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      <title>Fake news: tra XVII e XXI secolo by Corrado, Conca, Sozzini, Sy, Vivona</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-02 17:35:18 UTC</pubDate>
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         <title>Diffusione</title>
         <author>elenasofia99</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lungo la striscia di territorio lombardo percorsa dall'esercito dei Lanzichenecchi già nell'autunno del 1629 la peste inizia a diffondersi e a provocare vittime sporadiche. Le autorità però sottovalutano gli eventi e non prendono provvedimenti. Alla fine del marzo 1630 la peste inizia a mietere vittime un po' ovunque in città con i malati che manifestano i sintomi inconfondibili della malattia quali bubboni, febbri violente e improvvise, delirio. Il popolo rifiuta l'idea che possa trattarsi di peste: i medici che sostengono si tratti di tale malattia vengono additati come nemici della patria e accusati di spargere false notizie sulla peste per dar lavoro ai dottori. I medici contrari all'idea della peste danno ora un altro nome al male e parlano di febbri maligne e pestilenziali, il che però è solo un inganno verbale e impedisce di capire che il contagio si propaga ormai per contatto tra le persone. I malati vengono inseriti nel lazzaretto, ma la situazione diviene ogni giorno più ingovernabile ed è sempre più difficile mantenere l'ordine e le separazioni fra i malati; il Tribunale e i magistrati decidono allora di affidarne la guida ai padri cappuccini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-02 19:14:04 UTC</pubDate>
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         <title>Iniziano a circolare le prime dicerie sugli &quot;untori&quot;</title>
         <author>elenasofia99</author>
         <link>https://padlet.com/elenasofia99/hgpjukejb269/wish/193188973</link>
         <description><![CDATA[<div>Ovviamente il diffondersi della peste e del contagio attraverso il semplice contatto coi malati fa svanire l'incredulità verso la malattia, specie quando essa inizia a colpire non solo tra i poveri della città ma anche tra le classi sociali più agiate. Tuttavia tra il popolo inizia allora a diffondersi un'altra pericolosa convinzione e cioè che la peste sia in realtà causata da sostanze venefiche sparse volontariamente da imprecisati individui, idea assurda che però trae alimento dalla superstizione e dalla credenza in pratiche magiche allora diffusa in tutta Europa. <br>Inoltre si credeva che re Filippo IV l'anno precedente avesse inviato un dispaccio al governatore per avvertirlo che quattro frati francesi, sospettati di spargere unguenti velenosi, erano scappati da Madrid ed erano forse diretti a Milano, fatto che ora sembra confermare i peggiori sospetti. Tale lettera risulta però inventata e le dicerie sulla sua esistenza si diffusero a causa della diffusione a Milano la notizia dell'arresto di alcuni frati francesi e anche di un tale che «aveva portato qua in ampolla della peste». Si appurò però che tali frati portavano con sé solo alcuni innocui medicamenti contro il mal di stomaco. La sera del 17 maggio 1630 si verifica poi un fatto banale, ma che contribuisce ad accrescere e alimentare la paura del popolo: alcuni testimoni credono di vedere delle persone nel duomo di Milano ungere un'asse che fa da parete divisoria tra i fedeli dei due sessi, per cui essa e le panche vicine vengono portate fuori dalla chiesa ed esaminate poi dal presidente della Sanità e alcuni suoi ufficiali, che non rilevano nulla di sospetto. L'asse e le panche per eccesso di cautela vengono lavate accuratamente e tale operazione desta molto allarmismo tra il popolo, che inizia a raccontare storie incredibili sul fatto che tutto nel duomo sia stato "unto" per diffondervi la peste, cosa che viene data per scontata in molti documenti dell'epoca e creduta anche da persone istruite.<br>La mattina del 18 maggio si verifica un nuovo inquietante episodio, che seppure inspiegabile contribuisce ad avvalorare l'ipotesi dell'esistenza degli "untori": un lungo tratto delle mura di Milano appare imbrattato di una strana sostanza giallastra, come se qualcuno l'avesse sparsa appositamente con delle spugne. Il fatto è attestato nei documenti dell'epoca in modo tale da lasciare pochi dubbi sulla realtà dell'episodio, anche se è impossibile stabilire se fu un macabro scherzo o il deliberato tentativo di diffondere il terrore tra i Milanesi; nella città si diffonde una specie di psicosi che si impadronisce delle persone che sospettano di tutti gli stranieri e ne catturano molti per semplici sospetti, conducendoli poi alla giustizia. Tra le persone comuni si inizia a parlare di "untori".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-02 19:36:47 UTC</pubDate>
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         <title>Perché attecchiscono</title>
         <author>elenasofia99</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>complessità della società in cui viviamo, di fronte ai cui continui input il cervello tende a semplificare, evitando troppi sforzi di elaborazione. </li></ul><div><br></div><ul><li>se qualcosa, in questo caso una notizia, “ci piace”, sarà più semplice considerarla valida. Pur essendo esseri fatti di razionalità ed emotività, è l’area del cervello deputata a quest’ultima la prima ad attivarsi di fronte a un impulso, e con essa quei <em>bias di conferma </em>verso le fonti che ci assecondano, alla ricerca di una coerenza narrativa molto difficile da scalfire una volta formatasi.</li></ul><div><br></div><ul><li>le convinzioni personali sono influenzate dai nostri punti di riferimento e il credito che diamo ad una notizia aumenta in base all’affinità con il contesto da cui questa proviene. L’influenza della propria cerchia sociale sui social viene enormemente enfatizzata dalla cosiddetta <em>filter bubble</em>: è un algoritmo a suggerci cosa leggere in base alle informazioni recepite su di noi e a restituirci proposte che non si allontaneranno da ciò che già pensiamo.</li></ul><div><br></div><ul><li>Sfiducia verso le figure di riferimento tradizionali, siano esse istituzioni, media o studiosi: è il principale effetto collaterale di quella “democratizzazione” del sapere che internet, facilitando come mai prima l’accesso all’informazione, ha rappresentato.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-02 19:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>Origine e diffusione </title>
         <author>elenasofia99</author>
         <link>https://padlet.com/elenasofia99/hgpjukejb269/wish/193302354</link>
         <description><![CDATA[<div>Generatasi da disinformazione, superstizione e ambiguità delle notizie, causata dalla mancanza di efficaci e veloci strumenti di comunicazione di massa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 08:04:08 UTC</pubDate>
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         <title>Perché attecchì </title>
         <author>elenasofia99</author>
         <link>https://padlet.com/elenasofia99/hgpjukejb269/wish/193302981</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>alto tasso di <em>analfabetismo </em>che impedisce alla maggioranza della popolazione di vagliare le poche informazioni che le giungono con spirito critico</li><li>necessità di trovare una spiegazione a un evento misterioso e un capro espiatorio su cui addossare rabbia e frustrazione</li><li>mancanza di strumenti scientifici per spiegare il fenomeno</li><li>si verificarono realmente episodi che sembravano confermare l'ipotesi (muri imbrattati).</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 08:07:06 UTC</pubDate>
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         <title>Origini e cause della loro diffusione oggi</title>
         <author>elenasofia99</author>
         <link>https://padlet.com/elenasofia99/hgpjukejb269/wish/193303332</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>circolazione delle informazioni in tempi sempre più brevi e a raggio sempre più ampio</li><li>diffusione di notizie attraverso internet, soprattutto attraverso i social, che diventano spesso amplificatori di notizie non attendibili</li><li>le persone si informano in breve tempo in siti che frequentano abitualmente e non sempre affidabili. Infatti notizie approfondite richiedono alti costi che non sono coperti dai ricavi che giungono dalle pubblicità online; questo genera il fenomeno del <em>click-baiting</em>: l'utilizzo di titoli ingannevoli per attirare maggiori visualizzazioni che portino a maggiori introiti pubblicitari&nbsp;</li><li>instaurazione di un processo produttivo dell’informazione che allontana colui che produce la notizia da chi la diffonde</li><li>possibilità di diffondere notizie alla portata di tutti attraverso strumenti di comunicazione di massa (es. internet). Ciò porta ad una scarsa attendibilità e ad un aumento all'aumento del rischio di fake news.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 08:08:54 UTC</pubDate>
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