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      <title>Adottiamo un Giusto tra le Nazioni by G. Nicolosi</title>
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      <description>Fatto con gentilezza </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-01-27 10:05:38 UTC</pubDate>
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         <title>GUELFO ZAMBONI 22 ottobre 1896</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Guelfo Zamboni è stato un diplomatico italiano.</strong></div><div><strong>Guelfo nasce il 22 ottobre 1896 a Santa Sofia, piccolo comune in provincia di Forlì.</strong></div><div><strong>Guelfo è l’ultimo di otto figli, la sua vita da giovane è molto complicata infatti da piccolo rimane orfano.</strong></div><div><strong>Senza l’aiuto dei genitori Guelfo fa qualsiasi lavoro per mantenersi gli studi infatti all’età di 19 anni va a combattere nella 1 guerra.<br></strong><strong><em>Guelfo durante la seconda guerra mondiale viene eletto console dì Salonicco, città circondata dai nazisti visto che a Salonicco si trovavano circa 60.000 ebrei, Guelfo cercò di aiutare più gente possibile, dando il passaporto Italiano a persone che non conoscevano neanche una parola in Italiano, Guelfo riuscì a salvare circa 360 ebrei, dandogli una seconda possibilità.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:34:08 UTC</pubDate>
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         <title>JAN NOWAK JEZIORANSKI (2 ottobre 1914)</title>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div><strong>Oggi vorrei ricordare un "Giusto tra le Nazioni" che ho adottato che è </strong><strong><em>Jan Nowak Jezioranski,</em></strong><strong> nato il 2 ottobre 1914.&nbsp;<br>Lui viene catturato dai Tedeschi e messo in un treno per portare gli ebrei; fortunatamente riesce a scappare buttandosi dal treno. Tornando a Varsavia si unisce ai partigiani dell’esercito nazionale. Lui, per salvare gli Ebrei, passò informazioni false all’esercito e all’amministrazione tedesca. Io l'ho scelto perché. quando la professoressa ha nominato il suo nome, lo ho sentito nel cuore come se fosse il mio migliore amico. Infatti, anche essendo un tedesco che doveva uccidere gli ebrei, non lo fece. Lui dopo la guerra&nbsp; lavorò alla Radio Libera Europea dove dichiarò ai propri concittadini la situazione al di là della cortina, rompendo il monopolio del regime comunista. Egli rivelò di aver creduto nel valore della patria come comunità da difendere contro ogni prevaricazione.&nbsp;<br><br>Ettore Moncada</strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:34:59 UTC</pubDate>
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         <title>GIORGIO PERLASCA 31 gennaio 1910 </title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>Giorgio Perlasca fu un Giusto, perché durante il periodo dei nazismo e del fascismo, aiutò gli ebrei a scappare dai campi di concentramento e di sterminio. All’inizio non attribuirono nessun premio per le sue azione ben compiute, ma quando prese parte per la protezione degli Ebrei, la popolazione lo iniziò a stimare. Quando non gli attribuirono nessun riconoscimento per le sue opere, si trovò a gestire letteralmente i traffici delle persone ebree, nascosti in ambasciate e case sparpagliate per tutta la città. Tra il primo di Dicembre 1944 e il 16 Gennaio 1945, Perlasca riuscì a rilasciare migliaia di finti salvaconodotti (deportati in vari campi,) che conferivano la cittadinanza spagnola degli ebrei, riuscendo a strappare dalle mani delle Croci Frecciate i deportati sui binari delle stazione ferroviarie. Lui decise di non raccontare niente a nessuno, ma le sue azioni vennero conosciute grazie ad un ebreo che era riuscito a salvare e che contribuì alla pubblicazione del suo racconto, che inserí nel suo “libro nero.”&nbsp;<br>Solo il 12 giugno 1961 un signore pubblicò il suo racconto.<br><br>Chiara Maria Scalia<br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:39:37 UTC</pubDate>
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         <title>Lucillo Merci 1899</title>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong><em>Cari ragazzi,&nbsp;</em></strong></div><div><strong><em>oggi vi vorrei raccontare chi sono i Giusti.</em></strong></div><div><strong><em>I "Giusti tra le Nazioni" sono semplicemente</em></strong> <strong><em>delle persone normali che posti di fronte all’ingiustizia reagiscono, sapendo opporsi anche a rischio della propria vita.&nbsp;<br>Sono i non ebrei che, durante la Shoah, salvarono la vita di almeno un ebreo senza trarne alcun vantaggio personale. La loro esistenza stessa dimostra che anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio era diventato legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico, è comunque sempre possibile per tutti gli esseri umani fare delle scelte alternative.</em></strong></div><div><strong><em>Ora vi parlerò di un Giusto, "Lucillo Merci". </em></strong></div><div><br></div><div><strong>Lucillo Merci</strong> <strong><em>nasce a Riva del Garda nel 1899 e muore a Bolzano nel 1984.</em></strong></div><div><strong><em>Insegnava alla Suola Elementare di Bronzolo.</em></strong></div><div><strong><em>Durante una licenza nel luglio 1943, Merci accompagnava in Italia una quarantina di ebrei. Una ventina si salverà a Firenze; gli altri, nascosti a Meina, saranno in seguito scoperti e trucidati nella prima strage nazista di Ebrei in Italia. Merci conta sul proprio carattere franco ed estroverso per ammorbidire i tedeschi e tiene coraggiosamente testa agli ufficiali nazisti, che potrebbero punire con la morte l’aiuto fornito agli ebrei.</em></strong></div><div><br></div><div><strong><em>Merci nei campi di concentramento consegnava dei falsi certificati di cittadinanza italiana a chiunque dimostrasse un minimo legame con l’Italia tramite l'emissione di certificati provvisori, anche a persone che non erano di cittadinanza italiana. In questo modo si salvarono dalla deportazione almeno 350 ebrei italiani, o di origine italiana (323 di loro vennero trasferiti ad Atene con un convoglio partito il 14 luglio 1943); a questi si aggiunsero 280 ebrei greci.</em></strong></div><div><strong><em>Dopo l’otto settembre viene arrestato dai tedeschi, ma il Console Castruccio si reca di persona al comando della Wehrmacht e riesce a farlo liberare.&nbsp;</em></strong></div><div><br></div><div><strong><em>Nel settembre ’43, anche dopo la chiusura del Consolato e la cessazione dei suoi incarichi ufficiali, Merci continua ad adoperarsi per salvare i perseguitati.&nbsp;</em></strong></div><div><strong><em>In abiti borghesi, si impegna per i fuggiaschi italiani. Distribuisce cibo ai soldati prigionieri dei tedeschi per alleviarne i disagi e ne salva alcuni spacciandoli per insegnanti della comunità italiana di Salonicco.&nbsp;</em></strong></div><div><br></div><div><strong><em>Merci è autore di un diario i cui contenuti sono stati resi noti nel 2007 dallo storico Gianfranco Moscati e dagli studiosi dell’Archivio storico del Comune di Bolzano. Dopo la guerra mantiene il più stretto riserbo sui suoi atti di salvataggio. Diventa ispettore scolastico nelle scuole in Alto Adige, mestiere che eserciterà fino alla pensione nel 1964 e nel 1984 muore a Bolzano.&nbsp;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:41:19 UTC</pubDate>
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         <title>ANNA WALENTYNOWICZ 15 agosto 1929-</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Ciao, sono Anna Walentynowicz e oggi vi parlerò di ciò che ho fatto nella vita. Sono stata nominata “Madre Coraggio” dei cantieri di Danzica. Sono nata in un villaggio di montagna il 15 agosto 1929. A dieci anni purtroppo i miei genitori vengono a mancare, quindi sono stata messa in adozione. Ho frequentato la scuola fino alla quarta elementare e dopo la guerra ho provato diversi lavori. Nel 1950 inizio a lavorare come saldatrice ai cantieri. Nel 1951 sono entrata nell’Associazione della Gioventù polacca e nella lega delle donne. Inizio a pronunciarmi pubblicamente contro le ingiustizie del sistema, guadagnandomi la fiducia dei miei colleghi, ma allo stesso tempo i servizi segreti hanno iniziato a sorvegliarmi. Nel 1968 inizio a ricevere i primi avvisi di licenziamento, ma i miei colleghi hanno protestato e il provvedimento è revocato. Nel maggio del 1978 sono entrata a far parte dell’organizzazione sindacale clandestina Sindacati Liberi del Litorale, trasporto e distribuisco stampa clandestina. Il 7 agosto 1980, a soli cinque mesi dalla pensione, vengo licenziata. Il 14 agosto gli operai dei cantieri entrano in sciopero per chiedere il mio reintegro al lavoro, il 16 agosto,insieme ad Alina Pienkowska mi sono posta al cancello numero 3 dei cantieri per fermare gli operai e a dirgli non cessare la protesta, contribuendo così a dare inizio allo sciopero di solidarietà con le altre aziende in agitazione.<br>il 30 marzo 1983 sono stata condannata a 1 anno e 3 mesi di carcere con la condizionale per tre anni. Inoltre vengo arrestata nuovamente il 4 dicembre 1983 per aver cercato di&nbsp; attaccare una lapide in memoria dei morti della miniera di Wujek, poi sono stata liberata nell’aprile 1984 per ragioni di salute. Dopodiché ho organizzato tanti scioperi della fame, ho partecipato a numerosi incontri nelle chiese, e ho scritto proteste e appelli.<br>Durante uno sciopero della fame vengo arrestata insieme a mio figlio e nel corso dell’inchiesta sono stata sottoposta a visita psichiatrica forzata, e definita “un’irresponsabile iraconda”. Negli anni successivi ho continuato a partecipare a proteste e scioperi della fame. Dal 18 febbraio 1985 al 31 agosto 1986 sono stata fra gli iniziatori e i partecipanti allo sciopero della fame a rotazione nella chiesa della Nascita di Maria a Cracovia. Ho ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali. La mia vita purtroppo è finita il 10 aprile del 2010 nell’incidente aereo di Smoleńsk.<br><br>Ludovica Scaduto</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:41:30 UTC</pubDate>
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         <title>ARTURO GATTI (21 novembre 1895) </title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div>Io sono Arturo Gatti, sono un medico ufficiale di stanza a Karlovac.</div><div>Stanno iniziando ad entrare in vigore le prime norme naziste antisemite e molti dei miei pazienti sono in pericolo. Sono diventato medico per salvare vite e non sarà la paura di rischiare la mia vita a fermarmi.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ho aiutato e soccorso Ebrei che cercavano di valicare la linea di confine tra lo Stato indipendente di Croazia e la zona occupata dall’esercito italiano, ho salvato una famiglia ebrea di Karlovac, <em>fornendo loro falsi documenti</em> e ho portato alcuni a Trieste su una ambulanza militare. Ho dato tutto me stesso cercando di nascondere e curare degli ebrei.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Non nego di aver avuto paura, ma sono riuscito ad andare avanti senza farmi intimidire da nessuno.&nbsp;<br>Sono fiero di quello che ho fatto.</div><div>Terminata la guerra, andai a vivere a Napoli.&nbsp;<br>Un giorno mentre mi stavo recando a Foggia per incontrare dei vecchi amici, sono stato colto da un malore improvviso. era il 25 settembre 1970.<br>~Myrta Scaletta</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:46:37 UTC</pubDate>
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         <title>Antonio Lorenzini 10/05/1894</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Antonio Lorenzini è nato a Sassostorno, il 10 maggio, ed è il quarto tra otto fratelli e sorelle.&nbsp;<br>Contribuì alla gestione del lavoro familiare sin da piccolo dopo aver terminato le due scuole obbligatorie elementari.<br>Durante la seconda guerra mondiale lui fu un impiegato all’anagrafe, e iniziò ad aiutare dei soldati sbandati, fornendo a loro falsi documenti, per sottrarli alla cattura da parte dei tedeschi divenuti occupanti. Fece così anche con altre famiglie e così ricevette la croce di cavaliere al merito.<br>Poi nel 2001 invece, venne riconosciuto giusto tra le nazioni dallo Yad Vashem.<br>~<em>Lucrezia Oliva</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:46:58 UTC</pubDate>
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         <title>Anna Bhoatà (1933)</title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;ANNA BHOATÀ</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Oggi vi parlerò di ANNA BHOATÁ nata nel 1933 , una Giusta che salvò tanti deportati, ma soprattutto una bambina ebrea <strong>Mindla Švarcová</strong>, che spesso si rifugiava a casa della vicina Anna, in quanto non aveva un buon rapporto con la nuova moglie del padre. Anna Bohatà non rimase indifferente al destino della piccola, quando le truppe tedesche la deportarono nel ghetto di Ostrožec, infatti corruppe le guardie ucraine del ghetto e la ragazza poté uscire nascosta in un carro pieno di paglia.<br>Lei si tenne la bambina e la accolsero e gli cambiò nome in <strong>Milka Bohatá</strong>.</div><div>Dopo un po’ di anni, Milka si sposò ed ebbe tre figlie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:47:09 UTC</pubDate>
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         <title>Giuseppe Caronia 15 maggio 1884</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Giuseppe Caronia era un siciliano di San Cipirello,lui era un grande pediatra che salvò la&nbsp; vita a molti ebrei.</strong></div><div><strong><br>Lui prima di diventare pediatra,faceva il professore solo che per le sue idee anti nazista fu espulso dalla scuola in cui lavorava.</strong></div><div><strong><br>Successivamente,iniziò a lavorare al Politecnico Umberto I ed è da qui che inizio a salvare la vita di tantissime persone ebree.</strong></div><div><strong><br>Tra i suoi pazienti 40 erano ebrei;lui li camuffata in medici,infermieri e pazienti in fin di vita,insomma fece la cosa giusta al momento giusto.</strong></div><div><strong><br>Io stimo questo uomo perché pur sapendo di rischiare la morte,diceva in faccia a tutti&nbsp; «io non ho paura».Lui per riuscire nel suo intento non si sposò e non ebbe figli ma&nbsp; appena finita la guerra era molto soddisfatto di quello che aveva fatto.</strong></div><div><strong>Morì nel 1977 e venne proclamato giusto nel 1988;le parole che dice a sempre sono,abbiamo bisogno di pace e giustizia ma soprattutto rispetto verso il prossimo.<br><br>Mattia ferrara</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:55:53 UTC</pubDate>
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         <title>Jan karski (1914-2000)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Cari ragazzi di 1ª media, oggi è il giorno in cui si ricordano migliaia di persone ebree che persero la loro vita per colpa della follia umana di Hitler. Molti ebrei riuscirono a salvarsi grazie ai GIUSTI,&nbsp; persone che pur non essendo ebree rischiarono la loro vita per salvare quella altrui.&nbsp;<br>Tra i Giusti ricordiamo JAN KARSKI, un uomo polacco  che cercò di capire ciò che succedeva agli ebrei nel periodo della shoah. Stette tutta la sua vita a farsi catturare e poi liberare dai tedeschi, venne pure incarcerato nel ghetto di Varsavia per poi farsi liberare dalla federazione polacca, riuscendo a trarre importanti informazioni che poi riferì al mondo politico di una volta; non gli credettero, allora lui decise di scrivere un libro della sua testimonianza. Dopo la guerra gli venne dato il titolo di Giusto. Lui disse che era un “ebreo Cristiano e cattolico praticante”per me questo significa che non esistono differenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:57:14 UTC</pubDate>
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         <title>FOSCO e Tina ANNONI 11 giugno 1916 Elena Renda</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Fosco Annoni nacque a Parma nel 1916 e morì nel 1980 a Parma.&nbsp; Fosco Annoni salvò la vita a Klara Rosendfeld impiegata come donna delle pulizie in una caserma italiana.&nbsp;<br>Nel maggio del '43, durante le lezioni ebraiche, Klara, rimasta senza famiglia, decise di chiedere aiuto ai soldati italiani, che la nascosero prima in una soffitta e poi in un magazzino della caserma. Nel 1943 il contingente italiano ebbe l’ordine di rientrare in patria, ma alcuni militari non vollero abbandonarla, tenendola nascosta per altre due settimane.&nbsp;<br>In seguito fu portata, vestita da soldato italiano, alla stazione ferroviaria, nascosta tra le casse di munizioni.&nbsp;<br>Arrivata in Italia, grazie all’indirizzo fornitole fa Fosco&nbsp; raggiunse la famiglia Annoni a Parma.&nbsp;<br>Protetta da Tina Annoni, sorella di Fosco, fu trasferita, con una falsa identità, al convento di Traversetolo.<br><br>Elena Renda</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:57:22 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVANNI BORROMEO(15-12-1898/24-08-1961)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Cari lettori ,&nbsp;<br>oggi vi parlerò dei "Giusti tra le Nazioni " uno di questi è Giovanni Borromeo, un genio per aver salvato tanti Ebrei in un momento critico.<br>I " Giusti tra le Nazioni " sono 36 e ognuno è ricordato per aver salvato uomini, donne e bambini non solo Ebrei ma anche Rom, Zingari e tanti altri.<br>Giovanni Borromeo è stato un medico italiano che ha ottenuto il titolo di GIUSTO per aver salvato la vita di numerosi Ebrei inventando una malattia infettiva inesistente che ha chiamato il "MORBO DI K" .&nbsp;<br>Giovanni, a diciott'anni, partecipò alla prima guerra mondiale e ha ottenuto&nbsp; una medaglia di bronzo; dopo essersi diplomato e aver vinto tre concorsi, rifiuta di prendere parte alla tessera del Partito Nazionale Fascista. Dopo l'8 Settembre, durante l'occupazione nazista, l'ospedale diviene rifugio di fuggitivi di ogni provenienza.<br>Per cosa sta la "K" di&nbsp; questa&nbsp;nuova patologia ? Forse per il morbo di Koch o quello di Kreps, ma potrebbe anche riferirsi ironicamente a Klapper, il terribile tenente colonnello comandante tedesco. Con grande coraggio e maestria nell'arte medica è stato in grado di sostenere un contraddittorio con un ufficiale medico della Wertmach che ispeziona l' ospedale dal pericolosissimo Morbo Di K , riuscendo non solo a convincere ma&nbsp;a terrorizzare i tedeschi che finiscono  pere andarsene senza avvicinarsi ai degenti .&nbsp;<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Federico Macrì</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 10:58:37 UTC</pubDate>
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         <title>Dimitar Peshev il 25 giugno 1894</title>
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         <link>https://padlet.com/nicgiusy/Testimonegentile/wish/2015604374</link>
         <description><![CDATA[<div><br>&nbsp;<strong>Ciao ragazzi,<br>&nbsp;oggi vi parlo di Dimitar Peshev che salvò più di 48.000 Ebrei, bloccando le deportazioni ad Auschwitz.<br>&nbsp;Io mi chiedo come ha fatto un uomo che aveva aderito al progetto di Hitler a riuscire a bloccare le deportazioni ad Auschwitz?<br>Lui&nbsp; era Ministro della Giustizia e successivamente&nbsp; fermò il piano segreto del governo per consegnare tutti i 48.000 Ebrei della Bulgaria ai nazisti con una lettera di protesta in parlamento con la firma di 43 deputati della maggioranza di governo, in cui si richiama solennemente lo spirito nazionale e la necessità di difendere l'onore della Bulgaria, di fronte al proprio popolo e alla storia.<br>Peshev è condannato a quindici anni di carcere duro e alla requisizione di tutti i beni. Viene liberato per amnistia dopo un anno e mezzo, ma è costretto a vivere emarginato dalla società, senza lavoro e senza mezzi di sussistenza.<br>&nbsp;Muore il 20 febbraio 1973<br>&nbsp;In occasione della prima giornata dei Giusti gli è stato regalato un albero nel giardino dei Giusti di tutto il<br>&nbsp; mondo a Milano.<br>La sua storia la conosciamo grazie&nbsp; al&nbsp; libro di Gabriele Nissim </strong><strong><em>L'uomo che fermò Hitler.<br><br>Antonio Pantano</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 11:00:55 UTC</pubDate>
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         <title>Marek Edelman (1919-2009)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Cari ragazzi della 1H,             </div><div>Oggi vi voglio parlare di un Giusto che ho ormai preso come fonte d’ispirazione per la mia vita, ovvero Marek Edelman, un’attivista politico polacco di origine ebraica. Nel 1943 fu il Vice-comandante della rivolta del Ghetto di Varsavia e si distinse per il suo coraggio e la sua determinazione durante la battaglia impari contro le truppe naziste dopo quattro mesi di assedio e di strenua resistenza degli ebrei rinchiusi nel ghetto. Pensate un po’, Marek riuscì a sfuggire alla retata delle SS passando attraverso un bunker nella parte ariana della città insieme ai pochi sopravvissuti delle squadre di combattimento. Sono terribilmente forti le parole che usò per ricordare questa esperienza: “Ero giovane, avevo un mitra in pugno, difendevo il ghetto dalle SS. O noi o loro, non c’era tempo per i sentimenti. C’era solo la certezza che contro una dittatura si può sempre e solo lottare. Io penso sempre che quando la vittima è oppressa bisogna stare dalla sua parte. Bisogna darle riparo, nasconderla, senza paura e sempre opponendosi a coloro che vogliono schiacciarla.” Grazie a tutte le sue azioni gentili e coraggiose, Marek Edelman, oggi viene ricordato nel Giardino dei Giusti di Milano. Il Giardino dei Giusti è uno spazio di dialogo e di educazione alla responsabilità personale che onora le donne e gli uomini che in ogni parte del mondo hanno aiutato le vittime dei genocidi, delle persecuzioni e dei regimi totalitari. Questo è tutto cari ragazzi, e voi, quali sono le vostre riflessioni sull’ Olocausto e sul valore dei Giusti come Edelman?</div><div><br></div><div>Gaetano</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 17:36:06 UTC</pubDate>
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         <title>Gino Bartali     (1914-2000) </title>
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         <link>https://padlet.com/nicgiusy/Testimonegentile/wish/2016428858</link>
         <description><![CDATA[<div>Carissimi, oggi vi parlo del mio giusto che è Gino Bartali nato il 18 luglio del 1914 a Ponte Ema , vicino Firenze.&nbsp;<br>Gino Bartali è stato un famoso campione di ciclismo, vincitore di Tre Giri d' Italia e due Tour de France.&nbsp;<br>Gino Bartali era un devoto cristiano e nel 1943, con l'occupazione tedesca in Italia, Gino che era un Corriere della RESISTENZA , giocò un ruolo molto importante nel salvataggio degli Ebrei. Egli infatti trasportava documenti falsi nel manubrio e nella sella della sua bicicletta, e poi li consegnava alle famiglie dei perseguitati tra il tratto tra Firenze e Assisi. Quando veniva fermato e perquisito dai soldati tedeschi, Gino chiedeva espressamente che la bici non fosse toccata giustificandosi che le diverse parti del mezzo erano state attentamente calibrate per ottenere la massima velocità nelle gare. In questo modo , Bartali riuscì a mantenere segreta la sua EROICA impresa salvando la vita ha più di 800 persone di cui anche oggi ci sono le testimonianze.&nbsp;<br>Gino Bartali si spense il 5 Maggio degli anni 2000 e una delle sue frasi più celebre fu: Il bene si fa , ma non si dice. E certe medaglie si appendono all'anima , e non alla giacca.&nbsp;<br>Ho scelto questo personaggio perché salvare la VITA a 800 persone ci vuole una grande FORZA e un grande CORAGGIO!!! Un saluto e un forte abbraccio.&nbsp;<br><br>Enrico Fiandaca&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 17:42:31 UTC</pubDate>
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         <title>GIORGIO PERLASCA 31 GENNAIO 1910</title>
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         <link>https://padlet.com/nicgiusy/Testimonegentile/wish/2016456346</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Cari ragazzi, oggi vi parlerò di GIORGIO PERLASCA uno dei giusti più importanti d’Italia che ha salvato più di 5200 ebrei. Perlasca nacque a Como il 31 gennaio 1910 e morì a Padova il 15 agosto 1992.<br></em></strong><br></div><div><strong><em>Lui aderì al fascismo, però entrate in vigore le leggi razziali che discriminavano gli ebrei Italiani, smise di essere fascista però non diventò nemmeno antifascista.<br></em></strong><br></div><div><strong><em>Secondo il suo parere non era giusto discriminare gli ebrei e decise di provare a salvarli.<br></em></strong><br></div><div><strong><em>Nel 1943 si rifugiò nell’ambasciata Spagnola di Budapest.<br></em></strong><br></div><div><strong><em>Qui assunse una nuova identità come cittadino spagnolo<br>e insieme all’ambasciatore Sanz Briz fece tutto il possibile per aiutare gli ebrei con salvacondotti e lettere di protezione internazionale. Inoltre, li aiutò a trovare alloggio in “case protette” dove i Tedeschi non potevano entrare.<br></em></strong><br></div><div><strong><em>Lo ammiro moltissimo per il suo coraggio e il suo altruismo verso il popolo Ebreo, grazie ai quali riuscì a salvare migliaia di Ebrei.<br><br>Giulio Margiotta<br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 17:55:08 UTC</pubDate>
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         <title>“Adottiamo un Giusto” … Testimone Gentile </title>
         <author>nicgiusy</author>
         <link>https://padlet.com/nicgiusy/Testimonegentile/wish/2016472088</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div>Quando si parla di Shoah, di deportazione e olocausto, da insegnante, noto un certo interesse da parte degli allievi i quali, attratti da storie di follia umana, vogliono sapere e conoscere gli aspetti più orrorifici, più macabri e crudeli che sono stati scenario in quegli anni.&nbsp;</div><div><br></div><div>Quest’anno, in seno al progetto sulla Gentilezza, la mia attenzione è andata verso la narrazione e la commemorazione degli Ebrei tutti e di coloro che sono sopravvissuti, perché aiutati da un gesto “gentile” da parte di chi non ha accettato di conformarsi ad una mentalità omicida.</div><div><br></div><div>Così si è deciso di adottare un Giusto, di abbracciarlo e sentirlo nostro, entrare in una relazione empatica con lui.&nbsp;</div><div><br></div><div>“Un uomo Giusto agisce, perché ascolta il richiamo della sua coscienza, ama gli altri, la bellezza della vita, ma per questo suo amore paga sempre un prezzo più o meno pesante nella sua esistenza e per questo suo ruolo noi siamo chiamati ad esprimere pubblicamente la nostra gratitudine”.&nbsp;</div><div><br></div><div>La classe ha appreso che Giusto tra le Nazioni è un uomo o una donna che combatte per i diritti umani, per la libertà di ciascuno, per il rispetto dell’altro.&nbsp;</div><div>Giusti non sono solo coloro che hanno salvato gli Ebrei, su cui noi ci siamo concentrati in occasione della giornata della memoria del 27 Gennaio 2022 , ma Giusti sono anche coloro che lottano contro le mafie, che si assumono una responsabilità di fronte ai cambiamenti climatici, sfidano i pregiudizi e l’indifferenza e si pongono il compito di prevenire l’odio, promuovono il dialogo e la cooperazione tra gente di provenienza, cultura e religione diversa e si oppongono al terrorismo.&nbsp;</div><div>Una lista infinita di <em>Persone</em> da cui poter prendere ispirazione e grazie alle quali oggi possiamo sperare in un mondo migliore.&nbsp;</div><div><br></div><div>Prof.ssa G. Nicolosi&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 18:02:28 UTC</pubDate>
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         <title>Metropolita Stefan Di Bulgaria (1878-1957)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/nicgiusy/Testimonegentile/wish/2016479380</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il Metropolita Stefan di Bulgaria è stato un importante rappresentante della Chiesa ortodossa bulgara. Manifestò un carattere ribelle sin da giovane, ma fu un uomo profondamente religioso. Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, si dichiarò contrario all’alleanza con il Reich e pronunciò la celebre frase:&lt;&lt;Ma dov’è la grande civiltà del popolo tedesco, se esso si fa comandare dal folle Fuhrer?&gt;&gt;. Stefan nei giornali scriveva critiche ai tedeschi e per questo ricevette pesanti minacce alle quali rispose dicendo che non era anti-tedesco e che anzi ammirava tedeschi come Thomas Mann, ovviamente citando nomi di ebrei brillanti. Predicava apertamente contro l’antisemitismo sostenendo che gli ebrei fossero fratelli dei bulgari e si oppose alla loro deportazione. Fu sostenuto da altri importanti membri della Chiesa bulgara con i quali inviò una lettera al re della Bulgaria dicendo che, se non avesse fermato i treni, sarebbe stato scomunicato. Così vennero salvati 48mila ebrei.</div><div>Quest’ uomo è un grande esempio di libertà e di come sia sempre possibile opporsi contro ogni tentativo di oppressione. È pertanto un modello di vita per tutti gli uomini.<br>Ludovico Cipriani</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 18:05:57 UTC</pubDate>
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