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      <title>OMBRA by Kevin</title>
      <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo</link>
      <description>Colori e Ombre
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-31 11:20:02 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-11-08 06:20:48 UTC</lastBuildDate>
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         <title>LA RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA   (6)</title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226501686</link>
         <description><![CDATA[<div>In fisica la <strong>radiazione ultravioletta</strong> (<strong>UV</strong> o <strong>raggi ultravioletti</strong> o <strong>luce ultravioletta</strong>) è un intervallo della radiazione elettromagnetica, appartenente allo spettro elettromagnetico, con lunghezza d'onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall'occhio umano e immediatamente superiore a quella dei raggi X. Infatti, il termine significa "oltre il violetto" (dal latino <em>ultra</em>, "oltre"), poiché il violetto è l'ultimo colore ad alta frequenza visibile nello spettro percepito dall'uomo, quello con la lunghezza d'onda più corta. </div><div><br></div><div> La <strong>radiazione ultravioletta</strong>  fu scoperta nel 1801 e costituisce circa il 10% della luce emessa dal Sole. Essa a lunghezze d’onda elevate può causare delle reazioni chimiche, come bagliori o fenomeni di fluorescenza.<br><br><strong>[EFFETTI SUI LEGAMI CHIMICI]</strong><br>Per rompere i legami di una mole di molecole di Cl<sub>2  </sub>servono 243,4 kJ di energia e bisogna irradiare il gas con una luce di lunghezza d'onda opportuna. Qual è la lunghezza d'onda della radiazione e in quale zona dello spettro si trova?<br>Sapendo che una mole contiene un numero di Avogadro di molecole cioè 6,022<sup> . </sup>10<sup>23</sup>  si ha<br>λ = h<sup> . </sup>c / E = (6,63<sup> . </sup>10<sup>-34</sup> J<sup>.</sup>s)<sup> .</sup>(3,0<sup> . </sup>10<sup>8</sup> m/s)<sup> . </sup>(6,022<sup> . </sup>10<sup>23</sup> mol<sup>-1</sup>) / (234,4<sup> . </sup>10<sup>3</sup> J/mol) = 5,1<sup> . </sup>10<sup>-7</sup> m cioè 510 nm quindi già nel visibile si riescono a rompere legami covalenti.<br><br>Gli effetti biologici degli <strong>UV</strong> sono responsabili di fenomeni quali abbronzatura, eritemi solari ed inoltre rappresentano la causa principale di tumore della pelle. Qualsiasi organismo vivente verrebbe seriamente danneggiato dai raggi <strong>UV</strong> provenienti dal Sole se una buona parte della radiazione non fosse filtrata dall'atmosfera terrestre. In conclusione possiamo dire che l’<strong>UV</strong> ha effetti benefici e dannosi per la salute dell’uomo. </div><div><br><strong>Ultravioletto solare </strong><br>Livelli di ozono a varie altitudine fanno da blocco a diverse bande di <strong>radiazione ultravioletta</strong>.  <br>Il Sole emette radiazione ultravioletta a tutte le lunghezze d’onda, incluso l'ultravioletto da vuoto,  Le stelle particolarmente calde emettono più UV del Sole. <br>La luce solare nell'atmosfera terrestre più esterna è composta per circa il 50% di luce infrarossa, 40% di luce visibile e 10% di luce ultravioletta. <br>Sulla superficie terrestre le percentuali della luce solare diventano: 44% luce visibile, 3% ultravioletto e il rimanente è rappresentato dall’infrarosso. Quindi, l’atmosfera blocca circa il 77% dei raggi UV del sole e quasi totalmente le lunghezze d’onda minori quando il sole raggiunge lo zenit.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:31:13 UTC</pubDate>
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         <title>APPROFONDIMENTI   (16)</title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226502405</link>
         <description><![CDATA[<div>LA LUNGHEZZA D'ONDA:<br>&nbsp;In fisica, la <strong>lunghezza d'onda</strong> (si misura in metri o multipli o sottomultipli) di un'onda periodica è la distanza tra due <em>creste</em> o fra due <em>ventri</em> della sua forma d'onda, e viene comunemente indicata dalla lettera greca λ.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment='{"contentType":"image","height":231,"url":"https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Lunghezza_d%27onda.PNG/240px-Lunghezza_d%27onda.PNG","width":240}' data-trix-content-type="image"><img width="240" height="231" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Lunghezza_d%27onda.PNG/240px-Lunghezza_d%27onda.PNG"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br>FREQUENZA:<br> La <strong>frequenza</strong> (si misura in Hz cioè 1/s) è una grandezza che riguarda fenomeni periodici o processi ripetitivi. In fisica la frequenza di un fenomeno che presenta un andamento costituito da eventi che nel tempo si ripetono identici o quasi identici, viene data dal numero degli eventi che vengono ripetuti in una data unità di tempo. Un modo per calcolare una tale frequenza consiste nel fissare un intervallo di tempo, nel contare il numero di occorrenze dell'evento che si ripete in tale intervallo di tempo e nel dividere quindi il risultato di questo conteggio per l'ampiezza dell'intervallo di tempo. In alternativa, si può misurare l'intervallo di tempo tra gli istanti iniziali di due eventi successivi e quindi calcolare la frequenza come grandezza inversa di questa durata.<br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:34:33 UTC</pubDate>
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         <title>OCCHIO   (7) </title>
         <author>gianver02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226502525</link>
         <description><![CDATA[<div>É un rilevatore, può vedere solo nello spettro del visibile.<br>La <strong>superficie</strong> degli oggetti colpiti da un raggio di luce <strong>riflette</strong> alcuni colori e <strong>assorbe</strong> tutti gli altri. <strong>Noi percepiamo “solo” i colori riflessi</strong>. Il rosso di una certa mela, per esempio, non “appartiene” al frutto stesso. È la sua superficie che riflette le lunghezze d’onda che “vediamo” come rosso e assorbe tutto il resto. Per questa ragione un oggetto appare bianco quando riflette tutte le lunghezze d’onda e nero quando le assorbe tutte.</div><div>La percezione dello spettro visibile cambia leggermente da persona a persona e molto <strong>da una specie animale all’altra</strong>. Secondo alcuni circa l’8% degli uomini e l’1% delle donne soffrono di una qualche forma di <strong>deficienza di visione cromatica</strong>, anche se la maggior parte di queste persone non è consapevole di percepire i colori in modo diverso dagli altri. La carenza più comune è il <strong>dicromatismo rosso e verde</strong>. Altri disturbi colpiscono altre coppie di colori.</div><div><strong>Differenze di percezione tra le specie animali</strong></div><div>Uccelli, pesci e molti mammiferi percepiscono l’intero spettro del visibile. Alcuni insetti, soprattutto le api, possono vedere dei colori ultravioletti invisibili all’occhio umano.</div><div>In effetti, il <strong>camuffamento mediante colore</strong> – uno dei meccanismi di sopravvivenza preferiti dalla natura – è legato alla <strong>capacità di distinguere i colori da parte del predatore</strong>, che la preda cerca di ingannare mimetizzandosi appunto “cromaticamente” con l’habitat che la circonda.</div><div>Insomma i colori sono intimamente connessi alla vita degli esseri viventi e ne indirizzano il destino e, nel caso degli umani, ne condizionano<strong> gli umori, le sensazioni d’infelicità, gioia e appagamento</strong>, tanto da spingere Elias Canetti, premio Nobel per la letteratura nel 1981.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:35:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SPETTRO DEL VISIBILE   (4) (14)</title>
         <author>gianver02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226503592</link>
         <description><![CDATA[<div> In fisica lo <strong>spettro visibile</strong> è quella parte dello <strong>spettro</strong> elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto includendo tutti i colori percepibili dall'occhio umano che danno vita dunque al fenomeno della luce.<br>La regione dello spettro con lunghezze d'onda compreso tra 760 nm (rosso) e 380 nm (violetto) è l'unico intervallo di frequenze per cui l'occhio umano è sensibile.</div><div> Un prisma separa per rifrazione la luce nei colori che compongono lo spettro visibile.<br><br>La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d'onda visibili, in quantità proporzionali a quelle della luce solare, forma la <em>luce bianca</em>. </div><div>La luce, come tutte le onde elettromagnetiche, interagisce con la materia. I fenomeni che più comunemente influenzano o impediscono la trasmissione della luce attraverso la materia sono: l'assorbimento, la diffusione, la riflessione speculare o diffusa, la rifrazione e la diffrazione La riflessione diffusa da parte delle superfici, da sola o combinata con l'assorbimento, è il principale meccanismo attraverso il quale gli oggetti si rivelano ai nostri occhi, mentre la diffusione da parte dell'atmosfera è responsabile della luminosità del cielo. <br>La luce è l agente fisico che rende visibile gli oggetti ovvero è la sensazione determinata nell' occhio umano dalle onde elettromagnetiche, comprese nell'intervallo del visibile.</div><div><br></div><div><strong><em>Colori dello spettro</em></strong></div><div>I colori dell'arcobaleno nello spettro includono tutti quei colori che sono prodotti da un raggio di luce visibile, di una precisa lunghezza d'onda (raggio <em>monocromatico</em> o <em>puro</em>). Benché lo spettro sia continuo e non vi siano "salti" netti da un colore all'altro, si possono comunque stabilire degli intervalli approssimati per ciascun colore.</div><div><br></div><div>I moderni display a colori (presenti nei monitor dei computer o nei televisori, per esempio) utilizzano solo il rosso, il verde e il blu, che servono ad "approssimare" anche gli altri colori dello spettro.</div><div><br><em><mark>Il prisma </mark></em>sfrutta la variazione dell'indice di rifrazione con la lunghezza d'onda per separare le componenti monocromatiche di una radiazione policromatica. <br><em>L’indice di rifrazione </em>La luce si propaga nel vuoto alla velocità c 3,00 10<sup>8</sup> m/s. La luce si propaga anche in altri mezzi, come l’aria, l’acqua e il vetro. Tuttavia gli atomi della materia in parte la assorbono, in parte la riemettono e in parte la diffondono. Perciò la velocità della luce in un mezzo diverso dal vuoto è minore di c e il suo valore dipende dalla natura del materiale.  <br><br>Quando la radiazione passa da un mezzo meno denso ad uno più denso (per es. dall'aria all'acqua) l'angolo di rifrazione è minore dell'angolo di incidenza, cioè il raggio rifratto si piega verso la normale alla superficie che separa i due mezzi. Per ogni mezzo (ad es. aria, acqua, vetro ..) si definisce un indice di rifrazione assoluto <strong><em>(n)</em></strong> riferito al vuoto<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>L'indice di rifrazione assoluto è sempre maggiore di 1.<br>L'INDICE DI RIFRAZIONE DIPENDE ANCHE DALLA LUNGHEZZA D'ONDA DELLA RADIAZIONE INCIDENTE oltre che dalla temperatura, e per i gas, dalla pressione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:39:19 UTC</pubDate>
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         <title>SPETTRO ELETTROMAGNETICO</title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226504538</link>
         <description><![CDATA[<div>In fisica lo <strong>spettro elettromagnetico</strong> (abbreviato <strong>spettro EM</strong>) indica l'insieme di tutte le possibili frequenza delle radiazione elettromagnetiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:42:57 UTC</pubDate>
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         <title>RAGGI GAMMA   (8)</title>
         <author>a_colognese_02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226506288</link>
         <description><![CDATA[<div>I <strong>raggi gamma </strong> (spesso indicati con la corrispondente lettera greca minuscola γ) sono le radiazioni elettromagnetiche di maggiore energia. In genere con tale nome si indicano le onde elettromagnetiche prodotte dal decadimento radioattivo dei nuclei atomici.<br>Essendo delle radiazioni a frequenza molto alta sono tra le più pericolose per l'uomo, come tutte le radiazioni ionizzanti.   Il primo ad osservarli fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ulrich_Villard">Paul Villard</a>, chimico e fisico francese, nel 1900 mentre studiava la radiazione emessa dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radio_(elemento_chimico)">radio</a>. Villard capì che questa radiazione era più penetrante delle altre osservate dal radio, come i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_beta">raggi beta</a> (osservati da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_Henri_Becquerel">Henri Becquerel</a> nel 1896) o i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_alfa">raggi alfa</a>(osservati da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Rutherford">Ernest Rutherford</a> nel 1899). </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:49:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>RADIAZIONE ROENTGEN   (9) </title>
         <author>a_colognese_02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/226508808</link>
         <description><![CDATA[<div>I <strong>raggi X</strong> (o <strong>raggi Röntgen</strong>) sono quella porzione di spettro elettromagnetico con lunghezza d'onda compresa approssimativamente tra 10 nanometri (nm) e 1/1000 di nanometro (1 picometro).<br>Sono i raggi X, scoperti dal fisico tedesco Wilhelm Roentgen. Sono radiazioni elettromagnetiche che si propagano in linea retta, attraversano gli oggetti e impressionano una lastra fotografica. Si producono con il tubo catodico, nel quale è fatto il vuoto e che contiene due piastre metalliche: catodo e anodo. Il catodo, attraversato dalla corrente, emette elettroni che colpiscono l’anodo. In seguito a ciò, gli atomi dell’anodo perdono elettroni, con l’emissione di energia radiante, appunto i raggi X. Questi sono assorbiti in modo diverso dalle varie sostanze: passano attraverso la pelle, il legno o la carta, ma sono fermati da materiali più densi come ossa o metalli. Perciò, sulle lastre ossa e corpi estranei risultano come zone più chiare e i tessuti molli come zone più scure. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-31 11:57:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;OMBRA   (11) (12) (13)</title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/228842023</link>
         <description><![CDATA[<div>L'<strong>ombra</strong> è l'area scura proiettata su una superficie da un corpo che, interponendosi tra la superficie stessa e una sorgente luminosa, impedisce il passaggio della luce. </div><div>L'oscurità più o meno intensa prodotta in una regione dello spazio da un corpo opaco esposto alla luce: <br>"All'ombra de' cipressi e dentro l'urne Confortate di pianto"(Foscolo); "Tornan l'ombre Giù da' colli e da' tetti Al biancheggiar della recente luna"(Leopardi).<br> Assenza di luce, tenebra:<br>"Chiama gli abitator de l'ombre eterne Il rauco suon de la tartarea tromba"(Tasso).<br>l'ombra figura  l'ambito di un'azione, di una situazione, di un comportamento in quanto protetto dal segreto, dalla noncuranza o dalla ignoranza degli altri o contraffatto artificiosamente: <br>tramare nell'ombra; tenersi nell'ombra; tutto è ancora avvolto dall'ombra del mistero; cercano d'ingannarci sotto l'ombra dell'amicizia.<br>La figura che un corpo opaco proietta su una superficie e che ne riproduce, più o meno alterata, la forma.<br>Il fatto che l'ombra è inseparabile dal corpo che la produce si traduce nei concetti di 'prossimità'  o di 'protezione'  ma anche di 'presenza ininterrotta e magari fastidiosa'<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-06 20:12:16 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>COME SI PUO&#39; VEDERE AL BUIO?  L&#39;INFRAROSSO   (1)</title>
         <author>pi_kiwi_com</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/262965800</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><h1><mark>VISIONE NOTTURNA</mark></h1><div><br></div><div>La <strong>visione notturna</strong> è una funzionalità presente in alcune apparecchiature (come telecamere o speciali occhiali) atta a permettere la visione in ambienti bui e poco luminosi. <br><br>Oggi, le apparecchiature per la visione notturna sono realizzate sostanzialmente seguendo due tipi di principi: </div><ul><li>amplificando la luce;</li><li>rilevando la radiazione infrarossa.</li></ul><div>Il primo tipo ad es. sfrutta l'infrarosso vicino. <br>Le aree più chiare sono quelle degli oggetti che riflettono maggiormente la radiazione (visibile e/o vicino-infrarosso).<br>I dispositivi che lavorano utilizzando il secondo principio, integrano una termocamera (o <strong>telecamera ad infrarossi</strong>). Questa opera rilevando le radiazioni infrarosse che emettono tutti gli oggetti aventi una temperatura differente da quella ambientale. Da ciò è evidente che questi dispositivi non hanno nessun bisogno di luce da una fonte esterna: gli oggetti stessi sono fonte della radiazione che necessita. Gli strumenti di visione notturna che sfruttano la radiazione infrarossa presentano l'interessante proprietà di essere in grado di "vedere" oggetti altrimenti invisibili: i raggi infrarossi riescono ad attraversare meglio barriere che normalmente bloccano la luce visibile, ad esempio si può visualizzare oggetti immersi nella nebbia e nel fumo;</div><div>in un'immagine infrarossa "spiccano" gli oggetti caldi, anche se essi sono mimetizzati o confusi nella vegetazione (come persone, veicoli, fuochi, costruzioni);<br>in un'immagine infrarossa "spiccano" anche gli oggetti che per proprietà fisiche riflettono in modo particolare l'infrarosso, ad esempio si può distinguere coltivazioni in buona salute o in cattiva salute;<br>infine un oggetto caldo scalda ciò che gli sta nelle vicinanze, lasciando impronta di sé, perfino dopo che è stato rimosso.</div><div><br><em>In fisica la </em><strong><em>radiazione infrarossa</em></strong><em> (</em><strong><em>IR</em></strong><em>) è la radiazione elettromagnetica con banda di frequenza dello spettro elettromagnetico inferiore a quella della luce visibile, ma maggiore di quella delle onde radio, ovvero lunghezza d'onda compresa tra 700 nm e 1 mm (banda infrarossa). Il termine significa "sotto il rosso" (dal latino</em> infra<em>, "sotto")  perché il rosso è il colore visibile con la frequenza più bassa.</em><br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Visione_notturna"><br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 09:51:48 UTC</pubDate>
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         <title>FONTI</title>
         <author>pi_kiwi_com</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/262970600</link>
         <description><![CDATA[<div>Sitobibliografia<br>(1) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Visione_notturna">https://it.wikipedia.org/wiki/Visione_notturna</a><br>(2) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spettro_visibile">https://it.wikipedia.org/wiki/Spettro_visibile</a><br>(3) <a href="http://www.globalarte.it/glossary-term/colori-complementari/">http://www.globalarte.it/glossary-term/colori-complementari/</a><br>(4) http://docplayer.it/32978209-Nozioni-di-illuminotecnica.html <br>(5) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Colore">https://it.wikipedia.org/wiki/Colore</a> <br>(6) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_ultravioletta">https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_ultravioletta</a><br>(7) <a href="http://guardiamooltre.salmoiraghievigano.it/vita-vista/la-luce-la-sua-percezione/">http://guardiamooltre.salmoiraghievigano.it/vita-vista/la-luce-la-sua-percezione/</a><br>(8) <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_gamma">https://it.wikipedia.org/wiki/Raggi_gamma</a><br>(9) <a href="https://www.focus.it/scienza/scienze/che-cosa-sono-i-raggi-roentgen">https://www.focus.it/scienza/scienze/che-cosa-sono-i-raggi-roentgen</a><br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_fotografico">https://it.wikipedia.org/wiki/Sviluppo_fotografico</a><br>(10) <em>www.gravita-zero.org/2012/07/il-gioco-dei-colori-complementari </em><br>(11)&nbsp; <a href="http://www.wordreference.com/definizione/ombra"><em>http://www.wordreference.com/definizione/ombra</em></a><em>&nbsp; &nbsp; &nbsp; <br>(12) </em><a href="http://www.treccani.it/vocabolario/ombra1/"><em>http://www.treccani.it/vocabolario/ombra1/</em></a><em><br>(13) </em><a href="http://etimo.it/?term=ombra"><em>http://etimo.it/?term=ombra</em></a><em><br>(14) it.wikibooks.org/wiki/Fisica_classica/Spettro_delle_onde_elettromagnetiche<br>(15) 'Elementi di analisi chimica strumentale' di Cozzi, Protti, Ruaro Ed. Zanichelli<br>(16) 'Esploriamo la chimica.verde PLUS' di Valitutti, Tifi, Gentile Ed. Zanichelli<br>(17) </em><a href="http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/fisica/Le-onde/Le-onde-elettromagnetiche/Propriet--delle-onde-elettromagnetiche.html"><em>http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/fisica/Le-onde/Le-onde-elettromagnetiche/Propriet--delle-onde-elettromagnetiche.html</em></a><em><br>(18) </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica"><em>https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica</em></a><em><br>(19) </em><a href="https://www.goccediperle.it/fotografia/lo-sviluppo-e-la-stampa-delle-fotografie-in-bianco-e-nero/"><em>https://www.goccediperle.it/fotografia/lo-sviluppo-e-la-stampa-delle-fotografie-in-bianco-e-nero/</em></a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 10:19:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>COLORE   (10)</title>
         <author>pi_kiwi_com</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/262973514</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il <strong>colore</strong> è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello quando assorbono le radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d'onda e intensità nel cosiddetto spettro visibile o luce.</div><pre><mark>Percezione e categorizzazione del colore</mark>.</pre><div><strong>I COLORI CROMATICI<br></strong>I contrasti cromatici si producono tramite l'accostamento di due o più colori diversi tra loro. <br> <strong>Contrasto tra colori puri<br></strong>Consiste nell'accostare almeno tre colori al più alto grado di saturazione, cioè di intensità e di forza.<br> <strong>Contrasto tra colori complementari<br></strong>Il contrasto tra colori complementari si ottiene tramite l'accostamento di un colore primario e del colore risultante dall'unione degli altri due primari rimasti, tali contrasti sono: giallo-viola, rosso-verde, blu-arancione.</div><div> <strong>Simbologia dei colori</strong> </div><div>Ogni colore, che sia primario o secondario, suscita e rappresenta un'emozione o uno stato d'animo e può essere legato in particolare ad un evento. L'esperienza del colore è soggettiva e può rimandare alla cultura di appartenenza che suggerisce le personali percezioni su un determinato colore. Per esempio il giallo suscita qualcosa che irradia, come la luce del sole, mentre il blu qualcosa che racchiude, come l'universo. Il rosso sembra invece in movimento ma su se stesso, come il fuoco o il sangue.  Il bianco ad esempio può essere associato alla purezza, ma anche alla morte; il rosa che in origine in molte culture era legato alla sfera maschile poiché derivato dal rosso, colore che rimanda alla forza, è stato successivamente associato alla femminilità, come lo è stato il celeste per gli uomini, per motivi commerciali di marketing e vendita di prodotti.<br><br>Perché <a href="http://www.houzz.com/photos/67846/his-side-contemporary-bedroom-other-metros"><strong>con pareti colore lilla</strong></a> è bene scegliere pavimenti o arredi colore ocra? </div><div>Mentre i <a href="http://maison-etta.blogspot.it/2010/05/color-sabbia.html"><strong>toni color sabbia</strong></a> sono da evitare con il rosa taupe mentre stanno molto bene con i toni azzurro, specie se desaturati?  <br>Se guardiamo la ruota dei colori, notiamo come ad ogni colore ne corrisponda uno opposto: chiamato <strong>colore complementare</strong>.<br>Verde acido = rosso carminio, blu elettrico= arancio:</div><div>l<strong>'accostamento di colori complementari crea effetti armonici. <br>I</strong>l colore non è una proprietà fisica; piuttosto è una creazione della mente: il colore è il risultato dell'interazione tra uno stimolo fisico e un particolare sistema nervoso; se le cellule 'di opponenza cromatica' vengono eccitate da un colore rosso, quando vengono diseccitate (si spegne la luce di quel colore) percepiscono una immagine postuma di colore complementare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 10:34:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LE RADIAZIONI ELOTTROMAGNETICHE   (18)</title>
         <author>nicopiancastelli</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263012494</link>
         <description><![CDATA[<div> </div><div>La luce è una forma di radiazione elettromagnetica costituita da un campo elettrico e un campo magnetico oscillanti. In fisica la radiazione elettromagnetica è la radiazione dell'energia nel campo elettromagnetico. Si tratta di un fenomeno sia ondulatorio, sia corpuscolare: <br>- Il fenomeno ondulatorio è dato da un'onda nel campo elettrico e nel campo magnetico ed è descritto matematicamente come soluzione dell'equazione delle onde, a sua volta ottenuta a partire dalle equazioni di Maxwell secondo la teoria dell'elettrodinamica classica.</div><pre>- La natura corpuscolare, o quantizzata, può essere descritta invece come un flusso di fotoni, che nel vuoto viaggiano alla velocità della luce. Questo fatto fu reso noto dagli studi di fisica moderna dell'inizio del XX secolo, che hanno riconosciuto nel fotone il mediatore associato all'interazione elettromagnetica, secondo il Modello standard. Le radiazioni della luce sono chiamate radiazioni luminose (sia visibili che non) sono radiazioni elettromagnetiche; sono caratterizzate da una frequenza  v = numero di oscillazioni nell'unità di tempo. Hanno una lunghezza d'onda che è lo spazio percorso nella direzione di propagazione x in una oscillazione completa. La luce è costituita da onde elettromagnetiche formate dalla propagazione di un campo magnetico e di un campo elettriche. </pre><div><br>Dell’onda elettromagnetica possiamo definire alcuni parametri caratteristici:<br>- la lunghezza d’onda λ (lambda) rappresenta la distanza tra i punti corrispondenti di due onde successive. La sua unità di misura è il metro e i suoi sottomultipli<br>-L’ampiezza d’onda A è la distanza del massimo della cresta dall’asse di propagazione dell’onda<br>-la frequenza ν (ni) è il numero di oscillazioni dell’onda in un secondo. La sua unità d misura è l’hertz Hz, cioè 1/s.<br>- la velocità di propagazione c, che assume valori diversi in base al mezzo in cui si propaga. Nel caso della luce che si propaga nel vuoto c= 3x10<sup>8</sup> m/s.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-23 13:08:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA LORO SCOPERTA   (17)</title>
         <author>a_colognese_02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263294913</link>
         <description><![CDATA[<div>Le onde elettromagnetiche furono scoperte da Maxwell nella prima metà dell'800. Esso formulò una teoria la quale affermava che i campi elettromagnetici possono propagarsi nello spazio grazie alle onde, la cui loro velocità massima infatti può essere di 300.000 km/s. Grazie a questa teoria ipotizzò che la luce, per muoversi nello spazio, fosse costituita da onde elettromagnetiche di particolare lunghezza e frequenza. Grazie a questa scoperta furono inventati strumenti che hanno contribuito allo sviluppo della scienza, come: il telegrafo, la radio, i radar e la televisione.Fu creato anche lo spettro elettromagnetico che è l'insieme di tutte le onde elettromagnetiche classificate in base alla loro frequenza. Lo spettro è suddiviso in una serie di intervalli chiamati bande.<br><br>A differenza delle onde meccaniche (prodotte, per esempio, da una corda vibrante), le onde elettromagnetiche non hanno bisogno di un mezzo materiale nel quale propagarsi: i campi elettrico e magnetico si generano infatti per mutua induzione anche nel vuoto</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 10:28:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>zantedeschi_m02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263296732</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 10:37:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ENERGIA, FREQUENZA, LUNGHEZZA D&#39;ONDA   (16)</title>
         <author>a_colognese_02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263299588</link>
         <description><![CDATA[<div>L'energia di una radiazione elettromagnetica è direttamente proporzionale alla lunghezza d'onda. <br>Fu Planck che per poter spiegare l'andamento sperimentale della emissione del corpo nero in funzione della lunghezza d'onda (che è una specie di curva a campana che si azzera per lunghezze d'onda che vanno all'infinito e anche per lunghezze d'onda tendenti a zero) fece l'ipotesi che l'energia venisse emessa per pacchetti o quanti di energia inversamente proporzionali alla lunghezza d'onda (e quindi proporzionali alla frequenza). Questa ipotesi spiegava perfettamente le osservazioni sperimentali e, dopo ulteriori conferme, fu accettata come vera e dimostrata. Quindi si scrive che l'energia di un fotone o quanto di luce è: <br>E = h <sup>.</sup> ν &nbsp; dove h è un valore costante chiamato costante di Planck e ν è la frequenza. <br>Poiché fra lunghezza d'onda e frequenza vi è la relazione : <br>λ <sup>.</sup> ν = c&nbsp; (ove c è la velocità della luce nel vuoto) si può anche scrivere: <br>E = h<sup> .</sup> c / λ&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 10:51:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>zantedeschi_m02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263303170</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 11:09:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Sviluppo fotografico</title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263768640</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>LO SVILUPPO DEL NEGATIVO</strong></div><div>L'immagine che si riproduce sulla pellicola fotografica al momento dello scatto è <strong><em>un'immagine latente.</em></strong> Affinché questa immagine diventi <strong><em>visibile</em></strong> è necessario trattare la pellicola con appositi prodotti chimici.</div><div>Con lo sviluppo fotografico l'immagine diviene permanente e poco deteriorabile. <br>Quando si sviluppa un negativo bianco e nero, si procede estraendo la pellicola dal caricatore per poi avvolgerla in un contenitore a spirale, a sua volta inserito nella tank<mark>[1]</mark>. Questa operazione va effettuata al buio completo, tipicamente nella camera oscura<mark> [2]</mark> oppure con una particolare sacca a tenuta di luce munita di maniche denominata "mutanda".&nbsp;<br><br>[L'attrezzatura minima indispensabile per lo sviluppo consiste di:</div><div><strong>- una vaschetta sviluppatrice</strong> (detta anche<strong>"</strong><strong><em>tank</em></strong>"),&nbsp; di forma cilindrica , che possiede all'interno un tamburo a spirale sul quale vengono avvolti i negativi;</div><div>- <strong>una confezione di "sviluppo" (o rivelatore)</strong>, prodotto chimico che si trova in commercio sotto forma di polvere da sciogliere in acqua;&nbsp;</div><div><strong>- una confezione di "fissaggio"</strong> che si trova in commercio sotto forma di polvere, generalmente in dosi per preparare un litro di soluzione<br><strong>- un termometro</strong> per controllare la temperatura dei bagni;</div><div><strong>- pinze</strong>]</div><div><br>La pellicola poi viene trattata con il rivelatore, che rende l'immagine visibile, riducendo l<mark>'alogenuro di argento</mark> esposto in <mark>argento metallico</mark>. <br>Praticamente sulla pellicola viene stesa un'<strong><em>emulsione</em></strong> sensibile alla luce, e consistente di minutissimi cristalli di sali d'argento (normalmente chiamati <strong><em>bromuri</em></strong> o <strong><em>cloruri</em></strong>), sospesi in gelatina. Quando la pellicola esposta è immersa nel bagno di sviluppo, i cristalli non colpiti dalla luce non vengono attaccati; lo sviluppo agisce invece sui cristalli esposti, liberando l'argento dai suoi composti e&nbsp; depositandolo sottoforma di grani piccolissimi e irregolari, che vanno a&nbsp; formare l'immagine d'argento nera.<br><br>Viene poi immersa in un bagno d'arresto (leggermente acido), per fermare l'azione di sviluppo della pellicola, operazione da effettuarsi rapidamente per far terminare l'azione del rivelatore (talvolta si usa acqua corrente). <br>Dopo aver eliminato tutti i residui di rivelatore dalla pellicola per non contaminare il fissante, si passa al bagno di fissaggio che rende l'immagine permanente e resistente alla luce, formando complessi solubili con gli alogenuri di argento non ridotti, che entrano in soluzione. Si lava quindi la pellicola per eliminare il tiosolfato del fissaggio, pericoloso per la stabilità dell'immagine, perché potrebbe solfurare l'argento (talvolta si fa anche un ulteriore bagno, eliminatore di tiosolfato). Segue un bagno in una soluzione di tensioattivo o di acqua distillata per evitare le macchie dovute ai sali sciolti nell'acqua di rubinetto. Si elimina l'acqua in eccesso con apposite pinzette ricoperte in pelle di camoscio (o anche passandola fra indice e medio). Infine la pellicola viene appesa ad asciugare in una stanza priva di polvere ed è pronta per essere stampata.<br> La densità e il <mark>contrasto </mark>del negativo vengono determinati, oltre che dal tipo di rivelatore usato, anche dal tempo di sviluppo, dalla temperatura dei bagni, dall'agitazione della tank. Il tempo di sviluppo viene indicato dal produttore, insieme alle correzioni da apportare in funzione della temperatura del bagno, che non deve discostarsi molto dai 20°.&nbsp;<br><br>Le soluzioni di sviluppo fotografico per il bianco e nero possono essere composte, in percentuali variabili, con le seguenti sostanze:&nbsp;</div><ul><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solfito_di_potassio">Solfito di potassio</a> (in percentuale dal 15% al 20%);</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carbonato_di_potassio">Carbonato di potassio</a> (in percentuale dal 5% al 10%);</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Idrochinone">Idrochinone</a> (in percentuale dal 5% al 10%);</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Glicol_dietilenico">Glicol dietilenico</a> (in percentuale dall'1% al 5%);</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Idrossido_di_potassio">Idrossido di potassio</a> (in percentuale dallo 0,5% all'1%);</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=4-(idrossimetil)-4-metil-1-fenilpirazolidina-3-one&amp;action=edit&amp;redlink=1">4-(idrossimetil)-4-metil-1-fenilpirazolidina-3-one</a> (in quantità &lt; allo 0,5%).</li></ul><div><br><mark>[1] </mark>&nbsp; La <strong>tank</strong> per sviluppo fotografico è un contenitore a tenuta di luce, usato nel trattamento chimico delle pellicole fotografiche in striscia nelle altezze dei formati più diffusi: 135/126 - 127 - 120/220. <br><br><mark>[2]</mark> La <strong>camera oscura</strong> per sviluppo fotografico è una stanza, oscurata o illuminata da una luce di sicurezza che emette luce inattinica rossa o giallo-verde, valida per alcuni tipi di materiali sensibili, generalmente carte fotografiche appositamente prodotte per favorire una valutazione della stampa in fase di sviluppo della stessa, normalmente destinata ai processi di sviluppo del negativo e di stampa fotografica.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment='{"contentType":"image","height":425,"url":"http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/62/Dark_room.jpg/640px-Dark_room.jpg","width":640}' data-trix-content-type="image"><img width="640" height="425" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/62/Dark_room.jpg/640px-Dark_room.jpg"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-26 08:30:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263770332</link>
         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-05-26 08:55:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>luca_grossu02</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/263770335</link>
         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-05-26 08:55:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Lo sviluppo dell&#39;attività didattica di apprendimento della classe II E dell&#39;I.T.T. G. Ferraris di Verona, nelle ore della materia &#39;chimica&#39;, è stato portato avanti con i contributi dei vari alunni che hanno fatto confluire le informazioni raccolte e le curiosità da loro approfondite, e correlate con il tema dell&#39; “OMBRA”, in un padlet.I ragazzi hanno approcciato il lavoro partendo da alcune nozioni affrontate nella materia:- avevano il concetto di doppia natura della luce- erano in grado di ricavare l&#39;energia di una radiazione elettromagnetica nota la frequenza o la lunghezza d&#39;onda, e viceversa- conoscevano la differenza tra spettro continuo e spettro a righe.I vari argomenti trattati, inerenti al tema dell&#39;”OMBRA”, sono stati poi inseriti nel presente sito, anch&#39;esso sviluppato dagli alunni; ne è nato un lavoro diversificato e interessante, che abbiamo il piacere di presentare.L&#39;insegnante ha avuto in questo senso la funzione di coadiutore, di controllo delle fonti e di supervisione dell&#39;attività dei ragazzi.</title>
         <author>tiziana_ceoletta</author>
         <link>https://padlet.com/pi_kiwi_com/had38d727tzo/wish/264363604</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-29 20:08:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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