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      <title>Alla scoperta del territorio by Daniela Giannantoni</title>
      <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio</link>
      <description>Scaffale digitale delle attività PON - IC &quot;Italo Carloni&quot; di Cerreto d&#39;Esi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-05-02 15:20:57 UTC</pubDate>
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         <title>La facciata</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' priva di decorazioni, lasciata con la muratura a vista. Presenta tre aperture allineate al centro: il portone di ingresso, circondato da un arco con chiave di volta decorata sorretto da piedritti con capitello, e due finestre di dimensioni molto piccole, poste nella sommità. La finestra rettangolare illumina l'interno dell'oratorio mentre quella tonda, in origine probabilmente rettangolare anch'essa se si osserva la disposizione dei mattoni, dovrebbe affacciare sul sottotetto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-02 15:28:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il soffitto a cassettoni</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/356255125</link>
         <description><![CDATA[<div>Di forma rettangolare, realizzato da Leonardo Scaglia detto il francese in legno, oro zecchino e argento (quest'ultimo di colore grigio scuro a causa dell'ossidazione), si compone di 15 cassettoni. All'interno dei cassettoni sono raffigurati: (al centro) l'Eterno benedicente, Maria che viene accolta in cielo, dieci apostoli e (ai lati) i putti. L'opera lignea decorata in oro è stata terminata nel 1643.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-02 15:28:38 UTC</pubDate>
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         <title>La tela d&#39;altare</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[<div>Rappresenta l'Annunciazione della Vergine ed è opera dell'urbinate Antonio Viviani, detto "il sordo", attivo anche a Roma, Urbino, Genova e Ancona. Le colonne "tortili", chiaramente barocche, sono opera di Scipione da Matelica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-02 15:28:46 UTC</pubDate>
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         <title>Le pareti laterali</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/356255414</link>
         <description><![CDATA[<div>Presentano un ciclo di tele dedicato alla vita della Vergine (12 episodi), opera del fabrianese Francesco Bastari, che sovrasta il coro in noce lavorato dai fratelli Ungherini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-02 15:29:05 UTC</pubDate>
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         <title>Informazioni generali</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/356256588</link>
         <description><![CDATA[<div>Edificio di culto dedicato alla Vergine, costruito tra il 1610 e il 1636 per opera della omonima Confraternita mariana. Ha una forma rettangolare con copertura a capanna.I materiali utilizzati per la costruzione sono la pietra, i mattoni in laterizio e intonaco. Il tempo impiegato per la costruzione, durata oltre 33 anni, è dovuto alla necessità di reperire il denaro offerto dalla popolazione umile, dalle donazioni di benefattori e mercanti. Forse costruito in risposta all'Oratorio della Carita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-02 15:31:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364558736</link>
         <description><![CDATA[<div>Il “monachesimo” è un complesso fenomeno religioso per il quale gli individui si allontanano dalla consueta vita sociale, per realizzare nel modo più completo in vita solitaria (anacoretismo) o in vita da comunità (cenobitismo) le norme della fede.<br>Il “monaco” (dal greco “monos”, ovvero “uomo solo”) è colui che si isola dal mondo per compiere un cammino di ricerca spirituale, caratterizzato dalla rinuncia e dalla preghiera. I primi monaci vissero da eremiti, poi prevalse un modello di vita comunitaria.<br>I praticanti del monachesimo si isolarono dal mondo, spesso in luoghi inaccessibili come deserti o alture, per dedicarsi alla ricerca di una vita spirituale perfetta affiancata da pratiche ascetiche quali: il digiuno, la povertà, la mortificazione di sé, la meditazione e la preghiera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 06:28:16 UTC</pubDate>
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         <title>Il contesto storico</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364558823</link>
         <description><![CDATA[<div>L’uomo è pienamente consapevole delle conquiste culturali e scientifiche dell’età rinascimentale. La rivoluzione si sostanzia nei seguenti aspetti:<br>VIENE FONDATO IL METODO SCIENTIFICO. Galileo e Newton avviano il “metodo sperimentale”, nuovo metodo di analisi scientifica basato su un processo logico del quale si controlla ogni fase e in cui la matematica diventa misura della realtà fisica.<br>L’UOMO AMPLIA IL SUO ORIZZONTE GEOGRAFICO. Dopo la scoperta di nuovi mondi, l’esplorazione delle terre sconosciute diventa sistematica.<br>SI CONSOLIDA IN EUROPA LO STATO ASSOLUTO E CENTRALIZZATO. Lo Stato esercita la sua autorità e con l’economia mercantilista viene coordinato il flusso delle ricchezze dall’interno (fisco) e dall’estero (commercio coloniale).<br>IL POTERE RELIGIOSO SI DIFENDE E SI ESPRIME MEDIANTE LA PROPAGANDA. Dalla metà del Cinquecento alla metà del Seicento, la comunicazione della Chiesa cattolica verso il popolo è finalizzata all’educazione contro le tesi della Riforma protestante. Il periodo della “controriforma” coinvolge tutte le espressioni artistiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 06:29:01 UTC</pubDate>
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         <title>Informazioni generali</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364559223</link>
         <description><![CDATA[<div>La Chiesa di S. Biagio fu eretta dai monaci benedettini di S. Vittore delle Chiuse probabilmente prima del 1210 (data in cui viene citata per la prima volta in un documento).<br>Distrutta dal terremoto nel 1282 fu ricostruita nel 1287.<br>La parrocchia venne guidata inizialmente da monaci benedettini, poi da preti secolari e, per il periodo 1407-1427, dal monaco benedettino silvestrino Anselmo.<br>Dal 1481 conserva il corpo di San Romualdo, proveniente dall’Abbazia di Valdicastro* ed è per questo motivo che la chiesa è intitolata a San Biagio e San Romualdo.<br>Nella prima metà del 1500, a partire da un primitivo ospizio per monaci annesso alla chiesa, si costituisce il monastero e il chiostro.<br>Nel 1576 si iniziò la costruzione del campanile, che funziona dal 1579.<br>L’innalzamento della cupola risale al 1646.<br>Nei secoli XVI-XVII si susseguirono moltissimi lavori di ampliamento e di abbellimento della chiesa (decorazioni, pitture, sculture, pavimentazione, stalli del coro, nicchie, altare, tabernacolo…).<br>Il fonte battesimale custodito all’interno risale al 1734.<br>Nel 1741 un altro terremoto distrusse la chiesa a partire dal presbiterio** e nel 1742 la ricostruzione di buona parte della chiesa avvenne su progettazione di Giuseppe Antonio Sorattini.<br>Nel 1748 viene realizzata la cripta nella quale vengono poste le spoglie del Santo ravennate.<br>La facciata, in calcare e laterizio, presenta una tripartizione, data dalle sottili lesene***, che corrisponde alle navate presenti all’interno della chiesa. È stata completata nel 1688 su disegno di Francesco Di Vittorio Valenti da Jesi.<br>L’interno, migliore esempio di barocco della città di Fabriano, si presenta con tre navate e sei cappelle laterali, un bellissimo organo realizzato nel 1791 da Gaetano Callido, pregevoli dipinti (affreschi e tele), stucchi e un coro ligneo.<br>La chiesa è stata ricostruita ancora una volta dopo il terremoto del 1997 mediante interventi che si sono protratti per oltre dieci anni. È stata riaperta al culto nel 2008.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 06:32:09 UTC</pubDate>
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         <title>Note</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[<div>* il corpo del Santo fu trasportato fino a Fabriano su una mula cieca che si inginocchiò di fronte all’allora monastero delle monache camaldolesi. (http://www.fabrianostorica.it/leggende/mula.htm)<br>**zona della chiesa che circonda l’altare maggiore, riservata al clero (da Gillo Dorfles, Annibale Pinotti, Marcello Ragazzi, Cristina Dalla Costa – “Le arti” – Atlas)<br>*** sono “finte colonne”. La lesena può avere funzione sia decorativa sia di rinforzo della parete medesima (in quest’ultimo caso prende il nome di “parasta”). (http://www.treccani.it/enciclopedia/lesena/)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 07:34:15 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini fotografiche - la facciata esterna</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 07:34:37 UTC</pubDate>
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         <title>Il chiostro</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[<div>È stato costruito tra il 1511 ed il 1576 ed è considerato di particolare interesse storico e artistico sia per il pozzo in marmo (datato 1708) situato al centro, sia per i caratteristici portici superiori ristrutturati nel 1739 e nel secondo dopoguerra quando, per riportare l’architettura del chiostro allo stato antico, sono stati riaperti gli archi che nel corso del tempo erano stati chiusi.<br>Gli archi superiori che oggi fanno da cornice al chiostro sono complessivamente 40 (12 per ogni lato maggiore ed 8 per ciascuno dei 2 lati minori), mentre le arcate inferiori sono poggianti sulle colonnette di travertino (6 per ogni lato maggiore e 4 ciascuno per i minori).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 07:35:27 UTC</pubDate>
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         <title>Note</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[<div>* cortile interno di un monastero cinto di porticati, compreso tra la chiesa e i vari fabbricati monastici dei quali costituisce l’elemento di comunicazione e di disimpegno. (http://www.treccani.it/vocabolario/chiostro/)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 07:36:31 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini fotografiche - il chiostro e il pozzo</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364571948</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:03:48 UTC</pubDate>
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         <title>In fase di allestimento</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:05:30 UTC</pubDate>
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         <title>Organo Gaetano Callido</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572261</link>
         <description><![CDATA[<div>Costruito nel 1790 dal celebre organista Gaetano Callido di Venezia**, che in 44 anni di attività costruì ben 430 organi che si trovano in Italia, Malta e Turchia.<br>Gli intagli della bussola, del rivestimento dell’organo e dell’orchestra sono stati eseguiti nel 1757 da Filippo Rosati di Pergola (esecutore dei confessionali nel 1752), su disegno dell’architetto camaldolese Giuseppe Antonio Sorattini.<br>I colori prevalenti sono il verde, l’azzurro e l’oro.<br>Nel 1791 il vecchio organo è stato sostituito da un altro organo, più preciso e ricco di ben 19 registri, costruito dallo stesso organaro veneziano.<br>Nel 1997 è stato ristrutturato, a causa del naturale degrado dovuto al passare degli anni, grazie all’intervento della Soprintendenza dei Beni Artistici di Urbino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:06:24 UTC</pubDate>
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         <title>Note</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572338</link>
         <description><![CDATA[<div>* strumento a tastiera che risale al 285 a.C, formato da una o più divisioni di canne (o altri mezzi per produrre suoni) ognuna suonata con la propria tastiera o con la propria pedaliera. (http://www.treccani.it/vocabolario/organo/) ** (http://www.treccani.it/enciclopedia/gaetano-callido_%28Dizionario-Biografico%29/)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:07:00 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini fotografiche - l&#39;interno</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572370</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:07:13 UTC</pubDate>
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         <title>ORATORIO DEL GONFALONE E ORATORIO DELLA CARITA&#39;</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572518</link>
         <description><![CDATA[<div>La costruzione dei due siti avvenne forse per competizione fra le due confraternite.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:08:16 UTC</pubDate>
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         <title>Note</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572714</link>
         <description><![CDATA[<div>* Il monachesimo orientale nasce in India nel II° millennio nell’ambito dell’induismo. Ha come principali principi la preghiera, la meditazione e il miglioramento di sé. Vivevano di elemosina e pellegrinavano tra luoghi di culto. In area islamica si parla di sufismo (misticismo). I primi monaci cristiani appaiono in Egitto a partire dal IV secolo; inizialmente vivono isolati, poi si raggruppano in comunità seguendo l’esempio di San Antonio Abate e Pacomio (quest’ultimo monaco cristiano egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cenobitico). Il monachesimo occidentale ha come fondatore Benedetto da Norcia, nobile di famiglia che studiò a Roma per poi dedicarsi alla vita eremitica; tra il 525 e il 529 arrivò a Cassino e sulla cima del mote fondò un nuovo monastero (sua sorella Scolastica ne istituì a sua volta uno femminile nelle vicinanze); il suo motto recita “ora et labora”, ovvero “prega e lavora”. I monaci erano estremamente colti e preparati e vennero continuamente utilizzati da papi e imperatori per opere di evangelizzazione e per attività quali la bonifica dei terreni incolti, soprattutto con la fine dell’Impero Romano quando i monasteri costituirono piccole isole quiete e operose. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:09:51 UTC</pubDate>
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         <title>Note ulteriori</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364572763</link>
         <description><![CDATA[<div>Per iniziativa dei monaci francesi di Cluny, nel X secolo, si affermò un messaggio di riforma spirituale che prevedeva il ritorno alla dedizione alla preghiera e al silenzio e l’eliminazione dell’obbligo di dedicare parte del tempo al lavoro manuale, conseguenza delle ingerenze del potere politico sulla Chiesa. Dopo secoli di soppressioni dei monasteri, il monachesimo<br>benedettino ebbe un risveglio e nel 1964 papa Paolo VI, riconoscendo la funzione avuta dai benedettini soprattutto nei secoli bui dell’Alto Medioevo, ha proclamato San Benedetto da Norcia “patrono d’Europa”. (http://www.treccani.it/enciclopedia/monachesimo_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:10:21 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Il reportage della nostra attività di mini-guide</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <pubDate>2019-05-30 08:11:29 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Il reportage della nostra attività di mini-guide</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364573135</link>
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         <pubDate>2019-05-30 08:13:40 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini fotografiche - l&#39;organo e la bussola</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <pubDate>2019-05-30 08:15:39 UTC</pubDate>
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         <title>Immagini fotografiche - il terremoto del 1997</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
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         <pubDate>2019-05-30 08:17:27 UTC</pubDate>
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         <title>ORATORIO DELLA CARITA&#39; - Soffitto a capriate* lignee</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364574151</link>
         <description><![CDATA[<div>*(capriata) struttura in legno di forma triangolare, spesso a vista, destinata a sorreggere il tetto di un edificio. (da Gillo Dorfles, Annibale Pinotti, Marcello Ragazzi, Cristina Dalla Costa – “Le arti” – Atlas)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:23:06 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>ORATORIO DELLA CARITA&#39; -  14 affreschi di Filippo Bellini (1550-1603)</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364574349</link>
         <description><![CDATA[<div>Soggetti tratti dalla Bibbia e dal Vangelo, incentrati sulle sette “Opere della misericordia” spirituale e corporale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:24:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364574349</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ORATORIO DELLA CARITA&#39; -  Portale gotico in pietra trilobato*</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364575053</link>
         <description><![CDATA[<div>*trilobato (arco), formato di tre archetti minori, proprio dello stile architettonico orientale (https://dizionari.repubblica.it/Italiano/T/trilobato.html)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:30:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364575053</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Le meraviglie dell’arte barocca</title>
         <author>daniela_giannantoni_dg</author>
         <link>https://padlet.com/daniela_giannantoni_dg/allascopertadelterritorio/wish/364575632</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L’infinito.</strong> Negazione dello spazio chiuso. Utilizzo di una linea curva o a spirale che dilata lo spazio. Nei soffitti delle chiese e dei palazzi finzione di spazi infiniti. La città si arricchisce di strade e piazze con spazi illusori. La cupola all’interno delle chiese non conclude più lo spazio ma sembra estendersi, protrarsi oltre.<br><strong>La fusione dei generi artistici. </strong>L’architettura diventa scultura, la scultura acquisisce tonalità che l’avvicinano alla pittura (il marmo finge la ruvida roccia o acquista la leggerezza della seta, il ferro viene lavorato come fosse un nastro sospeso nel vento).<br><strong>La luce e la forma.</strong> La luce è lo strumento utilizzato per creare l’illusione, il movimento, narrazione<br>Il dinamismo. Utilizzo della forma ellittica che costringe l’occhio a spostarsi continuamente. Le figure semplici vengono usate assemblate alle altre e non singolarmente.<br><strong>L’acqua.</strong> La fontana si inserisce nella città e si fonde con la natura come pure in essa si fondono scultura e architettura.<br><strong>L’illusione ottica.</strong> La ricerca dell’infinito porta a creare soluzioni che illudono l’occhio sulle distanze tra sé e le cose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-30 08:34:09 UTC</pubDate>
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