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      <title>L&#39; Ambiente by Giuseppe Gallo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-26 07:28:37 UTC</pubDate>
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         <title>CAUSE E CONSEGUENZE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE</title>
         <author>giuseppegallo060</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppegallo060/hhoymvwyk6xezn8r/wish/594194508</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>riscaldamento globale o global warming</strong> è un fenomeno, definito anche <strong>riscaldamento o surriscaldamento climatico</strong>, che indica il cambiamento del clima del pianeta e più precisamente il brusco innalzamento della temperatura terrestre sviluppatosi a partire dal <strong>XIX secolo</strong> e tutt’ora in corso.</div><div>Come evidenziato dal quarto rapporto dell’<strong>Intergovernmental panel on climate change </strong>del 2007, la temperatura media della superficie terrestre sarebbe aumentata di <strong>0,7 ± 0,2 °C</strong> nel corso del <strong>XX secolo</strong>, con un picco massimo concentrato soprattutto nell’emisfero settentrionale e in misura maggiore sulla terraferma, mentre la zona del polo sud manifesterebbe la tendenza opposta al raffreddamento.</div><div>Questo pericoloso mutamento climatico e i violenti fenomeni atmosferici ad esso connessi sono attribuiti dalla comunità scientifica per la maggior parte all’uomo ma l’opinione pubblica continua ad essere divisa sull’argomento, divenuto oramai oggetto di un vero e proprio dibattito politico.</div><div>Alcuni ricercatori si mostrano ancora scettici sull’attribuire le <strong>cause del riscaldamento globale</strong> esclusivamente a <strong>fattori antropici</strong> e affermano che la variazione della temperatura e i cambiamenti climatici in atto siano da ricercarsi in <strong>fattori naturali</strong>.</div><div>In realtà, dalla fine del XX secolo ad oggi, l’innalzamento della temperatura di ben sette gradi è stato talmente repentino da poter essere attribuito esclusivamente a cause del tutto naturali.</div><div><strong>Inquinamento e gas ad effetto serra,</strong> la <strong>deforestazione,</strong> le <strong>attività agricole intensive</strong> sono solo alcuni dei fattori che contribuiscono in modo netto ad un aumento della temperatura globale.</div><div>Proprio per questo motivo appare difficile credere, essendo attività legate all’azione dell’uomo, che i fattori antropici non siano tra le <strong>cause del surriscaldamento globale</strong>, come alcuni studiosi avrebbero ipotizzato.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 07:54:44 UTC</pubDate>
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         <title>EFFETTO SERRA</title>
         <author>giuseppegallo060</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppegallo060/hhoymvwyk6xezn8r/wish/594196591</link>
         <description><![CDATA[<div>La comunità scientifica internazionale è concorde nell’attribuire la principale <strong>causa del riscaldamento globale</strong> alla crescente quantità di <strong>gas serra</strong>, e dunque al conseguente <strong>incremento dell’effetto serra</strong>, fattori legati prettamente all’ attività umana e alle crescenti attività industriali.</div><div>In particolare l’eccessivo sfruttamento dei combustibili fossili e le sempre crescenti attività di deforestazione sono responsabili dell’emissione di elevate quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, considerata uno dei principali gas che causano il <strong>surriscaldamento globale</strong>.</div><div>Tuttavia sono attive alcune posizioni meno estremiste che tendono ad attribuire l’attuale surriscaldamento terrestre solo parzialmente all’azione dell’uomo, individuando in fattori naturali, come le normali variazioni climatiche, una delle principali <strong>cause del riscaldamento globale</strong>.</div><div>In realtà, se è vero che i raggi del sole determinano in modo naturale un innalzamento delle temperature del pianeta generando il <strong>surriscaldamento globale</strong>, è indubbio che l’azione dell’uomo negli ultimi anni abbia contribuito in modo significativo a questo fenomeno.</div><div>Lo stesso sfruttamento dei combustibili fossili, a cui finora abbiamo solamente accennato, genera di fatto temperature più alte nell’atmosfera, aumentando la produzione delle emissioni naturali e conducendo ad un ulteriore riscaldamento dell’aria.</div><div>Questo è soltanto uno degli aspetti che riguardano l’azione dell’uomo e che giustificano la teoria sostenuta nel tempo dalla comunità scientifica sul ruolo dei fattori antropici nel surriscaldamento della terra.</div><div>I cambiamenti climatici sono stati analizzati, infatti, in modo dettagliato proprio negli ultimi 50 anni, in concomitanza con l’incremento delle attività industriali.</div><div>L’osservazione dell’alta troposfera ha permesso di rilevare che la maggior parte dei fattori in cui si individuano le <strong>cause del riscaldamento globale</strong> sono da attribuirsi all’uomo, essi sono:</div><ul><li><strong>Aumento dei gas serra nell’atmosfera</strong></li><li><strong>Deforestazione</strong></li><li><strong>Allevamenti intensivi</strong></li></ul><div>Tra le <strong>cause naturali del surriscaldamento globale</strong>, sono, invece, stati individuati l’<strong>attività solare </strong>o altri fattori cosmici, ma lo stesso rapporto dell’<strong>Intergovernmental panel on climate Change (IPCC) </strong>afferma nelle sue conclusioni che solo per un <strong>5% </strong>gli aumenti climatici possono essere ricondotti a cause naturali, la restante percentuale sarebbe responsabilità dell’uomo.</div><div><br></div><div><br></div><div>Riscaldamento globale: i gas serra e l’effetto serra</div><div>I <strong>gas serra</strong> sono naturalmente presenti nell’atmosfera ed hanno l’importante ruolo di catturare il calore emesso sulla terra dalle radiazioni solari, intrappolandolo nell’atmosfera per impedirgli di tornare nello spazio.</div><div>L’<strong>effetto serra</strong>, ossia quel processo secondo cui la terra è in grado di mantenere una temperatura ideale per lo sviluppo della vita, è resa possibile appunto da questi <strong>gas</strong>, tra i principali troviamo:</div><ul><li><strong>vapore acqueo</strong>, che rappresenta il 50% dei gas serra e incide sull’effetto serra in percentuali variabili dal 37% al 70%;</li><li><strong>anidride carbonica </strong>(CO<sub>2</sub>), responsabile dell’effetto serra in percentuale variabile tra il 9% e il 26%;</li><li><strong>metano </strong>(CH<sub>4</sub>), che incide sull’effetto serra per il 4%-9%;</li><li><strong>ozono </strong>(O<sub>3</sub>), responsabile dell’effetto serra per il 3%-7%.</li></ul><div>In particolare la concentrazione del solo <strong>gas metano</strong> nell’atmosfera è aumentata da <strong>700 ppm</strong> (parti per miliardo) degli anni <strong>1000-1750 a 1.750 ppm del 2000</strong>, con un <strong>incremento pari al 150%</strong>.</div><div>L’<strong>anidride</strong> <strong>carbonica</strong>, invece, ha subito un <strong>incremento pari al 37,5%,</strong> passando da <strong>280 ppm del Settecento a 385 ppm attuali</strong>, raggiungendo, purtroppo, il valore più alto degli ultimi 650.000 anni.</div><div>La correlazione tra <strong>CO</strong><strong><sub>2</sub></strong><strong> e riscaldamento globale</strong> è stata evidenziata già dalla fine dell’Ottocento, quando <strong>Arrhenius</strong>, un chimico svedese, premio nobel per la chimica, studiò le possibili cause dell’alterazione dell’effetto serra.</div><div>Nelle sue ricerche evidenzio che una quantità doppia di anidride carbonica emessa nell’aria avrebbe potuto causare un <strong>innalzamento della temperatura globale di ben 5°</strong> e ne attribuì la causa alle attività umane, responsabili di immettere elevate quantità di CO<sub>2,</sub></div><div>L’<strong>effetto serra</strong>, la cui definizione fu introdotta per la prima volta nel 1827, è dunque un fenomeno naturale originato da un insieme di meccanismi che permette alla temperatura della terra di innalzarsi ad un livello superiore rispetto a quella che si avrebbe per equilibrio radioattivo.</div><div>Tuttavia, tale equilibrio è stato nel tempo modificato notevolmente dall’uomo, che a partire dalla rivoluzione industriale, con le sue attività, ha causato un <strong>incremento dei gas serra</strong> presenti nell’atmosfera.</div><div>A differenza del periodo carbonifero, dove lo sfruttamento dei combustibili fossili permise di mantenere l’anidride carbonica nel sottosuolo, trasformandola in petrolio o gas naturale o carbone, con la rivoluzione industriale la combustione dei giacimenti fossili ha generato il processo inverso sprigionando <strong>27 miliardi di tonnellate annue di anidride carbonica</strong>.</div><div>Ed è proprio negli ultimi 200 anni, infatti, che la concentrazione di <strong>anidride carbonica</strong>, è aumentata del <strong>36% rispetto al 1750</strong>, così come il <strong>gas metano</strong>, che ha subito una vera e propria impennata con percentuali di <strong>aumento pari al 148%,</strong> con conseguenze del tutto negative per l’ambiente e per la salubrità dell’aria.</div><div>Riscaldamento globale: deforestazione e allevamenti intensivi</div><div>Le emissioni di gas nocivi, generate dall’eccessivo sfruttamento dei combustibili fossili possono essere riassorbite solo in parte dalla biomassa vegetale e dalle alghe degli oceani a causa della <strong>deforestazione</strong>, uno dei fattori a cui si attribuisce, infatti, il <strong>surriscaldamento</strong> del pianeta.</div><div>Se gli attuali valori di anidride carbonica presenti nell’atmosfera sono più alti di quelli registrati 20 milioni di anni fa è dovuto anche all’eccessivo sfruttamento della superficie terrestre da parte dell’uomo, che ha causato con la deforestazione una netta riduzione dei vegetali in grado di riassorbirla.</div><div>Fin dall’epoca neolitica la rivoluzione agricola condotta dall’uomo ha totalmente modificato il paesaggio, prima trasformando i boschi in campi e successivamente i campi in città.</div><div>Il fenomeno assume una portata globale in quanto proprio la riduzione degli spazi forestali diminuisce la capacità di assorbimento dell’anidride carbonica da parte della biosfera, ne aumenta la concentrazione nell’atmosfera e genera quindi l’effetto serra.</div><div><strong>Deforestazione e desertificazione</strong>, per questo motivo, incidono negativamente sulle condizioni climatiche e meteorologiche, con conseguenze dannose sulla vita animale e umana.</div><div>Purtroppo la situazione non sembra migliorare, a tal punto che oggi la deforestazione rappresenta uno dei problemi principali dell’Amazzonia e continua ad aggravarsi negli anni, anche a causa dell’aumento della produzione di metano dovuta al processo di fermentazione degli allevamenti intensivi.</div><div>In conclusione potremmo affermare che, se da una parte l’aumento dei <strong>gas serra</strong>, e quindi dell’<strong>effetto serra</strong>, concorre in larga misura al <strong>riscaldamento globale</strong>, non si può imputare ad essi la responsabilità totale delle variazioni climatiche.</div><div>Oltre a fattori legati prettamente alle attività umane, come l’aumento dello sfruttamento dei combustibili fossili, la crescita della popolazione, l’agricoltura intensiva e la deforestazione, il riscaldamento climatico è da attribuirsi anche a <strong>fattori naturali</strong> quali il surriscaldamento dell’oceano ma soprattutto all’attività solare.</div><div>Riscaldamento globale: attività solare e fattori cosmici</div><div>Tra le <strong>cause naturali dei cambiamenti climatici</strong> si possono includere le <strong>variazioni nelle emissioni solari</strong>, per quanto gli effetti sull’aumento della temperatura globale siano ancora considerati di lieve entità da parecchi studi.</div><div>In realtà gli effetti dei raggi solari sull’atmosfera sembrano essere completamenti diversi da quelli esercitati dai gas serra, per quanto entrambi riscaldino la superficie terrestre e la sua porzione di troposfera.</div><div>Se, infatti, da una parte, i <strong>gas serra</strong> agiscono direttamente sulla stratosfera causandone il raffreddamento, l’attività solare genera, al contrario, un surriscaldamento della stessa.</div><div>Tra le ipotesi avanzate e le ricerche condotte le più accreditate attribuiscono la responsabilità di alcuni cambiamenti climatici all’<strong>attività magnetica del sole</strong>, che influenzerebbe le radiazioni cosmiche e la formazione delle nubi di condensa, per quanto ciò sembra avere un ruolo marginale sul riscaldamento globale.</div><div>Riscaldamento globale: alcune conseguenze</div><div>I fattori elencati, dalla riduzione delle aree boschive alla sempre crescente emissione di gas tossici, oltre a generare un <strong>incremento notevole dell’effetto serra</strong> e del <strong>surriscaldamento globale</strong>, rappresentano un pericolo per l’intero ecosistema.</div><div>Lo <strong>scioglimento dei ghiacciai artici e l’aumento del volume degli oceani</strong>, così come l’aumento di <strong>inondazioni ed esondazioni fluviali</strong> sono soltanto alcune delle <strong>conseguenze </strong>previste generate dal fenomeno di <strong>surriscaldamento globale</strong>.</div><div>Diversi impatti climatici in tutta Europa rischiano di mettere a rischio biodiversità e faune terrestri, mentre le temperature anomale delle acque oceaniche provocano ondate di calore che, a loro volta, potrebbero essere causa di frequenti episodi di siccità o di alluvioni.</div><div>Non è dato prevedere le conseguenze a lungo termine del surriscaldamento globale ma di sicuro possiamo evitarne buona parte con una buona consapevolezza di risparmio ed un maggiore rispetto per l’ambiente.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 07:56:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuseppegallo060</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppegallo060/hhoymvwyk6xezn8r/wish/594218882</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>CONSIGLI PER DIFENDERE L'AMBIENTE<br></strong>Rispettare l'ambiente non è una questione che riguarda solo i governi e la politica ambientale. La poca cura o attenzione per la natura sono problemi che dovrebbero far riflettere in primis le popolazioni mondiali, la gente comune. Il rispetto dell'ambiente rappresenta una priorità, soprattutto in una società prevalentemente urbanizzata e legata a stili di vita frenetici. E dato che ogni grande cambiamento è possibile solo con piccoli passi fatti nella quotidianità, ecco <strong>10 idee e consigli</strong> per contribuire alla <strong>salvaguardia dell'ambiente</strong> e... migliorare la propria vita!<br><strong>1. Ridurre il consumo di energia elettrica</strong><br>Le nostre <strong>case</strong> sono piene di oggetti tecnologici avidi di <strong>energia elettrica</strong>. Molti <strong>elettrodomestici </strong>e oggetti informatici sono indispensabili per una vita più riposante o anche per svolgere attività lavorative quotidiane, tuttavia spesso, per <strong>abitudini sbagliate</strong> o distrazioni, c'è un dispendio di energia eccessivo. </div><div>Bastano piccoli accorgimenti per ridurre il consumo di energia elettrica e risparmiare qualche soldino:<br><br>•<strong>spegnere le luci</strong> nelle stanze dove non c'è gente<br>•<strong>utilizzare lampadine a risparmio energetico:</strong> nonostante il prezzo possa sembrare eccessivo rispetto ad una normale lampadina, la durata è maggiore (di ben 10 volte) e consentono di risparmiare corrente e abbassare il costo delle bollette (consumano 5 volte meno)<br>•evitare di lasciare il <strong>cellulare</strong>, il tablet o il PC portatile <strong>in carica</strong> per diverso tempo oltre il necessario. Spesso accade di lasciare attaccati alla presa i dispositivi che necessitano di ricarica elettrica anche ben oltre il 100%. Bastano un paio d'ore per ricaricare uno smartphone, ad esempio, dopodiché il tempo trascorso vicino alla presa è uno spreco di energia e di soldi<br>•non lasciare la <strong>televisione</strong> in modalità <strong>stand by</strong><br>•utilizzare gli <strong>elettrodomestici</strong> negli <strong>orari</strong> in cui si spende meno e utilizzare i <strong>programmi eco </strong>lì dove presenti (lavatrici e lavastoviglie)<br>•lavare i panni in <strong>lavatrice</strong> a <strong>temperature basse</strong>: un lavaggio a 40° è sufficiente per mantenere puliti i vestiti. Al massimo si può aggiungere della soda, un additivo naturale, per migliorare le prestazioni contro lo sporco più ostinato.</div><div><strong>2. Non sprecare l'acqua</strong><br>Il <strong>risparmio dell'acqua</strong> è, al pari di quello energetico, fondamentale per la salvaguardia ambientale. Oltre che controllare sempre tubature difettose e rubinetti perdenti, sarebbe opportuno anche limitare il più possibile <strong>l'acqua in bottiglia</strong> acquistata in negozio, lì dove quella della fontana di casa risulti potabile. </div><div>Acquistare l'acqua al supermercato, infatti, aumenta l'inquinamento atmosferico prodotto dalle emissioni inquinanti dei veicoli a motore durante il trasporto e immette nell'ambiente <strong>plastica </strong>in abbondanza.</div><div><strong>3. Utilizzare borse di stoffa</strong><br>A proposito di plastica, le <strong>buste </strong>utilizzate per la spesa sono quanto di più inquinante per l'ambiente, e per la vita di moltissimi animali, possa esistere. Si possono sostituire con quelle di <strong>stoffa</strong>, più resistenti e utilizzabili un numero maggiore di volte, di cui esistono anche le versioni impermeabili per essere utilizzate in ogni stagione. Sono ripiegabili, comode e si infilano facilmente in borsa. Al limite è possibile fare la spesa con le buste <strong>biodegradabili</strong>, fornite ormai da moltissimi negozi e supermercati.</div><div><strong>4. Riciclare, riciclare, riciclare</strong><br>Il <strong>riciclo</strong> è la base di uno stile di vita sostenibile. Esistono due tipi di riciclo. Quello <strong>personale</strong>, fatto in casa, si fa riutilizzando in qualche altra maniera oggetti che hanno esaurito la propria utilità nella loro mansione principale. Barattoli di vetro, contenitori, bustine di tè, bucce di frutta e ortaggi, tutto si può riutilizzare con intelligenza.</div><div>L'altro tipo di riciclo è quello della <strong>raccolta differenziata</strong>. La maggior parte dei Comuni in Italia prevede ormai questo tipo di smaltimento dei rifiuti e molti si attrezzano sempre meglio per includere nel materiale da riutilizzare quante più cose possibili, anche molta della spazzatura che qualche mese fa veniva inclusa nell'indifferenziato. La raccolta differenziata dà una grossa mano all'ambiente, permette di evitare che gli sprechi vadano persi per sempre e che molti materiali ancora buoni non vengano riutilizzati, ricominciando il proprio ciclo di vita.</div><div><strong>5. Attenzione ai pannolini e agli assorbenti</strong><br>I <strong>pannolini</strong>? Inquinano? Sì, decisamente, ma soprattutto sono <strong>difficilissimi</strong> da <strong>smaltire </strong>(impiegano 500 anni!). Esistono altri modi, anche meno costosi, per tenere puliti adulti e bambini: pannolini lavabili o <strong>eco-compatibili.</strong><br>Anche i prodotti indirizzati al pubblico femminile non possono essere riciclati e vanno direttamente nel secchio dell'indifferenziato. Le aziende produttrici si sono attrezzate da questo punto di vista e propongono prodotti <strong>biodegradabili</strong> e ipo-allergenici. Dopo averli utilizzati si possono mettere nel secchio dell'umido come un qualunque altro rifiuto organico.</div><div><strong>6. Riscaldamento ottimizzato</strong><br>Una <strong>casa calda</strong> è l'obiettivo di tutti quando si accendono i riscaldamenti, ma è possibile riscaldarsi anche <strong>ottimizzando</strong> i consumi. La moderna tecnologia offre <strong>termostati intelligenti</strong> in grado di gestire autonomamente l'accensione e lo spegnimento dei riscaldamenti in casa, tenendo presente anche esigenze di tipo ecologico. </div><div>Tuttavia è possibile anche gestirsi da sé, conservando il più possibile il calore generato dai termosifoni. Come? Installando <strong>infissi a doppio vetro</strong>, ad esempio, oppure, tramite incentivi statali effettuare <strong>lavori</strong> alla propria casa per intervenire su muri e tetti e migliorarne l'efficienza energetica. Con questi accorgimenti è possibile <strong>ammortizzare</strong> le <strong>spese</strong> risparmiando notevolmente su luce e gas, sia nei mesi caldi che in quelli freddi.</div><div><strong>7. I mezzi pubblici, le auto elettriche e il carpooling</strong><br>Quando possibile, andare a lavoro con i <strong>mezzi pubblici</strong> vi permetterebbe di risparmiare soldi, stress e dare una mano all'ambiente limitando le emissioni nocive e l'inquinamento atmosferico. Autobus, tram, treno, metropolitana sono presenti in tutte le grandi e piccole città italiane: si tratta solo di cambiare le nostre abitudini.</div><div>Anche il mondo <strong>automobilistico</strong> sta pian piano comprendendo che le risorse energetiche basate sul petrolio stanno portando il pianeta ad un livello di inquinamento eccessivo. L'<strong>auto ecologica</strong> per antonomasia, almeno al momento, esiste, ed è quella <strong>elettrica</strong>. Di ampia diffusione in abbinata con un motore a benzina, meno diffusa dotata esclusivamente del motore più ecologico che ci sia, quello totalmente elettrico. I prezzi delle auto esclusivamente elettriche sono ancora abbastanza alti, ma è importante iniziare e creare una <a href="https://www.pirelli.com/global/it-it/life/pollici-alzati-per-il-car-sharing-ecologico"><strong><em>cultura del trasporto</em></strong></a> quanto meno dipendente possibile dai combustibili fossili.<br><br>Un altro modo per generare meno inquinamento atmosferico rispetto all'utilizzo quotidiano della propria automobile è il <strong>carpooling</strong>. Quante volte la mattina si vedono persone in fila in auto sulle strade delle città italiane senza passeggeri. Da sole. Condividere i viaggi con altra gente è facilissimo con le app e i servizi online e consentirebbe di limitare lo smog e il traffico, e non di poco! Ovviamente si possono <strong>condividere</strong> i percorsi anche per andare a scuola, fare la spesa o andare in vacanza. In alternativa vi suggeriamo una bella e comoda <a href="https://www.pirelli.com/global/it-it/road/le-5-migliori-bici-innovative"><strong><em>bicicletta</em></strong></a>!</div><div><strong>8. Vita green in casa</strong><br>Le <strong>faccende di casa</strong> occupano gran parte del tempo delle casalinghe e delle famiglie. Cambiare le proprie abitudini, fare acquisti consapevoli e faccende eco non è difficile. La cosiddetta <strong>pulizia verde</strong> è importantissima per non inquinare falde acquifere, terreni e rendere la vita di molti animali più semplice. Esistono in commercio <strong>detersivi ecologici</strong>, strumenti di pulizia riciclabili o, comunque, non dannosi per l'ambiente e si possono creare facilmente in casa <strong>prodotti naturali</strong> per la pulizia. Aceto bianco, bicarbonato, olii essenziali, acido citrico (il succo degli agrumi) e tanti altri ingredienti consentono di mettere in pratica <strong>idee green</strong> salva ambiente.</div><div><strong>9. L'alimentazione</strong><br><strong>Salvaguardare</strong> l'ambiente e la <strong>salute</strong> in un colpo solo. Questo significa <strong>mangiare intelligente</strong>. In che modo? Scegliere per la propria dieta quotidiana <strong>alimenti di stagione e a km 0</strong>, ad esempio, o comunque prodotti il più possibile vicino alla propria zona di residenza. Gli alimenti troppo esotici, oltre a perdere gran parte del proprio valore nutritivo a causa dei lunghi viaggi e dei trattamenti a cui sono sottoposti, costano molto e il loro utilizzo contribuisce ad un maggior inquinamento a causa del trasporto.</div><div>Altri modi per evitare un forte impatto sull'inquinamento con il trasporto di cibo da posti lontani sono:<br>•<strong>coltivare un orto</strong>, anche sul proprio balcone se non si ha a disposizione un giardino con della terra per le piante.<br>•partecipare ai <strong>gruppi di acquisto</strong> di prodotti locali all'ingrosso. Risparmio economico, riduzione dei passaggi dal produttore al consumatore e maggiore controllo sulla qualità degli alimenti.</div><div><strong>10. La spesa intelligente</strong><br>Quando si fa la <strong>spesa</strong> ci si rende subito conto di quanti <strong>imballaggi</strong> e scatole vengano utilizzati per confezionare i prodotti. Pensandoci un attimo è possibile capire quanti di questi potrebbero essere eliminati perché totalmente inutili. Se le aziende vendessero <strong>prodotti sfusi</strong> sarebbe possibile eliminare almeno il 50% dell'immondizia prodotta da una famiglia normale. In questo caso è necessario che sia chi ha a cuore l'ambiente e, di conseguenza, la propria vita e quella dei propri bambini, a darsi da fare. Sono molti i supermercati e i negozi che propongono alimenti sfusi, come cereali, cibo per animali, pasta, legumi e caffè, ma anche detersivi e tanto altro. Anche molte bibite vengono offerte <strong>alla spina</strong>, ad esempio il vino, i succhi di frutta e il latte, dov'è l'acquirente a decidere quanto liquido versare nei contenitori biodegradabili offerti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 08:11:10 UTC</pubDate>
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         <author>giuseppegallo060</author>
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         <description><![CDATA[<div>La nostra terra si sta ammalando!!!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-02 16:34:36 UTC</pubDate>
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         <author>mariannacolaci</author>
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