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      <title>Educazione civica italiano by Syziu Haxhire</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-01-12 15:07:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<var>CYBERBULLISMO: </var><div><strong>sostantivo maschile.<br>Atto aggressivo, prevaricante o molesto compiuto tramite strumenti telematici (sms, email, siti web, chat, ecc.) <br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong><br><br><em>Tale</em> <em>è la definizione sul vocabolario Zanichelli.&nbsp;<br>Ma è realmente ciò che pensa l'opinione pubblica?&nbsp;</em></div><div><em>Abbiamo chiesto a delle persone vicine a noi di definire la parola "cyberbullismo", le loro risposte erano:</em>&nbsp; &nbsp; &nbsp;</div><div>&nbsp;<br>Anonimo: "<em>Secondo me è una forma di bullismo tramite mezzi digitali e meno identificabile rispetto una forma di bullismo tradizionale che porta più danni psicologici che fisici. Penso che si debba avere una buona conoscenza digitale per&nbsp; contrastarlo."</em><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; <br>Anonimo: <em>"È un bullismo, un offesa ricevuta tramite i media, attraverso parole e atti. Nel bullismo tradizionale l'offesa è di solito oggettiva, perchè si può manifestare con atti di violenza. Questa offesa, invece, è perlopiù soggettiva, un contenuto postato da un utente che offende qualcuno potrebbe non offendere qualcun'altro, dipende dai punti di vista e dagli ideali di ognuno.</em><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-12 15:08:19 UTC</pubDate>
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         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<var><strong>STORIE ACCADUTE</strong></var><pre>Carolina Picchio si vergognava a tal punto per quel video messo online dai suoi "amici" e diventato virale da decidere, a soli 14 anni, di togliersi la vita lasciando una lettera che finisce con questa frase: "Spero che adesso sarete più responsabili con le parole". A parlare di cyberbullismo in un incontro online organizzato dall'associazione bolognese Dry-Art è proprio (e anche) il papà di Carolina, Paolo Picchio, accompagnato da Diego Buratta.Da quando ha perso sua figlia ("la gioia della mia vita, una ragazza vincente e forte, lontana dall'idea che ci si fa di una vittima") Paolo Picchio ha deciso di combattere la sua battaglia contro questo pericoloso fenomeno attraverso le attività della fondazione che proprio da lei prende il nome. E a Carolina Picchio è dedicata la prima legge italiana contro il cyberbullismo (in realtà la prima anche a livello europeo), in vigore dal giugno 2017 (71/2017, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.</pre><blockquote><pre>Testimonianze importanti ed esperienze di vita come strumento per parlare di una problematica dilagante e pericolosa che troppo spesso finisce in tragedia: "Quello che è successo a mia figlia mi ha lasciato sgomento. Era ad una festa con i suoi amici e si è ubriacata (o l'hanno fatta ubriacare) a tal punto da perdere i sensi. Svenuta, è stata ripresa con un cellulare anche mentre alcuni dei ragazzi facevano dei gesti allusivi approfittando del suo stato di incoscienza. Quel video è stato messo in rete ed è diventato virale. Mia figlia riceveva centinaia di insulti, anche da sconosciuti e questo l'ha portata a togliersi la vita" ha raccontato Picchio. </pre></blockquote><div><br></div><blockquote><pre>"Carolina non era la ragazza a cui pensiamo come possibile vittima: era sveglia, forte, brillante, sportiva. Era empatica e questo è stato il suo dramma. Le è capitato a un certo punto di essere presa in giro ma non solo ci passava solo, rispondeva anche a tono. Ecco allora come punirla. Non ricordava nulla di quella sera, ma alla fine ha trovato la forza di denunciare quel gesto con la lettera in cui scrive 'le parole fanno più male delle botte'. Se è successo a lei può succedere a tantissimi ragazzi". </pre></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-12 15:58:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Grazie all'unione dell'ipotesi e di chi ha attraversato sulla pelle queste esperienze brutali siamo arrivate alla conclusione che il cyberbullismo è, certamente, un gesto disumano e terribile. Chi pratica cyberbullismo si identifica come una persona vigliacca: scrive perfidie senza metterci la faccia, usando immagini e/ o profili fake. Il cyberbullo ama nascondersi dietro un nickname confidando, così, nell'impunità dell'anonimato.<br>Ma si sbaglia. Non è difficile individuarlo e chiamarlo a rispondere davanti al giudice per diversi reati: diffamazione, minacce, ingiurie, reati a sfondo sessuale, o pedopornografico e persecuzione online: cyberstalking.<br>I cosiddetti "leoni da tastiera" che radono al suolo la dignità, il rispetto e l'immagine di una persona.<br>Chi subisce cyberbullismo è colpito anche da una forma di violenza psicologica, l'idea&nbsp;che hanno di loro stessi svanisce, lasciando spazio alle frottole che il bullo attraverso lo schermo gli addice.<br>Ci sono individui che affrontano la situazione a testa alta fino alla fine, altre che purtroppo arrivano a compiere gesti estremi. Spesso tutto ciò avviene senza che le persone vicine alla vittima se ne rendano conto.<br>Questo potrebbe essere evitato se gli individui pensassero anche dieci secondi prima di scrivere o fare brutalità.<br>A chi viene rubata l'identità e si postano in rete foto o video non leciti, si aggiungono anche opinioni non volute da altri,&nbsp; commenti di persone, insulti.&nbsp;<br>Il cyberbullo, dietro l'apparente arroganza, è spesso dotato di scarsa autostima. Per sentirsi migliore degli altri ha bisogno di umiliarli e per questo tende a scegliere come bersaglio i gruppi più deboli a livello sociale o economico.<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-12 18:18:01 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;L&#39;articolo 21 e la libertà d&#39;espressione.&quot;</title>
         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><del><br></del></strong><strong>L'articolo 21 della nostra Costituzione afferma che " tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".<br>Comunicare è quindi un diritto e la libertà di parola è uno dei cardini della democrazia.<br>Tuttavia, come ogni altro diritto, anche la libertà di parola conosce dei limiti: perché la libertà di esprimerci non è la libertà di dire tutto ciò che passa per la testa.<br>Mentre la critica è sempre ammissibile, non sono mai accettate le offese, gli insulti o le minacce.</strong></div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div><pre> Come difenderci?</pre><div>Nel 2017 il Parlamento ha approvato una legge contro il cyberbullismo che riserva particolare attenzione ai minori e attribuisce un ruolo di primo piano al mondo della scuola.<br>La legge prevede che le vittime che abbiano più di 14 anni, oppure i loro genitori, possano presentare un'istanza e ottenere l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi in Rete dal cyberbullo. Se entro 24 ore il gestore non avrà provveduto, la vittima può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore.<br>Il Garante ha pubblicato sul proprio sito il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo che deve essere inviato all'indirizzo email cyberbullismo@gpdp.it.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 16:16:11 UTC</pubDate>
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         <title>Punto 6. &quot;Le parole hanno conseguenze&quot;</title>
         <author>22_es_a_gogaemma</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>"Le parole hanno conseguenze"<br><br>Le parole volano, le prende l'aria.<br>Non se scritte però, quelle scritte rimangono anche dopo tanto tempo, tanti anni. <br>Possiamo decidere se prendere in considerazione quei commenti, quelle parole d'odio.<br>Quando queste parole prendono possesso dei propri pensieri, frullano, si rimescolano, formano radici nella considerazione della propria persona.<br><br></strong><strong><em>10 secondi per digitare, ore a pensare.</em></strong><strong><br><br>I cyberbulli dovrebbero riflettere prima di premere "invio", mostrare un minimo di empatia, pensare alle conseguenze piccole o grandi che siano.<br>Bisognerebbe invertire i ruoli: riflettere come loro si sentirebbero se qualcuno gli rivolgesse quelle parole d'odio oppure ai propri affetti.<br>Molto casi di cyberbullismo non avverrebbero.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-16 20:17:44 UTC</pubDate>
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         <title>Punto 4. &quot;Prima di parlate bisogna ascoltare&quot;</title>
         <author>22_es_a_gogaemma</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ importanza dell’ascolto è fondamentale per vivere civilmente.<br>Ascoltando raccogliamo informazioni che ci servono per comunicare bene, per esprimere al meglio il nostro punto di vista, per consegnare un messaggio chiaro, diretto ed efficace.<br>Senza l'ascolto c'è fraintendimento il quale può portare a situazioni peggiori.&nbsp;<br>Se si ascolta l’altro, la maggior parte del problema è risolto.<br>Parlare sopra l’altro, non dare&nbsp;nemmeno la possibilità di comunicare aggrava ulteriormente il problema.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 14:02:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>22_es_a_gogaemma</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.educolor.it/crosswords/cyberbullismo-6218c1e1c7e6ff2126beb57c29bf9e99">https://www.educolor.it/crosswords/cyberbullismo-6218c1e1c7e6ff2126beb57c29bf9e99</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 14:34:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>22_es_a_gogaemma</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 14:43:09 UTC</pubDate>
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         <title>Punto 1. &quot;Virtuale è reale&quot;</title>
         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Virtuale è reale"<br><br><em>"Fai schifo" "Sei grasso/a"<br></em>Ciò che scriviamo, leggiamo, ascoltiamo sotto i commenti dei post, cui soggetti hanno canoni diversificati da quelli che i cyberbulli ritengono migliori.<br>Si scrivono perfidie, le quali non si hanno faccia di dire in presenza fisica dell'individuo, senza perciò dare possibilità di contrastare e rispondere.<br>"Virtuale è reale" in conclusione è: scrivere considerazioni, opinioni, solo se si ha coraggio di farle sapere ai soggetti nella realtà.<br>È diffondere informazioni e scoop con solide travi di verità.<br>Se no, allora, si ha un caso di diffamazione.<br>La diffamazione è punibile penalmente e, nei casi di comuni soggetti, da parte di cosiddetti "amici " o "fidanzati", è ferire i sentimenti, lacerare la fiducia che la vittima ha riposto in loro.<br><br><em>Diritto 595, codice penale:</em><br>Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone,&nbsp;offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a milletrentadue euro.<br><br>Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a duemilasessantacinque euro.<br><br>Se l'offesa è recata col mezzo della stampa [57-58bis] o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico [2699], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a cinquecentosedici euro.<br><br>Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio [<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-ii/capo-ii/art342.html">342</a>], le pene sono aumentate.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-19 17:59:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>22_es_a_syziuhaxhire</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Facciamo un salto indietro!<br>La Carta dei Diritti Umani ha dato vita a molteplici Articoli e diritti a favore degli individui verso altri individui.</em></div>]]></description>
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