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      <title>Progetto Popolamento della Terra by Gioele</title>
      <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8</link>
      <description>lavoro di gruppo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-01 18:04:54 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-02-15 15:10:50 UTC</lastBuildDate>
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         <title>INFORMAZIONI SUL PRIMO POPOLAMENTO DELLA TERRA</title>
         <author>calabresegioelson</author>
         <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8/wish/227193557</link>
         <description><![CDATA[<div>Il clima della Terra:</div><div><br></div><div>- I paleontologi ritengono che l'homo sapiens abbia rischiato l'estinzione.<br>- La diffusione della nostra specie fu un processo lento e con andamento discontinuo.<br>- La vita media era di 20 anni.<br>- fino a quando i gruppi umani continuarono a dipendere dalla caccia e dalla raccolta la popolazione crebbe pochissimo per alcuni motivi: durezza delle condizioni di vita, difficoltà per le donne di spostarsi con i piccoli, nascite limitate con forme di infanticidio.<br>- Con l'introduzione dell'allevamento e dell'agricoltura il tasso di nascite aumentò.<br>- Quando nacquero i villaggi neolitici le donne poterono fare più figli grazie alle disposizioni alimentari.<br>- La mortalità era altissima perché le malattie diffondevano facilmente a causa della maggiore densità di popolazione dei villaggi.<br><br></div><div><br>- Dopo il neolitico la crescita della popolazione era: alta natalità, alta mortalità.- Dopo la rivoluzione industriale la popolazione era caratterizzata da bassa mortalità e alta natalità: questo passaggio è chiamato transizione demografica (questo passaggio non avviene contemporaneamente in tutto il mondo) e si divide in tre fasi.<br><br></div><div><br>fase A= i progressi della medicina migliorarono le condizioni di vita facendo calare la mortalità soprattutto infantile e quindi il tasso era: natalità alta.<br>fase B= il maggiore benessere e i cambiamenti della mentalità spingono alle coppie ad avere meno figli quindi: il tasso di natalità cala ma è superiore a quello di mortalità.<br>fase C= i livelli di natalità e mortalità tendono ad avvicinarsi, quindi la popolazione smette di crescere.<br>- le stime dicono che è in atto un rallentamento, ma la crescita della popolazione mondiale continuerà almeno fino al 2050.<br>- nei giorni di oggi il tasso di fecondità (numero medio di figli per donna) è tra i 2,1 e i 2,5 .<br>- nelle zone rurali le donne fecondano molti figli per donna perché servono come forza lavoro.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-01 18:11:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>calabresegioelson</author>
         <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8/wish/231445565</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=K40OcXO1Kgw" />
         <pubDate>2018-02-14 12:13:27 UTC</pubDate>
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         <title>Reperti storici</title>
         <author>calabresegioelson</author>
         <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8/wish/231447677</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>1829.</strong> L'anno della scoperta, nell'attuale Belgio, di un fossile di parte del cranio di un bambino Neanderthal di 2 anni e mezzo. Il ritrovamento che renderà però celebre questo ominide vissuto tra i 200 mila e i 40 mila anni fa e così strettamente legato ai <em>Sapiens</em> sarà però quello compiuto, nel 1856, da Johann Fuhlrott nella Valle di Neander, a 12 km da Dusseldorf, in Germania. Il fossile di Fuhlrott comprende parte del cranio, alcune ossa, parte dell'osso pelvico, alcune costole, e alcune ossa del braccio e della spalla.<br><br> <strong>1891.</strong> Sulle rive del fiume Trinil, sull'isola di Giava (Indonesia) il paleoantropologo olandese Eugène Dubois scopre i primi fossili di quello che oggi si sa essere <em>Homo erectus</em> (e che allora venne chiamato <em>Pithecanthropus erectus</em>). Più avanti, nel 1936, il paleontologo tedesco GHR von Koenigswald (nella foto) trova, sempre a Giava, un secondo reperto fossile, una calotta cranica più completa. Qui lo vediamo intento a dimostrare che i resti da lui trovati non appartengono a una scimmia, ma a un ominide apparso per la prima volta in Africa 2 milioni di anni fa, con una capacità cranica pari al 75% quella dei <em>Sapiens</em>.<br><br> <strong>1924.</strong> La scoperta a Taung, in Sudafrica, del primo cranio fossile completo di denti di <em>Australopithecus africanus</em> sposta il fulcro delle ricerche archeologiche sulla storia dell'uomo nel continente africano. Dal fossile del "bambino di Taung", come è stato ribattezzato, emerge che questi ominidi, apparsi per la prima volta 4 milioni di anni fa, erano chiaramente più primitivi degli umani. Camminavano su due gambe ma avevano arti lunghi, denti larghi e cervello piccolo come le scimmie.<br><br><strong>1960.</strong> Scavi archeologici nella Gola di Olduvai, in Tanzania, portano alla luce i resti fossili di quella che appare come una via di mezzo tra gli australopitechi e l'uomo. L'ominide che verrà in seguito classificato come di <em>Homo habilis</em> (qui in una ricostruzione), presenta un cervello affine a quello degli australopitechi, ma uno scheletro più simile a quello dell'uomo e dai tratti meno "scimmieschi". Sarebbe apparso intorno ai 2 milioni di anni fa.<br><br><strong>1974.</strong> È l'anno di Lucy: il fossile più famoso di sempre, risalente a 3,2 milioni di anni fa, appartiene a una femmina di <em>Australopithecus afarensis</em> di circa 25 anni di età. Onnivora, di bassa statura, doveva condurre una vita ancora in parte arboricola, pur essendo in grado di camminare su due piedi.<br><br><strong>1984.</strong> Presso il Lago Turkana in Kenya viene trovato lo scheletro fossile, quasi completo, di un ragazzo di circa 8 anni morto 1,6 milioni di anni prima. L'assenza di mento, un arco sopraccigliare molto pronunciato e braccia molto lunghe lo distinguono dall'uomo moderno, mentre la scarsa copertura di peli lo rende particolarmente adatto alle temperature della savana africana. Viene inizialmente classificato come <em>Homo habilis</em>, ma oggi è classificato come <em>Homo ergaster</em>. La sua corporatura doveva essere simile alla nostra.<br><br><strong>1986.</strong> Un'ulteriore diversificazione delle prime specie del genere Homo arriva due anni dopo con la scoperta, sempre sulle rive del Lago Turkana, in Kenya, di un fossile di <em>Homo rudolfensis</em> di un'età stimata di 1,9 milioni di anni. Simile all'<em>Homo habilis</em> nell'aspetto fu però suo rivale evolutivo, e scomparve entro poche migliaia di anni.<br><br><strong>2008.</strong> In una grotta del Sudafrica, nel sito di Malapa, vengono ritrovati due scheletri parziali, e molto ben conservati, di <em>Australopithecus sediba</em> vecchi circa 2 milioni di anni. La specie è da alcuni considerati una sorta di transizione tra <em>Australopithecus africanus</em>e <em>Homo habilis</em>, ma non tutti gli esperti concordano.<br><strong>2015.</strong> L'analisi di una mandibola di un ominide - presumibilmente di Homo habilis - ritrovata in Etiopia, nella regione di Afar, rivela che <a href="http://www.focus.it/scienza/scienze/il-piu-antico-fossile-di-homo-habilis-mai-ritrovato">il genere umano comparve in Africa 2,8 milioni di anni fa</a>, mezzo milione di anni prima di quanto creduto finora. Il reperto di transizione ricolloca il passaggio tra australopiteco e <em>Homo</em> a un periodo compreso tra i 3 milioni e i 2,8 milioni di anni fa.<br><br><strong>2015.</strong> L'analisi genetica della mandibola di un Homo Sapiens vissuto in Romania tra i 42 mila e i 37 mila anni fa rivela tracce di un antenato Neanderthal (forse il padre del trisavolo) nelle 4-6 generazioni precedenti. La prova che in molti aspettavano del fatto che <a href="http://www.focus.it/cultura/storia/sapiens-e-neanderthal-si-incrociarono-piu-recentemente-di-quanto-pensassimo">Sapiens e Neanderthal si incrociarono anche in Europa</a>, e non solo in Medio Oriente, durante l'uscita dei Sapiens dal continente africano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 12:22:37 UTC</pubDate>
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         <title>La teoria evoluzionistica di Darwin &quot;L&#39;origine della specie&quot;</title>
         <author>calabresegioelson</author>
         <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8/wish/231885301</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1831 il giovane Charles Darwin, su iniziativa del suo ex insegnante, sir J. S. Henslow, partecipò a una spedizione intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle. La nave salpò il 27 dicembre 1831 e fece ritorno a Falmouth (Inghiterra) solo cinque anni dopo, il 2 ottobre 1836.<br><br><br>Durante il suo lungo viaggio Charles Darwin visitò molti paesi e un gran numero di isole, alcune delle quali erano rimaste quasi inesplorate fino ad allora (Galápagos, Mauritius, Sant’Elena, Ascensione, Azzorre, ecc.). Constatò l’innumerevole varietà di piante e di animali; il perfetto adattamento di ogni organismo al proprio ambiente; il succedersi delle specie nel corso delle varie ere geologiche. Annotò scrupolosamente su taccuini le sue osservazioni naturalistiche e raccolse numerosi campioni di fauna e flora, che spedì in Inghilterra.<br>Questi materiali gli consentirono di maturare la sua idea di evoluzione.<br>La teoria di Charles Darwin sconvolse non solo il mondo della scienza, ma anche il comune modo di pensare. Questo è quanto accadde quando il 24 novembre 1859 pubblicò l’opera Sull’origine delle specie, nella quale proponeva una spiegazione rivoluzionaria, per l’epoca, di un fenomeno che aveva da sempre attirato l’attenzione degli studiosi, quale l’enorme varietà delle forme degli organismi viventi.<br>Durissima fu la critica della Chiesa, che giudicava blasfeme le inevitabili implicazioni della teoria evolutiva e vi scorgeva una minaccia per la sua autorità: l’uomo non era più all’apice della creazione divina, ma il risultato di un lungo processo di selezione naturale, al pari di tutti gli altri organismi. Conciliare un’anima immortale con un corpo “scimmiesco” non era cosa da poco, e gli oppositori non erano solo tra i prelati. Molti intellettuali cattolici e conservatori e perfino alcuni naturalisti rifiutarono e ridicolizzarono le tesi di Charles Darwin, non capendone le reale portata.<br>Secondo la teoria di Charles Darwin, tutte le specie viventi sono tra loro imparentate e sono discese, attraverso successive modificazioni, da antenati comuni vissuti in epoche più o meno remote. Procedendo a ritroso nel tempo si arriverebbe all’antenato comune di tutte le specie.<br>A proposito dell’evoluzione per selezione naturale, è opportuno sottolineare che non sono i singoli individui a evolvere, bensì le popolazioni, che cambiano da una generazione all’altra; inoltre, l’evoluzione non porta a organismi perfettamente adattati, perché un carattere che si è dimostrato favorevole in una situazione può essere inutile o addirittura dannoso in circostanze diverse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 13:43:19 UTC</pubDate>
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         <title>Lucy</title>
         <author>calabresegioelson</author>
         <link>https://padlet.com/calabresegioelson/h5rrep0uj0f8/wish/231932906</link>
         <description><![CDATA[<div>L<strong>ucy</strong> è il nome con cui viene comunemente identificato il reperto <strong>A.L. 288-1</strong>, consistente in centinaia di frammenti di ossa fossili scoperti nel 1974 in Etiopia, che rappresentano il 40% dello scheletro di un esemplare femmina di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Australopithecus_afarensis"><em>Australopithecus afarensis</em></a>. In Etiopia il reperto è anche conosciuto come <em>Dinqinesh</em>, che in lingua americana significa "sei meravigliosa".<br><br>Caratteristiche:<br>L'esemplare Lucy è un "early australopithecine" ed è datato a circa 3,2 milioni di anni fa. Lo scheletro presenta un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cranio">cranio</a> di piccole dimensioni simile a quello delle scimmie non ominidi, più tracce di una postura che era <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bipedismo">bipede</a> e retta, simile a quella degli umani (e altri ominidi); questa combinazione ha fornito argomenti alla teoria dell'evoluzione umana secondo cui la postura bipede precedette l'aumento delle dimensioni del cervello.<br><br>Lucy è stata chiamata così dalla canzone <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucy_in_the_Sky_with_Diamonds"><em>Lucy in the Sky with Diamonds</em></a> dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Beatles">Beatles</a>, le cui note risuonavano forti e ripetutamente nel campo di spedizione tutte le sere dopo il primo giorno di lavoro del gruppo di scavo sul luogo della scoperta. In seguito all'annuncio pubblico del ritrovamento Lucy attirò moltissimo l'interesse del pubblico, divenendo al tempo quasi un nome familiare.<br><br></div><div><br>A partire dal 2007 lo scheletro fossile e i reperti ad esso associati furono esposti pubblicamente in una mostra itinerante negli Stati Uniti protrattasi per 6 anni; la mostra si chiamava <em>L'eredità di</em> <em>Lucy: i tesori nascosti dell'Etiopia.</em> Lucy divenne famosa negli Stati Uniti e in tutto il mondo, e fu riportata in Etiopia nel 2013.<br><br></div><div><br>Conseguenze scientifiche:<br>Con la scoperta di Lucy, lo scheletro della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rift_Valley">Rift Valley</a> che è datato di 3,2 milioni di anni, si è avuta la prova che l'evoluzione dell'uomo è culminata con l’<em>uomo sapiens</em>: la sua biologia e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antropologia">antropologia</a> fisica è uguale per tutto il pianeta esclusi piccoli caratteri secondari, per cui l'utilizzo del termine <em>razza</em> per gli umani è scientificamente erroneo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 15:02:49 UTC</pubDate>
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