<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>LE DONNE PIONIERE by Gemma Vernoia</title>
      <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc</link>
      <description>Fatto con un pizzico di ingegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-08 08:35:44 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-23 01:09:04 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>ELIZABETH BLACKWELL</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394953138</link>
         <description><![CDATA[<div>di Virginia Vavallo<br>Nata nel 1821 in Inghilterra, nell’amata Bristol, Elizabeth <strong>Blackwell </strong>deve presto allontanarsi dalla terra d’Albione per volere del padre, Samuel, membro attivo del corpo indipendente, che nel 1832 decide di trasferirsi con tutta la famiglia negli Stati Uniti.<br>Dopo la morte di suo padre, Elizabeth dovette industriarsi per aiutare la famiglia, ma il lavoro che faceva, l'<strong>insegnante</strong>, non la soddisfaceva poiché cercava qualcosa che potesse nel contempo soddisfare il suo <strong>intelletto</strong> e la sua natura religiosa.<br>La situazione finanziaria dei Blackwell è sempre stata non delle migliori, infatti erano abbastanza poveri, perciò pinte da queste circostanze&nbsp; finanziarie, le sorelle Anna, Marian ed Elizabeth hanno avviato una scuola, che avevano chiamato ‘l’accademia di inglese e francese per giovani donne di Cincinnati’, che era la città dove erano tutte residenti a quel tempo.<br><br>(https://portale.fnomceo.it/donne-in-medicina2-elizabeth-blackwell-la-prima-donna-medico-delleta-contemporanea/)<br><br>(https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/elizabeth-blackwell-la-prima-donna-medico)<br><br>(http://www.museoalessandroroccavilla.it/2021/03/10/elizabeth-blackwell/)<br><br>(https://www.youtube.com/watch?v=78TaaLH8z3k)<mark><br></mark><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.womenshistory.org/sites/default/files/images/2017-06/Blackwell_Elizabeth.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 08:41:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394953138</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Teresa Labriola Giorgia Galante: </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394953239</link>
         <description><![CDATA[<div>Teresa Labriola nacque a Napoli, il 17 gennaio del 1874, da Antonio, filosofo di rinomanza internazionale e da Rosalia von Spenger, di origine tedesca ma italiana di nascita, direttrice, al momento del matrimonio, della scuola "Garibaldi" nel capoluogo partenopeo. I suoi inizi furono brillanti: laureata in giurisprudenza, ricoprì agli inizi del Novecento l’incarico di libera docente in filosofia del diritto, prima donna nell’Università di Roma. Antonio Labriola ricorda in una lettera a Benedetto Croce il giorno in cui Teresa tenne la sua prolusione, definendola una “gazzarra”, per la presenza di giornalisti, curiosi, e studenti “protestatari” a causa della insolita novità. Solo l’intervento delle forze dell’ordine era riuscito a riportare la calma e consentirle lo svolgimento regolare delle lezioni.</div><div>Ma, in seguito, la carriera universitaria di Teresa non ebbe però uno sbocco vero e proprio; i concorsi che tentò infatti per diventare titolare di una cattedra non andarono mai oltre l’ammissione alla terna finale e a nulla valse l’amicizia del padre, peraltro morto precocemente nel 1904, con Benedetto Croce, che stando a quanto risulta dalle lettere scambiate fra Teresa e il filosofo, non la sostenne mai fino in fondo.</div><div>Delusa, nel 1912 la Labriola presentò domanda di iscrizione nell’Albo degli avvocati. Nel luglio dello stesso anno il Consiglio dell’Ordine accettava l’iscrizione con la motivazione che a un professore di diritto non si potesse negare di svolgere la professione di avvocato, ma meno di un mese dopo la Corte d’Appello gliela negava. La Cassazione di Roma, investita del caso su ricorso della Labriola, confermava nel 1913 l’esclusione, e ribadiva con abbondanti citazioni tratte da Papiniano e Ulpiano che la donna non poteva essere ammessa all’esercizio dell’avvocatura.</div><div>Il caso fu occasione di dibattito sui giornali e di interpellanze parlamentari: una parte esigua di avvocati progressisti la sostenne, ma le limitazioni per l’esercizio delle professioni liberali  caddero solo con l’approvazione della cosiddetta "legge Sacchi", nel 1919. Teresa, nuovamente delusa, non era più interessata all’esercizio della professione, ma aveva scelto l’impegno politico, pur senza seguire la tradizione familiare: infatti aveva aderito in modo entusiastico alla dottrina nazionalista e all’interventismo.</div><div>Queste vicende destinarono quasi la Labriola ad assumere un ruolo portante nell’emancipazionismo italiano e a ricoprire ruoli di primo piano nelle associazioni femminili per la conquista dei diritti civili e politici. Presiedette infatti per molti anni la sezione giuridica all’interno del consiglio nazionale donne Italiane<em>, </em>la più grande federazione di associazioni italiana, nata nella capitale nel 1903.</div><div>Fu vicepresidente del Comitato pro-voto <em> </em>romano e rappresentò spesso il mondo dell’associazionismo femminile all’estero, anche per la sua formazione poliglotta: conosceva infatti il francese e il tedesco, oltre alle lingue classiche, greco e latino. (https://www.150anni.it/webi/stampa.php?wid=2075&amp;stampa=1)<br>(https://www.treccani.it/enciclopedia/teresa-labriola_%28Dizionario-Biografico%29/)</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126105519/81e82a80266c016b552ae44c7a772890/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:41:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394953239</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Malala Yousafzai -Nadia Maggiore</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394954286</link>
         <description><![CDATA[<div>E' una attivista e blogger pakistana. E' la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno e per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'illustrazione -bandito da un editto dei talebani-delle donne della città di Mingora, nella valle dello Swat. Malala all' età di 14 anni è diventata celebre per il blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e il diritto all'istruzione per i bambini. È stata nominata per l'<em>International Children's Peace Prize</em>. Il 9 ottobre 2012 è stata gravemente colpita alla testa da uomini armati saliti a bordo dello scuolabus su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell'ospedale militare di Peshawar , è sopravvissuta all'attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani, ha rivendicato la responsabilità dell'attentato, sostenendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell'oscenità”; il leader terrorista ha poi minacciato che, qualora sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente oggetto di attentati. La ragazza è stata in seguito trasferita in un ospedale di Birmingham che si è offerto di curarla.<br>Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benazir_Bhutto"> </a>Bhutto e lanciando un appello all'istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malala_Yousafzai#cite_note-7"><sup><br></sup></a>Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Skahavar<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Sakharov_per_la_libert%C3%A0_di_pensiero">&nbsp; </a>per la libertà di pensiero; l'annuncio è stato dato dal presidente del Parlamento<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_europeo"> </a>europeo, Martin Schulz, che l'ha motivato dicendo che <em>è una ragazza eroica e ricca di spirito</em>. Il premio le è stato consegnato in occasione della sessione plenaria di novembre, a Strasburgo, il 20 novembre 2013.<br><br></div><div><br>Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel_per_la_pace">premio Nobel per la pace</a> assieme all'attivista indiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kailash_Satyarthi">Kailash Satyarthi</a>, diventando con i suoi diciassette anni la più giovane vincitrice di un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Nobel">premio Nobel</a>. La motivazione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comitato_per_il_Nobel_norvegese">Comitato per il Nobel norvegese</a> è stata: <em>“per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto"><em>diritto</em></a><em> di tutti i bambini all'istruzione”</em>. https://it.wikipedia.org/wiki/Malala_Yousafzai<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malala_Yousafzai#cite_note-10"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126105749/0f450aa89242d0cb7aa1a829d94e1359/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:42:02 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394954286</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ERNESTINA PAPER</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394955641</link>
         <description><![CDATA[<div>di Matteo Tamburrano<br><br>Ernestina Paper, nata Ernestine Puritz-Manassé (Odessa, 1846 Firenze, 14 febbraio 1926), è stata un medico italiana, prima donna laureata in Italia dopo la nascita dello stato unitario, conseguendo nel 1877 la laurea in medicina e chirurgia presso l'Istituto di Studi Superiori Fiorentina. Anche la seconda laureata, Maria Farné Velleda prese la laurea in medicina (a Torino nel 1878). <br>Ernestina Puritz-Manassé nacque ad Odessa nel 1846 da una famiglia agiata della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Borghesia">borghesia</a> commerciale ebraica di origine russa (i Puritz-Manassé). Ernestina non dichiarò il cognome Puritz Manassè, menzionato invece al momento dell'iscrizione all'università di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pisa">Pisa</a>, ma adottò il cognome del marito <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Giacomo_Paper&amp;action=edit&amp;redlink=1">Giacomo Paper</a>, un avvocato che sposò a Odessa e che, pare, morì a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietroburgo">Pietroburgo</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1881">1881</a>. Si presume, inoltre, avesse una figlia «Paper Elisa figlia di Giacomo, nata a Pisa nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1875">1875</a>». A Firenze fu Sara Ritter a inaugurare il foglio di famiglia in cui Ernestina rimase iscritta fino alla morte e dal quale si desumono le informazioni qui riportate.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernestina_Paper#cite_note-:0-6"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Una testimonianza tratta dal giornale «La donna», 6 maggio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1879">1879</a>, n. 8, p. 77, riguardo l'indole ed il carattere di Ernestina Paper:<br><br></div><div>«Ella non è solo colta, ma seriamente istruita; è un tipo tutto femminile; una graziosa personcina, alta e flessibile, sicché la vi affascina con la grazia di una giovinetta e v'impone con la semplicità dignitosa delle sue maniere, con il prudente riserbo della parola, che ha, come il sorriso, amabilissima e piena di bontà. E' l'angelo della famiglia, moglie, madre amorosissima, e trova il tempo per tutti i suoi doveri, professando la medicina come un vero sacerdozio, e non trascurando mai lo studio.»</div><div><br><br>https://it.wikipedia.org/wiki/Ernestina_Paper</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126105747/c90df98845397a0d389e62858047cf1f/Ernestina_Paper.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 08:42:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394955641</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Emma Strada</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394959813</link>
         <description><![CDATA[<div>Vittorio Gigante<br>Emma Strada (1884-1970)&nbsp; nata a Torino. Suo padre, Emesto era anche lui ingegnere civile. Fu la prima donna a laurearsi. Si laureò con il massimo dei voti classificandosi terza su 62 partecipanti. Il suo primo progetto fu la costruzione di una galleria ad una miniera della città di Ollomont in Valle D'Aosta. Nel 1909-1910 si trasferisce in Calabria e lì si occupa della progettazione e costruzione dell'Autofunicolare di Catanzaro e la costruzione del ramo calabrese dell'acquedotto pugliese.&nbsp; Nel 1925 le venne affidato l’incarico di progettare e dirigere le operazioni di scavo di una miniera d’oro vicino a Macugnaga vicino al Monte Rosa. Per promuovere il lavoro delle donne nel campo della scienza e della tecnologia, fondò nel 1957 insieme a Laura Lange, Ines del Tetto, Lidia Lanzi, Vittoria Ilardi, Anna Enrichetta Amour, Alessandra Bonfanti e Adelina Racheli l'Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetto (AIDA) di cui diventò la prima presidente.&nbsp; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Strada">https://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Strada</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126108419/9600664abf8e8a00e9b098ac396cb66f/stradaminiera.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 08:43:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394959813</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Rita Levi Montalcini di Gianfranco Di Franco :</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394960603</link>
         <description><![CDATA[<div>Rita Levi Montalcini (Torino, 1909 – Roma, 2012) è stata l’unica donna italiana ad aver vinto un Premio Nobel scientifico. Gemella (l’altra sorella, Paola, farà la pittrice), di un ingegnere elettrotecnico e di una pittrice, dopo aver convinto il padre a farla studiare, si è laureata nel 1936 in Medicina presso l’Università di Torino. Fin dal primo anno di università lavora, come internista, nell’istituto di Giuseppe Levi, dove conosce Salvatore Luria e Renato Dulbecco. Ciascuno dei tre giovani, che diventano presto amici, vincerà il Premio Nobel.<br>Mentre si sta specializzando in Psichiatria e Neurologia, nel 1938, arrivano le leggi razziali. Lei, di origine ebrea, è costretta a emigrare in Belgio. A Liegi continua a lavorare con Giuseppe Levi. Ma poi inizia la guerra e la Germania nazista invade il Belgio. Lei ripara prima a Bruxelles poi torna a Torino, dove continua a fare ricerca, allestendo un piccolo laboratorio casalingo. Proprio in casa inizia a studiare il sistema nervoso degli embrioni di pollo. Nel 1946 il biologo Viktor Hamburger, i cui studi erano stati oggetto di verifica negli esperimenti condotti con Levi durante il periodo della guerra, la invitò a St. Louis, a proseguire le ricerche e a cercare di comprendere la natura delle differenze dei risultati ottenuti, presso il Dipartimento di zoologia della Washington University. Tra le altre cose continuò le ricerche embrionali sui polli portando sul terreno sperimentale il problema delle relazioni tra neurosviluppo e periferia organica. Nel dicembre 1951 presso la New York Academy of Sciences la sua tesi che cercava di spiegare la differenziazione dei neuroni e la crescita di fibre nervose, l'esistenza di fattori liberati da altre cellule capaci di controllare questa differenziazione. Fino al 1977 rimase negli USA, dove realizzò gli esperimenti fondamentali che la condussero, nel 1951-52, durante la sperimentazione di un trapianto di tumore di topo sul sistema nervoso dell'embrione di un pulcino, alla scoperta del fattore di crescita nervoso, una proteina che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.Nel 1998 ha fondato la sezione italiana della Green Cross International, riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Michail Gorbaciov. Dal 2001 è senatore a vita. Rita Levi-Montalcini muore il 30 dicembre 2012.<em>Ho appena scritto un libro dedicato ai ragazzi, l'ho pubblicato con una casa editrice per giovani. Ne sono fiera. L'abbiamo intitolato "Le tue antenate". Parla di donne pioniere. Quelle che hanno dovuto lottare contro pregiudizio e maschilismo per entrare nei laboratori, che hanno rischiato di vedersi strappare le loro fondamentali scoperte attribuite agli uomini, che si sono fatte carico della famiglia e della ricerca (Rita Levi Montalcini)</em><br><br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Levi-Montalcini">https://it.wikipedia.org/wiki/Rita_Levi-Montalcini</a><br><br><a href="https://www.scienzainrete.it/italia150/rita-levi-montalcini">https://www.scienzainrete.it/italia150/rita-levi-montalcini</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126107636/0e5eb4b301da809b75d55e3ce06ecae1/Rita_Levi_Montalcini.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 08:44:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394960603</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Maria Mitchell di Leonardo Galante</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394964494</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Maria Mitchell</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nantucket">Nantucket</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_agosto">1º agosto</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1818">1818</a> – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lynn_(Massachusetts)">Lynn</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/28_giugno">28 giugno</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1889">1889</a>) è stata un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Astronomo">astronoma</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">statunitense</a>, che nel 1847, utilizzando un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio">telescopio</a>, scoprì una cometa che in seguito divenne nota come la "cometa di Miss Mitchell". Per la sua scoperta ebbe in premio una medaglia d'oro che le fu consegnata dal re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_VII_di_Danimarca">Federico VII di Danimarca</a>. Maria Mitchell è stata la prima donna americana a lavorare come astronoma professionista.<br><br>Divenne la prima donna membro dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Academy_of_Arts_and_Sciences">American Academy of Arts and Sciences</a> nel 1848 e della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Association_for_the_Advancement_of_Science">American Association for the Advancement of Science</a> nel 1850. In seguito lavorò presso l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/United_States_Naval_Observatory">U.S. Nautical Almanac Office</a> calcolando le tabelle di posizioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_(astronomia)">Venere</a> e viaggiò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nathaniel_Hawthorne">Nathaniel Hawthorne</a> e la sua famiglia.<br>Divenne professoressa di astronomia al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vassar_College">Vassar College</a> nel 1865, la prima persona&nbsp; nominata in quella facoltà.&nbsp;<br><br><br>https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Mitchell<br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126110910/ca3f8bf6fa043a19f215950fbc44c95a/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:45:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394964494</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Teresa Labriola: Flavio Rosato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394967412</link>
         <description><![CDATA[<div>Teresa. - Nacque a Napoli, il 17 febbr. 1874, da Antonio, filosofo di rinomanza internazionale e da Rosalia von Spenger, di origine tedesca ma italiana di nascita, direttrice, al momento del matrimonio, della scuola "Garibaldi" nel capoluogo partenopeo. Fu la prima donna a laurearsi in giurisprudenza all'univ. di Roma (1894) e a ottenere la libera docenza in filosofia del diritto nel medesimo ateneo (1900).<a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/4c/Teresa_Labriola_1921.png/220px-Teresa_Labriola_1921.png"><del><br> </del></a>Nota ai suoi contemporanei per la qualità e la quantità degli scritti, concentrati sulla condizione della donna.<br>https://www.treccani.it/enciclopedia/tag/teresa-labriola/<br>I suoi inizi furono brillanti: laureata in giurisprudenza, ricoprì agli inizi del Novecento l’incarico di libera docente in filosofia del diritto, prima donna nell’Università di Roma. Antonio Labriola ricorda in una lettera a Benedetto Croce il giorno in cui Teresa tenne la sua prolusione, definendola una “gazzarra”, per la presenza di giornalisti, curiosi, e studenti “protestatari” a causa della insolita novità. Solo l’intervento delle forze dell’ordine era riuscito a riportare la calma e consentirle lo svolgimento regolare delle lezioni.https://www.150anni.it/webi/stampa.php?wid=2075&amp;stampa=1<br>Nonostante che, per oltre un decennio, avesse dedicato gran parte delle proprie energie fisiche e intellettuali all'attività didattica, allo studio e alla ricerca, pubblicando un numero cospicuo di saggi e monografie attinenti alla sua disciplina e costruiti secondo il prescritto canone accademico - per esempio <em>La persona. Discussione etico-sociologica</em> (Roma 1902), <em>Del concetto della solidarietà sociale</em> (ibid. 1905), <em>Del fondamento della proprietà privata</em> (ibid. 1906) e il ponderoso volume <em>Chiesa e Stato (da S. Agostino a E. Kant)</em> (Roma-Arezzo 1910) - nei due concorsi per la cattedra di filosofia del diritto ai quali si presentò, nel 1906 presso l'Università di Messina e nel 1910 presso l'Università di Sassari, nel primo caso riuscì a entrare nella terna dei candidati idonei, senza tuttavia essere chiamata da alcun ateneo e nel secondo caso ottenne soltanto un buon giudizio di merito.https://www.treccani.it/enciclopedia/tag/teresa-labriola/</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126108852/aa1064dcac0eb8abc3a2c1f8e3c1263c/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:46:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394967412</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Domenico Bozza</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394969993</link>
         <description><![CDATA[<div>Emma Strada. nata a&nbsp; Torino, 18 novembre 1884 – Torino, 26 settembre 1970 è stata un'ingegnera italiana, la prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria. E ingegneri erano anche suo padre e suo fratello. Emma lavorava nello studio tecnico del padre, Ernesto Strada, per il quale <strong>progettava e sovrintendeva alla costruzione,</strong> <strong>la prima donna in Italia a laurearsi ,<br></strong>Emma Strada era la prima donna in Italia a conseguire la laurea in ingegneria, e tale era la novità che per lei si dovette pensare se coniare un nuovo titolo.Era figlia di un ingegnere civile che aveva uno studio tecnico di progettazioni e impianti industriali e civili a Torino. Si era diplomata al Liceo Classico Massimo d’Azeglio e laureata con il massimo dei voti, classificandosi terza su 62 partecipanti al suo corso di laurea.Il primo lavoro che Emma si ritrovò a seguire fu un’opera di bonifica molto impegnativa: per due anni seguì di persona i lavori per la realizzazione di una “galleria di ribasso” in Valle d’Aosta, funzionale a drenare l’acqua da una miniera di pirite cuprifera; e non lo fece dal suo studio a Torino, ma in cantiere a Ollomont, da mattina a sera. Seguirono altre importanti opere e un percorso accademico.<br><br></div><div>Per promuovere il lavoro delle donne nel campo della scienza e della tecnologia, fondò nel 1957 l'Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetto (AIDIA), di cui diventò la prima presidente, insieme a Laura Lange, Ines del Tetto, Lidia Lanzi, Vittoria Ilardi, Anna Enrichetta Amour, Alessandra Bonfanti e Adelina Racheli.Nel 1908, Emma Strada aveva 24 anni: si era <strong>laureata a pieni voti</strong>, arrivando <strong>terza su 62 iscritti</strong>; nel suo curriculum <strong>6 100/100</strong> e 75/100 come voto più basso, all'esame di Architettura sostenuto il 26 luglio&nbsp; per qualche anno collaborò anche alla <strong>vita universitaria</strong>, come assistente del <strong>professor Luigi Pagliani</strong>, docente e direttore del <strong>Gabinetto di Igiene Industriale dell'Università di Torino</strong>. Poi, la morte di suo padre, nel 1915, la spinse a occuparsi esclusivamente dello studio paterno, con il fratello Ernesto. Tra i lavori che curò, lo <strong>scavo di una miniera d'oro</strong>, nei pressi di Macugnaga (BI), un sistema per la fabbricazione di gas, utilizzando il butano e il propano, considerati sottoprodotti di scarto delle raffinerie di petrolio (siamo nella prima metà del XX secolo).<br>https://ilfoglietto.it/il-foglietto/6345-emma-strada-1884-1940-la-prima-ingegnera-d-italia<br>http://ilbolive.unipd.it/it/news/emma-strada-prima-<br>https://www.rottasutorino.it/2018/02/storia-di-emma-strada-prima-ingegnere-italiana.html&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126111716/d6ffd210c71f262b6a24e6d649941cda/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:47:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394969993</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Malala Yousafzai di Bitella Serena </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394973310</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Malala Yousafzai</strong> è sopravvissuta a un primo attentato nel <strong>2012</strong>, quando un militante estremista, <strong>Ehsanullah Ehsan</strong>, le spara un colpo d’arma da fuoco alla testa mentre stava salendo sullo scuolabus. Attacco che da subito è stato rivendicato dai talebani che volevano eliminarla in quanto simbolo della lotta per l’istruzione. Dopo il tragico evento, Yousafzai è stata curata nel Regno Unito, dov’è rimasta per proseguire gli studi. <br>Nel 2013 ha tenuto un discorso durante l’<strong>Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite</strong>, a New York. Davanti all’assemblea, Yousafzai ha spiegato che l’educazione è l’unica soluzione per combattere le disuguaglianze.<br>Nel 2014 arriva l’assegnazione del <a href="https://www.lifegate.it/nobel-per-la-pace-malala"><strong>premio Nobel per la Pace</strong></a> insieme all’indiano <strong>Kailash Satyarthi</strong>. Aveva solo 14 anni, ma Yousafzai aveva già le idee chiare. È stato allora che ha espresso il desiderio di diventare primo ministro del suo paese al fine di raggiungere l’obiettivo di <strong>garantire il diritto all’istruzione per tutti i bambini</strong>.<br>Nonostante il grave episodio, l’attivista ha deciso di proseguire la sua lotta e lo scorso 25 febbraio ha partecipato a un <a href="https://www.lifegate.it/malala-yousafzai-incontra-greta-thunberg"><strong>incontro con l’attivista svedese Greta Thunberg</strong>&nbsp;</a>, amica e compagna di battaglie internazionali. Questa volta hanno parlato di crisi climatica e di come questa influisca anche su diritti umani fondamentali, come il diritto all’istruzione.<br>La vita di Malala Yousafzai che lotta per i diritti civili, per l’istruzione e per i <a href="https://www.lifegate.it/tag/diritti-delle-donne"><strong>diritti delle donne</strong></a> sembra seguire un percorso tortuoso, costellato di successi, riconoscimenti internazionali e forti gesti di coraggio. Questo però continua a provocare reazioni violente da parte dei gruppi talebani che la osteggiano.<br>https://www.lifegate.it/malala-yousafzai-biografia-storia<br>https://www.youtube.com/watch?v=gksAyQPPD5E</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126109197/6c617f9785970fd2cc5f47abcc88434d/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:49:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394973310</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Maria Mitchell. - di Malagnini Annamaria</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394979141</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria Mitchell è stata un'astronoma statunitense che nel 1847 usando un telescopio scoprì una cometa, che divenne nota come Miss Mitchell. Per la sua scoperta ebbe in premio la medaglia d'oro che le fu consegnata dal re Federico VII di Danimarca. Sulla medaglia c'era scritto "non invano osserviamo il sorgere delle stelle". Maria Mitchell è stata la prima donna americana a lavorare come astronomia professionista.<br>Maria Mitchell è nata il primo agosto nel 1818 ed era cugina di quarto grado di Benjamin Franklin, aveva nove fratelli e i suoi genitori erano quacchieri. La sua città era insolita per quello che si pensava delle donne all'epoca. Infatti i suoi genitori decisero lo stesso di istrurli, nello stesso modo in cui istruivano i ragazzi, inoltre la loro religione segnava.&nbsp;<br>l'uguaglianza tra i due sessi, e dato che la città in cui abitava Maria era un porto di mare, gli uomini&nbsp; andavano a lavorare lasciando le donne sole per mesi, dichiarando così la loro dipendenza.&nbsp;<br>Dopo aver frequentato la scuola Elizabeth Gardener Maria frequentò la North Grammar school, in cui suo padre fu il primo preside. Suo padre fece anche un'altra scuola, in cui sua figlia non fu solo alunna, ma anche un aiutante dei docenti. A casa il padre di Maria le insegnò l.'astronomia attraverso il suo telescopio personale&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3Dl7VUQYTkLVY&amp;ved=2ahUKEwi3otykpe7vAhUYwAIHHYn1BHYQjjh6BAgQEAI&amp;usg=AOvVaw3aqzuWMM161-maBeqlLWT4" />
         <pubDate>2021-04-08 08:51:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394979141</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Elizabeth Blackwell</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394989703</link>
         <description><![CDATA[<div>di Alessandro Valentino<br>Elizabeth Blackwell è stata un medico britannico, fu la prima donna moderna a laurearsi in Medicina ed esercitare questa professione negli Stati Uniti d'America. Con lei le porte degli studi medici si aprirono a tutte le donne del mondo. Nacque il 3 febbraio 1821 a Bristol, ma per volere di suo padre si trasferì negli Stati Uniti. A causa della prematura morte del padre si trova costretta ad accettare un posto di insegnante nella scuola femminile di Henderson nel Kentucky. L'idea di intraprendere gli studi medici viene suscitata in lei da una sua amica malata. Consulta diversi medici per conoscere le sue possibilità al riguardo: l'idea è buona ma impossibile da immaginare, ma la Blackwell non si arrende anzi trova una nuova motivazione al suo obbiettivo: voleva cancellare il concetto che l'appellativo di dottoressa venisse accostato alla figura di Madame Restell, la prima aborzionista operante a New York. La Blackwell aveva una posizione totalmente contraria all'aborto.<br>https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Blackwell</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-04-08 08:54:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394989703</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Maria Mitchell- Gianvito Bitella </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394989965</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Maria Mitchell</strong> , (Nantucket 1<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_agosto">&nbsp;</a>agosto 1818 – Lynn, 28 giugno 1889) è stata un'astronoma statunitense, che nel 1847, utilizzando un telescopio, scoprì una cometa che in seguito divenne nota come la "cometa di Miss Mitchell". Per la sua scoperta ebbe in premio una medaglia d'oro che le fu consegnata dal re<mark> Federico </mark><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_VII_di_Danimarca"><mark>&nbsp;VII</mark>&nbsp;</a>di Danimarca. Sulla medaglia era scritto: "Non invano osserviamo il sorgere e il calare delle stelle". Maria Mitchell è stata la prima donna americana a lavorare come astronoma professionista.<br>Divenne la prima donna membro dell'American<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Academy_of_Arts_and_Sciences"> Acadamy of Arts and Sciences</a> nel 1848 e della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Association_for_the_Advancement_of_Science">American Association for the Advancement of Science</a> nel 1850. In seguito lavorò presso l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/United_States_Naval_Observatory">U.S. Nautical Almanac Office</a> calcolando le tabelle di posizioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venere_(astronomia)">Venere</a> e viaggiò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nathaniel_Hawthorne">Nathaniel Hawthorne</a> e la sua famiglia.<br>Divenne professore di astronomia al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vassar_College">Vassar College</a> nel 1865, la prima persona (maschio o femmina), nominata in quella facoltà. Venne anche nominata Direttrice del Vassar College Observatory. Dopo aver insegnato per qualche tempo, seppe che, nonostante la sua reputazione ed esperienza, il suo stipendio era inferiore a quello di molti professori più giovani di sesso maschile. Insistette per avere un aumento di stipendio e l'ottenne.<br>Nel 1842 lasciò la fede quacchera per seguire i principi dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unitarianismo">Unitarianismo</a>. In segno di protesta contro la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavismo">schiavitù</a>, smise di indossare abiti di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotone_(fibra)">cotone</a>. Era amica di varie <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Suffragio_femminile">suffragette</a> come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Cady_Stanton">Elizabeth Cady Stanton</a> e fu cofondatrice dell'American Association for the Advancement of Women. Fu anche la prima donna eletta alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Academy_of_Arts_and_Sciences">American Academy of Arts and Sciences</a> e una delle prime donne elette alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/American_Philosophical_Society">American Philosophical Society</a> (1869, contemporaneamente a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Somerville">Mary Fairfax Somerville</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Cabot_Agassiz">Elizabeth Cabot </a>Agassiz)<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Mitchell#cite_note-7"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Morì il 28 giugno 1889, all'età di 70 anni, a Lynn<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lynn_(Massachusetts)"> </a>(Massachusetts). Fu sepolta nel lotto 411 del Prospect Hill Cemetery di Nantucket<br><br></div><div><br>https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Mitchell<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126111466/8d4480665cd75e96a380eaf5facd456d/Maria_Mitchell.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 08:54:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394989965</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Malala Yousafzai - Lucia Maria Iacobellis</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394991337</link>
         <description><![CDATA[<div>Biografia. <strong>Malala</strong> Yousafzai è una giovane attivista pakistana che all'età di 14 anni è diventata celebre per il blog, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne e il diritto all'istruzione per i bambini.<br>A causa delle sue battaglie per assicurare alle sue coetanee il diritto allo studio, Malala fu colpita alla testa due o tre volte con un'arma da fuoco mentre tornava a casa proprio dalla <strong>scuola</strong>. Aveva solo 14 anni.</div><div>Grazie ai medici pakistani e, in seguito, inglesi, <strong>Malala</strong> è riuscita a sopravvivere e non ha mai smesso di lottare per le donne del suo Paese.</div><div>Nel 2013 ha tenuto uno storico discorso al palazzo dell’ONU a <strong>New</strong> <strong>York</strong> in cui ha parlato dell’importanza dello studio e della scuola, e di come il diritto all’istruzione sia troppo spesso negato in molti <strong>Paesi</strong>. La sua storia è raccontata nel libro autobiografico <strong><em>Io sono Malala</em></strong>, scritto con la giornalista Christina Lamb e pubblicato in Italia da Garzanti. Malala, nonostante la sua giovane età, ha saputo farsi portavoce di una generazione di giovani <strong>donne</strong> che lotta per il cambiamento.</div><div>In un clima <strong>ostile</strong>, ha lottato per lo studio, comprendendo sin da subito come i libri e la conoscenza che  siano l’arma più potente contro le imposizioni ideologiche, le discriminazioni, le <strong>ingiustizie</strong>.</div><div>Ci ha insegnato che anche una <strong>mente</strong> giovane può essere un faro per adulti e bambini, parlando a tutti di diritti che dovrebbero essere normalmente riconosciuti, ma che molti negano imponendo <strong>limitazioni.</strong></div><div>Studio, dedizione, coraggio di lottare per quello che si ritiene giusto: <strong>Malala</strong> è l’esempio di una generazione che non vuole sottostare alle angherie di chi pretende di essere portavoce di verità e, nel farlo, condanna gli altri alla prigionia della <strong>mente.</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126115187/35b437fa25bf498d90530dd226cd2d3b/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 08:55:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1394991337</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Emma Strada di Martina Bruno</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395003162</link>
         <description><![CDATA[<div>Con il <strong>regolamento Bonghi</strong>, varato nel <strong>1874</strong>, <strong>le donne erano state finalmente ammesse all’università</strong> al pari degli uomini. Tre anni dopo, nel <strong>1877, era stata conferita la prima laurea a una donna, Ernestina Paper</strong>, in Medicina; a ruota, arrivarono anche le prime lauree in lettere, scienze, giurisprudenza. Ma fino al 1908 nessuna donna si era mai laureata in ingegneria. Nel 1905 era dunque riuscita a iscriversi al corso di Ingegneria civile della Scuola d’Applicazione, che l’anno successivo si sarebbe fusa con il Regio Museo Industriale, dando vita al Regio Politecnico di Torino. In tre anni Emma Strada, numero di matricola 36, si sarebbe laureata a pieni voti, terza su 62 iscritti al corso. Non sorprende, visto lei non chiese mai di essere iscritta all'Albo degli ingegneri fino agli anni Cinquanta. Non ce n’era probabilmente bisogno nell'economia dello studio. Emma morì il: 26 settembre 1970 a Torino. Per arrivare alla laurea, Emma aveva percorso le tappe canoniche, iniziando nel 1903 col frequentare il biennio propedeutico di Scienze matematiche e fisiche all’Università di Torino. Per poter accedere al triennio e alla laurea, gli aspiranti ingegneri dovevano infatti ottenere una licenza in Scienze fisico-matematiche e un certificato almeno sufficiente in Disegno d’ornato e d’architettura. Emma morì il 26 Settembre 1970 a Torino. <br><a href="https://ilbolive.unipd.it/it/news/emma-strada-prima-ingegnera">Emma Strada, la prima ingegnera nell'Italia d'inizio Novecento | Il Bo Live UniPD</a><a href="https://www.bing.com/search?q=emma+strada&amp;cvid=19277e2aa1c949bc9ccbe54e9753e506&amp;aqs=edge.1.69i59i450l2.742339598j0j1&amp;FORM=ANNTA1&amp;PC=HCTS"><br></a><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1126105656/3ed3df0c7c32d21979806862d6213603/image.png" />
         <pubDate>2021-04-08 09:00:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395003162</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Rita  Levi Montalcini di Stigliano Simona</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395008605</link>
         <description><![CDATA[<div>Premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta del fattore di accrescimento della fibra nervosa noto come NGF, senatrice a vita, prima donna a essere ammessa alla Pontificia accademia delle scienze, membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, Rita Levi-Montalcini (Torino, 22 aprile 1909 – Roma, 30 dicembre 2012) svolse una parte significativa della sua carriera scientifica presso il Cnr.&nbsp;<br><br></div><div>Dal 1961 al 1969 diresse il Centro di Ricerche di neurobiologia creato dal Cnr presso l'Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con l'Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 rivestì la carica di direttrice del laboratorio di biologia cellulare (Cnr-Ibc). Dopo il ritiro "per raggiunti limiti d'età" continuò a lavorare presso l'Istituto di neurobiologia del Cnr con la qualifica di "superesperto", concentrandosi sullo spettro di azione dell'NGF.<br><br></div><div>La ricordiamo attraverso due preziosi contributi.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-04-08 09:02:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395008605</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395016592</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.paginemediche.it/benessere/storia-della-medicina/elizabeth-blackwell-la-prima-donna-medico" />
         <pubDate>2021-04-08 09:05:53 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395016592</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395020493</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernestina_Paper" />
         <pubDate>2021-04-08 09:07:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395020493</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395055185</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fcdn.ilpost.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2020%2F11%2Frita_levi.jpg%3Fx72029&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2020%2F11%2F26%2Frita-levi-montalicini%2F&amp;tbnid=G5FoJCJ_uDfo_M&amp;vet=12ahUKEwjEuK-Cqe7vAhXEO-wKHbt7DtEQMygEegUIARDYAQ..i&amp;docid=959SgfKLjzXZoM&amp;w=800&amp;h=406&amp;q=rita%20levi%20montalcini%20ricerca&amp;ved=2ahUKEwjEuK-Cqe7vAhXEO-wKHbt7DtEQMygEegUIARDYAQ" />
         <pubDate>2021-04-08 09:21:30 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395055185</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395060009</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/01/rita-levi-montalcini.jpg" />
         <pubDate>2021-04-08 09:23:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gemmavernoia/htl61xk0w9xgj9mc/wish/1395060009</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
