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      <title>Confronto fake news e untori dei Promessi sposi by noemi</title>
      <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4</link>
      <description>Realizzato da Noemi Bardelli, Elisa Del Giudice, Francesca Basili, Ravi Kanapeddalla</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-03 13:50:04 UTC</pubDate>
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         <title>Chi erano gli untori?</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193431830</link>
         <description><![CDATA[<div>La paura per il contagio che mieteva vittime sempre più numerose in città fece nascere nuovi pregiudizi e iniziò così a diffondersi l'assurda credenza che alcuni uomini spargessero appositamente unguenti venefici per propagare la peste, personaggi immaginari noti col nome famigerato di untori: tale diceria non era alimentata solo dalla superstizione e dall'ignoranza popolare, ma trovava conferma anche nelle teorie di molti "dotti" del tempo e si rifaceva a fatti simili che, si narrava, erano avvenuti in altri paesi d'Europa in occasione di analoghe pestilenze (compresa quella di Milano del 1576). Manzoni cita due episodi emblematici di come il furore popolare fosse tragicamente in cerca di capri espiatori della peste: un vecchio che spolverava una panca in chiesa prima di sedervisi venne accusato di essere un untore, linciato senza pietà e trascinato in carcere dove probabilmente morì per le percosse; tre giovani francesi, nell'atto di osservare il duomo e di toccarne il marmo con una mano, subirono lo stesso trattamento da parte della folla e furono condotti al palazzo di giustizia, dove fortunatamente furono scagionati e liberati. Giangiacomo Mora e Guglielmo Piazza vennero accusati di essere untori e condannati a morte, dopo che le loro confessioni erano state estorte con la tortura: Manzoni ricostruisce la vicenda giudiziaria nella Storia della colonna infame, il saggio storico pubblicato in appendice al romanzo e il cui contenuto è brevemente accennato alla fine del cap. XXXII.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:01:17 UTC</pubDate>
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         <title>Che differenze ci sono rispetto ad ora?</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193433175</link>
         <description><![CDATA[<div> Grazie alle notizie sul web, sul telegiornale e sulla stampa I cittadini possono rimanere costantemente aggiornati. Però non sempre le notizie dicono il vero. Anche nei secoli precedenti tale problema era presente. Manzoni nel capitolo 31 e 32 dei “ Promessi Sposi” riporta il caso del processo agli untori. L’autore mostra che tutto iniziò dalla segnalazione infondata del re Filippo lV che avvertì che da Madrid erano scappati 4 francesi ricercati perché sospettati di spargere unguenti. Tale avviso si diffuse tra il popolo milanese. Con il passare del tempo furono arrestati tanti innocenti. Manzoni narra la vicenda di un anziano che mentre stava pulendo con il mantello la panca venne accusato di ungerla. Nonostante la grande distanza di tempo tali problematiche sono ancora presenti. Oggi vengono chiamate fake news. Il 18 settembre 2017 morì Paul Horner denominato il re delle fake news. Egli infatti diffondendo false notizie ha influenzato le elezioni americane. Egli in un’intervista affermò che la gente continuava a non verificare la veridicità delle sue notizie appunto perché i suoi lettori credevano a tutto ciò che diceva. Ciò riporta al comportamento delle masse che accusarono senza una valida motivazione degli innocenti durante la peste del 1630. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:03:15 UTC</pubDate>
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         <title>La storia degli untori.</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193437053</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel Ducato di Milano allora amministrato dagli spagnoli, una connessione tra peste e utilizzo di unguenti si presentò in occasione della peste del 1576. Corse voce che qualcuno andava «ongendo i cadenacci e ferri delle porte delle case» utilizzando unguenti pestiferi e «ne furono trovati molti»; si sospettò che qualcuno volesse «mantenere il male nella città per arricchirsi delle spoglie de morti». Per individuare i responsabili vennero promessi 500 scudi di ricompensa con una grida. Poiché continuò l'ungimento delle porte e ce ne furono molte altre, la grida fu rinnovata il 19 settembre 1576 per cercare di individuare i responsabili.&nbsp;<br>Il 9 febbraio 1629 si diffuse a Milano la notizia dell'arresto di alcuni frati francesi e anche di un tale che aveva portato la peste.&nbsp; Si appurò che il tale era Girolamo Buonincontro, frate proveniente da Ginevra, e che portava con sé solo alcuni innocui medicamenti contro il mal di stomaco; la sovrapposizione delle due notizie fu probabilmente l'origine dell'invenzione di una inesistente lettera, citata da Alessandro Tadino e poi ripresa da Alessandro Manzoni, riguardante untori francesi. La vastità e frequenza degli ungimenti portarono la popolazione a ipotizzare complotti di vario genere per giustificare l'operato degli untori: il demonio, un complotto politico oppure i monatti. Gli ultimi, già considerati ribrezzevoli, vennero anche sorpresi a lasciare intenzionalmente abiti e tessuti infetti per le strade in modo che gli abitanti li raccogliessero e così propagassero ulteriormente la pestilenza.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:08:58 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa sono le fake news?</title>
         <author>noe_bard</author>
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         <description><![CDATA[<div>“Fake news” è un’espressione inglese traducibile in italiano con “notizie false”. La si utilizza per indicare quelle fonti che “inventano del tutto le informazioni, disseminano contenuti ingannevoli, distorcono in maniera esagerata le notizie vere”. Questa definizione è di Melissa Zimdars, docente di comunicazione al Merrimack College, e promotrice del progetto OpenSources, nato per mappare in maniera collaborativa le “fonti false, ingannevoli, clickbait o satiriche”.   Negli ultimi mesi l’espressione “fake news” è stata utilizzata per indicare fenomeni molto diversi tra loro. Tanto che c’è chi ha proposto di abbandonare del tutto questa espressione, perché ormai svuotata di significato. Donald Trump, ad esempio, l’ha utilizzata in diverse occasioni per attaccare testate rispettate come il New York Times e il Washington Post. Anche in Italia il blog di Beppe Grillo usa questa espressione in riferimento ad alcuni quotidiani.Nello scenario del “giornalismo a rete” chiunque può accedere a molte fonti di informazione e allo stesso tempo creare un contenuto informativo con bassi costi e alte potenzialità di distribuzione. Queste caratteristiche hanno contribuito a migliorare in modo significativo la qualità dell’informazione. In questo contesto, si sono anche aperti nuovi spazi per chi insegue interessi diversi. E’ il caso di chi vuole sfruttare questa apertura per generare facili profitti pubblicitari: basta creare un sito web e saperlo promuovere sui social media con titoli accattivanti per guadagnare fino a 10.000 dollari al mese, come ha confessato al Washington Post Paul Horner, noto autore di notizie false. Ma c’è anche chi produce “fake news” per influenzare l’opinione altrui con finalità politiche: in questo caso si può sfruttare l’effetto “bolla” che Facebook e gli altri social network producono quando ci fanno vedere contenuti personalizzati, provenienti da (poche) fonti che confermano i nostri pregiudizi e su cui molti utenti cliccano senza neppure chiedersi da dove provengono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:18:04 UTC</pubDate>
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         <title>Esempi di fake news.</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193446069</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Brexit: </strong>lo slogan a caratteri cubitali su un autobus del comitato per il “lasciare”, secondo cui il Regno Unito avrebbe potuto risparmiare 350 milioni di sterline a settimana una volta uscita dalla Ue. Il dato è stato poi smentito dagli stessi autori, ma solo dopo la vittoria al referendum.<br><strong>Elezioni Usa: </strong>la notizia più condivisa in assoluto su Facebook è stata quella “falsa” secondo cui il Papa Francesco aveva deciso di appoggiare Donald Trump.<br><strong>Referendum italiano: </strong>secondo un’analisi di Pagella Politica, l’articolo più condiviso sul tema è stato pubblicato dal sito “Italiani Informati” a proposito del (falso) ritrovamento di “500.000 schede già segnate col SI”. Nonostante provenisse da una fonte sconosciuta e il paese a cui si fa riferimento non esista, la news è stata condivisa più di 200.000 volte.<br><strong>Germania: </strong>Una foto con un siriano (con regolare permesso di soggiorno) che si scatta un selfie con Angela Merkel è stata manipolata e messa in associazione con gli attentati di Bruxelles o di Berlino. Il ragazzo ha fatto causa a Facebook perché il proprio volto non venga più associato agli attentati.<br><br></div><div>Al di là della politica, molte notizie false riguardano anche il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento: negli Stati Uniti sono diventate molto virali le “fake news” dell’arrivo delle star in piccolissime località del paese.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:22:47 UTC</pubDate>
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         <title>Iniziative per arginare le notizie false.</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193447953</link>
         <description><![CDATA[<div>In Europa diversi governi hanno lanciato proposte di legge per arginare il fenomeno: la Germania vuole introdurre multe fino a 50 milioni di euro per i siti che non rimuovono notizie diffamatorie o calunniose (il provvedimento non riguarda le “notizie false” in genere, ma solo alcune tipologie); nella Repubblica Ceca è stata creata un’unità governativa per timore di influenze russe in campo informativo. Anche in Italia è stata presentata una proposta di legge contro le fake news che però è stata giudicata come “pericolosa” sia da alcuni esponenti politici che da attivisti per le libertà digitali.<br><br></div><div>Parallelamente stanno prendendo piede iniziative di “educational fact-checking” con l’obiettivo di diffondere la cultura della verifica delle fonti nei contesti scolastici e familiari. Negli Stati Uniti sono attivi da tempo due progetti: 1) il News Literacy Project che invita giornalisti nelle scuole e ha creato un’app per i docenti; 2) il Center for News Literacy della Stony Brook University che effettua attività educativa sia sugli studenti che sui docenti. Tra le diverse iniziative, il centro ha anche lanciato un corso gratuito online disponibile sulla piattaforma Coursera. Nei giorni scorsi, l’OCSE ha lanciato un appello affinché nelle scuole si insegni a riconoscere le notizie false: questa competenza sarà valutata nel prossimo PISA Test, che valuta il grado di alfabetizzazione nelle scuole di più di 60 paesi.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:25:15 UTC</pubDate>
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         <title>Fake news sull&#39;olio di palma.</title>
         <author>noe_bard</author>
         <link>https://padlet.com/noe_bard/hcglj4ibcgo4/wish/193457090</link>
         <description><![CDATA[<div>Come è ben noto, l'olio di palma è una sostanza dannosa per l'uomo e per l'ambiente, ma se ciò non fosse vero? Se l'olio di palma fosse solo&nbsp; una scusante per salvaguardare l'ambiente? Recenti studi hanno dimostrato che l'olio di palma è una sostanza dannosa per il nostro corpo come tutte le altre sostanze grasse. Perchè allora tutta questa cattiva pubblicità? La vera ragione della diffamazione di questo prodotto è ambientale. Quest'olio viene prodotto principalmente in zone in cui è presente la foresta pluviale. A causa della rapida diffusione dell'olio, gran parte di foresta è stata abbattuta per aumentare le piantagioni di palma. Ecologisti e amanti dell'ambiente, preoccupati&nbsp; per la prossima scomparsa della foresta, hanno pubblicizzato la falsa notizia dei dannosi effetti che quest'olio procura al nostro corpo, sapendo che il pubblico non si sarebbe affatto preoccupata dei danni ambientali, mentre avrebbe dato peso ai danni fisici che quest'olio portava con se.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 14:39:08 UTC</pubDate>
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         <title>Ciro</title>
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         <description><![CDATA[<div>N</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-13 17:05:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[La storia degli untori.
Nel Ducato di Milano allora amministrato dagli spagnoli, una connessione tra peste e]]></description>
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         <pubDate>2019-05-23 18:01:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[. Ora come allora quelle opinioni confuse e l’idea del pericolo imminente sono esattamente uguali a quelle che suscitano in noi il Coronavirus.]]></description>
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         <pubDate>2020-04-02 15:41:52 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Promessi sposi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-09-26 06:37:12 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[ presenti. Oggi vengono chiamate]]></description>
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         <pubDate>2020-11-29 15:23:10 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[ Grazie alle notizie sul web, sul telegiornale e sulla stampa I cittadini possono rimanere costantemente aggiornati. Però non sempre le notizie dicono il vero. Anche nei secoli precedenti tale problema era presente. Manzoni nel capitolo 31 e 32 dei “ Promessi Sposi” riporta il caso del processo agli untori. L’autore mostra che tutto iniziò dalla segnalazione infondata del re Filippo lV che avvertì che da Madrid erano scappati 4 francesi ricercati perché sospettati di spargere unguenti. Tale avviso si diffuse tra il popolo milanese. Con il passare del tempo furono arrestati tanti innocenti. Manzoni narra la vicenda di un anziano che mentre stava pulendo con il mantello la panca venne accusato di ungerla. Nonostante la grande distanza di tempo tali problematiche sono ancora presenti. Oggi vengono chiamate fake news. Il 18 settembre 2017 morì Paul Horner denominato il re delle fake news. Egli infatti diffondendo false notizie ha influenzato le elezioni americane. Egli in un’intervista affermò che la gente continuava a non verificare la veridicità delle sue notizie appunto perché i suoi lettori credevano a tutto ciò che diceva. Ciò riporta al comportamento delle masse che accusarono senza una valida motivazione degli innocenti durante la peste del 1630. 

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         <pubDate>2021-03-18 17:49:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2022-05-23 12:34:55 UTC</pubDate>
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