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      <title>Itinerario Giacomo Leopardi  by Giulia Villa</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-13 17:00:57 UTC</pubDate>
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         <title>Pisa, PI</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
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         <description><![CDATA[<p>Leopardi giunse a Pisa il 9 novembre 1827, per sfuggire ai rigori dell’inverno fiorentino, e vi si trattenne fino al 10 giugno ’28.</p><p>L’impatto con la città fu straordinariamente positivo: fra il 12 e il 14 novembre scrisse diverse lettere esprimendo una grande soddisfazione.</p><p>A Pisa Leopardi lavora alla crestomazia poetica&nbsp; frequenta i salotti di Sofia Vaccà, di Lauretta Cipriani Parra e di Isabel e Margaret Mason, e trascorre molto tempo con l’amico Giovanni Rosini, professore di eloquenza italiana nella locale università, che sottopone al suo giudizio il romanzo storico che stava scrivendo: La Monaca di Monza. Storia del secolo XVII (poi uscito presso Capurro, Pisa 1829).</p><p>Ma soprattutto, a Pisa Leopardi sente risorgere la propria vena poetica. Ne scrive a paolina il 2 maggio ’28: “Io ho finita oramai la crestomazia poetica : e dopo due anni, ho fatto dei versi quest’aprile; ma versi veramente all’antica, e con quel mio cuore d’una volta”: si tratta di il Risorgimento&nbsp; e di A Silvia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 17:02:23 UTC</pubDate>
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         <title>Firenze, FI</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
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         <description><![CDATA[<p>Leopardi soggiorno a Firenze dal 1827 al 1828 dove conobbe tantissimi altri autori come Manzoni.</p><p>Firenze per Leopardi fu la città con più relazioni sociali sopratutto nell’ambiente di San Pietro Viessux.</p><p>Il giorno 28 Giugno incontro l’amico con cui dal giorno 30 settembre sarebbe diventato 2 inseparabile, Antonio Ranieri.</p><p>Ma soprattutto a Firenze incontro la donna Fanny Tagioni Rozzetti, la donna per cui provo una passione più grande della sua vita, in cui dedico i Canti che diedero inizio alla “nuova poetica” di Leopardi.</p><p>L’attività creativa, a Firenze, fu ricchissima: oltre ai Canti dell’amore fiorentino, Leopardi compose nel 1832 le ultime due operette: Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere e dialogo di Tristiamo e di un amico, dove progetto anche un spettacolo: “Lo spettatore Fiorentino” e iniziò molto probabilmente a lavorare ai pensieri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 17:03:19 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, RM</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel novembre 1822 Leopardi potte allontanarsi per la prima volta da Recanati e intraprende il sospirato viaggio a Roma, dove rimase fino all’aprile 1823 ospite dello Zio Carlo antici.</p><p>Leopardi, si aspettò di aspettative altissime ma furono molto deludenti, anche dsl pugno di vista pratico.</p><p>Riuscì solo a pubblicare alcuni studi filologici.</p><p>Fra le lettere “Romane” bisogna però ricordare quella splendida inviata a Carlo</p><p>Il 20 febbraio 1823.</p><p>Leopardi soggiorno nuovamente a Roma fra l’ottobre 1831 e il&nbsp; marzo del 1832 con Ranieri</p><p>Ma anche questi mesi furono mesi di “esilio acerbissimo)</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 17:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>Napoli, NA</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
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         <description><![CDATA[<p>Leopardi giunge a Napoli, con Ranieri il 2 ottobre 1833. Nei primi tempi, sembra apprezzare il soggiorno; ma dopo poco più di un anno, il suo giudizio è già mutato drasticamente: “non posso più sopportare questo paese semibarbaro e semiaffricano, nel quale io vivo in un perfettissimo isolamento da tutti”.</p><p>La parola chiave della condizione di Leopardi a Napoli è proprio “isolamento”: Leopardi entrò immediatamente in contrasto con l’ambiente culturale della città, raccolto intorno alla rivista diretta da Giuseppe Ricciardi“.</p><p>All’ostilità della città Leopardi reagì con la poesia; anzi sembra quasi che l’animosità dell’ambiente abbia funzionato da catalizzatore delle sue energie: egli compose alcuni fra i suoi testi più impegnati, testimonianze altissime del suo materialismo e del suo rifiuto sia di ogni illusoria consolazione ultraterrena sia di ogni progetto di futura palingenesi sociale: oltre alle sepocalrli&nbsp; e ad Aspasia, i pensieri, i Paralipomeni, la Palinodia e la feroce satira antinapoletana i nuovi credenti .</p><p>Dal maggio ’35, con sempre maggiori problemi di salute ed economici, si divisetra l’abitazione di Vico Pero a Napoli e la Villa Ferrigni sulle falde del Vesuvio, vicino Torre del Greco (dove scrisse La ginestra&nbsp; e il tramonto della luna). E in Vico Pero morì, durante un’epidemia di colera, il 14 giugno ’37.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 17:07:00 UTC</pubDate>
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         <title>Bologna, BO</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo un primo breve passaggio a Bologna durante il viaggio per Milano, Leopardi vi si stabilì per più di un anno, tra la fine del settembre 1825 e il novembre 1826. A Bologna Leopardi stabilisce amicizie importanti, come quella con <strong>Carlo Pepoli</strong>; e prosegue l’attività editoriale iniziata a Milano per Stella, lavorando al commento a Petrarca e traducendo il Manuale di Epitteto. L’evento pubblico per lui più significativo è l’adunanza dell’Accademia dei Felsinei del 28 marzo 1826, durante la quale recita l’Epistola al Conte Carlo Pepoli. Soprattutto, a Bologna nel 1826 Leopardi pubblica presso la Stamperia delle Muse i <strong><em>Versi</em></strong>, nei quali riunisce testi non raccolti nel volume delle<strong><em>Canzoni</em></strong> del 1824: sei<em> Idilli</em>, due <em>Elegie</em>, i <strong><em>Sonetti di ser Pecora</em></strong>, l’<strong><em>Epistola di Pepoli</em></strong>, e i volgarizzamenti della Guerra di Topi e di Rane e della <strong><em>Satira di Simonide</em></strong> sopra le donne.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-15 07:30:26 UTC</pubDate>
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         <title>Milano, MI</title>
         <author>giuliavillatartaglia10</author>
         <link>https://padlet.com/giuliavillatartaglia10/h8hvwnkc79u1pml1/wish/2826122683</link>
         <description><![CDATA[<p>Giacomo Leopardi, una volta maggiorenne sentì il bisogno di lasciare Recanati, per frequentare gli</p><p>ambienti culturali più prestigiosi del suo tempo. Il 27 luglio 1825 Leopardi si stabilisce a Milano e</p><p>trova lavoro presso l’editore stella, ma andando a Milano la sua intenzione era quella di avviare</p><p>una forma di stabile collaborazione editoriale; ed effettivamente egli ottenne da Stella un assegno</p><p>mensile fino alla fine del 1828 ( l’unica retribuzione che abbia mai ricevuto ). Durante questo</p><p>periodo, egli per l’editore curò il commento alle rime di Petrarca, allestì le due crestomazie , della</p><p>prosa e della poesia, e pubblicò il Martino de’ santi padri e operette morali. L’aspirazione ad uno</p><p>stabile rapporto con gli stampatori di Milano, capitale editoriale d’Italia, datava per Leopardi dalla</p><p>giovinezza; e da questo punto di vista egli non restò certo deluso dal rapporto con Stella (e con</p><p>suo figlio Luigi). Restò invece molto deluso dalla vita in città: “<em>Qui mi trovo malissimo e di pessima</em></p><p><em>voglia</em>”, scrive a Pietro Brighenti il’8 agosto ’25; “<em>Io vivo qui poco volentieri e per lo più in casa,</em></p><p><em>perché Milano è veramente insociale</em>”, ribadisce CarloAntici il 20 agosto ’25; e infine, scrivendo il 7</p><p>settembre ’25 a Carlo e traccia un giudizio impietoso sul proprio soggiorno:</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-15 07:31:22 UTC</pubDate>
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