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      <title>&quot;Internet sicuro&quot; by </title>
      <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i</link>
      <description>Le 10 accortezze da avere quando si usa internet e il computer</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-28 06:39:10 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-01-10 02:34:18 UTC</lastBuildDate>
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      <item>
         <title>Avere un buon antivirus attivo</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161681690</link>
         <description><![CDATA[<h1>L’importanza di avere un buon antivirus nel proprio pc</h1><div><br></div><div>Tutti vogliamo il buon funzionamento del nostro pc e cerchiamo di fare in modo che esso si mantenga nel tempo. Per questo diventa di estrema importanza l’istallazione e l’aggiornamento del PROGRAMMA ANTIVIRUS.<br>Sia che si usi il PC occasionalmente, sia che, a maggior ragione, venga usato a fini lavorativi è impossibile prescindere da una valida protezione. Un PC privo di antivirus potrà navigare senza problematiche per pochi minuti prima di essere infettato da programmi malevoli.<br><br></div><div><br>GLI HACKER E COME VENGONO CONTRASTATI<br><br></div><div>Come il vaccino antinfluenzale, il pc ha bisogno di difese immunitarie per sopravvivere in rete.<br>Tutti i programmi possono subire l’attacco di intrusi, l’antivirus deve essere pronto a contrastarli, deve riuscire a difendere da SpyWare, file infetti. Gli apparecchi Windows sono soggetti ad attacchi, si parla principalmente di loro perchè è il sistema operativo più diffuso nell’utilizzo comune, ma ciò non vuol dire che altri sistemi come il colosso Apple non sia attaccabile dai cavalli di Troia.<br>Gli HACKER punta in genere alla distruzione di dati che portano con se un valore finanziario, provocando perdite a chi li subiosce e se si tratta di aziende può portare al licenziamento dei dipendenti addetti allo sviluppo della protezione in rete. Gli eserciti degli Stati più evoluti hanno sezioni specializzate nel combattere e contrastare la CYBER CRIMINALITA’, il CYBER TERRORISMO. Le imprese sono sempre più propense a investire su corsi di sicurezza informatica, perchè più sono sicuri i loro pc più sarà tutelato il loro lavoro e le loro informazioni riservate.<br>e nella peggiore delle ipotesi si ha la “morte” dell’apparecchio stesso.<br><br></div><div><br>SCEGLIERE L’ANTIVIRUS<br><br></div><div>L’antivirus agisce facendo una scansione in tempo reale dei dati che vengono scaricati da Internet. Il programma provvederà ad ESAMINARE il documento e a compararlo con un database in cui ci sono tutti i virus fino a quel momento conosciuti, se non risulta combaciare con nessuno di essi, lo aggiungerà alla lista dei nuovi virus, invierà un messaggio e bloccherà l’URL in questione.<br>Istallare un antivirus di ALTA FASCIA può risultare una spesa notevole, soprattutto per chi utilizza il pc a casa occasionalmente e non di frequente. E’ possibile allora munirsi di un programma antivirus facilmente scaricabile GRATIS da Internet. Alcuni dei migliori in rete sono:<br><br></div><ul><li>Avira: antivirus pensato per gli apparecchi Windows;</li><li>AVG: ottimo per chi utilizza XP o Vista;</li><li>Avast: per chi ha bisogno di un antivirus a livello professionale;</li><li>Windows Defender: valido per Windows 10.</li></ul><div>Ognuno di essi però ha bisogno dell’aggiunta di programmi complementari per contrastare Malware e pubblicità dannose.<br>La versione gratuita dei file finora elencati è quella base, ognuno di essi ha anche una versione PREMIUM, ovviamente da istallare a pagamento. Chi non si sentisse abbastanza sicuro con la versione base, può decidere di istallare una premium ed eventualmente lavorare prima la versione prova,solitamente offerta a titolo gratuito per un certo periodo di tempo.<br>Come precedentemente detto, le versioni gratuite possono essere buone per gli internauti occasionali, per chi usa internet nel lavoro della propria azienda ha bisogno di una protezione maggiore per evitare rallentamenti o avarie dei server, furto di dati e la loro perdita, per loro un pacchetto a pagamento è indispensabile. I migliori in commercio sono:<br><br></div><ul><li>Total AV: adatto a tutti i sistemi operativi, offre una protezione completa e in tempo reale;</li><li>Norton: nella sua azione include anche il controllo genitori;</li><li>Panda: procede alla scansione anche di UNITA’ ESTERNE ed USB;</li><li>McAfee: che include il gestore di password, elimina permanentemente i file con informazioni private e può proteggere fino a 10 dispositivi.</li></ul><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 06:49:14 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Firewall cos&#39;è e a cosa serve</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161690406</link>
         <description><![CDATA[<div>Un <strong>firewall è un dispositivo che ha lo scopo di connettere due o più reti diverse e che viene attraversato dal traffico che va da una rete all’altra</strong>; tali reti possono appartenere a diverse zone di sicurezza: alcune sono più fidate e necessitano di maggiore protezione e altre sono più rischiose.<br><br></div><div>Il firewall implementa quindi <strong>policy di sicurezza attraverso le quali viene determinato il traffico che può transitare da una rete all’altra e quello che deve essere bloccato</strong>, in quanto rischioso per la rete o le reti che devono essere protette.<br><br></div><div>Fino a non molti anni fa, quando le misure di sicurezza in azienda erano quasi esclusivamente focalizzate sulla difesa del perimetro, <strong>il firewall era il punto nevralgico dell’infrastruttura di sicurezza dell’azienda</strong>.<br><br></div><div>Con l’evoluzione dei sistemi informativi aziendali e la progressiva sfumatura del perimetro aziendale, il firewall ha perso di importanza, tanto che qualcuno ha anche ipotizzato la sua inutilità.<br><br></div><div>Questo non è certamente vero, perché il firewall non è rimasto lo stesso e si è nel tempo evoluto per adeguarsi alle nuove infrastrutture e alle nuove minacce e, anche se attualmente costituisce una fra le tante tecnologie di sicurezza messe in campo in azienda, riveste sempre un ruolo di primo piano.<br>Le tipologie di filtraggio introdotte nel paragrafo sull’evoluzione possono essere utili anche per classificare i firewall. Un altro tipo di classificazione può derivare dalla tipologia di utilizzo per il quale sono stati progettati, oppure alla modalità con la quale vengono forniti.<br><br></div><div>Un <strong>firewall Enterprise</strong> è progettato per proteggere reti aziendali, fornisce parecchie funzionalità ed è spesso complicato da utilizzare, prevedendo l’utilizzo di personale specializzato.<br><br></div><div>Un<strong> firewall personale</strong>, al contrario, è progettato per fornire protezione su un singolo host oppure su una piccola rete. Spesso fornisce funzionalità di base, ma facilità di utilizzo. Sebbene, come dice il nome, siano spesso associati ad un utilizzo personale, per esempio in una rete domestica, possono essere utilizzati in azienda come complemento dei firewall Enterprise.<br><br></div><div><br>Un <strong>firewall hardware</strong> è fornito come apparato appositamente costruito per funzionare come firewall contenente software dedicato. Sebbene sia a tutti gli effetti un computer, con processore, RAM, schede di rete, sistema operativo ecc., tutte le componenti hardware e software sono appositamente progettati per tale scopo. Tutte le componenti del sistema operativo che non servono allo scopo sono rimosse.<br><br></div><div>Un <strong>firewall software</strong> è un’applicazione che viene eseguita in un sistema generico, dotato di hardware generico e sistema operativo general purpose. Per tale motivo è generalmente meno efficiente, anche se di contro è meno costoso e più flessibile.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 06:56:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Postare informazioni personali</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161695323</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>Cosa sono i dati personali?<br></strong><br></div><div>I dati personali sono costituiti da qualunque informazione che permette <strong>l’identificazione diretta o indiretta dell’interessato</strong> (sia esso una persona fisica, una persona giuridica, un ente o un’associazione).&nbsp;<br><br></div><div>Vi rientrano i dati che individuano in modo diretto l’interessato che sono detti «<strong>dati identificativi</strong>»: ad esempio nome, cognome, ragione sociale di una società, ecc.<br>Ad esempio, nel pubblicare una notizia che non sia di interesse pubblico non si può fare il nome dei soggetti coinvolti.<br><br></div><div>Nei dati personali però rientrano anche quelli che solo <strong>indirettamente</strong> identificano l’interessato: si pensi all’indirizzo di residenza, al numero di telefono, all’email, alla Pec, all’Iban del conto corrente, al numero della tessera di appartenenza a un ordine professionale o a un sindacato e così via. Vi rientrano anche quei dati che, grazie alla tecnologia, consentono la geolocalizzazione di un soggetto, fondendo informazioni sui luoghi frequentati e sugli spostamenti.&nbsp;<br><br></div><div>Sono dati personali e quindi tutelati anch’essi da privacy quelli che rivelano la situazione economica di una persona (si pensi all’esistenza di debiti, di pignoramenti, di ipoteche ed altre misure relative al patrimonio).&nbsp;<br><br></div><div>Nei dati personali rientrano poi i <strong>dati giudiziari</strong>, quelli cioè relativi a <strong>condanne penali, indagini per reati</strong>: tutto ciò che può rivelare provvedimenti giudiziari soggetti ad iscrizione nel casellario giudiziario (ad esempio, una condanna definitiva, il divieto di soggiorno, la liberazione condizionale, ecc.) o la qualità di imputato o di indagato o l’applicazione di misure di sicurezza.&nbsp;</div><div><br><strong>Tutti i dati personali e sensibili non possono mai essere pubblicati</strong> a meno che non vi siano delle ragioni di ordine pubblico, finalità di polizia o dell’autorità giudiziaria, per finalità di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati.<br><br></div><div>Quindi, non si può pubblicare (l’elenco è solo esemplificativo e non esaustivo):<br><br></div><ul><li>il <strong>nome </strong>di una persona;&nbsp;</li><li>l’<strong>immagine</strong> ossia la foto del volto o del corpo laddove il soggetto sia comunque identificabile;&nbsp;</li><li>il suo <strong>numero di telefono</strong>;</li><li>l’<strong>email</strong>;</li><li>l’<strong>Iban</strong>;</li><li>l’<strong>indirizzo</strong>;</li><li>adesione a organizzazioni politiche, sindacali, religiose;</li><li>il <strong>reddito,</strong> le condizioni finanziarie e le sue capacità economiche (esistenza di debiti);</li><li>lo <strong>stato di salute</strong> o le informazioni da cui si possa desumere, anche indirettamente, lo stato di<strong> malattia</strong> o l’esistenza di patologie dei soggetti interessati, compreso qualsiasi riferimento alle condizioni di invalidità, disabilità o handicap fisici e/o psichici;</li><li>i <strong>dati giudiziari</strong> come ad esempio il coinvolgimento in procedimenti giudiziari o la soggezione a misure di sicurezza.</li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 07:00:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Attenti alla posta strana (Phishing)</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161700696</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il <strong>phishing</strong> è un tipo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Truffa">truffa</a> effettuata su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Internet">Internet</a> attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Informazione">informazioni</a> personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Phishing#cite_note-:1-2"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Il termine phishing è una variante di <em>fishing</em> (letteralmente "pescare" in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese">lingua inglese</a>), probabilmente influenzato da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Phreaking"><em>phreaking</em></a> e allude all'uso di tecniche sempre più sofisticate per "pescare" dati finanziari e password di un utente. La parola può anche essere collegata al linguaggio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leet">leet</a>, nel quale la lettera f è comunemente sostituita con ph. La teoria popolare che si tratti di un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portmanteau">portmanteau</a> di <em>password harvesting</em> è un esempio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pseudoetimologia">pseudoetimologia</a>.<br><br>Si tratta di un'attività illegale che sfrutta una tecnica di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_sociale">ingegneria sociale</a>: il malintenzionato effettua un invio massivo di messaggi che imitano, nell'aspetto e nel contenuto, messaggi legittimi di fornitori di servizi; tali messaggi fraudolenti richiedono di fornire informazioni riservate come, ad esempio, il numero della carta di credito o la password per accedere ad un determinato servizio. Per la maggior parte è una truffa perpetrata usando messaggi di posta elettronica, ma non mancano casi simili che sfruttano altri mezzi, quali i messaggi SMS.<br><br></div><div><br>Il phishing è una minaccia attuale, il rischio è ancora maggiore nei social media come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Facebook">Facebook</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Twitter">Twitter</a>. Degli hacker potrebbero infatti creare un clone del sito e chiedere all'utente di inserire le sue informazioni personali. Gli hacker comunemente traggono vantaggio dal fatto che questi siti vengono utilizzati a casa, al lavoro e nei luoghi pubblici per ottenere le informazioni personali o aziendali.<br><br></div><div><br>Secondo un’indagine realizzata nel 2019, solo il 17,93 per cento degli intervistati sarebbe in grado di identificare tutti i diversi tipi di phishing (tra cui email o sms contenenti link malevoli o siti web che replicano delle pagine legittime).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Phishing#cite_note-8"><sup><br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 07:05:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Evitare giochi di ruolo violenti</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161708708</link>
         <description><![CDATA[<div>Una fruizione elevata di<strong> videogames violenti</strong> rappresenta un fattore di rischio che non deve essere sottovalutato a livello educativo e che richiede il coinvolgimento dei giovani in un percorso di responsabilizzazione sull’uso dei <strong>videogiochi</strong>, onde evitare di accentuare quelle aree risultate significative (problemi di pensiero e socializzazione, area del ritiro, comportamenti aggressivi e delinquenziali) che possono compromettere lo sviluppo psico-fisico di ogni ragazzo.</div><div>Il <strong>videogioco</strong> è in breve tempo diventato una delle attività ricreative preferite dai bambini e dai ragazzi italiani di diverse generazioni, al punto che l’opinione pubblica spesso si è chiesta quali siano gli effetti educativi e, soprattutto, quelli diseducativi di un passatempo elettronico, specialmente se i contenuti sono a carattere <strong>violento</strong>.<br><br></div><div>Preoccupazioni sull’esposizione al <strong>mezzo videoludico</strong> sono maggiormente giustificate quando l’utilizzo di queste <a href="https://www.stateofmind.it/tag/tecnologia-psicologia/">tecnologie</a> si protrae fino a creare una sorta di <a href="https://www.stateofmind.it/tag/dipendenze/">dipendenza</a>, dove il soggetto pone in atto comportamenti d’isolamento, passività fisica e psichica, estraniamento e perdita di contatto con la realtà.<br><br></div><div>Per altri aspetti, tuttavia, i <strong>videogiochi</strong> vengono considerati come un’occasione di esercizio e sviluppo di alcune capacità di pensiero, quali il <a href="https://www.stateofmind.it/tag/problem-solving/">problem solving</a>, la coordinazione intermodale e sinestetica, la flessibilità cognitiva. Sono, in sintesi, amplificatori delle capacità motorie, percettive e cognitive, nonché occasioni per incrementare le proprie conoscenze “scolastiche”.<br><a href="https://www.stateofmind.it/2017/06/videogames-violenti-adattamento-bambini/"><br></a>Secondo dati ISTAT (2005), ISFE (2010) e ricerche AESVI (2005,2012), la percentuale dei <strong>ragazzi videogiocatori</strong> è in costante aumento, con una crescita esponenziale anche per quanto riguarda l’avvicinamento del mondo femminile ad un campo che è per la maggior parte maschile, arrivando negli ultimi anni a raggiungere quasi la medesima percentuale.<br><br></div><div>Ricerche Eurispes (2013) evidenziano come siano aumentati i giochi da appartamento, mentre siano diminuite le occasioni di socializzazione spontanea, specialmente nella preadolescenza.<br><br></div><div>Appare quindi interessante studiare le dinamiche che portano all’utilizzo dei <strong>videogiochi</strong>, verificando nel contempo se sia possibile identificare le dinamiche evolutive che contraddistinguono in modo particolare gli utilizzatori abituali di <strong>videogames violenti</strong> rispetto a quelli di <strong>videogiochi</strong> non <strong>violenti</strong>, e determinare quali aspetti vengono inficiati in caso di soggetti con dipendenza a livello tresholder o patologica.<br><br></div><div>La letteratura internazionale ha studiato l’effetto dell’esposizione ai <strong>videogiochi</strong> dai contenuti <strong>violenti</strong>, rilevando come i ragazzi che utilizzano maggiormente questa tipologia di <strong>videogiochi</strong> tendano a mettere in atto maggiori comportamenti aggressivi (Anderson, Gentile, Buckley, 2007). I dati di ricerca sembrerebbero configurare una correlazione diretta tra uso di <strong>videogames</strong> e comportamenti aggressivi, tuttavia vi è la necessità di considerare in modo più approfondito le interazioni tra l’utilizzo di <strong>videogames</strong> e gli altri aspetti di carattere ambientale/sociale.<br><br>Anderson e Bushman (2001), hanno potuto confermare l’ipotesi di una relazione positiva tra l’esposizione a <strong>videogames violenti</strong> e alti livelli di aggressività nei bambini e negli adulti giovani, nei maschi e nelle femmine. Interessante è il Modello Generale dell’aggressività, G.A.M. (Anderson &amp; Bushman, 2002 ; Anderson &amp; Carnagey, 2004) basato su parecchi precedenti modelli dell’aggressività umana (ad es. Anderson, Anderson, &amp; Deuser, 1996; Anderson, Deuser, &amp; De Neve, 1995; Bandura,1971,1973; Berkowitz,1993; Crick &amp; Dodge,1994; Geen, 1990; Huesmann,1986; Lindsay &amp; Anderson, 2000; Zillmann, 1983; Anderson, Gentile, Buckley 2007). Essi propongono un utile schema per comprendere i processi che causano l’aumento dell’aggressività in seguito all’esposizione a <strong>media violenti</strong>. Si cerca quindi di dare una risposta alla domanda: perché l’esposizione ai <strong>videogames violenti</strong> aumenta l’aggressività? Gli autori danno molta importanza alle strutture di conoscenza collegate all’aggressività (ad es. script, schemi) che vengono prima apprese e poi applicate nella produzione di un comportamento aggressivo. Le variabili input situazionali (ad es. una recente esposizione a <strong>videogames violenti</strong>) influenzano il comportamento aggressivo attraverso il loro impatto sull’attuale stato interno dell’individuo, rappresentato da variabili cognitive, affettive e di arousal (attivazione fisiologica).<br><br></div><div>Questo impatto si manifesta mostrando che i <strong>videogames violenti</strong> aumentano l’aggressività insegnando agli osservatori come aggredire, innescando cognizioni aggressive (inclusi script aggressivi precedentemente appresi e schemi percettivi aggressivi), aumentando l’arousal, o creando uno stato affettivo aggressivo.<br><br>Anche gli effetti a lungo termine coinvolgono i processi di apprendimento. Dall’infanzia si sviluppano vari tipi di strutture di conoscenza funzionali alla percezione, interpretazione, valutazione e risposta agli eventi nell’ambiente fisico e sociale. Il loro sviluppo è promosso dalle osservazioni di tutti i giorni e dalle interazioni con le altre persone, reali (come in famiglia) e immaginate (come nei media). Ogni episodio di<strong> violenza</strong> è essenzialmente un’occasione in più di apprendimento. Mentre si formano, queste strutture di conoscenza diventano più complesse, differenziate e difficili da cambiare.<br><br></div><div>Secondo la teoria GAM, gli effetti a lungo termine dell’esposizione ai <strong>videogames violenti</strong> derivano soprattutto dallo sviluppo e dalla eventuale automatizzazione delle strutture di conoscenza aggressive come gli schemi percettivi, aspettative sociali e script comportamentali.<br><br></div><div>Tutte queste variabili condizionano lo stato psichico della persona, facendone variare le cognizioni, affetti e arousal, finendo per influenzarsi a vicenda e interagendo con i processi decisionali che determinano diverse tipologie di outcomes, azioni riflessive o azioni impulsive (Anderson, Bushman, 2002). Queste azioni sono il risultato di processi decisionali condizionati da processi di appraisal e reappraisal e determinano le caratteristiche dell’incontro con l’altro: l’azione finale diverrà parte dell’input per un episodio successivo.<br><br><a href="https://www.stateofmind.it/2017/06/videogames-violenti-adattamento-bambini/"><br></a><br></div><div><a href="https://www.stateofmind.it/2017/06/videogames-violenti-adattamento-bambini/"><br></a><br></div><div><a href="https://www.stateofmind.it/2017/06/videogames-violenti-adattamento-bambini/"><br></a><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 07:12:11 UTC</pubDate>
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         <title>Come individuare le fake news</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161712109</link>
         <description><![CDATA[<h1>Fake news e come riconoscerle</h1><div>Le reti social sono un terreno fertile per le fake news. Le fake news hanno gioco facile se i contenuti sono letti acriticamente. È quindi fondamentale che i bambini e i giovani imparino a distinguere tra opinioni e fatti e a identificare fonti credibili. I genitori dovrebbero incoraggiare i loro figli a mettere in discussione le dichiarazioni.La diffusione di notizie false (o «fake news») non è un fenomeno nuovo. Già in passato si è cercato di influenzare le persone e le opinioni per mezzo di informazioni false. La digitalizzazione e i <a href="https://www.projuventute.ch/it/genitori/media-e-internet/social-media"><strong>social media</strong></a> hanno soltanto intensificato questa tendenza.<br><br></div><div>In internet, le fake news si diffondono in modo sempre più frequente e rapido. Sulle piattaforme online è facile fornire informazioni unilaterali e non ammettere praticamente altri punti di vista. Per riconoscere se le informazioni sono oggettive e corrette bisogna essere in grado di verificare la credibilità delle affermazioni.<br><br></div><div>Cosa sono le fake news?<br><br></div><div>Le fake news sono notizie false che vengono diffuse deliberatamente. A prima vista, le fake news assomigliano alle notizie o ai report classici. Tuttavia, l’obiettivo degli autori non è quello di adempiere al dovere di informare, bensì quello di manipolare l’opinione pubblica e scatenare emozioni come la paura e l’insicurezza.&nbsp;<br><br></div><div>Gruppi con opinioni estreme, xenofobia o una particolare visione del mondo abusano di internet per fomentare gli animi e diffondere opinioni unilaterali o manipolare i fatti (fatti alternativi). Riguardo al coronavirus, in particolare, circola una grande quantità di fake news. Anche la politica e la scienza sono spesso bersaglio delle fake news. L’ex Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è un esempio importante di come le dichiarazioni politiche sono state alterate o falsificate per coprire i fatti o minimizzare gli incidenti.<br>Come individuare le fake news<br><br></div><div>Individuare informazioni false non è sempre facile. Ecco alcuni indizi per riconoscere le fonti affidabili:<br><br></div><ul><li><strong>Il controllo delle fonti</strong>: Da dove provengono le informazioni? Chi ha scritto la notizia e pubblicato il contenuto? La notizia è neutrale o qualcuno vuole diffondere un suo messaggio? In quale formato (news, reti sociali, YouTube, servizi di messaggeria) è stata pubblicata questa notizia?</li><li><strong>La verifica dei fatti</strong>: Questa notizia è attuale? Questo argomento è riportato anche su altri canali noti e seri? Cosa si legge lì?&nbsp;</li><li><strong>Il controllo del gruppo target</strong>: A chi è rivolta questa notizia? Se questo messaggio è pubblicato sul web, quanta altra pubblicità è visibile su questa pagina? Il titolo e il layout sembrano strani, ci sono molti errori di ortografia o punti esclamativi?</li><li><strong>Il controllo dell’URL</strong>: Che aspetto ha l’indirizzo URL (www.)? Le fake news appaiono spesso su pagine che sembrano molto simili a un sito serio. Anche l’indirizzo web può confondere perché molto simile a quello del sito originale, ad esempio www.sfr.ch invece di www.srf.ch</li></ul><div>Esistono però metodi e strumenti tecnici per smascherare le fake news, ad esempio il motore di ricerca di fake news «Hoaxsearch.com», il portale di informazione «Mimikama.at» o la pagina web «Zuerst denken, dann klicken» su Facebook o Instagram.&nbsp;</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 07:15:07 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Importanza scegliere password complesse</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2161714595</link>
         <description><![CDATA[<div>I servizi online che contengono informazioni private necessitano di un nome utente e di una password per accedervi. Queste credenziali servono per tenere al sicuro i vostri dati personali che possono diventare obiettivo di attacchi hacker.<br><br></div><div><strong>Ma chi sono gli hacker? Sono criminali informatici il cui obiettivo è riuscire ad accedere ai nostri computer e&nbsp; dati personali utilizzandoli per compiere atti illegali.</strong> La figura dell’hacker più comune è sicuramente quella dello spammer, il quale tenta di rubare le password delle caselle email altrui per spedire messaggi pubblicitari, materiale illegale e messaggi ingannevoli per truffare i malcapitati.<br><br></div><div><br>Come posso proteggermi dagli attacchi hacker?<br><br></div><div>Per proteggersi dagli attacchi hacker occorrono alcuni accorgimenti che non permetteranno ai criminali informatici di scovare le vostre password. Le misure di sicurezza che vi consigliamo di seguire garantiranno per quanto possibile la sicurezza dei vostri dati personali.<br><br></div><div><strong>Ecco allora i 12 suggerimenti "anti-hacker"</strong>:<br><br></div><ol><li><strong>Installare un antivirus da tenere sempre aggiornato sul vostro computer.</strong> Grazie ai virus, gli hacker possono rubare le vostre password, anche mentre le scrivete. (Vedi anche: <a href="http://www.xodusweb.com/blog/articoli/guide/antivirus-gratuiti#.VFjRYjSG9Eg"><strong>Antivirus gratuiti</strong></a><strong>)</strong></li><li>Avere sempre installata <strong>l'ultima versione del sistema operativo e tenerlo costantemente aggiornato</strong>, possibilmente tramite gli aggiornamenti automatici</li><li><strong>Navigare su Internet con un browser sempre aggiornato.</strong> (vedi anche: <a href="http://www.xodusweb.com/blog/articoli/guide/browser-quale-scegliere-e-da-dove-scaricarlo#.VFjRhzSG9Eg"><strong>Browser, quale scegliere e da dove scaricarlo</strong></a>)</li><li>Tenere il vostro <strong>Client di posta elettronica</strong> anch’esso sempre aggiornato</li><li><strong>Non utilizzare password banali,</strong> come ad esempio “password”, parole comuni, serie alfabetiche/numeriche(abcdef, 123456, 11111…) e lettere della tastiera adiacenti (qwerty, asd...)</li><li><strong>Non utilizzare informazioni personali per le vostre password </strong>(il vostro nome, il nome del vostro partner, la vostra data di nascita...) poichè sono facilmente rintracciabili ad esempio dai Social Network</li><li><strong>Utilizzare password diverse per ogni servizio,</strong> al fine di non comprometterli tutti nel caso una password venga violata</li><li><strong>Non aprire messaggi di posta contrassegnati come SPAM</strong> in quanto possono contenere virus che si installano automaticamente sul vostro computer per spiarne i contenuti e i dati di navigazione</li><li><strong>Cambiare periodicamente le vostre password</strong></li><li><strong>Non memorizzare le password sul computer</strong> in quanto potrebbero essere rintracciate attraverso appositi programmi e virus</li><li><strong>Evitare di accedere a siti che non mostrano "https" nell’URL;</strong> la sua presenza indica infatti una connessione criptata, che se pure venisse intercettata da altri, sarebbe comunque illeggibile</li><li><strong>Inserire ulteriori elementi casuali anche quando si utilizzano generatori di password</strong> in quanto gli hacker sono ormai a conoscenza dei principali schemi.</li></ol><div>Questi accorgimenti vi permetteranno di mettere i bastoni tra le ruote agli hacker e ai loro strumenti.<br><br></div><div><br>Cosa può succedere se la mia password viene scoperta?<br><br></div><div>Abbiamo visto insieme che esistono diverse finalità per le quali gli hacker tentano di rubare le nostre password. <strong>Ma cosa succede una volta che la password viene violata?<br></strong><br></div><ul><li>Quando viene scoperta la password di una casella email,<strong> l’account di posta in questione viene utilizzato per inviare SPAM</strong>. L'invio massivo di questi messaggi comporta il blocco dell’account e di conseguenza la sospensione del suo funzionamento. Inoltre si rischia l’inclusione dell’indirizzo di posta elettronica in una Black List, ovvero negli elenchi degli indirizzi IP che vengono riconosciuti come generatori di SPAM. La rimozione da una Black List non è immediata e necessita della richiesta di rimozione dell’indirizzo IP ai gestori della Black List, con tempistiche diverse per ognuno di essi</li><li>Se utilizzate la stessa password per ciascun servizio il maggior rischio è sicuramente quello per la vostra carta di credito. Gli hacker possono infatti decifrare la vostra password da siti più vulnerabili per accedere poi a tutti i siti tra cui anche il vostro Home Banking.</li><li>Qualora dovesse venire scoperta la password del vostro computer, lo stesso computer potrebbe essere utilizzato a vostra insaputa per compiere atti illegali sfruttando il vostro indirizzo IP e potrebbe diventare fonte essenziale per la decifrazione delle password più importanti.</li></ul><div>La violazione di una password può rivelarsi un colpo basso per le vostre informazioni personali. <strong>Non sottovalutate quindi l’importanza dell’utilizzo di password sicure</strong>.<br><br></div><div><br>Come scrivere password sicure<br><br></div><div>Creare password sicure è più semplice di quanto si pensi e per farlo basta seguire alcune semplici regole. Una buona password deve:<br><br></div><ul><li><strong>Essere lunga almeno tra i 8 e i 13 caratteri;</strong> più lunga è una password più risulta difficile da decifrare.&nbsp;</li><li><strong>Contenere caratteri speciali come “! $ &amp; + , - . / &lt; &gt; = ? @ ^ _ ~”</strong>; il loro utilizzo consente infatti di ampliare il numero di combinazioni, riducendo le probabilità di successo nella decifrazione delle password da parte degli hacker.</li><li><strong>Alternare lettere maiuscole e minuscole,</strong> anch’esse utili per introdurre un maggior numero di combinazioni.</li><li><strong>Contenere numeri casuali e che non corrispondano a date a voi inerenti.</strong></li></ul><div>Un esempio di password lunga, complessa e facile da ricordare potrebbe essere l'utilizzo di una frase come: "Come scrivere password sicure". Al fine di aumentarne la complessità seguiamo le nostre regole ed otterremo: "CmScriverePaSSSicure!12!".&nbsp;<br><br></div><div>Il mix delle regole sopracitate permetteranno quindi di generare <strong>password efficaci, sicure e difficili da decifrare.<br></strong><br></div><div>Vi è mai capitato che vi siano state rubate le password? Lascia un commento e raccontaci la tua esperienza.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 07:17:14 UTC</pubDate>
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         <title>Acquistare da siti sicuri</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
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         <description><![CDATA[<div>Consigli per fare acquisti online sicuri senza preoccupazioni</div><div><a href="https://www.onoratoinformatica.it/network-security/free-wi-fi-dove-si-celano-i-rischi-informatici/"><strong>Attenzione alle connessioni rischiose</strong></a></div><div>In caso decidiate di<strong> fare acquisti online</strong> mentre vi trovate fuori casa, state in guardia: fate <strong>attenzione ai Wi-Fi pubblici</strong> e alle <strong>reti Wi-Fi aperte</strong>.<br>Queste connessioni non sono sicure. Se inserite dei dati personali, o del conto, o delle password su un sito (anche affidabile), ma fate viaggiare queste informazioni su una <a href="https://www.onoratoinformatica.it/network-security/linee-internet-aziendali-piu-veloci-piu-sicuri/"><strong>rete non protetta</strong></a>, andate incontro al rischio che un hacker se ne appropri.<br><br></div><div><strong>Siti non affidabili (o su cui non avete mai fatto acquisti)</strong></div><div>Se l’articolo che desiderate tanto si trova, finalmente a prezzo stracciato, su un sito web a voi sconosciuto aspettate a pagare.<br>La <strong>scelta del sito per un acquisto</strong> è fondamentale. Per cui, se usate una piattaforma per la prima volta, controllate che si tratti di un<strong> sito web affidabile</strong> e utilizzate, nel dubbio, qualche precauzione in più:<br><br></div><ul><li>Date la precedenza a <strong>siti web certificati</strong> o ufficiali: i siti più accreditati e le grandi catene vi offrono maggiori sicurezze e tutele, per cui se il sito che scegliete non è molto famoso controllate almeno che abbia dei <a href="https://www.onoratoinformatica.it/network-security/http-e-https-definizioni-peculiarita-e-importanza/"><strong>certificati di sicurezza</strong></a><strong>;</strong></li><li><strong>Verificate l’esistenza di un negozio fisico</strong>: cerca nel sito dei riferimenti ad un negozio, ad esempio il numero di partita iva o l’indirizzo. Se il sito non avesse queste informazioni, potrebbe non essere affidabile. Volendo si possono verificare i dati fiscali di un negozio sul sito dell’Agenzia delle Entrate.</li><li><strong>Controllate i commenti e le recensioni</strong> degli utenti che hanno usato il sito prima di voi, cercateli anche nei forum o sui social. Questi feedback sono utilissimi per scoprire qualcosa sulla qualità del servizio. Verificate con un motore di ricerca se <strong>ci sono segnalazioni di truffe</strong> che riguardano acquisti analoghi al vostro.</li></ul><div>E ancora,</div><div><a href="https://www.onoratoinformatica.it/siti-web/siti-web-truffa-cosa-sono-come-proteggersi/"><strong>Siti contraffatti</strong></a><strong>: verifica la sicurezza di un sito</strong></div><div>Alcune volte le insidie si trovano proprio nei siti super conosciuti.<br>O meglio, in siti che sono estremamente simili a quelli super conosciuti ma che invece sono falsi. In questo caso, gli <a href="https://www.onoratoinformatica.it/sicurezza-informatica-e-privacy/hacker-lidentikit-del-criminale/"><strong>hacker</strong>&nbsp;</a>cercano di confondervi creando <a href="https://www.onoratoinformatica.it/phishing-news/smishing-che-cos-e-il-caso/"><strong>copie di siti affidabili</strong></a> e sfruttano la fiducia che riponete in quel servizio, effettivamente affidabile, per raggirarvi e rubarvi soldi, credenziali di accesso o installarvi malware.<br><br></div><div>Per non cadere in questo tranello, è importante <strong>verificare l’URL della pagina web</strong> (ossia verifica che il sito sia sicuro).<br><br></div><div>Ma la vera domanda è: <a href="https://www.onoratoinformatica.it/siti-web/come-proteggere-i-siti-web/"><strong>come capire se un sito è sicuro?</strong></a></div><div><strong>Guardate se inizia per HTTPS</strong> invece che con http, se è presente il simbolo di un lucchetto chiuso subito prima, controllate<strong> l’ortografia e la presenza del nome dell’azienda all’interno dell’URL</strong>. La presenza della <a href="https://www.onoratoinformatica.it/network-security/http-e-https-definizioni-peculiarita-e-importanza/"><strong>stringa HTTPS</strong></a> all’inizio indica che la pagina web prevede un <strong>protocollo di sicurezza</strong> per la tutela dei dati forniti. Errori di ortografia o la mancanza del nome dell’azienda suggeriscono che non sia prudente proseguire e fornire i dati richiesti.<br><br></div><div><strong>Fate attenzione a scegliere i pagamenti sicuri online</strong></div><div>Anche le <strong>modalità di pagamento</strong> sono importanti, le più diffuse sono i bancomat (carte di debito), le carte prepagate o l’utilizzo di servizi di intermediazione come ad esempio Paypal. Vediamo le caratteristiche di ognuno:<br><br></div><div><strong>Carte prepagate</strong></div><div>L’uso di carte prepagate ricaricabili è una precauzione utile, poiché la carta <strong>ha un limite di spesa fissato</strong> dalla banca, (normalmente questo limite è abbastanza basso). In questo caso, se <a href="https://www.onoratoinformatica.it/phishing-news/scam-e-scammer-cosa-sono-come-proteggersi/"><strong>finissi vittima di una truffa</strong></a>, i criminali potrebbero utilizzare solo i soldi che tu hai inserito sulla carta e non avrebbero modo di rubarvene altri. A meno che non siate voi stessi a caricarli sulla carta da conto ad essa collegato.<br><br></div><div><strong>Bancomat</strong></div><div>Per comprare un articolo online <strong>gli unici dati indispensabili sono:<br><br></strong><br></div><ul><li>l’indirizzo a cui spedire</li><li>il numero della carta</li><li>la sua data di scadenza.</li></ul><div>Se il sito chiede altre informazioni, come ad esempio il pin o la password della carta, non inserirle e non proseguire. Ricordatevi inoltre che al momento di pagare ti verrà sicuramente chiesto che metodo intendi utilizzare (il circuito di pagamento) e <strong>sarai reindirizzato alla pagina della tua banca</strong>. Potrai acconsentire alla transazione utilizzando il<a href="https://www.onoratoinformatica.it/sicurezza-informatica-e-privacy/otp-o-one-time-password-che-cose/"><strong> codice OTP</strong> </a>(<strong>one-time-password</strong>).<br><br></div><div><strong>Bonifico bancario</strong></div><div>Anche questo tipo di pagamento è molto sicuro perché <strong>permette di tracciare tutta la transazione</strong>.<br>L’unico inconveniente è che il processo risulta più lungo in quanto si richiede di effettuare il pagamento tramite il proprio conto corrente online.</div><div><strong>Paypal (o servizi analoghi)<br></strong><br></div><div>Esistono dei siti che si offrono di fare da intermediario tra te e la piattaforma su cui fai acquisti, come ad esempio Paypal. In questo modo tu fornisci i tuoi dati solo a Paypal e sarà l’azienda a pagare la piattaforma al tuo posto e a scalare l’importo dal tuo conto successivamente.<br>In questo modo <strong>un eventuale tentativo di truffa sarà rivolto verso l’azienda e non verso il tuo conto.<br></strong><br></div><div><strong>Antivirus e aggiornamento del browser</strong></div><div>Una scelta utile, in caso facciate spesso <strong>acquisti in rete</strong>, è quella di <strong>installare sui vostri dispositivi un antivirus</strong> che possa difendervi dalle minacce della rete.<br><br></div><div>Inoltre, è importantissimo tenere il vostro <a href="https://www.onoratoinformatica.it/secure-browser/scegliere-il-browser-piu-sicuro/"><strong>browser web aggiornato</strong></a><strong>,</strong> in modo che nessun hacker non possa <strong>sfruttare le vulnerabilità</strong> di una versione obsoleta per attaccarvi. Per ultimo, se usate <strong>password forti e le cambiate frequentemente</strong> ridurrete ancora di più le <strong>probabilità di furto di credenziali</strong>. Ovviamente, queste precauzioni sono utili sempre, non solo per gli <strong>acquisti online sicuri</strong>, ma anche per il resto della navigazione.<br><br></div><div><strong>Tracciamento degli ordini</strong></div><div>Un altro consiglio è quello di scegliere compagnie che permettano di <strong>tracciare il pacco</strong> e controllare i dettagli della transazione.<br><br></div><div>Questo servizio permette di verificare sempre lo <strong>stato della spedizione</strong> e controllare in ogni momento dove si trova il vostro pacco, fino alla consegna. Questo può salvaguardarvi da una <strong>truffa molto comune</strong>, quella del <a href="https://www.onoratoinformatica.it/phishing-news/sms-truffa-il-tuo-pacco-e-stato-trattenuto/"><strong>pacco trattenuto</strong></a>, ma anche da altri <strong>tentativi di phishing</strong>.<br><br></div><div>Se desiderate saperne di più sulla <a href="https://www.onoratoinformatica.it/phishing-news/sms-truffa-il-tuo-pacco-e-stato-trattenuto/"><strong>truffa del pacco trattenuto</strong></a>, leggete il nostro approfondimento.<br><br></div><div><strong>Diritti dei consumatori</strong></div><div>Anche gli acquisti online sono tutelati dalla legge, in particolare vogliamo ricordarvi che:<br><br></div><ul><li>Se l’articolo che avete ricevuto non vi soddisfa, hai <strong>diritto di effettuare il reso</strong> <strong>entro 14 giorni</strong> lavorativi, senza penalità e senza dover specificare il motivo.</li><li>Se il pacco è rovinato, hai diritto ad <strong>accettarlo con riserva o rifiutarlo</strong>.</li><li>Se l’articolo è difettoso, è <strong>coperto da garanzia anche se acquistato in rete</strong>. Puoi chiedere che sia aggiustato o sostituito gratuitamente. La richiesta va effettuata attraverso un apposito form sul sito da cui si è fatto l’acquisto.</li></ul><div><strong>Alcune considerazioni finali su come fare acquisti sicuri online</strong></div><div>Di anno in anno sempre più acquisti vengono effettuati per mezzo della rete, e, di conseguenza, aumentano anche le <strong>frodi online</strong>.</div><div>Difendersi è possibile utilizzando le accortezze che vi abbiamo presentato in questo articolo. Come nella vita vera, anche in quella sul web, la prudenza non è mai troppa. L’importante è non farsi scoraggiare, informarsi e <strong>imparare a fare acquisti sicuri online</strong> e tornare a godersi così lo shopping.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 08:33:41 UTC</pubDate>
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         <title>Dialogare con persone conosciute e attendibili, profili fake</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2169592425</link>
         <description><![CDATA[<div>Anna Valle è solo l’ultima in ordine d’apparizione a denunciare pubblicamente. Sulle pagine del <a href="https://www.corriere.it/cronache/20_dicembre_10/anna-valle-il-fake-rete-che-si-spaccia-me-6184b4f2-3b22-11eb-a316-193bd0f16dd1.shtml">Corriere</a> l’attrice ha raccontato di essere stata vittima di un furto d’identità social: un profilo si spacciava per lei, raccoglieva da altri account scatti informali così da risultare più credibile, raccontava poi di essere malata, criticava i colleghi, contattava privatamente i follower dando informazioni inesatte sul proprio conto: un danno alla sua immagine che lei non riusciva ad arginare. Aveva avviato la procedura prevista da Instagram, ma era risultata una misura inefficace. Si era rivolta a carabinieri e polizia postale, ma anche in questo caso, raccontava al quotidiano, sembrava non fosse possibile uscirne.</div><div><strong>Anna Valle e gli altri -</strong> Dopo il clamore generato dalle sue dichiarazioni, il profilo fake è stato rimosso. Ma prima di lei una sorte simile è toccata a tanti altri personaggi noti. Nel 2017 dopo il terremoto di Ischia, un account che si spacciava per <strong>Carlo Conti</strong> rassicurava i follower: “C’è stata una lieve scossa. Tutto bene, lì è presente un mio amico, la situazione è tranquilla”. I danni all’epoca erano in realtà più gravi e il conduttore venne attaccato dagli utenti per dichiarazione in realtà non sue. “È stato superato limite della decenza. Ho fatto regolare denuncia ma non è successo niente” scriveva<strong> Fabrizio Frizzi</strong> denunciando un falso profilo che aveva persino postato foto della figlia Stella, tenuta dai genitori sempre lontana dai riflettori. Il giovane centrocampista della Roma <strong>Nicolò Zaniolo</strong> ha deciso tempo fa di cancellare l’account su Facebook: “Visto che ci sono persone che si spacciano per me lo elimino per non creare ulteriori dubbi”. Uno di questi profili aveva diffuso la notizia che fosse malato.</div><div>Gli account in questione non sono fanpage che nascono allo scopo di celebrare un idolo. L’intento è quello di trarre in inganno gli altri utenti, lasciando credere che si tratti effettivamente della persona imitata. Alle volte il raggiro assume i tratti del <strong><em>phishing</em></strong>: un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso. È capitato ad esempio che delle<strong> finte Chiara Ferragni</strong> promettessero soldi ai follower, vincitori di fantomatici concorsi, e chiedessero loro dei dati bancari per ricevere la somma, che ovviamente non sarebbe mai stata depositata. La spunta blu - che indica un profilo verificato dal social - dovrebbe impedire di cadere nei tranelli. Ma non tutti i personaggi noti la possiedono e non tutte le persone che si interfacciano col social prestano troppa attenzione alla sua assenza, nel dar credito a profili fake.&nbsp;</div><div><strong>Non solo i vip -</strong> La pratica del furto d’identità non avviene solo ai danni di personaggi noti, ma può riguardare qualunque cittadino. E se per Anna Valle risulta più facile dare risalto a una smentita attraverso dichiarazioni sui giornali, per le persone meno note il passaggio potrebbe essere più complicato. Ma com’è possibile che tutto ciò accada? “Noi cittadini ci illudiamo che l’uso dei social avvenga a titolo gratuito, così ci vengono presentati, ma è una falsa idea” dice ad Huffpost Andrea Lisi, avvocato, esperto di diritto applicato all’informatica, “Sappiamo bene che in cambio dobbiamo accettare una cessione dei dati personali: del resto c’è un forte interesse economico sulle nostre identità da parte di questi social. E dal punto di vista giuridico, quando si parla di contratti a prestazione gratuita, le tutele per noi cittadini rischiano di essere molto meno efficaci. La tutela è più indirizzata tradizionalmente per il prestatore di questi servizi piuttosto che per gli utenti, che starebbero appunto approfittando di una presunta gratuità”.</div><div><strong>Cosa fare quando si è vittima di profili fake -</strong> Questo non significa però che nel momento in cui subiamo un danno del genere non ci sia niente da fare per impedirlo. “Affermare di essere un’altra persona su Instagram viola le nostre Linee guida della Community e di conseguenza non è ammesso. Abbiamo un team dedicato che si occupa di gestire questo tipo di segnalazioni e di bloccare gli account in violazione. Non appena siamo venuti a conoscenza della presenza del profilo falso lo abbiamo rimosso” dichiara&nbsp; un portavoce di Facebook ad Huffpost. Seguire le linee guida non risulta però sempre efficace. Se la semplice segnalazione al social player di turno non dovesse bastare, <strong>le strade da percorrere possono essere tre</strong>, ci spiega l’avvocato Lisi: quella penale, civile o avviare un procedimento avanti al Garante della protezione dei dati personali.</div><div>Per quanto riguarda la <strong>strada penale</strong>, il reato ipotizzabile è quello di sostituzione di persona, punito dall’articolo 494 del codice penale con la reclusione fino ad un anno, procedibile d’ufficio. La giurisprudenza ha ammesso che il reato possa commettersi a mezzo internet, attribuendosi falsamente le generalità di un altro soggetto, inducendo in errore gli altri fruitori della rete, procurandosi i vantaggi derivanti dall’attribuzione di una diversa identità, anche semplicemente l’intrattenimento di rapporti con altre persone o anche il soddisfacimento della propria vanità, ledendo così l’immagine della persona offesa. Accanto a questo reato, che è contro la fede pubblica, ci possono essere anche altri illeciti penali che si intersecano, come frodi informatiche (l’art. 640 ter recentemente introdotto nel nostro ordinamento indica espressamente “il furto o indebito utilizzo dell’identità digitale in danno di uno o più soggetti”).</div><div>“La responsabilità penale è personale” spiega l’avvocato Lisi “non posso agire penalmente nei confronti del signor Facebook se sono stato diffamato da qualcuno che si è appropriato del mio nome con un account e spesso è difficile risalire a chi si celi dietro quell’abuso”. Gli autori possono usare connessioni proxy, Tor, VPN (Virtual Private Network), IP dinamici o semplicemente scaricare software gratuiti che consentono di navigare con indirizzi IP stranieri: “Agendo penalmente si rischia dunque di fare un buco nell’acqua, ma posso intimare a Facebook di rimuovere quell’account agendo sul piano civilistico, basando la propria azione sui diritti fondamentali della persona”.</div><div>Sul<strong> piano civilistico</strong>, in questo caso sarebbe applicabile l’articolo 17 del decreto legislativo 70/2003 in recepimento della direttiva 2000/31/CE) che prevede la responsabilità del prestatore del servizio a informare l’autorità giudiziaria o quella amministrativa qualora sia a conoscenza di presunte attività o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio. Quanto accaduto ad Anna Valle costituisce inoltre una violazione evidente del suo diritto al nome (art. 6 del codice civile). È poi applicabile il GDPR (general data protection regulation - regolamento UE 679/2016) che prevede proprio la sua applicabilità ai social provider esponendoli ad azioni dirette da parte degli interessati e anche a sanzioni applicabili nei loro confronti: si arriva sino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo se la sanzione massima dei 20 milioni è troppo bassa in relazione alle dimensioni dell’impresa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 08:37:09 UTC</pubDate>
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         <title>Non scaricare programmi o app sconsigliate o sconosciute</title>
         <author>antoniodefrancesca</author>
         <link>https://padlet.com/antoniodefrancesca/ht8ypbti9q6jas4i/wish/2169596694</link>
         <description><![CDATA[<div>A volte capita di aver bisogno di un’applicazione non disponibile nel <strong>Google Play Store</strong> e le alternative per procedere con il download ci sembrano estremamente naturali ed invitanti. Non dobbiamo far altro che cercare il rispettivo file <strong>APK</strong> da installare a bordo del proprio smartphone o, in alternativa, puntare ad uno <strong>store di terze parti</strong> per scaricare il software desiderato. Ma questa consuetudine è davvero sicura? Quali sono i <strong>rischi</strong> a cui gli utenti vanno incontro quando scaricano applicazioni al di fuori dello store ufficiale di Google?<br><br></div><div><strong><br>Quali sono i rischi che si corrono scaricando all al di fuori del Google Play Store?</strong><br><br></div><div><strong>Android</strong> ed il <strong>Play Store</strong> sono indissolubilmente legati per varie ragioni.<em> In primis</em>, <strong>Google</strong> riceve una parte dei ricavi generati dalle app presenti nel proprio store, ma la motivazione economica non è la sola. Il colosso di Mountain View si occupa anche della verifica e della scansione dei software che vengono caricati e ogni singola app passa al vaglio dei sistemi di protezione dello Store, in modo che gli utenti non corrano rischi scaricando ed installando una determinata applicazione.<br><br></div><div>Si tratta di una pratica che – per quanto non visibile agli occhi degli utilizzatori di smartphone Android – è di fondamentale importanza. <a href="https://gizblog.it/2019/01/play-store-scovate-85-app-pericolose-da-cancellare/">Nonostante alcune falle</a> la <strong>sicurezza</strong> è garantita e Mountain View impedisce che vengano caricati software contenenti <strong>virus</strong> e <strong>malware</strong>.<br><br></div><div>Le applicazioni presenti negli store di terze parti o disponibili tramite APK possono vantare lo stesso livello di sicurezza? La risposta, per farla breve, è un secco <strong>no</strong>. Si pensi<a href="https://gizblog.it/2018/06/fortnite-per-android-attenti-app-fake-malware/"> al caso di Fortnite e alle app fake</a>, ad esempio. Per gli utenti meno esperti forse è il caso di limitarsi esclusivamente al Play Store, in modo da non incorre in problemi gravi. I malintenzionati, infatti, sfruttano i software per inserire <strong>virus</strong>, <strong>malware</strong> e <strong>spyware</strong> nei dispositivi Android, in modo da accedere ad informazioni riservate e non solo.<br><br></div><div>Nonostante la regola generale – <em>mai scaricare al di fuori dello store di Google</em> – è possibile fare alcune eccezioni, a patto che si installino file sicuri. Ma come conoscere gli effetti di un’app prima di installarla?<br><br></div><div><strong><br>Come procedere se si vuole installare un’app tramite APK o store esterni?<br></strong><br></div><div>Il primo passo è quello di <strong>verificare la fonte</strong>: alcune applicazioni – magari di natura aziendale – non sono disponibili nello store di Mountain View per motivi di sicurezza e di riservatezza. In questo caso le aziende offrono il download tramite <strong>siti ufficiali</strong>. Un altro passo importante – nel caso di APK o store esterni – è quello di prestare attenzione alle recensioni degli altri utenti, capitati prima di voi.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>Spesso i commenti nascondono dettagli importanti e possono farci capire se l’app che abbiamo sott’occhio è dannosa o meno. Se procedete al download da siti sconosciuti, assicuratevi di navigare tramite VPN (come <a href="https://nordvpn.com/it/"><strong>NordVPN</strong></a>, disponibile tramite il badge in basso), in modo da non essere tracciati. Infine un ultimo consiglio, e questo vale anche per applicazioni scaricate dallo store di Google. In caso notiate <strong>attività anomale</strong> – come un aumento dei consumi o del traffico dati, oppure spam pubblicitario forsennato e così via – forse è il caso di procedere immediatamente con la rimozione del software sospetto.<br><br></div><div>Per concludere è bene aprire una piccola parentesi: oltre alle app pericolose fate attenzione anche ai tentativi di <strong>phishing</strong>. Si tratta di una pratica comune che prevede di sfruttare brand conosciuti per attirare gli utenti su pagine fake (<a href="https://gizblog.it/2019/04/google-chrome-android-rischio-barra-indirizzi-fasulla/">qui</a>, <a href="https://gizblog.it/2018/11/truffa-email-amazon-tentativo-phishing-account-commerciale/">qui </a>e <a href="https://gizblog.it/2019/03/truffa-coop-3000-euro-spesa-tentativo-phishing/">qui </a>dei validi esempi). Qui verranno richiesti dati sensibili, compreso quelli bancari: fate moltissima attenzione e usufruite di servizi solo ed esclusivamente tramite le pagine ufficiali!<br><br></div><div><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.nordvpn.android&amp;hl=it"><br><br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-04 08:41:26 UTC</pubDate>
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