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      <title>Le arti del comune medievale by Maria Virginia LINO</title>
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      <description>una carrellata di botteghe...</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-27 11:04:18 UTC</pubDate>
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         <title>IL MERCANTE</title>
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         <description><![CDATA[<div>Emanuele-Lorenzo<br>1- Il mercante medievale non era un semplice intermediario tra produttore e consumatore, ma qualcosa di più complesso.<br>2- Il mercante deve fare una previsione di cui c'è bisogno. Poi quali generi di merci sono state richieste, e in che quantità.<br>3- Il mercante deve avere molti soldi,ma rischia anche il fallimento e ha bisogno di molti soldi altrimenti deve ricorrere a dei prestiti tra la maggior parte ad usura cioè che il mercante si deve impegnare a restituire la somma anche superiore a quella che aveva chiesto in prestito.<br>4- La figura economica del mercante, diventa man a mano sempre più importante e indispensabile, soprattutto svolge una funzione fondamentale nella cultura cittadina: le corporazioni mercantili, infatti, finanziano la costruzione di nuove cattedrali, ma soprattutto influenza il passaggio dall’arte.<br>5- Ma principalmente i mercanti più ricchi comprano terre e castelli, instaurando nuovi rapporti di proprietà.<br><br></div>]]></description>
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         <title>LO SPEZIALE</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ilaria e Giulia M<br><br>Lo speziale è colui che preparava le medicine per persone malate, lavorava in una bottega.Lo speziale era sia un artigiano che un mercante. Questo mestiere&nbsp; richiedeva circa 3 anni per impararlo.&nbsp;</div><div>Nella bottega si trovavano molti ripiani in cui si appoggiavano delle ciotole che contenevano spezie e medicine che poi si vendevano.</div>]]></description>
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         <title>I TESSITORI</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giulia Cappelluti e Letizia Vassallo<br>Nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XI_secolo">XI secolo</a> si comincia ad usare una nuova macchina, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telaio_(tessitura)">telaio</a> a pedale,&nbsp; importante per lo sviluppo dell' industria medioevale e per la produzione&nbsp; di tessuti. Questo semplice oggetto applica un pedale al preesistente telaio a mano riducendo la fatica e<br>velocizzando la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessitura">tessitura</a>. I tessitori cominciano a contare qualcosa,infatti diverranno a poco a poco i primi nuclei della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_industriale">rivoluzione industriale</a> . Si verifica poi l'effetto cumulativo tipico delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Invenzione">innovazioni tecnologiche</a>: l'accelerazione della tessitura si riflette sulla velocizzazione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filatura">filatura</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:37:29 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:41:47 UTC</pubDate>
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         <title>SARTI</title>
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         <description><![CDATA[<div>PABLO E MICHELE<br>&nbsp;La nascita della sartoria si può collocare nel Medioevo, tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIII_secolo">XIII</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIV_secolo">XIV secolo</a>, quando nasce la moda, fenomeno capace di produrre effetti in ambito economico e sociale. In questo periodo si delinea la figura professionale del sarto capace di rispondere alle nuove esigenze della clientela, che desiderava capi alla moda in grado di distinguere socialmente le persone. A questo scopo ci si recava in sartoria, laddove il sarto prendeva le misure sui clienti, tagliava e cuciva capi d'abbigliamento. Con il passare dei secoli la sartoria divenne un luogo sempre più accogliente e confortevole. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:50:54 UTC</pubDate>
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         <title>SARTO </title>
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         <description><![CDATA[<div>   Tommaso<br>   </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:52:24 UTC</pubDate>
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         <title>I TINTORI</title>
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         <description><![CDATA[<div>CLIZIA E MELISSA<br>&nbsp;<br>La categoria dei Tintori si divideva in<strong> tre gruppi</strong>, quelli dell<strong>'Arte Maggiore</strong>, forse la più organizzata, che tingeva i tessuti nei colori più vari, quelli dell<strong>'Arte Minore</strong>, specializzati nelle diffuse tinture di color rosso, utilizzando come colorante la robbia e infine quelli dell<strong>'Arte del Guado</strong>, vegetale usato per ottenere vari tipi di azzurri.&nbsp;<br>Il lavoro dei tintori consisteva nel mettere insieme varie sostanze coloranti secondo l'esito che si voleva conseguire. Gli ingredienti più in uso erano: la robbia, lo scotano, l'indaco, il brasile, il guado, lo zafferano e la porpora.</div><div>&nbsp;I tintori tingevano:la lana, la seta, il lino, il cotone</div><div>I colori più utilizzati erano: il rosso, il blu, il verde, l’azzurro, il bianco e il nero, che non era solo per il lutto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:52:39 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 11:57:38 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-02-27 11:57:49 UTC</pubDate>
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         <title>CALZOLAI</title>
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         <description><![CDATA[<div>Filippo Garbarino- Alessio Macchiavello<br>&nbsp;</div><div>Nel medioevo l’attività di calzolaio, detto anche ciabattino, è uno dei mestieri più antichi al mondo. In passato le botteghe dei ciabattini, erano considerate praticamente indispensabili: costruire delle scarpe era molto costoso a causa degli elevati costi delle materie prime.&nbsp;</div><div>Man mano che coprire i piedi con le scarpe da semplice necessità diventava anche un modo di “esibire” grandezza e potenza economica, la fabbricazione delle calzature più importanti veniva riservata, da parte delle famiglie più abbienti, agli artigiani più bravi, che prestavano la loro opera artigianale in piccole botteghe.</div><div>Durante il Medioevo la struttura socio economica vigente regolamentava il lavoro di tutti gli artigiani che per poter svolgere legalmente l’attività dovevano far parte delle "Confraternite di mestiere"</div><div>&nbsp;Gli utensili più utilizzati dai calzolai erano:<br>Aghi, setole, coltelli, forbici, contenitori, pennelli, torchietti, pinze, martelli, lesine, abrasivi, frese, spazzole rotative, tamponi.&nbsp;<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <title>I BANCHIERI</title>
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         <description><![CDATA[<div>Filippo e Thomas<br>&nbsp;</div><div>Molti dei commercianti o mercanti predetti che iniziarono anche a gestire il traffico di denaro finirono col fare solo ed esclusivamente quello. Cominciò quindi a crearsi una sorta di spaccatura e asprezza tra la classe mercantile e quella bancaria poiché entrambe svolgevano in parte lo stesso lavoro. La parola “banca” deriva dal “banco” presso e sul quale il prestatore di denaro lavorava. I banchieri però non erano solo esclusivamente prestatori di denaro, erano anche custodi di beni particolarmente preziosi.</div><div>I banchi di cambiavalute, gestiti dai cambisti o cambiatori, sono la prima entità <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banca">bancaria</a> della storia. Si diffusero a partire dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1150">1150</a> circa, per diventare comuni nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a>. I banchi rappresentavano stazioni dove i cambisti a richiesta dei mercanti effettuavano il cambio delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Denaro">monete</a> a seconda del conio locale. All'inizio la loro diffusione fu prevalente nelle zone fieristiche europee; in Italia soprattutto in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Toscana">Toscana</a> tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pistoia">Pistoia</a> e successivamente in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lombardia">Lombardia</a>&nbsp;</div>]]></description>
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