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      <title>Geologia  by Sandro Cantoni</title>
      <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia</link>
      <description>Materiali didattici per l&#39;insegnamento delle Scienze della Terra</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-07-02 13:12:39 UTC</pubDate>
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         <title>I tre tipi di rocce</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/115839331</link>
         <description><![CDATA[<div>Videolezione in inglese</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-07-02 13:14:47 UTC</pubDate>
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         <title>How water drains the land</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/115920135</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://geologylearn.blogspot.com/2015/12/land-drainage.html" />
         <pubDate>2016-07-04 22:38:23 UTC</pubDate>
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         <title>La struttura della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/157595621</link>
         <description><![CDATA[<div>In inglese </div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.livescience.com/58097-earth-mantle-is-hotter-than-realized.html" />
         <pubDate>2017-03-03 13:14:38 UTC</pubDate>
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         <title>Carta topografica dell&#39;Oceano Atlantico</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/159428397</link>
         <description><![CDATA[<div> Nel 1912 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Wegener">Alfred Wegener</a> aveva formulato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Wegener#Continental_drift_theory">la teoria della deriva dei continenti</a>. Wegener aveva analizzato le strutture geologiche e i fossili (specialmente piante fossili) presenti in continenti sui lati opposti dell'Oceano Atlantico ed Indiano e, basandosi sulla corrispondenza tra la forma delle linee di costa, aveva teorizzato l'esistenza di un originario continente, Pangea, da cui tutti gli altri continenti si erano separati. Non solo, Wegener suggeriva che la zona di separazione doveva trovarsi in corrispondenza dell'Oceano Atlantico e che il processo di allontanamento delle masse continentali fosse tuttora in atto.<br> <br> All'epoca le teorie di Wegener risultarono così impopolari che addirittura l'Associazione Americana dei Geologi del Petrolio tenne un simposio specificatamente in opposizione con la teoria della deriva dei continenti. Wegener morì nel 1930 senza ottenere nessun riconoscimento per le sue teorie.<br> <br> Fu negli anni '60, grazie al lavoro di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marie_Tharp">Marie Tharp</a> principalmente, che l'eredità di Wegener sarebbe stata riconosciuta. In quegli anni Marie Tharp lavorava come cartografa e geologa alla Columbia University insieme a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bruce_C._Heezen">Bruce Heezen</a>. Bruce conduceva delle spedizioni oceanografiche in cui la superficie topografica del fondale oceanico veniva scandagliata per mezzo del sonar. Il compito di Marie Tharp era quello di convertire i dati sonar in profili topografici degli oceani. Dal momento, infatti, che il segnale sonar rimbalza sul fondale e raggiunge nuovamente la nave oceanografica, è possibile calcolare la profondità.<br> <br> Quello che Marie Tharp ricostruiva -però- avrebbe cambiato la storia della geologia. Invece di trovare grosse pianure, i profili di Tharp mostravano oceani dominati da catene, valli, canyon e seamount sottomarini. In particolare, questi profili mostravano un'enorme catena sottomarina, oggi nota come dorsale oceanica, con una zona di rift centrale e una valle a V. L'esistenza della dorsale medio-atlantica era in parte già nota all'epoca, ma la forma a V fu interpretata da Marie come una zona lungo cui la crosta si sta lacerando e che confermava la teoria della deriva dei continenti di Wegener.<br> <br> I profili furono inizialmente rigettati da Heezen, fermo sostenitore della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Expanding_Earth">teoria della Terra in espansione</a> e considerati dal medesimo "futili chiacchiere da ragazzina". Tuttavia Bruce Heezen si sarebbe dovuto ricredere.<br> <br> Utilizzando i dati indipendenti di altre spedizioni oceanografiche e i primi dati degli epicentri dei terremoti sui fondali marini, Tharp ricostruì centinaia di profili attraverso gli oceani, arrivando a realizzare la prima dettagliata carta topografica del fondale oceanico del Nord Atlantico (pubblicata con Heezen nel 1957). Inoltre Tharp dimostrò che gli epicentri dei terremoti erano localizzati in corrispondenza delle dorsali oceaniche. Queste dorsali si estendevano per oltre 40000 km in ogni oceano, attraverso l'intera crosta terrestre.<br> <br> Di fronte a dati così schiaccianti, la comunità scientifica iniziò ad accettare la teoria della deriva dei continenti nella sua forma moderna: la teoria della tettonica a placche. Lo stesso Bruce Heezen, sotto l'influenza di Marie Tharp, dovette ricredersi e accettare la nuova teoria. Heezen pubblicò diversi articoli sulla deriva dei continenti tra il 1959 e il 1963, ma in nessuno di questi comparve il nome di Marie Tharp. Due anni dopo la Royal Society di Londra organizzò il <a href="https://www.cambridge.org/core/journals/geological-magazine/article/div-classtitlea-symposium-on-continental-drift-organized-for-the-royal-society-by-blackettp-m-s-frs-bullardedwardsir-frs-and-runcorns-k-now-frs-philosophical-transactions-of-the-royal-society-of-london-series-a-no-1088-vol-258-pp-ix-1323-a1a6-28th-10-1965-published-separately-in-book-form-at-8-10sdiv/B7E27A82063C7256B4F6872D02E407F1">Simposio sulla Deriva dei Continenti</a>, in cui finalmente le teorie di Wegener vennero accettate.<br> <br> Nel 1977, lo stesso anno della morte di Hezeen, Tharp pubblicò in collaborazione con il pittore austriaco Heinrich Berann uno spettacolare atlante del fondale di tutti gli oceani. Nel 1995 Tharp donerà tutti i suoi scritti e le tavole originali di questo atlante alla libreria del congresso degli Stati Uniti.<br> <br> Incredibilmente oggi l'eredità di Marie Tharp è noto soprattutto ai cartografi, e non ha ricevuto il plauso che merita tra i geologi per aver fornito per prima l'evidenza della teoria della tettonica a placche, andando contro ogni teoria della sua epoca. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-11 11:36:12 UTC</pubDate>
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         <title>Evoluzione futura dei continenti </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/160100285</link>
         <description><![CDATA[<div>PANGAEA ULTIMA HYPOTHESIS | This animation shows  as how the plates will evolve in the near, and distant future. These maps are based on a set of reconstructions that appears at the PALEOMAP website (www.scotese.com).  La Pangea ultima é il super continente ipotizzato dal geologo  Christopher Scotese dell'Università del Texas ad Arlington. Lui stesso ha dichiarato che: "Noi non possiamo sapere cosa accadrà realmente in futuro, ovviamente. Tutto quello che possiamo fare è effettuare solo delle previsioni ipotetiche su come si muoveranno le placche litosferiche". Per approfondimenti: https://www.youtube.com/watch?v=2It3ETk2MGA</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=2It3ETk2MGA" />
         <pubDate>2017-03-14 20:14:22 UTC</pubDate>
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         <title>Espansione dei fondali oceanici</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/160898153</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://scienzegeologichepage.blogspot.it/2017/03/come-sappiamo-che-gli-oceani-si.html?m=1" />
         <pubDate>2017-03-17 21:54:37 UTC</pubDate>
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         <title>Età dei fondali oceanici</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/162078000</link>
         <description><![CDATA[<div>Planisfero realizzato dal Caltech che mostra i limiti di placca e l'età del fondale oceanico.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.tectonics.caltech.edu/images/maps/seafloor_age.pdf" />
         <pubDate>2017-03-23 11:16:59 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Evoluzione dei continenti dalla Pangea al presente</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Video animazione</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/metrocosm/videos/1341656562540027/" />
         <pubDate>2017-03-26 17:56:20 UTC</pubDate>
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         <title>Ammoniti</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/163256655</link>
         <description><![CDATA[<div>Video-animazione </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-28 20:05:12 UTC</pubDate>
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         <title>Evoluzione geodinamica del Mediterraneo</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cinematica del Mediterraneo Centrale e ricostruzione paleogeografica dal Triassico inferiore fino al Cenozoico. 200 milioni di anni riassunti in un minuto e dieci secondi.   | Animazione di @Attila Zold.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/414214385275205/videos/1617142168315748/" />
         <pubDate>2017-04-03 16:20:40 UTC</pubDate>
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         <title>Fossili</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/170312812</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo una breve ricerca arriva la sorpresa. Un Mortoniceras dell'Albiano superiore, Cretaceo, 100 Ma, &nbsp; Kennedy et al. (1998). https://paleobiodb.org/classic/displayCollResults?taxon_no=129374&amp;max_interval=Cretaceous&amp;country=United%20States&amp;state=Texas&amp;is_real_user=1&amp;basic=yes&amp;type=view&amp;match_subgenera=1 --- http://northtexasfossils.com/ammonites.htm&nbsp; Video registrato in Texas a Fort Worth, caricato da @Darryl Darby.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/groups/geologi.it/permalink/10155310807769083/" />
         <pubDate>2017-05-06 15:11:26 UTC</pubDate>
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         <title>Scala cronostratigrafica internazionale</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/172642605</link>
         <description><![CDATA[<div>La nuova Scala Cronostratigrafica Internazionale dell'International Commission on Stratigraphy (ICS) http://www.stratigraphy.org/index.php/ics-chart-timescale</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/105667511/39e8b4adc9c3ba4c73124afe2e7276c4/IMG_2514.jpg" />
         <pubDate>2017-05-18 17:10:29 UTC</pubDate>
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         <title>Paleogrografia del Mediterraneo </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/172942733</link>
         <description><![CDATA[<div>Cinematica del Mediterraneo centrale e ricostruzione paleogeografica dal Triassico inferiore fino al Cenozoico. 200 milioni di anni riassunti in un minuto e dieci secondi. Animazione caricata su YouTube il 4 feb 2011 da @Attila Zold.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/groups/geologi.it/permalink/10155357342369083/" />
         <pubDate>2017-05-20 20:27:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;estinzione dei dinosauri </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/177878401</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalla pagina FB Scientificast</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.scientificast.it/2016/01/20/ciao-dinosauro/" />
         <pubDate>2017-07-02 06:07:05 UTC</pubDate>
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         <title>Viaggio al centro della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quanto dovresti viaggiare per raggiungere il nucleo della Terra? E cosa avresti visto lungo la strada? Scopri cosa c'è sotto ...</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.bbc.com/future/bespoke/story/20150306-journey-to-the-centre-of-earth/index.html" />
         <pubDate>2017-11-10 21:49:35 UTC</pubDate>
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         <title>Glaciazioni </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/213513487</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Italia durante l’ultima glaciazione </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-05 21:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>La formazione dei minerali</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Video tratto dalle risorse multimediali per il corso di scienze della Terra Lupia Palmieri, Parotto, "Il Globo terrestre e la sua evoluzione edizione blu" (Zanichelli, 2012)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-31 08:29:19 UTC</pubDate>
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         <title>Storia geologica del Piemonte</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/218492500</link>
         <description><![CDATA[<div>Arpa Piemonte ha realizzato un filmato di pochi minuti in cui racconta le tappe principali dell’evoluzione geologica del Piemonte: dall’apertura dell’Oceano della Tetide allo scontro tra i continenti Africa ed Europa, dalla nascita delle Alpi alla loro erosione da parte dei fiumi con la formazione dei depositi che costituiscono le colline e le pianure piemontesi. Testo e video a cura di @ARPA Piemonte. http://www.arpa.piemonte.gov.it/</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/PangeaScienze/videos/1906045166092112/" />
         <pubDate>2018-01-03 14:13:33 UTC</pubDate>
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         <title>Genesi del petrolio</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/232175574</link>
         <description><![CDATA[<div>La genesi del petrolio: roccia madre, roccia serbatoio e roccia di copertura. Per approfondimenti Università di Padova: http://www.unipd.it/musei/geologia/approfondimenti/petrolio.html Video della Zanichelli.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/PangeaScienze/videos/1951972528166042/" />
         <pubDate>2018-02-15 22:08:08 UTC</pubDate>
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         <title>Diagramma QAPF</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/250696854</link>
         <description><![CDATA[<div>Classificazione delle rocce ignee</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-11 13:26:49 UTC</pubDate>
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         <title>Come si sono estinti i dinosauri?</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/253614785</link>
         <description><![CDATA[<div>Meteorite vs vulcani</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.scientificast.it/2016/01/20/ciao-dinosauro/" />
         <pubDate>2018-04-19 19:45:28 UTC</pubDate>
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         <title>La formazione dei minerali</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/255822990</link>
         <description><![CDATA[<div>La formazione dei minerali (tratto da Il Globo terrestre e la sua evoluzione - Ed. Zanichelli)<br>Video didattico in Italiano sulla formazione dei minerali.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/newgeologia/videos/2166018090351499/" />
         <pubDate>2018-04-26 20:06:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> Le rocce metamorfiche </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/260163288</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/babycatta/posts/10212024829631151" />
         <pubDate>2018-05-12 18:38:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Petrolio </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/260637610</link>
         <description><![CDATA[<div>La formazione di un giacimento (video da Zanichelli scuola)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-14 20:37:16 UTC</pubDate>
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         <title>Italia nel Miocene</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/262841419</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Italia nel Miocene  medio, circa 10/12 milioni di anni fa. Carta di Claudio Mercatali tratta dallo studio di  Azzaroli e Cita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-22 20:45:10 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Classificazione delle frane </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/264236969</link>
         <description><![CDATA[<div>British Geological Survey </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-29 12:50:03 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Impronte fossili </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/264589195</link>
         <description><![CDATA[<div>Sucre, Bolivia. Impronte di dinosauri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 17:03:47 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Componenti delle rocce ignee</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/267042707</link>
         <description><![CDATA[<div>Infografica </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-13 15:47:22 UTC</pubDate>
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         <title>Globo terrestre interattivo</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Interactive Ancient Earth Globe by the Northern Arizona University. Per vedere il nostro pianeta nel passato </div>]]></description>
         <enclosure url="http://dinosaurpictures.org/ancient-earth#66" />
         <pubDate>2018-06-16 04:22:49 UTC</pubDate>
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         <title>Paleomagnetismo</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/267834577</link>
         <description><![CDATA[<div>Cosa fa un paleomagnetista</div>]]></description>
         <enclosure url="https://ingvambiente.wordpress.com/2018/06/16/alla-ricerca-del-campo-magnetico-registrato-nelle-lave-delletna/" />
         <pubDate>2018-06-19 17:40:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il campo magnetico terrestre</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/268262904</link>
         <description><![CDATA[<div>Post FB INGV<br>C’è una presenza invisibile, intorno alla terra, che è molto più importante di quanto si possa immaginare. E’ il campo magnetico terrestre!</div>]]></description>
         <enclosure url="https://ingvambiente.wordpress.com/2018/06/20/la-magnetosfera-terrestre/" />
         <pubDate>2018-06-22 21:44:09 UTC</pubDate>
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         <title>La struttura interna della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/279030647</link>
         <description><![CDATA[<div>Video dal canale YouTube Geologia Pop</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/ybWJKthgRcg" />
         <pubDate>2018-09-07 21:26:11 UTC</pubDate>
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         <title>Faglia inversa</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/283322342</link>
         <description><![CDATA[<div>Foto</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-19 09:22:43 UTC</pubDate>
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         <title>Pieghe e faglie</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/284446551</link>
         <description><![CDATA[<div>Oman</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-21 16:07:04 UTC</pubDate>
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         <title>Orogenesi alpina</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-09-24 04:39:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il pozzo più profondo del mondo </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/297621917</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco il Pozzo più Profondo del Mondo !<br>12.226,00 metri di profondità !!!<br><br>ll pozzo superprofondo di Kola (in russo Кольская сверхглубокая скважина, Kol'skaja sverchglubokaja skvažina; in inglese, Kola Superdeep Borehole) è stato un progetto di perforazione della crosta terrestre portato avanti da un gruppo di scienziati sovietici a partire dal mese di maggio 1970 con l'obiettivo di studiare la geochimica e la geofisica della porzione di crosta sottostante.<br><br>La perforazione venne effettuata impiegando la trivellatrice Uralmaš 4E e più tardi la Uralmaš della serie 15000.<br><br>Il sito di scavo si trova a breve distanza dalla cittadina di Zapoljarnyj, nella parte centro-occidentale della penisola di Kola (oblast' di Murmansk); costituito da una serie di perforazioni differenti, raggiunse la profondità massima di 12 226 m nel 1989 (perforazione SG-3).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-27 08:12:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Basalti a pillow</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/300120066</link>
         <description><![CDATA[<div>Affioramento in Oman</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-03 23:07:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Rocce ignee</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/314126592</link>
         <description><![CDATA[<div>Video (in inglese)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 04:59:09 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Viaggio al centro della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/314415283</link>
         <description><![CDATA[<div> Video animazione </div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.facebook.com/1216241955188105/posts/1581056585373305/" />
         <pubDate>2018-12-13 18:56:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title> Migrazione del Nord magnetico </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/320093240</link>
         <description><![CDATA[<div>Post FB INGV ambiente <br>Il polo Nord magnetico si sta allontanando dal Canada e si sta avvicinando al polo geografico, puntando verso la Siberia. Non ci sarebbe niente di anomalo, se non fosse che la velocità con cui si sta spostando è notevolmente aumentata negli ultimi anni. I poli magnetici si spostano in modi imprevedibili. A metà degli anni novanta del secolo scorso il polo nord magnetico ha preso velocità, passando da circa 15 a circa 55 chilometri l'anno. A cosa è dovuta questa accelerazione? E' legata alla dinamica del nucleo fluido. Lo studio del campo magnetico terrestre è fondamentale per capire una gran varietà di processi che avvengono nel nostro Pianeta, dal nucleo esterno fluido (a profondità di oltre 2900 km dalla superficie terrestre) allo spazio circumterrestre (ionosfera e magnetosfera, che si stendono da centinaia a decine di migliaia di chilometri all'esterno della superficie terrestre). Della recente accelerazione del moto del polo magnetico ne parla un recentissimo articolo uscito su Nature: https://buff.ly/2FmY7JZ</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-13 20:30:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il campo magnetico terrestre e le sue inversioni</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/321375686</link>
         <description><![CDATA[<div>Articolo INGV Ambiente</div>]]></description>
         <enclosure url="https://ingvambiente.com/2019/01/16/inversioni-campo-magnetico-terrestre/" />
         <pubDate>2019-01-16 18:19:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Migrazione del Polo Nord magnetico </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/322461757</link>
         <description><![CDATA[<div>Ricostruzione del moto del polo geomagnetico (che chiameremo nel seguito "palepolo") da studi di paleomagnetismo  condotti presso i laboratori INGV della sede di Roma. L'intervallo di tempo analizzato è di tre millenni, a partire dal 3000 a.C. I dati relativi a ciascuno millennio sono riportati in colore diverso. Il paleopolo si sposta percorrendo un tragitto esteso su un'ampia area cambiando direzione più volte nel tempo. Dal 3000 al 2000 a.C la posizione rimane localizzata nella stessa area, tra l’Asia e l’Alaska, con movimenti piuttosto limitati  (curva verde). Nel millennio successivo (curva in blu) il paleopolo si sposta rapidamente verso sud, passando dal polo nord geografico, raggiungendo le Svalbard fino ad arrivare in Europa settentrionale dove staziona per alcuni secoli. Successivamente, nel millennio indicato dalla curva rossa, il paleopolo è risalito rapidamente verso nord, fino tornare nel Mar Glaciale artico intorno al 50 d.C.<br>Come testimoniato da queste curve, il movimento del polo geomagnetico su lunghi periodi è del tutto imprevedibile e comprende secoli durante i quali la sua posizione è sostanzialmente stabile e secoli durante i quali il paleopolo accelera sensibilmente il suo moto.<br>I dati mostrati si riferiscono ad uno studio condotto analizzando le proprietà paleomagnetiche di una "carota" di sedimenti prelevata dai fondali marini della scarpata continentale al largo delle isole Svalbard. Integrando dati analoghi da più siti di analisi è possibile formulare modelli regionali e globali di variazione del campo magnetico terrestre nel corso del recente passato geologico (a scala secolare e millenaria). Per approfondimenti è possibile consultare l'articolo:<br>https://bit.ly/2Rxxb1H</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-20 08:29:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La carta geologica </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/322857308</link>
         <description><![CDATA[<div>Come si realizza una carta geologica </div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/19s02DRbxNc" />
         <pubDate>2019-01-22 07:08:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Silicati</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/323204096</link>
         <description><![CDATA[<div>Infografica </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/105667511/e90df295bddf387e295f08e3913f57c8/media.jpeg" />
         <pubDate>2019-01-22 20:02:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La geologia dell’Italia</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/323695330</link>
         <description><![CDATA[<div>Video dal canale YouTube GEOLOGIA POP</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/E2PXMwsAoZw" />
         <pubDate>2019-01-23 21:18:11 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Dizionario geologico</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/323696745</link>
         <description><![CDATA[<div>Mapsism </div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.mapsism.com/Equakepedia" />
         <pubDate>2019-01-23 21:22:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Struttura interna della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/325144879</link>
         <description><![CDATA[<div>Video di Geologia Pop<br>La domanda interessante  non é "qual é la struttura della Terra?" ma<br>"Come abbiamo fatto a capire la struttura della Terra se non l'abbiamo mai vista"?</div>]]></description>
         <enclosure url="https://bit.ly/2MDuTbE" />
         <pubDate>2019-01-28 20:28:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Inversioni del campo magnetico terrestre</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/326023127</link>
         <description><![CDATA[<div>Video di Geologia Pop</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/qjTnrecXtSU" />
         <pubDate>2019-01-30 20:01:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Campo magnetico terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/327894032</link>
         <description><![CDATA[<div>5/2/2019<br>E' stato rilasciato oggi l'aggiornamento del modello magnetico della Terra (WMM2015v2). Ricordiamo che il modello di campo magnetico terrestre sarebbe dovuto essere aggiornato nel 2020, ma a causa dell'imprevista accelerazione del polo magnetico nord in questi ultimi anni, è stato necessario aggiornarlo con un anno di anticipo. Come già ampiamente illustrato in precedenti post pubblicati in questa pagina, questo aggiornamento non implica necessariamente una prossima inversione di campo magnetico. 🌍<br>Per i dettagli sul nuovo modello: https://www.ngdc.noaa.gov/geomag/WMM/<br>Per i dettagli su quello che ci aspetta: https://ingvambiente.com/2019/01/16/inversioni-campo-magnetico-terrestre/</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-05 17:11:15 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Video: margini divergenti</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/329136932</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 11:00:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Gli effetti della tettonica compressiva</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/329137736</link>
         <description><![CDATA[<div>Serie di pieghe nelle rocce di una catena montuosa: sono gli effetti delle enormi pressioni che si originano in un margine convergente quando si verifica una collizione continente-continente</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 11:03:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Margini trascorrenti</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/329137958</link>
         <description><![CDATA[<div>Faglia di San Andreas</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-08 11:04:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L’età della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/334306302</link>
         <description><![CDATA[<div>Video di Geologia POP</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-22 19:33:19 UTC</pubDate>
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         <title>Italia nel Miocene</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/339588805</link>
         <description><![CDATA[<div>Carta dell'Italia che raffigura il Miocène medio, circa 10-12 Ma.  Studio di Azzaroli e Cita</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-09 18:35:09 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Inversione del campo magnetico terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/344458399</link>
         <description><![CDATA[<div>Video di Geologia Pop</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-23 14:24:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Erosione</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/349890791</link>
         <description><![CDATA[<div> Video che mostra gli effetti dell’erosione </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-09 12:30:03 UTC</pubDate>
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         <title>Storia della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/355343744</link>
         <description><![CDATA[<div> Poster INGV</div>]]></description>
         <enclosure url="https://ingvambiente.com/2019/04/30/storia-della-terra/" />
         <pubDate>2019-04-30 09:00:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pangea </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Animazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-04 04:06:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Faglia di S. Andreas</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/366541911</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-06-09 08:27:00 UTC</pubDate>
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         <title>Formazione dei minerali</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/366698378</link>
         <description><![CDATA[<div>Video Zanichelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-10 13:19:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Seamounts</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/381275830</link>
         <description><![CDATA[<div>I seamounts sono principalmente vulcani che in migliaia si innalzano sul fondale marino. Possono essere isolati o formare gruppi. Un esempio di seamounts è quello della catena sottomarina Hawaii-Emperor: un allineamento di isole e rilievi che si sviluppa per 5800 km nell’Oceano Pacifico, dalla penisola della Kamčatka all’arcipelago delle Hawaii. In passato i seamounts sono stati mappati grazie a sonar posizionati sulle navi. Questa tecnica ha permesso di analizzare solo il 10-15 percento delle superficie marine esplorabili. La vera innovazione è arrivata con l’uso dei satelliti dotati di altimetri. La tecnologia satellitare permetterà nel prossimo futuro di creare il primo rilevamento globale della superficie sottomarina, con rilevamento delle montagne sottomarine anche sotto un 1 chilometro di profondità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-08 07:23:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Interno della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/424249366</link>
         <description><![CDATA[<div>Video dal canale YT Geologia Pop </div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/ybWJKthgRcg" />
         <pubDate>2019-12-15 09:15:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Formazione di un atollo </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/446377597</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-02-17 13:50:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Piega sinclinale</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/469416933</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-22 07:32:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Simulazione di tettonica </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/472040496</link>
         <description><![CDATA[<div>La tettonica sperimentale studia come si formano le catene montuose utilizzando modelli in scala (modelli analogici) e simulazioni al computer.<br><br>In questo esempio si puo' osservare come, comprimendo orizzontalmente una serie di strati di sabbia colorata, si possono riprodurre in scala strutture geologiche come pieghe e faglie inverse, che sono tipiche delle catene montuose.<br><br>Esperimenti come questo sono anche molto belli per l'insegnamento. Infatti, queste foto sono state pubblicate da Sandra McLaren a seguito di una giornata di insegnamento in laboratorio.<br><br>Sandra McLaren | @sandramcgeo<br>https://twitter.com/sandramcgeo/status/1238020125883641856</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 05:14:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Mappa dell’Oceano Atlantico</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/472072453</link>
         <description><![CDATA[<div>Piano dell'Oceano Atlantico-1968.<br><br>Una mappa del fondo dell'Oceano Atlantico pubblicata nel 1968, sulla base di un gran numero di sondaggi profondi compilati da Bruce Heezen e Marie Tharp, dipinti da Heinrich Berann.<br><br>WP: " Marie Tharp (1920) è stata una geologa americana e cartografa oceanografica che, in collaborazione con Bruce Heezen, ha creato la prima mappa scientifica del fondo dell'Oceano Atlantico. Il lavoro di Tharp ha rivelato la presenza della vetta di mezzo dell'Atlantico, causando un cambiamento di paradigma nella scienza della terra che ha portato all'accettazione delle teorie delle placche tettoniche e alla deriva continentale ".<br>.<br>" La vetta dell'Atlantico è una vetta in mezzo all'oceano, una piastra tettonica divergente o un limite di piastra costruttiva situata lungo il fondo dell'Oceano Atlantico e parte della più grande catena di montagne del mondo. Nell'Atlantico settentrionale separa Eurasia e piastre dal Nord America e nell'Atlantico meridionale separa le piastre dall'Africa e dal Sud America. Anche se la vetta dell'Atlantico centrale è principalmente una caratteristica subacquea, le sue porzioni hanno abbastanza elevate per estendersi al di sopra il livello del mare. L' isola d'Islanda è conosciuta anche come la Cordigliera di Reykjanes. La cordigliera ha un tasso medio di diffusione di circa 2,5 centimetri (0,98 pollici) all'anno ".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 06:24:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Pieghe </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/493040811</link>
         <description><![CDATA[<div>Folded Carbonates flysch in Basque Country, France. <br><br>Copyright Thibault Cavailhes<br><br>#folds #geology</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-04-05 09:10:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ancient earth</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/509802109</link>
         <description><![CDATA[<div>Scrivi il nome di una città, scegli il periodo geologico e guarda com’era la Terra all’epoca </div>]]></description>
         <enclosure url="https://dinosaurpictures.org/ancient-earth#240" />
         <pubDate>2020-04-16 03:29:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Mar Mediterraneo  </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/545443661</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando il Mediterraneo diventò un lago salato<br><br>La crisi di salinità del Messiniano è un evento geologico durante il quale il Mediterraneo si è prosciugato quasi completamente, divenendo un enorme lago salato.<br><br>La crisi di salinità avvenne nel Messiniano, ovvero circa 6 milioni di anni fa (per esseri precisi 5.6 milioni di anni).<br><br>Sono state elaborate diverse teorie sulle cause della crisi di salinità del Messiniano.<br><br>La prima teoria si basava sulla tettonica a placche: il movimento della africana, e della placca arabica e euroasiatica portò all’isolamento del Mediterraneo.<br><br>In seguito, altri ricercatori proposero una nuova ipotesi, secondo cui la chiusura dello stretto di Gibilterra era dovuta all’abbassamento del livello del mare in seguito all’aumento della calotta glaciale antartica.<br><br>Un’ altra teoria spiegava questo evento come effetto di una combinazione di movimenti tettonici e dell’aumento dei ghiacci. Tuttavia, finora nessuna di queste ipotesi era stata dimostrata in modo concreto.<br><br>Uno studio del 2015 pubblicato sulla rivista Nature (https://www.nature.com/articles/ncomms9765), proposto da un team internazionale di ricercatori tra cui Fabio Florindo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha fornito una nuova convincente teoria.<br><br>Questo studio fornisce la prima prova geologica del legame tra espansione dei ghiacci antartici e la crisi messiniana, grazie allo studio di 60 carotaggi di sedimenti ricavati da varie campagne di perforazione intorno all’Antartide.<br><br>Inoltre è stato usato un modello computerizzato per simulare la crescita della coltre glaciale antartica, per vedere quale impatto potesse avere quella crescita, oltre all’ abbassamento del livello del mare.<br><br>La simulazione ha dato risultati interessanti tra i quali che, con l’evaporazione del Mediterraneo, la crosta terrestre intorno allo Stretto di Gibilterra iniziò ad alzarsi, per la mancanza del peso sovrastante dell’acqua. Questa situazione durò fin quando la crosta non comincio a rilassarsi e la calotta antartica si sciolse.<br><br>Nel 1961, una campagna geofisica che indagò il fondo del Mediterraneo rivelò l’esistenza di un livello sismico fortemente riflettente, continuo lateralmente e delineante una struttura geologica ad una profondità tra 100 e 200 metri sotto il fondale marino.<br><br>Questo livello, denominato riflettore M ( M reflector), segue fedelmente la morfologia del fondo marino attuale, presenta caratteristiche uniformi ed elevata velocità delle onde sismiche.<br><br>Un decennio dopo, delle perforazioni eseguite dalla Glomar Challenger (una nave oceanografica), durante la tredicesima campagna del progetto DSDP (Deep Sea Drilling Program), rivelò la natura del riflettore M: è un livello di sedimenti evaporitici, con uno spessore che raggiunge i 3 km.<br><br>I depositi di salgemma formatisi durante la crisi del Messiniano si possono vedere nella miniera di Realmonte, in provincia di Agrigento.<br><br>Questa miniera è nota anche perché c’è una cattedrale di sale dove ogni anno, il 4 dicembre, viene celebrata una messa per la festa di Santa Barbara (la santa patrona dei geologi).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-02 11:53:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Asteroide e dinosauri </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/633452821</link>
         <description><![CDATA[<div>Media INAF<br>Oggi vi proponiamo l'ultimo video del nostro collaboratore Luca Nardi: l'identikit dell'asteroide che provocò l'estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene, il cui impatto è testimoniato dai resti del cosiddetto #cratere di #Chicxulub</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/19HtIpHlV4g" />
         <pubDate>2020-06-19 12:00:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Correnti di torbida </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/643208406</link>
         <description><![CDATA[<div>Formazione del flysch (video)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-29 18:05:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Poster INGV</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/665737222</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggi sul blog INGVambiente pubblichiamo il quinto poster della collana dei roll-up in cui affrontiamo l'impatto che i vulcani hanno sul clima.<br>I gas e le ceneri emessi durante un’eruzione vulcanica possono avere un significativo impatto su clima e ambiente anche a livello globale. Grosse eruzioni sono state correlate a importanti cambiamenti climatici, estinzioni di massa ed eventi storici. Rappresentazioni degli effetti delle eruzioni sul clima si ritrovano anche in alcune opere d’arte. Il nuovo poster lo trovi qui: https://buff.ly/2CNDMyS<br>I roll-up sono poster delle dimensioni 2000×800 mm e si sviluppano in altezza. Sono pronti per essere scaricati e stampati.<br>Questa collana è adatta a bambini e ragazzi delle scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.<br>Tutti i roll-up disponibili li trovi qui: https://buff.ly/39y4K9u</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-30 09:59:47 UTC</pubDate>
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         <title>Creiamo una montagna </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/974403935</link>
         <description><![CDATA[<div>Video INGV</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-12-01 05:06:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Profondità Moho</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1030492058</link>
         <description><![CDATA[<div>Italia settentrionale </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-12-18 07:14:54 UTC</pubDate>
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         <title>Dolomiti</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1038623645</link>
         <description><![CDATA[<div>La storia geologica (video)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-12-22 18:56:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Rift valley africana </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1127612363</link>
         <description><![CDATA[<div>Post Geopop <br>Ogni tanto gira la notizia che l'Africa si sta dividendo in due e in molti mi chiedete se sia o meno una bufala. È tutto vero e non è certo una novità. I giornali online ovviamente fanno il loro lavoro e la "vendono" come una roba sensazionale.<br>Non è nient'altro che un inizio di processo di "oceanizzazione", cioè la divisione di un continente. Nell'est dell'Africa il continente si sta spaccando letteralmente da nord, nord-est a sud, sud-ovest (se andate su Google Maps riuscite a vederla) e tra una decina di milioni di anni la situazione sarà più o meno come nella foto di questo post. Al centro della separazione risalirà magma, formando nuova crosta oceanica (dorsale medio oceanica).<br>È quello che successe all'Africa e al Sudamerica un bel po' di milioni di anni fa.<br><br>Dal punto di vista scientifico l'aspetto figo è che in questo posto abbiamo la possibilità di studiare quello che successe allora, magari capendo qualcosa in più sulla tettonica delle placche.<br><br>Perché avvengono queste separazioni? Probabilmente a causa di "correnti" nel mantello che favorirebbero il movimento delle placche in superficie. Ma, sappiate che oggi ci sono ancora molti interrogativi sul funzionamento interno della Terra.<br><br>Per finire, sappiate che questi sono processi lentissimi, per cui non ci sono particolari impatti nelle nostre vite ;). Possiamo stare tranquilli!<br><br>Buona giornata carissimi amici POP! 🌎</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-26 16:31:28 UTC</pubDate>
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         <title>Le ere glaciali</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1130393541</link>
         <description><![CDATA[<div>Video Geopop </div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/Y9E4A6bAtFQ" />
         <pubDate>2021-01-27 08:13:04 UTC</pubDate>
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         <title>Lehmann </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1164699601</link>
         <description><![CDATA[<div>♀❣ GIOVEDì GNOCCHE ❣♀<br><br>Ve entramo a metà mattinata a gamba tesa coooooo....<br><br>𝗟𝗔 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗧𝗘 𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔<br><br>«La Terra? È piatta.. come tu madre» <br>[Flat Earth Society]<br>«Seee ciao còreee»<br>[Inge Lehmann]<br><br>«...ma perchè voi nun sapete co quanti omini incompetenti me so dovuta confrontà senza nessuna utilità»<br>[Inge Lehmann pe davero]<br><br>Pe Dilla Tutta: e dopo la tettonica de Mary-te-Tharp-o le ali, tornamo ‘ndietro ner 1888, perchè se rilevava sui sismografi 'aa nascita de n'onda de coattanza tutta femmina antitolata Inge Lehmann, sismologa e geofisica danese. <br><br>Taa vedi bella tranquiggia naa foto che pare un po' tunonna, e ‘nvece era una che non te LEHMANNava a dì, perchè forse forse nun ce lo sai che fu 'aa prima a fatte na proposta indecente sur l’influenza de 'n còre interno daa Tera pe spiegà er comportamento dee onde P, le onde primarie o onde compressionali. <br><br>Ner 1936, attraverso l’analisi de' sismogrammi dei teremoti che c'erano ssati in Nuova Zelanda, teorizzò l’esistenza de na divisione der centro daa Tera in du parti: un nucleo solido interno circondato da un nucleo liquido esterno separati da 'na discontinuità poi conosciuta come Discontinuità de Lehmann. Er tortino de cioccolato cor còre callo da allora ebbe tutto n'artro sapore (v'è venuta fame veeee? Fame de sapè si si). <br><br>Tarmente coatta che se definiva “l’unica sismologa danese”, e ciaveva raggio perché a tutti l’altri omini je dava ‘na pista: solo ner 1970 co novi sismografi sò riusciti a dimostrà l’esistenza der core daa Terra che lei aveva già inteso na cifra de anni prima. ODDIO BONI TREMA TUTTO MA CHE ERA? Forse una sismografa danese competente che a furia de smortaccià ha generato un’onda P come Parità de ggenere (e se fermamo qui)? Nooo ma che te pareeee noooo<br><br>#lascienzacoatta te sallustia de còre<br><br>#giovedignocche #scienziatecoatte #lacoattanzaèdonna #girlpower #womeninscience #girlsinscience #ingelehmann #terra #cuoredellaterra<br><br>Dice che Inge Lehmann vide questa che se muoveva quanno a 15 anni se visse er suo primo terremoto: <br>https://worthwearing.org/store/la-scienza-coatta/international-day-of-women-and-girls-in-science/mug <br><br>Seguice su:<br>- feisbu: facebook.com/LaScienzaCoatta<br>- isstagram: https://instagram.com/la_scienza_coatta/<br>- tuitte: https://twitter.com/ScienzaCoatta #scienzacoatta<br>- sitarello: http://www.lascienzacoatta.it/<br>- IuTiubb: https://www.youtube.com/channel/UCO0ueWyPe4u4zILeCc7y91Q<br>- er libbro nostro: https://tinyurl.com/y5qrqdpu</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-04 16:36:48 UTC</pubDate>
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         <title>Inge Lehmann</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1523756938</link>
         <description><![CDATA[<div>VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA CON INGE LEHMANN 🌍<br><br>«Avrò avuto quindici o sedici anni quando, una domenica mattina, mentre ero seduta in casa con mia madre e mia sorella, il pavimento ha cominciato ad oscillare sotto di noi. Il lampadario oscillava. È stato molto strano. Mio padre entrò nella stanza; “È stato un terremoto”, disse. L’epicentro si trovava evidentemente ad una distanza considerevole perché i movimenti erano lenti e non tumultuosi. Nonostante i grandi sforzi la posizione dell’epicentro non è mai stata trovata con precisione. Questa è stata la mia unica esperienza con un terremoto prima di diventare una sismologa, vent’anni dopo».<br>[Inge Lehmann, “Seismology in the days of old”, EOS, 1987]<br><br>Il 13 maggio del 1888 nasceva a Østerbro, un distretto di Copenhagen, la geofisica Inge Lehmann, ricordata per i suoi fondamentali contributi alla conoscenza della struttura interna della Terra ed in particolare per aver scoperto che il nucleo del nostro pianeta è formato da un nucleo esterno e da un nucleo interno con proprietà fisiche molto diverse. La superficie che separa queste due unità viene infatti chiamata discontinuità di Lehmann.<br><br>Il padre Alfred Lehmann era un famoso psicologo e la madre Ida Sophie Tørsleff una casalinga. La piccola Inge frequentò la scuola privata a classi miste diretta da Hanna Adler, una zia di Niels Bohr. In questa scuola ragazze e ragazzi erano trattati allo stesso modo e svolgevano le stesse attività, dai lavori all’uncinetto al calcio.<br><br>Dopo la scuola Inge si iscrisse all’Università di Copenhagen per studiare matematica. Nel 1910 proseguì gli studi a Cambridge ma, a causa di alcuni problemi di salute, fu costretta a tornare a Copenhagen e, dopo aver trovato lavoro come contabile nell’ufficio di un attuario, decise di abbandonare l’università.&nbsp;<br><br>La sua passione per la scienza era però solo temporaneamente sopita e nel 1918 decise di riprendere gli studi. Si laureò così in matematica e divenne assistente del matematico e geodeta Niels Erik Nørlund, all’epoca direttore dell’istituto di ricerca geodetica Gradmaalingen. Inge Lehmann contribuì all’installazione delle stazioni sismiche di Scoresbysund e Ivigtut in Groenlandia e di quella di Copenhagen.&nbsp;<br><br>Fu in questo periodo che Inge venne a conoscenza del fatto che lo studio dei sismogrammi permette di conoscere la struttura interna della Terra. Si appassionò al tema e cominciò a studiare la sismologia in modo autonomo.&nbsp;<br><br>Un viaggio al centro della Terra come quello immaginato da Jules Verne nel suo famoso romanzo è infatti irrealizzabile e le informazioni dirette riguardo la composizione dell’interno del nostro pianeta sono state ottenute mediante perforazioni con una profondità massima di 15 km (praticamente nulla rispetto ai 6370 km che ci separano dal centro della Terra).&nbsp;<br><br>Le informazioni più preziose riguardo l’interno della Terra provengono dallo studio delle onde sismiche, le quali attraversano tutto il pianeta e, modificando la loro velocità quando incontrano superfici che separano materiali con caratteristiche fisiche diverse, ci forniscono una sorta di “radiografia” della Terra. Tale tecnica viene infatti chiamata “tomografia sismica” ed è analoga a quella usata in medicina, grazie alla quale i medici possono indagare l’interno del corpo umano senza intervenire chirurgicamente ma utilizzando i raggi X (tomografia assiale computerizzata).<br><br>Il suo impiego all’istituto di Nørlund permise a Inge di viaggiare e conoscere diverse stazioni sismiche europee. Nel 1927 ebbe l’opportunità di conoscere Beno Gutenberg, colui che nel 1914 aveva individuato la superficie di separazione tra il mantello terrestre e il nucleo esterno nota oggi come discontinuità di Gutenberg.&nbsp;<br><br>Nel 1928 Inge Lehmann ottenne la laurea in geodesia e nello stesso anno divenne direttrice del Dipartimento Sismologico dell’Istituto Geodetico Danese, impiego che mantenne fino alla pensione, nel 1953.&nbsp;<br><br>I suoi principali compiti erano la coordinazione dei gruppi di lavoro delle stazioni groenlandesi, l’interpretazione dei sismogrammi e la pubblicazione dei bollettini sismici.<br><br>Benché non fosse tenuta a compiere ricerche scientifiche originali non le era impedito di farlo. Così, pur senza avere a disposizione nessun assistente nemmeno per i lavori d’ufficio ed essendo costretta ad organizzare i dati ed eseguire i calcoli a mano (non erano ancora disponibili i computer), in questo periodo pubblicò trentacinque articoli scientifici.<br><br>Uno di questi le ha garantito un posto d’onore nella storia della geofisica in quanto in esso viene annunciata la scoperta del nucleo interno della Terra. L’articolo, pubblicato nel 1936, detiene anche un curioso record: è infatti la pubblicazione scientifica con il titolo più corto, semplicemente “P'”.&nbsp;<br><br>Una sorgente sismica genera due tipi di onde: le onde P (o primarie), che sono onde di compressione, sono le più veloci e arrivano per prime in superficie; le onde S (o secondarie) che sono onde trasversali e sono più lente. Il simbolo P’ (P primo) rappresenta le onde P che hanno viaggiato nel mantello, nel nucleo e infine nuovamente nel mantello.&nbsp;<br><br>Interpretando i sismogrammi relativi al terremoto di Buller (Nuova Zelanda) del 1929 ed in particolare le curve dei tempi di viaggio delle onde P’, Inge Lehmann ha dedotto che ad una profondità di circa 5100 km la velocità delle onde P aumentava bruscamente. Questo comportamento delle onde sismiche indicava il loro passaggio attraverso una superficie di separazione tra due materiali con proprietà fisiche diverse, ovvero una discontinuità.&nbsp;<br><br>Il nucleo terrestre dunque non è omogeneo, come si riteneva prima della storica pubblicazione di Inge Lehmann, ma ha al suo interno un nocciolo più denso, chiamato nucleo interno. Gli studi successivi, effettuati da Beno Gutenberg, Charles Richter, Harold Jeffreys e altri, hanno poi mostrato che il nucleo interno doveva essere solido.&nbsp;<br><br>Dopo la pensione, una volta sollevata dagli impegni organizzativi dell’Istituto Geodetico, Inge Lehmann proseguì le sue ricerche con ancora maggiore intensità, occupandosi soprattutto della struttura del mantello superiore e della propagazione delle onde sismiche superficiali.&nbsp;<br><br>L’ultimo articolo scientifico di Inge Lehmann risale al 1987, quando la scienziata aveva novantanove anni.&nbsp;<br><br>Il 21 febbraio del 1993 Inge Lehmann morì serenamente a Copenhagen alla veneranda età di centoquattro anni, il che fa della sismologa danese una delle scienziate più longeve della storia. Nel proprio testamento espresse la volontà di lasciare tutti i suoi averi all’Accademia Danese di Scienze e Lettere al fine di istituire un premio scientifico annuale: in questo modo il lungo viaggio di Inge Lehmann può continuare e potrà portare a nuove scoperte.&nbsp;<br><br>Bibliografia:&nbsp;<br>Erik Hjortenberg, Inge Lehmann’s work materials and seismological epistolary archive, Annals of Geophysics, 2009;&nbsp;<br>Inge Lehmann, Seismology in the days of old, EOS, 1987;&nbsp;<br>Martina Kölbl-Ebert, Inge Lehmann’s paper: “P'” (1936), Episodes, 2001.<br><br>Immagine: Inge Lehmann nel 1932 (https://www.hmdb.org/m.asp?m=123973) &nbsp;<br><br>#lehmann #ingelehmann #geophysics #geofisica #fisica #scienzedellaterra #storiadellafisica #storiadellageologia #storiadellascienza&nbsp; #accaddeoggi #sismologia #seismology #geologia #geology</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-14 05:31:40 UTC</pubDate>
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         <title>Pieghe</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1525145143</link>
         <description><![CDATA[<div>Veduta aerea del monte Ferdenrothorn, Alpi Bernesi, Svizzera. Le spettacolari pieghe nel fianco orientale sono una testimonianza impressionante della collisione avvenuta tra l'Africa e l'Europa. ⁣⁣⁣⁣ Foto e descrizione di @Bernhard Edmaier Photography.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-14 15:53:13 UTC</pubDate>
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         <title>Ciclo di Wilson</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1630141717</link>
         <description><![CDATA[<div>Scienze della Terra | Geologia<br><br>Il prossimo schema mostra la tettonica della targa e il ciclo di Wilson (interminabile processo di apertura e chiusura dei bacini oceanici e la subduzione / divergenza continentale).<br>Questo è stato un contributo fondamentale per sostenere la teoria della tettonica delle targhe.<br><br>☝ ☝ ☝ Ricordiamo che il ciclo di Wilson (di Tuzo Wison) ci spiega in maniera cronologica, il processo di apertura e chiusura degli oceani, così come la frammentazione e la successiva unione dei continenti, facendo passo alla formazione di cordigliera.<br><br>Credit: Wilson et al / Geological Society London<br>Preso da Linkedin: Felipe Ochoa Cornejo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-29 13:51:03 UTC</pubDate>
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         <title>Vulcanismo India-Asia</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1860720074</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://aldopiombino.blogspot.com/2021/11/il-vulcanismo-pre-e-post-collisionale.html?fbclid=IwAR2YiWahFt0uTaSxKVXSIqrGUsGf961SWaK9qG7GiZ0Rti3yOysmTQtgld4&amp;m=1">https://aldopiombino.blogspot.com/2021/11/il-vulcanismo-pre-e-post-collisionale.html?fbclid=IwAR2YiWahFt0uTaSxKVXSIqrGUsGf961SWaK9qG7GiZ0Rti3yOysmTQtgld4&amp;m=1</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-02 05:19:42 UTC</pubDate>
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         <title>Atollo</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/1922109926</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 06:12:28 UTC</pubDate>
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         <title>Carta cronostratigrafica</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/2071128571</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco l'ultima carta cronostratigrafica della Commissione internazionale per la stratigrafia, che traccia 4.600.000.000 di anni di storia della Terra disponibile in 23 lingue.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://stratigraphy.org/ICSchart/ChronostratChart2022-02.pdf?fbclid=IwAR3jAgwPzFlgFELwx1SE03UI4nCK1KOU2cX1KdkrtLVbtzK5bvkd1o1_czE" />
         <pubDate>2022-03-01 09:33:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Risorse geotermiche Italia </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/2212154616</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Italia è ricca di risorse geotermiche. La distribuzione sul territorio è visualizzabile considerando la mappa delle temperature a 3000 metri di profondità, dove le aree nel colore arancio-rosso sono le zone in cui la crosta terrestre a tale profondità raggiunge temperature significativamente più calde rispetto a quelle attese per un normale gradiente geotermico.&nbsp;<br>Nonostante la diffusa estensione di aree ad elevato flusso di calore geotermico, oggi in Italia si produce energia geotermoelettrica solamente nella regione Toscana. Non si è riusciti negli anni a diffondere il virtuoso modello toscano anche in altre regioni altrettanto promettenti. Questo rappresenta per i piani energetici nazionali, susseguitisi negli anni, un grande gap evolutivo legato probabilmente alla maggiore apparente economicità dei combustibili fossili. L’Italia è un paese ancora fortemente dipendente da gas e petrolio, con una grande dipendenza energetica da fornitori stranieri. L’attuale crisi geopolitica dettata dal conflitto Russia-Ucraina e il periodo pandemico non ancora concluso, segnano ancora di più il peso di questa dipendenza, rendendo evidente la necessità di rivedere i piani energetici nazionali, mirando all’intensificazione dell’uso di risorse energetiche rinnovabili che possano aiutare ad aumentare l’indipendenza energetica favorendo allo stesso tempo la sostenibilità ambientale.<br>Nello spettro energetico globale, la geotermia non rappresenta la soluzione completa del problema, ma è una delle risorse principali in grado di guidare la transizione e l’autonomia energetica. Il suo contributo può essere sicuramente prezioso per il miglioramento dello status energetico locale, non solo attraverso la produzione di energia elettrica, ma anche attraverso gli usi termici, come il teleriscaldamento-affrescamento e pompe di calore. Negli Stati Uniti, oltre un milione di abitazioni utilizzano pompe di calore geotermiche, contribuendo significativamente al risparmio energetico attraverso la geotermia a bassa entalpia ed utilizzando molto spesso un gradiente geotermico medio (30°C/km). L’incremento nell’uso dell’energia geotermica può dunque essere una scelta vincente per migliorare la qualità della vita delle comunità locali e per favorire processi virtuosi di economia circolare.<br>Per approfondire questo argomento c'è un interessante articolo a cura del Presidente C. Doglioni e della collega M. Procesi: https://buff.ly/3x1rcoF<br>I crediti dell'immagine sono Cnr Pisa, Istituto di Geoscienze e Georisorse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-06 12:37:35 UTC</pubDate>
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         <title>Inge Lehmann</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2023-05-11 05:51:59 UTC</pubDate>
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         <title>Pozzo di Kola</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2023-06-15 21:36:32 UTC</pubDate>
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         <title>Wegener </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/2735531953</link>
         <description><![CDATA[<div>La fine groenlandese di Alfred Wegener<br><br>Le persone ritratte nella prima fotografia sono lo scienziato tedesco Alfred Wegener e l’esploratore inuit Rasmus Villumsen. Lo scatto fu catturato il primo novembre 1930, nel cuore della calotta groenlandese. Si tratta dell’ultima immagine che mostra Wegener e Villumsen in vita. Cosa ci facevano negli anni ’30 nel gelido cuore della Groenlandia alle soglie dell’inverno artico? Per rispondere bisogna ripercorrere una storia di scienza, esplorazione e sacrificio.<br><br>Oggi Alfred Wegener è ricordato per la teoria della deriva dei continenti, secondo cui essi non sono immobili ma cambiano posizione nel tempo. Questo modello, che Wegener sviluppò negli anni 1920, è stato il fondamento su cui è poi stata costruita la teoria oggi accettata che descrive l'evoluzione della superficie della Terra: la tettonica delle placche. Eppure Alfred Wegener non era un geologo. Egli si laureò in astronomia, e poco dopo la laurea era già diventato uno stimato studioso di meteorologia e fisica dell’atmosfera. Era interessato soprattutto alla meteorologia polare, allora quasi completamente sconosciuta.<br><br>Wegener prese parte a 4 spedizioni in Groenlandia, dirigendo le ultime 2. L’ultima fu la più complessa e grandiosa. La squadra dello scienziato si occupò di rilevazioni meteorologiche, studi sismici dei ghiacciai e misure gravitazionali. Durante i due anni di permanenza sulla grande isola artica il team riuscì nell'impresa di misurare lo spessore del ghiaccio della calotta e a perfezionare l'installazione delle prime centraline meteorologiche in quella sterminata landa.&nbsp;<br><br>Venne inoltre approntata una base nel cuore della calotta, a 3000 metri di quota e a 400 km dalla costa; la chiamarono Eismitte, centro del ghiaccio. Wegener aveva avuto un'idea. Qualcuno doveva rimanere lassù per tutto l'inverno e acquisire i primi dati meteorologici polari durante quella stagione. Il problema più grande era rifornire la base di tutto il materiale necessario. Bisognava farlo prima che il tempo peggiorasse eccessivamente, ma muoversi dalla costa con i cani da slitta non era una passeggiata. Il viaggio si snodava per 800 km tra sconfinate lande di ghiaccio dove la temperatura si manteneva costantemente qualche decina di gradi sotto lo zero. Zero comunicazioni, zero rifornimenti.<br><br>A settembre 1930 sembrava che tutto fosse stato organizzato. Sorge e George erano già ad Eismitte, ma l'ultima squadra di rifornimento che tornò da lassù alla costa portò una brutta notizia: le scorte non sarebbero bastate, bisognava organizzare un'ultima spedizione. Vista l'importanza della traversata, Wegener decise di andare di persona ad Eismitte e compiere alle porte dell’inverno un ultimo viaggio per rifornire gli invernanti. Si mosse con la giovane ma esperta guida inuit Rasmus Villumsen, di soli 23 anni e con lo scienziato Fritz Loewe. I tre partirono il 18 settembre 1930 dalla costa e raggiunsero Eismitte il 30 ottobre 1930. Durante la lunga traversata la temperatura scese fino a -60° e le ore di luce si ridussero fino a sparire quasi del tutto.<br><br>Una volta giunti alla base i tre pensarono di svernare insieme agli altri due scienziati. Tornare indietro a novembre sembrava infatti troppo rischioso. Un rapido calcolo delle provviste disponibili scombinò i piani, non c’era abbastanza cibo per 5 persone. Wegner decise di tornare indietro nonostante l'inverno fosse ormai alle porte. Si fermò solo un giorno alla base per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno e poi si rimise ai comandi della slitta insieme a Villumsen. Loewe fu invece lasciato lassù perché aveva i piedi congelati. Pochi giorni dopo il suo arrivo Sorge e George gli amputarono con un coltellino 8 dita per evitare la cancrena.<br><br>Poco prima della partenza venne scattata quella foto che vi ho mostrato all’inizio del racconto. Né Wegener, né Villumsen raggiunsero mai la costa. Soltanto a maggio il cadavere di Wegner fu trovato cucito in una pelle di renna a circa 150 km dalla costa, adagiato tra la neve. Villumsen, che con grande pietà si prese cura della salma dello scienziato, non fu mai trovato, come nemmeno la muta di cani che avevano con loro. Probabilmente il suo corpo giace da qualche parte sepolto da un centinaio di metri di neve e ghiaccio.<br><br>Questa la storia di uno dei più grandi scienziati della Terra mai esistiti. Con le sue teorie rivoluzionò la comprensione del nostro pianeta, eppure fintanto che fu in vita la sua teoria sulla deriva dei continenti non venne mai accettata e fu anzi aspramente criticata.<br><br>Wegner non diede mai troppo peso alla cosa e come se nulla fosse continuò con incredibile passione a studiare ciò che più gli interessava: l’ambiente artico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-06 12:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>Campo magnetico terrestre</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>Come funziona il campo magnetico della Terra? 🌍 E' argomento di studio per il geomagnetismo, una scienza affascinante che cerca di rispondere alle tante domande legate alla natura del nostro pianeta.&nbsp;<br>Una delle caratteristiche principali del campo magnetico terrestre è che non è statico, ma in varia nel tempo. Il nostro pianeta ha due poli magnetici, il polo nord magnetico e il polo sud magnetico come se al suo interno fosse posizionato una enorme barra magnetizzata. I poli magnetici hanno la peculiarità di non coincide con quelli geografici e inoltre si spostano lentamente nel tempo. Negli ultimi decenni, questo spostamento è stato molto più rapido di quanto previsto, il che ha richiesto aggiornamenti frequenti nelle carte di navigazione. Attualmente, il polo nord magnetico sta migrando verso la Siberia!<br>La comprensione di questi fenomeni è molto importante poiché ha implicazioni rilevanti per la navigazione e per la comprensione della dinamica del nucleo terrestre e del campo magnetico.&nbsp;<br>Se vuoi saperne di più ci sono diversi articoli sul blog INGVambiente.&nbsp;<br>Eccone alcuni:&nbsp;<br>Il campo magnetico terrestre, il motore del nostro pianeta https://buff.ly/2SAD361&nbsp;<br>Il campo magnetico terrestre: lo scudo protettivo del nostro pianeta https://buff.ly/2Rn00Je &nbsp;<br>Le inversioni del campo magnetico terrestre: cosa ne sappiamo? https://buff.ly/2TWWnvb</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-21 14:28:44 UTC</pubDate>
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         <title>Dolomiti </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2023-11-09 06:16:41 UTC</pubDate>
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         <title>Campo magnetico terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2023-11-21 17:11:07 UTC</pubDate>
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         <title>Deposito nazionale rifiuti radioattivi </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2023-12-15 19:45:50 UTC</pubDate>
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         <title>Le stagioni</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-01-07 10:21:11 UTC</pubDate>
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         <title>Le reali dimensioni dei paesi</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-01-11 10:51:46 UTC</pubDate>
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         <title>Frane</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<div>È importante conoscere le tematiche del Dissesto Idrogeologico in particolare Frane , Smottamenti, a<br>Alluvioni e tutto ciò che provoca la degradazione del suolo e del territorio.&nbsp;<br><br>Partiamo dal termine Frana :&nbsp;<br>Con il termine “frana” ci si riferisce ad un fenomeno riguardante il “movimento di una massa di roccia, terra o detrito lungo un pendio (Cruden, 1991)” dovuto all’azione della forza di gravità.<br><br>Una classificazione esauriente perché adattabile alla realtà geomorfologica italiana è quella di Varnes (1978). Tale classificazione in base al tipo di movimento si articola in cinque classi principali:&nbsp;<br>1. Crolli&nbsp;<br>2. Ribaltamenti&nbsp;<br>3. Scivolamenti (rotazionali e traslativi)&nbsp;<br>4. Espansioni laterali<br>5. Colate alle quali si aggiunge la classe dei fenomeni&nbsp;<br>6. Complessi&nbsp;<br><br>Ognuna di queste classi è quindi suddivisa ulteriormente, sulla base del tipo di materiale coinvolto nel fenomeno franoso&nbsp;<br>a. roccia&nbsp;<br>b. detrito&nbsp;<br>c. terra<br><br>Possiamo osservare la Classificazione delle frane di Cruden e Varnes (1996) nell’immagine</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-17 10:31:49 UTC</pubDate>
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         <title>Alternarsi di dì e notte </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-02-19 05:57:36 UTC</pubDate>
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         <title>Stagioni </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Cicli di Milankovic</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-05-18 17:30:19 UTC</pubDate>
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         <title>Precessione assiale</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Faglia normale </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Fossilizzazione</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Forza di Coriolis</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Ammonite gigante</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-06-21 12:21:53 UTC</pubDate>
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         <title>Fusi orari</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Fusi orari</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Campo magnetico </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-08-15 18:15:16 UTC</pubDate>
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         <title>Cavi sottomarini </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <title>Stagioni</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-11-12 05:32:08 UTC</pubDate>
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         <title>Eratostene </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>2200 anni fa calcolò la circonferenza della Terra osservando semplicemente l'ombra proiettata da due pali distanti 800 km.</p><p>"Nel III secolo a.C., nella più grande metropoli del tempo, la città egizia di Alessandria, viveva un uomo di nome Eratostene. Uno dei suoi contemporanei invidiosi lo soprannominò Beta, la seconda lettera dell'alfabeto greco, sostenendo che Eratostene fosse il secondo migliore al mondo in ogni cosa. Tuttavia, è chiaro che Eratostene era Alfa in quasi tutto. Era astronomo, storico, geografo, filosofo, poeta, critico teatrale e matematico.</p><p>I titoli delle sue opere spaziavano da Astronomia a Sulla libertà dal dolore. Fu anche direttore della grande Biblioteca di Alessandria, dove un giorno lesse su un papiro che, a Siene (oggi Assuan), vicino alla prima cataratta del Nilo, a mezzogiorno del 21 giugno, un palo verticale non proiettava ombra.</p><p>Durante il solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, man mano che le ore avanzavano verso il mezzogiorno, le ombre delle colonne del tempio si accorciavano. A mezzogiorno erano scomparse. In quel momento si poteva vedere il riflesso del Sole sul fondo di un pozzo profondo. Il Sole era direttamente sopra le teste delle persone.</p><p>Era un'osservazione che molti avrebbero ignorato facilmente. Pali, ombre, riflessi nei pozzi, la posizione del Sole: che importanza potevano avere queste cose semplici e quotidiane? Ma Eratostene era uno scienziato, e le sue riflessioni su questi argomenti cambiarono il mondo; in un certo senso, crearono il mondo.</p><p>Eratostene ebbe la presenza di spirito di condurre un esperimento: osservare se ad Alessandria i pali verticali proiettassero ombre a mezzogiorno del 21 giugno. Scoprì che lo facevano. Eratostene si chiese allora perché nello stesso istante un palo a Siene non proiettasse ombra, mentre ad Alessandria ne proiettava una ben definita.</p><p>Osserviamo una mappa dell'antico Egitto con due pali verticali della stessa lunghezza, uno piantato ad Alessandria e l'altro a Siene. Supponiamo che in un dato momento nessuno dei due proietti ombra: ciò può essere spiegato facilmente ipotizzando che la Terra sia piatta.</p><p>Se i due pali proiettano ombre di lunghezza uguale, anche questo può essere spiegato con una Terra piatta: i raggi del Sole hanno la stessa inclinazione e formano lo stesso angolo con i due pali. Ma come spiegare il fatto che a Siene non c'era ombra, mentre ad Alessandria l'ombra era considerevole?</p><p>Eratostene capì che l'unica risposta possibile era che la superficie della Terra fosse curva. E non solo: maggiore era la curvatura, maggiore sarebbe stata la differenza tra le lunghezze delle ombre.</p><p>Il Sole è così lontano che i suoi raggi arrivano paralleli alla Terra. I pali posizionati ad angolazioni diverse rispetto ai raggi del Sole proiettano ombre di lunghezze differenti. La differenza osservata tra le lunghezze delle ombre indicava che la distanza tra Alessandria e Siene corrispondeva a circa sette gradi lungo la superficie terrestre.</p><p>Sette gradi sono circa una cinquantesima parte dei 360 gradi della circonferenza terrestre. Eratostene sapeva che la distanza tra Alessandria e Siene era di circa 800 chilometri, perché aveva assunto una persona per misurarla a passi.</p><p>Ottocento chilometri moltiplicati per 50 danno 40.000 chilometri: questa doveva essere la circonferenza della Terra. Ed è la risposta corretta.</p><p>Gli unici strumenti di Eratostene furono pali, occhi, piedi, cervello e il desiderio di sperimentare. Con questi elementi dedusse la circonferenza della Terra con un margine di errore di poche percentuali, un risultato straordinario per 2200 anni fa. Fu la prima persona a misurare con precisione le dimensioni di un pianeta."</p><p>— Carl Sagan, astrofisico, cosmologo e divulgatore scientifico americano (1934–1996)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-03 13:14:36 UTC</pubDate>
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         <title>Curvatura terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-12-05 22:43:29 UTC</pubDate>
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         <title>Forza di Coriolis</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-12-14 10:58:57 UTC</pubDate>
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         <title>Pendolo e rotazione terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2024-12-21 07:47:17 UTC</pubDate>
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         <title>Wegener </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>Alfred Wegener, geologo, meteorologo ed esploratore tedesco, fu autore di una delle intuizioni scientifiche più significative del XX secolo: la teoria della deriva dei continenti. Durante un incontro al Museo Senckenberg di Francoforte, il 6 gennaio del 1912, presentò la sua visione secondo cui, centinaia di milioni di anni fa, la Terra era formata da un unico continente, la Pangea, che successivamente si frammentò, dando origine agli attuali continenti.</p><p>Questa teoria si basava su prove concrete, come il ritrovamento di fossili identici in continenti separati da oceani, e la scoperta che alcune regioni, come l'India, l'Australia e l'America meridionale, avevano un passato comune caratterizzato dalla presenza di ghiacciai.</p><p>Sebbene la teoria di Wegener non fosse immediatamente accettata, negli anni '60 essa contribuì in maniera decisiva alla formulazione della teoria della tettonica delle placche, che oggi è fondamentale per comprendere i fenomeni geologici come terremoti, vulcani e la dinamica della crosta terrestre.</p><p>Un'intuizione che ha gettato le basi per la geologia moderna e continua a stimolare nuove scoperte.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-06 23:12:58 UTC</pubDate>
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         <title>Stagioni</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-01-13 05:06:08 UTC</pubDate>
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         <title>Estinzioni </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-01-20 20:41:00 UTC</pubDate>
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         <title>Età della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>Video GeoPop</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-31 13:29:08 UTC</pubDate>
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         <title>Eratostene e la circonferenza della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-04-05 21:28:58 UTC</pubDate>
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         <title>Rilievi della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-04-06 13:01:43 UTC</pubDate>
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         <title>Alpi e Appennini </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-04-10 03:50:31 UTC</pubDate>
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         <title>L’Italia durante l’ultima glaciazione </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3422036036</link>
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         <pubDate>2025-04-23 19:16:23 UTC</pubDate>
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         <title>Perforazione MOHO</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3434281358</link>
         <description><![CDATA[<p>FINALMENTE ARRIVEREMO A PERFORARE NEL MANTELLO?</p><p>La discontinuità di Mohorovičić (universalmente nota semplicemente come “Moho”) divide la crosta terrestre dal mantello. Da quando il geofisico serbo Andrija Mohorovičić la scoprì nel 1909, fra i vari sogni dei geologi c’è quello di arrivare direttamente al mantello. Negli anni ‘60 del XX secolo era stato lanciato il progetto Mohole (contrazione di Moho e Hole, insomma, un foro nella Moho). Ma ad oltre 60 anni da questa idea la Moho non è stata ancora raggiunta, nonostante l’ottimismo iniziale. Oggi dopo tutti questi decenni una nuova nave oceanografica cinese si appresta a coronare questi sogni e ha in programma di farlo entro il 2030. La domanda però è se questa Moho sarà rappresentativa non solo del mantello che si trova sotto gli oceani, perché quello continentale potrebbe avere una storia molto differente. Per risolvere la questione si dovrebbe appunto perforare la crosta continentale, ma la Moho attuale è troppo profonda; allora l’idea è quella di trovare una Moho fossile a bassa profondità. Questa seconda possibilità può essere realizzata proprio in Italia, in una zona alpina, la Ivrea – Verbano e c'è giusto un progetto in corso che sta carotando quell'area per arrivarci.</p><p>continua su <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://aldopiombino.blogspot.com/2025/05/dopo-oltre-60-anni-dal-progetto-mohole.html">https://aldopiombino.blogspot.com/2025/05/dopo-oltre-60-anni-dal-progetto-mohole.html</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-02 13:49:58 UTC</pubDate>
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         <title>Formazione di una montagna </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>INGV</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-23 18:11:03 UTC</pubDate>
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         <title>Pieghe </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3465177969</link>
         <description><![CDATA[<p>INGV</p><p>Durante il processo di formazione delle montagne (orogenesi) le rocce della crosta sono sottoposte a lente ma enormi forze di compressione. Gli strati rocciosi possono avere un comportamento fragile, e rompersi lungo delle faglie, o deformarsi plasticamente formando delle pieghe.</p><p>Le pieghe nelle rocce e nei sedimenti possono avere dimensioni da pochi centimetri fino a diversi chilometri e di solito danno luogo a successioni di forme simili a delle A (dette anticlinali), e rovesciate simili a delle V (dette sinclinali).</p><p>Anche le faglie possono avere dimensioni diversissime, da pochi metri fino ad interessare la crosta terrestre per diversi chilometri.</p><p>👉 <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://buff.ly/49YjPKi">https://buff.ly/49YjPKi</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-23 18:13:44 UTC</pubDate>
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         <title>Curvatura terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-06-14 13:27:17 UTC</pubDate>
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         <title>Geotermia </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://ingvambiente.com/2019/05/28/impariamo-a-conoscere-lenergia-geotermica-e-luso-che-se-ne-puo-fare/?fbclid=IwQ0xDSwLExRZleHRuA2FlbQIxMQABHkdDPrBGcP635VQo-2HEIRZJOkLG3llkeil4LNtXCyvoVVc13VgoT9tYM6So_aem_sUnK_ypW6tMZb4tzMU8F-w">https://ingvambiente.com/2019/05/28/impariamo-a-conoscere-lenergia-geotermica-e-luso-che-se-ne-puo-fare/?fbclid=IwQ0xDSwLExRZleHRuA2FlbQIxMQABHkdDPrBGcP635VQo-2HEIRZJOkLG3llkeil4LNtXCyvoVVc13VgoT9tYM6So_aem_sUnK_ypW6tMZb4tzMU8F-w</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-22 11:16:06 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità sul pianeta Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-06-26 08:27:07 UTC</pubDate>
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         <title>Composizione della Terra</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-07-23 19:27:09 UTC</pubDate>
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         <title>Proiezione di Mercatore </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-07-25 16:19:06 UTC</pubDate>
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         <title>Metamorfismo di contatto</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3564494553</link>
         <description><![CDATA[<p>🔸Contact metamorphism happens when hot magma from inside the Earth pushes into surrounding rock layers and heats them up. </p><p>➖This heat changes the nearby rocks without melting them, creating new metamorphic rocks. For example, shale can turn into slate, then phyllite, schist, and finally gneiss as it gets closer to the heat. </p><p>➖Limestone becomes marble, and sandstone changes into quartzite. </p><p>➖These changes only happen near the magma, where the temperature is highest, and pressure plays a smaller role. </p><p>➖So, contact metamorphism is like “baking” rocks with heat from magma, causing them to harden and transform.</p><p>LEARN Geology </p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtube.com/@learngeology7124?si=J1JVq-3RPdsS9onL">https://youtube.com/@learngeology7124?si=J1JVq-3RPdsS9onL</a></p><p>#geology #geologyforbeginners #metamorphicrocks #contactmetamorphism #earthscience #igneousintrusion #rockcycle #magmaheat #sedimentaryrocks #mineraltransformation</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads-usc1.storage.googleapis.com/105667511/f37709ea4b1598d32dfb23d715179606/IMG_9541.jpg" />
         <pubDate>2025-09-02 06:33:07 UTC</pubDate>
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         <title>Cartografia geologica Italia</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-09-05 22:10:03 UTC</pubDate>
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         <title>Grande estinzione del Permiano-Triassico</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3573506337</link>
         <description><![CDATA[<p>𝗟𝗮 “𝗚𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗘𝘀𝘁𝗶𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲” 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗲𝗿𝗺𝗶𝗮𝗻𝗼-𝗧𝗿𝗶𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝗼: 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 </p><p>Oltre l’80% degli invertebrati marini e molte specie terrestri (animali e vegetali) scomparvero,  250 milioni di anni fa, dalla Terra sconvolta da una eruzione vulcanica colossale in Siberia. L’ipotesi più diffusa è che l’evento sia stato seguito da un periodo di riscaldamento globale estremo per la grande quantità di gas serra immessi nell’atmosfera. </p><p>Quello che ancora non era chiaro è perché le temperature rimasero elevate per 5 milioni di anni. </p><p>Un nuovo studio fornisce una risposta: dall’analisi di reperti fossili e degli indizi sulle condizioni climatiche del passato, presenti in alcune formazioni rocciose, i ricercatori hanno ricostruito i cambiamenti subiti dalla vegetazione durante questa Grande Estinzione. </p><p>Il declino delle foreste, soprattutto tropicali, avrebbe rallentato l’assorbimento della CO2 dall’atmosfera, prolungando gli effetti dell’effetto serra. </p><p>Le piante svolgono infatti un ruolo cruciale nel ciclo del carbonio: catturano l’anidride carbonica e la trasformano attraverso la fotosintesi. La perdita delle foreste, specialmente tropicali, avrebbe dunque contribuito a mantenere il pianeta “intrappolato” in un clima surriscaldato per milioni di anni. </p><p>Gli autori dello studio suggeriscono che questo studio fornisce un esempio di quanto non deve accadere: le foreste tropicali di oggi sono un baluardo fondamentale contro il cambiamento climatico. Se dovessero collassare, il riscaldamento potrebbe continuare anche in caso di azzeramento delle emissioni, con effetti che durerebbero ben oltre le generazioni future. </p><p>Ancora una volta, la ricerca ci mostra come la storia della Terra possa offrirci chiavi di lettura preziose per affrontare le sfide ambientali del presente.</p><p>👉  <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://buff.ly/KCsXg3b">https://buff.ly/KCsXg3b</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-09-08 08:30:06 UTC</pubDate>
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         <title>Classificazione delle rocce ignee</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3593948768</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-09-19 13:00:31 UTC</pubDate>
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         <title>Vajont</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3624974266</link>
         <description><![CDATA[<p>LA TRAGEDIA DEL VAJONT</p><p>La 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗮𝗷𝗼𝗻𝘁 avvenne il 9 ottobre 1963, quando un'enorme frana dal Monte Toc si abbatté sul bacino artificiale della diga Vajont. </p><p>Le condizioni geologiche del Monte Toc, che hanno portato alla frana del Vajont, erano caratterizzate da un'imponente massa di 𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗮𝗿𝗲𝗮 sovrapposta a uno 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗿𝗴𝗶𝗹𝗹𝗼𝘀𝗼, sottile e impermeabile.</p><p>Questa configurazione creava una predisposizione al distacco, specialmente dopo il riempimento del bacino artificiale, che ha riattivato una 𝗽𝗮𝗹𝗲𝗼𝗳𝗿𝗮𝗻𝗮 preesistente. </p><p>Inoltre, la struttura geologica era influenzata da pieghe e fratture risalenti all'orogenesi alpina, rendendo il versante instabile. </p><p>La frana - con un volume di 270 milioni di m3 - generò un'onda - alta 250 metri- devastante che superò la diga inondando la valle sottostante e distruggendo il comune di Longarone e altri villaggi, causando la morte di circa 1.917 persone, tra cui molti bambini. </p><p>Nonostante la diga stessa rimanesse intatta, l'evento evidenziò gravi negligenze nella progettazione e gestione del bacino, portando a processi per omicidio colposo contro alcuni responsabili.</p><p>📸 Renato Bortot (modificata)</p><p>✍🏻 Antonio</p><p>#fblifestyle</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-09 09:05:05 UTC</pubDate>
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         <title>Faglia diretta </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-10-27 14:27:37 UTC</pubDate>
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         <title>Campo magnetico terrestre </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-11-06 20:02:20 UTC</pubDate>
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         <title>Eratostene </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-11-12 20:52:44 UTC</pubDate>
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         <title>Eratostene </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-11-15 16:54:09 UTC</pubDate>
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         <title>Piega</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>LA PIEGA CORICATA</p><p>Foto aerea di una delle pieghe più impressionanti delle Alpi al Passo Campolungo in Ticino, Svizzera. </p><p>Questa piega sinclinale sdraiata (che ha interessato marmo e dolomia triassici) è una testimonianza della collisione tra Africa ed Europa e della conseguente orogenesi alpina.</p><p>📸 Bernhard Edmaier Photography</p><p>✍🏻 Antonio</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-11-29 09:28:39 UTC</pubDate>
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         <title>Piega</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3703924167</link>
         <description><![CDATA[<p>Namibia </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-11-30 20:55:35 UTC</pubDate>
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         <title>Riscaldamento solare </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2025-12-08 17:46:41 UTC</pubDate>
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         <title>Curvatura terrestre</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3719789079</link>
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         <pubDate>2025-12-11 21:37:28 UTC</pubDate>
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         <title>Inclinazione asse terrestre</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>Perchè l'asse di rotazione terrestre è inclinato?</p><p>L'asse terrestre è inclinato (circa 23,5°) principalmente a causa di collisioni cosmiche durante la formazione del Sistema Solare, in particolare l'impatto con un corpo massiccio, che ha sbilanciato la Terra, e le interazioni gravitazionali continue del Sole, della Luna e degli altri pianeti, che causano piccole variazioni cicliche chiamate precessione e nutazione, influenzando anche il clima.</p><p>L'inclinazione è fondamentale per creare le stagioni, poiché fa sì che le diverse parti della Terra ricevano quantità variabili di luce solare durante l'anno.</p><p>Cause principali</p><p>Si ritiene che un antico impatto catastrofico con un protopianeta (proposto come Theia) abbia alterato l'inclinazione assiale della Terra, stabilizzandola in questa posizione obliqua.</p><p>Il Sole, la Luna e gli altri pianeti esercitano una forza di attrazione che perturba l'asse terrestre, facendolo oscillare lentamente (nutazione) e spostare la sua direzione (precessione) in cicli lunghi migliaia di anni, mantenendolo inclinato.</p><p>Eventi sismici di grande portata o la redistribuzione di masse d'acqua (come lo scioglimento dei ghiacciai) possono causare piccole, ma misurabili, variazioni nell'inclinazione dell'asse.</p><p>Perché è importante?</p><p>L'inclinazione, non la distanza dalla Terra, è la causa delle stagioni, creando estati più calde (emisfero inclinato verso il Sole) e inverni più freddi (emisfero inclinato lontano dal Sole).</p><p>Questa oscillazione stagionale regola i cicli della vita sulla Terra, influenzando ecosistemi e specie.</p><p>Quindi, una combinazione di eventi violenti nella giovane storia della Terra e forze cosmiche più sottili ha stabilito e mantiene l'inclinazione assiale, un fattore chiave per la vita come la conosciamo.</p><p>#fblifestyle</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-12 11:48:12 UTC</pubDate>
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         <title>Deriva dei continenti </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3722109084</link>
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         <pubDate>2025-12-14 21:40:42 UTC</pubDate>
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         <title>GPS (INGV)</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3797609074</link>
         <description><![CDATA[<p>𝟮𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝟭𝟵𝟳𝟴: 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗚𝗣𝗦 (𝗺𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗚𝗣𝗦) </p><p>Il 22 febbraio 1978 viene lanciato il primo satellite operativo del sistema GPS, dando inizio a una storia che ha trasformato il modo in cui misuriamo spazio e tempo. Nato come progetto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per superare i limiti dei sistemi precedenti, il GPS è diventato sempre più centrale nella nostra vita quotidiana: dai dispositivi di navigazione ai servizi di localizzazione, dalla sincronizzazione di reti critiche alla ricerca scientifica.</p><p>Il GPS non è solo un sistema isolato, ma fa parte di una famiglia più ampia chiamata GNSS – Global Navigation Satellite Systems. Oggi, oltre alla costellazione statunitense, ci sono altri sistemi operativi che forniscono dati di posizionamento e temporizzazione in tutto il mondo. Il sistema europeo Galileo garantisce servizi civili ad alta precisione; GLONASS, quello russo, è particolarmente efficace alle alte latitudini; BeiDou, quello cinese, è una delle reti più ambiziose e in rapido sviluppo. Tutti questi sistemi, insieme, aumentano l’accuratezza e l’affidabilità dei dati di localizzazione.</p><p>Il principio alla base di questi sistemi è lo stesso: satelliti in orbita trasmettono segnali temporali estremamente precisi, che permettono a un ricevitore a terra di calcolare la propria posizione confrontando i tempi di arrivo da più satelliti. Questa tecnologia, oltre alla navigazione, consente di osservare con precisione millimetrica gli spostamenti della crosta terrestre e di studiare fenomeni geofisici come terremoti, deformazioni dei vulcani e variazioni nei carichi idrologici.</p><p>Leggi l'approfondimento: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://buff.ly/Bx6dKGI">https://buff.ly/Bx6dKGI</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-22 19:39:31 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Percentuale di gente che dorme</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2026-03-13 20:17:44 UTC</pubDate>
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         <title>Petrolio nel Golfo Persico</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2026-03-15 15:38:29 UTC</pubDate>
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         <title>Struttura a pieghe </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2026-03-20 09:37:08 UTC</pubDate>
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         <title>Pozzo di Kola</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2026-03-24 15:44:10 UTC</pubDate>
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         <title>Estinzioni di massa</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <pubDate>2026-04-04 18:44:04 UTC</pubDate>
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         <title>Torbiditi </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-04-23 04:49:39 UTC</pubDate>
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         <title>Età della Terra e piombo </title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3883689906</link>
         <description><![CDATA[<p>‎Per migliaia di anni, nessuno ha mai saputo quanti anni avesse la Terra.</p><p>‎I testi religiosi davano una risposta. I filosofi ne dibattevano altre. Gli scienziati facevano stime plausibili a partire da strati di fossili e rocce.</p><p>‎Ma nessuno lo sapeva davvero.</p><p>‎Finché un tranquillo geochimico in un laboratorio di Pasadena non risolse l'enigma e nel farlo, scoprì accidentalmente un avvelenamento globale in corso.</p><p>‎Si chiamava Clair Patterson.</p><p>‎La maggior parte delle persone non ha mai sentito il suo nome.</p><p>‎Eppure, oggi respiri un'aria più pulita grazie a lui.</p><p>‎</p><p>‎LA MISURAZIONE IMPOSSIBILE</p><p>‎Alla fine degli anni Quaranta, Patterson era un giovane dottorando all'Università di Chicago con un compito elegante ma tremendamente difficile:</p><p>‎Misurare i rapporti isotopici del piombo in un frammento del meteorite Canyon Diablo un pezzo di ferro precipitato in Arizona circa 50.000 anni fa.</p><p>‎La teoria era splendida. Se fosse riuscito a ottenere letture accurate dei rapporti del piombo in quella materia primordiale, avrebbe potuto calcolare quando si era formato il sistema solare.</p><p>‎E quindi, quando era nata la Terra.</p><p>‎Ma c'era un problema che stava per spezzarlo.</p><p>‎Ogni volta che Patterson misurava il piombo nei suoi campioni, i numeri erano incredibilmente variabili. Un giorno alti. Quello dopo più alti. Mai stabili. La sua strumentazione funzionava. I calcoli erano giusti.</p><p>‎Eppure i dati erano caos.</p><p>‎La maggior parte degli scienziati si sarebbe arresa. Patterson era diverso.</p><p>‎Aveva un'attenzione maniacale per i dettagli e una pazienza al limite della follia.</p><p>‎E poi un giorno si rese conto dell'amara verità:</p><p>‎Il problema non era il suo campione. Il problema era il mondo.</p><p>‎Il piombo era ovunque. Sui banchi di laboratorio. Nell'aria che respirava. Sulle scarpe della gente. Sospeso come polvere invisibile. A rivestire la vetreria. Disciolto nell'acqua distillata che usava per pulire le sue apparecchiature.</p><p>‎Non stava misurando il piombo di un meteorite. Stava misurando il piombo della civiltà industriale moderna, che filtrava in ogni fessura del suo lavoro.</p><p>‎</p><p>‎LA CAMERA PULITA</p><p>‎Così Patterson costruì il primo laboratorio ultra-pulito al mondo.</p><p>‎Ha strofinato ogni superficie finché le sue mani non hanno sanguinato. Ha sigillato le pareti. Ha distillato i propri prodotti chimici perché non si fidava di quelli commerciali. Chiunque entrasse nel laboratorio doveva spogliarsi e indossare una tuta protettiva nuova.</p><p>‎Per anni ha pulito. E perfezionato. Ed eliminato ogni possibile fonte di contaminazione.</p><p>‎Finalmente, nel 1956, ci riuscì.</p><p>‎Una lettura pulita.</p><p>‎Fece i calcoli con il suo spettrometro di massa e ottenne una risposta che nessun essere umano nella storia aveva mai posseduto:</p><p>‎4,55 miliardi di anni.</p><p>‎La Terra aveva 4,55 miliardi di anni.</p><p>‎Una delle domande più antiche dell'umanità risolta.</p><p>‎Settant'anni dopo, quel numero non si è quasi spostato.</p><p>‎</p><p>‎</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-24 23:13:43 UTC</pubDate>
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         <title>Età della Terra e piombo 2</title>
         <author>profsandrocantoni</author>
         <link>https://padlet.com/profsandrocantoni/geologia/wish/3883690015</link>
         <description><![CDATA[<p>LA TERRIBILE SECONDA SCOPERTA</p><p>‎Ma qualcos'altro era accaduto mentre costruiva quella camera pulita.</p><p>‎Patterson era diventato il rilevatore di piombo più sensibile sulla Terra.</p><p>‎E aveva visto qualcosa che lo turbava profondamente.</p><p>‎Il piombo è naturalmente raro sulla superficie terrestre. Rimane intrappolato in profondità nei depositi minerali. Non galleggia libero nell'aria. Non dovrebbe ricoprire i banchi di laboratorio.</p><p>‎Eppure era ovunque in quantità che non avevano alcun senso scientifico.</p><p>‎Così Patterson iniziò ad analizzare il mondo fuori dal suo laboratorio.</p><p>‎Acqua oceanica. Neve di montagna. Sedimenti marini profondi. Tessuto umano. Mummie peruviane vecchie di mille anni come riferimento per i livelli "naturali" di piombo prima dell'industria moderna.</p><p>‎I dati erano sconvolgenti.</p><p>‎Gli esseri umani moderni hanno nel corpo fino a 100 volte più piombo dei nostri antenati preindustriali.</p><p>‎E poi Patterson capì.</p><p>‎Nel 1923, gli ingegneri della General Motors avevano iniziato ad aggiungere alla benzina un composto chiamato piombo tetraetile. Riduceva la detonazione del motore. Faceva funzionare le auto in modo più fluido.</p><p>‎Ma ogni auto su ogni strada stava funzionando silenziosamente come un sistema di dispersione di veleno, spruzzando microscopiche particelle di piombo nell'atmosfera a ogni miglio percorso.</p><p>‎Per quarant'anni.</p><p>‎Il piombo è un neurotossina. Danneggia i cervelli in via di sviluppo. Abbassa il QI. Causa problemi cognitivi per tutta la vita.</p><p>‎E stava cadendo, invisibilmente, su ogni bambino d'America.</p><p>‎</p><p>‎LA SCELTA</p><p>‎Patterson dovette prendere una decisione.</p><p>‎Era un geochimico, non un attivista della salute pubblica. Il suo lavoro erano le rocce e gli isotopi. Aveva la cattedra al Caltech. Una carriera comoda a studiare gli oceani e il passato profondo.</p><p>‎Avrebbe potuto pubblicare la sua scoperta e andare avanti.</p><p>‎Ma non poteva più non vederlo.</p><p>‎Nel 1965 pubblicò "Contaminated and Natural Lead Environments of Man" un articolo che sfidava direttamente il consenso scientifico prevalente, controllato per decenni da un solo uomo: il dottor Robert Kehoe, un tossicologo la cui ricerca sul piombo era stata finanziata quasi interamente dall'industria del piombo stessa.</p><p>‎Kehoe aveva passato 40 anni a dire al pubblico che il piombo ambientale era naturale e innocuo.</p><p>‎Patterson disse, semplicemente: i dati dicono il contrario.</p><p>‎</p><p>‎LA RITORSIONE</p><p>‎La reazione fu brutale.</p><p>‎I finanziamenti di Patterson da fonti legate al petrolio si prosciugarono. Venne escluso dai comitati consultivi. Nel 1971, fu lasciato fuori da una commissione del National Research Council sul piombo atmosferico nonostante fosse il maggior esperto mondiale sull'argomento. Scienziati finanziati dall'industria lo liquidarono pubblicamente come un geologo che usciva dal suo campo di competenza.</p><p>‎Per un po', funzionò. Patterson fu emarginato.</p><p>‎Ma aveva una cosa che l'industria non poteva discutere.</p><p>‎Aveva il ghiaccio.</p><p>‎</p><p>‎LA MACCHINA DEL TEMPO</p><p>‎Nei profondi ghiacciai della Groenlandia e dell'Antartide, la neve cade anno dopo anno e si congela sul posto. Ogni strato è un'istantanea congelata dell'atmosfera del giorno in cui è caduto.</p><p>‎Patterson ottenne carote di ghiaccio da Camp Century, Groenlandia (1964) e dall'Antartide (1965), e le portò nel suo laboratorio pulito.</p><p>‎Fece sciogliere strati di secoli diversi e misurò il loro contenuto di piombo.</p><p>‎Quello che trovò distrusse la difesa dell'industria in un solo grafico:</p><p>‎Per migliaia di anni, i livelli di piombo atmosferico erano rimasti essenzialmente piatti.</p><p>‎Poi, a partire esattamente dagli anni Venti il decennio in cui la benzina al piombo entrò sul mercato i livelli iniziarono a salire vertiginosamente.</p><p>‎Più alti. Sempre più alti.</p><p>‎La contaminazione non era naturale. Non era antica. Era recente, artificiale e in accelerazione.</p><p>‎Non si poteva discutere con quel grafico.</p><p>‎</p><p>‎LA BATTAGLIA</p><p>‎Patterson testimoniò davanti alla sottocommissione del Senato guidata dal senatore Edmund Muskie nel 1966, seduto dall'altra parte del tavolo rispetto a Robert Kehoe e agli avvocati dell'industria.</p><p>‎Non era a suo agio nel parlare in pubblico. Era nervoso, impacciato. Preferiva la tranquillità prevedibile del suo laboratorio.</p><p>‎Ma si rifiutò di cedere.</p><p>‎Disse ai legislatori, chiaramente, che stavano permettendo a un'intera generazione di bambini americani di essere esposta a una neurotossina nell'aria che respiravano.</p><p>‎Mostrò loro i dati delle carote di ghiaccio.</p><p>‎Rese visibile l'invisibile.</p><p>‎Lentamente molto più lentamente di quanto si possa immaginare oggi la verità fece breccia.</p><p>‎</p><p>‎LA LUNGA VITTORIA</p><p>‎Il Clean Air Act fu approvato nel 1970.</p><p>‎Ma la graduale eliminazione della benzina al piombo richiese altri 26 anni.</p><p>‎Non mesi. Non pochi anni. Ventisei anni di battaglie normative, cause legali, ricorsi dell'industria e tattiche dilatorie internazionali.</p><p>‎Gli Stati Uniti iniziarono a richiedere la benzina senza piombo per le auto nuove nel 1975. Divieto totale: 1996 un anno dopo la morte di Patterson.</p><p>‎L'ultimo paese al mondo, l'Algeria, smise di vendere benzina al piombo nel luglio 2021.</p><p>‎Ma il risultato, una volta arrivato, fu straordinario.</p><p>‎Verso la fine degli anni Novanta, i livelli di piombo nel sangue dei bambini americani erano diminuiti di quasi l'80%.</p><p>‎I ricercatori hanno stimato che, a livello globale, l'eliminazione della benzina al piombo prevenga oltre 1 milione di morti premature ogni anno e salvi centinaia di milioni di punti QI nei bambini nati in ogni generazione.</p><p>‎Patterson vinse.</p><p>‎Semplicemente non visse abbastanza per vedere la maggior parte di essa.</p><p>‎</p><p>‎L'EROE DIMENTICATO</p><p>‎Morì nel dicembre 1995 all'età di 73 anni.</p><p>‎Non vinse mai un Premio Nobel. Non divenne mai ricco. Tornò, ancora e ancora, al suo laboratorio al lavoro pulito e silenzioso di misurare cose antiche.</p><p>‎Ma ecco cosa fece davvero Clair Patterson:</p><p>‎Ci diede l'età della Terra un numero che ha rimodellato la nostra comprensione del tempo stesso.</p><p>‎E poi ci diede un futuro dove i bambini possono crescere senza che un veleno invisibile cada sui loro campi da gioco.</p><p>‎</p><p>‎LA LEZIONE</p><p>‎Spesso immaginiamo gli eroi come soldati, attivisti, celebrità.</p><p>‎Ma a volte un eroe è solo uno scienziato testardo in camice bianco, che strofina un pavimento più e più volte, rifiutandosi di accettare una comoda bugia.</p><p>‎Pulì la stanza.</p><p>‎Poi pulì il mondo.</p><p>‎Clair Patterson morì in gran parte sconosciuto.</p><p>‎Ma ogni bambino che nasce oggi fa il suo primo respiro in un'atmosfera che la sua ostinazione ha contribuito a guarire.</p><p>‎Ad alcuni vengono erette statue.</p><p>‎Ad altri tocca solo il fatto silenzioso e permanente che il mondo è migliore perché loro sono esistiti.</p><p>‎Lui era uno di quelli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-24 23:14:06 UTC</pubDate>
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