotidianamente assistiamo ad inviati che rincorrono il politico del momento per rubargli delle dichiarazioni; non manca, poi, di osservare come nel racconto giornalistico essi si soffermino su dettagli cruenti e poco rilevanti di efferati omicidi, unicamente per creare più curiosità ed interesse.&nbsp;<br>Credo che Ilaria debba essere un esempio per chi decide di intraprendere la carriera giornalistica, perché lei ha messo davanti il suo lavoro, ha continuato l’inchiesta nonostante i pericoli che correva e, purtroppo, ha pagato ciò con la vita. La sua storia ancora oggi è piena di intrighi e di dinamiche non chiare, solo nel 2016 si è fatta più chiarezza, solo grazie alla perseveranza della famiglia ed in particolare della madre, Luciana Alpi, e di qualche collega più sensibile. Fino ad allora questo caso sembrava destinato ad essere dimenticato ed archiviato senza una soluzione veritiera. Questo stava per avvenire perché la morte di Ilaria Alpi non ha avuto la giusta importanza mediatica, come purtroppo accade ormai troppo spesso. A Torino una scuola è stata intitolata a lei per onorarne il nome, mentre a Milano le è stato dedicato un giardino. Per chi volesse approfondire la figura di Ilaria Alpi e gli sviluppi delle indagini sul suo caso consiglio la lettura del libro "Ilaria Alpi - La ragazza che voleva raccontare l'inferno", di Gigliola Alvisi, e "Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Depistaggi e verità nascoste a 25 anni dalla morte", di Luigi Grimaldi e Luciano Scalettari.<br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Federico Scarlata, 2 E </strong>&nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://vittimemafia.it/ilaria-alpi-e-miran-hrovatin-depistaggi-e-verita-nascoste-a-25-anni-dalla-morte/" />
         <pubDate>2021-04-09 21:04:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1401553314</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Legalità ed essere uomini</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1401561077</link>
         <description><![CDATA[<div>Si è concluso giovedì 8 Aprile il percorso Pcto #MODUSGRAM, quest'anno interamente dedicato ai temi della legalità e dell'essere uomini, della democrazia e della Costituzione. Il progetto è stato promosso dalla libreria Modus Vivendi, con gli studenti di alcune classi del nostro istituto, a cura delle prof.sse&nbsp; Lucia Carollo, Giusi Zummo e Giovanna Pancucci. In quattro incontri i nostri studenti hanno conversato prima con Gherardo Colombo intorno al saggio "Anche per giocare servono le regole", con Matteo Nucci autore di "Achille e Odisseo", quindi con Alessio Lasta autore di "La più bella" e infine con Ezio Mauro intorno al saggio "Liberi dal male". (Nella foto un fotogramma della videoconferenza con Gherardo Colombo, che riporteremo con più dettagli nei prossimi numeri, insieme ad altri report sul progetto da parte degli studenti partecipanti)</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(A cura della prof.ssa Lucia Carollo)</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/37bf71da4c37e89aa4dbe1d04884d50f/Screenshot__1982_.png" />
         <pubDate>2021-04-09 21:08:31 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1401561077</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Report sul PCTO &quot;Educazione digitale e diritti umani&quot; </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1411177830</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 23 febbraio 2021, io e la mia classe, guidati dalla nostra professoressa Marina Di Giorgi e dalla tutor avvocato Serena Lombardo, abbiamo intrapreso il nostro percorso di PCTO "Educazione digitale e diritti umani" patrocinato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Palermo</div><div>E' stato molto interessante, soprattutto per chi ha già deciso o ha in mente di studiare Giurisprudenza all'università, date non solo le tematiche ma anche il rapporto diretto e il confronto che abbiamo avuto con i membri del settore. Purtroppo, però, a causa della pandemia Covid-19 non abbiamo avuto modo di svolgere i vari incontri in presenza, ed è venuta a mancare proprio la bellezza degli incontri fisici e dello scambio di idee faccia a faccia. Nonostante ciò, credo che questa esperienza sia stata fondamentale non solo per chi ha già in mente di conseguire la strada dello studio delle materie giuridiche, ma in generale, gli incontri a cui abbiamo partecipato, le varie storie a cui abbiamo prestato ascolto, problematiche che abbiamo dinanzi a noi, di cui prima non eravamo a conoscenza o abbiamo semplicemente sottovalutato e soprattutto svalutato la loro rilevanza, hanno aperto gli occhi a tutti noi.&nbsp;<br><br></div><div><strong>Alcune tappe del percorso</strong><br>Abbiamo avuto la possibilità di visionare, tra le varie iniziative, un video su youtube riguardante il tema del giornalismo e della libertà nelle carceri. Il documentario è ambientato nel Carcere Due Palazzi di Padova, dove viene fondato il giornale<strong> “Ristretti Orizzonti”</strong> che viene redatto sette volte l'anno e da modo di comunicare, raccontarsi, ed esprimere la propria opinione e il proprio punto di vista ai carcerati. Credo sia un'ottima iniziativa, poiché il carcere è, o dovrebbe essere, un luogo rieducativo e, grazie ad un giornale,&nbsp; può anche contribuire ad essa, e sentire anche la storia raccontata non solo dalle “vittime” ma anche dai “colpevoli” potrebbe farci scoprire realtà e modi di pensare interessanti.<br>Abbiamo conosciuto la storia dell'avvocato <strong>Ebru Timtik</strong>, un' attivista turca impegnata nella difesa dei diritti umani, arrestata ingiustamente con l'accusa di far parte di un gruppo terroristico, decise di fare lo sciopero della fame per il quale morì dopo 238 giorni. Purtroppo, oltre ad avere conosciuto la tragica storia, dell'avvocatessa TimTik, abbiamo preso coscienza anche della situazione in Turchia, dove coloro che si battono per i loro diritti rischiano la loro vita. Anche questa storia mi ha lasciato un segno, e mi sono fermata a riflettere anche in questo caso sulla forza di chi si batte per qualcosa in cui crede, anche in un paese come la Turchia. Inoltre, è anche intervenuto un avvocato turco, testimone della situazione in cui si trovano i suoi colleghi, spesso perseguitati e impossibilitati dall'esercitare il proprio dovere. Penso sia stato uno degli incontri più importanti, poiché non eravamo totalmente a conoscenza della condizione di tutti quegli avvocati, che semplicemente compiendo il proprio dovere si ritrovano in carcere, pur non essendo colpevoli di alcun reato.<br><br><strong>Incontro di orientamento col CLEDU (Clinica legale dei diritti umani). </strong><br>Questo incontro è stato organizzato dai membri del Cledu, del Dipartimento di Giurisprudenza di Palermo. In un primo momento è stato presentato un power point riguardante i diritti umani in generale, la dichiarazione dei diritti umani e il tema dell'immigrazione. A questo punto è intervenuta una ragazza che in prima persona ha vissuto questa terribile esperienza. Il suo nome è Manuela, ha 21 anni, ma il suo lungo viaggio verso l'Italia è iniziato quando ne aveva solamente 17: non riesco ancora a capacitarmi del fatto che allora avesse la mia stessa età e le sia toccata una sorte così dura, quando durante gli anni dell'adolescenza tutti dovrebbero avere il diritto di poter studiare, divertirsi, essere spensierati, avere le prime delusioni e lei, invece, ha combattuto contro qualcosa più grande di lei. Credo che sia stato uno degli incontri più coinvolgenti, durante tutto il suo intervento ho avuto la pelle d'oca. Ciò che mi ha più colpito è stata la sua forza, dalla quale ho preso spunto, perchè mi sono resa conto che nella mia quotidianità spesso mi ritrovo scoraggiata o triste dinanzi a problemi che non potrebbero essere neanche lontanamente paragonati a ciò che ha dovuto patire Manuela: violenze di tipo psicologico e fisico, abusi di ogni genere, alcun tipo di aiuto quando è finalmente arrivata in Italia, è stata privata di ogni diritto, stava anche rischiando di morire, non solo durante il viaggio in mezzo al mare, ma anche qui in Italia, per mancanza di cure, e, nonostante ciò, era lì con il sorriso pronta a donarci qualcosa di inestimabile, una fonte diretta a una realtà tragica, che purtroppo ogni giorno si abbatte su centinaia di persone innocenti.</div><div>Penso che tutto il percorso sia stata un'esperienza non solo utile, perché ci ha fatto conoscere, anche da racconti in prima persona, realtà differenti dalla nostra, ma è stata anche molto forte e profonda: non ci siamo interessati esclusivamente allo studio generale dei diritti umani e delle leggi che lo riguardano, ma ci ha aiutato ad aprire la nostra prospettiva visiva, ci ha dato modo di osservare la vita sotto il punto di vista di un carcerato, siamo stati catapultati dentro la storia della forte Manuela, una giovane migrante giunta sulle nostre coste, abbiamo conosciuto anche la forza di Ebru Timtik, ci ha fatto notare che basta veramente poco per ferire qualcuno e quanto internet sia un luogo pericoloso, soprattutto per chi è ignaro di questo. Sono davvero soddisfatta, non solo per le conoscenze apprese, ma soprattutto per ciò che mi ha lasciato e per la mia crescita personale.&nbsp; <strong>Ramona Gottuso, classe 4 C</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/gKmXe7vFgcA" />
         <pubDate>2021-04-13 10:01:00 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1411177830</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479368603</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/897ku9qh8eY" />
         <pubDate>2021-04-30 17:52:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479368603</guid>
      </item>
      <item>
         <title>“Classici in strada” anche con noi, studenti del Garibaldi!</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479372419</link>
         <description><![CDATA[<div>Giovedì 29 aprile 2021 ho avuto l’occasione di partecipare&nbsp; con la mia classe 4 C, insieme ai compagni della classe 2 F, alla manifestazione Classici in Strada, dove ho trovato risposte a dei miei dubbi, ma anche nuovi punti di riflessione sui cui mi interesserò personalmente.&nbsp; <br>"Classici in strada" è una rete di insegnanti, educatori, scuole, università, associazioni, ed enti di Palermo che ha lo scopo&nbsp; di riportare i classici tra la gente, per strada, nei quartieri della città, anche in quelli dimenticati, mescolando saperi, esperienze, persone; è una rete volontaria che non ha scopo di lucro e che si formalizza di anno in anno attraverso accordi interscolastici. <br><br>Dall'anno della prima edizione del 2013, per iniziativa della docente Isabella Tondo, docente al Liceo Scientifico "Benedetto Croce" e del prof. Andrea Cozzo, docente di Lingua e Letteratura Greca e di Storia della Civiltà Greca presso l'Università degli Studi di Palermo, la rete&nbsp; di insegnanti, scuole e persone coinvolte si è allargata fino a comprendere istituzioni carcerarie, scuole di ogni ordine e grado, associazioni di volontariato, soggetti privati, con il patrocinio del Comune di Palermo e il sostegno dell’USR di Palermo.<br>La manifestazione questo anno vede come filo conduttore il personaggio di Antigone di Sofocle e si svolge&nbsp; nel mese di aprile e maggio in modalità online, a seguito dell'emergenza sanitaria in corso, coinvolgendo tantissimi istituti di primo e secondo grado della città di Palermo.<br>Il tema trattato  nella conferenza a cui ho partecipato è stato <strong>"Antigone miti di resistenza e storie di disobbedienza" <br></strong>Ecco la mia domanda e la risposta del Professore Andrea Cozzo:<br><strong><em>"Chi è per lei Creonte oggi"</em></strong><strong>?</strong><br><em>"In generale non c’è un entità o una persona in cui identificare Creonte, anzi è meglio non cercare qualcuno che lo rappresenti,&nbsp; perché questo potrebbe essere una forma di giustificazione&nbsp; per cercare un colpevole che non sia io. <br></em><strong><em>Ogni giorno ci dobbiamo chiedere quanto siamo Creonte nel nostro piccolo".</em></strong><strong>&nbsp; <br></strong><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>&nbsp; Marco Battaglia, 4 C</strong><br><br>Ho partecipato a “Classici in strada” ponendo la seguente domanda al professore Cozzo :<strong><em> “A me ha colpito il fatto che Creonte faccia parte della famiglia di Antigone e, nonostante ciò, lei abbia superato la barriera dell’omologazione mostrando i suoi veri principi e valori; secondo lei oggi è diventato quasi abitudinario andare contro i valori familiari per dimostrare una direzione controcorrente, come partito preso, oppure è necessario per i giovani come me, se in disappunto con le persone più care, esporre la propria opinione col dialogo?”</em></strong> <br><br>A tale domanda il professore ha cortesemente così risposto dicendo che <strong><em>è fondamentale la seconda prospettiva, ponendosi però</em></strong> <strong>"</strong><strong><em>in un atteggiamento dialogico attraverso domande piuttosto che affermazioni</em></strong><em>, ad esempio “Perché non posso uscire la sera?” </em><br><strong><em>Di fatti Antigone non afferma il suo punto di vista, ma chiede, e, come dice anche Emone, non fa altro che esprimere istanze della gente comune che non ha il coraggio di protestare contro Creonte.</em></strong><em> </em><strong><em>Bisogna quindi affermare, ma sempre con educazione, la disobbedienza deve essere civile, trasparente e consapevole dei rischi a cui si va incontro"</em></strong>.<br>La risposta del professore Cozzo è stata per me molto stimolante e oggetto di riflessione, perché molto attuale ed effettivamente veritiera, dialogare ponendo domande all'interlocutore è molto più efficace rispetto all’imposizione. Nell’esprimere ciò il professore Cozzo è stato estremamente chiaro ed esaustivo ed è allo stesso tempo entrato nell’ottica adolescenziale.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>&nbsp;Vittoria Pecorella, 4 C</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/18b0ac6fb6970d1134017405b1874e06/Vittoria_e_Marco_4_C.png" />
         <pubDate>2021-04-30 17:53:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479372419</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La parola agli ex allievi . Quel che di noi resta. La buona notizia da giovane a giovane. Il ricordo del nostro Antonio Ennio Minuto da parte dei compagni</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479456160</link>
         <description><![CDATA[<div>Il ricordo del nostro indimenticabile ex allievo Antonio Ennio Minuto, la memoria della sua sensibilità poetica e musicale, ma soprattutto della sua amicizia e personalità, dai compagni Orazio Fatta, Alfonso Merendino, Gabriele Orestano intervenuti alla trasmissione "Impronta Magazine" assieme alla prof.ssa Mari Carmen Tranchina, loro docente ed educatrice durante gli anni di studio al Liceo Classico "G. Garibaldi". Qui di seguito il link alla trasmissione condotta dalla giornalista Adele Di Trapani.<br><br>https://fb.watch/5c0nDM-G65/<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/ea4745963492ca949f68c7121288a9f2/Intervista_su_Ennio.png" />
         <pubDate>2021-04-30 18:12:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479456160</guid>
      </item>
      <item>
         <title>                                                                                               I 100 anni dalla pubblicazione della prima edizione del &quot;Canzoniere&quot; di Umberto Saba                                               </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479657977</link>
         <description><![CDATA[<div><br>In occasione del centenario dalla pubblicazione della prima edizione del Canzoniere del poeta Umberto Saba pubblichiamo "le nostre parole" evocate dalla lettura di alcune poesie dell'autore triestino, una delle voci più intense che hanno attraversato la poesia del Novecento. (A cura degli studenti della II E)&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/ec7dd84224e26a8c0ba1200236b72bce/saba_canzoniere__1_.jpg" />
         <pubDate>2021-04-30 19:03:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479657977</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il mio nome è Nessuno</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479854494</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>INTRODUZIONE AL VIDEO</strong></div><div>Nonostante la distanza, siamo riusciti a creare un progetto sull'Odissea, uno dei due poemi Omerici studiati in questi mesi.</div><div>Attraverso videochiamate e pomeriggi spesi insieme a trascrivere alcuni versi del poema, abbiamo creato un power point animato che illustra il viaggio sia fisico che morale di uno dei più valorosi eroi greci, Odisseo.</div><div>Viene rappresentata attraverso opere, la vita del figlio di Laerte, re di Itaca. Egli è conosciuto come colui che grazie alla sua intelligenza, capacità e astuzia sia riuscito a costituire la propria immagine da eroe. Tutti i piani e i stratagemmi più vantaggiosi sono sua opera e ancora oggi viene raccontato il suo intero universo, caratterizzato dalle sue gloriose o sventurate avventure che incidono sulla mitologia greca.<br><br><strong>(A cura di Lucrezia Albanese, Federico Bonanno, Salvatore Castronovo, Emilia Chibbaro, Sofia Costa, Noemi D'Angelo, Sara Di Salvo, Sofia Federico, Pietro Gervasi, Ludovica Liotta - 1 H)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://drive.google.com/file/d/1Z7wK2iaUE9-8TmqC_pJrhgf_aUuGPllC/view?usp=sharing" />
         <pubDate>2021-04-30 20:04:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1479854494</guid>
      </item>
      <item>
         <title>No a bullismo e il cyberbullismo -  L&#39;ultima parola sarà mia    </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1481008948</link>
         <description><![CDATA[<div>La classe 4^I ha affrontato il modulo di Educazione Civica sulla cittadinanza digitale con la Professoressa Francesca Faraci, referente dell'attività. Successivamente, approfondendo il tema del cyberbullismo e del bullismo, ha realizzato come prodotto finale del modulo dei video.&nbsp;<br>Il primo che vi proponiamo è "L'ultima parola sarà mia", realizzato da Giulia Benigno, Laura Miceli, Giulia Paderni Migliore e Giulia Sapienza della classe IV I, docente referente Francesca Faraci.&nbsp;( https://youtu.be/1_VazDb8IFo )</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-01 15:18:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1481008948</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CRONACHE DAL MONDO</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489575453</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>IL POSSESSO DELLE ARMI,</strong> <strong>UNA GROSSA FALLA DEL II EMENDAMENTO<br></strong><br></div><div>Dopo un lungo periodo di tensioni che hanno sconvolto gli Stati Uniti e il mondo intero, causando rivolte all’interno di una democrazia che si vedeva posto in discussione un suo diritto basilare e fondamentale, ovvero l’elezione di un nuovo presidente da parte del popolo, finalmente, il 20 gennaio 2021, ha avuto inizio il mandato che ha reso Joe Biden il nuovo presidente degli Stati Uniti.&nbsp;<br>Fin dai primi giorni del suo mandato, egli ha fatto il possibile per cercare di scogliere le tensioni presenti nella società, nella vita del suo popolo, per prepararlo ad affrontare, unito, la battaglia contro la pandemia in corso, tra le tensioni sociali, ed a riprendere posizione su temi importantissimi come i cambiamenti climatici, il disarmo e le relazioni internazionali.&nbsp;<br>Biden, infatti, ha trovato gli USA in un completo stato di confusione, sia per l’emergenza Covid che per altre situazioni, e ha fatto il possibile per risolvere una serie di problematiche che indeboliscono il suo paese.&nbsp;<br>Nel momento in cui un democratico prende il potere successivamente a un politico del tipo Trump, sicuramente a dominarlo ci sono sensazioni di destabilizzazione e incertezza: Biden ha, dunque, dovuto orientarsi in un paese ereditato in crisi, proprio come ha dichiarato lui stesso, affermando però anche che adesso l’America è di nuovo in cammino.&nbsp;</div><div><strong>Una di queste falle contro cui Joe Biden lotta, da sempre presente all’interno della Costituzione statunitense, ma evidenziata in tutta la sua pericolosità dalla presidenza Trump, è proprio il II Emendamento della Costituzione USA</strong>, <strong>il quale recita che “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di possedere e portare armi non potrà essere violato”, dunque si tratta di un’inviolabile legge che regala a ogni cittadino degli USA il diritto di possedere una qualunque arma.</strong> Questo emendamento afferma esplicitamente la necessità degli Stati Uniti di poter garantire sicurezza al proprio popolo, come credo giusto che sia, con una ben organizzata milizia, riprendendo successivamente il discorso, specificando che, “dunque”, non potrà essere negato al singolo cittadino il “diritto” di possedere un’arma. <strong>Sono dell’opinione che questo emendamento sia ambiguo e male interpretato: affidando armi a persone non in grado di garantirne un corretto uso, lo Stato americano pone ad ogni cittadino la possibilità di decidere la sorte di ogni altro, non consentendo, ovviamente, di ottenere la così tanto desiderata sicurezza.</strong> Inoltre, in questo II Emendamento si trova scritto, ancora in modo esplicito, che per sicurezza si intende una ben organizzata milizia, il che non comporta però, che ne facciano parte cittadini intesi come singoli ed autonomi soggetti, piuttosto persone senza le capacità, né, tantomeno, si fa riferimento al dovere di bene e correttamente rappresentare tale ruolo. <strong>Non vedo allora la necessità di garantire come inviolabile questo “diritto” (quello di potersi armare a proprio piacimento) dei cittadini americani, in quanto contraddittorio (considerata la sua capacità di produrre violenza e dunque di giungere al risultato opposto) e insensato, considerato l’irragionevole presupposto sul quale si basa e che vuole che la violenza venga sopraffatta da altra violenza, in una spirale che potrebbe non avere mai fine.<br></strong>Tale consapevolezza ed il desiderio di porvi rimedio, incontra (e si scontra) con un grosso problema, ovvero che per rimodellare questo emendamento (azione ardua e complessa già di suo) bisognerebbe andar ovviamente contro l’industria delle armi: ciò causerebbe una grande destabilizzazione del mercato, ma soprattutto non risulterebbe facile a causa della potenza che i produttori di armi hanno acquisito col tempo.<br><br></div><div>Poiché lo stesso Emendamento afferma necessaria una grande affidabilità delle milizie, dunque rappresentanti dello Stato e protettori del popolo, capaci di intervenire in situazioni di emergenza con la giusta freddezza e i giusti metodi, credo sia necessario prendere in considerazione un’altra grossa falla degli USA, ossia la polizia, spesso autrice di abusi di potere. Da poco, facendo un esempio più attuale rispetto a migliaia di altri possibili, abbiamo avuto l’ennesima prova che ciò che a molti può sembrare una parola dimenticata, ossia “razzismo”, in realtà non è estinta, ma, al contrario, ancor più che viva: il caso di George Floyd.&nbsp;</div><div><strong>La Costituzione statunitense, insomma, chiede dunque sicurezza per i cittadini e non, come alcuni vogliono far credere, il diritto di costoro a girare armati</strong>: abbiamo, infatti, constatato che lo Stato stesso legalizza la vendita di armi e rende un diritto l’acquisto di queste ultime sulla base di una interpretazione errata del II Emendamento, ponendo nelle mani di incompetenti la vita di ogni altro concittadino con cui si possa entrare a contatto: il che, poi, risulta ancora più grave considerato che persino le istituzioni che dovrebbero rappresentare lo Stato, in questo caso la polizia, sono non di rado condotte e deviate al loro interno da manifestazioni di odio, pregiudizi e violenza.&nbsp;<br>Credo che questa sia, dunque, una grossa falla presente nel sistema degli Stati Uniti e nella loro democrazia, e che sia un bene che un presidente come Biden sia disposto, coraggiosamente, a posizionarsi contro l’industria delle armi, consapevole del vero significato della sua Costituzione, o quantomeno del significato che essa dovrebbe avere, ponendo, prima di ogni altra cosa, la sicurezza del suo popolo, dei suoi concittadini, di coloro di cui egli si fa interprete ed è "la voce".</div><div><br><br></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Ferdinando Mazzarella, II E</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-04 13:37:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489575453</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Riflessioni su questo nostro tempo</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489612303</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Da qualche decennio, il mondo è stato rivoluzionato dalla tecnologia. E' possibile comunicare, lavorare o studiare attraverso un computer, comodamente dal proprio divano di casa. Purtroppo, non sempre la bellezza della tecnologia viene sfruttata in maniera positiva, poichè sono frequenti i casi in cui il Web viene utilizzato a scopo discriminatorio, uno di questi è il Cyberbullismo. Il Cyberbullismo è la manifestazione, solitamente in Rete, di un fenomeno conosciuto come bullismo. Esso diventa Cyberbullismo quando l'insieme di azioni aggressive, molestie verbali e persecuzioni si tramutano in azioni con un obiettivo preciso: ovvero quello di provocare danni da dietro uno schermo ad una vittima incapace di difendersi.</div><div>La maggior parte delle volte, però, è possibile sfruttare al massimo le potenzialità di questo strumento. Durante la pandemia di Covid-19 che ha stravolto le nostre vite sin dagli inizi del 2020, Internet è stato un mezzo fondamentale per poter dare agli studenti la possibilità di continuare a seguire le lezioni da casa, e non interrompere l'anno scolastico. Internet è stato anche essenziale, e lo è ancora oggi, per mantenere i rapporti con i nostri parenti, conoscenti e compagni di classe.<br>                                                                                             (A cura dei ragazzi della 1 H)<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-04 13:44:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489612303</guid>
      </item>
      <item>
         <title>#IlpianetasisalvadAprile con #Greenpeace</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489832231</link>
         <description><![CDATA[<div>Greenpeace è un'organizzazione ambientalista e pacifista fondata a Vancouver nel 1971.</div><div>L'organizzazione ha tra gli obiettivi perseguire progetti e cause per la salvaguardia dell'ecosistema come la difesa del clima, delle balene dall'estinzione, l'interruzione dei test nucleari.</div><div>In questi anni Greenpeace si è anche occupata dei temi del riscaldamento globale, di ingegneria genetica e pesca a strascico.</div><div>Il 22 aprile 2021, in occasione della giornata della terra, Greenpeace Italia ha avviato un progetto chiamato "#ilpianetasisalvaadaprile" e trova coinvolti dodici</div><div>&nbsp;artisti tra cui Daniele Silvestri, Max Gazzè, Geppi Cucciari, Margherita Vicario, Claudio Santamaria, Roberto Angeli, Claudio Gioè, Alessandro Gassmann, Lorenzo Ostuni,&nbsp; Frankie Hinrg Mc,&nbsp; Christian Roberto e anche Elvira Camarrone, ex allieva del nostro istituto.&nbsp;</div><div>Il progetto è stato realizzato con lo scopo di fermare i cambiamenti climatici e dare al mondo un futuro verde.</div><div>È stato presentato al popolo di internet tramite un video in cui i protagonisti fingono un'ipotetica chiamata con il presidente del Consiglio Mario Draghi in cui viene messa in discussione la tematica del cambiamento climatico. Qui di seguito il video.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Asaria Pisano, 2 E</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.instagram.com/p/CN93lYSKiQz/?igshid=1qyex66419w5f" />
         <pubDate>2021-05-04 14:26:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489832231</guid>
      </item>
      <item>
         <title>SPAZIO CREATIVITA&#39;</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489969987</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Le Marche</strong><br>Chi nasce nelle Marche&nbsp; nel DNA c’ha l’arte&nbsp;</div><div>che si ispira al paradiso d’un paesaggio infinito.&nbsp;<br>Le colline e i verdi prati<br>che stan presso Recanati,&nbsp;</div><div>nelle grotte buie e grandi stalattiti luccicanti. &nbsp;</div><div>E se ti dicon Marche &nbsp;</div><div>a tante cose pensi &nbsp;</div><div>io a Giacomo Leopardi ed a Stefano Sensi.&nbsp;</div><div>Quella brezza delle Marche<br>rende tutto un po’ speciale,&nbsp;<br>accarezza le colline&nbsp;</div><div>ed arriva fino al mare.</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Mattia Ferrara, II L</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/25f6f2a165bc6033f98a7f787a995622/marche.jpg" />
         <pubDate>2021-05-04 14:51:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1489969987</guid>
      </item>
      <item>
         <title>NOMEN OMEN</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1490065074</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>A cura della classe 1 E le curiosità etimologiche e agiografiche sui alcuni nomi dei santi del calendario&nbsp; mese per mese (vedi link allegato)</strong><br><br><strong>San Francesco da Paola</strong></div><div><strong>Etimologia e Significato</strong></div><div>Francesco deriva dal termine latino “Franciscus” che significa “appartenente al popolo dei franchi”. Un'altra interpretazione lega invece il nome a Franco, con il significato di “libero”. Significa letteralmente "francese, relativo alla Francia o proveniente dalla Francia". Il mercante Pietro Bernardone, padre di San Francesco D'Assisi, andava spesso e volentieri in Francia per concludere i suoi affari più proficui e in onore e per gratitudine a quel paese ospitale, volle ribattezzare il proprio figliolo con il nome di "Francesco". Di solito porta il suo nome chi si chiama Francesco Paolo.<br><br></div><div><strong>Note Agiografiche</strong></div><div>San Francesco da Paola è il patrono della Calabria e protettore di naviganti e pescatori.&nbsp;</div><div>Francesco nacque a Paola il 27 marzo 1416.&nbsp; Il nome venne dato al bambino in onore di San Francesco d’Assisi. Fin da piccolo Francesco fu particolarmente attratto dalla pratica religiosa, denotando umiltà e docilità all’obbedienza. All’età di tredici entrò nel convento francescano di San Marco Argentano e vi rimase per un anno. Rientrato a Paola, dopo un periodo di pellegrinaggio alla scoperta di altri monasteri, iniziò un periodo di vita eremitica. Nel 1435, altri si associarono a questa esperienza, riconoscendolo come guida spirituale. Con i suoi compagni, costruì una cappella e tre dormitori, dando di fatto inizio all’esperienza, tutt’ora in corso, dell’Ordine dei Minimi, oggi meglio noto come Congregazione eremitica paolana di San Francesco d’Assisi. La notizia delle sue doti di santità e taumaturgia raggiunse anche la Francia, tramite i mercanti napoletani, arrivando nel 1482 al re Luigi XI il quale, ammalatosi gravemente, lo mandò a chiamare chiedendogli di visitarlo. Il 2 febbraio 1483 Francesco lasciò la Calabria alla volta della Francia. L’eremita non lo guarì dal male, ma la sua azione portò a un miglioramento dei rapporti tra la Francia e il Pontefice. Francesco visse in Francia circa venticinque anni e seppe farsi apprezzare dal popolo semplice come dai dotti della Sorbona. Dopo aver trascorso gli ultimi anni in serena solitudine, morì in Francia a Plessis-lez-Tours il 2 aprile 1507 a ben 91 anni.</div><div>Viene ricordato nel calendario il giorno 2 Aprile ma, non potendosi spesso celebrare come festa liturgica perché quasi sempre ricorre in Quaresima, la si festeggia ogni anno a Paola dal 1° al 4 maggio.&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Lorenzo Baldo</strong></div><div><br></div><div><strong>SAN MARTINO I</strong><br><br><strong>Etimologia</strong></div><div>Deriva dal supernomen romano Martinus,in greco Μαρτίνος (Martinos) divenuto poi nome proprio: è una costruzione teoforica basata sul nome del dio romano della guerra, Marte e vuol dire quindi "sacro a Marte", "dedicato a Marte", "appartenente a Marte". Il nome si diffuse particolarmente durante il Medioevo, in ambiti cristiani, grazie alla venerazione di diversi santi, in particolare san Martino di Tours; il suo culto, attestato in Francia già nell'VIII secolo, giunse in altri paesi, fra cui l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">It</a>alia, a cavallo tra il IX e il X secolo. Nel Bel Paese il nome è ben diffuso ovunque, specialmente al Nord.</div><div><strong>Note agiografiche&nbsp;</strong></div><div>Martino nacque a Todi nell'Umbria e studiò a Roma, ove si rese celebre per il suo sapere non meno che per le sue rare doti e virtù. Era appena stato consacrato sacerdote quando Papa Teodoro lo mandò come nunzio a Costantinopoli per tentare il richiamo degli eretici Monoteliti all'unità della fede. Ma morto pochi anni dopo il Papa (649), Martino fu richiamato a Roma a succedergli. Egli salì sulla Cattedra Apostolica col dolore di aver lasciato l'Oriente in preda alle eresie ed alle più gravi ribellioni. Per prima cosa convocò il Concilio Lateranense, dove espose al venerando consesso la triste situazione e condannò gli eresiarchi principali: il patriarca Sergio, Paolo e Pirro; inoltre mandò un suo nunzio a Costantinopoli. I Monoteliti anziché sottomettersi s'accesero maggiormente di rabbia calunniando il santo Pontefice presso l'imperatore Costante che inviò degli uomini che con la violenza e con l'inganno riuscirono a legarlo, e nella stessa notte 8 giugno 654, a imbarcarlo per Costantinopoli. Dopo lungo e dolorissimo viaggio, fra privazioni e crudeli trattamenti, il santo Pontefice provò con irrefragabili ragioni la sua innocenza : ma invano. Costante tentò di costringerlo a sottoscrivere gli editti già condannati, ma il Papa disprezzando la minaccia, l'esilio e la morte stessa, rispose : « Non possumus ». Allora fu dai magistrati spogliato delle insegne pontificie, incatenato ed esposto all'infamia per le vie della città, mentre i fedeli gemevano. Fu poi messo in prigione per alcuni mesi, finché il 10 marzo del 655 venne deportato definitivamente in Crimea, per attendervi l'esecuzione della sentenza. Di là il santo Pontefice scriveva : « Vivo fra le angosce dell'esilio, spogliato di tutto, lontano dalla mia sede; sostento il fragile mio corpo con duro pane, ma ciò non mi importa. Prego continuamente Iddio che, per intercessione dei Ss. Pietro e Paolo, tutti rimangano nella vera fede. Confido nella divina misericordia che chiuderà presto la mia mortale carriera... ». Il Signore esaudì la preghiera del santo pontefice, che morì martire del dovere per la difesa della giustizia e della verità, il 16 settembre del 665, dopo 6 anni di dolorosissimo pontificato. Il suo corpo venne sepolto provvisoriamente in una cappella della B. Vergine, e poco dopo trasferito a Roma.</div><div><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Viene ricordato nel Calendario il 13 aprile<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Beatrice Nogara</strong><br><br><strong>Damiano</strong><br><strong>Etimologia e significato:</strong> Il nome Damiano deriva dal latino Damianus, che a sua volta ha origine dal greco antico Δαμιανός (Damianòs) <br><strong>Note Agiografiche</strong>: Joseph de Veuster (Damiano era il suo nome religioso) nacque nel Belgio fiammingo nel 1840. A 19 anni chiese l'ammissione presso i padri dei Sacri Cuori. Dopo alcuni anni di preparazione, venne inviato missionario nelle Hawaii dove gli venne affidato un esteso territorio con soli 2000 abitanti. Il giovane prete non si perse d'animo. Imparò la lingua degli indigeni, condivise il loro povero cibo, dormiva come loro su un pagliericcio. Nel 1873 si imbarco' per Molokai per assistere gli ammalati di lebbra. Negli anni trascorsi sul'isola Damiano restituì ai lebbrosi il senso della loro dignità, li aiutò a organizzarsi, a costruirsi una capanna, a coltivare piccoli appezza menti di terreno. Finì per sentirsi talmente in comunione con loro da iniziare la sua omelia con le parole: «Noi altri lebbrosi». Ed effettivamente la terribile malattia si annunciò sul suo corpo prima sommessamente, poi con segni sempre più evidenti. Morì il 15 aprile 1889, rimpianto da tutti coloro che aveva aiutato.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>&nbsp;Noemi Paglino</strong></div><div>&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet.com/olimpicigaribaldivc/zk67of25rylb" />
         <pubDate>2021-05-04 15:09:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1490065074</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Benessere e Salute - Focus su Educazione stradale</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1503947251</link>
         <description><![CDATA[<div>La circolazione stradale è regolamentata da un codice, definito Codice della Strada. Esso, come ogni codice di norme esistente, è volto alla salvaguardia della popolazione, la quale senza un regolamento, verserebbe nell’anarchia e nell’indecenza, o almeno in misura maggiore di quanto non accada in presenza di un regolamento. Rispettare le norme di comportamento stradale è un dovere, poiché da esso dipende non solo un mero risparmio in termini economici, ma anche, e soprattutto, la nostra incolumità e sopravvivenza. Chiunque dovrebbe essere attento a rispettare le norme di comportamento stradale, al fine di garantire una circolazione sicura e scorrevole: particolarmente colpiti dalle infrazioni stradali sono gli utenti deboli, che spesso sono vittime dell’inciviltà e dell’incoscienza dei conducenti di veicoli. È il caso di una vicenda che ho sentito raccontare: una volta una signora stava attraversando la strada sulle strisce pedonali in Via Terrasanta, quando un uomo alla guida di una panda la travolse a tutta velocità, causandole numerose ferite e lasciandola sfigurata. È anche vero che, spesso, c’è una concezione alterata della realtà e si ritiene che il pedone abbia sempre ragione, quando non è sempre altrettanto vero, nonostante il poco rispetto nella mia città verso le strisce pedonali e gli utenti deboli.</div><div>Credo che l’educazione delle persone verso il Codice della Strada sia importante, specialmente nella scuola elementare: infatti a quell’età gli individui sono (senza ombra di dubbio) più disponibili a imparare tali argomenti, rispetto che in età più tarda, quando potrebbero sicuramente essere più responsabili, ma anche più incoscienti e disinteressati verso qualcosa che troverebbero banale, vista la superficiale e scarsa applicazione quotidiana delle norme di comportamento stradale.</div><div>Il Codice della Strada, come già detto, regola la circolazione sul manto stradale; tuttavia <strong>vi sono dei soggetti che talvolta si prendono la libertà di trasgredire le regole dettate dal Codice della Strada</strong> e usufruiscono della strada come meglio credono<strong> (come ad esempio i pedoni che attraversano un incrocio diagonalmente o conducenti di veicoli che effettuano sorpassi là dove non è consentito)</strong>. Se è vero che in passato&nbsp; vi furono delle leggi ingiuste che limitarono le libertà del popolo, è altresì certo che non è il caso del codice della strada e che anzi la libertà di circolare in maniera tranquilla e ordinata (salvo le dovute eccezioni) è dettata proprio da questo. Soluzioni per promuovere una maggiore attenzione verso il rispetto delle norme di comportamento stradale potrebbero essere campagne di sensibilizzazione simili a quelle sui pacchetti di sigarette, quindi evidenziando ed enfatizzando i rischi dati dalla trasgressione delle norme di comportamento stradale; il ritiro permanente della patente di guida a seguito di infrazioni particolarmente gravi, quali sorpassi pericolosi o incidente stradale di cui si è la causa (nel momento in cui a causare l’incidente è stato un utente provvisto di veicolo); educare i bambini di tenera età al rispetto delle regole, in maniera tale che l’intera società, col trascorrere del tempo, venga educata nel profondo al rispetto delle norme di comportamento stradale. Ritengo, però che l’inasprire le pene non sia una buona maniera per incentivare una maggiore disciplina, piuttosto rilancerei un’educazione più rigorosa sin dalla tenera età a rendere una persona disciplinata. Tuttavia, nel caso della circolazione stradale entra in gioco anche il buon senso e, se non lo si ha e se non si ha cura di sé e degli altri, nessuna legge o educazione, o campagna di sensibilizzazione potrà mai arrestare l’indisciplina degli utenti della strada e gli incidenti che, purtroppo, ne conseguono.</div><div><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Emanuele Gallo, 2 G<br><br></strong>Penso che ogni utente della strada debba rispettare le regole per salvaguardare la sicurezza propria e degli altri utenti, facendo non solo un bene per una persona ma per tutta la comunità.<br><br></div><div>Ho notato che molti utenti della strada non rispettano il codice stradale e a volte ho rischiato io stesso di essere investito; molto spesso le macchine non si fermano nè rallentano vicino alle strisce pedonali; anche molti pedoni non rispettano i semafori e attraversano in luoghi non previsti.<br><br></div><div>Credo che sia molto importante insegnare a scuola il codice stradale per incoraggiare i ragazzi a guidare secondo le regole e per evitare incidenti sia adesso sia quando saranno adulti.<br><br></div><div>Ritengo utile avere studiato le regole del codice stradale a scuola, perché questa è l’età in cui i ragazzi prendono la patente per il ciclomotore e avere avuto la possibilità di confrontarmi con la classe nello studio di questi argomenti lo ha reso più interessante.<br><br></div><div>Se non ci fossero regole ognuno potrebbe fare liberamente quello che vuole e ci sarebbe caos ovunque, le regole servono a limitare la libertà del singolo abbastanza da mantenere l’ordine e per fare vivere tutti, per come preferiscono, in modo più tollerante, senza recare danno agli altri.<br><br></div><div>L’obbiettivo principale della comunità è trovare l’equilibrio tra regole e libertà per garantire a tutti una vita sociale regolata e giusta.<br><br></div><div>Trovo una buona idea istituire una maggiore diffusione del codice stradale, ma anche delle basilari regole del rispetto dell’altro, attraverso corsi sia a scuola che in altri luoghi di ritrovo come circoli ricreativi.<br><br></div><div>Sarebbe utile anche un maggior controllo della polizia stradale affinché si capisca che le regole vanno rispettate: molto spesso la tolleranza o il mancato controllo fanno sì che le regole siano trasgredite, senza una coscienza reale della gravità del fatto.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Vittorio Rizzo - 2 G</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-07 20:02:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1503947251</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Rosario Livatino “Un viaggio dall’inferno al paradiso”</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1504887782</link>
         <description><![CDATA[<div>Rosario Livatino, conosciuto anche come “il giudice ragazzino", morì per ordine della associazione mafiosa denominata Stidda, quando aveva solamente 37 anni. È il più giovane dei 27 magistrati uccisi nell’ espletamento della lotta contro la criminalità organizzata. Originario di Canicattì, era giudice presso il Tribunale di Agrigento, e come molti oggi rilevano, dovette sostenere un contrasto molto duro con il suo ambiente di riferimento, in un’epoca nella quale a Palermo si giocavano le sorti della nostra democrazia.</div><div>Il 21 settembre 1990, l’auto del magistrato venne speronata da un’automobile e da una moto lungo la statale SS640 Agrigento-Caltanissetta, per disposizione della Stidda. Il magistrato uscì dall’auto, cercando salvezza, fuggì per i campi; fu ucciso con un colpo di pistola alla testa. Privo di scorta che aveva sempre rifiutato, non ebbe scampo. Infatti, aveva sempre affermato: “meglio che muoia uno solo, piuttosto che di più”. Quel giorno, in tribunale, avrebbe dovuto decidere alcune importanti misure di prevenzione che avrebbero minato gli interessi mafiosi dei suoi assassini. Questo valse la sua condanna a morte, decretata dagli uomini della Stidda, organizzazione mafiosa agrigentina, quattro dei quali appartenenti ad essa, successivamente, sono stati condannati all’ergastolo. <br><strong>Con l’autorizzazione di Papa Francesco, secondo “Il Decreto della Congregazione delle Cause dei Santi”, il giovane magistrato sarà proclamato beato, poiché quel delitto avvenne anche per “</strong><strong><em>odium fidei</em></strong><strong>” (odio della fede</strong>).<strong> La cerimonia si svolgerà il 9 maggio 2021</strong>, nella cattedrale di Agrigento e sarà presieduto dal cardinale Marcello Semeraro. La data non è casuale, perché proprio in questa giornata, nel 1993, Giovanni Paolo Secondo, nella Valle dei Templi, rivolse il suo invito perentorio ai mafiosi: “Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”. “Rosario Livatino ha lasciato a tutti noi un esempio luminoso”, con queste parole Papa Francesco I non solo ha voluto ricordare e celebrare il giovane magistrato, ma soprattutto ha lanciato un forte invito ad un profondo rinnovamento, proprio in una fase storica nella quale si assiste a una “crisi del potere giudiziario che non è superficiale, ma ha radici profonde”.</div><div>Pochi giorni dopo l’uccisione di Rosario Livatino, il 1° ottobre 1990, ad Agrigento si svolse un’assemblea dei magistrati siciliani, identificato dalla stampa come “un atto di accusa senza precedenti, una vera sfida lanciata agli uomini di Roma”.</div><div><strong>L’intervento effettuato, in questa occasione, da Paolo Borsellino iniziava così: “Non ho potuto evitare che in me insorgesse la mortificante sensazione del già visto, del già sentito, del già detto e del già fatto, come se ancora una volta, per inevitabile condanna storica fosse necessario sottoporsi a questo inevitabile ed inutile rituale. Del già visto, perché il viso innocente di bambino di Rosario, sforacchiato da colpi micidiali, che mi è apparso in fondo alla brulla scarpata sotto il lenzuolo bianco […]. Del già sentito, perché subito dopo ho riascoltato esplodere lo sciacallaggio morale di chi, anche tra colleghi, non trova di meglio che addebitare alla stessa magistratura siciliana la responsabilità di questi tragici eventi, che dimenticano come tutto quello che contro la mafia si è fatto in Sicilia è stato opera di magistrati siciliani e dei loro collaboratori”, </strong>continua dicendo <strong>“se ci sono mele marce vanno individuate, punite ed eliminate, ma non deve essere consentito a nessuno avvalersi di queste tragiche occasioni per liberarsi a poco prezzo di magistrati scomodi che cercano di fare tutto il loro dovere, e spesso molto di più, in condizioni di lavoro inammissibili in un paese civile”.</strong></div><div>Quindi chi è il giovane magistrato Rosario Livatino?</div><div>Un uomo supportato non solo da una grande fede, ma anche da una grande coerenza morale ed etica. La sua fede emerge anche nel suo lavoro, dove vi era un continuo rimando al suo credo religioso. Infatti, nel materiale ritrovato dagli investigatori, appunti, quaderni, documenti, vi era una costante ossia l’acronimo “S.T.D”. Alla fine, si scoprì che si trattava di un perenne affidamento a Dio, le tre lettere stavano per "Sub Tutela Dei" (sotto la protezione del Signore), principio ispiratore della sua vita e segno di una spiritualità profonda chesi riassume anche nella sua frase: <strong>“Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili”</strong>.<br><br></div><div>Ma <strong>Rosario Livatino è stato anche uno studente del Liceo Classico di Canicattì, “Ugo Foscolo”. Più precisamente, era il redattore del giornalino della scuola, diretto dalla docente di Latino e Greco Ida Abate, divenuta in seguito tra le principali fonti autorevoli sulla figura del giovane. Infatti, ci è giunta, grazie al suo docente liceale, il prof. Gaetano Augello, la bozza del suo articolo inedito sulla crisi della scuola agli inizi degli anni '70, sul suo interesse attorno ad essa e sulla società giovanile di quel tempo.&nbsp;</strong></div><div>Nell’articolo, Rosario Livatino pone delle domande ad alcuni interlocutori, tra cui il Provveditore agli studi di allora, basandosi principalmente sulla crisi scolastica della scuola italiana. Infatti, chiede se esista quest’ultima; se sì, quali sono le cause e che ruolo svolgono in essa la classe politica, dirigente e discente. Inoltre, domanda, quali, secondo loro, possano essere i provvedimenti da adottare in caso di una crisi e, infine, se la classe politica e dirigente fossero disposte ad una riorganizzazione del sistema scolastico.<strong> Rosario Livatino afferma che il motivo dell’intervista è conoscere i diversi punti di vista, talvolta anche discordanti tra di loro, affinché l’articolo di giornale non abbia solo la visione parziale di uno studente, ma anche i pensieri di coloro che vivono e osservano il problema da un’altra prospettiva.</strong> <strong>Così si conclude il testo scritto dal giovane magistrato, che esorta gli interlocutori ad esprimere il loro reale punto di vista sul problema, invitandoli al dialogo con le eventuali risposte e contro risposte.</strong> <br>E il suo impegno in una problematica ancora così attuale ci rende Rosario Livatino ancora più vicino alla dimensione che possiamo vivere come studenti anche noi al giorno d'oggi.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Diletta Conciauro - 2 E</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/93affb2f694a4b3f3c0f67219fc3b04c/Livatino_bisn.jpg" />
         <pubDate>2021-05-08 11:25:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1504887782</guid>
      </item>
      <item>
         <title>A un anno di pandemia. Voci e testimonianze</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505384684</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Allʼinizio del 2020 non ho mostrato molto interesse nei confronti delle notizie sulla diffusione del Covid dalla Cina. Non avrei mai pensato che il virus potesse arrivare anche in Italia e stravolgere la vita delle persone in un batter dʼocchio. Allʼinizio della quarantena ho percepito un disorientamento generale che ha coinvolto anche me. La confusione e lʼansia dovuta allo stress mi hanno accompagnata durante il percorso. Posso affermare che questo sia stato, tuttavia, anche un percorso di crescita personale, infatti grazie alla pandemia ho dedicato molto tempo a me stessa, ho ascoltato chi aveva da raccontare, ho avuto dei momenti di&nbsp; confidenza e ho aperto il mio cuore a molte persone che tuttora fanno parte della mia vita. Grazie alla pandemia, nonostante sia stato e sia ancora un periodo storico e sociale tremendo, sono diventata una persona migliore e porto nel cuore tutte le lezioni di vita che mi ha offerto. Non posso negare che a peggiorare la situazione Covid sia stata la scuola: in questo periodo delicato credo che, prima delle materie scolastiche, venga la salute mentale degli alunni e professori. Vorrei che i professori avessero un legame meno formale con gli alunni, vorrei che si mettessero nei loro panni e vorrei che li&nbsp; preparassero alla vita e alle difficoltà che essa comporta. La scuola dovrebbe essere un posto sereno, ma, il più delle volte, dimostra essere tutt'altro. Per rendere la scuola un posto migliore consiglio di avere un dialogo con gli alunni che vada oltre la situazione scolastica, delle lezioni che li coinvolgano, che si creda sempre in loro, incoraggiandoli a dare il massimo e che si metta al primo posto il loro benessere mentale. Allʼ inizio della quarantena, lo scorso anno, ho avuto molti problemi in Dad. Ero presente durante le lezioni, ma non riuscivo a seguire e lʼansia mi travolgeva. Eravamo sommersi di&nbsp; compiti che venivano assegnati a qualsiasi orario e la mia disattenzione, dovuta al nuovo metodo di apprendimento, non ha per nulla aiutato. Durante il secondo anno di liceo ho saputo organizzarmi e gestire lʼansia, vivendo la Dad normalmente. Ho compreso il nuovo metodo scolastico e ho appreso meglio dellʼ anno scorso in presenza. Spero che dopo le superiori, io sia pronta alla vita e alle responsabilità. I miei sogni per il futuro non sono ancora del tutto chiari, ho molte idee in mente e mi auguro di poterle realizzare. Per completare ritengo di poter ringraziare il 2020 che, nonostante non sia stato elementare, ha comunque reso migliore la mia vita grazie alle persone e le esperienze che ne hanno fatto parte.&nbsp; <br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>P. A.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;(Illustrazione di Ludovica Fesi - 2 E)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/85604f073aa19853b095a1922807f6ab/IMG_20210508_213328.jpg" />
         <pubDate>2021-05-08 19:02:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505384684</guid>
      </item>
      <item>
         <title>U. Saba, Città vecchia </title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505484619</link>
         <description><![CDATA[<div>Elaborazione grafica a cura di Ludovica Fiore, II E<br><br><strong>Profondità</strong><br>Questa parola mi viene in mente perché leggendo le poesie di Saba, noto un senso di profondità con cui egli tende a mostrare le proprie emozioni e le proprie osservazioni. <strong>(Ludovica Fesi)<br><br>Resistenza<br></strong>Molti avvenimenti della vita di Saba sono stati per lui molto traumatici, come ad esempio l'abbandono del padre; nonostante ciò ha sempre trovato la forza di resistere e continuare a scrivere <strong>(Flavio Scorsone).<br><br>Salvezza<br></strong>La parola che credo sia emersa di più durante la lettura delle poesie di Saba è "salvezza",&nbsp; poiché, nonostante la sofferenza e tristezza vissuta durante l'infanzia, che emerge anche nei testi, trovò la salvezza nella poesia e nell'arte letteraria. <strong>(Asaria Pisano)</strong><br><br>Le poesie di Saba mi hanno trasmesso un senso di verità e trasparenza <strong>(Roberta Romeo)</strong><br><br>Le parole che mi ricordano e trasmettono le emozioni del poeta nelle sue poesie sono: <strong>nostalgia, solitudine, dolore, amore e ricordo</strong> <strong>(Diletta Conciauro)<br><br>Rifugio<br></strong>La parola che secondo me racchiude tutte le emozioni delle poesie di Saba è “rifugio”, perché non avendo vissuto una vita facile: poiché segnata da abbandoni e solitudine, secondo me per Saba sedersi a scrivere una poesia o leggere un libro era un rifugio da tutta l’oscurità che lo circondava, come se la poesia fosse il suo “posto felice” <strong>(Marta Montante)<br></strong><br><strong>Malinconia<br>L</strong>e poesie di Saba trasmettono sempre un po’ di malinconia, anche le più serene hanno un sottofondo malinconico. E' un sentimento particolare la malinconia, e provarla mentre si legge una poesia è bello, penso che anche Saba si sentisse malinconico, mentre scriveva le sue poesie, ed è una cosa stupenda che abbia trasmesso questo suo sentimento a noi lettori. <strong>(Eugenia Di Salvo)<br></strong><br>La mia parola è “malinconia”. Saba è una persona molto malinconica per le vicende che si è lasciato alle spalle, e riporta questo sentimento in molte delle sue poesie. <br>Ha scritto anche una poesia intitolata “La malinconia”, è molto bella ed esprime proprio questa sua triste sensazione. <strong>(Giulia Vancheri)<br><br></strong>Le poesie di Saba mi hanno trasmesso un senso di malinconia, perché tramite le sue parole riusciva ad esprimere la sua sofferenza. <strong>(Emma Giubilo)<br><br>Sfortuna<br></strong>&nbsp;“Sfortunato”,&nbsp; per la vita difficile che ha vissuto , per tutte le cose che gli sono accadute e perché si intuisce che in questa sfortuna c’erano anche dei rimorsi, che venivano successivamente sfogati all’interno delle sue poesie. <strong>(Matteo Lupo)<br><br>Disastro<br></strong>La parola che voglio usare e che secondo me fa pensare a Saba è "disastro", per la situazione in famiglia alla sua nascita anche dal punto di vista economico: quella biologica non poteva mantenerlo, essendo stata abbandonata dal marito, e lo affidò fino ai tre anni a una nutrice, una donna dall'animo nobile che è stata parte della vita dello scrittore.<strong> (Manfredi Busetta)<br><br>Abbandono</strong><br>Io definirei la vicenda biografica di Saba con la parola abbandono, poiché come abbiamo visto nella sua vita è sempre stato abbandonato; infatti nelle sue poesie si rivede tutto questo dolore <strong>&nbsp;(Gabriella Filippone)</strong><br><br><strong><br>Forza di volontà</strong><br>La parola che mi trasmette la lettura delle poesie di Saba è "Forza di volontà". Questo perché è riuscito ad avverare i suoi sogno nonostante la difficile infanzia (<strong>Federico Scarlata)</strong><br><br><strong>Crescita</strong><br>La prima parola che mi viene in mente non appena penso all’autore Umberto Saba è “crescita”. Il poeta ha trascorso una vita riempito dal dolore. La scrittura è stata per lui una medicina che da acerbo lo ha reso maturo e lo ha aiutato nel suo processo di crescita non fisica, ma mentale. L’abbandono, le sfortune, le sofferenze hanno lasciato ferite che solo la crescita è riuscita a risanare. E nei suoi testi si evince comunque il barlume di speranza che lo tiene in vita, sapendo che, prima o poi, queste ferite cesseranno di far male. <strong>(Sveva Butera)</strong><br><br><strong>Forza <br></strong>Saba nei suoi testi espone spesso la sua infanzia difficile e tormentata, proprio per questo gli attribuisco la parola forza, perché, pur vivendo con la perenne assenza dei genitori, egli riesce a superare questa situazione, “rifugiandosi” nella poesia, quindi avendo un punto di appoggio nella sua vita, questa é per me una dimostrazione di forza. <strong>(Andrea Campobasso)<br><br></strong>“Forza”,&nbsp; perché a parer mio ci vuole forza per aver trovate uno sfogo dove incanalare tutti i sui pensieri, tutti i suoi incubi del passato e anche emozioni e amicizie, ma allo stesso tempo anche “forza” nella debolezza, “forza” per essersela cavato da solo nei momenti bui ed infine “forza” perché è riuscito con i suoi pensieri a comporre testi magnifici e che riescono ad esprimere tutte le emozioni con la quale è stata composta. <strong>(Chiara Tomasino)<br></strong><br><strong>Tristezza</strong> <br>Ogni volta che leggo le poesie di Saba penso sempre alla parola: tristezza. Ha avuto una vita molto difficile e triste sin da piccolo, a causa della solitudine e degli abbandoni <strong>(Marta Amore - Greta Calafiura) </strong><br><br><strong>Volontà</strong><br>Inizialmente ero indeciso tra “ricordo” (l’inevitabilità di non riuscire a dimenticare ciò che ha segnato il suo passato), “passione” (senza di questa non sarebbe, forse, riuscito a diventare l’uomo che è stato e non avrebbe trovato la forza di resistere alle emozioni dei ricordi) e “forza” (appunto, come ha resistito oltre che alle emozioni, alla tentazione di dimenticare e di provare a lasciarsi tutto alle spalle).<br>Essendo queste tutte collegate, pur avendo significati diversi, credo che la parola “volontà” sia capace di riassumere “ricordo”, “passione” e “forza”. La volontà gli ha permesso di trovare la forza di non provare a dimenticare, bensì di ricordare, aiutandosi grazie alla passione della poesia, della cultura. <strong>(Ferdinando Mazzarella)</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/27813616e7504fb13e5589af2c24c685/Video_poesia_Citt__vecchia___25_mar_2021__10_31_.png" />
         <pubDate>2021-05-08 20:40:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505484619</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505524366</link>
         <description><![CDATA[<div><sup>https://www.instagram.com/cosmonautidelgaribaldi?r=nametag</sup></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/17cfba8699d49288a397b744d57dc683/home_page_insta.jpg" />
         <pubDate>2021-05-08 21:21:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1505524366</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1506078068</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/205511909/53c19affa36d9533641845003c1d4acc/rosario_livatino_adulto.jpg" />
         <pubDate>2021-05-09 08:19:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1506078068</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La nostra prima pagina anche su Liceo Garibaldi official</title>
         <author>connectedwithdignity</author>
         <link>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1506080319</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/LiceoGaribaldiPalermo" />
         <pubDate>2021-05-09 08:20:58 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/connectedwithdignity/hxbeazst7m7r/wish/1506080319</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
